sabato 7 settembre 2013

La kermesse festaiola del Settembre Pratese offusca il ricordo dei Martiri di Figline?

E' una domanda.
Così, sembra a me: che tutta questa farcitura settembrina offuschi quella commemorazione.
Il Settembre pratese, con il clou dell'8 settembre, ostensione della Sacra Cintola e Corteggio Storico, prevede quest'anno molti eventi: Jerry Calà e Concerto della Camerata Strumentale addirittura nella stessa serata; la Palla Grossa prevista questa e la prossima settimana se non erro; la festa medioevale con barca in mezzo ai giardini e attività mangiatoria e kioschetti everywhere in una piazza ancora e sempre continuamente offesa, Piazza Mercatale, e questa volta se non dalle macchine o dalle prostitute cinesi (tutti a gridare al lupo al lupo contro le cinesi,  ma tutti zitti  o molto tolleranti - solo una tiratina d'orecchi, va! -quando la volgarità e la inciviltà si concretizza non col sesso ma con le cacche sparse ovunque condite di pipì nei vicoletti a latere!) ... per fortuna l'incontro di wrestling è andato diserto, non tutto è perduto...
A tutto questo si aggiunga l'apertura del Museo Civico, previsto anch'esso per la prossima settimana, ma che già adesso si preannuncia giustamente con tanto di fanfare e che occupa tutti i media con la stessa impossibile farcitura, tant'è che per l'evento c'è un ufficio stampa esterno...
Ci sono poi gli eventi in piazza Buonamici organizzati dalla Provincia...

In tutto questo il ricordo dei Martiri di Figline a me sembra diventare piccino picciò.

venerdì 6 settembre 2013

La Notte Nera della Periferia (19): NARNALI

Scrivo queste righe su Narnali mentre si celebra la festa stordente, ormai diventata kitsch, del Settembre Pratese, e risalta ancor più l'abbandono più totale della periferia, la mancanza di qualsiasi progettualità.

Quando lo frequentavo io, diversi anni fa, era urbanisticamente già stata distrutta (il borgo medievale è ormai irriconoscibile), ma era sicuramente più vivace. L'immigrazione era al suo massimo, tanta gente non solo dal sud, ma anche dal Veneto e dalle parti meno ricche della Toscana.

Le fabbriche erano attivissime.

Mio padre era amico del padre di Francesco Nuti, che era un barbiere proprio di Narnali (Nuti ricorda la frazione nel film il "Signor Quindicipalle"), e capitavo ogni tanto in quella casa, e poi avevo una amica di liceo che abitava a Galciana; insomma, ci bazzicavo.

La frazione è chiusa dalla ferrovia, soffocata. Non c'è niente e non si organizza niente, se non sporadicamente; se si esclude il circolo Rossi, che al momento tuttavia mi sembra molto decaduto culturalmente, come tanti altri d'altronde nella zona.
Fino a qualche anno fa la Circoscrizione vi organizzava spettacoli con una certa regolarità, e non venivano nemmeno tanto male.

E' diventata tristemente famosa per la tragedia del sottopasso di via Ciulli, dove morirono annegate tre donne cinesi il 5 ottobre 2010.
Ancora non è stato riaperto, e questo ha reso la vita nella frazione ancor più problematica, perché chiudendo quel sottopasso della ferrovia, è stato sottratto un accesso, in particolare il collegamento con Galciana e col nuovo ospedale.

La riapertura del Museo Civico di Prato

Niente da dire sulla riapertura del Museo Civico.
Ma questa strombazzata tinta di stelle televisive chiamate a colorare la festa non capisco cosa ci incastri.

Non sono certo contraria alle feste, ma a Prato ormai non si distingue più una dall'altra, rischiano di apparire tutte uguali. 
Manca il senso della celebrazione che lo spettacolo, la festa ha il compito di illustrare eccetera.
Per esempio: l'occasione dei '500 anni del Sacco di Prato, nelle sue celebrazioni, si è mancato un punto fondamentale; la rivisitazione della storia, un dibattito fra studiosi, per esempio, lasciando così alla devozione della Madonna il ricordo fondamentale dell'evento che ha distrutto la città!
Poi vanno benissimo anche gli spettacoli e i film, magari non sempre azzeccati, ma è uguale, ma questi devono comunque avere un senso!
Ritorno alla riapertura del Museo Civico.
Ci avrei visto bene anche una riflessione sull'edificio, Palazzo Pretorio.
Mi risulta che alla fine dell'800 (da verificare, però) lo si volesse radere al suolo. Ora, se questo fosse vero, sarebbe un buon spunto da cui partire. Ma si potrebbe partire anche da altro. Si conosce la storia di questo edificio-simbolo cittadino?
Oppure, la stessa storia della monaca Buti con il frate Filippo, mamma e babbo di Filippino Lippi - punto cartine della mostra pittorica che lo inaugura -, mille volte romanzata e resa volgare, che gli americani hanno mangiato con il libro 'fogliettone' The miracles of Prato, e addirittura usata (Un aperitivo per Lucrezia) come vetrina per l'insulso 'Arcobaleno d'Estate' spacciato dall'assessora Scaletti come grande invenzione...avrebbe meritato di più, se non altro era l'occasione per toglierla dal pasto americanizzante.
Insomma, anche la riapertura del Civico ha bisogno di un momento di condivisa riflessione critica sulla città e sulla sua storia, che sembra mancare nell'attività di promozione dell'immagine della città che si vuol dare con la mostra (1) - purtroppo ormai è quasi ovunque così e anche nel confezionare l'immagine c'è una terribile uniformità post-televisiva -, come anche risulta dalle parole del Sindaco Cenni:

 «La riapertura del Museo Civico alla città con una mostra internazionale che e ricostruisce la grande officina pittorica pratese del Rinascimento, con oltre 60 opere provenienti dai musei di tutto il mondo, è un evento eccezionale - ha detto il sindaco Cenni - E abbiamo voluto dargli ancora più risalto con spettacoli di altissimo livello e grande richiamo, ad ingresso gratuito. Prosegue insomma il nostro impegno per fare di Prato una città con vocazione internazionale, che sia un centro di divulgazione culturale in Toscana secondo il ruolo che le compete, quello della terza città del Centro Italia. E' un'opportunità per vedere dei grandi artisti e trascorrere delle bellissime serate: eventi come questi sono davvero importanti per risvegliare e rafforzare il legame con la città. Rispetto a tanti capoluoghi in cui chiudono istituzioni culturali e manifestazioni, noi invece facciamo l'operazione inversa promuovendole».


(1) Anche precedentemente si è tentata la strada dell'immagine con la mostra internazionale, "Lo stile dello Zar", organizzata dalla Provincia, ma non andò bene. Cenni è stato ben più astuto e capace di corredarsi, data la sua esperienza , di persone che disponessero molto meglio la sua vetrina cittadina. Insomma, nel 'panem et circenses' vince lui. Ricordo che anche l'ex-sindaco Romagnoli di Centro Sinistra aveva a cura la 'vetrina della città', e infatti proprio a me disse che il teatro gli serviva come tale.

giovedì 5 settembre 2013

Festa della Gnocca, ovvero la Toscana della cultura

Non si tratta di una novella del Boccaccio, per carità. Sarebbe offenderlo solo pensarlo.

A Fognano il circolo Arci organizzerà la Festa della Gnocca. La gnocca... quella. In realtà si tratta di una festa della birra, ma per renderla più attraente e far venire più gente, si usa la 'specchietta per gli allodoli'.  Si legga l'articolo.
In particolare sarà organizzata una gara di rutti, a cui hanno dichiarato di partecipare anche le signore.

David Scatrigli, il sindaco del Comune di Montale (patria di Gherardo Nerucci, che si rivolta nella tomba), a cui appartiene la località Fognano, dice che non sapeva nulla di questa festa, organizzata proprio dall'Arci (Associazione ricreativa culturale)  e, in particolare, era all'oscuro dei rutti.

Ora il gruppo Montale Progetto Comune presenterà una interpellanza, dato che il patrocinio può essere riconosciuto solo ad eventi che abbiano un particolare valore culturale, sociale e sportivo...

La richiesta è arrivata ad agosto in commissione cultura, di cui fanno parte anche tre signore, e non era corredata di programma. E' bastato che ci fosse il marchio ARCI...un marchio spesso basta anche per aprire tante porte...ed ecco fatto.

Il Sindaco Scatrigli dichiara comunque già da subito un cambio di rotta,  e prima di dire di sì a patrocini, vorrà essere sicuro di quello che patrocina, con tanto di programma dettagliato. Possibilmente senza rutti.


Il Vaticano, il monopolio della pace, e la guerra senz'armi contro gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno un vero grande oppositore in Europa, la Santa Sede.
I motivi sono antichi,  e si sono rafforzati ultimamente con lo scandalo della pedofilia.

La Santa Sede non ha perso quindi l'occasione, in questo nuovo contesto papolatrico, di prendere la palla al balzo e di farsi portavoce nel mondo della pace, naturalmente nel suo stile, con digiuni e compagnia cantando.

Tutta questa volontà di pace, sacrosanta e monopolizzante in nome della Vergine, nasconde in realtà anche la sua storica guerra senza armi e davvero poco pacifica nei confronti degli Stati Uniti, ormai sempre più soli in questa assurda prepotenza che vuole fare alla Siria.

La Scaveide, ovvero La Commedia degli Scavi: Atto I, scena II, III e parte della IV

La Scaveide, ovvero La commedia degli scavi

Personaggi della seconda, terza e parte della quarta scena, atto I

L'operaio scavatore
Il coro delle mummie etrusche
Il soprintendente
Il presidente della società Senzatir
Il Sindaco
Il coro delle segretarie cinesi

ATTO I
SCENA II

Il sovrintendente al cantiere della società Senzatir che sta costruendo il megastore intermodale.

SOPRINTENTENTE Dov'è la ruspa?

OPERAIO SCAVATORE Eccola.

Il soprintendente con un balzo ci salta su...

OPERAIO SCAVATORE Ma che fa?

SOPRINTENDENTE  Zitto, tu, non parlare con me...Voglio vedere, queste mummie, le voglio proprio vedere...mi hanno detto che si trattava di quattro sassi, e invece si tratta di mummie etrusche...questo non può essere, è contro tutti i trattati che ho scritto!

CORO DI MUMMIE ETRUSCHE Oh, il sovrintendente il sovrintendente che ci tutela come se fosse niente! Finalmente, finalmente sei arrivato. Toh, beccati questa coppa. (Gliela danno in testa) e questa antefissa (gliela ridanno in testa).

SOPRINTENDENTE Ahi ahi, ma che c...fate...io sono il sovrintendente! Ma che fate, ferme! (All'operaio). Tu, vattene, non voglio che tu assista a questo sacro incontro...

MUMMIE No, non toccare l'operaio. E' nostro amico, lui ci ha salvato. Deve stare qui. Dunque, ti aspettavamo, o nostro tutelatore.

SOPRINTENDENTE Dite, che volete?

MUMMIE Tu hai scritto un sacco di ca...ate su di noi e sulla nostra città.

SOPRINTENDENTE  Ma che modo è questo di parlare a un soprintendente delle soprintendenze dei Beni Culturali e Artistici di questo grande paese?

MUMMIE Devi fare una ritrattazione pubblica e dire che la nostra città è ben altro che quattro sassi...vogliamo essere riscattati. Ignoranti che siete. E beccati questo dio votivello! (E glielo ridanno in testa).

SOPRINTENDENTE Ma che fate, ma che fate? Va bene...Farò tutto quello che dite voi...

MUMMIE E poi non deve essere costruito nulla qui sopra, sotto ci sono autostrade etrusche e canali e altre belle cose che vanno ripulite tutte. Sono anni che lo chiediamo.

SOPRINTENDENTE Ma voi siete mummie, non vi basta se vi lascio uno spaziettino per respirare?

MUMMIE Noi non respiriamo.

Si sente come un rumore...di peto.

OPERAIO Qualcuno qui ha fatto...

SOVRINTENDENTE Io no.

MUMMIE Siamo state noi, noi non respiriamo, ma facciamo peti. Soprattutto quando siamo arrabbiate. Sù, vai da questo direttore della società Senzatir e digli che questo mega come si chiama non si fa più...

SOVRINTENDENTE Ma è un opera molto utile per l'umanità...E poi non sarà facile convincerli...

MUMMIE Basta. Sono secoli che abbiamo le cose piene, ora basta. 

OPERAIO  Mummie mie, dove andate...mi lasciate solo?

MUMMIE Nostro salvatore, ritorneremo presto, non ti preoccupare...(Scoreggiano e ritornano sottoterra).

SCENA III

SOVRINTENDENTE (All'operaio). E tu cosa fai, qui?

OPERAIO  Io...Sto aspettando di sapere cosa devo fare.

SOVRINTENDENTE Devi andare a casa, chiuderti bene dentro e non dire a nessuno quello che hai detto, capito? Perché ancora non sappiamo di cosa si tratta. Dobbiamo studiare e capire; non bisogna farci ingannare dalle apparenze...Su, ora vai.

OPERAIO E quando mi fate sapere...Però le mummie hanno detto che sono il loro amico...il loro salvatore...

SOVRINTENDENTE  E tu credi alle mummie? Agli zombie? Voi operai avete visto troppi film alla televisione.  Cerca di dimenticare...Quelle poi sono come le sirene, ti adescano, ti fanno innamorare e poi ti riducono in poltiglia.

MUMMIE    Non ci credo.

SOVRINTENDENTE Sarebbe comunque un amore impossibile, tu non puoi vivere sottoterra.Non ti preoccupare, ti faremo sapere. Va'...

L'operaio va malvolentieri. Squilla il telefono del sovrintendente. E' il presidente di Senzatir.

PRESIDENTE  Hai letto, hai letto?

SOVRINTENDENTE Cosa ho letto?!

PRESIDENTE I giornali già parlano di questa scoperta, di questi etruschi, capito, capito? E dicono che non dobbiamo più costruire il megastore intermodale...! Ma roba da pazzi? Vorrei sapere chi ha parlato, chi! Sei stato tu?

SOVRINTENDENTE Io...assolutamente no!

PRESIDENTE E c'è anche quel bloggher Mangiatutto, quel ruffiano là, quell'artista informale inetto morto di fame, che s'è messo a scrivere che lui sta con le mummie...Chi gliel'ha detto, chi gliel'ha detto...E pensare che una volta ho anche finanziato una mostra di quel deficiente!

SOVRINTENDENTE Io certo non ho parlato!...

PRESIDENTE E volevo vedere, io che ti ho finanziato tutti i tuoi trattati...

SOVRINTENDENTE Zitto, zitto...

PRESIDENTE Ma qualcuno lo ha fatto, altrimenti...c'è qualche talpa, è evidente. 

SOVRINTENDENTE Ascolta, ti devo dire che...le mummie ci sono davvero, non sono affatto quattro sassi per quattro.

PRESIDENTE  Le hai viste tu?

SOVRINTENDENTE Sì sì, e sono molto cattive e spaventose. Vogliono che non si costruisca più. Che non gli basta un pezzettino per stare, capisci?...

PRESIDENTE Hanno detto così?

SOVRINTENDENTE   Sì sì...Come devo fare?

PRESIDENTE  E il sindaco che dice, che dice?

SOVRINTENDENTE  Bisogna informarlo...

PRESIDENTE  Ma tu, tu, da che parte stai, con le mummie o con noi?

SOVRINTENDENTE  Io io...io sono uno studioso...che vuoi. Ascolta: come dipendente del Ministero, come etica, come tutto, io devo andare avanti. Devo stare con le mummie.

PRESIDENTE  Ho capito, ce la vedremo sul campo, amico mio. E non venirmi poi a chiedere tante, cose, eh!

SOVRINTENDENTE Ascolta, non ti arrabbiare...fammi parlare con il sindaco. Vediamo di trovare una soluzione che accontenti tutti...(Parlando a bassa voce). Ma le mummie sono davvero cattive, bisogna trovare un modo per tirarle fuori, capito, e ingabbiarle...

PRESIDENTE (A bassa voce). Vabbuo' ho capito...Chiama il sindaco, fa presto; prima facciamo meglio è...E l'operaio che ha fatto la scoperta, dove sta?

SOVRINTENDENTE L'ho mandato a casa...

PRESIDENTE  Gli darò un po' di ferie...e poi lo manderò altrove, sulla Salerno-Reggio Calabria...

SOVRINTENDENTE Non sarà facile, s'è innamorato delle mummie...

PRESIDENTE Gliela faremo passare noi, l'infatuazione...

Riattaccano. Il sovrintendente scende dalla ruspa, inciampa ma riesce a salvare i reperti etruschi, che si mette in borsa...

SCENA IV
Arriva il sindaco con  tre segretarie cinesi.

SOVRINTENDENTE Sindaco, proprio te...

SINDACO Ho saputo ho saputo...Dove sono queste mummie?

SOVRINTENDENTE No no, ora basta, non me le far richiamare, perché sono...molto cattive...

SINDACO Non ti preoccupare,  farò parlare loro (indica il coro cinese), loro, le mie segretarie, hanno proprio questa specializzazione...

CORO  DELLE SEGRETARIE CINESI Abbiamo questa specializzazione!
Mummie mummie dove siete
su venite non tLemate
vi facciamo un massaggino
vi portiamo nel cielino!
Dall'oLiente siam venute
tutte belle tutte acute
specialiste ...ell'aldilà
ora siamo feLme qua!

Escono le mummie etrusche.

CORO ETRUSCO  Chi siete, chi ci chiama?

CORO CINESE Siamo noi.

CORO ETRUSCO Ma siete forestiere?

CORO CINESE Eravamo forestiere, ora siamo localieLe.  Abbiamo comunque una unica Ladice oLientale...Siamo cugini.

CORO ETRUSCO Cugini?

CORO CINESE  Volete un massaggio? Vediamo che vi muovete con molta difficoltà...

CORO ETRUSCO  A noi non ci interessano i massaggi, non ne abbiamo bisogno. 

SINDACO Beati voi, io non potrei vivere senza i loro massaggi...Vero amoLose?

CORO ETRUSCO Chi è questo qua?

SINDACO E il nostro caLo sindaco...

CORO ETRUSCO Noi quello che vogliamo l'abbiamo detto. Vogliamo la nostra città, punto. Se voi state con noi, bene, altrimenti, levatevi di torno...Anche se siete molto caLine e gentili...Tiè, sindaco, prenditi questa kylix! (Gliela danno in testa).

SINDACO Ohi ohi ohi...

CORO CINESE Non ti preoccupaLe, amoLoso, non ti preoccupaLe, ti faLemo un massaggio, sù lasciati andaLe...

(Segue)

Le residenze teatrali e alcuni dettagli di altrui fortune

Al Teatro Magnolfi presto ci sarà un incontro diciamo 'critico' sulle residenze teatrali diretto dal Metastasio, in particolare da Edoardo Donatini direttore di Contemporanea Festival in collaborazione con L'arboreto compagnia residenza dell'Emilia Romagna molto ben introdotta e altri.
Anche il Metastasio è entrato in qualche modo fra gli enti che risultano, seppur con un progetto a latere, fra i beneficiari delle residenze teatrali.

Edoardo Donatini, che faceva parte della compagnia T.P.O. fino a poco tempo fa, ora risulta staff del Metastasio e direttore artistico di 'Contemporanea'.

La compagnia T.P.O è, come noto, anch'essa una compagnia ben introdotta, non solo nella Regione Toscana. E pensare che era nata sotto ben altri auspici che essere ben introdotta nel potere, come risulta dal simpatico articolo che copio sotto.

Qualche anno fa, andando a parlare con un assessore della provincia, mi lamentai del fatto che non ci fosse giustizia riguardo al trattamento delle compagnie locali, che ci fossero figli e figliastri, e l'assessore mi disse, testuali parole: - Mi chieda tutto, ma non di mettere in discussione il sistema, questo no - .


Il Tpo nasce 40 anni fa da un collettivo anarchico

L'architetto Savino Marseglia ricorda gli albori del Teatro di piazza o d'occasione
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     PRATO. Quella che oggi conosciamo come la Compagnia teatrale del Tpo-uno dei fiori all'occhiello dello Stabile Metastasio un tempo era un collettivo anarchico militante, composto da giova ni talenti irriverenti come Leo Toccafondi e Savino Marseglia e frequentato di tanto in tanto anche dal gio vane Roberto Benigni. Come tutti i gruppi d'avanguardia, anche il Tpo aveva il suo manifesto. Basato su principi ideologici forti: prima di tut to abolire il palcoscenico e abbattere le barriere tra attori e pubblico. Perchè ogni luogo per i suoi componenti era buono per mettere in sce na una rappresentazione. Bastava uscire dagli spazi convenzionali, coinvolgere la gente, accendere il dibattito. Per strada, sull'autobus, nelle piazze. In questi giorni ricorre il trentottesimo anniversario della loro prima messinscena "Devianza" rappresentata per nel maggio del 1972, prima al circolo Arci di Narnali e poi al Matteotti di via Verrdi. Sul manifesto ingiallito, ma ancora intatto, si leggono i nomi di Furio Barbani, Celso Bargellini, Laura Becherini, Alida Beugni, Claudio Casale, Marco Colangelo, Giannni Falsettini, Franco Giovannelli, Savino Marseglia, Mario Pisone, Gerardo Rosiello, Lamberto Scali, Leo Toccafondi e Romolo Vinci.  Oggi, in occasione di questa ricorrenza, i fondatori dello storico gruppo teatrale ricordano quel debutto con nostalgia, mentre qualcuno pensa a un modo per commemorare chi dell'antico Tpo, oggi purtroppo non c'è più. «Oggi siamo abituati a senntire parlare del Tpo come di una compagnia teatrale or mai istituzionalizzata - spiega l'attore Savino Marseglia - ma quando il gruppo è nato, quasi qurant'anni fa, era un collettivo anarchico, volutamente slegato dalle istituziooni, nato dalla passione per il teatro di un gruppo di giova ni con velleità artistiche. Ancora si respirava l'atmosfera del'68 e noi, più di altri, volevamo far sentire la nostra voce, protestare contro la guerra in Vietnam, batterci per la parità dei sessi, far valere i diritti dei disagiati, dei malati e dei matti». «Affascinati dalle nuove esperienze del Living Theatre, costituimmo il gruppo nel 1971 - racconta ancora - all'inizio ci riunivamo alla Casa del Popolo di via Zarini. La gente ci guardava come degli sciagurati, degli eversivi, delle teste calde. Non tutti ci apprezzavano e diverse volte i carabinieri sono intervenuti a metà spettacolo per fermare tutto. Ricordo una volta al Metastasio quando in scena c'era una ragazza nuda. Qualcuno finì anche in commissariato. Allora non era come oggi, bastava poco per superare il limite, per destare sospetti, per finire nel mirino delle forze delll'ordine». «Ai nostri incontri faceva capolino anche Roberto Benigni - continua - che a quei giorni era poco più che un ragazzo, faceva ridere tutti con le sue storie scordinate, mingherlino e già spelacchiato. Di lì a poco avrebbe fatto il botto con il Cioni Mario». «Ci tengo a raccontare queste cose oggi perchè vorrei che la storia di questo gruppo storico pratese non andasse perduta - aggiunge - e con lei la memoria di grandi uomini come Leo Toccafondi, scomparso precocemente per una malattia, ma candidato a diventare una stella del teatro italiano. Magari con i "superstiti" del gruppo metteremo in scena uno spettacolo amarcord prima o poi. Gli spunti su cui riflettere e protestare attraverso il teatro, anche se i tempi sono cambiati, non mancherebbero». M.M.

    Gente di ciclabile (1) : Amorosa

    Non è vero che la ciclabile è stata ripulita, ci sono zone dove le canne sono alte, a Galciana, per esempio, e hanno invaso il percorso.
    Due pulizie la settimana? dice ASM, ma ancora non se ne vedono gli effetti.

    C'è tanta gente sulla ciclabile, gente che cammina, che si incontra, che si guarda e studia.
    Dalle cinque alle otto della sera, d'estate, lungo il Bisenzio tutto o la Bardena, la ciclabile è uno dei luoghi più belli di Prato. Più umani.

    Per cui se avete tempo, turisti, andate sulle ciclabili.
    Io trovo sempre qualcuno con cui parlare,  se vado a piedi di sicuro, non so perché.
    Forse perché camminando c'è questo contatto, questa voglia di stare insieme che per le vie cittadine, distratti dai negozi e da altro, non c'è.
    E poi molti partono da casa soli, e allora vien proprio di farsi compagnia, di salutarsi.
    Per questo costruire le ciclabili, le zone pedonali è un tentativo di costruire scampoli di felicità per l'uomo.
    Stasera c'era la signora che offre i suoi cani.

    "Vo' un cane?". (Me lo chiede sempre).
    "No", le ho detto, non lo posso tenere.
    Però mi ha mostrato Nello,  un cane non più giovane dal manto rossiccio e spelacchiato.
    Lei è Amorosa, ha detto di chiamarsi proprio così, ed è ancora bella, nonostante le birre che si beve.
    Abbiamo fatto il percorso insieme e quasi mi ha accompagnato a casa.
    Mi ha raccontato di questo suo amore per i cani, per cui un giorno il marito le disse: - O me o i cani - . E lei rispose: - I cani.
    E' per questo che Cuori di donna non mi finisce mai, che è lo spettacolo della mia vita, c'è sempre una donna che mi segue e mi parla.

    Ecco, ora inizio anche questo racconto di questa gente di ciclabile.
    E pensare, vero mamma?, che quando andavo io a camminare da ragazza per i campi o in bici, mi prendevano per pazza.
    'I che la ci faceva la tu' figliola stamani a camminare di prima mattina? Farebbe meglio a stare a letto!".
    Ora vanno tutti, e pensano di farlo solo per la dieta.

    mercoledì 4 settembre 2013

    Gonfienti, La zavorra

    Pubblico questo articolo sull'area etrusca, uscito oggi su Il Tirreno, dove si legge la 'voce dell'Interporto' su Gonfienti. Si viene a sapere quello che già si sa, ossia dell'uso in comodato del Mulino di Gonfienti da parte della Sovrintendenza per lo studio dei reperti. E' chiaro che l'area etrusca è una zavorra per loro, e che vorrebbero fare a cambio...con altra terra non zavorrata!
    Ma davvero quei terreni bloccati valgono 3 milioni di euro! Non è una cifra un po' 'gonfiatella' per avere, nel caso liberassero gli scavi dalla loro proprietà,  qualcosa di sostanzioso in cambio?



    La Scaveide, ovvero La commedia degli scavi

    La Scaveide, ovvero La commedia degli scavi

    Personaggi della prima scena

    L'operaio scavatore
    Il coro delle mummie etrusche
    Il soprintendente
    Il presidente della società Senzatir


    Atto I, Scena I

    Mentre l'operaio scavatore sta scavando il terreno con la sua ruspa, improvvisamente sente qualcosa di molle che assomiglia a un corpo. Si ferma, scende dal mezzo e controlla.
    Si rende subito conto che si tratta di qualcosa di strano, sono vari corpi, varie mummie che escono dal terreno. Hanno in mano vari reperti che offrono all'operaio... Lui si impaurisce parecchio.

    OPERAIO  Aiuto! Ma cos'è...?

    CORO DELLE MUMMIE ETRUSCHE Icche' tu fai? Non le prendi le nostre offerte?

    OPERAIO   No...sì...Chi...chi siete?

    CORO  Siamo mummie, mummie etrusche. Qui sotto c'è una città etrusca.

    OPERAIO  Sotto dove?

    CORO Sotto sotto, ignorante!

    OPERAIO  Non ne sapevo nulla...io sono un operaio che lavora alla ruspa.

    CORO Va bene, abbiamo capito...Ma ora vai ad avvisare i' sovrintendente.

    OPERAIO   Chi?

    CORO I sovrintendente che ci tutela, ignorante. Poi vienici a chiamare.

    OPERAIO Vado, ma non so il numero...non so...

    CORO Vai ad avvisarlo, ignorante!

    Le mummie tornano dentro la terra, verso la sepolta città etrusca.
    L'operaio prende il suo i-phone e cerca il numero...

    CORO  Eccolo, eccolo qua...(Compone il numero, rimane in attesa). Pronto?

    Dall'altra parte, il sovrintendente risponde. E' in riunione con gli ispettori.

    SOVRINTENDENTE Chi è?

    OPERAIO Senta lei non mi conosce, sono l'operaio scavatore della società Senzatir...mentre stavo lavorando, ho scoperto una città etrusca.

    SOVRINTENDENTE Come?  E' uno scherzo?

    OPERAIO  No, assolutamente no...c'erano anche le mummie, i reperti, tutto, era tutto in regola.

    SOVRINTENDENTE  Ma lei è un operaio? E parla con me? Ma lo sa chi sono io...

    OPERAIO Me l'hanno detto loro di chiamare...

    SOVRINTENDENTE  Loro chi?

    OPERAIO Le mummie...

    SOVRINTENDENTE Hai parlato col tuo capo? Gliel'hai detto, di questa scoperta?

    OPERAIO  Ancora no...Lo chiamo?

    SOVRINTENDENTE Fermo! Ci penso io.

    OPERAIO Sì, grazie, perché devo sapere cosa devo fare, se continuare a scavare oppure no. Non vorrei che quelle dannate tornassero...

    SOVRINTENDENTE Cosa state costruendo?

    OPERAIO Un megastore intermodale.

    SOVRINTENDENTE Ora non fare niente e rimani lì finché non te lo dico io.

    OPERAIO  E' sicuro che non ci saranno problemi?

    SOVRINTENDENTE Non preoccuparti, te lo dico io...(Riattacca. Ai suoi collaboratori). Scusate, ma ho una telefonata da fare. (Chiama). Pronto? Sono il Sovrintendente. Dovete fermare i lavori.

    PRESIDENTE Come?

    SOVRINTENDENTE Abbiamo trovato una città etrusca nel posto dove deve sorgere il megastore...

    PRESIDENTE Ma sono quattro sassi...non possiamo fermare i lavori, porca miseria!

    SOVRINTENDENTE Altro che quattro sassi...Ci sono anche le mummie!

    PRESIDENTE Le mummie?

    SOVRINTENDENTE Sì, l'ha trovate l'operaio scavatore.

    PRESIDENTE Mannaggia agli operai scavatori...Vabbuo' ci risentiamo, fammi sapere. Mi raccomando, eh...

    SOVRINTENDENTE No no, niente inciuci. (Riattacca. Ai collaboratori). Andiamo, sù...seguitemi. Andiamo a vedere queste mummie...

    (Segue)

    La notte nera della periferia di Prato (18) : Maliseti

    Graziosissimo nome che le deriva dal benefattore Martino Maleseti, che aveva fondato uno 'spedale' per i pellegrini, di cui non trovo traccia.
    Dopo  l'assalto urbanistico degli anni sessanta e settanta del '900, dopo la costruzione delle tangenziali,  una  l'ha completamente separata dalla Chiesanuova (che viene definita 'il muro di Berlino'), dopo la costruzione dell'inqualificabile 'palasport', rinominato 'Palaconsiag',  la frazione di Maliseti è completamente soffocata,  e si qualifica come altro dormitorio; si anima durante le Feste dell'Unità che sono organizzate nei giardini al confine con Narnali e Viaccia, ma in realtà rimane isolata e dimenticata dal 'centro' come le altre.
    La salva soltanto lo stare ai piedi del Monferrato. A Maliseti è il carcere della Dogaia che, nonostante le paure di qualche anno fa, non ha creato nessun problema di ordine pubblico. Ha un comitato, Insieme per Maliseti presente su internet, http://www.maliseti.it/, dove, in sintonia con l'amministrazione circoscrizionale,   evidenzia le problematiche della frazione.
    Quando ero bambina, la strada che dal cimitero della Chiesanuova si snodava - e si snoda ormai dimenticata - fino a Maliseti era fra le mie preferite.

    martedì 3 settembre 2013

    Perché il museo di Gonfienti andrebbe fatto a Prato (Io non sono la 'pasionaria' di Gonfienti)

    Riprendono gli scavi a Gonfienti...In realtà si tratterà di poco più di una ripulitura del sito. 
    Mettiamo invece che gli scavi continuino oltre l'8 gennaio 2014, che arrivino altri soldi, che si compia un miracolo: che la Soprintendenza, il Comune, la Provincia, la Regione tutti vogliano riportare al giusto valore questa scoperta e altri scavi e altri reperti.
    Mettiamo che questo sogno diventi realtà.

    Ora il museo di Gonfienti è previsto alla Rocca Strozzi di Campi e io, sinceramente, non ho niente in contrario. Personalmente sono contraria ai campanilismi, per me la zona fra Pistoia, Prato e Firenze  dovrebbe essere contraddistinta unitariamente dal punto di vista amministrativo.
    Quindi per me lo si può fare. Ma che lo si apra!

    Tuttavia.

    A Prato  un museo etrusco  avrebbe un valore molto importante per un semplice fatto, che finalmente la città potrebbe, almeno idealmente, cominciare a spezzare la sua storia culturale meramente industriale o di origine medioevale - sarebbe cioè un simbolo di un cambiamento di rotta da parte di istituzioni fondamentalmente non interessate alla cultura - non facciamoci ingannare dalla riapertura del Palazzo Pretorio (comunque, finalmente...) o dalla nostra bella biblioteca Lazzerini o dal Metastasio -, la città è stata ed è violentata culturalmente da generazioni di dominio industriale e massonico che in questo senso non l'hanno aiutata, anzi che hanno permesso immigrazioni sregolate per il proprio interesse e lucro, rendendola urbanisticamente disastrata e di difficile tenuta sociale e, nella crisi, economica.

    Quindi è solo per questo che auspicherei un museo etrusco a Prato, non certo per questioni di campanile! Odio tutte le questioni di campanile, e soprattutto questa pratesità tanto sventolata da quest'ultima amministrazione.
    Ma anche questo è un dettaglio, in fondo. In realtà al Museo di Artimino, fino a un anno fa almeno quando l'ho visitato io, di Gonfienti non c'era nemmeno menzione. Non è stato allestito dalla Soprintendenza? Non so poi se hanno cambiato, dato che l'abbiamo fatto notare. Una omissione non voluta? Una dimenticanza? Mah.

    Quello che importa è che questo cambiamento di rotta culturale ci sia; se c'è, ma solo se c'è, il cambiamento, un museo qui o a pochi chilometri allora non fa differenza.

    Altrimenti discutere di Rocca Strozzi sì o Rocca Strozzi no come museo diventa un pretesto, un furbo pretesto per proteggere quel potere che da anni ostacola la vera nascita della città etrusca.

    P.S. Avevo già scritto questo articolo, quando mi hanno segnalato l'articolo de Il Tirreno che copio sotto e pubblicato proprio stamani. Credo che questo risponda già, nonostante quanto detto da Vittorio Giugni, che ha intessuto una pretestuosa polemica contro di me al solo fine di svalutare la mia azione culturale e politica a livello cittadino che da quasi cinque anni conduco tramite questo blog. Che lui con denigrazione definisce 'alimentare'. Come se io ne mangiassi, trovassi vantaggi economici con questo mio scrivere qui. Ma come dovremmo definire il suo, che offende così pretestuosamente le persone, gettando, diciamo educatamente...fango? 
    In realtà Giugni ha criticato il fatto che io non avrei criticato Centauro, che è consigliere del sindaco. Egli, pretestuosamente ha preso a pretesto un articolo del Prof. Centauro su una mia opera, Laris Pulenas, simbolo della battaglia di Gonfienti, che è stata recentemente rappresentata a Luogomano e che debuttò a Poggio Castiglioni nel 2008 proprio per Gonfienti. Lui afferma addirittura che Centauro mi avrebbe messo a tacere scrivendo positivamente di quest'opera, mi avrebbe dato 'caramelle' per farmi zittire. Per questo lui dice che che io non critico Cenni, perché prof. Centauro mi terrebbe in silenzio con le 'caramelle', ossia con le belle recensioni!

    Una storia, una calunnia, sempre per svilire l'azione politica che da anni conduco sulla città etrusca, o per svilire la mia immagine nel suo complesso.

    Riguardo poi al fatto che io non ho abbia criticato abbastanza la giunta Cenni su Gonfienti o sul fatto che io non abbia parlato in precedenza della Rocca Strozzi, una ricerca nemmeno tanto approfondita su questo blog avrebbe smentito subito ogni dubbio al riguardo. E chi mi segue lo sa bene. E lo sanno anche i giornalisti.

    Io vengo definita la 'pasionaria' di Gonfienti; involontariamente, certo, ma così si ridicolizza una battaglia difficile e che mi ha coinvolto in prima persona e che non mi ha fatto mangiare affatto. Mi permetto di suggerire un maggiore approfondimento e analisi critica o indagine giornalistica nei confronti dei  grandi interessi che riguardano Prato e tutta l'area della Piana che, come ho detto, hanno bloccato la vera nascita della città etrusca.
    Riguardo poi alle parole della ispettrice Poggesi in lode di Edoardo Nesi, credo sia meglio stendere un velo pietoso, dato che come assessore alla cultura della Provincia egli è stato il 'grande assente'. Lo hanno affermato tutti, e anche coloro che lo hanno appoggiato nel PD, e incluso tanti impiegati sparsi nella provincia che per lavoro hanno avuto a che fare con lui, ma nessuno ha il coraggio di scriverlo o di ribadirlo pubblicamente. Ora egli siede al Parlamento, preferendo Roma a Prato.
    Con ciò voglio criticare la sua azione politica che a mio avviso è stata del tutto inefficace.
    Ricordo tra l'altro che lui fu molto maleducato con me, andandosene bruscamente senza ascoltare il mio intervento (naturalmente con una scusa di impegno istituzionale...), e quindi senza darmi diritto di replica, quando fummo ospitati dai ragazzi del Cicognini proprio per discutere della materia in questione nel 2011.



    lunedì 2 settembre 2013

    Settembre pratese, come inorridire un po'

    Dopo la presentazione del mio libro, ieri sera, nel Giardino Buonamici che sembrava un eden anche se faceva freddo che non riuscivo a parlare, sono uscita e  ho fatto due passi, a vedere da dove provenisse il frastuono, la musica che barbaramente veniva da lontano e sono finita in piazza Mercatale.

    Nemmeno ai tempi del mercato era così barbara.

    Un accozzaglia di eventi, cose, persone. la vendita della mozzerella insieme alla Festa Medievale! Chioschetti, gente ben ubriaca, sporco, piscio, uno squallore assoluto.

    Quel che ho visto era tutto meno che 'pratese': si poteva essere ovunque, senza nessuna caratterizzazione, nessun rispetto per la piazza...Potevamo essere ovunque, in una di queste feste che ora si organizzano nel mondo omologato. Forse, se fossimo stati in Francia oppure Olanda, ci sarebbe stato qualche poliziotto in più a controllare, scusate, vomito e pipì...

    E' questo, è così il centro che si deve valorizzare? Ma chi gestisce questo 'porcaio', con quali nostri soldi? Credo che il sindaco Cenni e compagnia si dovrebbero fare una giratina, almeno per inorridire un po' e vedere come hanno ridotto questo settembre pratese!

    domenica 1 settembre 2013

    Faccine, La nostra vita su Facebook: presentazione al Giardino Buonamici

    (Rimetto questo post, che inspiegabilmente era scomparso...Grazie a chi me lo ha segnalato).

    Ecco il comunicato della Provincia di Prato:

    "Un volume scomodo e irriverente sul mondo dei social media, si tratta di “Faccine, La nostra vita su Facebook”, la nuova opera di Maila Ermini che aprirà domenica 1 settembre (ore 21) il cartellone di eventi “Oltre il giardino” nello spazio verde del Buonamici.
    Maila Ermini, autrice, regista e attrice, indaga con questa pubblicazione gli aspetti negativi dei nuovi strumenti di comunicazione sociali, in particolare di facebook che pare abbia sempre più un ruolo determinante nella comunicazione, nello stare insieme - seppur virtualmente – e nel fare politica. Alla presentazione sarà presente l’autrice, che risponderà alle domande del pubblico e del conduttore della serata, Gianfelice D'Accolti, che insieme a lei sarà sul palco.
    L'ingresso è libero. A disposizione degli ospiti anche lo spazio ristoro Casotto aTipico".



    Varvarito alle Pantanelle


    COMUNICATO STAMPA DEL
    COMITATO AMBIENTALE DI CASALE
    E
    COMITATO QUALITA' DELLA VITA DI PONTE DEI BINI

    Si informa che il Comitato Ambientale di Casale ed il Comitato Qualità della vita di Ponte dei Bini hanno presentato alla Provincia di Prato le loro osservazioni al progetto di trasferimento provvisorio della società Varvarito Lavori Srl nell'area delle Pantanelle.
    Le osservazioni sono finalizzate a sottoporre il progetto alla procedura di VIA (Valutazione di impatto ambientale). Le osservazioni sono articolate in 11 punti con motivazioni dettagliate che chiunque sia dotato di buon senso può capire e condividere.
    La zona interessata è ad elevato rischio alluvionale non adatta ad insediamenti industriali anche perchè la legge regionale lo vieta espressamente. Il terreno è praticamente a contatto con il lago delle Pantanelle, recentemente rinaturalizzato con Fondi provinciali ed europei come area protetta di pregio naturalistico.  L'area ha una destinazione ad uso agricolo seminativo per cui si va ancora a consumare terreno agricolo quando nel comune di Prato ci sono ampie aree industriali disponibili e già dotate delle infrastrutture necessarie per qualsiasi tipo di attività imprenditoriale, già pagate dai cittadini di Prato.
    Per quale ragione il Comune si deve fare carico di pagare nuove dotazioni infrastrutturali quando ci sono già delle aree disponibili?
    Lo Studio Ambientale Preliminare prodotto dalla Varvarito Lavori Srl considera di accedere all'area tramite il sottopasso dell'A11 che ad oggi è inesistente e che sarà di difficile realizzazione a causa delle acque molto superficiali esistenti nell'area. I 48 camion che dovrebbero accedere all'impianto ogni ora dovrebbero perciò attraversare la Via di Casale e Fatticci aggiungendosi a quelli del Consorzio Calice che già da tempo la percorrono con le stesse finalità. Ricordo che quella strada è da sempre vietata ai camion (c'è ancora il cartello di divieto) perchè è una strada di campagna larga neanche 3 metri, con dei ponti non collaudati per il traffico pesante. La situazione è già oggi insostenibile per cui un aggravamento della situazione causerebbe reazioni forti da parte degli abitanti.  Poi c'è l'importante impatto inquinante dell'attività svolta dalla società che oltre ad incrementare fortemente la già elevata percentuale di polveri sottili (PM10), ha anche impatti da valutare bene sulla falda acquifera per effetto dell'uso della calce nelle lavorazioni. Queste sono in estrema sintesi le principali osservazioni che sono state formalizzate allo scopo di far sottoporre l'autorizzazione all'insediamento dell'impianto Varvarito alla preventiva procedura di VIA.
    I comitati sono da anni impegnati a difendere l'area umida del Calice / Pantanelle da ogni tipo di insediamento infrastrutturale inquinante perchè purtroppo le nostre amministrazioni (Provincia – Comune) la considerano particolarmente vocata a tale destinazione.
    E pensare che l'attuale Sindaco aveva destinato a Parco l'area delle Pantanelle! E' evidente che a Prato il concetto di Parco assume significati molto originali vedi il “Parco Prato” il “Parco di Gonfienti” ecc..

    Prato, 30 Agosto 2013

    Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

    Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...