sabato 16 novembre 2013

Inganno etrusco

Mentre a Prato si racconta la bella favola dei parchi, la Regione sembra voglia acquistare l'area archeologica di Gonfienti.

E lo dice il giorno dopo alla messa in vendita ufficiale. Sono stati evidentemente rapidissimi. Questo stando ai giornali e ai vari media.

In questo modo libera Interporto - ricapitalizzandolo fra l'altro - e dà la possibilità ad altri enti pubblici di finanziare i lavori, gli scavi eccetera senza alcun inghippo formale.

In sostanza però toglie l'area alla città (si potrebbe dire ai cittadini a cui appartiene?), senza dire cosa ne farà né quando, tutto rinviando a un anno, misteriosamente, cioè quando i giochi elettorali locali saranno terminati per altri cinque anni.

Il sospetto è che dietro al mistero ci sia l'inganno, e che, oltre a essere una manovra in sostanza per Interporto sia , rispetto all'area archeologica, una della lunga serie a cui abbiamo assistito di nulla fare, nulla muovere, solo raccontare belle storie, porre promesse future eccetera.

In questo modo tra l'altro si 'libera' il Sindaco e compagnia partitica di ogni colore da ogni responsabilità circa il sito archeologico, perché ormai è di 'destino regionale', e quindi si potrà sempre rimandare al mittente fiorentino la responsabilità futura dell'area in questione.

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2013/11/14/news/l-area-archeologica-di-gonfienti-passera-alla-regione-1.8114160

venerdì 15 novembre 2013

All'erta, bamboline!

Bamboline!
è l'ora di ribellarsi

ancora una volta
vorrete crepare?

quante chiacchiere
c'hanno raccontato
quante ci hanno creduto
per salire in alto
diventare ricche
potenti famose
bellissime

bamboline!
sempre con il culo all'aria
l'aria giuliva
il sorriso pronto
servette sempre
ieri oggi e domani
anche al parlamento
parlamentose
puttanesche amicali amantevoli
donne pulizia donne sporcizia

bamboline!
è l'ora
ancora una volta

all'erta
come sentinelle

non avete scelta
vorrete crepare?

all'erta, bamboline!

Cafiero Lucchesi (ripresa)


Sabato 16 novembre alle 21 (con replica straordinaria domenica 17, ore 21) al Teatro La Baracca di Prato (via Virginia Frosini 8) replica del dramma Cafiero Lucchesi. Vita e morte fra Mussolini e Stalin, scritto e interpretato da Maila Ermini con Gianfelice D’Accolti.
Anni ’20 del Novecento. L’operaio pratese Cafiero Lucchesi uccide lo squadrista fascista Federico Florio, che lo perseguita perché comunista. Cafiero fugge in Unione Sovietica, nella speranza di trovare lì riparo dalla dittatura e nella speranza di rifarsi una vita. Invece, come tanti comunisti e anarchici italiani, fu abbandonato da Togliatti e finì vittima della dittatura di Stalin.A tanti anni dalla morte, l’autrice vuole rendere giustizia a coloro che hanno combattuto per le loro idee e sono stati ingannati dal potere e di cui non s’è parlato. 
Ingresso: 12 euro. A causa dell’allestimento della scena, i posti sono limitati.

(IL TEATRO LA BARACCA NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO. GRAZIE PER SOSTENERCI).

giovedì 14 novembre 2013

I quattro sassi di Gonfienti

E' una vecchia storia.
L'area archeologica di Gonfienti di Prato in realtà non interessa a nessuna amministrazione (1). E in questo ha, per assurdo, l'appoggio-indifferenza della gente.
Infatti i non esperti non possono apprezzare dovutamente il sito archeologico, perché non si rendono conto del suo valore; non ci sono 'statue', non ci sono 'tombe', ma solo resti di edifici, perimetri murari, canali di scolo delle acque e quindi sembra essere qualcosa che, pur importante, appartenga allo studioso, all'esperto.

La Soprintendenza ha marcato quest'aspetto, per cui ha tenuto lontano il popolino, che addirittura può al contrario rovinare la scoperta, il sito.
Tutti gli interventi che sono stati fatti per la sua valorizzazione sono stati visti come 'intrusivi' dell'autorità, della 'competenza'.

Non parliamo poi degli industriali, che hanno sempre parlato di 'quattro sassi' rispetto alla città antica, al solo fine di tutelare i loro interessi. Senza peraltro offrire alla città moderna una contropartita economica vera.

Io, che mi occupo di teatro, sono stata vista come una aliena, fastidiosa se non 'pericolosa' - come ebbe a dire qualcuno e infatti tenuta lontana da associazioni e comitati creati ad hoc - poiché mi sono interessata di una materia, di un aspetto di cui non sono ufficialmente, accademicamente competente.

Si sa come sia importante l'accademia in Italia. Essa ha soffocato ogni spinta di rinnovamento e vita da secoli.

Le varie autorità hanno visto negativamente tutte le possibili prese di posizione su Gonfienti da parte del popolino, quando a periodi ci sono state, e hanno cercato di gestirle come meglio hanno potuto: promesse, discorsi, convegni, bla bla bla generalizzato e gestito ad arte da esperti, fumus, in particolare in coincidenza delle elezioni.

L'idea era quella di creare un parco attorno ai resti della città etrusca, un percorso visitabile che si snodasse dalla ciclabile. O altro similare. Così disse anche una rappresentante della Soprintendenza che, al solito, lamentava la mancanza di fondi eccetera eccetera, bla bla bla, ma in realtà in cuor suo rallegrandosi di quella mancanza che permetteva e permette di costruire una difesa alla sua 'competenza', al suo 'potere'.

A Marzabotto c'è molto meno da vedere che a Gonfienti, ma a Marzabotto non ci sono interporti fallimentari da proteggere e da rimpolpare.

Il senso della valorizzazione di Gonfienti antica era anche quello di 'indirizzare' altrove la città di Prato, di innalzarla, dico retoricamente, verso un futuro diverso andando a ripescare un passato che così felicemente è stato scoperto.

In questo stava e sta la mia caparbietà al riguardo.


(1)  Nonostante sembri, in queste ultime ore, che l'area archeologica passerà alla Regione, ma è una manovra per non far affogare Interporto dando più soldi.

mercoledì 13 novembre 2013

Vendesi area archeologica


Il signor Longo e compagnia hanno deciso di vendere l'area di Gonfienti: basta, non ne possono più.  S’è parlato troppo dei ‘quattro sassi’ e poco de i loro guadagni, anzi , delle loro perdite! (oer cui richiedono di essere rimpolpati...).
Anche mister Rossi governator deve essere d’accordo, visto che hanno deciso l’aumento di capitale per Interporto
Non una parola al riguardo, almeno finora, da parte del Sindaco o di altri sul destino dell’area archeologica.
Chi la comprerà, per la modica cifra – una svendita, un regalo! – alla modica cifra di un milione e mezzo? Chiavi in mano. Come una bella automobile.
Quale ente pubblico la comprerà, che sono tutti a batter cassa per mantenere la loro casta privilegiata, che sono tutti a spolpare l'osso contribuente (che ormai si assottiglia sempre di più in un paese diventato di necessità abusivo ed evasore)?
Venghino, signori, venghino!


(Da Il Tirreno del 12 novembre 2013)

Prato, Interporto mette in vendita Gonfienti e dà l’ok all’aumento di capitale
Accordo raggiunto, la Regione investirà un milione e 100mila euro sulla ricapitalizzazione della spa passando dal 4,5 al 12% di quote. Gli altri soci avranno tempo fino al 31 dicembre 2014. L’area archeologica da cedere per un milione e mezzo




di Cristina Orsini
PRATO. Aumento di capitale “aperto” per Interporto spa. La delibera passata il commissione due (Sviluppo economico, finanza, patrimonio) prevede una ricapitalizzazione della piattaforma logistica della Toscana centrale per 5 milioni da ultimare entro il 31 dicembre del 2014. C’è un anno di tempo, dunque, per i soci della spa - il 45% in mano al Comune, il 12,5% dalla camera di Commercio di Prato, altrettanto alla Camera di Commercio di Firenze, il 20% in capo alla Banca Popolare di Vicenza, il 4,5% alla Regione Toscana più una serie di soci minori - di decidere se diluire o meno la partecipazione.
Con una novità: «La Regione - spiega il presidente della commissione Alessandro Giugni - ha già dato la propria disponibilità ad aumentare la propria partecipazione fino a un milione e 100mila euro». Così facendo il pacchetto azionario dell’ente passerebbe dall’attuale 4,5% al 12-13% .
PRATO. Aumento di capitale “aperto” per Interporto spa. La delibera passata il commissione due (Sviluppo economico, finanza, patrimonio) prevede una ricapitalizzazione della piattaforma logistica della Toscana centrale per 5 milioni da ultimare entro il 31 dicembre del 2014. C’è un anno di tempo, dunque, per i soci della spa - il 45% in mano al Comune, il 12,5% dalla camera di Commercio di Prato, altrettanto alla Camera di Commercio di Firenze, il 20% in capo alla Banca Popolare di Vicenza, il 4,5% alla Regione Toscana più una serie di soci minori - di decidere se diluire o meno la partecipazione.Con una novità: «La Regione - spiega il presidente della commissione Alessandro Giugni - ha già dato la propria disponibilità ad aumentare la propria partecipazione fino a un milione e 100mila euro». Così facendo il pacchetto azionario dell’ente passerebbe dall’attuale 4,5% al 12-13% .
«La decisione - è il giudizio del presidente di Interporto Carlo Longo - viene da un accordo politico che ha origini lontana e che parte dalla constatazione che la quota societaria in mano al Comune è evidentemente sovradimensionata per una struttura che ha carattere regionale». L’Interporto, infatti, è l’unica piattaforma logistica localizzata sotto gli Appennini, dopo che Guasticce, a Livorno, è stato “declassato” a retroporto.
«E’ stata per prima la Regione - continua Longo - a riconoscere la necessità di potenziare l’attività della struttura meglio collocandola in ambito regionale». L’aumento di capitale annunciato dalla Regione che deve ancora essere deliberato, darà comunque la possibilità ad altri soci - tra i quali il Comune di Prato - di diminuire la proprio presenza societaria. Una partita che però è ancora tutta da giocare. «I soci, anche la Bpv - precisa Longo - hanno confermato il proprio interesse a restare in Interporto. Quindi mi auguro che parteciperanno, sulla base delle possibilità, all’aumento di capitale».
Se un milione e 100 mila euro sono garantiti, altri tre e 900mila restano da trovare assolutamente. La scadenza, infatti, è perentoria: il 31 dicembre dell’anno prossimo Interporto dovrà saldare il mutuo bancario acceso un paio di anni fa con un pool di banche e che ha consentito di rimettere in ordine la situazione economica della società, restituendo appunto 5 milioni di euro. Due le strade possibili: o l’aumento di capitale sul quale molto si è discusso o la cessione di beni per recuperare liquidi. «Il fatto è - commenta Longo - che per le vendite immobiliari il momento non è favorevole». Dunque la priorità resta quella di trovare soci che abbiano voglia di continuare a scommettere sulla piattaforma logistica pratese.
Un altro accordo politico è stato raggiunto tra Interporto, i soci e gli enti pubblici. E riguarda, questa volta, l’area archeologica di Gonfienti, la città etrusca, scoperta proprio durante i lavori di realizzazione della piattaforma logistica. «In questi anni - commenta Longo - si è parlato più degli scavi e delle condizioni del sito che dell’attività di Interporto. E’ ora che le cose cambino. Di certo la società non potrà più occuparsi, anche dal punto di vista economico, del sito archeologico». Che, appunto per questo, è stato messo in vendita.
L’obiettivo di Interporto è di cedere a un ente pubblico - «non so se Regione o stato» dice Longo - entro l’anno prossimo, quel pezzo di terra sul quale vigono norme complicatissime. Perché la proprietà materiale del appezzamento è della spa ma gli scavi sono e restano in capo alla Soprintendenza quindi al ministro dei Beni culturali. L’accordo politico raggiunto tra Interporto, Comune, Provincia e Regione riguarda la necessità di cedere gli scavi ovviamente a un ente pubblico. Chi li comprerà resta per il momento un punto interrogativo. A prezzi da saldo invece il costo dell’area archeologica: non più di un milione e mezzo “chiavi in mano”.

martedì 12 novembre 2013

Tangenti anche nella cultura

Comincia a venire fuori, ma solo grazie a un imprenditore e non certo grazie ad operatori culturali o intellettuali, lo smazzettamento in ambito culturale.

E' stato arrestato l'assessore alla cultura della Regione Abruzzo, De Fanis, che per organizzare cultura pretendeva tangenti.

Altrove non sono così pasticcioni e 'lavorano' meglio. Non chiedono tangenti così sfacciatamente.
In altre Regioni, piuttosto che ai singoli politici, i soldi dati alla cultura ritornano in gran parte indietro alla politica per finanziare la partitica, o creare consenso.
Il meccanismo è difficile da intercettare, anche perché artisti e 'intellettuali' tacciono sulle enormi ingiustizie che si verificano con i finanziamenti, a nessuno dei foraggiati conviene. O parlano quando sono toccati, magari dalla chiusura di uno spazio off, quando fino al giorno prima erano pappa e ciccia col potere.
Ma i lamenti e le proteste, piccola cosa anche se qua e là possono verificarsi, non intaccano un sistema ormai rodato da quasi quarant'anni di 'onorato servizio'.
Insomma, i soldi alla cultura servono in gran parte - a parte qualche spicciolino - per interessi di partito, creazione del consenso o per interessi privati (e  comunque anche i singoli corrotti in parte devone dare una parte di tangente intascata al partito di appartenenza).


Dal SOLE 24ORE di oggi:
È stato arrestato stamattina in provincia di Chieti l'assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis. Raggiunti dal provvedimento anche la sua segretaria particolare, il direttore dell'Agenzia regionale del turismo di Sulmona e Alto Sangro e il presidente di una onlus del vastese. I reati contestati sono concussione, truffa aggravata e peculato. L'indagine è partita dalla denuncia di un imprenditore che ha segnalato le continue richieste di denaro ricevute dall'assessore De Fanis in cambio della erogazione di fondi regionali per l'organizzazione di manifestazioni culturali. In particolare gli accertamenti si sono concentrati sull'erogazione di fondi regionali destinati all'organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di Gabriele d'Annunzio. Nel corso delle attività sono emerse anche ipotesi di peculato d'uso di beni e risorse della Regione Abruzzo per interessi privati.


L'assessore, eletto alla Regione nelle liste del centrodestra, avrebbe chiesto tangenti per l' organizzazione del concorso internazionale di musiche da film "Mario Nascimbene Award" e per un evento al Salone del Libro di Torino, manifestazioni nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni della nascita di Gabriele D'Annunzio. L'importo dei fondi regionali sarebbe stato di circa 40 mila euro e la richiesta di tangente sarebbe stata del 10 per cento.
Delle quattro misure cautelari messe in atto dal Corpo Forestale dello Stato, due sono arresti domiciliari e due obblighi di dimora. Perquisizioni sono in corso a Sulmona e all'assessorato alla Cultura a Pescara.



Officina Giovani non serve?

E' una brutta storia, questa chiusura forzata di Officina Giovani a Prato, dove la commissione prefettizia di pubblico spettacolo ha rilevato una carenza negli impianti di areazione.

Giusto, lo spazio deve essere messo in completa sicurezza, ma non sembra ci sia tutto questo interesse da parte dell'amministrazione, che in città punta su altri spazi, che danno lustro e campo elettorale come Metastasio e Politeama.

Prato, una città 'a nero'

Il servizio andato in onda su La7 ci ha detto ciò che sappiamo ormai bene da tanto tempo, che Prato è una città ormai conquistata dal sistema di lavoro a nero.

D'altronde, checché ne dicano tutti, ormai è impossibile fare altrimenti; infatti lavorare regolarmente significa pagare una tangente salatissima allo Stato per mantenere la sua casta e i suoi privilegiati.

Ai cinesi, gli stranieri, è concesso ovviare a questo strozzinaggio di Stato, con annessi schiavitù e degrado; il loro obbiettivo di vita è solo quello consumistico, sono passati direttamente dal Comunismo al Consumismo senza nessun tipo di passaggio, con tutti gli orrori del caso.

Ogni tanto corrono il rischio di uno 'stop', controlli e sequestri; ma ciò è irrisorio rispetto ai guadagni e ai vantaggi che hanno. Anche questo è previsto, e sono pronti a ricominciare da un'altra parte.

Le banche, e anche questo sapevamo, sono ben felici di ricevere questi soldi 'freschi' a nero, e tutti stanno zitti.

La politica non vuole risolvere questo orrore, perché ne è foraggiata e non le interessa se qualche imprenditore 'onesto'  si uccide.

La politica della tutela del lavoro è fallita in Italia anche grazie a questa ondata di immigrazione da lavoro proprio da terre comuniste, che del lavoro e della sua tutela avrebbero dovuto farne un cardine.

La morale è che se sei onesto vai in fallimento, e che la cosa più importante, ormai per tutti, è il danaro. Di conseguenza non ci possiamo scandalizzare delle bambine e dei bambini si prostituiscono per una ricarica del telefono o per comprare roba 'griffata'.

lunedì 11 novembre 2013

La Scaveide, Atto II,Scena II

Riassunto del Primo Atto eccetera: si vuole costruire il megastore Senzatìr e improvvisamente si scopre una città etrusca, ma si vuole ricoprire tutto. Le mummie etrusche che stavano sotto si svegliano e si ribellano e minacciano la stabilità della città. Hanno tutte come amante e amato l'Operaio Scavatore, divenuto per loro l'Intoccabile.
All'inizio del II Atto invano il sindaco cerca di blandirle con promesse elettorali...

ATTO II, Scena II
Su La Garbana, il monticello della città.

Soprintendente   Forza, Garbana Felix, a noi!
Sindaco   Basta basta, non ce la faccio più a camminare...
Soprintendente    Forza, ancora un po'...
Presidente Società Senzatìr     Ma siamo sicuri che funzioni.
Soprintendente    Sono sicuro di sì. Portiamo le mummie quassù, così forse possimo fare uno scambio...
Assessore    Basta basta, datemi un cocktail...
Direttore Museo   Quassù non ci sono cocktail...
Assessore   Non c'è nemmeno un bar?
Direttore Museo  Niente di niente...
Assessore   Devo provvedere, farò fare un bel boom di presenze...Cos'è quello?
Direttore Museo    E' un maialino.
Assessore   Possiamo utilizzarlo?
Sindaco   Silenzio silenzio!

Si fermano tutti a guardare il bel paesaggio.

Presidente Società    Però è bello da quassù...Qui non c'è nessuna possibilità di costruire niente?
Soprintendente    Non ci provare, sai...Qui è tutta zona archeologica prima seconda periodo terzo.
Direttore Museo   Al massimo ci possiamo mettere il piffero del vento.
Sindaco   Cos'è?
Direttore Museo    Quando c'è il Tramontano, il piffero suona e s'accende e di notte. 
Sindaco    Dici che come idea piacerà a quelle maledette mummie?
Direttore Museo    Credo di sì.
Presidente Società    Quale idea?
Sindaco    Quella di stare quassù seppellite insieme al piffero...
Assessore    Devo portare quassù la mia Cameretta a suonare...Fantastico, incredibile...
Sindaco   Silenzio Silenzio!
Coro delle cinesi    Sindaco, cambiamo le scaLpe?
Sindaco    No, perché?
Coro delle cinesi    Facciamo un massaggino al piedino, va bene? E poi anche il pisellino?
Sindaco   Silenzio silenzio, ora non è il momento...
Coro delle cinesi    Avevamo sentito parLale di piffeLo al vento...

Arrivano le mummie etrusche guidate dall'Operaio Scavatore.

Operaio      Ebbene, cosa volete? Perché ci avete convocato sulla Garbana?
Sindaco    Vogliamo offrirvi questo monte, sarà tutto vostro.
Operaio   Non sarà costruito niente?
Soprintendente  Assolutamente niente. Qui è tutta zona archeologica prima seconda periodo terzo.
Presidente Società   Per ora...
Direttore Museo    Al massimo isseremo qui un Piffero al Vento.
Coro delle Mummie Etrusche    No, a noi basta il piffero suo, non vogliamo altri pifferi!
Sindaco    No, ma qui non si tratta del piffero...
Coro delle cinesi     Abbiamo sentito parLale di piffeLo...Noi massaggiatLici del piffeLo...
Sindaco    Silenzio...non confondiamoci: si tratta di un semplice monumento che valorizzerà tutta la Garbana.
Assessore   Faremo anche il cocktail Garbana, con il booooom di visitatori.
Sindaco   Silenzio silenzio! Insomma, lasciatemi parlare...
Assessore    Ma qui non si tratta di parlare, si tratta di bere!
Operaio Scavatore     E dovremo lasciare la nostra città?
Coro delle Mummie Etrusche    Mai e poi mai/ lasceremo/ il nostro terreno!
Soprintendente    Ma quassù è tutta zona archeologica prima seconda periodo terzo. Lo stesso vostro, e anche del precedente. Qui starete benissimo, sarà fantastico per voi. Qui ci sono pietre adatte alla vostra vita...morte, scusate.
Coro delle Mummie Etrusche    Noi verremo quassù solo se ce lo dirà il nostro amore, l'Operaio Scavatore. Solo col suo Piffero al Vento illumineremo la nostra città.
Sindaco     Dunque, tu che dici?
Operaio    Che verremo qua, solo se potremo stare anche là.
Sindaco    E' questa la tua ultima parola?
Operaio   Sì!
(Se ne va, seguito dalle Mummie Etrusche Amorose).

Direttore Museo    Non sarà facile convincerle a lasciare la città.
Presidente    Ma dico, non avrei mai immaginato che un mio operaio potesse diventare così potente, e senza nemmeno smazzettare un po'.
Soprintendente  Avresti dovuto tenerlo più sotto controllo...
Sindaco  Un disastro, un vero disastro...A chi è venuta questa idea di portarmi quassù? E basta con questo Piffero, capito?
Coro delle Cinesi    Non l'abbiamo toccato, il PiffeLo!
Assessore   Vedrete, se portiamo un po' di movida quassù, anche loro verranno. So come va il mondo, va così e cosà, cosà e così. Convinceremo anche l'Operaio Scavatore...
Sindaco (Al direttore del Museo, indicando l'assessore). Ma lo hai chiamato tu?
Direttore   No, è venuto da solo...
Soprintendente    Forza, scendiamo! Garbana felix, a noi! 
Presidente  Non riuscirò mai a costruire il Megastore Senzatìr come lo dico io, mai... 
Sindaco  Non disperare, sù. 
Presidente    Ma ora basta finanziare i vostri partitelli, basta...(Inciampa su un maiale e capitombola ai piedi della Garbana portandosi dietro tutto il gruppo).

(Segue...).

Ospedale di Prato e via Ciulli

Ricevo uno scritto del consigliere Donzella riguardo ai disservizi dell'area del nuovo ospedale.
Proprio in questi giorni, dopo tanto chiasso, sono andata a rendermi conto di come sia situato questo ospedale, come ci si arrivi, il suo ubi consistam rispetto alla città.

A parte ogni considerazione architettonica, strutturale, di cui, per non essere ancora entrata dentro non mi sono resa conto ma che stando a fonti dirette sarebbe negativa, trovo che l'ospedale sia davvero  situato male rispetto alla centralità di cui avrebbe bisogno e naturalmente alla sua raggiungibilità.
Dà l'idea di un completo isolamento e in questo sta il suo essere 'sinistro' e poco accogliente. Come riferisce Donzella, attorno non c'è un bar, non c'è niente.

La vicinanza poi alla ferrovia - come l'autostrada invece costeggia quello nuovo di Pistoia - immagino lo rendano poco rilassante per i degenti e chi vi lavora.

Costeggiando l'ospedale non si può non notare la tristemente famosa via Ciulli, dove sono morte tre donne cinesi, il cui sottopassaggio è ancora chiuso, che mostra la vera faccia della città.


"PRATO. NUOVO OSPEDALE: DA CHE PARTE STA? DA DOVE BISOGNA PRENDERE?
Ospedale nuovo: ogni giorno c' è una nuova criticità. Premesso, che non c' è ancora il bar, nè ci sono  negozi circostanti.
Premesso che si deve pagare anche il parcheggio. Poi entri e non sai dove devi andare, perchè mancano le indicazioni.
Come se ciò non bastasse, ad un mese dall’ apertura ed entrata in funzione, prendo atto che la città è tuttora sprovvista di segnaletica di indirizzo per raggiungere l’ Ospedale.
In buona sostanza, chi non conosce dove è ubicato il nuovo ospedale e si trovasse nella necessità di raggiungerlo, non sa da che parte deve andare e non ci arriverà mai.
Stante così le cose, dopo avere ricevuto le ennesime lamentele dei cittadini, ho presentato un' interrogazione in Consiglio Comunale, nella quale chiedo all' Amministrazione Comunale" 
 "come e quando intende risolvere questo gravissimo ed urgentissimo problema"
La competenza è degli uffici della mobilità, ma la creazione e l' installazione della segnaletica sono compito dell' A.S.M.

Sentiamo cosa mi risponderanno lor signori."
(Aurelio Donzella).

domenica 10 novembre 2013

Nel mercato del successo (hapax legomenon)

Mi consolo pensando che nel mercato del successo non mi ci troverò mai.
Ormai è troppo tardi, prima di tutto. A suo tempo rinunciai, giovane drammaturga appena fresca di vincita, di finire in qualche letto blasonato dalla fortuna cine-televisiva.
Né mi sono piegata - e non è stato facile - a scrivere copioni o a recitar parti in qualche commediola da far ridere alla toscana, con questi tristi epigoni di un gusto commediale ormai rivoltante (nel senso anche di ripetitivo),  che si vedono nelle televisioni private, ma anche ai festival cinematografari, o a scrivere brogliacci di marchio politico dominante.
Certo non mi sono arricchita; al contrario.
Oggi anche per questo tutti vanno da un'altra parte, verso l'affollato 'mercato  del successo'.
E io mi trovo qui,  hapax legomenon del teatro, a conficcar bullette sul mio palco, a scrivere e recitar storie.
Mica male.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...