sabato 2 novembre 2013

Solo l'ipocrisia è al lavoro

Il costo del lavoro: ecco la chiave di volta di una buona parte della crisi. 
Qualcuno lo dice da anni, ma da questo orecchio i governanti non ci sentono. Serve una vera riforma in tal senso, il resto sono soltanto chiacchiere. E non è stata certo quella dell'ex-ministro Fornero.
Anche riguardo al lavoro nero dei cinesi, vale lo stesso. 
Date la possibilità di dare lavoro senza che chi lo offre sia del tutto depredato; si metta il datore di lavoro in condizioni di essere regolare, e lo si punisca severamente se non lo fa.
In questo paese solo l'ipocrisia è davvero al lavoro.
Anche le Regioni non aiutano affatto in tal senso e fanno finta di dare incentivi quando invece incentivano soltanto la loro esistenza politica, burocratica e amministrativa.


venerdì 1 novembre 2013

Calvana e Calvanina, gran moda

Sembra che si ritorni a mangiare la carne Calvanina, di cui recentemente ho mangiato un pezzo molto allevato male e sicuramente di fretta.

Ora va tutto bene, anche la retorica localistica e la filiera corta: l'importante è che, Calvanina o Chianina è uguale, la carne abbia il suo sapore, e non ricordi piuttosto il sapore della caramella Dofour.
Si dovrebbe infatti puntare soprattutto a questo, non a spot di insipido sapore elettorale, facendo finta di curare gli affarucci provinciali...
Infatti il punto è solo questo: la carne può essere di qualsiasi posto, ma ormai è difficile mangiarla buona e quindi sana. (Certo non la si mangia buona comprandola nei supermercati di Prato, ma nemmeno dai macellai volponi che spacciano specialità che non sono...).
Il resto sono discorsi, come si dice a Prato.

Fra Torri al Vento, passeggiate e carne, la Calvana è tornata di gran moda e di molto 'chiacchierata'.

giovedì 31 ottobre 2013

Educazione sessuale e sentimentale attraverso il Decameron

Nel mio lavoro didattico teatrale con i giovani, quest'anno con il "Progetto Decameron" con un saggio a dicembre, capisco l'occasione mancata della scuola quando i prof spiegano il Boccaccio.

In genere a scuola i ragazzi leggono (1) le novelle meno pruriginose e invece saltano a piè pari quelle che potrebbero prestarsi a un discorso sessuale e sentimentale che farebbe molto bene ai ragazzi.

I miei allievi, che metteranno in scena alcune novelle, reagiscono in maniera perfettamente matura, capiscono tutto, non fanno gli stupidi eccetera.

Quindi prof smettetela di saltare quelle novelle importantissime, come Masetto, tanto per fare un esempio fra i tanti, dove la facezia sessuale denuncia un abuso da parte della società nei confronti delle donne, ancora attualissimo in alcune parti del mondo.


(1). 'Leggono' no: si teme il linguaggio trecentesco del Boccaccio e non si affronta affatto, lo si 'spiega' oppure si utilizzano le terribili semplificazioni moderne, che non fanno altro che semplificare il cervello e il linguaggio ai ragazzi. Il Decameron lo si deve assolutamente far leggere così com'è, aiutandoli nella comprensione.

L'inganno dei tirocini

Una delle balle che girano in ambito lavorativo è il 'tirocinio formativo'.
In realtà questi tirocini sono creati soprattutto per avere dipendenti a basso costo dagli enti pubblici.
La Regione Toscana ne ha appena bandito uno, dove i neo-laureati possono svolgere i loro tirocini presso le strutture della Regione.
Che cosa vanno ad imparare presso questi enti pubblici? Sostanzialmente il nulla, non certo un mestiere.

I privati non sono invece agevolati. In questa regione, contrariamente ad altre, per avere un tirocinante bisogna essere dotati una struttura di certo calibro e addirittura dipendenti a tempo indeterminato.

Insomma, l'inganno è palese, lo sfruttamento certo, l'imparare quasi nullo - in particolare nelle strutture pubbliche dove nemmeno si impara un mestiere, casomai solo quello del servilismo - e direi che i giovani non dovrebbero abboccare così facilmente.

mercoledì 30 ottobre 2013

L'uso improprio del teatro: vi svegliate ora?

Alcuni si stupiscono, fra cui i 5Stelle di Prato capeggiati da Barosco, che sia stato dato il teatro Metastasio al Signor Gori per pubblicizzare o difendere la sua idea di Torre al Vento, alla presenza di Umberto Cecchi.
Come è possibile quest'uso diciamo privato del teatro pubblico?

La domanda non è pertinente, perché il teatro si può prendere in affitto. E allora, Pratoincontra al Metastasio, addirittura con i nostri soldi?

Credo che, comunque la si voglia pensare, ci sia una domanda ancora prima da fare riguardo a tutti i teatri: perché sono in gran parte utilizzati per 'uso privato', con una programmazione dove alla base c'è la convenienza e l'amicizia, lo scambio?

Insomma, come si scelgono gli spettacoli che vengono proposti? Non sanno questi signori dei 5 Stelle, alcuni dei quali hanno il loro abbonamentino regolare al teatro pubblico che criticano, che la gestione di molti teatri è 'personalizzata'?

Ma addirittura: come si scelgono i direttori artistici, i presidenti gli attori fissi (spesso capre vere e proprie o bambini balbettanti) e via discorrendo?

Di questo bisogna farsi domande, prima di tutto.
A volte basta salire su un palco in tempo elettorale al momento giusto per  diventare, all'improvviso, direttore, direttrice, attor di benedetta compagnia...

Ma di questo non mi sembra che nessuna opposizione si chieda o se lo sia chiesto. Qui o altrove.

Insomma, si svegliano ora, e sono in ritardo di qualche anno!, seguendo la 'moda notiziaria' del momento, ma mai entrando nel merito vero, invero per farsi pubblicità e mantenere l'assetto di guerra di facciata elettorale: in realtà gli inviti impropri spesso sono in linea con il resto improprio o insolito che accade.

Prato: Esselunga fa cappotto

Con la benedizione dell'opposizione, Esselunga a Prato fa cappotto.
Costruirà il gratta-cielino al posto di Pratilia e poi, se tutto va bene ma andrà bene, avrà anche la possibilità di rinnovare il supermercato di viale Galileo.
Sarà tutto 'riqualificato'.
Con una manciata di castagne, di cocomeri e di palle grosse e visionarie (oh come eravate contenti e come le avete esaltate...) eccoci sistemati, con tanto di parcheggi e assunzioni.
Dunque la giunta Cenni contribuisce a distruggere l'economia pratese, il vero sviluppo, le piccole realtà in favore delle grandi, esattamente come ha fatto la Sinistra con Parco Prato (peraltro ora in difficoltà).


L’INVESTIMENTO LA COMMISSIONE URBANISTICA HA APPROVATO IL PRELIMINARE
Esselunga, sì al nuovo negozio di viale Galilei- In arrivo tre rotonde e venti posti di lavoro
VIA LIBERA al piano di ampliamento dell’Esselunga di viale Galilei. Il progetto preliminare è stato approvato ieri mattina in commissione urbanistica, con 5 voti favorevoli e 4 astenuti. Il progetto prevede una totale riqualificazione dell’area, anche e soprattutto a livello di viabilità, e porterà il supermercato ad avere un doppio accesso: uno per la clientela sempre su viale Galilei, l’altro esclusivamente per il carico e scarico su via Bologna. In più sarebbero previste una ventina di assunzioni, anche se non subito, visto che il negozio sarà più grandi di quello attuale.
MA ANDIAMO con ordine. L’attuale supermercato, come aveva anticipato «La Nazione», sarà demolito per lasciare posto al parcheggio, e il nuovo punto vendita sarà edificato ancora più all’interno dell’area fra via Bologna e viale Galilei. La proprietà (la Elcos spa, che affitta anche l’attuale stabile ad Esselunga) ha infatti acquisito altri tre vecchi capannoni privati semidismessi (con ingresso su via Bologna), che verranno anch’essi demoliti per lasciare spazio ad un’unica nuova struttura. Dai 1500 metri quadri di superficie attuale si passerà a circa 2300 metri quadri. Aumenteranno leggermente i volumi, passando da 30.800 metri cubi a quasi 35mila. Nel piano preliminare è previsto anche un parcheggio interrato di circa 140 posti, destinato esclusivamente ai clienti del supermercato e con ingresso da viale Galilei. Il parcheggio esterno, di altri 260 posti circa, sarà gestito da Esselunga, ma rimarrà ad uso pubblico e a disposizione della cittadinanza anche nelle ore notturne; al momento, però, non sono previsti ingressi per gli utenti del supermercato in via Bologna.
GRANDI NOVITÀ previste anche per quanto riguarda la viabilità della zona. Su viale Galilei verranno realizzate due rotonde, una all’altezza di via Marradi (al posto dell’attuale svincolo, molto pericoloso), l’altra all’altezza degli Abatoni. Inoltre verranno sistemate e messe in sicurezza la ciclabile, i marciapiedi e il manto stradale. Su via Bologna verrà realizzata una rotonda all’altezza dell’intersezione con via della Sacca, e anche qui verranno rimessi a posto strada e marciapiedi.
Il progetto ora dovrà passare il vaglio del consiglio comunale, nella prima seduta disponibile. Poi ci saranno i tempi tecnici per la presentazione e l’accoglimento di eventuali osservazioni. All’inizio del prossimo anno, se tutto procederà senza intoppi, si arriverà all’approvazione del progetto definitivo e già prima dell’estate potrebbero partire i lavori, non appena verranno ultimati quelli dell’ex Pratilia. Esselunga conta di inaugurare il punto vendita nel 2015 e, visto l’ampliamento dei locali, prevede circa una ventina di nuove assunzioni. 

Leonardo Montaleni
(La Nazione, Prato)

martedì 29 ottobre 2013

Poggio Castiglioni: invece di mettere la Torre al Vento, togliete le Antenne al Telefono

Qualcuno ancora sostiene la 'bontà' dell'idea di mettere a Poggio Castiglioni la Torre al Vento. Mettere una torre è altro che fare speculazione edilizia.
Lassù tra l'altro, e lo si vide quando dovevamo mettere in scena nel 2008 Laris Pulenas, ci sono problemi di non facile soluzione: innanzi tutto il degrado dovuto a baracche e allevamento di suini praticamente incontrollato; secondariamente antenne che il sindaco Cenni, durante la campagna elettorale, se non mi ricordo male, promise di togliere (e anche la croce lassù è davvero brutta!, se proprio vogliamo...).

Queste Antenne al Telefono eccetera, oltre a essere nocive, sciupano non poco la linea dell'orizzonte di Poggio Castiglioni. Perché, invece di mettere la Torre, non si pensa di togliere queste antenne?

E poi non si capisce tutta questa attenzione e riverenze che si fanno nei confronti del mecenate che vive a Santomato (Pistoia), Giuliano Gori, così 'generoso' nei confronti di Prato. (Tra l'altro, a proposito della donazione di Lipchitz, di cui è stato mediatore Gori, la scultura che sta adagiata ai piedi del Palazzo Pretorio: mettete un cartellino, fate sapere al turista chi l'ha fatta e il titolo!).
D'altronde, anche se personalmente non sempre sono d'accordo con questi ragionamenti, forse ora davvero la città, che vive un momento di grande declino, ha bisogno di utilizzare diversamente i soldi destinati alle Torri. Anche in ambito culturale: per esempio, in prima fila, ci sarebbe, che ne so, Gonfienti etrusca, che nonostante le promesse elettorali di un tempo, ancora è chiusa da un inguardabile cancello e non è fruibile (in questi quattro anni Comune, Provincia, Soprintendenza e Interporto non si sono messi d'accordo per fare alcunché...). E non infatti c'è nessun cartello, niente che la indichi, perché dimostrerebbe la inettitudine, l'ipocrisia per non dire di peggio della classe politica locale. (Ma quanto costa un cartello?).

In realtà ora parliamo di 'torri' e di mecenati  per distogliere l'attenzione da altro, oltre che fare propaganda eccetera.


lunedì 28 ottobre 2013

Matteo Renzi, ovvero quando le rane chiesero un re, anzi un granduchetto

In questi giorni non si fa altro che parlare e scrivere di Matteo Renzi, ormai incoronato 'granduchetto' alla Leopolda.
Come non pensare dunque al costruttore della Leopolda, il Granduca di Toscana Leopoldo II , il Re Travicello del Giusti, che si ispirò alla favola di Esopo Le rane che chiesero un re?

Ecco, tutti questi osannanti il Matteo dovrebbero studiare di più o ripassare un po' la letteratura, se mai l'hanno percorsa. E' già spiegato tutto lì.

Al Re Travicello
piovuto ai ranocchi,
mi levo il cappello
e piego i ginocchi;
lo predico anch'io
cascato da Dio:
oh comodo, oh bello
un Re Travicello!

Calò nel suo regno
con molto fracasso;
le teste di legno
fan sempre del chiasso:
ma subito tacque,
e al sommo dell'acque
rimase un corbello
il Re Travicello.

Da tutto il pantano
veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
così rumoroso? »
(s'udì gracidare).
«Per farsi fischiare
fa tanto bordello
un Re Travicello?

Un tronco piallato
avrà la corona?
O Giove ha sbagliato,
oppur ci minchiona:
sia dato lo sfratto
al Re mentecatto,
si mandi in appello
il Re Travicello».

Tacete, tacete;
lasciate il reame,
o bestie che siete,
a un Re di legname.
Non tira a pelare,
vi lascia cantare,
non apre macello
un Re Travicello.

Là là per la reggia
dal vento portato,
tentenna, galleggia,
e mai dello Stato
non pesca nel fondo:
che scienza di mondo!
che Re di cervello
è un Re Travicello!

Se a caso s'adopra
d'intingere il capo,
vedete? di sopra
lo porta daccapo
la sua leggerezza.
Chiamatelo Altezza,
ché torna a capello
a un Re Travicello.

Volete il serpente
che il sonno vi scuota?
Dormite contente
costì nella mota,
o bestie impotenti:
per chi non ha denti,
è fatto a pennello
un Re Travicello!

Un popolo pieno
di tante fortune,
può farne di meno
del senso comune.
Che popolo ammodo,
che Principe sodo,
che santo modello
un Re Travicello!

domenica 27 ottobre 2013

Resoconto dell'ultima replica di "Gaetanina Bresci" e considerazioni finali

E' andata molto bene l'ultima replica di "Gaetanina Bresci", sia per pubblico che per riuscita dello spettacolo in sé. Forse, dopo la terza replica, la meglio riuscita nel suo complesso.
Quali sono gli aspetti interessanti da sottolineare:
1. che al Teatro La Baracca vengono anche persone che non vanno mai a teatro (e questo era  già stato notato in precedenza). Forse, oltre gli argomenti, il fatto che si tratti di un piccolo teatro, di periferia, che non incute timore (?)...
2. Che il dibattito, in particolare dopo certi spettacoli, è molto gradito, se non richiesto; lo spazio piccolo aiuta poi il dibattito;
3. Che il pubblico apprezza questo nostro sforzo di perseguire questa riflessione collettiva su alcuni argomenti cittadini o meno;
4. Che se avessimo avuto la 'macchina' di un 'grande' teatro, "Gaetanina Bresci" avrebbe avuto le folle di gente a vederlo. Noi siamo piccoli e con mezzi modesti, ma il risultato è stato comunque importante;
5. Ieri sera abbiamo parlato anche dell'attualità dell'opera, in particolare relativamente alla questione 'carcere' e all'impossibilità del cambiamento politico, così come il pubblico, in particolare alcuni spettatori più sensibili, hanno rilevato;
6. Che Gaetano Bresci è molto 'amato' a Prato, e direi non solo. E anche se la maggioranza non condivide il suo gesto, esso fa riflettere sulla situazione politica e sociale, e incute rispetto e attenzione. Il mezzo scelto da Bresci per 'cambiare' il mondo non è più attuale, ma sì la sua figura viene percepita in tutto il suo 'valore' in quanto persona che credeva nelle sue idee che, pur sbagliando, ha perseguito assumendosene le conseguenze. Tutto questo, se paragonato alla modernità politica, rifulge come diamante; 
7. Molto apprezzato il fatto che io abbia scelto di parlare del padre mettendo come protagonista la figlia. Uno spettatore ha detto che questo stimolava l'interesse;
8. Abbiamo visto a teatro persone che non ci aspettavamo di vedere; e invece non abbiamo visto chi, anche per il trascorso e l'attività politica attuale, ci aspettavamo invece di vedere.
9. Sono molto orgogliosa del mio testo, della regia e anche della mia interpretazione; ma anche di Gianfelice D'Accolti,   fior d'attore e non solo,  che, dopo una faticosissima estate, mi ha sostenuto e aiutato nella messa in scena.
10. Speriamo di poterlo fare presto anche a livello cittadino e non solo, che qualcuno abbia il coraggio di ospitare Gaetanina.

Tutti i commenti del Libro del Gradimento, inclusi quelli di ieri sera:

- Splendente e confortante (G.T.)
- Una parola piccola, ma importante: grazie! (non firmato)
- Molto bello e interessante questo nuovo spettacolo: il personaggio di Gaetanina è strepitoso per  
  l'intelligenza riflessiva, l'intransigenza, lo spessore umano. Bravi! (S.B)
- Bravi! Una serata di libertà (A.B)
- Sempre in tempo a riflettere sui fatti che si sono svolti nella nostra città e che si vorrebbe dimenticare.   
  Complimenti Maila! (M.B)
- Inquietante, emozionante. Bravi! (R.C.)
- Spettacolo intenso e commovente che rispecchi e ricostruisce la storia del pratese Bresci (G.G.)
- Un bellissimo spettacolo. Complimenti davvero! (S.Q.)
- Davvero bravi gli attori, la scelta coraggiosa del soggetto ha emozionato e tenuto attenti gli spettatori.   
  Complimenti! (A.S.)
- Spettacolo gradevole ed emozionante. Complimenti (T.P.)
- Complimenti per aver trattato una storia della nostra città con bravura coinvolgendo pienamente il 
  pubblico. Bravi.
- Due bravissimi attori di primo piano (N.L)
- Bravissimi (B.F)
- Complimenti per la messa in scena e grazie per aiutarci a ricordare la nostra storia (L.F.)
- Bellissimo spettacolo!...e bellissimo teatro...(S.P.)

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...