sabato 20 settembre 2014

Stagione 2014-2015 al Teatro La Baracca

Stamani abbiamo presentato la stagione al Teatro La Baracca.
Presenti i giornalisti, ma assenti le autorità (non solo gli assessori, ma anche il presidente della commissione cultura, che abita a 50 metri dal teatro).
D'altronde non lamentiamoci troppo: le autorità comunali sono stati assenti anche alla presentazione del rettilario al Centro Naturale di Galceti, che è comunale. Così ha riferito qualcuno del pubblico presente.
Il filo conduttore della nostra stagione è lo SKANDALON, l'inciampo perturbante, come ha suggerito Fulvio Silvestrini.
Scandalosa ormai è anche la nostra presenza, la presenza di un teatro indipendente in un contesto del tutto 'sistemizzato'. Per questo ho voluto introdurre anche la presenza di un autore classico scandaloso come Pasolini, e in modo del tutto scandaloso, ca  va sans dire.
Miriam, moglie di Gesù con cui dibuttiamo, apre uno squarcio imprevisto e perturbante nella mia stessa drammaturgia, è come un figlio non voluto, diverso, ribelle, ma molto amato. Insieme a me e a Gianfelice recitano due ragazze del laboratorio teatrale, un altro inciampo alle nostre certezze e professionalità.
Molto apprezzato è il progetto di teatro-tour previsto per la primavera, progetto originale nelle periferie di cui vado molto fiera -che ho presentato (vedremo...) anche all'assessore alla cultura di Prato - spettacolo della Baracca fuori la Baracca con cui cercheremo di camminare con occhio diverso, e non solo teatrale, nella città.
Novità sono il ritorno delle compagnie esterne: una, ma tanto basta per un teatro che ormai non riceve più nessun soldo pubblico.
Permane lo scandalo della poesia come forma d'arte ormai obliata, disattesa, ostacolata, ma nostro costante filo conduttore e ragione di vita.



PROGRAMMA  DELLA STAGIONE TEATRALE 2014-2015 AL TEATRO LA BARACCA


2014

Sabato  27 settembre, venerdì 3, sabato 11, 18, 25 ottobre, ore 21
                MIRIAM, moglie di Gesù
Di e con Maila Ermini
Con Gianfelice D’Accolti
e con Federica Angeloni e Francesca Lenzi
    

Sabato 15 novembre, ore 21
UN’ OTTAVA DI SERA
Lezione-spettacolo sull’ottava rima
con Realdo Tonti ed Emilio Meliani


Sabato 6 dicembre , ore 21
GAETANINA BRESCI
MIO PADRE GAETANO, IL REGICIDA
Di e con Maila Ermini
Con Gianfelice D’Accolti


Sabato 20 dicembre, ore 21
L’INFANZIA NEGATA DEI CELESTINI
Spettacolo e presentazione della 2° edizione del libro
Di e con Maila Ermini


2015

Sabato 24 gennaio, ore 21
CATTIVERIE
Graffi d’autore per pubblico disinibito
Di e con Gianfelice D’Accolti


Sabato 7 febbraio, ore 21
VI ODIO, CARI STUDENTI
Letture e conversazioni da
Pier Paolo Pasolini


Sabato 28 febbraio, ore 21
DON GIOVANNA SEDUTTRICE
di e con Maila Ermini

Sabato 21 marzo, ore 21
FESTA DELLA POESIA
Spazio aperto a tutti i poeti

Domenica 29 marzo – orario da stabilire
LO SPETTACOLO DELLA CITTA’
Teatro-tour della città di Prato
Progetto di visita cittadine descritta e…sognata.

Sabato 18 aprile, ore 21
L’AMORE E’ UN BRODO DI CAPPERI
Di e con Maila Ermini


RAGAZZI 2014


Sabato 1 novembre
Domenica 9 novembre
LA LUPINA (Ex Lupissima)

Domenica 23 novembre
PETUZZO – LA FILASTROCK!

Venerdì 26 dicembre
Domenica 28 dicembre
RACCONTESSA

Giovedì 1 gennaio 2015
Domenica 4 gennaio
LA BEFFANA

Domenica 11 gennaio
Domenica 18 gennaio
PETUZZO – LA FILASTROCK!

Domenica 22 febbraio
BACO GIGI SCIO’




Orario spettacoli:   sabato e feriali ore 21


domenica e festivi ore 16 (Gli spettacoli per ragazzi sempre alle ore 16).

Ingresso  12 euro.

Teatro ragazzi: 6 euro.

La Festa della Poesia è a ingresso libero.

Per partecipare a Lo spettacolo della città è necessaria la prenotazione, con orario e costi da comunicare.

Attività didattica:

Il mercoledì è dedicato ai laboratori teatrali: dalle 18 alle 20; per ragazzi; dalle 21 alle 23 quello per adulti.

Per informazioni, rivolgersi al teatro.

Teatro La Baracca
Via Virginia Frosini 8 - Casale – Prato
Telefono/fax: 0574812363
teatrolabaracca@gmail.com

labaracca@tin.it





giovedì 18 settembre 2014

PRESENTAZIONE DELLA NUOVA STAGIONE AL TEATRO LA BARACCA

Sabato 20 settembre 2014, alle ore 11, presenteremo la nuova stagione teatrale al Teatro La Baracca.

Ma naturalmente non parleremo solo di teatro. Non parleremo solo di spettacoli e dei progetti originali che abbiamo.

Diremo come si fa a vivere e a costruire una stagione teatrale, per esempio, senza nessun appoggio; senza essere un teatro riconosciuto; come si fa a vivere quando si è 'teatro extracomunitario', un 'teatro di frontiera'.

Quindi parleremo anche di economia, e di antropologia. E anche di paesaggio, di ecologia.

La nostra testimonianza è ormai lunga 23 anni.

Abbiamo invitato tutti: giornalisti e nuove autorità competenti, curiosi e amici. L'ingresso è libero, vi prego di essere puntuali.


UN UNICO, SOFFOCANTE SISTEMA CULTURALE

Ancora una volta, qui e là, qualche testolina parla di 'fare sistema'. Un unico sistema culturale.
Naturalmente da gente che ha interesse a stare nel 'sistema' culturale che deve essere mono-diretto.

Una vecchia canzone. Un unico regista. Un pessimo spettacolo. Per avere più soldi possibile, naturalmente. Che devono essere cercati ovunque da esperti ragionieri. Per fare il peggio che si possa fare a livello culturale: sia esteticamente parlando che politicamente. Chiamando a lavorare solo amici o personaggi.

Non solo le testoline sono state messe dentro al sistema dal babbo e dalla mamma,  di partito o veri ma sempre grazie al partito; non solo percepiscono stipendi del 'sistema'; non solo sono incompetenti e di 'regie' nemmeno l'ombra, ma parlano anche. E delineano gli orizzonti.

E mostrano la loro ignoranza. La loro profonda ignoranza culturale; la loro avidità.

Sono quelli che fanno derivare la parola 'spettatori' dal verbo 'aspettare'.

La tentazione è sempre quella, cambiano i colori delle maglie, ma non cambia la vocazione a soffocare creatività, libertà, fantasia, diversità, altre economie.

Così poi, se per caso nasce qualche testa bella, che mostra la loro inettitudine, la possono soffocare subito.


mercoledì 17 settembre 2014

LA SATIRA E' FINITA

Già altre volte avevo parlato di Benigni, del suo continuo piegarsi al GP2 (Gran Premio del Potere), ma ora, dopo le sue morbidissime dichiarazioni nei confronti di Renzi alla trasmissione Ballarò (ma che conduttore avete messo?) e dei dilettanti allo sbaraglio che lo circondano, possiamo dire veramente che la satira è finita.
Beninteso, anche altri comici concorrono al GPS, come il comico nostrano Panariello, il quale sembra che abbia fatto battute sul rullaggio degli aerei a Piazza Mercatale (Prato), in modo da bonariamente prepararci al futuro che ci aspetta, ossia l'ampliamento della pista dell'aeroporto di Firenze con conseguente traffico aereo 'maggiorato' sulla Piana fra Pistoia, Prato e Firenze.
La satira è finita e il potere sta tranquillo, 'non passa lo straniero!': anche perché Luttazzi o altri che potrebbero invece rimetterla in vita sono tenuti in fermo esilio, come in ogni dittatura che si rispetti.


http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/roberto-benigni-a-ballaro-il-pd-unica-opposizione-a-renzi/177432/176155

martedì 16 settembre 2014

"Miriam": prossimamente, al Teatro La Baracca

Sabato 20 settembre ore 11, alla presentazione della stagione al Teatro La Baracca, vi racconto tutto.

Comune di Prato: l'insostenibile inconsistenza del non essere

Se si leggono i comunicati stampa del Comune di Prato si osserva una spaventosa carenza di argomenti significativi.
Celebrazioni, omaggi, ricordi, elenco del buonismo più noioso. 
Comunicazioni di servizio, come la deviazione di traffico per manifestazioni e vari; oppure, in ritardo, comunicazioni relative a disinfestazioni o chissà cosa.
Costanti, come nell'era cenniana le relazioni dei 'risultati' contro  la lotta contro la clandestinità, lo sfruttamento. Sequestri di capannoni, in manette qualche tristo personaggio di nazionalità cinese.
Di sostanziale c'è stato soltanto un aumento delle tasse, e un triste bilancio.
Accanto a casa mia lo sfruttamento nei capannoni continua costante. Nessun sceriffo cattivo, nessun caro amico delle regole o dei cinesi (con casa a Pechino, magari) è ancora riuscito a risolvere questo problemuccio, che naturalmente nessuno veramente vuole risolvere, fatto salva un po' di apparente decenza che deve essere mantenuta. La forma, cari cinesi, mantenete in po' di forma!
Al momento l'attività del Comune di Prato si delinea e profila inesistente rispetto al cittadino, e il risultato di queste ultime elezioni, dopo quattro anni di nulla strombazzato al comando, rischia di non produrre che queste processioni di personaggi incensanti bontà, santità, dotati di cartellina delle migliori intenzioni, una sfilata insomma del peggior buonismo che nulla porta se non al solito mantenimento dello 'statino quo', e con parecchie cadute di gusto.

Intanto noi, chi non è incensato o toccato dal potere e deve darsi da fare per mangiare e campare, detto banalmente, stiamo sprofontando: grazie sì alla congiuntura economica, ma con la forte complicità della mediocrità di chi è al comando e relative complicità, agli affarucci di famiglia e di partito. A Prato come altrove, beninteso.


domenica 14 settembre 2014

La funzione dell'assessore alla cultura

Quando ho presentato Gaetanina Bresci a Monza, l'assessore del posto è rimasto sorpreso.
Pensava che io facessi tornare in vita il nostro concittadino Bresci, e allora ha detto di no.
Invece in Olanda, paese retto da un re, evidentemente non si temono i morti e nemmeno i regicidi, e non c'è stato nessun ostacolo alla recita.

L'assessore monzese difendeva la città dal possibile ricordo del regicidio che, pur lontano, è tabù cittadino. E italiano. Temeva insomma la polemica, lo scandalo. Temeva per la sua carriera politica.

Chi ha visto Gaetanina Bresci sa perfettamente che l'assessore si sbagliava di grosso. Ma come spiegarglielo?

Certo è che l'assessore alla cultura svolgeva in quel caso il baluardo contro le idee 'sbagliate' o contrarie.
Eppure l'assessore era di sinistra.

Ma questo è evidente, non vale più, che ormai sinistra e destra, partiticamente parlando, hanno stretto patti e condizioni, come un contratto di gestione del potere.

Lontano è il tempo degli assessori alla cultura come il compianto Nicolini, romano inventore dell'estate appunto romana. 
L'assessore valorizzava davvero gli artisti, nel bene e nel male, e ci fu allora molta vivacità.
Ora la vivacità romana non si sa cosa sia, e meno male che prossimamente arriva Grillo al Circo Massimo a vivacizzarne il movimento 'culturale' o similare, il dibattito, via!  altrimenti sarebbe davvero una città morta!

Questi assessori alla cultura sono nominati soltanto per:

1. difendere i grandi enti culturali in quanto luogo di occupazione di potere, anche se fanno finta di non farlo, di valorizzare e andare anche nei luoghi che non sono in, ma off. (Ma devono essere off benedetti, non off maledetti, sia chiaro, dove non rischiano contestazione, per esempio).
2. ostacolare l'originalità, le novità, la cultura alternativa vera, non certo quella benedetta dal partito. 
3. Portare avanti i propri beniamini, amici di partito per stare sicuri sia rispetto al partito sia rispetto alla propria carriera politica. 
4. Allevare solidali, fideles. E quindi creare un gruppo di simpatizzanti, che subito scrivano o agiscano o altro nel caso di attacco. Che deridano chi la pensa diversamente, chi vive culturalmente in modo diverso, eccetera. Creare possibilmente confusione al basso per poi in alto fare quello che si vuole impunemente e proprio con l'aiuto dei beniamini. Nei casi peggiori, allevare ruffiani personali, piccoli falsi 'adoratori', fans. Molti assessori (e certo non solo quelli alla cultura!) hanno allevato ruffiani. Oggi è facilissimo, più facile di sempre, data la penuria di lavoro e di 'pari opportunità', e con l'aiuto di facebook l'affare è a portata di clic. E poi è necessario, dato che ci sono i blogger che possono essere 'oppositori'; anche se pochi, devono essere 'svalutati' nella comunità internautica.
5. Percorrere temi sicuri per le proprie manifestazioni e fare marketing più possibile, e quindi creare 'grandi eventi' di cui parlino i media. O eventi alla moda. Anche perché oggi all'assessore alla cultura si chiede di stimolare l'economia, il turismo, di essere portatore di masse e quindi di numeri. Tutti oggi devono fare 'numeri', non certo cultura o migliorare la qualità della vita.  La visione culturale è ormai soltanto economicista. Come si vede anche nella scelta del CdA dei teatri, di tutti i teatri, non solo del Metastasio, o dei musei o di altri enti culturali. Di esempi in questo senso ne è piena l'Italia. 

Anna Beltrame, precedente assessore alla cultura del Comune di Prato, era stata nominata assessore alla cultura, ma la sua funzione era di  propaganda e comunicazione; anche se lei non era filo partito,  il potere si fidava di lei. Poi le cose andarono un po' diversamente e la signora, molto decisionista e 'forte', si prese delle libertà o aveva modi che non erano graditi a Cenni o ad altri, non so. Leggenda dice che lui non la sopportasse più e che ne evitasse la presenza.

Quando invece comanda il partito, questo rischio, delle sorprese, viene parecchio evitato, perché come assessore alla cultura viene nominato un alfiere fidato, che crea un piccolo fortino. Poi che c'entra, può accadere di tutto anche in questo caso (vedi nel caso di un partito diviso come è appunto il PD), ma troppo spesso quando ormai è troppo tardi. Come appunto fu il caso di Anna.

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...