venerdì 1 marzo 2013

Verità e politica

Cito da "Verità e politica" di Anna Arendt (1), un testo la cui lettura, pur non facile per chi non sia pratico di opere filosofiche, è comunque consigliabile al fine di capire meglio questi giorni di marasma politico. Cito qui due passi che mi sembrano significativi:

"Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l'uno con l'altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche. Le menzogne sono sempre state considerate dei necessari e legittimi strumenti non solo del mestiere del politico o del demagogo, ma anche di quello dello statista. Perché è così?...E' forse proprio dell'essenza stessa della verità essere impotente e dell'essenza stessa del potere essere ingannevole? E che genere di realtà possiede la verità se essa è priva di potere nell'ambito pubblico, il quale, più di ogni altra sfera della vita umana, garantisce la realtà dell'esistenza agli uomini che nascono e muoiono...Infine, la verità impotente non è forse disprezzabile quanto il potere che non presta ascolto alla verità?  (p. 30) Considerare la politica dalla prospettiva della verità...significa collocarsi al di fuori dell'ambito politico. Questa è la posizione di colui che dice la verità, il quale perde però la sua posizione - e, con essa, la validità di ciò che egli ha da dire - se prova a interferire direttamente negli affari umani e a ricorrere al linguaggio della persuasione o della violenza" (p.72)


(1) True and Politics, Torino, 2004 (traduzione di Vincenzo Sorrentino)

Cultura: futuro senza finanziamenti

Dunque, se ci sarà questa rivoluzione voluta dal Movimento 5 Stelle, presto, dico entro pochi anni, la cultura sovvenzionata dallo Stato scomparirà se non del tutto,  almeno sarà molto indebolita. Si profila una situazione all'americana.
Grillo è contro i finanziamenti ai teatri, l'ha detto chiaramente. 
Cosa succederà?
A me, praticamente non cambia nulla, ripeto.
Ma cosa ne faremo, che ne so, dei dipendenti?

Cosa inciderà questa eventuale inversione di tendenza sulla cultura del paese in generale? E finora, questo sistema culturale bloccato e paralizzato, lottizzato e asfissiante, quanto ha inciso sulla nostra crescita culturale?

giovedì 28 febbraio 2013

mercoledì 27 febbraio 2013

Terrore all'italiana

Quello a cui stiamo assistendo in queste ore è un vero e proprio 'Terrore all'italiana':  dopo le elezioni i grillini che si sono montati la testa e sparano a tutto spiano; mettono video ovunque, non dormono la notte per stare a videare, sono eccitatissimi dal nuovo potere acquisito, mentre gli altri tremano di paura, e già preparano le valigie per la fuga.

E si chiedono: dove andremo?

Altri, i più furbi, sono già a loro fianco e sottoscrivono, per salvarsi o manipolare la situazione, dichiarazioni di voto a loro favore.

Qui non cadrà nessuna testa, non va più di moda d'altronde, però...

I partiti se lo sono andati a cercare, ed eccoli serviti. Hanno fatto il possibile per finire così.

E farci finire così!

(Altri, dello stesso movimento 5 Stelle, magari in buona fede, troppo tardi si sono accorti che cosa hanno allevato nella loro pancia...).

Grillo ha più il fisique du role di Maximilien de Robespierre che di un clown.

Coop, libera le ciclabili!

Mentre alla Coop di Parco Prato raccolgono le firme per 'liberare le domeniche', vorremmo tanto che la Coop, che continua a costruire proprio davanti a Parco Prato, liberasse le ciclabili. Ecco come le hanno interrotte, senza curarsi di noi ciclisti.





Il sindaco Cenni tenterà il bis appoggiato dal Movimento 5 Stelle 134?


Prato: da diverso tempo girano voci a Prato che Cenni possa essere sorretto da il Movimento 5 Stelle 134  (non dall'altro, di cui è espressione la candidata Gianna Mannelli) e dagli altri movimenti civici, tutti tendenti verso destra.

Sono voci, naturalmente.

Il problema è che il primo candidato pratese al Senato non è passato - quello del Cinque Stelle 134 - , e quindi ora ci sarebbero due possibili candidati sindaco.
Sarebbe stato tutto più semplice se invece uno fosse andato a Roma.

Certo, c'è tempo - un anno è poco e tanto - e le cose possono cambiare. Tuttavia l'amicizia fra i due è solida, oltreché datata - almeno dal 2009 quando nelle ultime amministrative l'uno votò per l'altro e che fu all'origine della scissione del movimento pratese -  ed è molto probabile che comunque qualcosa ne nasca.

martedì 26 febbraio 2013

Il basso della politica

Sono preoccupata non tanto per l'ingovernabilità, quanto per i candidati che andranno al Parlamento; la tendenza fascistoide, l'arrivismo spregiudicato, la pirateria di certuni è preoccupante. Lupi con la veste d'agnello.
Alcuni di questi candidati che non ce l'hanno fatta,  ce li ritroveremo magari candidati sindaco  o chissà cosa alle prossime amministrative.
Bisogna assolutamente ostacolare le loro ambizioni.
Si è fatto un errore fondamentale; si è detto: la politica deve venire dal basso; però si è dato a quel ‘basso’ un accesso solo etico-morale, e in senso negativo; invece era inteso di gente non collusa con la politica, con i partiti responsabili del disastro.
Invece più gente ambiziosa e spregiudicata di prima entra in Parlamento, grazie a questo basso male inteso.
Ricordo le parole di Gramsci:
"Il Fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il Fascismo è divenuto così un fatto di costume".
(L'Ordine Nuovo, 26 aprile 1921).

Grillo vince: cosa cambia per noi


Cosa cambia per noi, dopo queste elezioni?
Cosa cambia nella nostra vita, dopo che le abbiamo attese, vissute, interpretate? Cosa cambia?

Nel quotidiano, nulla. 

E non certo perché Grillo non ha avuto quel risultato di maggioranza assoluta che lui avrebbe tanto voluto.

Al momento Pizzarotti a Parma ha cambiato poco o niente, piuttosto c'è stato sembra un mantenimento dello status quo, incluso nelle partecipate, e l'inceneritore famoso ci sarà.

Dunque, se Grillo vincerà anche alle prossime amministrative, cosa cambierà?

Saranno capaci di togliere questi mammuth dai vari centri di potere, per esempio?

Saranno capaci di togliere chi gestisce enti, consigli di amministrazione, eccetera per grazia di partito qua partito là, dando spazio al merito?

Come faranno a riparare a tanti tanti anni di disastri, di ingiustizie, di cattiverie, di violenze nascoste, di infinite invidie?

Saranno capaci di sostenere il dissenso, o faranno come quelli di Alba Dorata, visto che si parla già di 'menar scappellotti'?

Saranno capaci di sostenere altre forze autodichiarantesi 'pulite e sterminatrici' come loro che nel futuro sorgeranno? O vorranno piuttosto avere il monopolio del bene, come una chiesa, come una setta assolutistica?

Come tutti i partiti, come ci ricorda Simone Weil, vorranno mantenersi in vita per sempre con l'assolutismo?

Insomma, avranno modi spicci come gli assolutisti, come hanno avuto chi li ha preceduti, per esempio taluni del PD che mi ha trattato - parlo della mia esperienza -come se fossi l'ultima pezzente del teatro, una lebbrosa della cultura, solo perché non gli davo il voto e dissentivo dalla loro politica?

Siamo stati e siamo prigionieri di questa gente che ci domina e ci costringe a vite non nostre; cominceremo a respirare o saremo ancora e sempre sopravviventi in lunghe apnee per riaffiorare di tanto in tanto in superficie a prendere un po' d'aria, per poi finire di nuovo giù?

lunedì 25 febbraio 2013

Il PD mammuth sta morendo

La scelta di apparato di Bersani rispetto a Renzi è stata pagata cara dal PD, che, anche se vince al Senato, perde tanti voti.
Anche qui nel Feudo dei Feudi, la Toscana.
Ecco il punto di debolezza di questo partito,  il vizio di base, essere ancora e sempre mammuth, incapace di rinnovarsi, di evolversi.




Protesta di Femen a Berlusconi: esempio di menzogna organizzata?

Così, grazie a Femen (le adoro!), anche nel giorno delle elezioni, si parla di Berlusconi.
Ma guarda un po', queste signorine che sono venute fino a Milano a farsi arrestare per dire "basta Berlusconi" ... quante erano? Tre, credo.
Berlusconi non è per niente preoccupato nel vedere la protesta, anzi, è divertito.

Insomma, da vero genio della propaganda, ha già capito che tutto questo sarà comunque a suo favore.
Si parla di lui anche nel giorno in cui è proibito fare campagna elettorale.

Facciamo un po' di dietrologia, tanto per divertirci un po' anche noi: un favore di Putin all'amico?
Naturalmente questa è pura dietrologia, le ragazze sono ucraine.

http://www.youtube.com/watch?v=G6Piee1tbes&feature=player_embedded

domenica 24 febbraio 2013

Brutta Modestia

In uno dei pochi sabati liberi, sono andata al Metastasio a vedere La Modestia dell'argentino Rafael Spregelburd per la regia di Luca Ronconi.

Brutto confuso il testo, debole la regia, con i soliti 'automat' a rotelle. Due storie parallele recitate da soli quattro attori (sembra una novità, io lo faccio da almeno dieci anni, in modo sistematico dal 2008, ma tutto è nato per mancanza di soldi...), di cui una storia praticamente incomprensibile, piene di banalità (come la guerra, la caduta del Muro...senza contare le frasi finali, di un insipido esasperante, pareva di sentire un testo del vecchio Ottocento.

E poi quasi tre ore senza pausa, spettatori fermi, nello stile di Ronconi: io sono il genio e voi dovete stare lì a guardare, e se vi scappa la pipì col freddo che fa, problemi delle maschere.

Brave, le maschere del Metastasio, gentili, intelligenti e premurose.
Le vere protagoniste della serata, hanno contribuito non poco alla sopportazione dello spettacolo.

Bravi comunque anche gli attori, ecco loro sì, bravi.

Basta con questa drammaturgia che fa letteralmente ca....re. Esotica o nostrana, fa lo stesso. E' il secondo brutto spettacolo che vedo al Met.
Insomma, un altro spettacolo inutile e già dimenticato.

Ma perché votare a febbraio?

Chi ha avuto la bella pensata di votare a febbraio, in tutta fretta?
Neve, maltempo, disagi, ulteriori spese.
Già immagino qualche vecchietto con il femore rotto dopo aver tentato di andare a votare.

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...