sabato 31 maggio 2014

Raccolta porta-a-porta dell'elettore usato


Po'ero elettore
non servi più.
Viva Gesù.

L'eletto ormai sta là
sullo scranno
per cinque anni
ci resterà.

Urrà.

Vedi la differenza:
ora ti scansano
ma prima, abbia pazienza,
venivano a trovarti
si spostavano
dal centro alla periferia
per coccolarti.

Strette di mano
cene sorrisi promesse
tutto con interesse!

Ora che c'hanno il posticino
quanti ne sono entrati? Uno due tre...?
non han più modo di pensare a te!

Oh, che buco piccolino
uno alla volta sono entrati
e piano pianino!

(Chi è rimasto fuori
l'hanno raccolto
disteso pien di malori;
la lotta è stata ardita
per entrarci, che fatica!).

Ora non servi più
elettore, su datti pace
dei tuoi affanni ora si tace;
tanto gli basta, viva Gesù!

E guarda, han realizzato
il punto uno del programma,
quello segreto quello occultato,
in anagramma:
per strada
è iniziata la raccolta
del rifiutato,
il nuovo porta-a-porta
dell'elettore usato.

venerdì 30 maggio 2014

IO E CARMELO (IL BENE) - 2

Stanotte Carmelo Bene è tornato nel mio sogno. Stavo facendo la regia a un film a sfondo indiano, o comunque orientale, e lui si è seduto accanto a me.

LUI     Così non va.
IO        Non ti piace il mio film?
LUI      Ma cosa vuoi che mi interessi il tuo stupido film! Dico, il tuo atteggiamento nei confronti di questi signori.  Te ne dovresti fregare. Tanto perderai la causa. Il sistema protegge sempre sé stesso. Ed è meglio così, lo capisci? 
IO        No.
LUI      Sei la solita incredibile donna. Vomitevole. Se continui a fare la donna, me ne vado. 
IO    Smetto...
LUI   Quando io pubblicai quella denuncia contro il sistema teatrale italiano, sui giornali, sapevo perfettamente di perdere! Dovevo perdere! Dovevo dimostrare ancora una volta l'inettutidine, la barbarie di certa gente, incompetenti, tutti! E soprattutto, invidiosi, proprio perché mediocri.
IO       Lo so. Ma tu eri potente, ricevevi tanti finanziamenti, invece io...il mio piccolo teatro...
LUI    Smettila di piangerti addosso! Sanno benissimo che non è affatto un piccolo teatro! Lo giudica così chi è piccolo, ma soprattutto chi vuole screditarti. Ma perché mi fai dire banalità?  Non ti curare di questi pidocchi di critici, il più delle volte sono impotenti. Te ne devi fregare di questi MEDIOCRI, che ricevono il loro sostegno regionale, statale eccetera. Per non parlare dei funzionari di Stato, di Regione! Nuocciono assolutamente all'arte, sono gli assassini dell'arte! Osserva: tutta l'arte che c'è in giro è rappresentazione di Stato. E' uno Stato che attraverso l'arte si assiste. Si celebra, si mantiene come una puttana. Altrimenti alla mediocrità, chi ci pensa? Ricorda, la mediocrità par excellence è proprio lo Stato...E poi perché sei andata a votare? ti avevo detto di non andarci! Tanto chi potrebbe capire, o anche pensando a un voto di scambio come fanno tutti, chi potrebbe aiutarti, CHI lo vorrebbe di questi che hai votato o non votato? La preferenza migliore è quella che non è stata data! Ho detto e ripeto: lo Stato dovrebbe smetterla di governare: si può uno stato senza governo! Fai come ho fatto io: infischiatene del governo, della politica, e soprattutto del teatro! E anche di TE, capisci, fregatene anche del tuo teatro!
IO   Non so se ci riesco.
LUI   Smettila di avere un sesso, perdio! E poi basta con questo schifo di film che stai facendo. Cancella tutto.
IO      E allora devo essere contenta se...?
LUI    Sì! E' questa l'unica condizione vera del teatro, della politica, di tutto! Per continuare a fare teatro devi...
IO     Devo?...Carmelo?...Carmelo...Sei già andato via?


giovedì 29 maggio 2014

Ricorso al TAR

Per stamani è fissata la discussione del ricorso del Teatro La Baracca contro le decisioni dell'Ufficio Cultura della Regione Toscana in merito alle Residenze Teatrali (residenze per alcuni e altri no; eh, sì, è tutta un'altra storia!) sostenute dalla signora Cristina Scaletti (un tempo assessora alla cultura sbolognata per aperitivi sulla spiaggia maldigeriti e campagne pubblicitarie farlocche della Regione Toscana, e ora miracolosamente scampata all'oblio -contrariamente alle città etrusche-, riuscendo a entrare, lei sola delle sue due liste fiorentine, in consiglio comunale a Firenze!); residenze sostenute e organizzate dall'ufficio cultura dove lavora come dipendente la ex-presidente del Teatro Metastasio, Gerarldina Cardillo (ma non doveva tornare all'ospedale come ostetrica?, lei stessa lo disse!) e la ex-dirigente ETI, la romana Ilaria Fabbri.
Se il ricorso dovesse essere accolto, devono sospendere e rifare tutto.
Risultato? Sto aspettando la telefonata dell'avvocato...Indovinate, intanto!

Questo è il mio secondo ricorso contro il sistema culturale della Regione Toscana.
Il primo fu nel 2002, quando negarono soldi alla mia produzione teatrale per un fatto solo di 'forma', in quanto ente privato e non associazione.
Oggi i privati sono invitati a investire nella cultura; anzi, hanno detrazioni fiscali in beneficio! (Ma non si tratterà solo di privati ricchi e non privati poveri?).


mercoledì 28 maggio 2014

Sempre più dittatura della maggioranza

In un colpo, con il nostro bel lapissino, abbiamo spazzato via tutte le minoranze. Tutti quelli che ce l'avevano messa tutta.
Riccardo Bini e Mario Tognocchi che si erano anche imbavagliati.
Gli Indipendenti per Prato con il buon ingegnere Bonini. Gisberto Gallucci, con i suoi Umanisti.
Tutti spazzati via. Nessuno di loro è passato.
Qui, ma anche altrove, la minoranza è disintegrata.

Si è accentuata la tendenza che si notava nella scorsa passata elettorale: le minoranze sempre più minoranze.
Non visibili, non considerate, non sostenute da una informazione corretta e plurale.

Insomma, il sistema diventa sempre più sistema. E tutte le energie che sono state messe per la campagna elettorale risultano nulle.

Si chiama dittatura della maggioranza e già Toqueville ne aveva scritto.

Lui pensava però che ci fossero come anticorpi che potessero contrastare questa dittatura democratica, che i cittadini si potessero riunire liberamente in associazioni.

Ma purtroppo vediamo che le associazioni sono espressione e gestite e finanziate da questa stessa maggioranza dittatoriale e quindi al momento gli anticorpi non ci sono.

Alla fine poi i cittadini si lamenteranno di questa stessa dittatura di cui sono la causa. Ma la maggioranza, che dispone di tutti i mezzi di persuasione e delle chiavi del sistema, saprà gabbarci un'altra volta.


martedì 27 maggio 2014

Cinque minuti di fantapolitica, ovvero come mai il perdente è felice

Abbiamo parlato abbastanza delle elezioni! Ora abbiamo sindaci e sindachesse, è tutto fatto!

Ma...permettetemi di giocare un po' alla fantapolitica che, some sapete, prevede anche un po' di dietrologia!
Iniziamo.
Sono sinceramente stupita da come la parte perdente, che ne so, prendiamo Prato, l'ex-sindaco o politici a lui vicini, abbiano accettato serenamente la sconfitta da parte dei renziani!
Che eleganza, che galanteria! In televisione erano anche sorridenti, mentre taluni commentavano la sconfitta.
Che civiltà!

O non sarà che qualche forza politica abbia preferito stringere accordi con un rappresentante vincente come Renzi piuttosto che vedere che ne so, Grillo sulla testa con probabili richieste di caduta di governo? 

A livello locale è stato facile distruggere movimenti o piccoli partiti, è stato un gioco da ragazzi: è bastato qualche generoso infiltrato/a a dividere il gruppo in due come si fa con una torta morbida, e per meglio fare si usano i soliti ingredienti della calunnia, dell'irrisione, dell'ironia. "La calunnia è un venticello...". E' bastato qualche ambiziosissimo tastimunito scioperato o 'fuori gioco'. Non tanto di più.

A livello nazionale è molto più difficile, ma con opportuni mezzi di comunicazione,  martellamenti, presenze televisive continue, creazioni divistiche eccetera, qualcosa si può fare...

Insomma, c'è il sospetto che a qualche livello, e certo non a livello di circolo del tennis, si siano messi d'accordo! Del tipo: ci va bene, va bene, preferiamo Renzi ( magari la Destra per perdere meglio si divide eccetera), tutto da preferirsi piuttosto che ne so, pentastellati o gruppetti o listette libere e belle che ci 'grigliano', andando a spulciare documenti, che ci fanno opposizione dura eccetera eccetera.

E poi così, Renzi, che non era stato eletto dai cittadini, ora lo diventa, è legittimato.

E' per questo che, ieri sera si potevano osservare i perdenti finalmente rilassati.  Come se dicessero: - L'abbiamo scampata; poteva andare meglio, certo, sarebbe stata meglio se fossimo stati noi al comando, ma...con Renzi il cappotto era più sicuro, la salvezza a portata di seggio!-
Insomma, le facce erano facce da 'l'abbiamo scampata bella'.

(Fa pendant con questa rilassatezza dei perdenti, il tono dimesso dei vincenti; infatti nessuna festa, o poca, molto onore delle armi, nessun accanimento. Se penso alla Prato di cinque anni fa, quando vinse il Cenni, alle 2 di notte erano ancora a festeggiare...).

Ma no, ma no, naturalmente si tratta di un gioco, come sarebbe terribile se tutto ciò fosse vero...vero?

E ora basta parlare di questi 'politici': ora li giudicheremo sulla base di quello che faranno, senza sconti per nessuno, s'intende, come sempre.

Recensione su "Commedia Arlecchina" e il Teatro La Baracca


Ricevo e volentieri pubblico.
"Il teatro la Baracca di Prato è una realtà unica nel suo genere: indipendente, non riceve alcun finanziamento ma riesce ugualmente a proporre spettacoli di qualità, basati principalmente sull’originalità ed efficacia dei testi e sulla bravura degli interpreti. Il lavoro portato avanti da oltre vent’anni da Maila Ermini, fondatrice del teatro, con la collaborazione di Gianfelice D’Accolti, è un esempio concreto di come si possa riuscire a fare cultura disponendo di pochissime risorse: spettacoli di impegno civile, teatro per ragazzi, commedie che al divertimento uniscono sempre la riflessione, ma anche alcune iniziative aperte alla partecipazione creativa di tutti, come “La festa della poesia” e “La notte dei racconti”.
Commedia arlecchina”, portata in scena il 17 e 18 maggio dalla “Compagnia delle ragazze”, composta dalle allieve del corso di recitazione tenuto da Maila Ermini, è un testo molto particolare scritto dalla stessa attrice e regista. Si tratta di un’opera in versi che vede protagoniste le maschere della Commedia dell’Arte (Arlecchino, il Dottore, Pantalone, Rosaura, Colombina e una versione femminile di Brighella) catapultate nell’attualità. Pantalone diventa così un appassionato giocatore di borsa e tutti gli altri, pur mantenendo le proprie, inossidabili caratteristiche, possono essere identificati in altrettante figure della società contemporanea (il disoccupato, l’approfittatore, e così via). Ma c’è di più: Rosaura e Colombina, non a caso le uniche a non indossare la maschera, vogliono fuggire dalla rassicurante ma limitante finzione teatrale per affrontare il mondo reale e diventare donne in carne e ossa. Vogliono studiare, imparare, emanciparsi. Naturalmente questa loro decisione crea scompiglio tra le altre maschere, di volta in volta dubbiose, sospettose, solidali (ma fino a un certo punto), in un avvicendarsi di scene divertenti che vedono abilmente rielaborati e messi in discussione gli stereotipi legati alla Commedia dell’Arte: la fissità dei caratteri, le convenzionali scene d’amore, il rigido sistema dei ruoli, con una Colombina che sembra quasi passare dal ruolo di Servetta a quello di Innamorata (un’Innamorata sui generis, però). Fino all’emozionante e un po’ malinconica conclusione, che prevede anche l’intervento dell’Autrice quale “dea ex machina”.
Un testo fortemente metateatrale, che prende in prestito le convenzioni del teatro del passato per farci riflettere anche sulla contemporaneità e, più in generale, sulla vita: si può ingabbiare la volontà di cambiamento? A quali conseguenze andiamo incontro quando abbandoniamo le nostre rassicuranti “catene” per prenderci la responsabilità di essere liberi? La commedia suscita queste e molte altre domande, senza però perdere mai la sua freschezza, anche per merito dell’accurato lavoro di costruzione delle scene e di caratterizzazione dei personaggi condotto dalla regia (di Ermini) e dalle interpreti. Un plauso particolare va alle sei giovanissime attrici (Lavinia Calamai, Bianca Ciardi, Sara Coppola, Silvia Melozzi, Chiara Menchetti e Daria Reali), che si sono confrontate con un testo molto difficile: si apprezza il loro sforzo di colorire le battute che, essendo in rima, rischierebbero altrimenti di suonare monotone, e la loro abilità nel rendere efficacemente e con disinvoltura anche la fisicità delle maschere. Appropriate le musiche – su cui si sviluppano, in alcuni momenti della commedia, divertenti coreografie -, splendidi i costumi a cura della Sartoria Monaco.
Il prossimo appuntamento al Teatro la Baracca è lunedì 9 giugno alle 21.30: l’attore Gianfelice D’Accolti leggerà alcuni testi di Aldo Palazzeschi."
Eloisa Pierucci

lunedì 26 maggio 2014

Renzi: colui che rubò il voto a Berlusconi e a tutta la Destra (ossia, la Sinistra vince con il voto della Destra)

La questione è seria, ma di facile interpretazione.
Renzi vince e stravince con il voto della Destra italiana.
E così, nello stesso modo, vincono i candidati sindaco a lui collegati.

Per la prima volta in Italia, almeno in modo così smaccato e totalizzante, la Sinistra vince grazie alla Destra.

(A Prato, quando vinse Cenni nel 2009, la Sinistra l'aiutò, ma non in modo così assoluto. Allora il Centro-destra vinse per non tanti voti, mi sembra di ricordare, e poi al ballottaggio).

I programmi non hanno più senso, ormai vince il candidato più 'divo', il divo televisivo-mediatico del momento.  E a pioggia, chi è sotto il suo ombrello.

Quanto conta la TV nel voto (conservatore), ovvero queste non sono elezioni per l'Europa


Alle Europee Renzi vince.
E si pronostica una vincita anche alle Comunali.

Questo per rispondere a quegli sciocchi che dicevano che il 'WEB' ormai distruggerà la televisione e altre sciocchezze similari.  Ma di questo ho già scritto. (http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/05/blogghisti-analisi-delle-fenomenologie.html).

La presenza di Renzi in televisione è stata assoluta e nessuno l'ha fermata o l'ha controllata.

Infatti Berlusconi perde, perché non è stato in televisione. E non per i suoi processi. Non per la corruzione. Altrimenti, visto lo scandalo EXPO, avrebbero perso anche a Sinistra. No, anzi, quello, invece, sembra far punteggio in Italia.

Conta anche la presenza del 'divo' politico. Infatti  stasera si vedrà quanto sia contata l'assenza di Beppe Grillo a Prato, oltre alle divisioni interne e ai massacri nel M5S locale, ai commenti inqualificabili che ho letto sui media sociali di una parte contro l'altra. E ho ascoltato anche, l'altra sera in un negozio, calunnie. Calunnie che si sono sparse in città da certi untori di cacca. Sappiamo bene chi sono gli untori, e ora abbiamo anche le prove.
Ma questo l'avevo già sperimentato su di me, al tempo della mia candidatura cinque anni fa. 

Torno al voto europeo: in Francia l'antieuropeista Le Pen ha vinto, ma i motivi sono ben due: contrariamente a Grillo, la signora rappresenta un partito di possidenti e codini e li vuole tutelare; inoltre è contro l'immigrazione che la Francia sperimenta in modo massiccio da tantissimi anni, dato che quello è stato paese imperialista. Il voto alla signora Le Pen è stato un voto per tranquillizzarsi.

Invece  Grillo che gridava per l'Italia, nei vari comizi, era tutt'altro, appariva come una sorta di 'direttorio del terrore', che, ingigantito dai media, ha fatto paura. Ecco l'errore mediatico.

Grillo è stato fermato dagli interessi (come è accaduto anche in Francia, beninteso, ma con risultato diverso!). E' un voto dettato dalla paura, per il mantenimento dello status quo. Non si deve toccare nulla, gli interessi sono interessi.  Certi gruppi di potere, ma anche i cittadini si sono terrorizzati da questo figlio della Rivoluzione Francese che portava plastici di bastigliette italiane in giro.

E ancora: l'Italia è un paese ateo, ma profondamente cattolico; e la Chiesa ha preferito Renzi a Grillo, nonostante quest'ultimo l'abbia praticamente e volutamente ignorata: chi 'tocca' la Chiesa di Roma in Italia, 'muore'.
Renzi è un ex-democristiano, non proviene dalla Sinistra, e si vede. La Chiesa ha memoria lunga, lo ha visto con Andreotti, non con Berlinguer. In questo Grillo aveva ragione.

L'espressione del voto italiano alle europee è, come in Francia, un voto profondamente conservatore. Il risvolto della stessa medaglia.

Non un voto per l'Europa, ma per il proprio orticello; in Italia per fermare ogni possibile cambiamento.
Quando è sollecitato, il popolo mostra il suo vero volto.

P.S. Citazione da Flaiano: "Fra 30 anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione."

domenica 25 maggio 2014

IO E CARMELO (IL BENE)


Stanotte Carmelo Bene è entrato nel mio sogno.
Nel sogno Carmelo ha bussato, sì, in tono dimesso, che non sembrava neanche lui, non lo riconoscevo...(1). Infatti non è apparso in forma di immagine, bensì come Phoné, voce:

-Posso entrare?
-Chi è?
-Sono Carmelo, il Bene.
-Ah, Carmelo...il Bene?
-Ho bisogno di parlare.
-Con me?
-Sì.
-Che privilegio. Merito tanto?
-Certo che no. Però...sono qui.
-Sto dormendo, come sai.
-Sì sì, ma...Ascolta.
-Domani ci sono le elezioni.
-Le...che? Ma cosa vuoi che importa a me di questi miserrimi mediocri incapaci! Io sono contro le elezioni! Lo Stato deve smettere di governare, uno Stato si può solo amministrare. Non sono qui per questa pagliacciata elettorale.
-Ma...?
-Lo sai, no, che io anche da morto sono, sono espressione del disordine! Non devi aver paura.
-Non ho paura. Sono sorpresa. Ti ricordo che ci siamo incontrati...?
-Adesso non fare incipit patetici! Sono qui per un preciso motivo, ma...come dire?
-Un motivo morale?
-Ah no! No, perdio! La falsità è sempre stata la mia grande dote.
-Purtroppo su questo versante non ti seguo. Io sono morale, Carmelo.
-E' per questo, è per questo che io sono qui! Proprio perché queste scimmiette non sono capaci di vera falsità, sono dei mediocri falsari e dei falsi mediocri, ecco, ora sono qui. Almeno tu sei donna morale, che è come dire aberrazione pura, e per giunta nel teatro. Essere morali ed etici nel teatro significa aberrazione e disordine assoluto. Con te mi sono convertito in un certo senso a una insolita eccitante moralità, e mi diverto un mondo.
-Sono commossa.
-Non essere stupida. Non fare la donna, con me! E poi non illuderti, sei spacciata.
-Spacciata?
-Nel mondo dello spettacolo intendo; non in quello del teatro. Ma siccome oggi non c'è teatro, solo spettacolo, tu e quelli che stanno con te o come te, non hanno scampo. Ti faranno spettacolarmente fuori; anzi, l'hanno già fatto.
-Avevo questo sentore. Anzi, certezza.
-E' così. Ma non ti rattristare. E' una gran fortuna. Perché così puoi ancora fare teatro, o provarci. Provocare Dioniso...Vedi invece questi piccoli epigoni, che tentano di imitarmi, e non solo teatralmente parlando.  Sono solo degli stomachevoli imitatori,  foglie morte e rinsecchite, che fanno rumore solo se tu le calpesti. Vogliono fare essere disordine, ma in realtà sono il conformismo più assoluto, la moralità assoluta, l'ordine. Capito? Tu invece, così morale, così precisa, così ordinata e, ah ah ah, noiosa, pulita, stomachevole, ETICA! ecco, tu adesso per me sei il DISORDINE, IL PECCATO! 
-Sono stupefatta. Ma tu...?
-Sono incoerente, donna, incoerente come l'aere, più dell'aere! Scrivi tutto questo sul tuo diario elettronico. Presto tornerò e ti dirò altre cose...
-Lo sai che presto andrò in tribunale per i contributi che hanno negato...Sono preoccupata.
-Ma non dire sciocchezze, codeste, ah, misere sciocchezze! Sai quante volte io...E' pura goduria, andare in tribunale ed essere sicuro di perdere, SII SICURA DI PERDERE E GODI! Oggi il teatro è eccitante in luoghi come il tuo, perseguitati, svincolati, ridicoli, morali e per questo fastidiosi, piccoli e provocatori come corpi di bambine adolescenti!; il resto, come per le elezioni, è solo una insulsa floscia mascherata, un conformistico spettacolo di un carnevale di impotenti con puttane ormai fanée. 
Au prochain rêve".

(1) Conobbi Carmelo Bene agli inizi degli anni Novanta. Feci un viaggio con lui, da Firenze a Roma.
Fra noi nacque un'antipatia fortissima, immediata e sincera. Però lui fu gentile, e mi incoraggiò ('Nonostante Lei sia donna...).
L'ho sempre considerato un geniale mistificatore. L'astrusità è parente dell'assurdità e cela sempre o quasi la mistificazione...Un grande artista barocco en retard (sua barocchità pugliese in salsa alto-moderna).
Ebbi però una forte simpatia per lui quando pubblicò sui giornali - era il 1992 e fu vero atto politico - la sua protesta contro il Ministero dello Spettacolo e contro gli Stabili con una inserzione a pagamento: "Oggi lo Stato dello Spettacolo è in mutande_ per sopravvivere ad ogni costo, minaccia contributi e sovvenzioni (a una marea indiscriminata di sfaccendati che  -"quasi" nessuno escluso - può giovare al teatro in un solo modo: togliendosi di mezzo=disoccupandosene...".
Da allora più nessun uomo di teatro o di spettacolo famoso ha dimostrato tanto coraggio. Oggi si assiste solo ad atti e parole di artisti vari che salgono sui carri dei vincitori per avere pubblico vasto (come fecero già in passato su carri della Sinistra Potente), o fanno atto di vassallaggio eccetera per direzioni, ingaggi e compagnia cantando.

LA NOTTE DEI RACCONTI


Bellissima serata, ieri a La notte dei racconti. Poche persone (tutti erano affaccendati in cene e riunioni elettorali, a raccogliere gli ultimi voti), molto intimo ma pieno di spunti.

Da segnalare le letture: quella di Gianfelice, che ha letto la "Riunione Sindacale" tratta dalla sua pièce Fabbrica; Fabiana ha letto una favola sul senso della musica, La soffitta invisibile di Rossella Fabbri (Edizioni Corsare); Fulvio un paragrafo tratto dalla Storia di Cristo di Papini ('Mammona') e altri hanno raccontato liberamente, facendo varie considerazioni, anche politiche (ma nessuna propaganda elettorale), personali, sull’educazione dei ragazzi, sul teatro.  Ci sono stati ricordi, testimonianze (la mia quella legata al Premio Teatrale "Fondi La Pastora").

Abbiamo terminato oltre mezzanotte. Da ripetere assolutamente, magari in autunno o inverno.

Al solito, quando è fine settimana d’estate, la parrocchia vicina accoglie feste di matrimonio, dove si fa un uso volgare della musica ad alto volume, come una discoteca. Eppure le canzoni stile karaoke non erano che lontane, non hanno ‘vinto’.
Emblematico il sottofondo musicale volgare mentre si leggeva La soffitta invisibile, che parla proprio del senso della musica, o  “Mammona” di Papini. 
Sembrava costruito apposta per dire che il sacro non abita più là, in parrocchia, ma altrove, magari in un piccolo teatro di legno.