sabato 25 maggio 2013

Carlo Monni, l'antintellettualista

Torno su Carlo Monni, per puntualizzare alcuni aspetti della sua 'arte'.
Credo di poterlo fare; lo conoscevo da tempo (aveva portato alla Baracca anche il suo spettacolo Monni all'Inferno nel 2010), ma l'ho conosciuto a fondo durante tre mesi di lavoro, gomito a gomito: eravamo solo io e lui in teatro durante le prove del mio Leonardo, diario intimo di un genio, e questo permise ad entrambi un approccio, se non intimo, scoperto e franco.
Al mattino lo andavo a prendere; ci incontravamo davanti al bar La tazza d'oro a Prato, dove lui non mancava di andare a fare colazione, e lo riportavo alla fermata dell'autobus, quando non alle Cascine o a Firenze direttamente.
Non era propriamente un attore; o, perlomeno, era un attore sui generis; piuttosto un esempio di poeta contadino, di popolare dicitore dei classici toscani; cantante estroso, simpatico e trascinatore, anche in grazia di quel suo modo trasandato di vivere, bohémien alla toscana, incurante di tutto.

Egli era un fautore dell'antintellettualismo; ed in questo consisteva il nostro contrasto di fondo.

Io l'avevo scelto come Leonardo, per togliere a Leonardo storico la plasticità, l'iconografia classica e commerciale che ha oggi, per riportarlo alla sua ruvidezza antica. Ri-significarlo. Mi sembrava che Carlo lo potesse fare meglio di altri; ma mi sbagliavo.
Carlo fece mostra di accettare il mio progetto, ma in realtà tentò poi di fare come gli pare, addirittura impose i cinque minuti, dopo lo spettacolo, in cui intendeva ristabilire il suo rapporto solito e comico con il pubblico; come se si vergognasse o avesse in uggia essere attore, o interpretare una parte più seria.
I cinque minuti furono un fallimento, e lui se ne rese ben conto, perché dopo il monologo di Leonardo,  non avevano senso.

Non studiava e non voleva provare più di due ore. Una volta s'incazzò, mi mandò a quel paese perché gli chiesi di restare mezz'ora in più, e fummo sul punto di non fare più niente.

Poi si scusò, e riprendemmo senza problemi. Ma io non fui mai veramente soddisfatta del lavoro, se non in alcune prove.

Diceva di non amare di fare l'attore classicamente; che anzi, lui avrebbe fatto a meno dei registi, che  non era più disposto a quel lavoro per il futuro, se non eccezionalmente o per impegni già presi.

Ricordava La Beffa del Grasso Legnaiolo per la regia di Orazio Costa, a cui mi avvicinava, e organizzata dal Comune quando Firenze fu capitale della cultura europea, e di quello spettacolo ricordava sorridendo l'amato Herlitzka, che sempre studiava, diversamente da lui; e rammentava lo sgomento di Costa difronte al suo comportamento...

Con tutto l'affetto che porto a Carlo, ché con lui ho passato anche belle giornate, e l'ho apprezzato nelle sue estemporaneità, in alcuni suoi momenti artistici, pure egli era appunto un esempio dell'antintellettualismo in arte, e io questo l'ho capito dopo; ossia: apparteneva a coloro che pensano ( e sono molti) che troppo pensiero in arte fa male, che bisogna lasciare spazio al sentimento, all'istinto, all'estro; che lo studio, il cerebralismo nuoce, che non ci debbono essere sistemi in campo artistico...

E' una vecchia storia, ma ancora vive e prolifera. Anzi, in Toscana l'antintellettualismo va alla grande (si osserva nel cinema dei registi locali che hanno in odio gli attori di teatro - così qualcuno disse appunto a Carlo davanti a me,  e incredibilmente si nota anche in alcuni scrittori), anche perché porta pubblico, come portava pubblico anche Carlo, e lui lo sapeva. E aggiungeva: -Perché devo fare diversamente che al pubblico garbo così?
In realtà dietro a certo antintellettualismo si nascondono pigrizia e perché no,  furbizia contadina.

Carlo è stato un grande interprete dell'arte popolare, ormai defunta; esempio bello di come - in questo la Toscana è stata maestra - anche fra il popolo pur incolto o poco colto si valorizzasse e apprezzasse la poesia. Con lui tutto questo è morto; ed è per questo che, artisticamente, sentiremo la sua mancanza.

venerdì 24 maggio 2013

Buongiorno, Medioevo

La serie infinita della violenza sulle donne: alcuni ultimi fatti di cronaca.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/24/egitto-lapidate-e-gettate-nel-nilo-sospetto-di-relazioni-sentimentali-illecite/604743/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/24/lodi-aspetta-ex-compagna-fuori-dal-lavoro-e-uccide-a-coltellate/604736/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/24/genova-scaraventa-giu-da-auto-spara-tre-volte-ero-geloso/604171/

lhttp://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_maggio_24/donna-seviziata-frosinone-2221300972599.shtml

http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/05/aborto-clandestino-e-marcia-dei-feti.html

http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_25/sedicenne-morta-accoltellata-carbonizzata-fidanzatino-corigliano-calabro_d519aadc-c576-11e2-896c-3db9fdd7e316.shtml
...

Ancora sulla scuola di musica "Verdi": interrogazione comunale e domanda

Ricevo il commento del consigliere Aurelio Donzella sulla sua interrogazione in merito agli aumenti della scuola di musica Verdi e il testo della domanda(il così mal detto 'question time') sullo stesso argomento del consigliere Nicola Oliva.
L'aumento, che è  rilevante, non è stato contestato dall'assessore. Ora io dico: forse sarebbe meglio che questa giunta chiamasse artisti meno costosi, organizzasse feste settembrine meno onerose (oltreché più significative), piuttosto che scaricare maldestramente sui cittadini i costi della scuola di musica comunale! Soprattutto in un periodo come questo, di grande difficoltà economica e culturale.

"AUMENTO DEI COSTI E TAGLIO DEI POSTI ALLA SCUOLA DI MUSICA
Ieri in consiglio, l' Assessore Beltrame ha risposto alla mia interrogazione sull' aumento delle tariffe d' iscrizione e sui ridimensionamenti operati nella Scuola di Musica "Giuseppe Verdi".
L' Assessore ha affermanto che la Scuola di Musica "Giuseppe Verdi" è un fiore all' occhiello per la nostra citta: ho ricordato che la stessa cosa avevo premesso io all' inizio dell' interrogazione.
L' Assessore ha ammesso indirettamente quanto da me denunciato: che sono aumentate le tariffe per gli allievi, che è stato ridimensionato il numero degli alleivi e degli insegnati, che sono dimunuite le ore d' insegnamento, i corsi infatti sono iniziati a Novembre 2012, anzichè ad Ottobre come negli anni prima.
L'unica motivazione per tutto ciò, fornita dall' Assessore, sono le ristrettezze economiche del comune, alle quale motivazione ho replicato additando spese per iniziative sbagliate tipo "Visionaria" invece di utilizzare le risorse disponibili nella tutela della cultura che costituisce il nostro autentico patrimonio, nel quale s' identifica la nostra comunità.
L' Assessore ha ricordato che i costi delle altre scuole di musica come a Fiesole o a Sesto, sono superiori a quelli della scuola di Prato, ma ho concluso io nella mia replica che resta il fatto che a Prato giovani che hanno vocazione e passione per la musica vengono penalizzati.
Aurelio Donzella" (Consigliere del Comune di Prato)

"Domanda di attualità 
Oggetto: tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato
Dalla stampa cittadina si apprende che con l'apertura delle iscrizioni alla Scuola di Musica Verdi (Tirreno Prato, venerdì 10 maggio 2013) per la prima volta si è istituito un fondo di 5mila euro per finanziare delle borse di studio rivolte ad allievi meritevoli ed appartenenti a famiglie in difficoltà.
Ma andando a leggere le tariffe nel dettaglio per l'anno scolastico 2013/2014 (approvate con Delibera di Giunta121 del 7/05/2013), si hanno delle sorprese.
http://www.scuolaverdi.it/?act=i&fid=5043&id=20080212130435790
Ecco il calcolo dell'aumento di alcune tabelle dei corsi individuali:
Corsi strumentali e vocali di 30 minuti: media di aumento: 2.5%
Corsi strumentali e vocali di 45 minuti: media di aumento: 21.1% (picco di 34.2%);
Corsi strumentali e vocali di 60 minuti: media di aumento del 20.2 % (con un picco del 33%).
Corsi amatoriali di 30 minuti: media aumento del 4.9% (picco 8.3%);
Corsi amatoriali di 45 minuti: media del 28.4% (picco del 48.1%!)
Ma ciò vale per i residenti, perché coloro che abitano fuori il Comune di Prato pagano ancora di più, incomprensibilmente.
I valori delle medie relative agli aumenti sono confermati mediamente anche per i residenti fuori Comune, con una eccezione non comprensibile per gli amatoriali di 30' (terza fascia di reddito), dove l'incremento è del 19% (103 euro in più), e non se ne capisce il motivo.
Ci troviamo dunque alle prese con aumenti tariffari significativi, viste le difficoltà che le famiglie attraversano, ma dalla stampa sembrerebbe che le cosiddette tariffe siano state calmierate.

Si domanda al Sindaco di intervenire a chiarire se risponde al vero (così come compare sulla stampa, si veda quanto riportato sulle pagine de IL TIRRENO di lunedì 13 maggio 2013) che con le nuove tariffe si intende favorire lo studio della musica alla scuola di Musica Verdi, quando invece gli aumenti significativi delle tariffe rispetto agli anni precedenti paiono indicare il contrario."
Nicola Oliva (Consigliere Comunale)

Laboratorio di drammaturgia

Il laboratorio di drammaturgia condotto da Maila Ermini avrà luogo al Teatro La Baracca ogni lunedì e giovedì del mese di giugno 2013 dalle ore 20,30 alle ore 23 con inizio lunedì 3 giugno. Prevede una introduzione teorica ed elaborazioni pratiche.

Il laboratorio è indirizzato sia a persone con un’esperienza, sia a chi desideri avvicinarsi alla scrittura teatrale per la prima volta; l’obbiettivo è la conoscenza della struttura drammaturgica, la sua elaborazione, la costruzione del personaggio. Si partirà dall’analisi dei testi classici, studiando i vari registri narrativi (comico, drammatico, tragico, grottesco), così come si sono sviluppati nel tempo; saranno analizzate le differenze fra il testo classico e il contemporaneo, per poi indirizzarci all’osservazione del reale e dei suoi ‘personaggi’ al fine di riprodurli nel testo scenico.
L’obbiettivo è la costruzione di un breve testo teatrale.

Occorrente:
un quaderno e una penna.
Ogni partecipante dovrà aver letto, prima di iniziare il laboratorio un’opera teatrale del repertorio classico, antico, moderno o contemporaneo.

Costo del laboratorio: 150 euro (per 20 ore complessive).

Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 8 – Casale, Prato Telefono 0574-812363; 3332713136.


I laboratori e i corsi che facciamo ci permettono di autofinanziarci, perché il Teatro La Baracca non riceve, al momento, nessun tipo di finanziamento; lo stesso per gli spettacoli al Pereto che presenteremo a giugno e luglio. Grazie.

Aborto clandestino e marcia dei feti

Papa Bergoglio (Francesco era un'altra cosa) ha benedetto qualche giorno fa la marcia dei feti. Roba da iconografia medioevale. 
Intanto in Italia l'aborto torna clandestino per i medici obbiettori.
Intanto nessuna educazione sessuale nelle scuole, da nessuna parte, nessuna prevenzione.
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2013/05/23/news/aborti_obiettori_di_coscienza-59475182/?ref=HREC1-3

Interessante, come antidoto a tutta questa restaurazione, la conferenza del Prof. Carlo Flamigni sul controllo consapevole delle nascite e storia della contraccezione che ho tratto dal sito dell'UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti). http://www.uaar.it/news/2013/05/18/video-della-conferenza-carlo-flamigni-sul-controllo-consapevole-delle-nascite/

giovedì 23 maggio 2013

Mannoia alla Festa del Pane al posto di Masini è un segnale anche politico

Molto meglio, direi (ma poi che bisogno c'era dell'ennesimo concertone?).
Una curiosità che ho appreso leggendo la vita di Mia Martini: Mimì non amava la Mannoia, perché la considerava appartenente al 'sistema' a Sinistra; insomma la considerava una sponsorizzata, mentre lei non lo era certo.
Questa scelta, costretta, è tuttavia un segnale anche politico, di dove stia andando l'assessore Beltrame, ormai lontana dal sindaco Cenni e viceversa, e stimata da certa Sinistra pratese.

Erano necessari i nuovi ospedali in Toscana?

Dopo la visita del nostro governatore Rossi - dello stile presuntuoso di Sinistra alla D'Alema - le domande sono:
1. Ma l'ospedale di Prato, e gli altri tre in Toscana (Pistoia, Apuane, Lucca) erano veramente necessari? L 'intensità di cura', di cui s'è parlato come giustificativo, si poteva fare riorganizzando i vecchi ospedali?

Mi risponde Daniele Rovai, che ha condiviso con me la passata tornata elettorale comunale a Prato (eravamo nella stessa lista) e che da diverso tempo sta seguendo l'affaire ospedaliero toscano:


Assolutamente no. La cosidetta INTENSITA' DI CURA c'è già in molti reparti ospedalieri. E nuovi ospedali costruiti recentemente non sono monoblocchi ma strutture singole collegate. La INTENSITA' DI CURA SI POTEVA FARE riorganizzando l'ospedale di Prato, che ha un padiglione tutto nuovo, quello di Lucca, erano già stati previste spese per adeguamento per 15 milioni. E sono due in meno. Tra l'altro il Campo di Marte di Lucca è stato costruito in ZONA 2, bassa rumorosità, e quello nuovo....zona 3-4, alta rumorosità. LE SOLITE MEGA OPERE INUTILI PER NOI...MA UTILISSIME PER LE LOBBY DEI GRANDI COSTRUTTORI ITALIANI!


2. Il concessionario Sat spa (cito da "Notizie di Prato") che raggruppa le imprese Astaldi, Techint e Pizzarotti) come rientrerà dell’investimento di 170 milioni effettuato nei quattro ospedali toscani e che garanzie darà sugli appalti?

Risponde ancora Daniele Rovai:
Per dare queste FANTASTICHE CURE la ASL dovrà pagare UN AFFITTO AL PROPRIETARIO DEI MURI DELL'OSPEDALE e LEGARSI MANI E PIEDI AL PRIVATO, proprietario delle mura - la ASL è in AFFITTO pur avendo pagato il pubblico più del 60% del prezzo di costruzione, per LA MANUTENZIONE DELL'EDIFICIO E TUTTI I SERVIZI NON sanitari (PARCHEGGIO, MENSA OSPEDALIERA, PULIZIE. STERILIZZAZIONE FERRI, ETC..) IL PREZZO? 19 MILIONI FORFAIT ALL'ANNO PER 19 ANNI. Il privato incasserà 19 milioni x 19 anni = 361 MILIONI. Chiaramente APPALTERA' quei servizi a DITTE DEL LUOGO. nON PENSO PROPRIO assumera' personale! Così non ci saranno più gare pubbliche ogni 5 anni a cui tutti possono partecipare ma sarà IL PRIVATO a scegliere a chi affidare in appalto i lavori. E' chiaro che più RISPARMIA, PIù DI QUEI 19 MILIONI L'ANNO GLI RESTANO IN TASCA! Tirerà il collo alle aziende che vogliono lavorare per l'ospedale. E questa è solo una delle "maraviglie" che ci ha "regalato" IL SIGNOR ROSSI.

Interrogazioni e interpellanze al Comune di Prato, lista infinita: una sulla scuola di musica Verdi

Oggi, consiglio comunale. Leggete tutte le interrogazioni e interpellanze inevase, quante sono! E' mai possibile questo malfunzionamento?
Ce n'è anche una sulla scuola di musica Verdi (di Aurelio Donzella più un question time di Nicola Oliva (1)), sulle tariffe stratosferiche che hanno deciso per quest'anno e, anche sui rapporti fra quest'ultima e la Camerata (che è una partecipata del Comune...Sapete chi ne faceva parte, per diritto? Il nostro ex-assessore Nesi, che spero, si sarà dimesso). 
Alla scuola dicono: sono aumentate le tariffe, ma ci sono i biglietti gratis per i concerti della Camerata. E allora? Non so quando e come mi interessano.
Poi aggiungono: ci sono le tariffe calmierate dall'ISEE e borse di studio. Sì, ma solo per i più piccoli, e poi sono solo contentini.

So peraltro che molti cittadini si sono lamentati degli aumenti in segreteria e con i maestri.

http://odg.comune.prato.it/odgbinj/odg/interpel/htm/20130523130000.htm


(1)question time: le tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato

scuola verdi prato23 maggio 2013 – Domanda di attualità: tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato
Bluff o che cosa? Dai giornali sembra che la Scuola di Musica Verdi faccia sforzi enormi per venire incontro alle difficoltà delle famiglie, istituendo un fondo di 5mila euro per finanziare borse di studio per allievi con difficoltà economiche.
Eppure ci troviamo alle prese con aumenti eccessivi delle tariffe, tanto che a leggere la stampa e poi guardare ai numeri sembrerebbe che le cosiddette tariffe calmierate (e sbandierate) siano tutto un bluff. Ringrazio Maila Ermini per la segnalazione del caso dal suo blog, da cui ho attinto per formulare la question time:  I vergognosi aumenti delle tariffe della Scuola di Musica Verdi di Prato
Si domanda al Sindaco di intervenire a chiarire se risponde al vero (così come compare sulla stampa, si veda quanto riportato sulle pagine de IL TIRRENO di lunedì 13 maggio 2013) che con le nuove tariffe si intende favorire lo studio della musica alla scuola di Musica Verdi, quando invece gli aumenti significativi delle tariffe rispetto agli anni precedenti paiono indicare il contrario.

Preciso alcune informazioni: quanto dichiarato nell'articolo del 13 maggio a cui Nicola Oliva fa riferimento, sono informazioni parziali e non complete (cito testualmente da Il Tirreno: "Quest’anno per la prima volta la scuola istituisce un fondo di 5mila euro per finanziare borse di studio rivolte ad allievi meritevoli. Inoltre, lo sconto per la retta del secondo figlio iscritto salirà dal 25 al 30 per cento. L’iscrizione al coro di voci bianche diventerà gratuita per gli allievi che frequentano altre materie, mentre per gli studenti che sceglieranno solo il coro la quota scenderà da 200 a 150 euro". Le borse di studio (e solo 5 mila euro!) sono indirizzate ad allievi sotto i 26 anni; l'iscrizione al coro di voci bianche riguarda naturalmente i più piccoli e la retta del coro è comunque abbassata forse per favorire eventi gratuiti ( e fin qui niente di male). Non esiste, come ho detto anche ad Aurelio Donzella che fa una interrogazione al riguardo, una forma qualsiasi di rappresentanza dal basso (studenti, insegnanti eccetera), come invece c'era una quindicina di anni fa e che col tempo, anche per colpa del disimpegno crescente e dell'abbassamento dell'età degli allievi (i genitori non hanno il tempo di seguire le vicende della scuola) si è estinta; si è accentuato il verticismo decisionale, e non si capisce poi quale sia il rapporto con la Camerata e la Scuola di Musica Verdi (so che gestiscono una parte degli stipendi, bassi, degli insegnanti, ma non potrei dire altro). A fronte degli aumenti dicono che si concedono biglietti gratuiti per i concerti della Camerata, ma questa è un'altra cosa rispetto alla scuola, è un benefit che posso anche non volere. C'è malumore fra i genitori, e qualcuno comincia seriamente a lamentarsi e non si riscriverà il prossimo anno. Non serviranno le solite veline ai giornali calate dall'alto a fugare i dubbi. 

Officina Giovani, contenitore mitologico

Si parla di cambiare l'aspetto di Officina Giovani di Prato, renderla più fruibile, accogliente, pur mantenendo gli aspetti originari del macello pubblico; ci sarà, nel progetto che si spera finanziato attraverso un bando regionale, spazio anche per un ristorante e una grande piazza. Tutto questo al fine di incassare e lustrarsi con grandi eventi.
Negli ultimi tempi Officina Giovani sembra, nonostante tutto, decaduta. La giunta attuale ha voluto 'far pulizia', cambiare rotta, pur mantenendo la giovanilità, l'estrosità formale, togliendo la longa manus delle precedenti giunte e sostituendola con la propria.
All'inizio Officina Giovani era un luogo contenitore di eventi snob (con personaggi della moda 'alternativa') e così è stato per diverso tempo.
Ma mai ha assolto veramente al suo compito culturale fino in fondo; anzi nessun s'è veramente mai posto il problema di quale fosse, se non un generico e di facciata 'spazio per i giovani'.
In realtà, nei suoi momenti migliori Officina Giovani è stato solo un contenitore mitologico, con eventi fermamente diretti dall'alto.

mercoledì 22 maggio 2013

Evviva, Masini non viene a Prato!

Marco Masini, il cantante fiorentino, sarebbe dovuto venire a Prato per la Festa del Pane, ha dato forfait, preferendo andare ad Assisi dove c'è Mamma Rai nella stessa data. Preferisce andare in televisione.

D'altronde, quando si scelgono personaggi televisivi, quando si agita il grande richiamo, il rischio è appunto questo, che alla fine gli artisti preferiscano andare in televisione.

La brutta figura ce la fanno entrambi: Masini perché dà forfait e l'amministrazione che subisce lo smacco.

E' l'arte del nulla, dell'apparenza e del danaro, che, messa alla prova, mostra la sua debolezza, la sua sostanziale insignificanza.

Siamo felici di farne a meno. Peccato che probabilmente chiameranno, in sua vece, un altro artista della stesso vacuo spessore.

Prima novità al Pereto: la Fata Perina

Mercoledì 19 giugno alle ore 21,30 debutta "La Fata Perina" nell'ambito di Sera fatata. E' una fiaba teatrale in rima per bambini e grandi che non vogliono crescere. Insieme a lei sono nati altri personaggi di cui Perina racconterà la storia: la Strega Abrasiva, il Folletto Rame, il Re Farfallone e Regina Lucertola; e ci saranno le fate amiche, come la Fata Pensiero, Fata Cannella (quella dell'Acqua...) e altre.

Turismo a Prato: aumenta?

Ieri mi ferma una coppia di turisti e mi chiede del Castello dell'Imperatore.
Ero in Piazza San Francesco, li ho accompagnati. Ho chiesto perché fossero a Prato, se appunto per il Castello. Hanno risposto di no, che loro hanno preferito alloggiare a Prato piuttosto che a Firenze, dove andavano in treno; a Firenze è difficile muoversi con la macchina... e così in treno (e poi in bici) sarebbero andati a Lucca e a Pistoia. Avevano fatto questa scelta su consiglio di loro conoscenti.
Esattamente nello stesso modo si comportarono alcuni mesi fa una coppia di amici spagnoli.
Dunque sono scettica se collegare l'aumento del turismo a Prato come viene propagandato sui giornali secondo dati IRPET con le azioni (quali, poi?) delle amministrazioni cittadine.

Gli amici

Li hai visti,  là, al tuo funerale
a farsi vedere?

Gli amici.

Ma tu amici tutti
e poi nessuno

la regola era
mai mangiare a casa
di qualcuno.

Ti sfruttavano
e tu lo sapevi,
ridevi sotto il naso buffo
che avevi.

Meglio così, dicevi,
che lavorare sottoposto
eppure nemmeno tu
sei sfuggito,
è stato un costo.

Ora gli amici
come faranno,
non hai eredi,
come camperanno?

Intanto continuano
a lustrare il tuo volto
e il gioco è stato questo;

ma ora tu sei
davvero libero
anche da loro;
ora sei morto.


Gonfienti, o della novella dello stento

Seguiremo con attenzione tutti questo lavorio, peraltro già annunciato da tempo. Sembra la novella dello stento...La Provincia cerca ancora qua e là la sua ragione di essere, e addirittura benedice le associazioni amiche, che servono da raccogli consenso, non noi,  che non esistiamo, perché mettiamo in discussione la Soprintendenza, e la competenza e la buonafede dei suoi rappresentanti. 
E... il Comune?

«I lavori alla città etrusca partiranno entro giugno»

PRATO «I lavori a Gonfienti partiranno entro giugno. E' l'assicurazione che la Soprintendenza ai Beni archeologici della Toscana ha dato proprio questa mattina ai miei uffici». Lo annuncia il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, che ieri ha chiesto alla Soprintendenza chiarimenti circa l'attivazione dei lavori previsti nel sito archeologico di Gonfienti. «Questo primo intervento è garantito, con 200mila euro, dall'accordo tra Provincia e Fondazione Cassa di risparmio -prosegue Gestri - Per prima cosa si metterà mano alla conservazione e alla sistemazione della villa del lotto 14, un complesso residenziale imponente che testimonia la potenza dell'antica città etrusca. Si doveva partire prima ma il maltempo non lo ha consentito». «Per la Provincia - spiega Gestri - questo è un obiettivo che resta in primo piano. La mobilitazione della città e di diversi soggetti associativi è fondamentale, non dobbiamo arrenderci, ci impegneremo per difendere e valorizzare questo straordinario patrimonio. Certo non bisogna dimenticare per intervenire su Gonfienti sono necessarie risorse ingenti e, al tempo stesso, va risolta la questione della proprietà del sito. Il fatto che i terreni su cui si deve intervenire appartengono alla società per l'lnterporto, quindi a un soggetto privato, rende difficoltoso ogni impegno pubblico». Grazie all'accordo tra Provincia e Fondazione Cassa di risparmio si riesce ora a intervenire con questa prima tranche di lavori. Un ulteriore patto tra Fondazione e Soprintendenza stabilisce che quest'ultima svolge il ruolo di stazione appaltante dei lavori che sono già stati assegnati tramite l'espletamento di una gara. La Regione ha messo mezzo milione di euro per Gonfienti nel bilancio di previsione 2013, cifra che va ad aggiungersi ai circa 870mila euro stanziati dalla stessa Regione per il progetto del Parco della Piana e destinati a finanziare interventi di viabilità secondaria e leggera (piste ciclopedonali) in prossimità dell’area archeologica, in direzione di Campi Bisenzio. (IL TIRRENO).

P.S. Per chi non conoscesse la novella dello stento:
La novella dello stento
che dura tanto tempo
la vuoi sentir?
Si.
Non si dice si
alla novella dello stento
che dura tanto tempo
la vuoi sentir?
No.
Non si dice no
alla novella dello stento
che dura tanto tempo
la vuoi sentir?
Sì...
(E così all'infinito).

martedì 21 maggio 2013

Carlo Monni e suoi coccodrilli

Su Carlo Monni, ora che è morto, stanno scrivendo anche persone che a lui, diciamo così, non erano granché simpatiche; anzi, in qualche caso, che lo facevano proprio incazzare. Si sprecano i coccodrilli. La signora Titti Foti de La Nazione, per esempio, ne ha scritto uno un po' sciapito che non aggiunge e toglie nulla alla sua figura, quella che tutti conoscevano, e meglio di lei;  diciamo che lei non era tanto entusiasta di lui, né lui di lei...; quando le comunicai che Carlo avrebbe interpretato Leonardo, mi rispose, testuali parole, "incredibile!!!!!!!!!!!!!" (con tredici punti esclamativi) e non si degnò di scrivere nulla allora, né, inutile dirlo, venne a vedere lo spettacolo.
Carlo Monni in "Leonardo, diario intimo di un genio" di Maila Ermini.
Costume della Sartoria Monaco di Agliana

Cinema, così poco attraente

A Cannes sfilano registi di famiglia, inconorati.
C'è la Bruni Tedeschi, sorella della ex-première dame di Francia.
La signora regista sarà bravissima, non lo metto in dubbio. Piuttosto è il nome a farmi dubitare che le stesse opportunità di arrivare a tanto le abbiano bravi registi con nomi di gente non ricca e potente, o già famosa; insomma del 'giro'. Anche per questo il cinema è diventato così poco attraente.

lunedì 20 maggio 2013

Ciao, Carlo Monni: eri il mio Leonardo impossibile

Estate 2012
Durante una scena di Leonardo, diario intimo di un genio

Con me alla Sartoria Teatrale Monaco di Agliana per la prova del costume, estate 2012
E' morto Carlo Monni. Interpretò il mio Leonardo, diario intimo di un genio. Un attore difficilissimo, non studiava mai, un irregolare assoluto. Siamo stati insieme giorno dopo giorno per tre mesi, il nostro rapporto è stato pieno di  aneddoti, storie, grandi difficoltà. Per diverso tempo sono stata arrabbiata con lui, perché pensavo che mi avesse rovinato lo spettacolo. Lui un giorno si scusò con me, gli dispiaceva, capiva che il personaggio era bello, ma era incapace di fare l'attore, come diceva lui, alla Herlitzka. Visto che io non ero contenta di lui, si abbassò la paga... Quando però era in buona, quando prendeva l'aire allora il suo Leonardo veniva fuori così come io me l'ero immaginato su di lui. 

Di tanti aneddoti voglio raccontarne uno. Un giorno venne alla Baracca zoppicante, gli chiesi cosa avesse. Lui, che al mattino andava a passeggiare alle Cascine senza scarpe, un giorno era inciampato in una bottiglia rotta, e una scheggia di vetro gli s'era infilata nella pianta del piede. Era andato all'ospedale, ma siccome una infermiera lo aveva rimproverato dicendogli che non sarebbe dovuto andare in giro peduli, lui se n'era tornato via senza che la scheggia fosse stata tolta completamente. Gli dissi che potevo provare io. E lui, che aveva una fiducia cieca di me, mi disse che sì, accettava il mio intervento - ho imparato certe cose dalla medicina popolare di mia nonna e di mio padre, la medicina contadina, quella che piaceva a lui -, e si distese sul palco. Io gli feci l'operazione, gli tolsi la scheggia, anzi le schegge, erano tre spezzate. Quando finì mi abbracciò, e giurò di essermene riconoscente per sempre. Così è stato. 

Era discreto; non disse a nessuno del nostro lavoro sul Leonardo così come io l'avevo pregato, e poi, in quel periodo che facemmo le prove, smise di bere...tanto. 

Grazie Carlo, per la tua stima e l'affetto, e la pazienza. Ti voglio bene e scusami se non vengo a trovarti alla camera ardente, né al funerale, ma non sopporto il potere che si impossessa di te.

P.S. COSA PENSAVA CARLO DEI TEATRI PALUDATI E DEGLI ATTORONI.
Ora che tutti si sciacquano la bocca con Carlo Monni, ora che è morto, anche i teatri che spesso non lo pagavano con regolarità e correttezza, e con me se ne lamentava molto, devo aggiungere brevemente che Carlo non amava affatto i teatri paludati - "li sopporto perché devo sopportare, mi fanno lavorare un po', ma a volte li mando affanculo" - e li considerava nulla. Altrettanto male parlava di certi attoroni (escluso Herlitzka, che rispettava) e dei ruffiani giovani attori, così frequenti nei teatri...E così anche mi parlava di molti politici, che ora se ne fanno belli. 



Insomma, la verità andrebbe detta tutta.

domenica 19 maggio 2013

Gabriele Alberti

Conosco Gabriele Alberti, quello che sta portando avanti la battaglia di OccupyPD a Prato. Lo conosco soprattutto perché vive a meno di cento metri da me. 
Colui che vuole rivoluzionare il PD, però, fino a pochi giorni fa, era tuttavia il seguace dei seguaci, il fedelissimo.
Al Teatro La Baracca l'ho visto una volta, quando organizzai una assemblea dopo l'alluvione del Natale 2009 alle Pantanelle (ma quella volta non conta perché c'erano anche i cinesi). Poi non si è mai affacciato, esattamente come molti altri piddini della zona.

Come se fosse il teatro dei lebbrosi, come se la cultura fosse tutta e si fermasse da qualche altra parte, magari nella vicina parrocchia o al circolo, ma non al Teatro La Baracca.

Mi fa piacere pensare che tutto questo a breve cambierà.


Ancora sull'arte nei centri commerciali

Ricevo questo messaggio da Balducci di Skeda, e devo dire che non sono per nulla d'accordo con lui sulla 'positività' dell'arte nei centri commerciali, in questo caso Parco Prato.  Mi permetto di pubblicarlo perché non è una comunicazione personale, ma una sua considerazione sull'esperimento dell'azione artistica presso quel centro.
Il Centro Commerciale è spesso al servizio diretto dei partiti, come sappiamo. E viceversa. 
L'arte in quel luogo è al massimo un passatempo nel senso più vero della parola, si potrebbe dire è un passa-spazio; uno deve andare a fare la spesa alla Coop e si ferma a guardare. E' facile avere pubblico e curiosi e in più si manipola, si falsifica il senso creativo, critico e oppositivo dell'arte.
L'arte così diventa serva ancora di più, serva di partito e si piega al Gran Mercato del Mondo.
I graffitari al centro commerciale è come l'insalata condita con la marmellata; è una oscenità, o, a voler essere positivi, un semplice esercizio tecnico, che può anche riuscire bene, ma NON SIGNIFICA NULLA. Anzi, significa la sottomissione al potere.
Sulle considerazioni di Claudio in merito al centro commerciale di oggi, paragonato al mercato romano o dell'antichità, credo che sia assolutamente da non commentare. 
Fulvio Silvestrini avrebbe molto da dire riguardo all'arte a Parco Prato (dopo che gli hanno sottratto la Bottega d'Arte di Iolo).

un saluto dopo la fatica di oggi. Devo dire che l'esperimento - malgrado la grave leggerezza - colpa mia - di non aver provveduto a cio' che comunque era stato pensato (il megafono) - l'esperimento e' stato davvero riuscito.
Dire riuscito vuol dire che ha ottenuto gli effetti sperati. Quali? quelli di coinvolgere la numerosa gente che frequenta un centro commerciale. Non solo di incuriosirli, ma proprio di coinvolgerli.

Di nuovo, malgrado le condizioni proibitive, Alessio e Erica hanno saputo non farle pesare a chi era intorno a loro e a far fare la passeggiata artistica peripateticamente presi.
I graffitari, sia quelli del gruppo Gnob che quelli del gruppo Jac, hanno rappresentato una sorpresa, una novita' verso la quale la gente sentiva che quel luogo non era piu' il SOLO luogo del mercato, ma era un luogo piu' umano, un luogo nel quale ci si poteva sentire piu' ampi, collegare i nostri bisogni, anche la nostra necessita' di relax anche la nostra ansia acquisitiva, collegata all'ìespressione artistica, gratuita e umana.
Françoise e Samantha sono riuscite ad avere un grande pubblico: la gente arrivava nella piazza e doveva fermarsi, guardare. Abbiamo avuto non solo una platea, ma anche una galleria, gremita di gente, anzi di pubblico, perche', nel luogo dell'assenza del silenzio, sono riusciti tutti quanti, anche chi e' capitato li' senza aspettarselo, a fare silenzio davvero catturati dalla magia della danza e della musica che si sono sposate perfettamente con l'opera di Ignazio,

Tang non aveva piu' la sensibilita' al braccio destro alla fine della serata: ha calligrafato ben 500 fogli per i passanti curiosi perche' tutti volevano la loro pagina di auguri cinesi.

I pannelli della kasauovo hanno incuriosito e hanno rivelato un'idea eccezionale. Alejandra con il suo carrettino di pensieri felici ha coinvolto un sacco di persone, bambini compresi, che hanno voluto attaccare all'albero speranze e riflessioni.

Purtroppo non sono riuscito a vedere gli skateboard dei Flangia brothers perche' mi sono dovuto fermare a WeMeet per ricaricare la batteria della videopresa per poterli filmare e quando sono arrivato avevano gia' smobilitato. Quindi non ho neanche potuto vedere le esibizioni - mi dispiace molto, ma ho incontrato Zeno che mi ha promesso dimandarmi il filmato che invece lui aveva fatto.

Bene, cosa sono i Centri Commerciali?
sono luoghi dove va la gente a fare scambi. Mercati contemporanei.
Noi oggi  cerchiamo i ruderi dei vecchi mercati nel foro romano, nelle strade di Pompei e cerchiamo di immaginarceli come erano e quando ne ritroviamo dei resti non possiamo fare a meno di sentirci vicini agli uomini di allora, di vederli terribilmente simili a come siamo noi oggi.Negli antichi mercati hanno circolato poeti, teatranti, uomini di spettacolo di tutti i tipi, erano un veicolo di cultura e, spesso, di alta cultura.

I centri commerciali moderni non hanno niente che possa impedire di ricomporre l'unita' dell'uomo. Basta provarci e i risultati sono sempre eccezionali.

Insomma l'ho fatta un po' troppo lunga, ma deve esserci qualcosa di vero in quello che ho scritto anche se forse non proprio tutto.

Grazie a tutti in attesa del finissage

Claudio

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