venerdì 5 aprile 2013

Povero cane, povero gatto

I cassonetti sono sempre più vuoti.
Sempre meno oggetti
dentro e fuori
lasciati.

Come faranno i cani
i gatti randagi

ora che gli uomini
fanno concorrenza

e sottraggono tutto
senza decenza?

Povero cane
povero gatto

l'uomo ti ruba
nel sacco.

Non si fa a tempo
lasci vecchi comò

giri appena l'angolo
e non li trovi
più.

Povero cane
povero gatto

l'uomo è diventato
un ratto

e fruga nello scarto
nel rimasto

e s'azzuffa
e s'accapiglia

per un cuscino
un passeggino
rotto sfondato

tutto può andar bene
e anche il panettone
scaduto
è già mangiato.

Povero cane
povero gatto

c'è solo differenza
un po'
ultima Thule
ultima decenza

che tu frughi
incurante,
l'uomo
soppiatto.


giovedì 4 aprile 2013

Vivere di cultura non si può

C'è anche un sito internet con questo titolo, risale al 2011 il convegno che l'ha fatto nascere.

Naturalmente si tratta di un inganno, un grosso inganno. In questo paese, ma forse in tutto il mondo, vivere di cultura non si può.

I motivi sono tanti, e non ne esporrò che alcuni.
Voglio solo dire che è una presa per i fondelli, quando ve lo dicono. Non ci credete, mai.

Tutta la mia vita è stato questo, lottare per vivere di cultura.
Ho tre lauree, sto ancora studiando, e forse ne prenderò una quarta. Ho costruito un teatro con l'aiuto di mio padre e di mia madre. L'ho proprio fatto con le mie mani; mio padre mi ha insegnato a fare il muratore, povero babbo era disperato, non capiva cosa volessi dalla vita...Tutti i soldi che avevo, li ho messi lì.
Ero insegnante, ho lasciato; ero traduttore-interprete al Ministero dell'Interno, avevo un bello stipendio, avrei avuto la pensione che non avrò, ho tradotto per il grande giudice Garzon, per Falcone, ho lasciato per vivere di cultura.
Ho conosciuto figure importanti del teatro, avrei potuto salire in alto nel pollaio teatral-culturale pieno di cacca; non l'ho fatto.
Mi sono trovata a combattere, e per sopravvivere alla sopraffazione e all'inganno, alla strumentalizzazione,  ho messo un bazooka nel cortile (come dice De André). Sparo ogni giorno e non carico a salve.
Sono povera, lavoro e studio e basta. Ho incontrato Gianfelice che condivide la mia follia.
In questi giorni ho iniziato una nuova opera. Un'opera importante. In viaggio l'ho prima scritta tutta. Io scrivo tutto prima nella testa, perché così sono sicura che se anche perdo il testo scritto a mano, se anche perdo il computer, posso riscriverla in qualsiasi momento.

Ma vivere di cultura, scordatevelo.
Non si può. Ve la fanno pagare. Vi fanno morire di fame. Vi portano in alto, e poi vi lasciano cadere se non servite più. Se non sono ancora morta è perché c'è qualche fata dei boschi lontani che mi protegge.

Bisogna essere compromessi, appartenere a qualcosa o a qualcuno, stare in un 'ente' finanziato protetto sedotto aggiustato, altrimenti non si 'vive' di cultura. Si può essere addetto stampa, guida, maschera, consigliere o che ne so, ma non artista, artista dell'ente non si può, si diventa prima o poi caricatura.

Vivere liberi di cultura non si può; al massimo si può sognare di sopravvivere, sperando di non aver sbagliato tutto.

Che triste, i commercianti-attori!

Se questo è un modo per uscire dalla crisi ed entrare nel circuito turistico, per la città di Prato! Incommentabile.

"Commercianti-attori per promuovere centro e negozi.

Un patto siglato nell’incontro tra i soci di Pagine Video, società di Milano di Emanuela Caracci e Gabriele Cucolo, entrambi giornalisti, Cucolo anche regista, ex responsabile delle pagine web del Tg5 e il sindaco Roberto Cenni. Con loro il presidente del Consorzio Centro Storico Luciano Gori che rappresenta una sessantina di attività. «Un’iniziativa - dice Gori - sulla quale rifletteremo».
Si tratta di un progetto ibrido a cavallo tra la promozione pubblicitaria e i contenuti culturali «che offre ai commercianti - spiega Cucolo - un pacchetto di opportunità: dai filmati in full hd solo con immagini sull’attività del negozio a forme di partecipazione più articolata inserite in mini documentari che però hanno l’obiettivo di far conoscere angoli belli ma poco frequentati del centro storico».
Da saldo - dicono - il costo della promozione: da 79 a 99 euro mensili . Nel pacchetto anche la web-fiction per la quale le riprese cominceranno il 15 maggio. «Si tratta di una miniserie con puntate di 7-8 minuti girate a Prato e altri luoghi della Toscana con attori professionisti del calibro di Gerri Potenza, Pino Torcasio e Antonio Porzio e con la partecipazione di attori dilettanti». I negozianti, appunto, se lo vorranno.
Il sito del Comune ospiterà un link al sito Pagine Video ma i contenuti saranno diffusi, grazie alla convenzione firmata con Aeroporti di Pisa, anche sui maxischermi dell’aerostazione oltre alle pagine Facebook di Pagine Video e del Comune. «In questo modo - è il giudizio di Cenni - cercheremo di superare l’indecorosa situazione di passività nella quale Prato si trova per tentare di diventare parte attiva del circuito turistico». "(Il Tirreno di oggi)


L'Olanda e la pedofilia tollerata

Un tribunale di Arnhem ha dichiarato che l'Associazione Martijn, che promuove la pedofilia, è contraria all'ordine pubblico, "ma non destabilizza la società": in queste parole si trova  il  senso della tolleranza olandese, per cui è lecito tutto, finché non si mette in discussione il sistema politico-bancario dello Stato. Si tratta dunque di una finta tolleranza quella per cui sesso e droga, sfruttati economicamente, sono utilizzati per impedire i veri movimenti sociali,  mostrando al contempo la faccia ingannevole  della società libera e felice.

http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_03/olanda-associazione-martijn-pedofilia-corte-appello-non-va-vietata_5254b122-9c69-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml

mercoledì 3 aprile 2013

Teatro Metastasio: inviti anziché risposte concrete

Ricevo un invito alla prima dello spettacolo Hotel Belvedere di Odon Von Horvath per la regia di Magelli, con gli stessi attori che hanno recitato nello spettacolo Isola. Si spera, credo, oltre che di risparmiare dato che questo spettacolo è una sostituzione, di fare dimenticare le cattive recensioni dell'ultimo spettacolo diretto dal direttore artistico.

Come mi è stato fatto notare, l'invito contiene anche un invito al dopo spettacolo.
Ringrazio; è gentile.

Tuttavia, dopo vent'anni di assenze e di vari altri inviti, dico VENT'ANNI in cui con tutte le mie le nostre opere, il mio il nostro lavoro teatrale, le attività, non sono, non siamo esistiti, non è di inviti del genere di cui ho-abbiamo bisogno, dove siamo collocati a corollario o cornice, ma di risposte concrete, che non ci sono: ho scritto una lettera a mano e mail per rappresentare Cafiero Lucchesi al Fabbricone, ma attendo ancora risposta.

Il Movimento, questo terrorista

Il Movimento 5 Stelle dà molta importanza ai programmi, e non ai 'nomi'.
Va bene.
Tutti i partiti andrebbero dietro alle poltrone, il  Movimento no; loro pensano ai programmi.

Tutto questo mi ricorda la mia esperienza passata nella Lista Per il Bene Comune, con la quale sono stata candidata sindaco alle elezioni del 2009.
Il programma era molto bello, e mi aveva convinto. 
In quel movimento, molto vicino a quello di Grillo, era vietato il personalismo, così era definito pensare con la propria testa, oppure dare valore a chi ne avesse, attribuire merito a qualcuno eccetera. Esisteva il livellamento.
Tutti dovevano essere dipendenti, diciamo così, dell'emanazione-testa del movimento e guai ad agire con la propria. Ogni comunicato passava il rigoroso vaglio del gruppo , affannosamente, senza sosta.
Tutto terroristicamente chiaro, limpido trasparente democratico.

L'atteggiamento dei 'capi' non era altrettanto, per la verità.
Loro dicevano che non esisteva un capo, ma i capi erano proprio loro e guai a metterli in discussione.

Quando questi capi-non-capi vennero a Prato, offersi un piccolo rinfresco, e fui aspramente rimproverata: perché buttare via questi soldi?
Al momento del ballottaggio fra i due candidati, io dopo aver discusso con gli altri della mia lista, detti l'indicazione della piena libertà di scelta dell'elettore e per questo fui 'sconfessata' dai capi. Avrei, secondo loro, o avremmo dovuto, indicare che non avremmo appoggiato nessuno dei due.
Un dettaglio di non poco conto: perché dovevo affermare che eravamo puliti, dovevo dare il patentino di lucidità al Movimento che rappresentavo. Non si poteva dichiarare che l'elettore era libero nella sua coscienza e pensiero, perché in quel Movimento non si era.
Questo triste episodio fu sufficiente a farmi capire che aria tirava dove io pensavo ci fosse libertà.
Poi è stato chiaro anche chi ha appoggiato chi.



Finita l'era dei sindaci

C'è stato un tempo in cui l'opinione pubblica riponeva grandi speranze nei sindaci.
Chi non ricorda la primavera palermitana con Leoluca Orlando, il sindaco contro la mafia, ormai tanti anni fa...
E poi, e sono stati gli ultimi, hanno fatto sognare altri, come Pisapia l'arancione di Milano, De Magistris a Napoli, Renzi a Firenze...

Ora non è più quel tempo. Ora i sindaci non costituiscono più un 'partito', bensì una grande delusione per tutti i cittadini.

Forse li abbiamo investiti di così tante speranze, che siamo rimasti stupiti quando li abbiamo scoperti non sormontati da aureole, bensì con ombre sul loro passato-presente, con le aziende piene di debiti come il nostro Cenni, subissati dagli scandali appaltatori come Emiliano sindaco di Bari, circondati dalle parentopoli come il sindaco di Torino Fassino, ma anche sembra riceventi finanziamenti poco chiari, come i famosi  70 mila euro di Lusi a Renzi, e, proprio recentemente,  il Filippeschi pisano beccato e multato con l'auto blu del Comune per eccesso di velocità...

In questi anni i sindaci hanno fatto del loro meglio per disilluderci.




martedì 2 aprile 2013

Il nesso consonantico 'gl'

In viaggio ascolto la radio.
Anche gli speaker delle varie emittenti nazionali riproducono l'obbrobrio che sento nei giovani a cui faccio lezione: la 'gl' non pronunciata comune una laterale palatale, ma come una semiconsonante, alla romana, per intenderci: non 'aglio' ma 'ajo' , oppure come occlusiva velare sonora, 'agghio' o qualcosa di simile.
Questo virus di mal costume linguistico probabilmente è un vizio dettato dall'ignoranza e dalla pigrizia nella pronuncia.


lunedì 1 aprile 2013

Lavoro: dove non si muore solo di ILVA

Nel mio viaggio per l'Italia di questi giorni, qualche giorno fa ho conosciuto una guida delle Grotte di Castellana, in provincia di Bari.

Le grotte sono belle, ancorché rovinate dai turisti vandali del passato (ora i controlli sono più accurati), ma non mi hanno colpito particolarmente, anche perché, se i turisti di oggi non possono più spezzare stalattiti e stalagmiti, dimostrano la loro inciviltà parlando nel cuore della terra come in piazza.

Piuttosto interessante invece il colloquio con una guida, a cui ho chiesto quali conseguenze per la salute avesse lavorare in quell'ambiente umido.

La guida non aspettava altro che questa domanda. Tutti loro soffrono di reumatismi e di malattie cardiovascolari, ma non c'è possibile 'causa di servizio'; il lavoro è precario, ossia, lavorano per lunghi periodi che vengono rinnovati di volta in volta, senza avere le garanzie del lavoro sicuro.

Tuttavia, nonostante le pessime condizioni - ogni mattina le guide si alzano, se va bene, con grande difficoltà dal letto, non si muovono che lentamente, insomma le ossa sono a pezzi, e il cuore, a quella profondità nel sottoscuolo, pompa male, tanto che qualche guida scende con la pasticca-salvavita e conduce i turisti nel giro corto delle grotte, invece che in quello lungo, che prevede due ore di camminata -; nonostante questo, la gente del posto fa a gara per entrare là dentro  lavorare e a ogni elezione si rinnovano le promesse per le assunzioni.


Il Governissimo di Babbo Napolitano

Bersani, incaricato di formare un governo, non poteva certo allearsi con il PdL senza perdere tutto; e allora in aiuto va Babbo Napolitano e lo organizza lui, alla maniera olandese in modo che i mercati siano rassicurati, il governissimo del 'saggi', tutti emanazioni partitico-economiche.

Naturalmente nessuna 'saggia'. Le donne sono ancora e soltanto buone per qualche melo' in Camera.