sabato 24 agosto 2013

Aperitivo Arcobaleno (2): Scaletti, assessore all'animazione

Ricevo da Gianfelice, e pubblico:

"Risiedo in Toscana da sei anni. Oggi me ne sono vergognato: al TG regionale, infatti. ho visto il servizio relativo all'evento "Aperitivo Arcobaleno" promosso dall'assessore Scaletti e da La Nazione, e ho provato un profondo senso di imbarazzo nel veder trasformato il territorio della Regione in un enorme palcoscenico da animazione per villaggio turistico. L'assessore ne era fiera, lontanissima da una benché minima consapevolezza riguardo al turismo; incitava la gente, che è diventata spettatore e non è più cittadino, a partecipare a una gioiosità forzata e propagandistica; né è mancato il beneplacito dell'attuale Primo Ministro Letta, che salutava con entusiasmo la manifestazione, ribadendo il concetto che siamo tutti clienti di un unico squallido grande villaggio turistico."

Aperitivo Arcobaleno: la Toscana istituzionalizza la cultura dello sballo con Cristina Scaletti

Mentre a Gallipoli, in Puglia, c'è una riunione in Prefettura per porre rimedio allo scempio estivo causato dalla cultura del bere e dello sballo -così come in altri posti in Italia c'è allarme per il fenomeno -  in Toscana si celebra l'"Aperitivo Arcobaleno", in cui si invitano i toscani a bere e a ritrovarsi davanti ai vari cocktail e ai prosecchini.
Insomma, si invita a bere e a dimenticare lo scempio che si sta compiendo, da parte delle istituzioni a vario livello, nei confronti del territorio e della sua gente.
Si istituzionalizza così la cultura dello sballo.

Tutto questo grazie alla grande pensata dell'assessore Cristina Scaletti, ex-IdV, da qualche mese velocemente passata a Scelta Civica al fine di andare in Parlamento.

Per fortuna non c'è riuscita.
Speriamo torni presto alle sue competenze medico-ospedialiere.

venerdì 23 agosto 2013

Gli Onorevoli del Monopoli


Suscita ilarità l’occuparsi del gioco del Monopoli da parte di un gruppo di onorevoli italiani, per cui sarebbe immorale l'esclusione della 'prigione' eccetera eccetera. ("Inneggia alla finanza irresponsabile e abolisce la casella della prigione").
Anche la modaiola confindustriale Radio 24, ieri sera, c’è andata giù duro.
In realtà non c’è da stupirsi un gran ché, né da fare ironie. Di questo i nostri parlamentari italiani si possono occupare, è questo il loro margine di azione: il gioco del Monopoli.
Di questo possono scrivere letterine agli americani, esprimendo il loro rammarico. Ed è questo il massimo che è concesso di fare nei confronti degli americani.
Nei confronti di altri popoli nemmeno questo, perché ci danno il gas o il petrolio, e a loro noi vendiamo le nostre armi.
E combattere contro il neo-Monopoli immorale è già qualcosa, visto che altri, come lo scrittore-deputato  Edoardo Nesi, sono del tutto sprofondati nel silenzio e nemmeno 'gioca' a Monopoli.
(Magari sarà scrivendo le sue 'onorevoli memorie', tutte senza maiuscole dopo il punto).

Cardillo alla Cultura

Una delle scoperte recenti, dopo il NO della Regione Toscana, tramite la longa manus dell'Ufficio Cultura della Regione, è che la ex-presidente del teatro Metastasio, Gerarldina Cardillo, dopo essere stata Assessore alla Cultura della Provincia di Prato (quando la Provincia contava qualcosa), dopo essere stata Presidente del Teatro Metastasio, dopo aver annunciato che sarebbe ritornata, in quanto ostetrica, all'ospedale di Prato a lavorare (1) la ritroviamo all'Ufficio Cultura, Settore Spettacolo, e in una posizione importante. Lei è stata la segretaria dei magici quattro della giuria nell'atto di dire chi fosse unto o meno dalla signoria e che quindi ha negato al Teatro La Baracca la residenza, e magari lei stessa li ha indicati, visto che, parlando con lei, ha dimostrato di conoscerli bene.
Come ha fatto la signora Cardillo a diventare dipendente dell'Ufficio Cultura della Regione? Semplice, ci sarà sicuramente stato un concorso. Di cui però non abbiamo saputo né riesco a ritrovare traccia.


La Notte Nera della Periferia di Prato (16): La Querce


Solcata dal traffico, schiacciata dall'Interporto dopo essere stata divisa dalla linea ferroviaria, con alto inquinamento acustico tra l'altro, pressata dalla montagna della Calvana, la Querce  ha perso molto della sua primigenia  bellezza paesaggistica.
Ultimamente qualcuno aveva paventato di riaprire la cava di Pizzidimonte per riempirla di inerti, che si trova proprio sopra la Querce, ma i cittadini hanno protestato presentando al Comune più di 1500 firme e al momento sembra tutto fermo.
Lo storico circolo Arci Le Macine è molto attivo, e sembra l'unica attrazione vera della zona o poco più.  
Oltre le passeggiate verso Travalle, naturalmente e Poggio Castiglioni.

giovedì 22 agosto 2013

A coloro che sostengono il Teatro La Baracca

Ringrazio chi sostiene in questi giorni il Teatro La Baracca. Si tratta di amici e di pubblico, non certo di istituzioni o rappresentanti politici che, pur difendendo la pratesità o la cultura e compagnia cantando, nulla dicono di questa esclusione dal circuito delle cosiddette 'residenze teatrali'. Anzi, probabilmente ne sono contenti.

E' un colpo duro, ma cercheremo di andare avanti, come per altro abbiamo sempre fatto.

Andremo avanti anche contro questa ennesima ingiustizia ricevuta, e non ci facciamo certo intimorire né intimidire.
Di questa nostra particolare battaglia -che è battaglia contro il privilegio, la partitocrazia, la ruffianeria, l'ingiustizia eccetera -vi terrò costantemente aggiornati.
Vi aspetto a teatro per la prossima stagione di cui presto comunicherò; è questo il modo più semplice per un aiuto concreto.

mercoledì 21 agosto 2013

SI DIMETTA: lettera aperta all'Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Scaletti

Gentile Assessore,
ora Lei si trova in vacanza.
Noi no.
Abbiamo appena ricevuto, come altri teatri toscani, il rifiuto dell'Ufficio Cultura che presiede, circa la nostra domanda per diventare - parlo a nome del Teatro La Baracca che ho fondato - anzi provare a diventare teatro di residenza.

Dopo che avete voluto distruggere il circuito Sipario Aperto per distruggere qualcosa che poteva venire dal basso.

Ora non capisco il motivo per cui la commissione -esterna con membri alquanto discutibili- abbia così spazzato via 12 realtà, alcune delle quali, come noi, con una storia teatrale ben ragguardevole.

Queste persone che ci hanno giudicato non conoscono affatto il nostro lavoro.

Noi pensavamo, sulla base del formulario e la documentazione richiesta, che chi dovesse giudicarci, ci conoscesse almeno. Altrimenti non avremmo mai partecipato a tale bando.

E invece abbiamo scoperto che della commissione fanno parte burocrati, che non vivono nemmeno qua, e sono in contatto soltanto con i teatri grandi (vedi la signora Amante del Ministero dei Beni Culturali che risiede a Roma!), che si sono basati per la valutazione, di griglie del tutto asettiche, assurde, incomprensibili per chi lavora in ambito artistico.

Addirittura l'esperto della qualità è stato un professore associato di economia aziendale, il dott. Hinna (tra l'altro, sulla base del verbale, non sempre presente alle riunioni).

Abbiamo visto che non solo ci sono soltanto illustri ed ingiuste esclusioni, ma anche assegnazioni enormi a compagnie consolidate, a cui si attribuiscono, in tre anni oltre 461 mila euri (Krypton), oppure 452 mila euri (Giallo Mare Minimal Teatro) e 374 mila euri (ALDES), per citare solo quelli che hanno preso di più. Sono cifre consistenti.

Ma come è possibile che il teatro di 12 realtà non meritasse nulla?
Avete dato i soldi solo ai più grandi e i più potenti che, sappiamo,  al Suo ufficio cultura conoscono bene.

Ma davvero il loro teatro è più meritevole del nostro solo perché è più grande e più potente? E su quale base è stato scelto di far morire le nostre realtà, solo sulla base di una formulario (dove non si poteva scrivere più di 1500 parole circa la propria 'mission'?) e poco più, senza vedere senza conoscere hanno potuto stabilire a chi tanto e a chi nulla?

Perché ai più piccoli non si permette di crescere? Perché non si permette di vivere a chi fa un teatro diverso o a chi la pensa diversamente dal suo 'establishment'?
Il suo comportamento, il suo silenzio al riguardo, Lei che viene da un partito che di temi (valori) come la giustizia sociale ed economica, delle pari opportunità, contro la corruzione, la collusione eccetera avete fatto il vostro cavallo di battaglia, mi stupisce.

Lei è responsabile di questo fallimento perché di questo si tratta quando si privilegiano alcuni a scapito degli altri senza nessun vero motivo, o addirittura se non peggio, per superficialità e incompetenza, e per questo chiedo le Sue dimissioni.

Lei che di fronte a questo disastro culturale regionale, di cui questo per cui le scrivo è solo un piccolo drammatico tassello, organizza gli aperitivi ("Arcobaleno d'estate")!

Chiedo giustizia in nome di quel lavoro che Lei e altri in giunta invano dite di tutelare.

Maila Ermini, La Baracca

Il Teatro La Baracca non risiede qui


Il Teatro La Baracca non risiede qui; infatti, non sarà un 'teatro di residenza' della Regione Toscana.
Dopo vent'anni più uno che ci siamo, dopo tutto quello che facciamo, la Regione Toscana ha deciso che invece noi non ci dobbiamo essere, non ci vuole né qui né altrove, e questo lo stabilisce attraverso una discutibilissima commissione esterna di quattro persone all'oscuro di gran parte del lavoro che hanno dovuto giudicare.

In realtà la commissione dei magnifici quattro prima di decidere aveva ricevuto tutte le carte già pronte e ben sistemate dall'ufficio cultura della Regione.

Della commissione esterna sentenziante, spicca, almeno dai verbali, la frettolosità di certi comportamenti giudicanti; il taglio prettamente aziendale che la Regione Toscana ha deciso di dare al proprio teatro, tant'è che chi giudicava della qualità era nientemeno che un economista. Nessun pregiudizio al riguardo, solo che si dovrebbe trattare di economisti al corrente della materia che giudicano e soprattutto, avere un'idea degli spettacoli.

Questo non è avvenuto.

Il taglio aziendale dei criteri usati dalla commissione giudicante ha seriamente compromesso il progetto del Teatro La Baracca che presentava una 'mission' molto poco aziendale, ma di contenuto e sostanza teatrale.

Naturalmente la commissione ha ritenuto degni di esistenza-residenza tutti i teatri graditi e molto aziendali; quelli sgraditi no. Tanto per fare un esempio, non è passato Chille della Balanza, residenza vera ma spesso non gradita da più di trent'anni a Firenze.

Insomma, per una strana coincidenza sono diventati residenza (almeno per tre anni) tutti e solo i gruppi e i teatri legati al sistemone toscano, quei teatri - dove giravano già tanti soldi e che ne riceveranno molti di più! - che da tempo sono in gran sintonia con assessori alla cultura regionali provinciali e comunali, incluso il Teatro Metastasio, che è rientrato dalla finestra con un progetto particolare: di questo si sarà certamente rallegrata la signora Gerardina Cardillo, ora impiegata all'Ufficio Cultura della Regione e stilante il verbale della commissione giudicante, che fino al 2009 era presidente di detto teatro pratese.

Sono stati toccati dalla fortuna pochissimi altri, giovani, che danno lustro alle cose Loro e che per questo già si fregiano di marchi e contro-marchi regionali dopo appena un anno dalla nascita.

E adesso è dimostrato che noi non prendiamo le caramelle da nessuno.

E' dimostrato anche come la Regione Toscana, attraverso il suo ufficio cultura, o almeno una parte di esso, contribuisca al decadimento della cultura della Regione e forse per questo andrebbe soppresso.
In realtà non fanno altro che seguire le linee politiche indicate, naturalmente.

Altro che brindare con il suo aperitivo regionale (evento che ben si inquadra con il sistema commercial-marchettaro del teatro che finanziate), signora assessora alla cultura (?) della Regione Toscana, dott.ssa Scaletti della defunta Italia dei Valori, ormai velocemente passata al 'Rigor Mortis'!

martedì 20 agosto 2013

I cinesi, veri salvatori di Prato

Ce la farà l'assessore Aldo Milone nella sua prossima corsa per la campagna elettorale di Prato, ancora una volta come candidato sindaco e ancora una volta con l'aiuto dei cinesi a rientrare in palazzo, se non dalla porta almeno dalla finestra?
E tutta la truppa di Finta-Destra con lui?

E' probabile di sì.

I cinesi sono i veri salvatori di questa nostra Prato, della sua insipedezza, di una classe dirigente politica insensata, non preparata, che un popolo cieco e sordo - e colluso con gli affaretti - ha messo sullo scranno.

Come farebbero senza i cinesi, questi nostri politici, che argomenti troverebbero?
I cinesi hanno dato il vero senso alla città, senza la quale sarebbe smarrita, oltreché sommamente impoverita.

Ma per fare questo, i cinesi devono ancora e sempre fare la parte dei cattivi, quello stesso ruolo che gli italiani svolgevano all'estero...Oppure qui o al Nord, la parte era svolta dai meridionali. Vi ricordate quando i meridionali venivano chiamati 'i marocchini'?

I cinesi che non pagano le tasse, i cinesi sfruttatori, i cinesi sporchi...

Oppure devono fare, per la Finta-Sinistra, la parte dei buoni! O fare in modo che i Finti-Sinistri possano essere buoni, che si veda, tramite la loro indiscussa accettazione degli extracomunitari, che loro sono i veri eredi diretti della Rivoluzione Francese!

Eppure sappiamo bene come gestiscono in maniera assolutamente ineguale e discriminante la Regione Toscana Loro!

Però eccoli là, a cinque anni di distanza nemmeno, tutti con gli stessi argomenti,  nonostante siano stati al governo della Città di Prato o della Regione o della Provincia, senza nulla nulla cambiare veramente.

lunedì 19 agosto 2013

Arcobaleno d'estate, ossia della romagnizzazione

L'iniziativa Toscana Arcobaleno d'estate, patrocinato dalla Regione Toscana con il supporto di Toscana Promozione, Fondazione Sistema Toscana e Toscani nel Mondo che andrà dal 23 al 25 agosto prevede (copio)"oltre 300 eventi sparsi per il territorio organizzati con il comune obiettivo di promuovere la nostra regione attraverso i suoi migliori biglietti da visita. Spettacoli, festival, folklore e sport, musica, mostre, eccellenze enogastronomiche, mercati e rievocazioni storiche: tutto il meglio del nostro territorio riunito in tre giorni di festa. L’arcobaleno del logo è stato scelto infatti come metafora della ricchezza e della poliedricità toscane" (La Nazione).

La romagnizzazione dell'estate, il turismo organizzato e volgare, la massificazione delle vacanze è ormai assolutizzata e chissà per quanto tempo irreversibile.

Come è avvenuto in Romagna già da diversi anni, coinvolgendo poi progressivamente tutto il litorale Adriatico, sta avvenendo qui: dal mondo comunista al mondo consumista a pie' pari.

Anche Prato non poteva mancare allo stupido evento, il turismo come leva per il grande affare della moderna omologante volgarità (mascherata da tipico locale, che non esiste più).

domenica 18 agosto 2013

Come umiliare la cultura

Uno degli aspetti con cui mi son dovuta confrontare da quando ho in mano il Teatro La Baracca, è il vario e mal variopinto tentativo di umiliare il teatro stesso. Ma solo e in primo luogo per umiliare me. Poi tutto il resto.

Il primo tentativo viene fatto sul nome. Molti, non conoscendone le motivazioni, lo deformano.

Il secondo tentativo viene fatto sullo spazio ridotto, e tutto diventa -ino, oppure, dipende dall'origine dello scrivente o parlante, -etto.

In questo modo, negli anni, hanno cercato di mettermi a tacere, e ridurre l'importanza del Teatro La Baracca.

Cioè che sia potuto nascere un piccolo teatro senza che serva a nessun padrone politico; che sia espressione di una artista o pochi artisti.

Molti lo criticano senza esserci stati né avervi visto nulla.
Così, per partito preso, o per invidia. In quest'ultimo caso, alcuni colleghi, spesso giovani che non riescono a digerire la nostra gioventù mentale.

Altri, come assessori vari e direttori e altre cariche non sono mai entrati nel teatrino per non darmi, darci importanza, com'è stato il caso del Centro-Destra locale; o per punizione, com'è stato il caso del Centro-Sinistra locale.

Altri ancora perché non gliene importa nulla, ma proprio nulla e preferiscono altra 'cultura'. La goliardica, magari, che, per esempio, nella Prato del Centro-Destra abbiamo vista fortemente valorizzata.

Altri, e soprattutto dalla parte del pubblico omologato, perché fuori dalla cultura sponsorizzata o comunale o provinciale non esiste nulla né può esistere nulla (quelli che vanno a teatro solo se c'è il marchio, l'ente che darebbe la garanzia, sociale e di qualità).

Altri, ancora dalla prospettiva del pubblico, perché non vogliono pagare, dopo essere stati allevati per decenni dal sistemino prima Fascista e poi di Sinistra a non pagare un biglietto d'ingresso.

Altri calunniano in vario modo, magari sul fatto che io, com'è giusto e naturale, voglia valorizzare lo spazio stesso che, come tutti sanno, non è utilizzato solo per le messe in scena propriamente teatrali.

Tutta questa gente, nonostante predichi il contrario, lavora contro e umilia la cultura. Soprattutto quella libera e indipendente, e quindi pensante e che non ubbidisce a nessuno e che non ruba i soldi di nessuno. Questa cultura, per molti, non deve esistere perché non può essere manovrata né diretta né può allevare replicanti.

Ecco perché spesso l'assessorato alla cultura dei vari enti amministrativi è di frequente a nomina dall'alto e rigidamente controllato e, in sostanza, impotente.