venerdì 8 marzo 2013

Aeroporto di Firenze: la pista parallela e i mestatori


Giovedì 14 marzo prossimo ci sarà gran folla al consiglio comunale di Prato, perché  si discute della follia dell’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, che a Prato quasi nessuno vuole, perché andrebbe a impattare, così si dice, sulla città.

Altroché. Altroché Parco della Piana.

I mestatori sono giù in azione, come lo furono qualche anno fa prima delle elezioni del 2009, su temi importanti come l'inceneritore o Gonfienti etrusca (la dimenticata, ora non va più di moda e poi Nesi è andato a Roma, che volete?).

Ora i mestatori sono ancor più organizzati; ma, più o meno, sono gli stessi. 

E’ così facile raccogliere consensi su questo argomento! Chi vuole la pista parallela, a Prato?!

Sarò vigile e questa volta – non come è accaduto nel passato – non mi farò prendere per il cullolo e denuncerò tutte le strumentazioni del caso dei vari pifferai di Pratelin e dintorni fiorenti.

Darò, nel mio piccolo, oltre a un contributo alla battaglia contro le varie mostruosità del Parco della Piana, anche filo da torcere a questi mestatori, facciano o no parte dei partiti e dei non-partiti-partiti.

giovedì 7 marzo 2013

La delinquenza è al servizio di ogni sistema

Un luogo comune era per me quello che la delinquenza è un frutto del sistema capitalistico che se ne serve. Ne parlavamo sempre nelle nostre, ormai lontane, riunioni politiche.
E non solo quando si tratta di mafia e camorra, naturalmente.

Una scoperta è stata quella della difesa sistematica dei delinquenti nel sistema stalinista, quando ho studiato approfonditamente quel periodo per scrivere Cafiero Lucchesi. 

Solgenitzin lo scrive chiaramente nel suo "Arcipelago Gulag", uno dei libri più belli che abbia mai letto e che consiglio a tutti ( prima però mettetevi al riparo lo stomaco).

Avevo intravisto questa difesa già in Romania, dove sono stata durante gli ultimi anni della dittatura di Ceaucescu.

I cosiddetti regimi comunisti avevano tutto l'interesse nel perseguire tiepidamente i delinquenti; il furto veniva considerato un peccato venialissimo e spacciato nel mercato dell'ideologia ( uno è ladro per colpa della società). Il Partito aveva in cambio il consenso e il popolo in scacco.

Da noi questa microcriminalità diffusa sul territorio - peggiorata in parte per la crisi economica - viene 'tollerata' da tutti, e anzi, fa tanto comodo a certa economia bastarda.

Viviamo tutti più impauriti e timorosi.

E poi serve alle campagne elettorali di tutti e ai ganzini di parte (partito) che si spacciano per Robin Hood o Terminator.

Morte dei Paschi

"Tragedia a Siena, David Rossi si è lanciato dal suo ufficio. Era il responsabile dell’area di comunicazione del Monte dei Paschi. Non era tra gli indagati nell’inchiesta sullo scandalo. I suoi uffici erano stati perquisiti"

Chi crederà al suicidio di un uomo che avrebbe salutato il mondo con "Ho fatto una cavolata"?, che si butta poi dalla Rocca Salimbeni, la sede della banca più antica d'Italia?

Ci sono tutti gli ingredienti per un altro mistero irrisolto all'italiana. Un 'suicidio' tutto da leggere anche in chiave simbolica. Insomma, in pieno medioevo, anche per il modus occidendi.

mercoledì 6 marzo 2013

Ecco come la Sinistra fa vincere la Destra

L'episodio dei furti o tentativi di furto in Baracca, uno scherzo che fra inferriate e oggetti di lavoro che ho dovuto ricomprare mi è costato circa 4 mila euro, e non ho finito, mi vede oggi protagonista della cronaca pratese de La Nazione, con tanto di mega foto, spettacoli, mi induce a pensare che non mi avrebbero mai dato tanto spazio per uno dei miei spettacoli, ma anche che la Sinistra si sta lasciando, ancora una volta sfuggire la questione della 'sicurezza' dalla cosiddetta Destra, o controparte, per le prossime amministrative, di cui sta confezionando i contenuti.

Come ho avuto modo di discutere con Aurelio Donzella, uno dei pochi rappresentanti del Comune che mi ha telefonato (per la verità anche l'assessore Anna Beltrame lo ha fatto) per dimostrarmi il suo rammarico, il tema della 'sicurezza ' è  argomento tabù a Sinistra, purtroppo, e che quando si dice,  o si racconta che il carabiniere ha attribuito, dal modus operandi con scorno, lo scasso e tentativo di furto agli  'zingari', ecco che subito scatta il terrore 'sinistro' di essere considerati razzisti.

Guai! Insomma, la Sinistra, prigioniera dei propri pregiudizi, si farà gabbare un'altra volta e non discute dei problemi, facendo come lo struzzo.

Il problema della microcriminalità esiste, ed è molto sentito dalla gente che sta spendendo soldi per mettersi in sicurezza.

Cosa vogliamo fare?

Qualcuno mi ha scritto: "Mi dispiace molto di quanto ti e' successo, purtroppo la vita e' fatta anche cosi'. Gli inglesi, che spesso filosofeggiano, dicono che sicuramente la cosa e' servita a qualcuno che ne aveva bisogno. Quindi un'opera "buona" da parte tua..". 
Un'opera buona?  Come se io, o altra gente come me, fossimo ricchi!
E' così che vincono i dittatorelli in questo paese (di cui si discute tanto in questo periodo mentre il paese è letteralmente nella cacca), anche grazie a una parte della Sinistra cieca e stupida, che mostra di piangere quando la criminalità organizzata distrugge il Centro delle Scienze di Napoli, e poi tace con la microcriminalità, pensando di essere ancora al tempo di Robin Hood.

La povertà nei cassonetti

Da circa più di un anno i cassonetti vicino a casa mia e non solo hanno visto una inversione di tendenza. Si sono alleggeriti.
Prima, attorno, era tutto un proliferare di oggetti lasciati in maniera incivile, che, per scomparire, dovevano aspettare l'intervento degli operai della municipalizzata.
Ora, appena qualcuno posa un oggetto, scompare entro poche ore.
Non solo il gruppo dei marocchini che raccoglie il ferro, non solo loro portano via gli oggetti. Anche gente della zona. Io stessa l'ho vista.
Gli stessi marocchini che ogni tanto si fermano da me per chiedermi se ho qualcosa da buttare via, mi raccontano che di rifiuti se ne trovano sempre meno.

E i cassonetti, all'interno, si sono alleggeriti. Forse solo il contenitore della plastica, no. Ma aspetterò l'estate prima di fare una valutazione completa.

Questo è uno dei tanti segni dell'impoverimento.

martedì 5 marzo 2013

Il Parco della Piana è finto: ora tutti se ne sono accorti

Viene da ridere: è dal 2009 che scrivo su questo blog e lo dissi anche durante la campagna elettorale, che il Parco della Piana è finto. Che nascondeva l'ampliamento dell'aeroporto, dell'Interporto, la  cementificazione eccetera...

Ora lo dicono anche i 'grillini' (ritengono sbagliando del tutto che l'opposizione la fanno solo loro, ma sono anni qui che mangiamo insalata, mentre altri mangiano carne di prima qualità!) e lo dicono anche altri ex-appartenenti, sacerdoti e 'sacerdottesse' dei comitati, molti dei quali scomparsi; altri invece, pochi, sono vivi e vegeti, e, grazie al successo del 'basso', hanno gettato la maschera e si vede per chi 'lavoravano'.
Ora è 'vero'. Prima erano tutti a scrivere e a inventare scenari per il Parco della Piana!
Però quando lo dicevo io, che dovevo essere neutralizzata, non mi ascoltavano.
Bravi bravi...ma solo come ipocriti e rimestatori. E nemmeno a dirlo, invidiosi.

Ecco alcuni riferimenti. Dico alcuni, non tutti... Hai voglia a leggere!

http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/03/infinita-potesta.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/03/attenzione.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2010/02/master-plan.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2010/02/i-personaggi-abitanti-del-parco.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2011/03/gli-inganni-del-pit-piano-di-indirizzo.html


http://primaveradiprato.blogspot.it/2010/06/parco-veramente-molto-parco-della-piana.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2011/02/lassurdo-naturale.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2011/03/nonostante-i-distinguo-dal-sindaco.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/09/appunti-per-una-opposizione-mancante.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/12/parco-della-piana-un-inganno-senza-fine.html

E l'ho scritto anche nel libro "Gonfienti, storia di una battaglia".

Una donna come Primo Ministro e anche come Presidente della Repubblica

Egregio Presidente,

è arrivata finalmente l'ora di dare l'incarico per formare un nuovo governo a una donna.

La Cancellieri potrebbe andare, è l'unica che ha lavorato decentemente, a mio modesto avviso, nel misero governo Monti.

Ha gestito bene le ultime elezioni, e appare una donna saggia, nonostante qualche dichiarazione di troppo.

O anche la Emma Bonino.

Magari la Radicale potrebbe essere indicata come Presidente della Repubblica.


lunedì 4 marzo 2013

ù-ù

Non c'è più spazio
Tutto hanno preso

per questo dormo
nella cuccia
che fu della cagna

a sognare l'amore
le corse pazze
le vittorie

abbaio come lei
ù-ù

C'è rimasto il suo odore
La sua anima lità,
calore

Attorno
Spettatori
senza applaudire
o fischiare

Spettatori
punto

Molto meglio
ù-ù
abbaiare
ù-ù

alla mezza
quarto di
luna piena

ù-ù
dalla cuccia
vocale del cuore

Altro tentativo di furto al Teatro La Baracca

Stanotte i ladri sono entrati dalla porticina laterale (ora bunkerizzata), ma non hanno preso nulla; in realtà c'era qualche vestito poco più, e poi cercavano i soldi.

I carabinieri mi hanno detto che loro non ce la fanno più a stare dietro ai piccoli furti, a Prato.

Tuttavia, al prossimo tentativo non crederò più alla versione di furto di zingari, bensì su commissione.

Testimonianze e critiche sul Movimento 5 Stelle

Trascrivo una lettera di tre anni fa di una insegnante che ha lasciato il Movimento 5 Stelle. La lettura è interessante. Soprattutto da evidenziare i passi in cui scrive che il movimento viene usato per far carriera (naturalmente è negato) e la povertà culturale.
Di ieri è invece questo intervento critico<. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/03/grillo-circonvenzione-di-elettore-in-parlamento-leletto-fa-cazzo-che-pare/518766/
Buona lettura.

LASCIO IL MOVIMENTO 5 STELLE - di MONICA FONTANELLI (lettera del 2010)

Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso. Avevo ovviamente letto il programma nazionale e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti. Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile. La risposta del Movimento è stata l’ostracismo. Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione, perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa.

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese. Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti, uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro. Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori. In questi mesi trascorsi nel gruppo l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento. Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna, l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché loro sono i “portavoce” del Movimento. Bell’esempio di democrazia! Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi. Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata. Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti e progetti reali davvero impressionante. Stupefacente scoprire, tra l’altro, che il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili ) non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali! E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?

Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna. Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina. Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta. Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro. Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra” volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica. Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese. Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo più’ che per le invettive contro gli altri.

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli

domenica 3 marzo 2013

Dibattito dopo "Matilda"


Dopo la recita di Matilda c'è stato un fuori programma: il pubblico ha richiesto il dibattito.
Una volta tanto volevo non dibattere, per non annoiare il pubblico. Così pensavo io. E invece il pubblico non se n'è andato, e ha chiesto il dibattito.
Incredibile. Naturalmente ho accettato e così' è passata un'altra ora, in cui ho parlato della 'nascita' di Matilda e di quello che ha significato. E anche delle problematiche socio-economiche del teatro.

Ma l'aspetto più significativo è stato proprio questa richiesta di dibattito, perché alla Baracca si fa così e il pubblico viene anche per questo.

Sabato 9 marzo si replica.


No alla lingua unica per l'Europa proposta da Grillo

Quello che copio di seguito è una dichiarazione di Beppe Grillo, che  dimostra ignoranza o quanto meno superficialità in merito ai processi linguistici in senso scientifico, ma dimostra altresì di non comprendere il valore profondo, ancestrale, simbolico di appartenenza della lingua per ciascun gruppo etnico. Dico un NO profondo a questa stupidaggine, a questo diktat calato dall'alto che contrasta il 'basso' che dovrebbe contraddistinguere il Movimento 5 Stelle; a questa semplificazione, in nome di una presunta 'comprensione' o, ancora una volta, risparmio:


"La mia proposta e` semplice,se prima non ci si comprende bene fra di noi europei e` inutile avere 3000 traduttori(al parlamento europeo che costano un patrimonio) che vogliono tradurre i nostri capi europei e non ci si comprende l`uno con l`altro,l`Europa prima di fare una moneta unica che e` servita solo alle banche e alle multinazionali, doveva fare una lingua unica per tutti gli europei, gia` ora le generazioni nuove avrebbero gia` raccolto i frutti dell`insegnamento e per i grandi dei corsi agevolati o gratis cioe` con il contributo europeo avrebbe dato dei ottimi risultati, invece di investimenti sperperati, erano investimenti per una vera europa unita perche ` finalmente si poteva comunicare con popolazoni che fino ad oggi ci erano estranee e ancora ora lo sono,ma che Europa unita e` se ,Francia, Spagna Olanda, Belgio ecc. non si possono comprendere faccia a faccia ,ma sempre con un traduttore e` impossibile questa unione.Bene la mia proposta e` perche` l`Europa non incomincia a finanziare una lingua unica ho come seconda lingua a scuola ,ma per tutti anche gli adulti con corsi obbligatori,tanto fra una ho due generazioni non sara` piu` obbligatorio ma naturale e la lingua sarebbe l`Inglese che e` gia una lingua conosciuta matura radicata e mondiale e basta col dire e ma il Francese allora o il Tedesco ecc.,l`Inglese e` un`ottima lingua per comunicare e comprendersi a tutti i livelli,e poi incominciare a unire la moneta e cosi via.Questa Europa a da ripartire da zero,e allora ci potra essere una Europa unita se prima tutti i cittadini europei si possono conprendere e comunicare.(in America erano la maggior parte europei e parlavano tutti altre lingue ,ma in poche generazioni si sono adattati a una lingua e poi si sono uniti).Spero di essermi fatto comprendere bene che cosi l`Europa non serve a nulla ,anzi ci costa anche un patrimonio anche solo a mandare a quel paese un qualsiasi comunitario".

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...