sabato 26 luglio 2014

We do need Feminism

Un gruppo di fanciulle americane hanno creato un gruppo in cui dichiarano, con tanto di foto e di foglietto a lato, i motivi della loro ostilità al femminismo.

Ora le fanciulle sono ancora appunto fanciulle; magari ci potremo risentire fra qualche tempo, quando avranno un marito e qualche figlio.

Poi è chiaro che stanno ben distanti dall'Afganistan - dove invece they do need Feminism -, stanno economicamente bene, sono quasi tutte 'bianche' e nessuna ha il velo in testa obbligatorio.

Qualcuno per favore faccia studiare un po' di storia a queste bambine.


venerdì 25 luglio 2014

MANIFESTO DEL PEDONE

Mentre si continua a morire investiti dalle automobili a piedi e in bicicletta, senza che nessuno si scandalizzi un po', senza che nessuno si faccia delle domande, mi piace copiare sotto uno scritto di Flaiano, il Manifesto del pedone. Rispetto a quello che ironicamente fu scritto nel 1971, al momento sembra che abbia vinto piuttosto il Movimento dell'Automobilista, che mira a distruggere pedoni e ciclisti a più non posso.


Manifesto del pedone
(8 agosto 1971)

Si è svolta una riunione segreta della costituenda Società per la Difesa del Pedone (Sdp) detta anche, per brevità, Ente Pedone. Grazie al nostro collaboratore Ennio Flaiano siamo venuti in possesso di alcuni brani della parte centrale della relazione programmatica, che volentieri pubblichiamo. Il testo, purtroppo, è incompleto.
"...Ma è chiaro che col tempo gli automobilisti dovranno essere eliminati. A questa eliminazione si procederà per gradi, secondo i modi e le tecniche che sono allo studio. Per ora la Difesa del Pedone svolgerà due compiti: uno, il più apparente e innocuo, consisterà nell’attirare l’opinione pubblica sul problema, proponendo soluzioni sentimentali e tutto sommato ridicole: appelli al buon cuore e al senso civico degli automobilisti, appelli inascoltati alle autorità centrali e periferiche, diffusioni di bollettini, lotterie, pic-nic, elogio del tempo perduto, quando gli autobus andavano a cavallo e la bicicletta dominava il traffico. Il secondo compito, segreto, sarà di preparare i quadri dei futuri commandos, per dare inizio alla fase di distruzione dell‘Automobile. Ai nostri primi valorosi dell’Apparato, (...), vengono impartite lezioni utili e pratiche sul modo di distruggere o rendere inservibile un’automobile. Si comincerà col fornire questi primi audaci di anelli a puntale retrattile coi quali in un primo tempo dovranno soltanto rigare le carrozzerie delle automobili in sosta sui marciapiedi. Alla rigatura semplice subentrerà la rigatura jonica e composita. (In questa prima fase è prevista l’alleanza dei carrozzieri.) Bombette al plastico invisibili e calamitate verranno lasciate cadere da altri audaci accanto alle ruote di automobili parcheggiate in seconda o terza fila. Lo scoppio avverrà alla partenza del veicolo, senza gravi danni alle persone. (Qui saranno dalla nostra parte i fabbricanti di pneumatici.) Di notte, in un secondo tempo, giovani audaci agiranno rapidamente coi loro mezzi (preventivamente rubati) in vari quartieri, con altri tipi di bomba a effetto dirompente più accentuato. Si calcola che un commando di dieci uomini possa mettere fuori uso un migliaio di vetture in una notte. (Qui avremo addirittura la simpatia e forse l’aiuto dei costruttori.)
“Sempre di notte, squadre di pittori appartenenti alla Sezione Artistica dell’Ente Pedone agiranno sulle strade di maggior traffico, alle curve, cancellando la linea bianca di mezzeria e dipingendo al suo posto una linea diritta che induca l’automobilista verso il precipizio o, in mancanza di precipizio, fuori strada.
“Tiratori scelti muniti di potenti cerbottane e appostati sui tetti delle case mireranno durante il giorno a quei conducenti colpevoli delle seguenti trasgressioni: elevata velocità, rumore eccessivo, disprezzo dei segnali stradali.
“Con queste prime azioni la Sdp (Apparato) pensa di spargere un certo terrore psicologico tra gli automobilisti. I ladri verranno incoraggiati a rubare le vetture nuove e premiati se potranno documentare il totale smantellamento di dette vetture.
(...)
“Si calcola che la vittoria totale non potrà aversi in meno di dieci anni dall’inizio della nostra subdola offensiva. (...)
“I passaggi a livello più pericolosi verranno ripristinati senza sorveglianza. Saranno vietati ai camion i trasporti di paglia da un capo all’altro della Penisola, obbligando gli enti e i consumatori privati a usare le paglie locali. Le autostrade si renderanno automaticamente inservibili con le ripetute alluvioni, frane e cattiva manutenzione.
"L’alba radiosa del Pedone sorgerà il giorno in cui finalmente le autorità competenti tasseranno le vetture non in base alla loro potenza, ma al rumore che provocano. Pochi eletti (quasi tutti cantanti) potranno usare la costosa ma silenziosa Rolls-Royce, ora oberata di tasse; gli altri automobilisti non potranno affrontare i gravami fiscali che piomberanno sulle loro utilitarie. Infine, un nuovo mondo sorgerà quando la parola "utilitario" verrà dichiarata turpe e sconcia. Per ora...”

giovedì 24 luglio 2014

Circoli, avamposti di partito

Ho già osservato questa tendenza presente e sempre più futura, che dove le circoscrizioni sono sparite, i circoli saranno ancor più avamposti di partito.

Per questo bisogna creare circoli alternativi a quelli esistenti, zone se non 'libere', alternative. Se non si capisce questo, non si capisce nulla, e non serve fare l' 'opposizione da panchina'.

Una sana opposizione deve tendere a creare luoghi alternativi, dare la possibilità ai cittadini di non essere pedine solo di una parte.

Su questo si deve esercitare il senso critico, denunciando a voce alta la tendenza autoritaria. (Il Partito che diventa Governo assoluto, vi ricorda qualcosa?).

Per questo, con tutti i suoi limiti, uno spazio come il Teatro La Baracca è importante che viva, perché è autonomo.


mercoledì 23 luglio 2014

Il Parco della Piana: basta con gli inganni, assessore Marson!

La signora assessora all'urbanistica e pianificazione del territorio regionale Anna Marson insiste ancora con la panzana del Parco della Piana e ne parla a Controradio!
Ci state o vi state ancora raccontando balle su balle!
Basta andare su qualche montagnola intorno alla stessa piana fra Firenze e Pistoia e osservarla dall'alto.
Dove lo mettiamo, questo parco, dove?

Giusto nei suoi sogni o nei suoi libri e ricerche! Sù ormai ci vuole poco ad arrivare a fine legislatura, giusto per sostenere ancora questa specie di giunta di sinistra, e tutta l'accolta dei creatori e distruttori del Parco della Piana e della Regione Toscana (fanno governo e opposizione, tutto loro!),  Toscana che ancora vi ostinate a pubblicizzare con il cipressino e la collinetta! (Voglio vivere così...)
Ancor prima della questione dell'aeroporto, s'intende, e del suo ampliamento, quando venivano nel mio teatro a parlarne, era il 2008 e 2009, il Parco della Piana era giù distrutto.

NON L'AVETE MAI VOLUTO, E NON LO VORRETE MAI, IL PARCO DELLA PIANA!

Non serve allo SVILUPPO, parola chiave della vostra legislatura.

D'altronde, anche nello spot di questa assurda pubblicità, datata 2009, sull'abbazia di San Galgano passa un aereo, mentre la ragazza salta festante.
Più chiaro di così! I parchi e le abbazie hanno i loro aeroporti dove scaricare turisti.



martedì 22 luglio 2014

"Laris Pulenas" all'Isola d'Elba


Ricevo e volentieri pubblico.


"LARIS PULENAS ALL’ELBA
Il dramma dell’etrusco Laris Pulenas, suggestiva piece teatrale scritta ed interpretata da Maila Ermini e con Gianfelice D’Accolti, rivive a Marciana Marina il prossimo 28 luglio (piazza Bonanno, ore 21,45), in un’edizione unica e speciale, portata alla ribalta isolana dalla neonata Associazione “Ilva-Isola d’Elba”.
Che dire di questo spettacolo per sua natura evocativo e ricco di incroci esistenziali? Un testo teatrale che gli artisti del Teatro “La Baracca” di Prato mettono in scena solo in particolare occasioni in un assonante impegno culturale e sempre in luoghi di grande fascino, come lo fu la memorabile prima nazionale, nel luglio 2008, nella cavea naturale di Poggio Castiglioni sui Monti della Calvana sovrastanti l’area archeologica della città degli Etruschi di Gonfienti, la cui esistenza era ed è tutt’ora a rischio di obliterazione per far posto alla cementificazione infrastrutturale dell’area.
Un’opera dunque anche di grande impegno civile dai connotati etico morali, che si è spesa per mantenere vivi i diritti costituzionali della cultura attraverso il racconto delle vicende di questo aruspice etrusco, colto filosofo dei suoi tempi, accusato di empietà dalle ragioni di Stato, figlie in quel caso del potere di una Roma cinica e spietata che, abbandonati gli ideali repubblicani, ormai guardava a se stessa come il polo di un grande impero. Laris Pulenas, accusato di empietà, rappresenta in realtà l’archetipo del capro espiatorio in una storia senza tempo.
La metafora sapientemente suggerita da Maila e Gianfelice in un incalzare scenico, forte e struggente, costruito su otto personaggi da loro stessi interpretati in un’efficace scambio di ruoli, nei modi della migliore tradizione della commedia classica, è legata emotivamente al tema della giustizia, quella amministrata con la menzogna dai poteri forti di turno che tutto fanno e disfanno. Questa drammaturgia ci fa inconsapevolmente riflettere per capire dove abitano le ragioni della vera empietà con la profanazione della storia, della verità e, in definitiva, della cultura. Uomini di cultura, come Laris Pulenas, che il potere non può incapsulare nel bozzolo di una magra e diffamante dimensione esistenziale o, ancor più, ridurre al silenzio assoluto perché, quand’anche esiliati, devono piuttosto morire.
La cultura perde pezzi, lo sappiamo bene anche oggi, ma sopravvive in questo caso che ci proviene dal passato visibile nell’ideale del mito e della leggenda, ben personificato dal soccombente mondo etrusco al quale tuttavia siamo in realtà tutti debitori per l’arte, per il rispetto della natura, per la capacità di vivere il trascendente e la bellezza del quotidiano, nonostante sia stato un popolo militarmente soggiogato e vinto.

Il ricordo di Laris Pulenas e della sua “realistica” vicenda testimonia, nella felice trascrizione di un personaggio vissuto 2400 anni fa, eppure dimenticato come sono dimenticati tanti altri silenziosi artefici della cultura, una verità indiscutibile; ecco perché la felice intuizione di Maila Ermini di farne, attraverso la sola parola recitata, magistralmente interpretata da parte sua e da uno strepitoso Gianfelice D’Accolti, autentica azione teatrale in luoghi che possono esaltarne il valore emotivo, è qualcosa che resta profondamente dentro ognuno. Si tratta di un’opera che ha in sé la forza di svelare una verità velata che lo spettatore non potrà più dimenticare illudendosi di non sapere, magari girandosi con disincanto dall’altra parte per non tradire, eppur tradendo".
(Prof. Giuseppe Centauro)

lunedì 21 luglio 2014

I' CURTURALE

Nel solco della volgarità imperante, a Prato, ma anche altrove in Peninsula, prosegue il CURTURALE, lo shopping serale nel tentativo di 'risollevarsi dalla crisi' e animare la cara movida; qui, nella città del teSSile il curtural-shopping avviene il giovedì sera ed è pubblicizzato sul sito del Comune con una 'brochure' che mostra una ragazza su trampoli che, festante e supersorridente, porta le borsine degli acquisti. Con gli occhiali da sole, di notte.
La scritta è in anglo-italiano, dove maiuscole, minuscole, colori tutto è confuso, insieme al cuore che vi si rappresenta in modo stilizzato, scarabocchiato, come deve essere i' CURTURALE.
Evidentemente vi si mostra il prodotto finale delle pari opportunità e dell'emancipazione (e non parlo solo in senso lato femminile), e di una certa politica 'a sinistra'.


http://www.comune.prato.it/appuntamenti/?forward=evento&opera=SHOPPI1&sala=CENT1901&data=20140724

domenica 20 luglio 2014

Il calzino di Barberis

Sono molto contenta (oh, come son contenta!) delle dichiarazioni dell'architetto Barberis, assessore all'Urbanistica del Comune di Prato, che ha in animo di rivoltare Prato come un calzino, rendendola finalmente europea, pedo-ciclabile, collegata, con un Macrolotto Zero che diventerà finalmente Il Macrolotta, ripieno d'artisti impegnati e significanti!

Potrò muovermi con la certezza di riportare a casa la pelle. Non più incerta sulle strade pratesi, dove nessuno o quasi rispetta il codice della strada, senza nessun controllo, senza rispetto.

Non mi sentirò più una misera, guardata dall'alto in basso io che vado a piedi oppure in bici...
Non sarà più sola o quasi!
Prato sarà la città del ciclo-pedone!
Degli artisti e dei musei!

Riguardo gli artisti, così amati (con l'esclusione naturalmente del Teatro La Baracca, che fanno finta che non esista), l'importante è che non siano sempre gli stessi - giovani o vecchi che siano - raccomandati, come abbiamo visto in questi ultimi anni, filialine di potere, e come ci sembra già di scorgere in questo nuovo sbocciare di giunta. 

Insomma, è l'architettura di potere - i soldi a chi vanno e come eccetera eccetera -che ci piacerebbe anche veder rivoltata come un calzino. 
Si potrà fare?


P.S. A quanto mi sembra di capire, le panchine proposte dal M5S di Prato, su cui qualcuno ha subito ingiustamente ironizzato, saranno superate da questa rivoltata di calzino cittadina, una rivoluzione insomma, si potrebbe dire, proprio su due piedi. 

Sperando che naturalmente non sia su un piede solo, ché sarebbe zoppicante.

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/07/20/news/rivoltero-la-citta-come-un-calzino-1.9627497