venerdì 12 aprile 2013

Barbarie

Internet ha un merito: quello di mostrare la barbarie degli esseri umani.
Sarebbe poi da chiedersi se la mostri soltanto, oppure anche la sviluppi. Senz'altro la protegge, o l'autorizza: nel senso che le dà autorità.

giovedì 11 aprile 2013

Assicurazione auto, un lusso ormai

Non è più un mistero per nessuno, l'assicurare un automobile è diventato un lusso. Presto molti noi faranno a meno delle macchine. Giusto l'altra settimana, a Firenze, ho osservato una città senza il solito traffico di automobili e pullman di aprile. Naturalmente questo avviene senza che si faccia nulla per incentivare il muoversi alternativo. Urge non soltanto abbassare le tariffe, ma anche provvedimenti per muoversi diversamente in città, e fra città e città. Questo va chiesto ai parlamentari!
Anche su questo aspetto siamo profondamente ottusi e barbari e disonesti rispetto all'Europa, dove ci sono piste ciclabili, servizi, e le tariffe assicurative auto costano meno.
Copio e incollo un articolo su questo argomento.

Da Notizie di Prato: "Sequestrati 417 veicoli senza assicurazione nei primi tre mesi dell’anno. Milone: “La gente non ce la fa, bisogna abbassare le tariffe”

“O pagavo l’assicurazione o pagavo l’affitto della casa”. E’ questa una delle giustificazioni che a volte si sentono dare gli agenti della polizia municipale quando una persona viene scoperta a girare senza la copertura assicurativa del veicolo. E’ infatti in preoccupante aumento il numero dei veicoli circolanti senza assicurazione nella nostra città. La polizia municipale al 31 marzo 2013 ha già sequestrato 417 veicoli, mentre nello stesso periodo del 2012 erano stati 278. Se il trend si manterrà costante a fine 2013 saranno circa 2000 i veicoli sequestrati per mancanza d’assicurazione. “E’ assurdo che Prato sia la città dopo Napoli nella quale si paga l’assicurazione auto più alta – ha detto Milone – per questo sottoporrò un documento ai parlamentari pratesi per porre all’attenzione del Governo la questione affinchè vengano abbassate le tariffe assicurative, perché in un momento di crisi come questo la gente non ce la fa a sostenere questi prezzi”. Le auto sequestrate appartengono sia ad italiani che a stranieri. Nel 2012 su 1294 auto sequestrate, solo il 30% è stato riscattato dai proprietari. “Se si abbassano le tariffe forse anche chi ora circola senza assicurazione la farà, per evitare multa e sequestro dell’auto – ha chiosato Milone”. Il fenomeno della mancata copertura assicurativa si affianca a quello della guida senza patente, che ha comportato 54 sequestri di veicoli nel primo trimestre dell’anno, gran parte dei quali condotti da stranieri. Nei primi tre mesi la polizia municipale ha sequestrao 114 ditte (erano 77 nello stesso periodo del 2012), incassando dalle sanzioni e dal dissequestro dei macchinari oltre 160mila euro. “Spero di poter destinare parte di questi soldi al sociale – ha aggiunto MIlone – Di questo passo a fine anno il Comune incasserà da questa voce più di 600mila euro.
Marco Manzo

L'ultima baggianata: per fare opposizione bisogna essere eletti

Avevo deciso di non intervenire sulla questione tutta locale fra il democratico Carlesi e il movimentista 5 Stelle gruppo 134 di Prato Barosco, ma dato che Il Tirreno mette un mio intervento, ironico peraltro, sulla vicenda, voglio dire.
Dunque tutto è partito da una intervista di quel giornale a Barosco, dove oltre a esplicitare le sue posizioni in merito a certi soliti temi, aggiungeva di vedere di buon occhio una donna come sindaco alle prossime elezioni amministrative.
E' stato facile per me fare ironia sulla vicenda.
La dichiarazione di Barosco non suona sincera, perché il prossimo candidato sindaco del Movimento  vuol essere lui, Barosco: se questo non si verificherà,  sarà per qualche valido motivo che non si può prevedere, ed è legato anche dal mistero del presente inesistente governo.
Ma l'aspetto più ridicolo e contraddittorio è che, accusato da Carlesi di non fare opposizione vera, Barosco risponda che per farla bisogna essere eletti.

Prima del 2009 noi, nelle nostre battaglie di Gonfienti, sui rifiuti eccetera, ci ritrovavamo spesso con il gruppo dei 5 Stelle a fare opposizione insieme contro la giunta di Centro Sinistra. Eccome!

Poi non s'è più visto nessuno. Anzi, ci siamo ritrovati soli. E' stato chiaro come certi gruppi e comitati sono stati usati solo per strumentalizzazione elettorale. A riprova ne è il fatto che la cosiddetta Partecipazione è stata fatta morire dopo essere stata inglobata nelle istituzioni.

Di questo strumento democratico dei 'comitati', ormai distrutti o ridotti a poca cosa o comunque sostenuti, quei pochi rimasti, solo in vista del consenso, su questa 'distruzione' non è stata profferita parola!

A parte la questione di Baciacavallo, che il gruppo 134 fatto come propria e nessun altro sembra autorizzato a occuparsene, non abbiamo visto nessun tipo di opposizione.
Ma è davvero opposizione vera? L'intervista di martedì su Il Tirreno non è poi affatto una intervista contro Cenni, la critica di Barosco è -se riportata correttamente - molto attenuata, basta leggerla con attenzione.
E poi, un po' di cronologia: la questione del depuratore di Baciacavallo è stata enfatizzata solo adesso, dopo le ultime elezioni, quando era certo che l'elezione a parlamentare per Barosco era sfumata. 
Insomma, l'opposizione, se così si vuol chiamare ma non lo è,  sembra farsi ora per opportuno calcolo politico, dato che è risaputa la simpatia di Cenni per il gruppo 123, ampiamente ricambiata anche con presenze concrete di 'endorsment' in consiglio comunale.

E' poi sorprendente e sospetto il fatto che Grillo non faccia chiarezza sull'esistenza dei due gruppi grillini di Prato, che sono in totale opposizione fra loro.

A mio avviso giustamente, il gruppo Movimento 5 Stelle 2 accusa il 134 di essere stato partigiano di Cenni, e non solo in coincidenza delle elezioni, ma anche dopo,  il che è in aperto contrasto con l'etica grillina.


Da Il Tirreno di oggi
Lo schiaffo M5S al presidente Carlesi
PRATO Il titolo è tutto un programma: “Da democrat a nullocrat” . E’ la risposta del Movimento 5 Stelle di Prato alla presa di posizione del presidente del gruppo Pd in consiglio. Massimo Carlesi, che - intervenendo su Baciacavallo, aeroporto, stadio - ha dato l’altolà a Fausto Barosco, leader M5S. La polemica tra Pd e M5S partita dall’intervista del Tirreno al leader 5 Stelle monta ancora. Se Carlesi ha prima risposto per le rime a Barosco ora è M5S Prato che attacca il presidente del gruppo Pd in consiglio. «M5s e Barosco in questi quattro anni non ha potuto fare opposizione - scrivono - semplicemente perché non rappresentata in consiglio comunale. Per fare opposizione bisogna essere eletti, ci stupisce ( ma anche no ) che Massimo Carlesi non sappia che certe battaglie il M5S le ha sempre combattute». E ancora: «In questi quattro anni il M5S ( e Barosco) ha fatto invece un sacco di proposizione, non accontentandosi di dire no, ma offrendo delle alternative. Lo ha fatto gratuitamente, senza tv e giornali al seguito, con i limiti di chi fa politica attiva senza un becco di un quattrino». Affermazioni che hanno creato un dibattito anche sul sito del Tirreno. Lanfranco Nosi, vicino al mondo dell’ambientalismo, è intervenuto sul sito sostenendo che « alcuni del gruppo facente capo a Barosco andavano in consiglio comunale a sostenere Cenni. Giusto per dire che tipo di "opposizione" avrebbero fatto». La regista Maila Ermini ironizza: «Una donna come sindaco? C'era nel 2009 (era lei ndr) ma non l'hanno votata». E per l’ex presidente della Provincia Massimo Logli «giocare allo sfascio sta diventando pericoloso per tutti e soprattutto per i più deboli».

mercoledì 10 aprile 2013

I massoni e i 5 Stelle

Circolano vari articoli su questo argomento, ma l'argomento più evidente è l'appoggio di certi massoni ai vari rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

https://www.facebook.com/notes/gianna-bianca/il-movimento-5-stelle-è-un-partito-fondato-dai-massoni-casaleggio/134645686663675

Il teatro deve dire la verità, ma al Met si dice qualche bugia

Il direttore artistico del Metastasio, in una intervista al giornale Il Tirreno, dichiara che il teatro deve dire la verità.
La verità però non è quella che dice lui, che magari può riguardare il senso di uno spettacolo. Verità che non incide sul reale problematico. O comunque la sua verità è solo parziale.
Parla di aver coinvolto gli artisti di Prato, ma mi risulta siano sempre gli stessi, e ancora  gli stessi, fin dai tempi di altri direttori artistici.

Nessuno della triade che domina il Met è venuto a vedere il nostro Cafiero Lucchesi, e io invano sto chiedendo a Cecchi e a Luconi di poterlo rappresentare a livello cittadino.
Luconi mi ha incontrato, ma poi non si sa...

Parole, parole, parole, come nella canzone cantata di Mina.

La gente deve sapere come stanno le cose, ad alcuni artisti la strada è sbarrata; cambiano le persone, i direttori, eccetera, ma in fondo non cambia niente. Ci troviamo insomma come quando era direttore Tiezzi, per citare l'ultimo, ma anche tutti gli altri, non si confrontano con i professionisti seri del territorio, non li vogliono se non gli torna conto. E la distanza fra loro e il territorio e gli artisti è sempre più grande, e ci sentiamo usurpati dei nostri diritti, che un manipolo di persone, in forza di pochi voti o di discutibili nomine, ci sottrae ogni giorno. Con i nostri soldi.

martedì 9 aprile 2013

Manifestare contro la povertà, ovvero dar l'idea di resuscitare i morti

E' del tutto inutile, oltre che di cattivo gusto (non si può nemmeno pensare sia una forma moderna di 'auto sacramental'), manifestare contro la povertà come farà il PD il prossimo sabato 13 aprile. Cosa vuol dire, cosa risolve, manifestare contro la povertà? Nulla.

Esattamente come non serve a nulla esaltarla, la povertà, come fa Papa Francesco. Serve a lui.
Operazioni di marketing, di consenso.

E poi cosa faranno, cosa diranno dai palchi? Udremo varianti alla retorica sul lavoro?

Ecco, invito a disertare questo genere di manifestazioni.

Piuttosto si dovrebbe manifestare contro di loro, questi lunghi anni di partitodittatura ci hanno depredato e umiliato, hanno tolto possibilità, ricchezza, creatività, fermento politico e sociale, sclerotizzando la  società, immobilizzandola con  ruffiani e galoppini e replicanti,  tenuta protetta e per proteggersi.

Anni lunghissimi, tutta la nostra storia nazionale è  stata schiacciata dal pachiderma partito e la fine del Fascismo non ha posto fine alla nostra agonia. C'eravamo illusi, dopo la Guerra, ma il pachiderma non è mai morto. Noi sì.

Perché è chiaro, non c'è dubbio: siamo ormai morti e loro organizzano finte manifestazioni buoniste per dar l'idea che vogliono resuscitarci, quando, appunto, c'hanno ammazzato.

Scandalo Ingroia: e tutti gli altri?

Molti politici si dichiarano scandalizzati dal fatto che Ingroia sia stato sistemato dal governatore Crocetta come presidente della riscossione tributi in Sicilia.  Viene proprio da ridere.
Vogliamo dire quanti sono stati sistemati dai partiti, per esempio, nelle varie Regioni?
Prendiamo la Toscana, dove vivo.

Negli uffici ci sono fior fior di persone messe dai partiti; e a capo degli enti? Si diventa presidente di qualcosa solo per grazia di partito o affiliazione.
C'è qualcuno capace di smentirmi?
Per favore, smettetela, politici scandalizzati, ho pronta una lista per smascherare la vostra ipocrisia, il malaffare di anni e anni, la lottizzazione del mondo, l'ingiustizie (vedi le capre serve messe a controllare e dilapidare i teatri!) e il guasto all'economia che avete contribuito a creare!

lunedì 8 aprile 2013

Una donna al Quirinale

Travaglio parla abbastanza male della Bonino in un articolo di ieri dal titolo "Si fa presto a dire Bonino" e scrive che bisogna ricordarne il passato politico, in sostanza la accusa di aver avuto frequentazione con Berlusconi, del suo programma.

E' vero.

Ma intanto è vero anche che nessuno, nessuno arriva ad assumere una carica, una qualsiasi, se non è implicato nel potere, appoggiato, sostenuto eccetera, e dunque sarà vero anche per la Bonino. Che comunque le sue battaglie le ha fatte.

Lo stesso vale anche per i giornalisti, e dunque bisognerebbe descrivere anche i 'passaggi giornalistici' di Marco Travaglio. In sostanza sapere chi lo ha sostenuto, aiutato, eccetera.

Infine, bisognerebbe che smettesse di censurare, il suo Fatto Quotidiano, i commenti, cosa che fa senza porsi tanti problemi.

Infine dell'infine: la questione femminile, in Italia, che esiste anche se nessuno ne parla, non si pone correttamente certo con l'elezione di una donna. Tuttavia...

La questione femminile è quella di cui Travaglio non conosce bene l'esistenza, perché a casa ha una donna e perché forse questa donna si fa aiutare nel menage quotidiano.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...