sabato 6 luglio 2013

Presentazione video di "Centurione"


Massimo Ginanni

Dopo averlo messo da parte, ora che è improvvisamente morto, tutti lo ricordano.
Parlo del politico pratese Massimo Ginanni, ex-presidente della Circoscrizione Ovest di Prato e consigliere comunale.
A Sinistra, dove militava, dicevano di lui che era un eccentrico, un bastian contrario, un tipo egocentrico e non lo amavano affatto. Per questo lo avevano 'parcheggiato', e ben volentieri.

venerdì 5 luglio 2013

Walter Siti vince la Strega

Walter Siti vince il Premio Strega.
Non ho letto il libro "Resistere non serve a niente".
Per me l'autore è quello che ha accusato l'opera di Pasolini di 'pressappochismo' e 'cialtroneria' nel saggio intitolato "L'opera rimasta sola".
Un tentativo di ridimensionare Pasolini da un punto di vista filologico e dottorale, e, mi permetto di dire, borghese (come forse avrebbe detto Pier Paolo?).
Da un punto di vista psicologico si potrebbe accusare Siti di invidia.

Penso poi che il Premio Strega dovrebbe essere abolito, è solo autocelebrazione e affaire di case editrici.

La Notte Nera della Periferia di Prato (7): Tavola

Tavola: circondata da enormi tralicci e dall'elettrodotto, ai margini del Macrolotto, parrebbe davvero inquietante, se non fosse che al suo lato s'adagiano le 'Cascine di Tavola' appunto, quelle costruite da Lorenzo dei Medici.
Se non fosse per questa 'fortuna', il borgo sarebbe dimenticato e, nella sua struttura complessiva, lo è.
Nessuna vita nessuna manifestazione nessun evento, insomma parrebbe appunto la morte civile.
Anche dai circoli, una volta centro di qualche attività politica, calma piatta.
Non tanto meglio vanno le "Cascine di Tavola", nonostante qualche intervento di ristrutturazione.

Anche in questo caso, la 'morte' delle Circoscrizioni ha inciso molto sul declino socio-culturale, sull'abbandono del senso di appartenenza cittadina.

Il Comune (insieme a Provincia e Regione, s'intende, anche in questo caso come in altri in situazione di conflitto fra di loro!) sembra incapace poi di dare una spinta al grande parco, a valorizzarlo, non dico di ristrutturarlo, ma proprio farne un qualche centro culturale o ambientale o turistico. Insomma, a trasformarlo in una risorsa (come amano dire). Hanno organizzato 'feste di popolo', ma con diversi danni e poco ritorno per la cittadinanza, solo come immagine. E anche il Comitato che è nato recentemente al fine di uscire dall'empasse in cui una passata cattiva gestione l'hanno condannato, è debole, come è stata l'ultima festa che vi hanno organizzato, male, che non sembra aver avuto alcuna a conseguenza positiva.

Della scandalosa questione della Fattoria, ho scritto già varie volte, cito solo due articoli: 

giovedì 4 luglio 2013

No all'asilo a Snowden

Avevate qualche dubbio?
Il Ministro Bonino dice che bisogna dar fiducia agli alleati americani. Sì, agli alleati che spiano!

Gente supina a tal punto che ci fa rimpiangere Craxi che negò agli americani la base di Sigonella.

La 'mail', ovvero del fraintendimento

Stamani, scorrendo i giornali, leggo questo articoletto che copio sotto. Nelle aziende, negli enti è d'uso mandarsi semplici comunicazioni via e-posta piuttosto che parlare. Come si legge appunto qui sotto. 
Tuttavia non è detto un aspetto linguistico fondamentale di questo strumento: il fraintendimento che esso spesso genera.
Non solo perché al computer si scrive di fretta, ma perché manca, nell'elemento elettronico, qualcosa che invece la vecchia lettera conteneva o ancora la comunicazione diretta. Cos'è? Innanzi tutto l'aspetto sensoriale e quindi emotivo; il messaggio elettronico è comunque qualcosa che non si tocca, né si ascolta, non si fisicizza se non nel visuale; perché la lettura è diventata quasi esclusivamente 'guardare'; perché nella posta elettronica non c'è nemmeno l'ascoltare, come avviene al telefono. C'è una lettura priva di componenti emotive e sensoriali che lasciano  il video-lettore solo davanti alla sua 'e-mail' senza quegli strumenti che da sempre lo aiutano a comprendere il significato e il senso della comunicazione. Senza contare che di e-mail, ogni giorno ne riceviamo a frotte, senza sosta, spesso per noi senza senso e rilevanza, rendendo lo strumento faticoso da seguire, fastidioso o  insignificante e quindi degno di poca attenzione.

"Meno mail, meglio parlare
La Ferrari invita i dipendenti ad avere più contatti diretti
Leo Turrini (La Nazione)
NARRA la leggenda, che poi in questo caso è realtà, che a far scattare la lampadina nel cervello dell’avvocato Montezemolo sia stata una riunione tra tecnici dedicata a un nuovo modello di serie della Ferrari. Durante il... brain trust, l’ingegnere A ha chiesto al collega B che cosa ne pensasse di una certa proposta. Te l’ho mandata via mail, ha detto il primo al secondo. Costui però non aveva controllato la posta elettronica. Al che il presidente del Cavallino ha fatto due più due: dall’ufficio di A all’ufficio di B, la distanza era inferiore ai venti metri. E perché diavolo non vi siete parlati di persona?, ha chiesto Montezemolo ai malcapitati. Da lì, la svolta. Ufficializzata con tanto di comunicazione aziendale. Non che la Ferrari dichiari guerra al cyber-mondo, anzi, proprio Montezemolo coltiva un trip personalissimo per Internet. Ma la qualità delle relazioni personali deve prevalere sulla potenza geometrica della dimensione on line: Un po’ come diceva Enzo Ferrari, il Grande Vecchio: «Io debbo guardare un mio collaboratore nel fondo degli occhi, per capire se ha capito quello che c’è da capire».

Interporto: Longo, il nuovo presidente

Non mi entusiasmano le vicende dell'Interporto della Toscana Centrale, infilato in mezzo alla città di Prato che la schiaccia nella parte est, la tagliuzza e la soffoca insieme alla ferrovia.
Leggo però i titoloni suoi giornali: è Longo, fino a ieri presidente della GIDA, la società partecipata che si occupa della depurazione delle acque. E prima ancora presidente della Camera di Commercio.
Da una poltrona all'altra. In barba alle competenze.
Un po' come è successo all'ex-superpoliziotto De Gennaro, che, dopo aver fatto un salto alla carserma Diaz, ora presiede Finmeccanica.
La stessissima logica.
Intanto, il risultato del lavoro di questi anni: gli impianti di depurazione di Baciacavallo e del Calice sono molto discussi; si parla di emissioni nocive nel primo caso; per il secondo, basta andare a vedere dove vanno a finire le acque del Calice, nell'Ombrone e in che modo! Di quest'ultimo in particolare mi sono occupata direttamente, tant'è che qualche 'compagno' mi ha più volte ammonita che non ne dovessi parlare..."Non mi sei piaciuta, sai?..."
Cosa succederà di Gonfienti etrusca? Ora che c'è il Presidente nuovo all'Interporto, partiranno davvero gli scavi? (Quelli che dovevano partire SICURAMENTE a giugno!).

Infine, un appello al Sindaco Cenni, affinché, oltre a occuparsi di nomine, si occupi anche di un po' di sostanza.

mercoledì 3 luglio 2013

Cuori di donna

Dopo domani venerdì 5 luglio, reciterò a Prato CUORI DI DONNA, lo spettacolo che ha visto più repliche fra quelli del mio repertorio. 
La scrittura e la messa in scena del testo nacque da una idea sorta così per caso, che diventò un progetto: dopo essere stato messo nel cassetto non so da chi all'assessorato alla cultura di poco più di dieci anni fa, presentai nell'ambito di una Circoscrizione - era quella Ovest di Prato, credo di ricordare-, che mi dette un piccolissimo finanziamento. Tanto mi bastò per iniziare.
Si trattava di andare a registrare e poi rielaborare drammaturgicamente racconti di vita di donne. Ovunque. Quando mi capita, quando mi va, continuo a farlo.
Dopo dieci anni, le testimonianze sono tante, diverse, raccolte nei modi più insoliti, di donne italiane e straniere. Uno spettacolo bello e faticoso, e mi stordisce sempre un po'.
Per la verità molti hanno cercato di imitarne la formula, ma non sempre felicemente; forse anche per questo in tutti questi anni ho fatto finta di nulla.
Per l'occasione presenterò un pezzo o due nuovi, insieme ai soliti, ormai classici, dello spettacolo.
Vi aspetto.
(Venerdì 5 luglio, Corte delle Sculture, Biblioteca Lazzerini di Prato, ore 21,30. Ingresso libero.)

Textech nasce nel giorno sbagliato

L'accordo fra Italia e Cina sul tessile di Prato, la nascita di Textech che avrà sede al centro chiamato "Creaf" di via Galcianese, nasce certo nel giorno sbagliato, nel giorno in cui un cittadino italiano muore in una fabbrica gestita da cinesi al Macrolotto.
Che dire? La sensazione è che, nonostante i soldi messi in campo per salvare questo benedetto tessile, nonostante l'altisonante parolona, la 'ricerca' dietro cui non sappiamo bene cosa ci sia, forse non se ne farà gran ché; e non solo per l'ostilità del Comune, ma perché il sistema del tessile andrebbe tutto ripensato, e seriamente, con regole davvero rispettate da tutti, e non con queste scatole vuote che servono solo a fare affluire soldi per la 'città loro'.
Tra l'altro tutto questo percorso fatto in alto potrebbe costituire un autogol per la Sinistra, che ancora non capisce e non sa come affrontare la 'questione cinese' a livello popolare, e dà all'ottusa opposizione cibo per i suoi denti per la prossima campagna elettorale. Se non fosse per questo 'argomento', la Destra sarebbe sbolognata in un battibaleno! Ma possibile che questi politicanti non se ne rendano conto?
C'è bisogno di lavorare per l'integrazione e non lo si fa a colpi di Creaf!
In realtà nessuna realtà politica è riuscita a intraprendere un percorso credibile per  ridare dignità e forza a questa città. E non solo in campo tessile.
E poi: non sarebbe ora di pensare anche ad altro, a Prato? Siamo stanchi di sentire suonare sempre la stessa musica, che ormai, almeno com'era una volta, non può più essere.

"Tessile, a Prato la ricerca parla cinese
Regione e ambasciatore firmano l’atto di nascita di Textech
di Sandro Bennucci, La Nazione, FIRENZE
«CI VOLEVANO i cinesi per fare, a Prato, il primo centro di ricerca tutto dedicato al tessile?». La domanda sale dalla platea di giornalisti, a Palazzo Sacrati Strozzi, sede della presidenza della giunta regionale, proprio mentre il governatore, Enrico Rossi, firma con l’ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, l’atto di nascita di 
Textech, gran progetto pensato per studiare e migliorare i tessuti e tentare il rilancio del distretto pratese. Coinvolte le università toscane e le associazioni di categoria. Unico assente il comune di Prato: dichiaratamente ostile. Perché, come sostiene il sindaco, Roberto Cenni, la comunità cinese «non si è ancora uniformata a leggi e regolamenti italiani, continuando a mantenere evidenti sacche d’illegalità». Ancora più categorico è l’eurodeputato Claudio Morganti (Eld): «La Regione Toscana ha un obiettivo strabiliante: fare di Prato la capitale cinese in Italia».
E forse proprio perché consapevoli delle «ostilità», sia l’ambasciatore Ding Wei, sia il console generale cinese a Firenze, Wang Xinxia, lanciano appelli alla legalità, dicendo che «le norme valgono in Cina come in Toscana». E invitando gli imprenditori cinesi a rispettare le regole e le leggi, a evitare l’evasione e lo sfruttamento e a inserire «personale italiano» nelle loro aziende.

IN OGNI CASO,
 dopo una «gestazione» durata tre anni, e fatta di fitte relazioni fra la presidenza della giunta regionale, e la Provincia di Prato e quella cinese di Zhejiang, il centro Textech è nato. I ricercatori cominceranno a lavorare venerdì 5 luglio. Dove? Per ora in alcuni locali della Provincia di Prato, poi in quella che dovrebbe essere la sua sede naturale: il Creaf, società di ricerca e formazione voluto dalla Provincia stessa. Ma ancora «scatolone» vuoto, nonostante sia costato circa 23 milioni. Per completarlo ne servono almeno altri 5.
Finanziamenti? Sia la Regione Toscana, sia la provincia di Zhejiand, hanno contribuito con 600mila euro a testa. Ma già un grosso progetto è stato messo in cantiere dal governo cinese con 1 milione e 500 mila euro su «non-tessuti e microfilamenti».
«Ho parlato a lungo con l’ambasciatore, il quale ha assicurato la massima collaborazione contro l’illegalità», ha detto Rossi. Che si augura di poter «recuperare» presto al 
Textech anche lo scettico sindaco Cenni."

Snowden e il fax

L'Italia, dicono voci in alto della Farnesina, probabilmente non darà asilo politico al chicchierone Snowden perché...la domanda è arrivata via fax!
Oh, mannaggia mannaggia! Per richiedere asilo bisogna prima trovarsi sul posto!
Snowden deve prima venir qui! Ma non lo sapeva?

Siamo in trepida attesa di notizie  'farnesine'.

E una volta qui in Italia, fosse che fosse, sarebbe proprio al sicuro dagli Statunitensi...!


martedì 2 luglio 2013

Morte che tesse (in ricordo di Angelo Severino, un altro morto al Macrolotto di Prato)

Sono morto
e m'hanno messo
sul marciapiede
della città dove
nessuno vede;

sono morto al Macrolotto
come l'altro
ormai rimosso.

Ero italiano
non ero albanese
m'hanno buttato
come le rese.

Operaio
specie tradita
operaio
senza più vita.

Mi chiamavo Severino
stavo alle rocche
fin da bambino.

La vergogna
è stata questa:

lavorare sottoposto
dei cinesi
sottocosto;

alla gogna
si sta appesi
nelle fabbriche indifesi;

Nulla mi protesse
dalla morte che tesse.

Spiati di tutto il mondo, usate i 'pizzini'

Il mitico Snowden è fuggiasco per aver rivelato al mondo l'acqua calda (anzi bollente): gli Stati Uniti d'America spiano l'Europa, un proprio dominio, non solo i cattivissimi cinesi e russi.

Il nostro ministro degli Esteri ha rassicurato: gli Stati Uniti ci daranno le giuste spiegazioni, non c'è tema di essere ingannati.
Ma perché ci spiano, se siamo buoni?

Come mi piacerebbe invece una bella commissione di inchiesta!

Intanto, amici spiati di tutto il mondo, parlamentari e portaborse, bidelli e professori, non usate la tecnologia. Non usate il telefonino, né il telefono di casa, non Internet. Pizzini, ci vogliono i pizzini che, al momento giusto si possono ingoiare. La Mafia aveva già capito tutto: per non cadere nella 'Rete'!

La Notte Nera della Periferia (6): Mezzana

Mezzana, frazione di Prato situata a est, ha visto il suo lontano passato quasi del tutto distrutto dalla cementificazione del Novecento.
Se si escludono pochi edifici rimasti, come Villa Martini, e un gioellino dell'arte romanica come la chiesina di S.Andrea in Tontoli, essa è stata come rasa al suolo dall'avida contemporaneità.
Come altri borghi pratesi è schiacciata da una viabilità asfissiante come la Declassata, l'Autostrada e il Museo dell'Arte Contemporanea Pecci, che nulla le ha dato, ma tutto ha preso.
E' dunque un vero e proprio dormitorio da ripensare antropologicamente.

Maxi festa per la Toscana

L'Assessore alla cultura della Regione Toscana Scaletti sposa l'idea di una maxi-festa per la Toscana, al fine di ridare ossigeno economico al territorio.
Lei immagina un lungo aperitivo lungo la costa, tutti a bere e a ballare con il drinkino in mano, senza dimenticare Firenze e Pisa.. L'idea è di Carlo Conti, ma lei prenderà la regia dell'evento.
Oh, che bella festa che sarà, quanto ci mancava! Quanti asini raglianti!
Visto che l'assessore cita le "Notti dell'archeologia", io mi permetto di suggerirle anche un aperitivo agli scavi di Gonfienti, lì, proprio lì, davanti all'ingresso. Nel Parco della Piana.

lunedì 1 luglio 2013

Un commento su "Una donna e Mussolini"

Ho ricevuto questo commento da parte di uno spettatore presente al debutto di "Una donna e Mussolini" di Leda Rafanelli, rielaborazione e lettura a cura di Maila Ermini, con Gianfelice D'Accolti.

"Buonasera Maila,
ci siamo visti domenica sera alla "lettura", veramente di livello,  su Mussolini e Leda Rafanelli. Nel mio seguire il vostro impegno, ho constatato quanto con il trattare la vita vissuta di personaggi misconosciuti alla maggioranza delle persone, riusciate a penetrare l'essenza del perchè poi certe cose sono avvenute. Mi spiego con quegli che erano i miei aneliti, venendo a teatro ieri sera. Ho molti libri che trattano Mussolini, sono ossessionato dalla figura di quest'uomo, ma anche dalle pruderie politiche, sociali, economiche e culturali all'interno delle quali crebbe e maturò. Avrei quindi voluto, alla fine della serata e come poi ho anche fatto ma con aspetti totalmente diversi, fare delle provocazioni in tale senso. Ebbene  dalle vostre letture, che hanno raccontato un pezzo della vita di Benito Mussolini -mi pareva di vederlo lì a dire le cose che sentivo dire-, ho ricevuto risposte sufficentemente concrete ed esaustive in tal senso..."
(M.Tofani) 

FACCINE. La nostra vita su Facebook



Alcune persone chiedono informazioni sul mio libro Faccine. La nostra vita su Facebook (EdizionidelTeatrinodilegno, 5 euro):  sarà presentato domenica 14 luglio, ore 21,30 al Pereto del Teatro La Baracca con ingresso libero (via Virginia Frosini, 8, Casale, Prato).

La presentazione costituisce l'ultimo appuntamento estivo della rassegna al Pereto della Baracca.

Faccine è un mini-saggio, una spietata analisi su Facebook e gli altri media sociali.

Il libro potrà essere acquistato la sera della presentazione e sarà in vendita a partire da quella data. Chi fosse interessato alla presentazione presso librerie, biblioteche eccetera, può scrivere a teatrinodilegno@libero.it.
Per prenotare il libro scrivere a questo indirizzo e-mail oppure a:
EdizionidelTeatrinodiLegno c/o Teatro La Baracca, via Virginia Frosini 13, 59100 Prato. 




"Una donna e Mussolini": chi non c'era

Ieri sera il debutto dello spettacolo "Una donna e Mussolini" di Leda Rafanelli, di cui ho curato una rielaborazione scenica, e recitato insieme a Gianfelice D'Accolti.

Non erano presenti assessori alla cultura, né di Prato né di Pistoia, né loro rappresentanti, a dimostrazione dell'indifferenza nei confronti della cultura che non parte dall'alto (o dall'altro).

Non erano poi presenti alcuni 'compagni anarchici' che erano stati invitati; forse perché gli anarchici non sono più quelli di una volta.

Per quanto riguarda l'assessorato alla cultura di Pistoia, invitato direttamente (avrebbero comunque mandato qualcuno, mi disse l'assessore), è però la prima volta che ci mostra la sua indifferenza così palese. Anzi, non a noi, ma a una concittadina, o a una donna intellettuale di certo spessore.

Leda Rafanelli, ribadisco contrariamente all'intervento di Maria Milva Cappellini curatrice di alcune sue opere e che è intervenuta durante il dibattito, è ancora sconosciuta ai più e meritava da parte delle istituzioni, una certa qualche attenzione.

Se non altro perché è la prima volta che la sua opera è stata presentata scenicamente.