sabato 2 agosto 2014

ANCORA SU GONFIENTI


Di Gonfienti gli assessori alla cultura non se ne sono mai occupati seriamente, con esclusione di Giuseppe Vannucchi, e infatti anche per questo si dimise (o in qualche modo fu costretto alle dimissioni) e proprio quando il sindaco era Mattei, colui che ci ha dato quest'ultimo regalino regionale del 'sì all'acquisto di Gonfienti'.
La politica locale di ieri e di oggi tace, o ha preso posizioni deboli, ed evidentemente ora si accontenta di un atto formale che non costa nulla.

L’opposizione si occupa di inezie, piccole cose, che non costituiscono materia di scontro politico.

In questi anni è scomparso il Comitato della Città Etrusca sul Bisenzio (ma perché?), sono scomparsi coloro che facevano battaglie.

La Città Etrusca sul Bisenzio non impegna le menti dei ‘giovani’, non la considerano una  battaglia culturale da perseguire.

Sicuramente occuparsene non serve a intraprendere nessuna carriera.
Anzi. Infatti, appena si scrive qualcosa che non è 'ortodosso', ma soprattutto che non può essere gestibile, ecco che si levano in volo gli 'aerei del controllo' a fare ‘ta-ta-ta-‘, e sparano a zero. 

Alla fine qualche contentino ce lo daranno, tanto ormai il fazzoletto messo sotto tutela c’è, non può esserci costruito niente sopra. Ma solo dopo esser sicuri di poter distruggere quello che resta del territorio occupabile della Piana di Firenze Prato Pistoia.

La Casa della Giovane

Ricevo da Manuela Biliotti in merito alla questione della Casa della Giovane di Prato. Sembra che oramai ci siano solo Case degli Affari.

« E' con amarezza che rivolgo questo j'accuse, ma non mi sono mai tirata indietro, spinta da quello che è stato l'insegnamento dei miei nonni che hanno combattuto per la verità e per l'uguaglianza.
Dove sono finiti la carità, l'amore per il prossimo? E' l'era del consumismo, del potere e questi la fanno ormai da padrona. Mi rivolgo a Sua Eccellenza Monsignor Franco Agostinelli, vescovo di Prato, ed al Suo Ufficio Ecclesiastico e spero che questa mia non rimanga una richiesta "sospesa".
Mi sto interessando della questione della "Casa della Giovane" nata come S. Caterina negli anni '50 per accogliere donne che per motivi di lavoro si erano trasferite a Prato, la residenza in Via S. Vincenzo, fino a quando per desiderio e volontà di Sua Eccellenza Monsignor Gastone Simoni, vescovo di allora e del vicario Monsignor Eligio Francioni, venne restaurato e ristrutturato un edificio della Diocesi di P.zza San Francesco con il contributo del Ministero, della Regione, della Provincia, Comune, Fondazione Cassa di Risparmio, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Parrocchia di San Donato in San Francesco. Finiti i lavori "Santa Caterina" fu trasferita in questi nuovi locali e prese il nome di "Casa della Giovane", con le solite destinazioni d'uso fino a quando, con il continuo aumento di difficoltà e l'acuirsi della crisi economica, il Comune chiese alla Diocesi la possibilità che "Casa della Giovane" potesse essere trasformata in casa di accoglienza per l'emergenza alloggiativa e questo per oltre tre anni. Le famiglie che sono uscite dalla casa hanno avuto la casa popolare e/o sono riuscite a trovare un lavoro e pagarsi autonomamente un affitto.
Adesso vengo a sapere che non solo "Casa della Giovane" verrà trasferita, ma anche che i locali di San Francesco andranno per gli studenti universitari americani della "New Haven".
Scelte rispettabilissime, i locali sono della diocesi.......però: leggendo le cronache locali del 15 aprile apprendo che la nuova sede della Casa della Giovane in via Roma è più funzionale, ma mi domando:
1) Come è possibile che tre appartamenti in un piano in via Roma possano rispondere alle esigenze di 42 persone, così come lo ha fatto fino ad ora un edificio costituito da tre piani (in San Francesco)?
2) Avranno lo spazio vitale (e la sicurezza) rispettoso della dignità di ognuno, mamme e bambini?
A questa domanda è d'obbligo una risposta, Sua Eccellenza Monsignor Franco Agostinelli, visto che parliamo di soldi pubblici, dei cittadini e quindi: il Comune, per il canone d'affitto, pagherà € 195.000 annue alla Fondazione Pro-Verbo e all'Opera Santa Rita che diventerà l'ente gestore (con le quali ha stipulato un accordo) con un aumento, rispetto a quel che veniva pagato per la struttura di San Francesco, pari a 75.000 € (e questi potrebbero servire per aiutare altre strutture sociali).
Cerchiamo di abbattere gli sprechi e le spese, ma se il Comune si vede costretto, dalla Diocesi, per dei casi di innegabile urgenza a pagare di più, non possiamo fare altrimenti che acconsentire, perché obbligati, a pagare ciò che viene chiesto. Conosco la zona del Soccorso e di per certo è considerata una zona degradata e forse neanche tanto adeguata per sostenere ed aiutare famiglie in difficoltà e con un forte disagio sociale.
La New Haven, per una struttura di 1700 mq in San Francesco, pagherà € 120.000 annue, forse c'è da domandarsi se effettivamente non siano loro i bisognosi.
Infine il silenzio assoluto su una vicenda che sotto certi aspetti ha dell'incredibile, una lettera aperta scritta da Massimiliano Vintaloro (Teatro Le Muse) indirizzata al sindaco Matteo Biffoni e alla giunta, inascoltata, sia la stampa che la tv locale non ne hanno parlato.
Torno ai giochi di potere che non dovrebbero coinvolgere le persone che hanno bisogno, torno a ribadire che nel mio essere confuso continuerò a cercare la verità, anche se scomoda. Questo è stato l'insegnamento dei miei nonni con il loro operato».

venerdì 1 agosto 2014

COME AVREBBE POTUTO ESSERE GESTITA LA CITTA’ ETRUSCA DI GONFIENTI


A Portoferraio, sull’Isola d’Elba, la Villa Romana delle Grotte è stata recentemente aperta al pubblico.
Come per Gonfienti, la Villa Romana si trova su proprietà privata. Anzi su varie proprietà private. Ci sono state molte battaglie da parte dei cittadini, e finalmente il Comune, insieme alle autorità di tutela (Sovrintendenza), si sono decise per un bando, vinto da una associazione di archeologhe di Siena, che si occupano di tutto quanto riguarda il sito: apertura al pubblico, pulizia dalle sterpaglie, gestione economica.
Vi fanno attività culturali di certo rilievo, compatibilmente con il loro piccolo budget a disposizione.

Anche a Gonfienti ci sono e c’erano associazioni disposte a fare altrettanto,  persone competenti, ma nessuna Giunta – intimorita dal potente privato di cui al 50% fa parte - né la Sovrintendenza si sono preoccupati di risolvere in qualche modo la questione.

Anzi, la Sovrintendenza a suo tempo disse di no. Perché?

Intanto poteva essere gestita quella parte messa sotto tutela vicino all’Interporto.
Quanto meno poteva essere tenuta pulita l’area, poteva essere aperta al pubblico.

E invece si va di stanziamento in stanziamento, gran parte soldi buttati via per ripulire l’area (è stata ripulita?), promesse su promesse in tempo elettorale, promesse su promesse anche ieri con il rimandare sempre aggiungendo in questo caso una delibera di giuntina regionale.

E i soliti che con articoli e sui media sociali continuano a denigrare per far tacere.  Umiliare o ...intimorire?

Ma perché sono così solerti, perché hanno sempre fonti autorevoli a lato pronti a smentire la sottoscritta, offendendola? Ah, questi frequentatori e difensori del potere (sanno sempre tutto e prima di tutto, d'altronde di tempo ne hanno!), pronti però anche a stare coi giovani e movimentisti, secondo le necessità, magari per dirigerli da una parte piuttosto che da un'altra!

La Regione s’impegna ad acquistare Gonfienti. Siete contenti? La Sovrintendenza ha pulito! (Ma davvero?). Ci state un po’ zitti invece di rompere le scatole?

Si capisce che la questione della città etrusca sul Bisenzio, se mai sarà 'risolta', lo sarà quando tutti gli interessi in Piana saranno in gran parte soddisfatti.

Magari si scava ancora e si trova qualcos’altro e si blocca di nuovo tutto. Meglio non rischiare.

D’altronde la Sovrintendenza tace, pensando che non deve darci conto del suo operato. E invece sì, lo deve fare, altrimenti si rischia di non capire o di capire male,  finendo solo per tutelare sé stessi, accondiscendendo di fatto agli interessi privati, e non il patrimonio pubblico che deve tutelare.



giovedì 31 luglio 2014

GONFIENTI, LE ''BALLE" CONTINUANO


Ecco, come sempre, ogni volta che denuncio qualcosa di Gonfienti, che subito dopo si danno daffare per smentire quello che ho scritto. Devo farlo più spesso...!

Rimane il fatto che la Soprintendenza deve spiegare cosa ne fa dei nostri soldi, visto che non ha messo in ordine il sito come è scritto nel cartello, anzi si trova in mezzo a una piccola selva!.

Hanno un terrore panico di quello che scrivo - con tanto di documenti - e non dormono la notte per smentirmi!

E' sempre stato così dal 2008, come ho avuto modo di scrivere e provare nel mio libro su Gonfienti. Faccio o scrivo una cosa, e subito devo 'annebbiare', confondere, intorbidare, illudere i cittadini con le balle, questa volte, una 'ballina' confezionata bene, via!

Quello che hanno approvato ieri, è solo un atto formale, pur necessario, certo. Che la Regione compri Gonfienti va bene, bisogna vedere poi se nel frattempo non distruggono tutto, come già sta accandendo ed è accaduto; insomma, se non arrivano quando ormai è troppo tardi.

Nell'articolo che copio sotto vi si parla di Fabrizio Mattei, per due volte sindaco di Prato, che risulta il campione dell'atto formale e si impegna in chiacchiere: fu durante il suo mandato che la Città Etrusca sul Bisenzio fu scoperta, e fu fatto il possibile per farla rimanere sottoterra al fine di far sviluppare Interporto, Aeroporto e tutta la devastazione della Piana.
Magari se come sindaco si fosse mosso prima (con Romagnoli fu il 'de profundis!), e avesse detto qualche no, sarebbe stato meglio e ora non dovrebbe in fretta e furia confezionare determine!

Foto dell'estate 2009, durante le riprese
del video "Gonfienti muore". 
Cercano di confondere le idee e cancellare la memoria, e troppo spesso ci riescono.
Foto di Maila Ermini. Il sito di Gonfienti il giorno prima del debutto del mio
"Gonfienti storia di una battaglia" il 20 novembre 2010.
Poi il sito non è stato più riaperto, ed è di nuovo ricoperto dalle erbacce
e sprofondato nelle erbacce.





Foto di G.Centauro del 'megamostro' all'interno dell'Interporto, al lato del
sito archeologico, che si trova alla sua destra, ultimato nel 2010.


Da Notizie di Prato

"Gli impegni della giunta toscana per l’acquisizione dell’area degli scavi archeologici di Gonfienti entrano nel Documento annuale di programmazione della Regione. Questo grazie a una risoluzione, proposta dal consigliere pratese Fabrizio Mattei (PD), votata pochi minuti fa dall’Aula con un voto bipartisan (solo due astenuti).

Nella risoluzione si fa riferimento alla “necessità di valorizzare il patrimonio storico e archeologico della Toscana”, enunciata dal Documento di programmazione, e viene ricordata “la grande rilevanza archeologica del sito etrusco di Gonfienti a Prato e la necessità di urgenti interventi di salvaguardia e valorizzazione dell’intera area archeologica”.

Quindi per la giunta regionale si tratta ora di “dare seguito agli impegni già annunciati e sottoscritti per l’acquisizione dell’area al patrimonio disponibile della Regione Toscana, oggi di proprietà della società dell’Interporto della Toscana Centrale e consentire finalmente la realizzazione di un progetto adeguato e concreto per il recupero e la valorizzazione di uno dei siti archeologici e etruschi più importanti del nostro del Paese”.
«Sono molto soddisfatto per questo voto – commenta Fabrizio Mattei – e continuerò a seguire da vicino la vicenda, affinché questa volontà di acquisizione dell’area, ribadita anche dal Consiglio regionale, possa concretizzarsi rapidamente».

mercoledì 30 luglio 2014

ECCO COME SONO RIDOTTI GLI SCAVI DI GONFIENTI

Un anno fa la Sovrintendenza fiorentina annunciò che gli scavi erano ripresi, che addirittura si sarebbe potuto visitare il sito, almeno dopo la ripulitura.


Oggi, ecco come il sito è stato ripulito in data 29 luglio 2014!
Si osservi che i lavori, che avrebbero dovuto terminare a gennaio 2014, sono stati prorogati dal 28 giugno fino al 4 agosto 2014, ma nella data in cui sono state scattate le foto, cioè ieri, non c'era nessuna traccia di persone e lavori effettuati. 

P.S. Foto e scritte interne di U.G.

martedì 29 luglio 2014

LARIS PULENAS A MARCIANA MARINA (2)


Ieri sera ha piovuto durante la recita del Laris Pulenas.
Ma siamo andati avanti, e anche il pubblico è rimasto, sebbene diversi si siano allontanati per la paura – per due minuti ha piovuto sul serio, tanto che qualcuno ha aperto l'ombrello – , e siamo arrivati fino in fondo.

Ogni volta con il Laris Pulenas è un capitolo a parte, una intensa emozione.

Gianfelice stamani mi dice che questi che facciamo non sono soltanto spettacoli, ma qualcosa di più.
Di solito con il Laris recitiamo utilizzando la luce del  sole al tramonto, come fu a Poggio Castiglioni nel 2008 o l’anno passato a Luogomano.

A Marciana Marina abbiamo montato, da veri attori e tecnici, anche le luci e l’audio.             
Questo per ottimizzare i costi, certo, anche se io l’ho sempre fatto, in particolare d’estate, perché non essendo figlia d’arte né raccomandata da nessun padre partito, ho dovuto arrangiarmi e competere.
 Accade insomma che prima di fare uno spettacolo come questo, sommamente difficile bisogna lavorare, allestire, e dopo, dopo che hai recitato e sei stanco, devi disallestire.

Un signore, che ci aveva seguito per conto dell’agenzia che organizzava, è rimasto stupito e alla fine mi ha detto che raramente gli attori hanno la nostra competenza, anche tecnica.
Che gli ‘attoroni’, spesso capre, così ha detto, se la menano  - il signore è di Milano – e guardano i tecnici dall’alto in basso eccetera.

Ho chiamato questa replica del Laris Pulenas, l’ “eroica”, perché poi, con la pioggia che arrivava dal mare, entrava anche vento nei microfoni, e non ci si poteva fare molto, perché arrivava di lato, non si poteva schermare.
Però anche questa recita è stata bella, importante, unica. Forse proprio per difficoltà che abbiamo vissuto, tutte insieme.

Questi alcuni commenti, scritti su un Libro del Gradimento bagnato, e che ora porta i segni della pioggia sul foglio raggrinzito.

C’era anche il Sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, a vedere lo spettacolo, e ha scritto:
 “Un grazie sincero dal Comune di Marciana Marina. Siete BRAVISSIMI.”
 E poi:

“Ogni volta che lo rivedo, mi pare più intenso e potente. Bravi”, Simone.
“Testo stupendo, benissimo recitato”, Paola L.
“Complimenti, straordinari”, A.Zecchini
“Un’ottima interpretazione”, Andrea (?) e Francesca.
“Bellissimo spettacolo! Vi aspettiamo per un’altra meravigliosa interpretazione!”, Alessandra.
“Uno spettacolo eroico, con la pioggia…straordinario”, Beppe.

L'ACI E' CONTRO LA BICICLETTA?

Ogni volta che si parla di bicicletta e di tutelare l'utenza vulnerabile, ecco che spunta qualche signore importante dell'ACI a dire che in Italia non 'è una sufficiente cultura della bicicletta. Certo l'ACI non fa molto per diffonderla, basta sfogliare il giornale che pubblica e che dà in regalo ai suoi affiliati. Qui si tutela e sempre il mondo delle automobili e delle sue vendite, vecchia storia ital-fiattiana.

(Da Il Tirreno di oggi)
"Il relatore Gandolfi (Pd): in arrivo norme a tutela dell’utenza “vulnerabile” 
«Città a misura di pedoni e ciclisti»
ROMA Semplificazione, sicurezza e sostenibilità: sono queste le parole chiave della nuova riforma del Codice della strada su cui ha lavorato, in questi mesi, la commissione Trasporti della Camera. In particolare, come spiega il relatore al provvedimento Paolo Gandolfi (Pd) «il testo unificato, oltre a rafforzare il concetto di sicurezza, ha inteso dare una maggiore protezione alla cosiddetta “utenza vulnerabile”», cioè pedoni e due ruote, motorizzate e non. Onorevole a che punto è il testo di riforma? «Siamo a un terzo del percorso, che a me piace paragonare a una corsa ciclistica a tappe. L’iter di una legge delega è un po’ lungo e non sarà concluso prima di un anno e mezzo». Quali sono le principali novità? «Fino ad oggi tutte le modifiche sono intervenute soprattutto su strade extraurbane, penso ad esempio, all’introduzione dei “tutor”. Modifiche che hanno portato buoni risultati: meno morti, meno feriti e meno incidenti stradali. Non si può dire lo stesso dei risultati delle strade urbane, dove vulnerabili restano i bambini, gli anziani, i ciclisti ed i motociclisti. Per questo abbiamo lavorato al miglioramento del trasporto pubblico, della mobilità ciclistica e pedonale, della diffusione delle cosiddette “zone 30”, ossia zone urbane dove le attività residenziali, scolastiche, commerciali o ricreative, non possono essere sacrificate alle sole esigenze del transito dei veicoli, in cui la velocità sia ridotta a 30 chilometri orari, al fine di consentire la circolazione contemporanea e in sicurezza dei veicoli, a motore e non, e dei pedoni». A proposito di due ruote, aveva fatto discutere mesi fa la possibilità per le bici di andare “contromano”. «In realtà si consente di percorrere il senso opposto e solo a certe regole, come le “zone 30”. Non è pericoloso e, anzi, favorisce la sicurezza». Secondo il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, in Italia non ci sarebbe una sufficiente cultura della bicicletta per un tale cambiamento. «È vero, come è vero che ci sono anche le strade da adeguare. Ma le cose non si mettono in fila una dopo l’altra. Bisogna lavorare su più fronti». (a.d’a)

lunedì 28 luglio 2014

LARIS PULENAS A MARCIANA MARINA



N.B. Lo spettacolo si svolgerà in Piazza Bonanno e non in Piazza della Chiesa come scritto sulla locandina

domenica 27 luglio 2014

Cronache dall'era di Biffo-Cé (1)

Nessuna opposizione, finora. A Prato ora è il tempo della continuità con l'era Cenni. L'ha detto lo stesso sindaco.
Cambiano solo alcuni dettagli:
1. La Festa del Cocomero si chiamerà Festa di Mezza Estate (ah, Shakespeare!); si farà la sera per renderla meno volgare e popolare, e come indica il titolo, più 'scicche'; per vedere anche  se ci saranno meno cinesi, e conseguenti polemiche,  a mangiare il cocomero.
2. Si anticipa il corteggio storico di un'oretta, e senza 'fohi', che costano troppo.

Il sindaco va agli incontri, spesso anche fallimentari (e in questo dimostra o buona volontà o forse inesperienza) che si organizzano, tutti insieme, anche con coloro che dovrebbero stare all'opposizione, e invece amano mostrarsi e farsi fotografare insieme a lui.
C'è chi invece dell'opposizione nemmeno si vede, ma soprattutto non si sente più, nonostante sieda in consiglio comunale.

Tutto procede per il meglio, a parte qualche rissa fra cittadini cinesi e italiani, anche i cinesi ormai si stanno convertendo alla movida (quelli ricchi, eh; gli altri sono tutti ancora comunisti) e di notte alzano il gomito e danno fastidio. 
Qui dove vivo io è lo stesso, al circolo i ragazzi (italiani) se la spassano fino alle 4 del mattino, e qualche cittadino mugugna, però, dài, si tratta di ragazzi, lasciamoli stare. Lasciamoli divertire!

Biffo-Cé si rammarica della scomparsa delle circoscrizioni e dice che le periferie non saranno abbandonate. Intanto, per non perder tempo, ci si dà daffare nei circoletti per cene e roba varia, bisogna portare soldi al partito, ma soprattutto, mostrarsi volenterosi.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...