sabato 30 marzo 2013

Roba da stadio

Il nuovo stadio di Prato sarà costruito nella zona Chiesanuova: una zona che avrebbe bisogno di riqualificazione, di cura, di altre attenzioni piuttosto che altre colate di cemento.
I tempi proposti poi per l'esecuzione di questo nuovo stadio mi sembrano veramente roba da non credere: fantascienza.


Da Il Tirreno di oggi, edizione internet: PRATO. Entro settembre 2014 il nuovo stadio. A beneficio del calcio e anche dell'atletica. L'annuncio questa mattina è arrivato dal sindaco Roberto Cenni. Confermata la scelta dell'amministrazione di scommettere su Chiesanuova, dove attualmente c’è una pista d'atletica che versa in condizioni molto precarie. Al tempo stesso la necessità di trovare una soluzione per il Lungobisenzio, sul quale graverebbero il prossimo anno costi di adeguamento per 2 milioni di euro, hanno spinto il Comune a trovare un'unica risposta. Lo stadio secondo le stime dei tecnici costerebbe 3,8 milioni e sarà in grado di ospitare 4.200 spettatori (contro i 6.200 dell'attuale Lungobisenzio) con la possibilità di arrivare a 5.8000 posti con l'aggiunta di due tribune prefabbricate. Il sindaco conta di poter celebrare la gara d'appalto a giugno in modo da consegnare i lavori al più tardi alla fine dell'estate del prossimo anno.

mercoledì 27 marzo 2013

Giornata mondiale del teatro: perché non mi piace il discorso di Dario Fo

Il discorso di Dario Fo in occasione della Giornata del Teatro non mi piace. E' falso. Ancora una volta un artista tace e non parla del vero perché gli artisti NON trovano piazze; ossia, alcuni, nonostante la crisi, le piazze le trovano ancora; gli altri, no.
I governanti concedono eccome, oggi come ieri, spazi a chi è consono al potere; e anche ai giovani. 
Sì, magari la crisi ha reso tutto più difficile, ma il meccanismo in sé è sempre lo stesso.
Ci sono poi alcuni artisti invisi a certa parte politica, come è stato lui, ma protetti bene da un altra e in qualche modo lavorano sempre!
Chi non ha protettori o amici eccetera, chi in qualche modo sgarra, non lavora. E il merito è l'ultima cosa che conta.
Il discorso di Fo è quindi ipocrita; o, al meglio, superficiale. La soluzione poi che auspica è sciocca.

"Tempo fa il potere risolse l’intolleranza verso i commedianti cacciandoli fuori dal paese.
Oggi gli attori e le compagnie hanno difficoltà a trovare piazze teatri e pubblico, tutto a causa della crisi.

I governanti quindi non hanno più problemi di controllo verso chi si esprime con ironia e sarcasmo in quanto gli attori non hanno spazi né platee a cui rivolgersi.

Al contrario, durante il Rinascimento in Italia chi gestiva il potere doveva darsi un gran da fare per tenere a bada i commedianti che godevano di pubblico in quantità.

E’ noto che il grande esodo dei comici dell’arte avvenne nel secolo della Controriforma, che decretò lo smantellamento di tutti gli spazi teatrali, specie a Roma, dove erano accusati di oltraggio alla città santa. Papa Innocenzo XII, sotto le assillanti richieste della parte più retriva della borghesia e dei massimi esponenti del clero, aveva ordinato, nel 1697, l’eliminazione del teatro di Tordinona, il cui palco, secondo i moralisti, aveva registrato il maggior numero di esibizioni oscene.

Ai tempi della Controriforma, il cardinale Carlo Borromeo, operante nel Nord, si era dedicato a una feconda attività di redenzione dei “figli milanesi”, effettuando una netta distinzione tra arte, massima forza di educazione spirituale, e teatro, manifestazione del profano e della vanità. In una lettera indirizzata ai suoi collaboratori, che cito a braccio, si esprime pressappoco così: “Noi, preoccupati di estirpare la mala pianta, ci siamo prodigati, nel mandare al rogo i testi con discorsi infami, di estirparli dalla memoria degli uomini e, con loro, di perseguire anche coloro che quei testi divulgarono attraverso le stampe. Ma, evidentemente, mentre noi si dormiva, il demonio operava con rinnovata astuzia. Quanto più penetra nell’anima ciò che gli occhi vedono, di ciò che si può leggere nei libri di quel genere! Quanto più la parola detta con la voce e il gesto appropriato gravemente ferisce le menti degli adolescenti e delle giovani figliole, di quanto non faccia la morta parola stampata sui libri. Urge quindi togliere dalle nostre città i teatranti come si fa con le anime sgradite”.

Perciò l’unica soluzione alla crisi è sperare che contro di noi e soprattutto contro i giovani che vogliono apprendere l’arte del teatro si organizzi una forte cacciata: una nuova diaspora di commedianti che senz’altro, da quella imposizione, sortirà vantaggi inimmaginabili per una nuova rappresentazione".


(Dario Fo)

Il compito degli artisti in politica

Confesso di non aver mai amato Battiato, mai amato come artista.
Forse tutto nacque il giorno in cui casualmente lo vidi a un bar dell'aeroporto di Firenze, più di dieci anni fa. Entrambi facevamo colazione; naturalmente io ero l'illustre sconosciuta. Egli aveva un'aria molto supponente, da vero 'artista' divo, e questo mi infastidì.
Ma questo è uno stupido aneddoto che racconto solo per giustificare che sono tra quelle che non apprezzano l'artista Battiato.

Tuttavia, speravo, e l'ho scritto, che una volta insediato come assessore potesse raccontare, potesse iniziare un cambiamento, il cambiamento che molti di noi aspettano e che non arriva.

Nessuna aria nuova.
Nemmeno dal Movimento 5 Stelle, che in campo culturale deve percorrere ancora tanta strada.
Grillo s'è limitato a dichiarare, terroristicamente, che il suo programma non prevede soldi alla cultura, ma a Parma le cose non stanno esattamente così e tutto è rimasto praticamente come prima. Parma, fortezza borghese inviolata.

Da vent'anni e passa aspetto; ma niente.

E' di questo che bisognava parlare, dico a Battiato, e non definire tutto, buttare un'occasione con le parolacce, le solite, alla maniera di Grillo, il punto debole del suo populismo, ma che gli serve, lo sappiamo, per il consenso più 'basso'.

La parolaccia.

A volte la parolaccia è liberatoria, senza dubbio; può essere azzeccata, anche in certi contesti 'alti'; ma ormai è diventata inutile, è scontata, e ne siamo sazi.

La libertà della parolaccia è la stessa libertà che ci concede la libertà sessuale; superficiale. Il potere la tollera -fino certi limiti - perché serve al mantenimento del sistema, oltre a essere funzionale al consenso del popolino.

Lo vediamo anche nel teatro: il teatro deve essere popolare, basso, volgare, deve creare consenso e far vendere biglietti. Lo stesso meccanismo. Ma questo teatro popolare e non professionale - e anche la musica e la pittura hanno meccanismi simili - è sostenuto in duplice funzione economica e di controllo consenso politico.

Insomma gli artisti che entrano in politica hanno l'obbligo di iniziare il cambiamento. Certi non sono preparati, strutturati; e anche di questo va tenuto conto, perché non basta saper comporre una bella canzone per tentare la strada difficile della politica. Tuttavia nessuno finora ha tentato la strada della rinascita. Eppure sanno bene cosa significa e comporta, cosa nasconde la politica culturale italiana! Non l'ha fatto ancora nessuno. NESSUNO (se si esclude Grillo che, però, in materia specifica ha detto ben poco!). Vedi Pamela Villoresi da noi, sia detto con rispetto per il suo lavoro d'attrice che non mi entusiasma, almeno finora; la cito perché è famosa. Alcuni appoggiano i partiti, appunto, si inseriscono nel sistema, ma non lo discutono, e spesso affogano nel primo bicchier d'acqua in cui si tuffano.


martedì 26 marzo 2013

Le troie in Parlamento

Battiato, il musicista assessore alla cultura della Regione Sicilia, dice che al Parlamento italiano ci sono (ci sono state) tante troie disposte a tutto.

Pur vero, sono proprio stanca di questa continua aggressività verbale, è asfissiante.

Si capisce che i politicanti vogliono sempre la ribalta, ma ora basta; questo sparlare non serve a niente, non cambia lo stato delle cose.

La lotta politica contro il sistema non si fa buttando là le solite parolacce, che poi innescano le solite reazioni a catena; soprattutto ora che è un rappresentante di certe istituzioni, deve essere puntuale e corretto. 

Invece di parlare con certi stilemi aggressivi e ormai inutili,  Battiato dovrebbe raccontare il sistema cultura, come funziona; di come sia stato e sia necessario essere raccomandati, per esempio nel mondo della musica a tutti i livelli, avere protettori politici e via discorrendo per poter lavorare.

Potrebbe invocare una inchiesta sul sistema cultura, insomma; e l'Italia se lo meriterebbe.
Potrebbe dire della sostanza marcia di certe stanze che lui sicuramente ha visto, non certo soltanto da lontano.
Potrebbe dire che la prostituzione morale e politica è uno dei mali che affligge la cultura in Italia, e non solo, e che il rinnovamento in questo settore è molto distante.

Il resto non serve. Altrimenti è preferibile rimanere 'artisti'.

Baciacavallo: Cenni contro Barosco

Copio il comunicato pubblicato sul sito del Comune di Prato sulla questione del depuratore di Baciacavallo.

Il rappresentante del Movimento5 Stelle Meetup 134, Fausto Barosco - che si distingue nettamente dall'altro, Movimento 5 Stelle Prato 2 -  alle elezioni del 2009 aveva appoggiato l'allora candidato Cenni, che era finito al ballottaggio, proprio perché contro l'ipotesi di un inceneritore alle Pantanelle; ora invece, e proprio in materia ambientalista, sembra opporglisi.
Le elezioni si avvicinano e anche le emissioni verbali si alzano.
Cenni dichiara che le emissioni di diossina del depuratore sono molto inferiori ai limiti di legge e invita i comitati a portare i dati che contrasterebbero quelli di Arpat e Asl.
Nel comunicato Barosco non è citato, ma è lui che pochi giorni fa ha dichiarato che Baciacavallo è come una piccola Ilva. Qualche anno fa lo stesso fa disse che Prato è, per la delinquenza, come il Bronx.
Visto che ci siamo, io suggerirei anche di fare qualche analisi alle acque putride del depuratore del Calice, zona Pantanelle. Proprio là dove c'è il Parco della Piana.

"AmbienteI dati di Arpat e Asl fugano gli allarmismi paventati da Medicina Democratica e Vas Onlus

"Baciacavallo, rilevamenti di diossina cento volte inferiori rispetto ai limiti di legge"

Il sindaco Roberto Cenni scrive ai due comitati chiedendo la metodologia con la quale hanno condotto i loro studi: "Disponibile ad approfondire le indagini ma sbagliato fare grancassa"
"I dati forniti da Arpat e ricavati dai dovuti rilevamenti nel quinquennio 2007-2012 segnalano un livello medio della presenza di microinquinanti, come la diossina, di oltre cento volte inferiori rispetto ai limiti di legge". E' questo il dato principale presentato questa mattina dal sindaco Roberto Cenni, che incontrato la stampa in merito all'allarme lanciato dai due comitati Medicina Democratica e Vas Onlus, insieme al vicesindaco e assessore all'Ambiente Goffredo Borchi, al il dott. Luigi Ricci, direttore Unità operativa igiene e sanità pubblica Asl 4 e al dott. Luciano Giovannelli, responsabile Arpat Prato.
"Sono pertanto rassicuranti - afferma il sindaco Cenni - le notizie a seguito dei controlli metodici e continuativi in corso da anni, sia da Gida che ne svolge di per sé, sia da Arpat come ente controllore. L'obiettivo è comunque quello di compiere studi e indagini quanto più circostanziati possibile".
Per questo motivo l'Amministrazione Comunale ha chiesto ai due comitati la  documentazione completa per poter ampliare ulteriormente le indagini che tuttavia, ad oggi, non presentano alcuna fra le criticità paventate. "Parlare di piccola Ilva - ha chiosato il sindaco - è estremamente poco responsabile, tanto più attribuendo direttamente a Gida l'eventuale responsabilità sulla presenza di diossine. Ad ogni buon conto è importante approfondire e fugare qualsiasi dubbio".
L'Amministrazione attende quindi la collaborazione dei comitati e auspica di conoscere la metodologia dei loro studi, che tuttavia divergono profondamente dai dati forniti al Comune di Arpat e Asl. "Su queste vicende - ha sottolineato il sindaco - non c'è da fare grancassa per creare inutili o strumentali allarmismi, tanto più di fronte ad un rapporto trasparente con le istituzioni. I dati di cui disponiamo non sono preoccupanti ma siamo intenzionati ad approfondire gli studi. Spero che i comitati intendano collaborare". 
Sul fronte della salute i dati di Asl dimostrano come a Prato il numero dei decessi a causa di un cancro sia in calo e che il numero dei ricoveri per la stessa ragione  è più basso rispetto alla media regionale. Inoltre, secondo il dott. Ricci: "Non si evidenziano tumori relazionabili a quel tipo di inquinanti. Si tratta di studi completi che non hanno portato validi elementi di allarme".
Il vicesindaco e assessore all'Ambiente, Goffredo Borchi ha ricordato che: "Non è accettabile alcun tipo di informazione in base alla convenienze. Arpat e Asl sono istituzioni serie che fanno controlli in base alle normative vigenti. I dati sanitari e i controlli del territorio evidenziano che i problemi da altri enunciati non ci sono".
Da parte sua il sindaco Roberto Cenni ha concluso ribadendo che: "I dati attuali fugano dubbi e preoccupazioni paventate da chi parla di una piccola Ilva. Andiamo fino in fondo nel fare le verifiche ma evitiamo inutili, anzi dannosi e poco comprensibili allarmismi". 

Laris Pulenas, una scommessa

Ho riproposto il mio Laris Pulenas per la rassegna "Archeologia Narrante" organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo in collaborazione con la Sovrintendenza.
Facciamo qualche scommessa: a quanto mi date la recita del Laris Pulenas?

Intanto sto aspettando altre risposte, tra cui dal Metastasio, ma tutto tace.

Ampliamento aeroporto: la via del declino sostenibile

Stasera ci sarà una riunione organizzata da PD locale di S.Giorgio a Colonica, Prato, contro l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze, organizzato anche questo dal PD.

Tutti in assetto di manifestanti contro sé stessi.

Mi sembra di essere al tempo in cui tutti dicevano no all'Interporto e poi l'Interporto invece - nonostante il sistema interporto sia ormai fallimentare in tutta Italia, perché non si costruisce l'alternativa alla vita su automobile, non solo al trasporto su camion - ora addirittura si è giunti a disegnarlo sul Piano Strutturale di Prato, scritto nero su bianco dal Centro Destra nel caso ci fossero stati dubbi al riguardo, a scapito di un'altra idea di città che questi politici bendati non ci vogliono dare.

Stamani, a corollario, Legambiente fa comparire su un giornale locale una 'tenera' dichiarazione in cui scrive che bisogna fare il Parco della Piana, e dire basta al consumo di territorio.

E' tutto così assurdo, e così tutto incredibilmente visto e ascoltato, con in più il tono della farsa, in cui un partito manifesta contro una parte di sé che vuole e si impunta per la pista parallela dell'aeroporto di Firenze Peretola.

Il Partito Democratico, con Rossi alla testa dei costruttori dello 'sviluppo', hanno decisamente imboccato, insieme agli altri peraltro, la via del declino partitico sostenibile.

lunedì 25 marzo 2013

I veri 'elettori' di Grillo

Mandi una lettera a uno dei tanti signori del potere, piccoli o grandi, ai capi bastone di partito o di gruppo, ai direttori ai funzionari;  se mandi una proposta, una richiesta, un chiarimento un no so che, non rispondono; a quelli che dicono che bisogna fare del bene, perché così si aiuta l'economia o il prossimo, quelli, proprio quelli, quando sta a loro a muovere un po' il sederino, ah,  non li trovi mai. Non si degnano di risponderti.

Ogni giorno veniamo costantemente presi per il culo da certi potenti signori e poi strillano come galline strozzate se Grillo vince le elezioni.

Ma sono loro i veri 'elettori' di Grillo, i fautori della sua fortuna.

I finti blogger

Attenzione ai finti blogger, quelli, per intendersi, che lavorano per 'partito'.
Sono molto numerosi, sono virus, creati o fatti creare apposta per sostenere candidati o per distruggerli.

Buttano in rete molta sporcizia,  infettano, anche se sono ambientalisti e mostrano di combattere per cause giuste come depuratori, Tav, laghetti con uccellini, movimentismi eccetera; insomma buttano molto fumaccio soprattutto in occasione delle elezioni.

Sono molto abili, ma noi li riconosciamo subito. Innanzitutto per il loro talebanismo, l'aggressività, e il modo di scrivere frettoloso, quello che i linguisti chiamano 'dei puntini sospensivi'.

Dopo le elezioni, si placano.

domenica 24 marzo 2013

Città etrusca, Interporto e aeroporto amorosamente insieme

Documento della Regione Toscana:
Integrazione del Piano di Indirizzo Territoriale per la definizione del Parco Agricolo della Piana e per la qualificazione dell’Aeroporto di Firenze

“INTERVENTI CORRELATI AL PARCO AGRICOLO DELLA PIANA PER UNA MIGLIORE FRUIZIONE DEL PARCO ARCHEOLOGICO DI GONFIENTI”
Premessa
La Regione Toscana individua specifici interventi per la fruizione del parco archeologico di Gonfienti e per il completamento dell’Interporto. Il presente documento costituisce allegato programmatico del Documento di Piano del PIT (All. A1 dell’Integrazione alla proposta della GR di delibera al CR n°10 del 14 febbraio 2011), come indicato al paragrafo 7 ter. 3 “Il parco agricolo della Piana come parco agricolo integrato e multifunzionale”.
Le indagini archeologiche svolte in occasione dei lavori per la realizzazione dell’Interporto della Toscana Centrale hanno rivelato, con la scoperta dell’insediamento etrusco di Gonfienti, che la presenza di epoca etrusca si estendeva anche nell’area della piana posta tra la fascia pedecollinare della Calvana ed il fiume Bisenzio, oltre che nel territorio posto a sud del fiume Ombrone e, in particolare, nelle zone di Artimino e Comeana.
1. Area archeologica di Gonfienti
1.1 Sistemazione dell’area archeologica, conservazione dei reperti ivi scavati e sua fruizione pubblica
L’area archeologica di Gonfienti presenta la necessità di essere valorizzata, tutelata e resa accessibile per la fruizione pubblica. A tal fine si rende necessario elaborare, in accordo con i Soggetti e gli Enti territorialmente interessati, un progetto generale di tutela e valorizzazione dell’area archeologica, vista come elemento autonomamente significativo ma anche come parte del più ampio contesto storico- culturale presente nel territorio interessato dal Parco agricolo della Piana.
Il progetto, utile a definire obiettivi, azioni e misure da adottare nel breve, medio e lungo termine interessa sia il completamento delle operazioni di scavo, che la conservazione delle strutture scavate e la sistemazione dei reperti, nonché la loro pubblica fruizione anche in correlazione agli altri beni storico-archeologici presenti nella Piana.
Punto di partenza è costituito dal progetto preliminare redatto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e dalla Provincia di Prato, nel quale si identifica il primo nucleo del futuro parco archeologico (Comune di Prato), ovvero l’area dei c.d. Lotto 14, Lotto 15F, Bacino di compenso e viabilità antica di collegamento delle diverse zone della città etrusca e si prevedono i seguenti tre obiettivi prioritari:
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la valorizzazione, culturale fruitiva, delle aree archeologiche; il completamento dello scavo delle strade urbane e dei fronti edilizi immediatamente prospicienti, in modo da riconnettere in un unico percorso fruitivo i tre lotti; il consolidamento a fini conservativi di quanto scavato e la catalogazione dei reperti emersi.
All. 4
1Il costo stimato delle suddette opere, meglio esplicitate nel Progetto preliminare, è di € 500.000 ed è già finanziabile in parte con fondi della Regione e in parte con fondi provenienti dalla Provincia di Prato o dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.
Individuazione della zona d’intervento
Quanto sopra fa seguito al Protocollo d’Intesa, tra le Province di Firenze e Prato, i Comuni di Prato, Carmignano e Campi Bisenzio e l’Interporto della Toscana Centrale, siglato il 28/04/2010, con il quale, tra l’altro, si dava mandato alla Provincia di Prato di assumere tutte le iniziative necessarie a promuovere il progetto di parco archeologico, restando inteso che qualunque tipo di intervento deve essere preventivamente concordato con la Soprintendenza per il Beni Archeologici della Toscana, per gli aspetti di competenza.
Con Deliberazione n. 174 del 23/09/2009, dell’area Programmazione e Valorizzazione dei Servizi Servizio Cultura – è stato approvato il Progetto “Parco archeologico della Provincia di Prato” prima tranche - interventi sull’area dell’insediamento etrusco di Gonfienti, presentato dalla Soprintendenza ai beni Archeologici della Toscana. Successivamente la Deliberazione n. 207 del 27.10.2009, del medesimo Servizio provinciale, ha consentito l’inserimento del Progetto nel PASL pratese, secondo le modalità stabilite dalla Regione Toscana.
L’erogazione dei finanziamenti già impegnati dalla Regione e l’avvio di concreti progetti di fruizione pubblica delle aree archeologiche sono tuttavia subordinati all’acquisizione pubblica delle aree già sottoposte a tutela, in quanto, le strutture rinvenute sono per Legge di proprietà delle Stato, mentre i terreni sui quali insistono sono tutti di proprietà privata (in gran parte di Interporto SpA).
A tal fine, si rende necessario attribuire una destinazione pubblica alle aree, mediante variante agli SU dei Comuni di Campi Bisenzio e Prato e, successivamente, potranno essere
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acquisite dagli stessi Comuni, nell’ambito di un quadro programmatico di interventi coordinati e finanziati anche dalla Regione, nonché di progetti tematici inquadrati nell’ambito del Parco agricolo della Piana da finanziare con fondi europei.
Ulteriori contenuti del progetto generale possono essere: - la programmazione delle opere di conservazione e restauro delle strutture
archeologiche rinvenute; - un piano dell’accessibilità e della mobilità pedonale e veicolare; - la costituzione di un Centro servizi per la conservazione, documentazione e
valorizzazione della città etrusca e del territorio di Gonfienti, che comprenda i servizi per il pubblico (accoglienza, visite guidate, laboratori, ristoro, servizi igienici , ecc.) in struttura preposta (il Mulino di Gonfienti, idoneo allo scopo, necessita di essere acquisito alla proprietà pubblica);
- piano della comunicazione mediante canali tradizionali e mediante l’impiego di tecnologie innovative, quali percorsi virtuali o sistemi grafici interattivi che consentano una migliore lettura dei contesti più significativi ma anche di quelli meno indagati, oltre che la conoscenza dei processi relativi allo scavo, catalogazione e restauro dei reperti;
- la definizione dell’assetto giuridico-istituzionale e del modello di gestione dell’area archeologica di Gonfienti.
1.2 Contestualizzazione dell’area archeologica di Gonfienti nell’ambito unitario del Parco della Piana, mediante la costruzione di relazioni con il restante patrimonio archeologico e storico ivi presente, nell’ottica di creare un sistema territoriale per l’archeologia
L’eccezionalità dei rinvenimenti archeologici di Gonfienti, il loro legame con il territorio della piana pratese-fiorentina e con le altre aree archeologiche ivi presenti, messa in relazione con il cospicuo e diffuso patrimonio storico-culturale esistente nel territorio del Parco agricolo della Piana, fanno dell’area archeologica di Gonfienti un potenziale polo di attrazione turistica nonché un elemento di eccellenza del parco stesso.
L’area, peraltro posta in prossimità di una grande rete di comunicazione, può facilmente essere collegata con i principali poli di interscambio modale e resa accessibile mediante percorsi di mobilità dolce in parte già realizzati, dando luogo ad una rete di eccellenze che comprendono la città d’arte di Firenze, i centri storici di Prato, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, la Vela di Michelucci e le Cascine di Tavola, il Ponte del Manetti e la Villa medicea di Poggio a Caiano, oltre che le altre aree archeologiche di Artimino e Comeana, della Montagnola e della Mula.
In Comune di Campi Bisenzio è stato finanziato il recupero della Rocca Strozzi, al cui interno è prevista la realizzazione del museo del territorio ma anche la collocazione di parte dei reperti provenienti dall’area archeologica di Gonfienti, la cosiddetta “città dei vivi”. In correlazione alla “città dei vivi”, in Comune di Carmignano si trova l’area archeologica di Comeana, la cosiddetta “città dei morti”, rispetto alla quale sono state già eseguite le operazioni di scavo e sistemazione dei reperti e, nel 2011, è stato inaugurato il Museo archeologico di Artimino.
Allo scopo di valorizzare l’area archeologica di Gonfienti appare oggi necessaria un’organizzazione del territorio che consenta di ricondurre a sistema i beni culturali e gli altri siti archeologici etruschi presenti nel Parco agricolo della Piana, per garantirne una migliore funzione fruitiva.
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A tal fine, si ipotizza la creazione di un piano di gestione integrato attraverso la cooperazione interistituzionale degli attori presenti sul territorio e da forme di partenariato pubblico-privato.
E’ necessario, inoltre, realizzare il collegamento dell’area con i nodi di interscambio modale, mediante i percorsi di mobilità dolce già previsti entro il progetto del Parco agricolo della Piana. Tali percorsi, in parte già finanziati (vedi cartografia allegata), consentono di stabilire relazioni e collegamenti con:
1. le Cascine di Tavola, il Ponte del Manetti, la Villa medicea di Poggio a Caiano e l’area archeologica di Carmignano;
2. la Rocca Strozzi, il Parco fluviale dell’Arno e la stazione ferroviaria di San Donnino e la città di Firenze;
3. la Rocca Strozzi, Villa Montalvo, la Chiesa di Michelucci, l’area archeologica di Sesto Fiorentino e le stazioni della linea ferroviaria Firenze-Prato;
4. la stazione ferroviaria e il centro storico di Calenzano, la fattoria medicea ed il Parco di Travalle;
5. ilcentrostoricodiPrato.
2. Interporto della Toscana centrale
L’area archeologica di Gonfienti rientra attualmente nell’ambito di proprietà dell’Interporto della Toscana centrale di Prato. Nel territorio toscano, sono presenti due Interporti di interesse regionale e classificati di rilevanza nazionale, secondo la Legge 4 agosto 1990, n. 240, uno è l’Interporto della Toscana Centrale di Prato, i cui lavori di costruzione, iniziati nel 1991, si sono conclusi sostanzialmente nel 2010, l’altro è l’Interporto Toscano Amerigo Vespucci di Guasticce, in Comune di Collesalvetti (Livorno).
L’Interporto di Prato è gestito da una società per azioni con la partecipazione di enti pubblici e soggetti privati ed il concorso di risorse derivate e proprie, pubbliche e private. L’idea iniziale di collocare una struttura interportuale nell’area di Prato e precisamente a Gonfienti è scaturita dall’esigenza di modernizzazione generale del sistema distributivo del Paese Italia recepita negli atti di programmazione nazionale nel Piano Generale dei Trasporti per rispondere, attraverso l’ottimizzazione dei processi, alla competizione prodotta dall'unificazione europea e dalla globalizzazione.
L’interporto è una struttura complessa, nata per promuovere ed implementare il trasporto intermodale, ovvero l’integrazione di almeno due differenti modalità di trasporto delle merci. L’Interporto Toscana Centrale di Prato dal 1995 date le sue caratteristiche è classificato di interporto di rilevanza nazionale.
Con Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 3556 del 4 febbraio 1999 il Ministero dell’Ambiente esprime giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto relativo a “Interporto della Toscana Centrale” da realizzarsi in Comune di Prato (FI) località Gonfienti, presentato dalla Società Interporto della Toscana Centrale S.p.A. a condizione che si ottemperi ad una serie di prescrizioni relative a al monitoraggio ambientale, alla mitigazione dell’inquinamento acustico, alla compensazione ambientale e inserimento ambientale e paesaggistico, all’inquinamento luminoso, all’approvvigionamento degli inerti, alla movimentazione delle merci e alla viabilità, inoltre dovranno altresì essere ottemperate tutte le prescrizioni previste dalla Regione Toscana e dal Ministero per i Beni e le attività Culturali se non ricomprese nelle precedenti prescrizioni.
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Alla fine degli anni ’90, iniziarono ad emergere ritrovamenti archeologici nell’area interportuale che assunsero sempre maggiore importanza fino a giungere alla revisione dello strumento urbanistico vigente, che individuava un’area archeologica di circa 13 ha, modificando così sostanzialmente il Piano di Utilizzo e di conseguenza l’assetto funzionale dell’intero sistema interportuale.
All’interno delle aree dell’Interporto è presente un fabbricato denominato “Il Mulino”, attualmente utilizzato parzialmente, in comodato, dalla Soprintendenza Archeologica.
3. Sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica
In coerenza con quanto indicato nel Progetto di territorio “Parco agricolo della Piana” (vedi Integrazione al PIT – All. A6 “Parco agricolo della Piana”), obiettivo generale del presente documento programmatico è quello di migliorare l’organizzazione del territorio al fine di promuoverne una funzione fruitiva dei ritrovamenti archeologici dell'area di Gonfienti, creando una polarità culturale forte e innovativa destinata a modificare i circuiti turistici, riconducendo a sistema gli altri siti archeologici e vitalizzando percorsi fruitivi di ampio respiro rispetto al patrimonio di epoca medievale, medicea, lorenese, moderna (industriale).
Al fine di valorizzare pienamente l’area archeologica di Gonfienti appare, pertanto, necessario creare un sistema territoriale dell’archeologia che, attraverso itinerari culturali, la metta in relazione con le aree di Comeana, di Pizzidimonte, di Sesto Fiorentino e con gli altri beni presenti nel Parco della Piana.
A tal fine, si ipotizza la creazione di un piano di gestione integrato attraverso la cooperazione interistituzionale degli attori presenti sul territorio e da forme di partenariato pubblico-privato. Si precisa che l’area archeologica in oggetto è attualmente all’interno delle aree di proprietà dell’Interporto della Toscana Centrale di Prato, che è gestito da una società per azioni con la partecipazione di enti pubblici e soggetti privati.
All’interno delle aree dell’Interporto è stato completamente restaurato il fabbricato denominato “Il Mulino” (XII secolo d.C.), attualmente utilizzato parzialmente, dalla Soprintendenza Archeologica. Gli ambienti, dati in comodato, anche in vista di un uso di tipo pubblico finalizzato alla diffusione dei risultati della ricerca archeologica nella vicinanza dell’insediamento etrusco di Gonfienti, sono nell’immediato utilizzati per l’immagazzinamento e per la realizzazione dei primi interventi di sistemazione e restauro dei materiali (ceramiche tipiche della sfera domestica e frammenti pertinenti alla copertura dei tetti degli edifici), quale condizione essenziale per ogni futuro sviluppo. Il Mulino di Gonfienti è inoltre diventato, in questi ultimi anni, il luogo naturale di conservazione di altri contesti archeologici che il territorio ha restituito.
Con riferimento all’area archeologica, la Soprintendenza ha fornito la planimetria delle aree interessate dalla presenza delle strutture e dei reperti della città etrusca oltre che la documentazione necessaria ad armonizzare le necessità di Interporto e quelle della Soprintendenza stessa.
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Fig. 1 Planimetria aree archeologiche
E’ in corso l’approfondimento per attivare procedure di acquisizione pubblica dell’area archeologica nei Comuni di Prato e Campi Bisenzio, per poter realizzare gli interventi necessari con finanziamenti pubblici.
4. Finanziamenti
E’ previsto uno stanziamento di 500.000 euro sul bilancio regionale 2013 finalizzato agli interventi tesi a rendere fruibile l’area archeologica di Gonfienti, da realizzarsi su aree pubbliche.
Entro giugno 2013, la Regione definisce il programma di intervento.
Allegato cartografico:
Schema progettuale per la connessione ciclo-pedonale dell’area di Gonfienti con i beni di interesse storico-archeologico della Piana
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venerdì 22 marzo 2013

La polemica su Baciacavallo e il monopolio grillesco sulle 'idee'

Ricevo e pubblico

CHI E' CONTRARIO ALLE MIE IDEE, SARA' FORSE UN AVVERSARIO, MA CHI "OLTRE A ME, PROPUGNA LE MIE STESSE IDEE, E' IL MIO PEGGIOR NEMICO.
La Nazione di Giovedì 21 Marzo, cronaca di Prato pagina 8: LA POLEMICA SU BACIACAVALLO " ....ai grillini che hanno attaccato (sic!) il capogruppo dell' IDV Donzella (" come mai, pur essendo medico, si è accorto solo adesso dei possibili rischi sanitari dell' inceneritore di Baciacavallo") ..."
I grillini si riferiscono alla domanda d' attualità che ho presentato Lunedì, che ha avuto ampio riscontro sulla stampa, nella quale porterò in in Consiglio Comunale la questione della diossina nei polli: effettivamente sono stato l' unico esponente politico a portare il problema in sede istituzionale, mentre dappertutto, mi sembra ci sia un assordante silenzio o convenevole rassicurazione su questo pericolo.
Soprattutto ho compiuto un imperdonabile oltraggio verso questo gruppo che che più di tutti sostiene di tutelare la salute e gli interessi dei cittadini: ho sollevato il problema, quando loro stavano zitti, li ho anticipati, sottraendo loro una fetta di visibilità.
Le religioni settarie ed assolutiste combattono più accanitamente gli "eretici" che i miscredenti, gli "eretici" infatti contendono agli "ortodossi" il primato del credo.
Così pure, ricordo in campagna elettorale, nel corso di una tavola rotonda tra i candidati nella sede provinciale della UIL, a proposito della lotta all' illegalità ed alla criminalità organizzata,quando parlai di sequestro dei capitali accumulati illecitamente, il primo a stracciarsi le vesti fu proprio l' ayatollah Barosco: gli avevo sottratto sotto il naso, l' esclusiva di un' idea.
A pensarla così, devo essere SOLO io: chi oltre me, la pensa come me è in errore!
Sic transit gloria mundi!
Per quanto riguarda il sottoscritto, un medico che solo ora si accorge dei rischi dell' impianto di Baciacavallo, prendete le vostre precauzioni, non consultatelo più nemmeno per un foruncolo.
Resta il fatto che solo nell' albo dei Medici (esclusi gli odontoiatri) della Provincia di Prato, risultano iscritte 648 persone: forse nessuno di questi ancora ha pensato ai rischi dell' inceneritore, pertanto stante ciò che dicono i grillini,fatevi curare fuori provincia".
Aurelio Donzella, Consigliere IdV del Comune di Prato

Papa Francesco: un papa di facciata?

E' naturalmente presto per dirlo, ma il dubbio si insinua.
Che questo Francesco Papa sia un papa di facciata, ma non per questo debole, anzi un papa durissimo mi appare, un papa per i poveri e di gesti insoliti che serva alla Chiesa di Roma per riprendere quota e credibilità, ma che poi alla fine, nella sostanza, poco cambi in Vaticano.

Soprattutto poco cambi dei rapporti fra Italia e Vaticano, sulle ingerenze di quest'ultimo sulla prima, i privilegi concessi, di cui il non pagamento dell'IMU è solo un piccolo pezzetto dell'iceberg, e le oppressioni-pressioni varie sulla politica italiana, e non solo.

Vedremo.

Comunque, rimarco quello che a suo tempo ho notato; è grazie alla Chiesa di Roma che la lingua italiana oggi è lingua internazionale, non per meriti dello Stato Italiano, perché, come ha ricordato Papa Francesco agli ambasciatori, l'italiano è la lingua di Pietro.

Questo è un messaggio chiaro e forte in direzione dell'Europa, ma anche agli Stati Uniti, alla loro oppressione culturale, morale, economica, e quindi linguistica.

Ecco l'Impero Romano che continua;  barcolla da molti secoli, ma ora vuol risorgere: lo si vede ogni volta quando un papa si insedia; ma questa volta è stato chiarissimo: dopo lo sprofondo con Ratzinger, la risalita, la rinascita.  Ecco, l'Impero Romano universale comandato da Pietro con le sue cerimonie, i suoi costumi, i regnanti che si inchinano, le donne subalterne.

Ora Papa Francesco va dai poveri, e ci stupisce, ci rallegra, ci commuove: ma non deve più prendere l'aereo: i poveri ce li ha sul tetto, sul cupolone michelangiolesco, che minacciano di buttarsi giù.

Alcune considerazioni sul Piano Strutturale

Ho letto il Piano Strutturale della città di Prato, che è stato approvato ieri dal Consiglio Comunale, anche se le mappe, dato che l'ho faticosamente consultato via Internet, non erano chiare e leggibili. E quindi è un giudizio parziale.

Non è proprio tutto da buttare, soprattutto nella considerazione dei parchi, nella importanza che viene data alla mobilità alternativa, alla valorizzazione del tessuto culturale.

Tuttavia, allo stesso tempo, è tiepido e generico. Non incisivo.

Intanto due critiche: non prevede l'interramento dei cavi dell'alta tensione nelle zone abitate, che per me è un aspetto fondamentale per il cambio di rotta della città visto che i tralicci sono proprio al suo interno, e  invece sì prevede l'ampliamento dell'Interporto.

Mi riservo una lettura più approfondita, magari con la consultazione delle carte.

giovedì 21 marzo 2013

Baciacavallo Baciacavallo...e il Calice?

Prato: mentre si snocciolano i dati inquinatori sull'impianto di depurazione di Baciacavallo (e i 5 Stelle bisticciano con l'amato Sindaco Cenni) , diossine e altri ingredienti per morire, nessuno è andato a guardare cosa succede al Calice, all'impianto di depurazione delle Pantanelle, quello del Parco della Piana, gestito da GIDA , accanto al quale si vuole costruire l'impianto anaerobico, ricordo a chi lo avesse dimenticato.

Gli alberi intorno praticamente non esistono più, e l'acqua che fuoriesce è qualcosa di nauseante mentre scorre veloce verso la fogna dell'Ombrone.

Nessun dato, nessuna informazione e  tutto è rimasto identico se non peggiorato dal tempo in cui ne parlai nel 2009.

Anzi, visto che la Tangienziale Ovest procede a rilento, quando si arriva là, con la strada malconcia dai camion che portano gli inerti, i lavori incompiuti, l'odore insopportabile di quello scarico, proprio vicino all'amato laghetto dove tutti gli uccellini dei comitati  della provincia del comune cinguettano, si ha la sensazione di un luogo abbandonato, triste, appunto la periferia della peggiore città industriale.

martedì 19 marzo 2013

"Il Teatro la Baracca aspetta giustizia"

Così mi dice ieri una maestra che la scorsa domenica è venuta a vedere il Baco Gigi Sciò.
L'ho sentita perché aveva lasciato il telefono, vuole proporre alcuni spettacoli ai bambini.

Si chiama Barbara. Si è dichiarata del tutto insoddisfatta dell'offerta teatrale della Piana, un teatro che quasi mai è a misura di bambino (lo sarà per i grandi? mi chiedo io).

E invece al Teatro La Baracca le cose sarebbero diverse.

Molte volte i bambini - e lei porta i bambini a teatro da vent'anni! - ricordano, dell'esperienza teatro, solo il viaggio in autobus.

Il viaggio in autobus! Ha detto proprio così.

Ora io non mi sento soddisfatta, non mi sento più lusingata quando mi dice quella frase,  che il mio teatro è a misura di bambino, che aspetta giustizia, forse qualche anno fa lo sarei stata, ma ora no. Mi sento letteralmente male e mi incazzo. Perché poi non è la prima persona che mi dice, che mi ripete queste cose. Il teatro la baracca è un teatro a misura di bambino, significativo, semplice fantastico educativo senza volerlo essere...! Sì, bello, ma poi?
Cosa me ne faccio delle lusinghe? Più niente! Ne ho un armadio pieno, ma non serve a niente.
Intanto, le mie proposte, quando arrivano, qualcuno le mette nel cassetto, o le distrugge.
Mi boicottano, fanno in modo che in certi posti non esista.

Io di questo già sapevo, ma non ne avevo la certezza. Ora ce l'ho.

Altro che di lusinghe c'è bisogno! Bisogna passare ai fatti. Cambiare.

In tutti questi anni il Teatro La Baracca non esisteva, la  strategia sorda e dura del silenzio, tant'è che tanti amministratori mai si son fatti vedere qua, eppure di spettacoli ne abbiamo fatti, e di tutti i tipi, anche di importanti per la città, per il teatro stesso, e certi critici sponsorizzati nemmeno si son visti, perché, il teatro, non esistendo, non dava prestigio farci una recensione...Come appestati. L'ho già detto tante,volte, ma non basta. I colleghi, i giovani artisti anche, molti dei quali alle dipendenze della politichetta locale, mi guardavano dall'alto in basso, perché io non lavoravo nel 'teatro alto', nelle alte circuitazioni...Ma ora che le circuitazioni alte stanno crollando, ora che tutto sta per finire, il marcio viene a galla.

Ma il cambiamento vero, quello ancora non c'è. E' solo ancora un cambiamento di facciata, come quello di ridursi lo stipendio...poca cosa, facciata, a' muina, NON BASTA.

Infatti, mentre a Roma si svolge il solito teatrino di niente, anche in Toscana non cambia nulla, o tarda molto a cambiare, perché è una terra reazionaria e conservatrice, ostinata, e vediamo i ruffiani e gli inetti e anche gli ignoranti  che, messi nel posticino dal babbo, lo zio il partito restano dove li han messi,  vediamo che danno i soldi agli stessi inetti e ruffiani (magari giovani, eh!), e intanto io noi corriamo come pazzi dalla mattina alla sera, per sentirci dire che in tutti questi anni, e non è la prima persona che me lo dice, ripeto, che I SOLDI PUBBLICI LI HANNO BUTTATI, HANNO FALLITO, mentre A NOI, CHE NON ABBIAMO FALLITO, NON HANNO DATO NIENTE.

Questi ruffiani hanno fallito e stanno dove non devono stare. 
Insignificanti e vili usurpatori, che per tanti anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo.
DEVONO ANDARSENE O FARSI DA PARTE.

Intanto leggete quanti soldi la partitica distribuisce agli ENTONI, mentre continuano a:
1. non rispondere alle lettere e richieste (il Met, per esempio);
2. ignorarci (come la Fondazione Toscana Spettacolo, ma anche le compagnie ruffiane importanti);
3. darci contentini (sì ti incontro, ti vedo ti parlo, ma poi non cambia un cavolo...oppure fai lo spettacolino e tutto va bene, no?).

Leggete, leggete: 8 milioni di euro per lo spettacolo in Toscana:
1. 1 milione di euro per la Fondazione Toscana Spettacolo;
2. 90 mila euro per l'Associazione Teatrale Pistoiese, un teatro (la vox populi lo dice maxxonico!, ma perché gli altri, no?), la cui programmazione è copia e incolla dalla televisione, il cui direttore artistico è sempre quello da quasi vent'anni!
(Oh Pierluigi Zollo, anche tu eri un massone secondo me ma d'altra pasta, e dalla tomba tu ti rivolti, la cultura nella tua Pistoia, il teatro in mano a questi signori!).

In Toscana Hanno stabilito le residenze artistiche e culturali,  la solita solfa degli under 35, dicono di voler cambiare il sistema cultura, ma intanto il monopolio in mano partitica è ben saldo. Ben più di 70 teatri in mano a un unico ente!

Forza, artisti toscani, a fare i lecchini!!

http://toscana-notizie.it/blog/2013/03/13/piano-della-cultura-2013-dalla-regione-oltre-8-milioni-per-lo-spettacolo/

Festa della Poesia: alcune precisazioni


Alcune precisazioni in merito alla Festa della Poesia del 29 aprile prossimo al Teatro La Baracca, ore 21.
La Festa della Poesia è libera. Possono partecipare tutti, sia in lingua italiana, che in altra lingua, anche antica, come greco, latino, eccetera. In questo ultimo caso è opportuno introdurre la poesia con un piccolo riassunto, poche parole per far capire.
E' ammessa ogni genere di poesia, anche con accompagnamento musicale; in questo caso deve essere uno strumento non amplificato e agile, perché lo spazio è piccolo.
Ogni persona, ogni poeta avrà a disposizione cinque sei minuti; dipenderà anche dalla partecipazione, che si preannuncia buona.
Prego tutti coloro che fossero interessati a partecipare come poeti a iscriversi, in modo da avere una lista. Si può scrivere labaracca@tin.it, oppure nei commenti qui sotto.
Si partecipa anche a coppia o piccolo gruppo.
Chi vuole può  anticipare la poesia che presenterà; se si accompagnerà o meno con strumento, e quale.

Grazie a tutti.

Marzo

Di notte
come un amante
tu mi illudevi
di primavera

oggi
mi porti vento
sbatti le imposte
cambi la sera

come uno schiaffo
tramuti il tempo
inzuppi scarpe
di pioggia il cuore.

Oggi pestavi i piedi
come un bambino
al primo no.

Marzo
marzo orgoglioso
marzo bizzoso,
ti tradirò.

lunedì 18 marzo 2013

Papa Francesco, ovvero della nuova papolatria

Con l'avvento del gesuita diventato Papa Francesco, ci sono già tutti gli ingredienti per la nuova ondata di papolatria, alimentata come un fuoco al vento dai media. Son bastate due o tre uscite del papa-parroco a gasare di entusiasmo il mondo intero.
Hanno tutti dimenticato l'IMU che la Chiesa non paga, gli scandali, lo IOR, la pedofilia e i vari abusi sessuali, le violenze, la discriminazione della Chiesa di Roma nei confronti delle donne, considerate da sempre, se va bene, brave e utili badanti ma incapaci di ragionare - come lo stesso gesuita ha dichiarato - , le risposte mancate in materia di bioetica e il rapporto con l'omosessualità, tutto tutto hanno già dimenticato e stanno lustrando Roma per "de niù bisnìs'.

Tutti, di nuovo, con il capo in su e le lagrimucce agli occhi a vender ricordini.

Allarme alluvione


Della serie: l'avevamo detto.

A Casale, l'uscita-imbuto dal borgo che lambisce il Fosso di Iolo (Prato), mezz'ora fa. Costruire una strada sull'argine non è stata una delle migliori soluzioni...Sullo sfondo, sul ponte, una macchina della Protezione Civile.
Praticamente tutto un borgo e non solo della città passa da questa stradina.

La Maila


"LA PASIONARIA CHE HA DATO IL CUORE ALLA SCENA E ALL'IMPEGNO CIVILE"  - LA MISSIONE DI UN ARTISTA
Quello che noi facciamo è al servizio della comunità perché la cultura è un bene di tutti . Ciò che manca sono i contributi 
di Maria Lardara (Il Tirreno)
PRATO Quando i bambini la vedono e ci passano accanto rimangono incantati, credendola la casa di Biancaneve. Tutta in legno, con il tetto spiovente e quella forma così curiosa che la fanno quasi uscita da un libro di favole per bambini. In fondo, il teatro è fatto un po’ di questi ingredienti: illusione, finzione e vita. Il teatro in questione è “La Baracca” di Maila Ermini, l’anima di questo spazio teatrale nato nel 1993, un fiore all’occhiello della periferia di Prato al confine con Pistoia. Siamo in via Virginia Frosini, il casello autostradale è a due passi così come il centro commerciale del “Parco Prato”. Una domanda sorge spontanea, ovvero cosa ci faccia un teatro a Casale, un borgo a misura d’uomo che ruota intorno alla periferia e al circolo Arci. Per avere la risposta bisogna spostare l’orologio della storia. Buon Compleanno La Baracca. Dalle ceneri di una vecchia rimessa contadina, una “baracca” appunto, nel 1993 le mani di Loris Ermini, il babbo di Maila di professione muratore, riuscirono a tirare su un piccolo teatro, utilizzando tutto materiale riciclato. Da una baracca di legno prendeva dignità un nuovo luogo dove produrre cultura in una città da sempre caratterizzata dal “gigante” del Metastasio. Quest’anno si festeggiano vent’anni con un cartellone di tutto rispetto che ha visto nel dramma di “Cafiero Lucchesi” una perla di stagione. Quando scelse il nome “La Baracca” Maila, autrice, regista, attrice, già allieva di Oreste Macrì, aveva in testa una ragione più “aulica”. Dietro alla storia del teatro di Casale c’è l’omaggio a García Lorca, di cui Maila ha visitato la casa a Fuente Vaqueros in Andalusia, e l’idea della “Barraca”, il teatrino mobile che Lorca portava nelle periferie. «All’inizio l’avvento del teatro fu visto a Casale come un elemento di rottura rispetto agli equilibri di un paese tranquillo - ricorda Ermini - E’ negli anni Novanta che si è aperta una crepa tra il borgo antico e le persone che arrivavano da fuori. Gli abitanti di Casale oggi frequentano il mio teatro, soprattutto quello per ragazzi. Vengono anche molti residenti che si sono trasferiti da Firenze, incuriositi da una realtà teatrale in mezzo alla periferia. Dove si sta bene, dove ancora si va a fare la spesa nelle botteghe e non si sente la necessità di andare al Parco Prato». L’etichetta di teatro civile, del teatro politico secondo l’etimologia greca di “polis” , è cucita addosso a “La Baracca”. «Con i nostri spettacoli a malapena riusciamo a rientrare nelle spese. Ma quello che noi facciamo è al servizio della comunità perché la cultura deve essere al servizio della comunità». Tutto questo ben sapendo che è tempo di vacche magre e che i piccoli teatri, forse più dei grandi, tirano la cinghia per far quadrare i conti. «Fino a quest’anno eravamo nel circuito di “Sipario aperto”, quello che la Regione voleva smantellare nel 2011 e che intende ora eliminare. Il contributo per “La Baracca” era di 4.500 euro, il prossimo anno chissà». Un pubblico prezioso. Maila si è fatta un’idea ben precisa del pubblico che in vent’anni di attività ha visto alzarsi il sipario della Baracca. «Un nostro spettatore - dice - vale dieci, chi viene qui sceglie con convinzione il nostro teatro». Che è fatto d’impegno civile, come dimostrano tanti temi trattati negli spettacoli cui Maila è più affezionata, dal più recente “Cafiero Lucchesi” che ha aperto la stagione 2012/2013 (la storia drammatica di un operaio pratese, anarchico e comunista che finì per essere perseguitato dallo stalinismo) al “Dramma intorno ai concubini di Prato” (2007) e “L'infanzia negata dei Celestini” (2004) che tanto clamore suscitarono nell’opinione pubblica per la delicatezza dei temi trattati. La paladina di Gonfienti. Ex candidata a sindaco alle ultime amministrative per la lista civica “Per il bene comune”, Maila è da sempre la “Pasionaria” di Gonfienti, la città etrusca sulle rive del Bisenzio che giace ancora sotto terra e che l’artista ha fatto rinascere sulla scena con “Laris Pulenas” che debuttò a Poggio Castiglioni nel 2008. L’anima dell’artista e quella della donna impegnata hanno sempre convissuto tra loro. «Tra trent’anni nella mia Prato vorrei vedere realizzato un parco archeologico intorno a Gonfienti. M’immagino una città più bella e sostenibile, con più piste ciclabili e con una vivacità culturale derivante dall’esistenza di tante piccole “La Baracca”».

Nel riquadro: "Non stop di poesia. La città sale sul palcoscenico"
"Calato il sipario sulla stagione della Baracca, ciò non significa che il teatro non faccia più attività in questo periodo. Anzi. Perché si tratta di un teatro che nel suo dna conserva l'omaggio a uno dei poeti più grandi della letteratura, Garcia Lorca, e quindi non può non strizzare l'occhio alla poesia. E così sarà il prossimo lunedì 29 aprile (ingresso libero) in programma alle 21, appunto, alla Baracca. Uno spettacolo fuori degli schemi, quello messo in cartelloni dal piccolo teatro di Maila Ermini, perché chiunque potrà salire sul palco e recitare la sua poesia preferia, un classico o uno scritto personale". (m.l).

sabato 16 marzo 2013

La retorica della Boldrini alla Camera

Laura Boldrini è  stata eletta Presidente della Camera.
Premetto: nulla da dire al personaggio e al suo impegno civile.

Ma, scusatemi, sentendola parlare, nel suo discorso di insediamento, ella mi sembrava una papessa, che facesse eco a Papa Francesco; la sua intonazione, l'intonazione alla pretesca, il buonismo eccessivo, ecco, perdonate, lievemente untuoso tipico dei catto-comunisti. Ecco quello lo cancellerei.
Sa di retorica. Di falso.

E poi quegli applausi continui, e lei che sostava come se li chiamasse, quello anche cancellerei.
Teatro.

Per il resto, in bocca al lupo.

(Da quando ho cominciato a recitare, ho smesso di fingere, e detesto i toni recitanti).

giovedì 14 marzo 2013

Papa Francesco, le donne e Verbitsky

 "Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo" (Jorge Mario Bergoglio, 2007).


Credo che con queste dichiarazioni, il papa piemontargentino ci voglia portare verso la 'sua' fine del mondo.
Mi dispiace, ma preferisco andarci con la Kirchner.


A proposito della Kirckner, ho velocemente tradotto questi passaggi tratti da Komunidad Kirchnerista, che riporto qui: 

"Il giornalista di Pagina 12 e direttore del Centro per gli studi giuridici e sociali (CELS), Horacio Verbitsky, ha scoperto che il nuovo Papa Francisco, Jorge Bergoglio, sarà "un succedaneo di qualità inferiore, come la farina annacquata che le madri indigenti utilizzano per ingannare la fame dei loro figli. " In un articolo pubblicato oggi, l'autore di "The Silence" e "doppio gioco", ha detto che il nuovo pontefice della Chiesa cattolica è un "conservatore populista" che cercherà di introdurre modifiche estetiche con le sue doti di attore. Egli ha anche ricordato il caso del sacerdote Yorio Orlando, "che ha denunciato Bergoglio come responsabile del suo rapimento e la tortura ha sofferto per cinque mesi del 1976." Per quanto riguarda il legame tra Bergoglio e dittatura civile-militare, Verbitsky ha detto alla giustizia "che nell'archivio episcopale non c'erano atti sui desaparecidos. Ma chi gli successe, l' attuale presidente, José Arancedo, inviò copia alla Giudice Martina Forns del documento...sull'incontro fra il dittatore Videla e i vescovi Primatesta Raul, Juan Vicente Aramburu e Zazpe, i quali discussero chiaramente se dire o no che i detenuti-desaparecidos erano stato uccisi, perché si voleva proteggere Videla, che li aveva uccisi."... "La sua biografia è quella di un populista conservatore, così come Pio XII e Giovanni Paolo II: Inflessibile nelle questioni dottrinali, ma con aperture al mondo, e in particolare verso le masse espropriate", ha detto Verbitsky. In questo senso, ha osservato: "Quando dirà la sua prima messa su una strada a Trastevere o alla Stazione Termini di Roma e parlerà degli sfruttati e delle prostitute costrette dai potenti insensibili che chiudono il cuore a Cristo; quando i giornalisti amici racconteranno che ha viaggiato con la metropolitana o in autobus; quando i fedeli ascolteranno le sue omelie recitate con i gesti di un attore e in cui le parabole bibliche convivono con la parola semplice del popolo, le persone saranno conquistate per il presunto auspicato rinnovamento. Nei tre decenni passati a capo della Arcidiocesi di Buenos Aires, ha fatto questo e altro ancora. Ma al tempo stesso ha cercato di unificare l'opposizione contro il primo governo che, dopo molti anni, ha adottato una politica a favore di questi settori (N.d.T.: sfruttati, eccetera); accusò il governo di essere teso e conflittuale, perché per farlo doveva combattere proprio quei potenti, che il vescovo fustigava nei suoi discorsi".
"La sua passata appartenenza alla Guardia di Ferro, il tratto populista che non ha dimenticato, e che gli potrebbe anche far prendere le cause storiche della Falkland, gli permettono di affrontare la guida di questo processo: apostrofare gli sfruttatori e predicare la mitezza agli sfruttati, "ha detto.
(Traduzione di Maila Ermini)

Tutti pazzi per Francesco

Tutti pazzi per Papa Francesco,  Jorge Mario Bergoglio, il nuovo papa della Chiesa di Roma.
Ma a quale Francesco allude, il nome del Papa? Al poverello di Assisi, come hanno creduto tutti in un primo momento? Io credo di no. 
Piuttosto si richiama al mistico Francesco di Sales, visto che il Papa ha origini piemontesi e quel santo è considerato il santo piemontese per eccellenza, grande evangelizzatore dei calvinisti; o ancora, si richiama, visto che Bergoglio è gesuita, a Francesco Saverio, che, con Ignazio di Loyola fondò i Gesuiti, grandi evangelizzatori a forza dell'America Latina postcolombiana.

Appena uscito sul balcone Papa Francesco, fresco di investitura, ha cominciato a pregare, e a far pregare.

La mia sorpresa sono stati i commenti di conoscenti dichiaratesi atei o i sinistri, che erano esultanti; tutti a osannare la Chiesa e la sua lungimiranza, la volontà del cambiamento. Tutti hanno dimenticato già l'ostilità della Chiesa per l'omosessualità, nonostante ne sia piena zeppa; l'ostilità verso la procreazione assistita; contro il sacerdozio femminile (il potere della Chiesa di Roma è maschile);  senza dimenticare la sua collusione con il potere temporale (come sembra, dico sembra, che abbia fatto questo Bargoglio nel passato con la dittatura argentina, ma anche qui la notizia va presa con le molle...); e l'ostilità verso l'ateismo, come se non credere in Dio fosse il peggiore dei mali e non fosse un sacrosanto diritto che lo stesso Dio potrebbe aver concesso agli uomini con il 'libero arbitrio'...

Senza poi dimenticare lo IOR.

Dunque, probabilmente - e vedremo con il tempo -  dietro questo Francesco Papa non c'è nessun nuovo francescanesimo della Chiesa cattolica, ma una volontà di rafforzarsi, di riprendere il cammino del suo potere e della sua influenza nel mondo.


Per chi legge lo spagnolo, ecco l'articolo del giornale argentino Pagina/12, di cui ho copiato la prima pagina http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-215794-2013-03-14.html

mercoledì 13 marzo 2013

News from Italy to Mars

Dear Martians,
I write in English because I know you communicate with us, at the moment, only with this barbaric language. What a suffocating feeling living in Italy... Not only because of the rain continues to fall, of course. Do you know, rain? I'm sure you do. These days we live in the election of the Pope, as in a barrel, a legacy of the Middle Ages, the Church is still an Absolute Monarchy, a system that the Church of Rome does not want to leave, from which can not free the inheritance of Christ. Do you know Christ? I'm sure you do. And this legacy, is for many, a 'light'. And then this game of the so-called 'Cricket' in Parliament, cri cri yes, cri cri no...at the end it is always a question of power. For our Cricket, in Italian we call him Grillo, the decline is beginning.

lunedì 11 marzo 2013

FESTA DELLA POESIA


Lunedì 29 aprile, al Teatro La Baracca,  ci sarà una serata dedicata alla poesia, la Festa della Poesia. Ognuno potrà portare  una propria poesia, o una poesia di altri, leggerla, commentarla.
Poeti e non si conosceranno leggendo poesie.
Ingresso libero, ore 21.




Due anni e passa di “Quaderno del gradimento” al Teatro La Baracca.

E’ di Gianfelice l’idea di mettere il Quaderno del Gradimento al Teatro la Baracca, che, all'inizio del quaderno, nel dicembre del 2010, scrive:  "Al pubblico che ha assistito allo spettacolo si richiede il suo gradimento in forma di breve giudizio su quanto ha visto e/ o di un voto da uno a dieci (da 1 a 10) con la propria firma e data".

In questi anni, prima di ogni spettacolo, si è sempre ricordato al pubblico la possibilità di esprimere un giudizio.

Ho deciso di trascrivere qui alcuni di questi commenti, anche perché il primo quaderno è terminato. Raccolgo solo giudizi estesi, evitando quelli di coloro che si sono espressi con un semplice voto, che sono moltissimi. Non indico i nomi per riservatezza.
Diversi spettacoli ‘per grandi’ non hanno ricevuto commenti o in misura minore, anche perché a causa del dibattito (nostra abitudine dopo ogni recita), gli spettatori hanno avuto modo di esprimere il loro giudizio direttamente in sala, e lasciando il teatro, non hanno scritto niente.

PRATOPEZZA
“Divertente e poetico, pieno di grazia e ironica.”
“Ottimo per grandi e piccini.”
“Ottimo, acuto nel significato!”
“Complimenti, 10.”
“Bravissima, 10.”
“Personaggio geniale. 8.”
“Grazie, Pratopezza, noi bambini sentiamo molto il tuo desiderio di libertà. 10”.
“Fantasia, bello.”
“Geniale. 100.

LA BEFANA BARBAGIANNA
"10+. Che luna!"
"10 e lode. Meraviglioso".
“Bravi. 9.”
“Bellissimo. 10.”
“Strepitoso. 10.”
“Bellissimo. 10.”
“Sono tornata bambina.”
“Comunque mi è piaciuto molto.”
“Bellissimo.”
“Bravissimi. Voglio venire a vedere la Vespina”.
“Mi sono piaciute le caramelle.”
“Mi è piaciuta la musica.”
“Molto divertente, adatto ad adulti e bambini, molto apprezzata la puntualità”.
“Mi è piaciuto quando la Befana faceva le caramelle dentro la casina. Mi è piaciuto quando la Befana spazzava i legnetti all’inizio. Mi è piaciuto il rospo. Bravissimi, mi è piaciuto tutto e torneremo presto”.
“Mi è piaciuta la Befana. Grazie. Mi sono divertito. Anche le caramelle erano buone!”
“Molto carino.”
“Molto birichino.”
“Mi è piaciuto tantissimo.”
“Molto molto bello”

ANTOLOGIA DEL BISENZIO
“10 e lode. Portatelo in giro anche nelle scuole se potete per ricordare tanti pratesi illustri e comuni in codesta maniera stupenda. Bravissimi. Un grande amore per gente e passato autentico”.

“Ottima interpretazione, ottima ideazione. Non conosco la vostra storia, ma non condiviso il proposito di rimanere un po’ in disparte. Conosco persone che apprezzerebbero questa rappresentazione.”

“Personaggi del passato e di oggi che ci mostrano Prato e il Bisenzio da un punto di vista diverso, ma molto interessante, poiché hanno fatto la storia”.

BACO GIGI SCIO’
"Divertente e simpatici."
 “Mi è piaciuto un sacco.”
"Molto divertente, 10"
“Spettacolo divertente e istruttivo. Bravi.”
“Istruttivo, bravi”.
“Non mi è piaciuto perché troppo lungo.”
“Molto carino, bravi.”
"Molto divertente."
"Bellissimo."

DINA LA VESPINA
“Spettacolo molto gradevole. 8.”
“Veramente carino e divertente”
“Molto nell’insieme, poco la mosca”
“Veloce e profondo. Grazie”.
“Non mi sono piaciute le labbra nere, il resto sì.”
“Spettacolo divertente e piacevole.”
“Brava, molto molto simpatica.”
“Esilarante e simpaticissima.”
“Complimenti.”
“Brava la Vespina Dina!”.
“Vespina Dina, ci hai fatto schiantare dal ridere…soprattutto nella pancia con la mosca.”

ANITO E GARIBALDA
"Bravi. 8."
"Bravissimi. 10."
"Incomparabili. 10+"

LUPISSIMA
“Bello e divertente.”.
“Bellissimo.”
“E’ stato bellissimo.”
“Molto molto bello”.

GROSSO COLPO DELLA STREGA
"Grazie per le risate genuine. 9."
"Bravissimi. 10."
"Bravi davvero, simpatici 10".
"Molto divertente. Romantici Befana e Babbo Natale. Anche i bimbi molto contenti."
"Divertenti, ma soprattutto bravi."
"Molto carino, bravissimi e divertenti."
“Mi è piaciuto tanto e la Befana non faceva paura.”
“Grandi gli attori!”
“Bravi, grazie!”
“Bravissimi. Un’ora di divertimento.”
“Ci siamo divertiti tantissimo.”
“E’ più buono Babbo Natale, ma mi piacciono le calze. Bravi”.
“Mi ha fatto ridere da morire”.

CIBO
"Leggerezza, poesia, dolcezza, non ti annoi grazie alle tante "cadenze" e dialetti in gioco, e quindi lo ascolti tutto. Grazie."
"Veramente molto interessante."

MATILDA
 “Fantastica Matilda, una vera anticonformista simpatica.”
“Favolosa.”
“Nella vita non bisogna avere rimpianti, basta viverla.”
“Complimenti…”
“Sempre illuminante. Grazie Maila. Anche questa volta ci ha regalato un momento di felicità".
“Complimenti. Mi è piaciuto molto, bravissima”.
“Grande finale di stagione…in bellezza”.

P.S. Per "Cafiero Lucchesi", lo spettacolo più dibattuto della stagione 2012-2013, i commenti sono stati tutti successivi alla visione, e sono arrivati via mail. Alcuni li ho già pubblicati, ma mi riservo di riunirli tutti prossimamente qui sul diario.

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