sabato 22 marzo 2014

In merito alla Festa della Poesia che ci sarà stasera

Mi chiedono se
alla Festa della Poesia
si parlerà di politica
?
ASINI
!
Ma c'è qualcosa di più
politico della poesia
?
Non credo
.
La poesia è
assolutamente una cosa
politica
,
la poesia è
assolutamente una cosa
che ti mette in difficoltà
,
ti costringe senza costringerti
ad andare oltre
,
a utilizzare un linguaggio
politico
,
veramente un altro linguaggio
.
Ti costringe senza costringerti
a immaginare un altro mondo
e almeno per qualche momento
metterlo in pratica
;
la poesia
ti fa scivolare
in un'altra sintassi
,
ti costringe al verso giusto
,
alla rima
,
alla metafora
,
alla creazione
.
ASINI
!
La poesia è la vera informazione
.
Solo i poeti dicono
cosa succede nel mondo
,
solo i poeti
sanno scrivere la verità
la bellezza
il dolore
il baratro
.
Per questo quando
ne vedono uno
,
hanno fretta di ammazzarlo
.
Razza di ipocriti
,
parleremo di politica
senza nemmeno pronunciare
neanche un po'
la misteriosa parola
.
I poeti sanno
solo loro
parlare di politica
fare promesse
,
e mantenerle
.
ASINI
!

venerdì 21 marzo 2014

Il falso e identico lessico familiare delle elezioni

Non c'è che dire, questa tornata elettorale è davvero misera, misera di idee e di entusiasmi.
Molta gente corre in politica senza averne una benché minima preparazione o vocazione o idealità vera.  Non basta essere cittadini per essere buoni candidati.
Alcuni cercano, correndo per un posto di consigliere comunale, di ovviare alle problematiche lavorative. E c'è anche da capire, non ci sono molte possibilità; la crisi del tessile qui a Prato, l'erosione del posto più o meno sicuro non lascia molte altre chances che tentare la sorte del cursus honorum.

Se possibile, lo scenario si presenta, almeno finora, peggiore della tornata precedente.
L'aspetto più drammatico è che non si scorge una vera alternativa al duo altalenante di centro-destra e centro-sinistra; tra l'altro il movimento pentastellato di Prato si presenta già in difficoltà per la nota scissione interna e, almeno nel credere ai miracoli, difficilmente potrà, come invece avrebbe potuto, dar filo da torcere ai vari candidati dei partiti o alle liste-stampella. Né altri gruppi autodefinitesi indipendenti sembrano esserlo veramente, perché sono figlie di figli di partito, e il lifting è stato fatto da un maldestro chirurgo politico.

Se ci fosse, se anche nascesse, una lista più o meno autonoma, tuttavia non la farebbero nascere, ché subito gli incendiari, i vari piccoli Montag locali (camuffati da lettori appassionati però), partirebbero all'attacco del nuovo 'libro'... L'informazione, poi, anche quella di matrice blog, se non per conformismo, per calcolo politico e opportunistico di non dar troppo fastidio ai potenti locali e mettersi in luce per far carriera, non aiuterebbe i 'neonati', che non sarebbero 'riconosciuti'. 

Gli slogan scelti dalla politica locale ricalcano le frasi di sempre:  risuonano gli stilemi tipo 'Prato deve rinascere', che 'insieme bisogna disegnare un'altra città'; le 'nostre battaglie', eccetera, con candidati che promettono di ascoltare i cittadini, di rimanere in contatto anche dopo le elezioni. Quest'ultimo, il contatto, l'hanno sempre promesso, sempre,  ma mai mantenuto. Gli incontri ravvicinati dopo le elezioni non sono nemmeno del 'primo tipo'.
Una volta dentro il Palazzo il gruppo al potere di cui il sindaco vincente è espressione-esecutore, cercherà di fare ed eventualmente se glielo permettono un po' disfare senza essere 'insieme' a nessuno e, chiuso a chiave, nei posti-chiave saranno messe persone di fiducia pronte a non cambiare niente, se non qualche testolina-esecutrice che, a seconda di chi vince, metterà in campo più gli interessi degli uni piuttosto che degli altri.

Insomma, ci ritroviamo anche in questa campagna elettorale con un lessico falsamente familiare, buonista, efficientista, rassicurante, ipocrita. Vuoto.
Oppure, se si tratta di giovani o falsi giovani, di scopiazzature ironiche o stile rottamatori, che, badate bene, non sono state inaugurate da Renzi, ma molto prima da Berlusconi; quelli che insomma promettono di 'cambiare' con la bacchetta magica, che vanno di pari passo, anche se d'altro colore, con quelli che affermano: 'ora tocca a noi'.
In sostanza, mutatis mutandis, risuonano nelle orecchie le stesse parole della tornata elettorale precedente, e forse, della volta ancora prima: da vent'anni e passa siamo infatti in questa palude soffocante.
La gente alla fine ci crede, e forse vuole crederci. Costa meno impegno, semplice così, mettere un segno sempre nello stesso posto, e non pensarci più.
E poi, certo, molti di loro saranno pronti a demonizzare proprio quello, quelli che hanno votato, perché è chiaro, non cambia nulla se non in peggio.
Dopo qualche anno, si ricomincia, con altri cavalli da corsa. Ma il tragitto è identico.

Storia del Viadotto: Capitolo 3 o “La partecipazione utile è quella conforme”

Ricevo e pubblico:

"Il 31 maggio 2012 il Comune di Prato adotta il suo nuovo Piano Strutturale; tale Piano è frutto di un lavoro durato diversi anni che, soprattutto nella fase finale, ha avuto un confronto diretto con la cittadinanza perché l’Amministrazione desiderava far conoscere il Piano e recepire le osservazioni dei cittadini in modo da inserire le più valide nel tessuto fondante del Piano stesso. 
Durante gli eventi di apertura e di chiusura del percorso partecipativo svoltisi a Palazzo Pacchiani il Sindaco Cenni enfatizza molto questo aspetto sottolineando come tali pareri, se validi, saranno inseriti dai tecnici nel quadro previsionale del Piano stesso. 
Sul tema del raddoppio, negli incontri che si sono tenuti da settembre ad ottobre 2011 in tutte le Circoscrizioni, l’opinione comune è quasi plebiscitaria: un viadotto sarebbe anacronistico, degradante e non in linea con le strategie del Piano Strutturale (http://1drv.ms/1ektjFE). 
Questi pareri sono ripresi nella relazione conclusiva dei Garanti alla Partecipazione in cui si legge che “sono state serratissime le critiche all’ipotesi di realizzazione su piloni del tratto della Declassata che passa dal Soccorso, che renderebbe inattuabile la ricucitura delle due parti della città – come prevista dal Piano – e la creazione di aree verdi e parcheggi – come previsto dal progetto di interramento – e che dequalificherebbe ancora quella zona e la città nel suo insieme. In particolare rispetto al quartiere Soccorso questo determinerebbe un peggioramento della qualità della vita di una zona che lo stesso Piano strutturale riconosce come critica e per la quale si prefigurano strategie di ricucitura. L’intervento auspicato è l’interramento completo che avrebbe il vantaggio di permettere l’auspicata ricucitura della città e di recuperare spazio per la realizzazione di un parco urbano e di altre funzioni pubbliche e di dare respiro ad un’area attualmente soffocata da una viabilità che non si concilia con il tessuto urbano circostante” (http://1drv.ms/1ektJfc). 
Come promesso dal Sindaco, i tecnici incaricati dal Comune di redigere il Piano recepiscono queste ed altre osservazioni e nel documento “Relazione Generale” del Piano Strutturale approdato in Comune per l’adozione, al punto 5.1.4 “Il sistema della mobilità” si legge “Gli interventi sulla Declassata, già in parte attuati o in via di completamento, sono coerenti con tale obiettivo e andranno ulteriormente potenziati con l’interramento di alcuni tratti per permettere un più agevole collegamento tra le parti nord e sud della città” (http://1drv.ms/1fmSWax). 
Purtroppo durante il dibattito in Consiglio Comunale un emendamento cancella tale direttiva dimostrando che la partecipazione attiva dei cittadini, “la democrazia dal basso”, deve comunque soccombere di fronte alla volontà politica della “democrazia elettiva”: “Durante la discussione del presente atto i Consiglieri Giugni e Berselli presentano il seguente emendamento agli allegati n. 104 “Rapporto Ambientale Ra.1 pag. 10 1° paragrafo” e n. 096 “Relazione Generale Rn.1 pag. 108”: cassare “…con l’interramento di alcuni tratti per permettere un più agevole collegamento tra le parti nord e sud della città” (http://1drv.ms/1dnXPdE). 
Contattati telefonicamente i 2 consiglieri comunali apprendiamo da Berselli che lui è solo “la seconda firma” e che il proponente dell’emendamento è Giugni il quale ci spiega che era necessario modificare il Piano Strutturale affinché fosse concorde con le scelte politiche fatte dall’Amministrazione.
In questo modo il Comune rende il raddoppio in sopraelevazione definitivamente compatibile con i nuovi strumenti urbanistici. 
In realtà il percorso partecipativo sul raddoppio, avrebbe dovuto seguire altri binari più strutturati. 
Già a Maggio 2011 quando l’Ordine degli Ingegneri organizzò un convegno sul tema, fu chiesto al Comune di prevedere una fase iniziale di raccolta di idee, mediante un concorso di progettazione mirato solo all’ottenimento di più scenari su cui meditare. Questo approccio già utilizzato dal Comune – che ad esempio lo utilizzerà anche nel 2012 per il tempio crematorio a Chiesanuova (http://1drv.ms/1ekz5XC) – ha il pregio di far ottenere, ad un costo molto esiguo, molte più soluzioni di quelle che potrebbero essere progettate dai tecnici comunali senza mettere alcun vincolo sulla effettiva realizzazione o affidamento dell’incarico. 

La scelta del Comune di procedere a testa bassa, evitando oltre che il confronto politico e partecipativo, anche quello tecnico, dimostra ulteriormente la ferrea volontà di portare avanti una soluzione decisa a priori, come un sarto che prepara il vestito prima di aver conosciuto le misure dell’acquirente." (Filippo Bonanni, Comitato Riqualificazione del Soccorso, Prato).

giovedì 20 marzo 2014

Il M5S di Prato

Considero un vero e proprio errore politico la decisione di affidarsi alla votazione del 'popolo del web' da parte della 'dirigenza' del Movimento 5 Stelle per consegnare la definitiva certificazione alla lista che sarà candidata delle due, che ormai si fronteggiano  dal 2009.
Invece di concentrarsi sulla città, la votazione costringe il movimento a essere negativamente introspettivo e ancor più litigioso. E alla fine la scissione non sarà risanata.

(Da Notizie di Prato). "Sarà il popolo di internet a decidere chi rappresenterà il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative tra i due meet up pratesi. Lo ha deciso lo staff di Beppe Grillo che lo ha comunicato questa mattina via email ai diretti interessati. Dunque i vertici nazionali pentastellati hanno deciso di risolvere il duro e lungo scontro tra i due meet up sulla lista elettorale da presentare alle elezioni di maggio per il Comune di Prato, rimettendo il giudizio in mano ai sostenitori e simpatizzanti del Movimento pratese. Chi porterà a casa più voti, otterà la certificazione tanto ambita e potrà presentarsi alle prossime comunali con il simbolo dei Cinque Stelle. La votazione tra le due liste, una capeggiata da Fausto Barosco per il Meet Up 134, e l'altra da Mariangela Verdolini per Prato 2, avverrà on line in una sola giornata. La data non è fissata ma non è neanche lontana, probabilmente sarà fissata già la prossima settimana. Sarà lo staff nazionale a definire i dettagli, ma seguendo altre votazioni simili come quella appena avvenuta in Piemonte, è presumibile che abbiano diritto al voto i pratesei iscritti al portale del Movimento 5 Stelle al 30 giugno scorso.


Entusiasta per la riapertura dei giochi Fausto Barosco, pronto a tornare in pista se il popolo del web lo vorrà. Solo poche settimane fa infatti, il leader del Meet Up 134 aveva annunciato una pausa di riflessione per l'annullamento del sopralluogo dell'onorevole Segoni all'inceneritore di fanghi di Baciacavallo dovuto alle tensioni tra i due meet up. "Sono a letto con l'influenza, ma pronto a rimettermi in pista – dichiara un Barosco di ottimo umore – Sono contento di questa decisione perchè almeno riusciremo a tirare una riga. In quattro anni è la settima votazione a cui mi sottopongo per cui non mi spaventa. Raccoglierò ciò che ho seminato".  

Primavera!

Primavera!
E' tempo di un breve commento su questo diario-giornale, che continua a essere seguito da tante parti del mondo, non solo da Prato o zone limitrofe. 
In effetti questo diario non vuole essere soltanto un resoconto locale, ma qualcosa di più, nel tentativo di andare oltre e più a fondo in questo nostro orticello.
Infatti nel nome Primavera di Prato, quest'ultimo non si riferisce solo al nome della città.

Ci piantiamo quel che ci pare, pensiero e cultura in piena libertà.
Nessun partito nessuna corrente nessun movimento, se non la Luna libera e ideale, ci muove.

Non siamo strumento di nessuno.

Non si scrive per qualcuno, intorbidare le acque, per indirizzare elettorati, lavorare per il posticino, per farsi una strada. O sentirsi importanti.

Abbiamo il piacere dell'onestà, e perseguiamo il vero.

Ci tengono d'occhio, ci controllano, e ogni tanto provano a sporcarci, a raccontare storie assurde e calunniose, metterci in ridicolo, ma non riescono neanche un po'.
Oppure fanno finta che non esistiamo, creando spesse spirali di silenzio.

Anche oggi il vecchio - non riesco a vivere senza avere qualche grande vecchio o vecchia attorno che mi conforti e rallegri- mi ha dato belle, sagge parole.

Primavera!

mercoledì 19 marzo 2014

La pace gioca sordamente alla guerra

In questi tempi di pace,
c'è molta guerra in giro!

Invasioni di missili
comprati a buon mercato,

aerei scomparsi
e pronti all'attacco,

lingue battute all'asta e poi
liquidate dai parlamenti,

piccioni misteriosamente
scomparsi

(ne ho uno che si è salvato
ma non riesce a volare!),

pesci col dente avvelenato
alla bocca dei calici.

La pace gioca
sordamente alla guerra.

Anche i vicini si sono armati
e tuttavia per le scale
imbottiscono di buongiorno
i panini del mattino.

A chi appartiene la scintilla,
al pugnale o al sorriso?

Anch'io, pacifica,
qua dietro nascosta,
perduro nella guerra.

In questi tempi di pace,
c'è molta guerra in giro!

martedì 18 marzo 2014

Matteo Biffoni e il programma che non c'è

Dato che Cenni ancora non si è ufficialmente deciso a confermare la sua nuova candidatura a sindaco (anzi sono in corso le guerre fratricide fra alfaniani e berlusconiani eccetera; insomma manca addirittura ancora il candidato!), sono andata a vedere quale fosse il programma del candidato del Centro Sinistra, Matteo Biffoni, e poterne discutere.

Ho scoperto che il programma non esiste, almeno io non l'ho trovato e quindi, anche se esiste, non l'ha pubblicato. 
Il candidato utilizza, per comunicare con gli elettori, solo l'intermittente e obliante mezzo feisbucchiano, ma non esiste una sua vera e propria pagina programmatica in linea, o resa manifesta sui giornali cartacei.

Dunque, su che base lo si può giudicare? Qual è il suo programma in merito al cosiddetto futuro della città? Una mancanza a cui dovrà provvedere presto.

Oppure, nel mondo liquido liquefatto ai telettori, faccielettori, tuittelettori basterà ascoltare le  dichiarazioncine e i messaggini edificanti di tot paroline sui singoli fatti o problemi che, dopo due giorni, insieme ai commentucci ai post dei lettori e dei seguaci, sono già inglobati nel Grande Cestino del Mondo...?

Anche il Centro Destra, nella precedente campagna elettorale, presentò una specie di programma all'ultimo e per forza, una paginetta striminzita copiata un po' di qua e un po' di là, tra l'altro anche dal programma della Primavera di Prato...Massimo Carlesi, invece, il candidato del Centro-Sinistra alle passate elezioni, aveva un sito Internet dedicato al programma.

Ma forse, effettivamente, oggi i partiti eccetera reputano più saggio nemmeno presentare il programma scritto, onde evitare le colossali menzogne?

Nei messaggini feisbucchiani di Matteo Biffoni, l'unica traccia di un qualche intenzione programmatica e che pubblico per gentile concessione, il candidato usa la forma retorica dell'ellissi, in particolare manca il verbo, a ricalcare stilemi quasi poetici o apodittici, e il tono fondamentale è infatti il patetismo o l'ottimismo. 
Si potrebbe dire, leggendo questi messaggi, parafrasando un celebre titolo voltairriano, che  Matteo Biffoni è  Il Candido o l'Ottimista  e che presto Prato diventerà la città di Vestfalia a colpi di bacchette matteiche (anche grazie all'altro Matteo, il suo Pangloss precettore, Renzi).
Le 'proposte' sono vecchie e scontate (ah, il buon senso  comune!), condivise da tutti i politicanti cento volte in passato, ma mai praticate veramente e sempre rimandate alle elezioni successive.
Non si trova traccia di nessun approfondimento critico. Per esempio, quando parla di 'importanti proposte per Prato' (quali?) o quando tratta del 'nodo del Soccorso', dove non dice che il terrapieno esistente taglia già in due la città e che il sottopasso servirebbe a togliere le tante barriere che anche la Sinistra in passato ha contribuito a costruire.  Oppure quando scrive di 'ripartire dalla periferia", addirittura rimanda a un hashtag, una etichetta di Twitter ((ma in questi anni il Centro-Sinistra non s'è fatto molto vedere in periferia, vedi Luisa Peris, presidente della Circoscrizione Sud, anzi non vedi, ché solo negli ultimissimi mesi s'è rifatta vedere o ha organizzato qualcosa in certe zone, ma solo a causa delle elezioni...). O quando il candidato cita il 'ripartire dal lavoro', che ormai è diventato, a forza di sentirlo suonare nelle orecchie da Destra e da Sinistra, ridicolo. A Prato manca un buon comico, in particolare coraggioso, che non tema di perdere i già striminziti ingaggi o finanziamenti, altrimenti ci sarebbe molto lavoro per la satira.
Ecco alcuni messaggini dalla pagina Facebook di Matteo Biffoni:

Prendere l'auto deve essere una scelta, non l'unica possibilità. Mezzi pubblici efficaci, ciclabili funzionali, una mobilità vera. Stamani inaugurazione dei nuovi mezzi Cap, ma il nostro progetto ben oltre.

Ecco perché non servono i militari o chiudere i giardini pubblici per risolvere la questione sicurezza in centro. Non è solo un problema di ordine pubblico, è un problema sociale che richiede un intervento strutturale. Non lo dice un politico, ma un medico - http://bit.ly/1jCr7dN.

Ripartiamo dal lavoro: stamani ho incontrato artigiani, imprenditori e lavoratori di aziende pratesi che hanno tutta la voglia di portare in alto la città. Da candidato sindaco tutto il mio impegno perché chi crea lavoro abbia le condizioni giuste per investire a Prato.

Alla presentazione della società Milior, lo sport e' parte fondamentale per far vivere la città e ha bisogno di un sostegno concreto";
Chiederò a Rossi di rinunciare all'allungamento di Peretola - http://bit.ly/1bC7nHg.

Preoccupazione per la zona del Soccorso, dove sembra che a giorni partiranno i lavori per il sovrappasso: si tratta di un'area che merita un progetto di riqualificazione urbana complessivo e non di una cesura che taglia in due la città

Dalla sicurezza ai servizi: ai problemi delle periferie risposte subito #partecipazione.

La libertà passa dal lavoro e dall'indipendenza economica. Anche la libertà di una donna di decidere i propri obiettivi, scegliere se avere un figlio, investire nella propria carriera, denunciare un compagno violento. La politica può e deve fare tanto. Un'amministrazione comunale deve promuovere modelli culturali, servizi sul territorio accessibili a tutti, supportare chi si impegna perché questo avvenga. Non oggi, ogni giorno.

Al Calice, ascolto e partecipazione.

Alla Camera di commercio interessante appuntamento sul turismo. E poi importanti notizie per Prato... #unaltrastoria.

Le cose non succedono. Vanno fatte succedere (J. F. Kennedy) - Per Prato #unaltrastoria -https://www.youtube.com/watch?v=hssPYEKllIg.

Stasera incontro i cittadini di Maliseti con Cambiaprato, per un confronto diretto su problemi e proposte. Ripartiamo dalle periferie, troppo spesso lasciate sole. Anche per questa zona della città vogliamo #unaltrastoria...

lunedì 17 marzo 2014

Nella girandola delle elezioni 1: gli Indipendenti per Prato

A questa tornata elettorale si presentano la prima volta gli Indipendenti per Prato.
Hanno un sito, http://www.indipendentiperprato.it/index.html dove si può leggere il programma. 

Puntano al superamento del sistema partitico, nonostante chi li ha fondati, Innaco,  Banchelli e Gestri vengano dal PdL e abbiano fino al 2013 fa appoggiato il Centro Destra. Al momento il gruppo è all'opposizione in consiglio comunale.

Il programma prevede la soluzione di alcuni punti irrisolti da sempre nella città di Prato, ma con una caratteristica di andamento  'misto' o anche a due binari:  prevede il rilancio del tessile ma anche il suo superamento attraverso altri direttrici di crescita economica (come la cultura, l'enogastronomia eccetera e la vecchissima veramente vecchia idea a Prato del recupero socio-culturale dei capannoni vuoti); alcune importanti tematiche sociali, lo snellimento della burocrazia, il piano casa,  la politica giovanile; torna l'idea portante della giunta Cenni, la 'pratesità' e il rilancio del Centro Storico, ma senza dimenticare il recupero della periferia, addirittura proponendo di spostarvi alcuni assessorati.
A condire il tutto è un deciso impianto liberista del 'laissez-faire'.  

Parlano della necessità di valorizzare l'area archeologica di Gonfienti, e al momento sono i soli perché ormai la Città Etrusca sul Bisenzio non ha nessun comitato alle spalle (quello che c'era è stato distrutto), non è più un argomento di moda a questa tornata elettorale o ritenuto urgente o utile per le strumentalizzazioni politiche ed economiche, come invece presentano altre drammatiche necessità come il nodo del Soccorso o l'area dell'ex-ospedale, che invece sono sostenuti da comitati che vanno 'seguiti' e se possibile 'diretti'. 
Gli Indipendenti per Prato si dichiarano per il sottopasso al Soccorso e per una valorizzazione eco-culturale del MeD (ex-ospedale). Sul sito non prendono invece posizione sul progetto del forno crematorio alla Chiesanuova.

Sicurezza e legalità per loro devono essere due concetti ben divisi.  Legalità: la legge  deve essere rispettata da tutti e quindi 'emersione' del lavoro occulto (una volta si chiamava 'nero'); sulla sicurezza c'è una forte polemica contro la politica del blitz attuata dall'assessore Milone, quando invece  le periferie sono state lasciate sprovviste di controllo di polizia. Viene attentamente evitata la parola, l'aggettivo 'cinese', vero e proprio tabù, ma si capisce che è il soggetto di tutto il capitolo.

Il loro programma ha un deciso sapore democristiano.

domenica 16 marzo 2014

Bilancio della stagione teatrale autunno-invernale 2013-2014 al Teatro La Baracca

Con Pratopezza (oggi domenica 16 marzo ore 16,30) termina  la stagione 2013-2014.
I punti di forza sono stati ancora una volta gli spettacoli con argomento storico, come Gaetanina Bresci, che porteremo in Olanda prossimamente, L'infanzia negata dei celestini e Cafiero Lucchesi.

Nonostante la sua marginalità geografica rispetto al benedetto centro, il piccolo teatro resiste con uno zoccolo duro di pubblico e spettacoli significativi ma, soprattutto, con pochissimi soldi.

Questo significa fare tutto in teatro e autogestirsi.

Se devo attenermi al Libro del Gradimento gli spettacoli sono stati tutti molto apprezzati. Diversi spettatori tornano a vedere gli stessi spettacoli, come è accaduto diverse volte anche in passato per i drammi  'storici'.

L'attività teatrale continua.

Innanzitutto con la Festa della Poesia il prossimo sabato 22 marzo alle ore 21 (ingresso libero) e con altre attività e spettacoli in primavera ed estate di cui darò notizia.

Dopo Pratopezza - che non è solo uno spettacolo per ragazzi - offriremo una piccola merenda per festeggiare la fine di questa stagione.

Grazie a tutti.