giovedì 31 luglio 2014

GONFIENTI, LE ''BALLE" CONTINUANO


Ecco, come sempre, ogni volta che denuncio qualcosa di Gonfienti, che subito dopo si danno daffare per smentire quello che ho scritto. Devo farlo più spesso...!

Rimane il fatto che la Soprintendenza deve spiegare cosa ne fa dei nostri soldi, visto che non ha messo in ordine il sito come è scritto nel cartello, anzi si trova in mezzo a una piccola selva!.

Hanno un terrore panico di quello che scrivo - con tanto di documenti - e non dormono la notte per smentirmi!

E' sempre stato così dal 2008, come ho avuto modo di scrivere e provare nel mio libro su Gonfienti. Faccio o scrivo una cosa, e subito devo 'annebbiare', confondere, intorbidare, illudere i cittadini con le balle, questa volte, una 'ballina' confezionata bene, via!

Quello che hanno approvato ieri, è solo un atto formale, pur necessario, certo. Che la Regione compri Gonfienti va bene, bisogna vedere poi se nel frattempo non distruggono tutto, come già sta accandendo ed è accaduto; insomma, se non arrivano quando ormai è troppo tardi.

Nell'articolo che copio sotto vi si parla di Fabrizio Mattei, per due volte sindaco di Prato, che risulta il campione dell'atto formale e si impegna in chiacchiere: fu durante il suo mandato che la Città Etrusca sul Bisenzio fu scoperta, e fu fatto il possibile per farla rimanere sottoterra al fine di far sviluppare Interporto, Aeroporto e tutta la devastazione della Piana.
Magari se come sindaco si fosse mosso prima (con Romagnoli fu il 'de profundis!), e avesse detto qualche no, sarebbe stato meglio e ora non dovrebbe in fretta e furia confezionare determine!

Foto dell'estate 2009, durante le riprese
del video "Gonfienti muore". 
Cercano di confondere le idee e cancellare la memoria, e troppo spesso ci riescono.
Foto di Maila Ermini. Il sito di Gonfienti il giorno prima del debutto del mio
"Gonfienti storia di una battaglia" il 20 novembre 2010.
Poi il sito non è stato più riaperto, ed è di nuovo ricoperto dalle erbacce
e sprofondato nelle erbacce.





Foto di G.Centauro del 'megamostro' all'interno dell'Interporto, al lato del
sito archeologico, che si trova alla sua destra, ultimato nel 2010.


Da Notizie di Prato

"Gli impegni della giunta toscana per l’acquisizione dell’area degli scavi archeologici di Gonfienti entrano nel Documento annuale di programmazione della Regione. Questo grazie a una risoluzione, proposta dal consigliere pratese Fabrizio Mattei (PD), votata pochi minuti fa dall’Aula con un voto bipartisan (solo due astenuti).

Nella risoluzione si fa riferimento alla “necessità di valorizzare il patrimonio storico e archeologico della Toscana”, enunciata dal Documento di programmazione, e viene ricordata “la grande rilevanza archeologica del sito etrusco di Gonfienti a Prato e la necessità di urgenti interventi di salvaguardia e valorizzazione dell’intera area archeologica”.

Quindi per la giunta regionale si tratta ora di “dare seguito agli impegni già annunciati e sottoscritti per l’acquisizione dell’area al patrimonio disponibile della Regione Toscana, oggi di proprietà della società dell’Interporto della Toscana Centrale e consentire finalmente la realizzazione di un progetto adeguato e concreto per il recupero e la valorizzazione di uno dei siti archeologici e etruschi più importanti del nostro del Paese”.
«Sono molto soddisfatto per questo voto – commenta Fabrizio Mattei – e continuerò a seguire da vicino la vicenda, affinché questa volontà di acquisizione dell’area, ribadita anche dal Consiglio regionale, possa concretizzarsi rapidamente».

mercoledì 30 luglio 2014

ECCO COME SONO RIDOTTI GLI SCAVI DI GONFIENTI

Un anno fa la Sovrintendenza fiorentina annunciò che gli scavi erano ripresi, che addirittura si sarebbe potuto visitare il sito, almeno dopo la ripulitura.


Oggi, ecco come il sito è stato ripulito in data 29 luglio 2014!
Si osservi che i lavori, che avrebbero dovuto terminare a gennaio 2014, sono stati prorogati dal 28 giugno fino al 4 agosto 2014, ma nella data in cui sono state scattate le foto, cioè ieri, non c'era nessuna traccia di persone e lavori effettuati. 

P.S. Foto e scritte interne di U.G.

martedì 29 luglio 2014

LARIS PULENAS A MARCIANA MARINA (2)


Ieri sera ha piovuto durante la recita del Laris Pulenas.
Ma siamo andati avanti, e anche il pubblico è rimasto, sebbene diversi si siano allontanati per la paura – per due minuti ha piovuto sul serio, tanto che qualcuno ha aperto l'ombrello – , e siamo arrivati fino in fondo.

Ogni volta con il Laris Pulenas è un capitolo a parte, una intensa emozione.

Gianfelice stamani mi dice che questi che facciamo non sono soltanto spettacoli, ma qualcosa di più.
Di solito con il Laris recitiamo utilizzando la luce del  sole al tramonto, come fu a Poggio Castiglioni nel 2008 o l’anno passato a Luogomano.

A Marciana Marina abbiamo montato, da veri attori e tecnici, anche le luci e l’audio.             
Questo per ottimizzare i costi, certo, anche se io l’ho sempre fatto, in particolare d’estate, perché non essendo figlia d’arte né raccomandata da nessun padre partito, ho dovuto arrangiarmi e competere.
 Accade insomma che prima di fare uno spettacolo come questo, sommamente difficile bisogna lavorare, allestire, e dopo, dopo che hai recitato e sei stanco, devi disallestire.

Un signore, che ci aveva seguito per conto dell’agenzia che organizzava, è rimasto stupito e alla fine mi ha detto che raramente gli attori hanno la nostra competenza, anche tecnica.
Che gli ‘attoroni’, spesso capre, così ha detto, se la menano  - il signore è di Milano – e guardano i tecnici dall’alto in basso eccetera.

Ho chiamato questa replica del Laris Pulenas, l’ “eroica”, perché poi, con la pioggia che arrivava dal mare, entrava anche vento nei microfoni, e non ci si poteva fare molto, perché arrivava di lato, non si poteva schermare.
Però anche questa recita è stata bella, importante, unica. Forse proprio per difficoltà che abbiamo vissuto, tutte insieme.

Questi alcuni commenti, scritti su un Libro del Gradimento bagnato, e che ora porta i segni della pioggia sul foglio raggrinzito.

C’era anche il Sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, a vedere lo spettacolo, e ha scritto:
 “Un grazie sincero dal Comune di Marciana Marina. Siete BRAVISSIMI.”
 E poi:

“Ogni volta che lo rivedo, mi pare più intenso e potente. Bravi”, Simone.
“Testo stupendo, benissimo recitato”, Paola L.
“Complimenti, straordinari”, A.Zecchini
“Un’ottima interpretazione”, Andrea (?) e Francesca.
“Bellissimo spettacolo! Vi aspettiamo per un’altra meravigliosa interpretazione!”, Alessandra.
“Uno spettacolo eroico, con la pioggia…straordinario”, Beppe.

L'ACI E' CONTRO LA BICICLETTA?

Ogni volta che si parla di bicicletta e di tutelare l'utenza vulnerabile, ecco che spunta qualche signore importante dell'ACI a dire che in Italia non 'è una sufficiente cultura della bicicletta. Certo l'ACI non fa molto per diffonderla, basta sfogliare il giornale che pubblica e che dà in regalo ai suoi affiliati. Qui si tutela e sempre il mondo delle automobili e delle sue vendite, vecchia storia ital-fiattiana.

(Da Il Tirreno di oggi)
"Il relatore Gandolfi (Pd): in arrivo norme a tutela dell’utenza “vulnerabile” 
«Città a misura di pedoni e ciclisti»
ROMA Semplificazione, sicurezza e sostenibilità: sono queste le parole chiave della nuova riforma del Codice della strada su cui ha lavorato, in questi mesi, la commissione Trasporti della Camera. In particolare, come spiega il relatore al provvedimento Paolo Gandolfi (Pd) «il testo unificato, oltre a rafforzare il concetto di sicurezza, ha inteso dare una maggiore protezione alla cosiddetta “utenza vulnerabile”», cioè pedoni e due ruote, motorizzate e non. Onorevole a che punto è il testo di riforma? «Siamo a un terzo del percorso, che a me piace paragonare a una corsa ciclistica a tappe. L’iter di una legge delega è un po’ lungo e non sarà concluso prima di un anno e mezzo». Quali sono le principali novità? «Fino ad oggi tutte le modifiche sono intervenute soprattutto su strade extraurbane, penso ad esempio, all’introduzione dei “tutor”. Modifiche che hanno portato buoni risultati: meno morti, meno feriti e meno incidenti stradali. Non si può dire lo stesso dei risultati delle strade urbane, dove vulnerabili restano i bambini, gli anziani, i ciclisti ed i motociclisti. Per questo abbiamo lavorato al miglioramento del trasporto pubblico, della mobilità ciclistica e pedonale, della diffusione delle cosiddette “zone 30”, ossia zone urbane dove le attività residenziali, scolastiche, commerciali o ricreative, non possono essere sacrificate alle sole esigenze del transito dei veicoli, in cui la velocità sia ridotta a 30 chilometri orari, al fine di consentire la circolazione contemporanea e in sicurezza dei veicoli, a motore e non, e dei pedoni». A proposito di due ruote, aveva fatto discutere mesi fa la possibilità per le bici di andare “contromano”. «In realtà si consente di percorrere il senso opposto e solo a certe regole, come le “zone 30”. Non è pericoloso e, anzi, favorisce la sicurezza». Secondo il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, in Italia non ci sarebbe una sufficiente cultura della bicicletta per un tale cambiamento. «È vero, come è vero che ci sono anche le strade da adeguare. Ma le cose non si mettono in fila una dopo l’altra. Bisogna lavorare su più fronti». (a.d’a)

lunedì 28 luglio 2014

LARIS PULENAS A MARCIANA MARINA



N.B. Lo spettacolo si svolgerà in Piazza Bonanno e non in Piazza della Chiesa come scritto sulla locandina

domenica 27 luglio 2014

Cronache dall'era di Biffo-Cé (1)

Nessuna opposizione, finora. A Prato ora è il tempo della continuità con l'era Cenni. L'ha detto lo stesso sindaco.
Cambiano solo alcuni dettagli:
1. La Festa del Cocomero si chiamerà Festa di Mezza Estate (ah, Shakespeare!); si farà la sera per renderla meno volgare e popolare, e come indica il titolo, più 'scicche'; per vedere anche  se ci saranno meno cinesi, e conseguenti polemiche,  a mangiare il cocomero.
2. Si anticipa il corteggio storico di un'oretta, e senza 'fohi', che costano troppo.

Il sindaco va agli incontri, spesso anche fallimentari (e in questo dimostra o buona volontà o forse inesperienza) che si organizzano, tutti insieme, anche con coloro che dovrebbero stare all'opposizione, e invece amano mostrarsi e farsi fotografare insieme a lui.
C'è chi invece dell'opposizione nemmeno si vede, ma soprattutto non si sente più, nonostante sieda in consiglio comunale.

Tutto procede per il meglio, a parte qualche rissa fra cittadini cinesi e italiani, anche i cinesi ormai si stanno convertendo alla movida (quelli ricchi, eh; gli altri sono tutti ancora comunisti) e di notte alzano il gomito e danno fastidio. 
Qui dove vivo io è lo stesso, al circolo i ragazzi (italiani) se la spassano fino alle 4 del mattino, e qualche cittadino mugugna, però, dài, si tratta di ragazzi, lasciamoli stare. Lasciamoli divertire!

Biffo-Cé si rammarica della scomparsa delle circoscrizioni e dice che le periferie non saranno abbandonate. Intanto, per non perder tempo, ci si dà daffare nei circoletti per cene e roba varia, bisogna portare soldi al partito, ma soprattutto, mostrarsi volenterosi.

sabato 26 luglio 2014

We do need Feminism

Un gruppo di fanciulle americane hanno creato un gruppo in cui dichiarano, con tanto di foto e di foglietto a lato, i motivi della loro ostilità al femminismo.

Ora le fanciulle sono ancora appunto fanciulle; magari ci potremo risentire fra qualche tempo, quando avranno un marito e qualche figlio.

Poi è chiaro che stanno ben distanti dall'Afganistan - dove invece they do need Feminism -, stanno economicamente bene, sono quasi tutte 'bianche' e nessuna ha il velo in testa obbligatorio.

Qualcuno per favore faccia studiare un po' di storia a queste bambine.


venerdì 25 luglio 2014

MANIFESTO DEL PEDONE

Mentre si continua a morire investiti dalle automobili a piedi e in bicicletta, senza che nessuno si scandalizzi un po', senza che nessuno si faccia delle domande, mi piace copiare sotto uno scritto di Flaiano, il Manifesto del pedone. Rispetto a quello che ironicamente fu scritto nel 1971, al momento sembra che abbia vinto piuttosto il Movimento dell'Automobilista, che mira a distruggere pedoni e ciclisti a più non posso.


Manifesto del pedone
(8 agosto 1971)

Si è svolta una riunione segreta della costituenda Società per la Difesa del Pedone (Sdp) detta anche, per brevità, Ente Pedone. Grazie al nostro collaboratore Ennio Flaiano siamo venuti in possesso di alcuni brani della parte centrale della relazione programmatica, che volentieri pubblichiamo. Il testo, purtroppo, è incompleto.
"...Ma è chiaro che col tempo gli automobilisti dovranno essere eliminati. A questa eliminazione si procederà per gradi, secondo i modi e le tecniche che sono allo studio. Per ora la Difesa del Pedone svolgerà due compiti: uno, il più apparente e innocuo, consisterà nell’attirare l’opinione pubblica sul problema, proponendo soluzioni sentimentali e tutto sommato ridicole: appelli al buon cuore e al senso civico degli automobilisti, appelli inascoltati alle autorità centrali e periferiche, diffusioni di bollettini, lotterie, pic-nic, elogio del tempo perduto, quando gli autobus andavano a cavallo e la bicicletta dominava il traffico. Il secondo compito, segreto, sarà di preparare i quadri dei futuri commandos, per dare inizio alla fase di distruzione dell‘Automobile. Ai nostri primi valorosi dell’Apparato, (...), vengono impartite lezioni utili e pratiche sul modo di distruggere o rendere inservibile un’automobile. Si comincerà col fornire questi primi audaci di anelli a puntale retrattile coi quali in un primo tempo dovranno soltanto rigare le carrozzerie delle automobili in sosta sui marciapiedi. Alla rigatura semplice subentrerà la rigatura jonica e composita. (In questa prima fase è prevista l’alleanza dei carrozzieri.) Bombette al plastico invisibili e calamitate verranno lasciate cadere da altri audaci accanto alle ruote di automobili parcheggiate in seconda o terza fila. Lo scoppio avverrà alla partenza del veicolo, senza gravi danni alle persone. (Qui saranno dalla nostra parte i fabbricanti di pneumatici.) Di notte, in un secondo tempo, giovani audaci agiranno rapidamente coi loro mezzi (preventivamente rubati) in vari quartieri, con altri tipi di bomba a effetto dirompente più accentuato. Si calcola che un commando di dieci uomini possa mettere fuori uso un migliaio di vetture in una notte. (Qui avremo addirittura la simpatia e forse l’aiuto dei costruttori.)
“Sempre di notte, squadre di pittori appartenenti alla Sezione Artistica dell’Ente Pedone agiranno sulle strade di maggior traffico, alle curve, cancellando la linea bianca di mezzeria e dipingendo al suo posto una linea diritta che induca l’automobilista verso il precipizio o, in mancanza di precipizio, fuori strada.
“Tiratori scelti muniti di potenti cerbottane e appostati sui tetti delle case mireranno durante il giorno a quei conducenti colpevoli delle seguenti trasgressioni: elevata velocità, rumore eccessivo, disprezzo dei segnali stradali.
“Con queste prime azioni la Sdp (Apparato) pensa di spargere un certo terrore psicologico tra gli automobilisti. I ladri verranno incoraggiati a rubare le vetture nuove e premiati se potranno documentare il totale smantellamento di dette vetture.
(...)
“Si calcola che la vittoria totale non potrà aversi in meno di dieci anni dall’inizio della nostra subdola offensiva. (...)
“I passaggi a livello più pericolosi verranno ripristinati senza sorveglianza. Saranno vietati ai camion i trasporti di paglia da un capo all’altro della Penisola, obbligando gli enti e i consumatori privati a usare le paglie locali. Le autostrade si renderanno automaticamente inservibili con le ripetute alluvioni, frane e cattiva manutenzione.
"L’alba radiosa del Pedone sorgerà il giorno in cui finalmente le autorità competenti tasseranno le vetture non in base alla loro potenza, ma al rumore che provocano. Pochi eletti (quasi tutti cantanti) potranno usare la costosa ma silenziosa Rolls-Royce, ora oberata di tasse; gli altri automobilisti non potranno affrontare i gravami fiscali che piomberanno sulle loro utilitarie. Infine, un nuovo mondo sorgerà quando la parola "utilitario" verrà dichiarata turpe e sconcia. Per ora...”

giovedì 24 luglio 2014

Circoli, avamposti di partito

Ho già osservato questa tendenza presente e sempre più futura, che dove le circoscrizioni sono sparite, i circoli saranno ancor più avamposti di partito.

Per questo bisogna creare circoli alternativi a quelli esistenti, zone se non 'libere', alternative. Se non si capisce questo, non si capisce nulla, e non serve fare l' 'opposizione da panchina'.

Una sana opposizione deve tendere a creare luoghi alternativi, dare la possibilità ai cittadini di non essere pedine solo di una parte.

Su questo si deve esercitare il senso critico, denunciando a voce alta la tendenza autoritaria. (Il Partito che diventa Governo assoluto, vi ricorda qualcosa?).

Per questo, con tutti i suoi limiti, uno spazio come il Teatro La Baracca è importante che viva, perché è autonomo.


mercoledì 23 luglio 2014

Il Parco della Piana: basta con gli inganni, assessore Marson!

La signora assessora all'urbanistica e pianificazione del territorio regionale Anna Marson insiste ancora con la panzana del Parco della Piana e ne parla a Controradio!
Ci state o vi state ancora raccontando balle su balle!
Basta andare su qualche montagnola intorno alla stessa piana fra Firenze e Pistoia e osservarla dall'alto.
Dove lo mettiamo, questo parco, dove?

Giusto nei suoi sogni o nei suoi libri e ricerche! Sù ormai ci vuole poco ad arrivare a fine legislatura, giusto per sostenere ancora questa specie di giunta di sinistra, e tutta l'accolta dei creatori e distruttori del Parco della Piana e della Regione Toscana (fanno governo e opposizione, tutto loro!),  Toscana che ancora vi ostinate a pubblicizzare con il cipressino e la collinetta! (Voglio vivere così...)
Ancor prima della questione dell'aeroporto, s'intende, e del suo ampliamento, quando venivano nel mio teatro a parlarne, era il 2008 e 2009, il Parco della Piana era giù distrutto.

NON L'AVETE MAI VOLUTO, E NON LO VORRETE MAI, IL PARCO DELLA PIANA!

Non serve allo SVILUPPO, parola chiave della vostra legislatura.

D'altronde, anche nello spot di questa assurda pubblicità, datata 2009, sull'abbazia di San Galgano passa un aereo, mentre la ragazza salta festante.
Più chiaro di così! I parchi e le abbazie hanno i loro aeroporti dove scaricare turisti.



martedì 22 luglio 2014

"Laris Pulenas" all'Isola d'Elba


Ricevo e volentieri pubblico.


"LARIS PULENAS ALL’ELBA
Il dramma dell’etrusco Laris Pulenas, suggestiva piece teatrale scritta ed interpretata da Maila Ermini e con Gianfelice D’Accolti, rivive a Marciana Marina il prossimo 28 luglio (piazza Bonanno, ore 21,45), in un’edizione unica e speciale, portata alla ribalta isolana dalla neonata Associazione “Ilva-Isola d’Elba”.
Che dire di questo spettacolo per sua natura evocativo e ricco di incroci esistenziali? Un testo teatrale che gli artisti del Teatro “La Baracca” di Prato mettono in scena solo in particolare occasioni in un assonante impegno culturale e sempre in luoghi di grande fascino, come lo fu la memorabile prima nazionale, nel luglio 2008, nella cavea naturale di Poggio Castiglioni sui Monti della Calvana sovrastanti l’area archeologica della città degli Etruschi di Gonfienti, la cui esistenza era ed è tutt’ora a rischio di obliterazione per far posto alla cementificazione infrastrutturale dell’area.
Un’opera dunque anche di grande impegno civile dai connotati etico morali, che si è spesa per mantenere vivi i diritti costituzionali della cultura attraverso il racconto delle vicende di questo aruspice etrusco, colto filosofo dei suoi tempi, accusato di empietà dalle ragioni di Stato, figlie in quel caso del potere di una Roma cinica e spietata che, abbandonati gli ideali repubblicani, ormai guardava a se stessa come il polo di un grande impero. Laris Pulenas, accusato di empietà, rappresenta in realtà l’archetipo del capro espiatorio in una storia senza tempo.
La metafora sapientemente suggerita da Maila e Gianfelice in un incalzare scenico, forte e struggente, costruito su otto personaggi da loro stessi interpretati in un’efficace scambio di ruoli, nei modi della migliore tradizione della commedia classica, è legata emotivamente al tema della giustizia, quella amministrata con la menzogna dai poteri forti di turno che tutto fanno e disfanno. Questa drammaturgia ci fa inconsapevolmente riflettere per capire dove abitano le ragioni della vera empietà con la profanazione della storia, della verità e, in definitiva, della cultura. Uomini di cultura, come Laris Pulenas, che il potere non può incapsulare nel bozzolo di una magra e diffamante dimensione esistenziale o, ancor più, ridurre al silenzio assoluto perché, quand’anche esiliati, devono piuttosto morire.
La cultura perde pezzi, lo sappiamo bene anche oggi, ma sopravvive in questo caso che ci proviene dal passato visibile nell’ideale del mito e della leggenda, ben personificato dal soccombente mondo etrusco al quale tuttavia siamo in realtà tutti debitori per l’arte, per il rispetto della natura, per la capacità di vivere il trascendente e la bellezza del quotidiano, nonostante sia stato un popolo militarmente soggiogato e vinto.

Il ricordo di Laris Pulenas e della sua “realistica” vicenda testimonia, nella felice trascrizione di un personaggio vissuto 2400 anni fa, eppure dimenticato come sono dimenticati tanti altri silenziosi artefici della cultura, una verità indiscutibile; ecco perché la felice intuizione di Maila Ermini di farne, attraverso la sola parola recitata, magistralmente interpretata da parte sua e da uno strepitoso Gianfelice D’Accolti, autentica azione teatrale in luoghi che possono esaltarne il valore emotivo, è qualcosa che resta profondamente dentro ognuno. Si tratta di un’opera che ha in sé la forza di svelare una verità velata che lo spettatore non potrà più dimenticare illudendosi di non sapere, magari girandosi con disincanto dall’altra parte per non tradire, eppur tradendo".
(Prof. Giuseppe Centauro)

lunedì 21 luglio 2014

I' CURTURALE

Nel solco della volgarità imperante, a Prato, ma anche altrove in Peninsula, prosegue il CURTURALE, lo shopping serale nel tentativo di 'risollevarsi dalla crisi' e animare la cara movida; qui, nella città del teSSile il curtural-shopping avviene il giovedì sera ed è pubblicizzato sul sito del Comune con una 'brochure' che mostra una ragazza su trampoli che, festante e supersorridente, porta le borsine degli acquisti. Con gli occhiali da sole, di notte.
La scritta è in anglo-italiano, dove maiuscole, minuscole, colori tutto è confuso, insieme al cuore che vi si rappresenta in modo stilizzato, scarabocchiato, come deve essere i' CURTURALE.
Evidentemente vi si mostra il prodotto finale delle pari opportunità e dell'emancipazione (e non parlo solo in senso lato femminile), e di una certa politica 'a sinistra'.


http://www.comune.prato.it/appuntamenti/?forward=evento&opera=SHOPPI1&sala=CENT1901&data=20140724

domenica 20 luglio 2014

Il calzino di Barberis

Sono molto contenta (oh, come son contenta!) delle dichiarazioni dell'architetto Barberis, assessore all'Urbanistica del Comune di Prato, che ha in animo di rivoltare Prato come un calzino, rendendola finalmente europea, pedo-ciclabile, collegata, con un Macrolotto Zero che diventerà finalmente Il Macrolotta, ripieno d'artisti impegnati e significanti!

Potrò muovermi con la certezza di riportare a casa la pelle. Non più incerta sulle strade pratesi, dove nessuno o quasi rispetta il codice della strada, senza nessun controllo, senza rispetto.

Non mi sentirò più una misera, guardata dall'alto in basso io che vado a piedi oppure in bici...
Non sarà più sola o quasi!
Prato sarà la città del ciclo-pedone!
Degli artisti e dei musei!

Riguardo gli artisti, così amati (con l'esclusione naturalmente del Teatro La Baracca, che fanno finta che non esista), l'importante è che non siano sempre gli stessi - giovani o vecchi che siano - raccomandati, come abbiamo visto in questi ultimi anni, filialine di potere, e come ci sembra già di scorgere in questo nuovo sbocciare di giunta. 

Insomma, è l'architettura di potere - i soldi a chi vanno e come eccetera eccetera -che ci piacerebbe anche veder rivoltata come un calzino. 
Si potrà fare?


P.S. A quanto mi sembra di capire, le panchine proposte dal M5S di Prato, su cui qualcuno ha subito ingiustamente ironizzato, saranno superate da questa rivoltata di calzino cittadina, una rivoluzione insomma, si potrebbe dire, proprio su due piedi. 

Sperando che naturalmente non sia su un piede solo, ché sarebbe zoppicante.

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/07/20/news/rivoltero-la-citta-come-un-calzino-1.9627497

sabato 19 luglio 2014

L'esercito del surf della giunta Biffoni


Dunque, nelle tre settimane centrali di agosto la Biblioteca Lazzerini chiude per restauri. Dopo cinque anni dalla sua inaugurazione! Ma non avevano rimesso tutto a nuovo?
Com'è stato spiegato sul sito del Comune di Prato, dove mostrano addirittura alcuni video per farci digerire il disagio, il fontanone dietro alla biblioteca, da cui si attinge acqua per la sicurezza e gli impianti, deve essere riparato. (1)
Il Comune invita a frequentare le biblioteche periferiche.
E' mai possibile che non si possano eseguire i lavori in meno tempo o diversamente?

Librerie e biblioteche chiudono: la città di Prato sta mandando brutti segnali. Qualcuno forse sta facendo il programma culturale male interpretando  Bradbury?

Anche la passeggiata-tributo a Curzio Malaparte in occasione dell'anniversario della sua morte, il 19 luglio, non si farà! Dice che il sentiero è impraticabile e ora non si possono mandare due operai a togliere un po' di erbaccia eccetera.
(Ah Malaparte roba vecchia e di Destra, chi lo legge più, il Malaparte!)

Ma per fortuna che il Sindaco Biffoni incontra pubblicamente il capo degli Afterhours,  Manuel Agnelli che parlerà, anzi non parlerà ("Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo!") di cultura e di musica! I cittadini rockettari ringraziano. 

In fondo non è lo stesso di Cenni che incontrava gli artisti al Met in Pratoincontra o altrove? Questo sindaco è più giovane e vuol piacere ai giovani (e fa organizzare ai giovani, eh!), ma la sostanza sarà la stessa: propaganda. Tra l'altro questo è un argomento culturale e doveva lasciarlo all'assessore Mangani...o no?

La sostanza futura sarà questa: il culturale sarà ancora e sempre nel senso di ricreativo, tanta musica, questa musica che ha tutto in testa e che NON parla, non deve parlare (ma questa tendenza verso 'questa' musica, questo istradamento collettivo è ormai da tempo in atto), così non dà fastidio;  pochi libri, soprattutto non di carta; molto giovanilismo (anche i vecchi sponsorizzano i giovani), poca ideologia (non siamo strutturati per farlo e non lo vogliamo fare),  molto Facebook e 'mi piace', qualche appuntamento improrogabile (Giornata della Memoria eccetera). Per il teatro già c'è il MET, basta e avanza.

E tutto il resto (tipo Gonfienti, per esempio), tutto il resto è noia (ah, Califano!) , anzi dà fastidio e ...mettiamolo nel contenitore dell'oblio!

(1) http://comunicati.comune.prato.it/generali/?action=dettaglio&comunicato=14201400000943

venerdì 18 luglio 2014

LA STRISCIA DEL TEATRO LA BARACCA RESISTE!


Sto lavorando a una bellissima nuova stagione teatrale, indipendente e autofinanziata,  che sarà consultabile su www.teatrolabaracca.com.

Fredda estate

Guerra
eri tu il freddo dell'estate?

Che gusto c'è
che luglio amaro

gli assassini
in questa tragedia
rivestita da commedia

fanno lo strano rumore
d'una caramella rancida
in un secco foglietto:

Terra,
sei la peggiore commediante
dell'Universo,

non sai reggere una parte
degna del tuo nome!

Rovini tutto
tutto rovinato.

Non dovevamo ridere?

E invece tu
in pieno luglio
prepari tragedie
e cerchi lacrime
dal trovarobe.

Fredda estate
non c'è più gusto!

Anche la cavalletta
del mio terrazzo
c'ha rinunciato,
e non salta più.

giovedì 17 luglio 2014

Laris Pulenas 2014

Alcuni di voi me l'hanno chiesto, per cui segnalo la replica estiva di Laris Pulenas, quest'anno a Marciana Marina (Isola d'Elba) il 28 luglio 2014.
Su www.larispulenas.it troverete anche la storia - debuttammo a Poggio Castiglioni nel 2008 per sensibilizzare sullo stato di abbandono di Gonfienti etrusca. Lo spettacolo continua ad avere lo stesso senso per cui fu allestito.

Laris Pulenas a Luogomano, 10 agosto 2013

LA GIUNTA DELLA NOIA MORTALE

Nonostante l'assessora al Bilancio ci dica che mancano i soldi, e per questo saranno aumentate le tasse, ecco che arriva la notizia che la Palla Grossa si farà esattamente come se i soldi ci fossero e si invitano anche i grandi nomi che costano bei soldini.

E' dimostrato, ogni giorno che passa sempre di più, che fra Cenni e Biffoni c'è assoluta continuità, le differenze sono dettagli e riguardano le singole persone o gli assessori.

Nessun elemento nuovo contraddistingue la nuova giunta, se non una NOIA MORTALE; ecco, rispetto a quella di Cenni, è decisamente più INSIPIDA.

Nei primi due mesi di governo, ricordo che in piena estate, Anna Beltrame aveva fatto già le sue dichiarazioni di fuoco 'rivoluzionario' e anche altri assessori, come Milone dei mille blitz o Silli della Partecipazione eccetera, ci avevano movimentato l'estate con il fumo dei cannoni di cartone.

Questi invece non li senti e soprattutto non li vedi. 


(P.S.) E quando fanno dichiarazioni e si esce allo scoperto, come la Presidente del Consiglio Comunale Ilaria Santi riguardo alla vicenda dell'aeroporto, che si dice contraria all'ampliamento dopo che la Giunta Regionale ha votato a favore, queste sono del tutto inutili, hanno lo stesso effetto di un bel compitino ricopiato in bella che si deve presentare alla maestra per fare bella figura. In questo caso ai cittadini, che altrimenti si sentirebbero ingannati ad appena pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale, in cui la Sinistra pratese ha assolutamente giurato che avrebbe dato il proprio petto piuttosto che permettere l'ampliamento.  Insomma, bisogna tenere il fronte, anzi i due fronti, del no e del sì.  Governo e opposizione, vogliono fare tutto loro.
Absit iniuria verbis: sono modi di fare che ricordano i vecchi (ma ce ne sono di giovani, uh quanti ce ne sono!) , furbissimi e rampanti catto-comunisti.
http://comunicati.comune.prato.it/generali/?action=dettaglio&comunicato=14201400000935

mercoledì 16 luglio 2014

Chiude un'altra libreria a Prato e non ci facciamo qualche domandina?

Casualmente, perché ho un mio libro in vendita alla libreria Mondadori, ho saputo che a Prato chiude.
Ora credo che bisognerebbe che qualcuno si facesse qualche domanda a livello cittadino.

Che cosa si può fare per invertire questa tendenza di morte culturale?

Può, per esempio, un assessore alla cultura fare qualcosa in tal senso?
Se sì, cosa?

Quanta colpa ha internet in tutto questo? Dove sono i campioni degli e-book, della carta che non si consuma? Quante panzane avete snocciolato con la vostra ignoranza di neo-politicanti o presunti economisti!

Quanta colpa ha poi la crisi economica?
Quanta colpa ha la città, fondamentalmente di pochi lettori, pochi intellettuali, invidosa di chi ha ingegno e lo mostra, che tende a livellare, ad amalgamare, a valorizzare l'operaismo il terzo mondismo senza farsi nessuna domanda su quello che veramente accade a livello economico e culturale?


E si sono inventati anche delle altro grosse, enormi panzane, per fare credere che i ciuchi potevano volare, come quella di mettere la biblioteca alla Coop di Parco Prato (o santi numi mantovani!), pensando di fare cosa, di aumentare il numero dei lettori o le persone con le teste pensanti?
Che cosa pensavano di organizzare, di realizzare, qual era la loro somma finalità? (1)

Invece è stato fatto il possibile affinché le teste pensanti scomparissero, uccidendo ogni capacità economica, e continuano ad operare nella stessa direzione con l'apertura dei centri commerciali, facendo credere che questa è ricchezza per la città!
Con le 'ASSUNZIONI' finte!

Sindaco, assessori, dove siete?!
Invece di farvi fotografare dai giornali con i vostri pargoli, avete preso un impegno ben preciso, di essere presenti e sul territorio! PRESENTI e ATTENTI!

Probabilmente la città è destinata a non avere più nessun libreria, sempre meno negozi, svuotata, insensata, brutta.

Abbiamo dato la cosa pubblica in mano a gente incapace o inadatta, sia a livello locale che nazionale (Franceschini, chi?). Ci aspettiamo solo disastri, assenze, silenzi.


(1) Si legga l'obbrorio sul sito della Regione Toscana, il progetto di "Alimenta gratis la mente", è un progetto scellerato:http://www.regione.toscana.it/-/utilizzare-le-biblioteche-nei-centri-unicoop;jsessionid=FFC497D2FF2DCACC466B727D7FDF5CCD.web-rt-as01-p2?redirect=http%3A%2F%2Fwww.regione.toscana.it%2Fcittadini%2Fcultura%2Fbiblioteche%3Fp_p_id%3D101_INSTANCE_kmOq9ZgSP2qJ%26p_p_lifecycle%3D0%26p_p_state%3Dnormal%26p_p_mode%3Dview%26p_p_col_id%3D_118_INSTANCE_CI2LeILYbuAL__column-1%26p_p_col_count%3D1

Grillo, che c...o fai?

Ma cosa fai, Grillo, l'accordo con i partiti?

Dico, mah, dalle ultime elezioni europee non ti riconosco, ti metti a 'dialogare'? E solo perché non hai stravinto come promettevi alle europee, e solo perché ti hanno convinto del fatto che devi cambiare rotta.

Capisco, la vita in trincea è dura, il potere non si cambia, almeno per ora.

Però attento, che finisci come sono finiti quelli che hanno protestato contro l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola a Firenze, fra cui c'erano anche tuoi rappresentanti.

Pensa, cosa ti hanno fatto: qui in Toscana il potere radicato da 70 anni è talmente intenzionato a continuare a comandare e a fare i suoi trafficuzzi che ora ti organizzano anche l'opposizione! Ieri c'è stata una protesta contro l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze, contro Rossi, e gran parte di coloro che protestavano erano proprio gli stessi che avevano dato il voto a Rossi forever President e sono pronti a ridarglielo.
Sì, Santa Democrazia Unita, abilmente, ha trasformato la manifestazione in un fallimento, mandando i suoi più o meno inconsapevoli rappresentanti all'incontro stabilito in orario  sbagliato (alle 3 del pomeriggio! capito, alle 3 del pomeriggio di luglio!), senza autorevoli rappresentanti eccetera e così l'ha fatta fallire, in modo che suoi cantori e le pedine che stavano in quel momento in Regione potessero dire che invece la gente l'aeroporto lo vuole!

Capisci che ti fanno? Sono bravi, è tanto che bazzicano le Stanze...Così imparate, anche a livello locale, a fare le manifestazioni insieme a loro e gli accordi...Andate, andate con loro, e vi ritrovate così...

Non mi dire che anche tu e i tuoi farete parte dello SDU, Santa Democrazia Unita?!

martedì 15 luglio 2014

Io e Carmelo (il Bene) in: Gli adoratori di dio Modem

Anche stanotte Carmelo mi è apparso in sogno. Era arrabbiato come non mai.

Carmelo    Ma che fai, dormi?
Io               Sì, perché...
Carmelo    Ancora niente?
Io               Ancora niente... Ma a cosa ti riferisci? Al mio ricorso?
Carmelo     Ma che cazzo...Le città cadono a pezzi, questi non sanno come fare. Tutto muore irrimediabilmente. E tu dormi. E VOI DORMITE!
Io                Sì,  ma...
Carmelo     Devi svegliarti.
Io                Ma Carmelo...
Carmelo     Ma Carmelo una sega!
Io                Come dobbiamo fare?
Carmelo   Dobbiamo buttarli giù, giù giù. Questi vi faranno ancor più penare; vi metteranno ancor più in crisi. Crisi! Buttateli giù, merde che siete!
Io               Ma perché ti agiti?
Carmelo   Non hanno fantasia, non hanno pensiero, non hanno idee, non hanno niente! E ora hanno la scusa, vera, che non hanno i soldi, vi fregheranno per sempre! Ma per i soliti, i soldi, ci saranno sempre sempre sempre! LI DOVETE BUTTAR GIUUUUU'.
Io               Va bene. Ma questo lo dovrebbero fare anche un po' i giovani.
Carmelo     Non mi parlare dei giovani! La maggioranza assoluta di questi ormai conoscono solo DIO MODEM CONSUMISTA, non conoscono altro dio, sono completamente rimbambiti dalla storia di diventar famosi o come giornalisti o come blogger o addirittura come politici attraverso Dio Modem! Ah ah ah! Li vedi per la strada con quei cosi in mano, COLLEGATI con DIO MODEM, sono del tutto ETERODIRETTI, altro che cazzi. Sono TRISTEMENTE PAGANI! Non hanno un pensiero proprio, devono vedere quello che scrivono gli altri, SEMPRE, non sanno come si fa a pensare,  non devono pensare, Dio Modem Consumista glielo vieta!, come possono cambiare questi? Gli adoratori di DIO MODEM sono invece i peggiori di tutti, lasciali stare. Questi non vogliono cambiare niente, niente, stanno bene collegati e basta, nell'illusione di diventare qualcuno! Ah ah ah! Dio Modem li consuma in continuazione, li macina e li fa macinare...!Ogni tanto, se qualche giovane ha un pensiero, pensa di aver tradito chissà chi e se ne sta zitto, oppure va in depressione, devastato dal senso di colpa. Ma in realtà non sa nemmeno perché è andato in depressione; magari pensa perché gli manca la f...
Io         Ci sono anche i vecchi, come adoratori...e pensano che tutto venga da lì, che la rivoluzione partirà da lì, dal modem...
Carmelo    Sì, sì lo so...quelli che pensano che la carta non deve più esistere con la cazzata che non si devono tagliare gli alberi...quelli che scrivono: "Non stampare questa mail, risparmierai due alberi...". Non li sopporto, i buonisti di dio Modem!
Io      Però non ti agitare, ti fa male...
Carmelo    Non mi trattare come un cretino! Comincia a pensare a quello che ti ho detto...
Io       Ci penso, ma cosa posso fare? Io non ho poteri, te l'ho spiegato, non ho niente, ed ho perso tutto!
Carmelo  Come, cosa puoi fare? Come hai perso...! Tu invece puoi fare tutto, tutto!....Ma perché sono stato condannato a parlare solo con una donna, perché perché perché!

Arrabbiatissimo Carmelo mi ha sottratto il cuscino. 

Carmelo       Fino a quando questi incapaci non se ne saranno andati, il tuo adorato cuscino non te lo restituirò.

lunedì 14 luglio 2014

La prof cattiva (Troppe donne nella scuola?)

C'è una prof cattiva all'Università di Messina, insegna chimica e respinge tutti.

Lei sola sa come fare i test, lei sola sa valutare come sono preparati questi ragazzi. Magari è un pochino esagerata e forse si dovrebbe un po' interrogare, sì, lei stessa, con quel concetto che hanno molti prof che solo loro sanno e fanno, idea che tanto serve per restare in vita professionalmente e all'ego di accarezzarsi o corazzarsi (scusate, ma sono stata prof anch'io e avevo molti sintomi simili, nonostante la  giovanissima età) tuttavia...è un dato di fatto che i ragazzi non sono più preparati come una volta, che non leggono, che perdono troppo tempo sui social, eccetera.

E' di questo che si dovrebbe parlare, della decadenza dello studio, dell'applicarsi, dell'approfondire, ma anche della non vocazione di molti insegnanti, del fatto per esempio che la scuola è diventata tutta parcheggio  'femmina'. Diciamolo: troppe donne nella scuola! Saranno tutte 'vocate'?
Insomma, facciamo un esame alla scuola, inclusa l'università, e diamole un voto.

Non basta essere bravi e competenti in una materia per essere capaci di insegnarla.  E a volte, anche uno studente che sa meno, può diventare un ottimo chimico o altro. Bisogna anche essere capaci di valutare la persona, non basta un quiz!

domenica 13 luglio 2014

Mai col dito


Noi signore di partito
mai ce la toccammo,
 col dito!

Ahi, questo non si fa
e se si fa
lo si fa nascosto
e non si dice, o Na!

Così feci carriera
m'innamorai mi sembra
di primavera,

mi ritrovai assessore
e molte altre cose
in una magica sera.

Fu così e cosà,
fu una specie di oplà
sul letto o al gabinetto.

Vi sembra poco opportuno
parlare di sesso a digiuno?

Ma noi mai col dito
ce la toccammo,
donne di partito,

e ci sposammo
quello sempre si fa
e non di nascosto
e si dice, o Na!

sabato 12 luglio 2014

L'Aeroporto delle Favole di Santa Democrazia Unita (SDU)

Ancora credete alle favole. Non a quelle di Boccaccio o del Sacchetti, ma di questi politicanti.
Faranno tutte le piste che vogliono, più o meno, all'Aeroporto di Firenze.
Quella che si è svolta ieri al Comune di Prato - in cui si è deciso per il no all'ampliamento di Peretola-, è stata la solita sceneggiatina, lunga a quanto sembra e piuttosto noiosa.
Ma tutto in nome di Santa Democrazia Unita!
In più hanno avuto anche l'astuziella politica di tacitare ogni possibile opposizione, e così andranno avanti.
Ricordo su Gonfienti: proprio quando dicevano che Gonfienti sarebbe stata la priorità, l'eccellenza da salvare, e proprio al Museo Pecci nel 2007, ecco che lo affossarono ancora di più e lo ricoprirono per sempre a favore di quello che ormai è un altro reperto, l'Interporto della Toscana Centrale (naturalmente è tutto collegato con l'idea di fare della Piana una grande pista d'affari e cementificarla completamente!). Quante ne facemmo, allora, di 'partecipazioni', di proteste, eccetera. 
Uguale. Alla fine nessuno ora protesta più per la Città Etrusca, tutto oublié,  ci sono altre più importanti proteste da seguire, eccetera. Insomma, il solito copione che si ripete ogni volta.
Da notare che il comunicato del Comune di Prato che copio sotto sottolinea, e proprio nel titolo, che i sindaci della Piana sono stati 'oltre due ore', come a dire  che hanno discusso tanto ma proprio tanto, con Mister Rossi for ever President.

"Incontro di oltre due ore con il governatore Rossi sul tema dell’aeroporto

Ieri al termine del consiglio comunale il sindaco Matteo Biffoni in Regione per ribadire la propria contrarietàSi è concluso quasi alle 22 l’incontro di ieri dei sette sindaci dei Comuni della piana con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per discutere sull’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. Il sindaco di Prato Matteo Biffoni, uscito dal consiglio comunale dove è stato votato all’unanimità l’ordine del giorno che ribadisce la contrarietà di Prato al nuovo aeroporto, si è recato in Regione: “Lavorando insieme siamo riusciti, per la prima volta, a ottenere un tavolo con la Regione. Ma questo non deve essere il primo e l’ultimo tavolo, ma l’avvio di un costante monitoraggio su tutte le azioni che verranno intraprese anche dopo l’approvazione del Pit – ha spiegato Biffoni -. Tra sindaci continueremo a portare avanti una collaborazione  e un coordinamento serrato per portare avanti le nostre preoccupazioni che sono concrete e incidono sul benessere e sulla salute dei cittadini”. Da parte sua Rossi si è dichiarato convinto della bontà dell’ampliamento per lo sviluppo della Toscana, ma i sindaci hanno sottolineato la priorità che hanno l’aspetto ambientale e sanitario: “Abbiamo spiegato a Rossi che le nostre preoccupazioni non sono basate sul niente, ma su una documentazione anche del Nurv che non rassicura affatto sotto il profilo dell’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini”. (Dal sito internet del Comune di Prato, 11/7/2014)

venerdì 11 luglio 2014

CI CHIEDONO DI PARTECIPARE, PERO'

Ci chiedono di partecipare.

E noi partecipiamo, certo,

lo faremo anche questa volta.

C'è un'altra battaglia importante da fare!

Però voi non partecipate

alle nostre lotte quotidiane

quelle che non vanno su facebook

quelle che non vanno sui giornali

qui non vi vediamo mai

se non per sbaglio

se a volte capita che

non ne potete fare a meno.

Ci chiedete di partecipare, a noi cittadini,

alla vostra prossima giusta battaglia,

certo, ci saremo, 

però poi voi, non partecipate 

alle battaglie

che da tanti anni

facciamo ogni giorno

in silenzio

per qualche grammo di giustizia

piccole cose, le più piccole

ma le più importanti,

da troppo tempo, soli;

delle persone cosiddette importanti

nessuno, e nemmeno voi.

Piuttosto vi vediamo frequentare

i RUFFIANI

i MESTATORI

gli IMPRESARI DELLA PROPRIA VITA

a loro date credito,

e continuerete a fare così, lo so,

ma ogni tanto,

PROVATE AD APRIRE GLI OCCHI, CAZZO.

L'Assessore Alessi, Piazza Duomo e la finta pedonalizzazione

L'Assessore Alessi vuole pedonalizzare piazza Duomo a Prato e la spaccia come atto grande.

Piazza Duomo, che pure effettivamente non è completamente pedonalizzata, non è certo il problema più pressante che riguarda la mobilità!

Piazza Duomo è, fra le piazze cittadine, quella meno 'trafficata', anche dai pedoni, oltreché poco valorizzata anche da un punto di vista architettonico - basta guardare l'illuminazione notturna -.

Ben altri sono i provvedimenti per la pedonalizzazione del centro storico e in genere per altre parti della città di Prato, ormai assediata dal traffico e senza piste ciclabili che ci consentano di muoverci in maniera alternativa.

Si teme la reazione dei commercianti e della gente: che i commercianti italiani siano contro le pedonalizzazioni, è cosa nota, finché non si rendono conto che pedonalizzare invece è a favore dei loro commerci. Come succede in gran parte dell'Europa senza che i commercianti chiudano bottega.

Per pedonalizzare la città di Prato, e così ridisegnarla nel vissuto quotidiano in modo che possiamo viverla in modo migliore (e quindi anche possa diventare - ecco dico la magica parola - turistica!), ci vuole gente che abbia un po' di coraggio di andare controcorrente, bisogna insomma essere impopolari. E la classe politica locale non vuole e non può certo andare in questa direzione.

P.S. Tra l'altro non ne vedo uno che vada, fra questi pedonalizzatori, in bici in città. Quando vado io, e qualcuno mi incontra, mi guarda come una marziana. Ma forse perché ancora non mi hanno investito le macchine?

http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/07/pedonalizzare-la-citta-di-prato_5.html

giovedì 10 luglio 2014

PRATO: CHIUSURA DEGLI ASILI NIDO

L'asilo nido costa troppo e i genitori non ci mandano i propri figli e quindi alcuni sono a rischio chiusura.

Naturalmente di tutto questo le donne sono danneggiate in particolare: dalle madri alle nonne.

Ecco i servizi sociali del Comune di Prato, dove non si pensa a una piccola rivoluzione in tal senso, abbassando le rette, offrendo un servizio più alla portata di tutti.

Ma al Comune hanno pensato a ben altro, e continuano a pensare ad altro, evidentemente, senza una prospettiva futura, proprio con la complicità delle donne al potere, che sono più lealiste del re, incapaci di portare avanti battaglie significative proprio a favore del loro sesso.

MA DOVE ANDARONO A FINIRE


MA DOVE ANDARONO A FINIRE

A QUALE ANGOLO SVOLTARONO  POI

LE RIVEDEMMO

TRE LE PIEGHE DEL PARTITO

ORDINATINE BELLINE 

AL POTERE SIGNORINE!

ARRABBIATISSIME

PREPARATISSIME

FURONO ANCORA AL SUO SERVIZIO

IN SERVIZIO

SEMPRE 

PER LUI.

mercoledì 9 luglio 2014

Viaggio nelle ingiustizie della Regione Toscana

Inizia qui il mio percorso nelle 'ingiustizie culturali' della Regione Toscana.

Naturalmente iniziamo dal teatro, che è la mia materia. Ma non mi fermerò a questo.
Anzi, invito tutti a mandarmi segnalazioni.

Come mai, Patrizia Coletta, torinese direttrice artistica della Fondazione Toscana Spettacolo, da me più volte invitata a vedere i miei spettacoli (in particolare il Laris Pulenas, ma anche Gaetanina Bresci e Cafiero Lucchesi o i Celestini), non è mai venuta alla Baracca, mentre invece, tanto per fare un esempio che si può vedere in linea, va alla presentazione della stagione teatrale di una compagnia  dell'empolese, che ha ricevuto anche uno dei premi in danaro più consistenti per le famose 'Residenze teatrali' (beati loro, più di 400 mila euri in tre anni, mentre a noi NULLA!)?
Come mai addirittura gli assessori alla cultura - che dovrebbero anche essere un po' equidistanti e per le pari opportunità, almeno stando al loro programma politico -  scrivono sul sito di questa compagnia, rilasciando interviste importanti di fedeltà assoluta? http://www.giallomare.it/?page_id=458

Perché a Prato - ma questo stesso schema è vigente anche in altre città - esiste una sola compagnia di teatro ragazzi ufficiale? Sono bravi soltanto quelli del TPO e simili?

Perché la Fondazione Toscana Spettacolo si è impossessata di tutti i teatri della Regione? Come ha fatto, come è stato possibile questo monopolio assoluto?  Perché, anche se ci sono compagnie che gestiscono alcune sale, l'ente è sempre presente e comanda e gestisce tutta la programmazione.

Decide insomma chi far morire o chi far vivere.

E' questa una situazione di libertà, di pari opportunità, di un minimo di giustizia, di una organizzazione della cultura che provenga anche da 'altrove'?

Che teatro, che cultura può venire da questa assoluta uniformità?

Bisognerà pur tenerlo presente, tra qualche mese, quando andremo a rinnovare il consiglio regionale, la giunta e il presidente!


P.S. Mi dispiace molto di aver annullato lo spettacolo previsto per domani,  giovedì 10 al Teatro La Baracca, però, dato che facciamo tutto con le nostre forze e soldi (abbiamo fatto la stagione estiva addirittura con ingresso a offerta libera - senza ricevere un centesimo dal Comune per questo! - , ma la gente, anche per la crisi, non dà niente!), e quindi dobbiamo approfittare di eventuali altri lavori o impegni che ci rendono di più o sono più urgenti. Dite grazie a chi in sostanza ci impedisce di lavorare, mentre porta avanti gli amici e i fedelissimi.
La coniglia sarà presentato nella prossima stagione autunno-invernale, di cui vi scriverò a breve. Grazie.

La stanza del buco


In Italia l'emergenza droga si fa sentire e allora si presentano mozioni per introdurre le stanze del buco.

Diversi anni fa lavorai per un periodo presso il Servizio Centrale Antidroga di Roma del Ministero dell'Interno e in quel tempo mi feci un po' di esperienza in materia, finendo per essere a favore della liberalizzazione, legalizzazione e del controllo sul consumo di droga.

E' un modo per contrastare i grandi interessi che ci sono intorno alla droga.

Tuttavia non basta, come non bastano affatto, parallelamente, le stanze del buco di cui si chiede l'istituzione anche in Italia, come dimostra la stessa Olanda dove ce ne sono credo più di trenta, per affrontare il degrado che la droga causa nelle città.

La stanza del buco serve per togliere i drogati dalle strade e per limitare le morti per overdose. Tuttavia sembra, così riportano i giornali,  che il sistema faccia aumentare il consumo di cocaina e gli stessi fruitori delle stanze.

Quello che non mi piace è che la stanza del buco introduce il concetto che il sistema-droga si debba tollerare, che insomma, la droga esiste e che esisterà sempre, e che quindi bisogna prendere atto del problema trovando soluzioni civili al fine di ridurre il danno.

D'accordo. 

Ma va ricordato che la droga serve a questo sistema economico, e per questo la produce e moltiplica.  Il danno che ne deriva alla comunità è evidente, l'abbrutimento è  assoluto, e allora si fa il possibile, con una lucidatura di facciata o un corso di prevenzione, perché lo scandalo venga o represso (la politica della repressione) o ireggimentato (la politica opposta). 

La versione della tolleranza in case chiuse dove la droga è somministrata con attenzione è stata spacciata dall'Europa del Nord e al momento ha vinto sulla politica repressiva: rende il problema invisibile, le città linde e in ordine, ma è un po' come la polvere messa sotto il tappeto.

Non è un caso che questa nettezza in materia di droga si osservi in particolare in Olanda, che è il paese più capitalistico e bancario d'Europa, insieme alla Svizzera, che fu la prima a sperimentare le 'stanze' e i corsi di prevenzione e recupero.

E' così che nella tolleranza e ripulendo le strade si continuano purtroppo a tutelare i grandi interessi e tutta la filiera economica della droga, che prima sfrutta e distrugge l'uomo, e poi pianifica la cura o il tentativo di.

Il problema ha dei risvolti di similitudine con il dilemma della prostituzione: sulle strade o nelle case chiuse.

L'artista fantasma

Artista fantasma. Ci sono, ma non mi vede nessuno. Ho detto due cose un po' bruttine su quegli che c'hanno in mano l'ince...