sabato 11 ottobre 2014

STASERA MIRIAM 3

Grazie a tutti quelli che stasera verranno a vedere MIRIAM.

E' la terza replica. La terza replica del nuovo anno senza un centesimo pubblico.

Nemmeno le bricioline per la pubblicità, quello che riuscivamo a strappare, del tipo mille euro se andava bene.

Mi sembrano mitici i tempi in cui si prendevano quattromila euro. E' successo solo una volta, è stato il massimo, al tempo di SIPARIO APERTO.

Ma anche per questa assoluta libertà, come qualcuno ha detto, possiamo mettere in scena testi come Miriam, che parla, fra le altre cose, del carcere.

I nostri non sono argomenti che sono cari ai dirigenti, è noto. O agli omaggianti critici teatrali, quei pochi rimasti, che vanno soltanto al 'festivals' foraggiati.

Siamo calpestati e censurati. Tuttavia siamo qui e ci saremo ancora, non abbiate dubbi, per proporvi sempre questo teatro politico, l'unico teatro possibile. Oggi il resto non serve a niente.


venerdì 10 ottobre 2014

La ciclabile di Prato è zona di spaccio

Sono stata avvisata da un signore, nella ciclabile fra Vergaio e Galciana verso l'ora di pranzo, esattamente sotto il ponte della declassata, che c'erano persone poco raccomandabili.
Meglio, per una donna sola, mi ha suggerito il signore, di non avventurarsi.

Effettivamente ho visto il solito gruppetto all'opera.

All'ora di pranzo, così come la notte, la ciclabile è campo libero per spacciatori. Ogni tanto si vede gente scappare all'improvviso.

Il tratto più 'a rischio', della ciclabile a ovest, è senz'altro quello di Galciana, dove gli spacciatori si danno appuntamento quotidianamente nelle ore meno frequentate dalla gente.

I LAVORI MAI FINITI NEL COMUNE DI PRATO (2)

Pista ciclabile a Casale. E' così da almeno tre mesi. La gente, spazientita, ha tolto la protezione e ci va lo stesso, però! Non ne possiamo più: percorrere il viale alberato a piedi o in bici è pericoloso. 
La 2a Tangenziale di Prato, che passa dalle Pantanelle, uno dei luoghi cult di Prato, il PARCO!, la zona verde lasciata completamente al cemento, all'inquinamento e all'incuria, dove si può ammirare il Depuratore del Calice, le sue acque e, appunto, quest'opera non ancora conclusa. Leggendo i cartelli, però!, sono in un po' in ritardo (data consegna lavori: settembre 2007).

NON SARA' UN PARCO AVVENTURA

Celebriamo la decisione del consiglio comunale di Prato di realizzare un 'parco attrezzato' nell'area dell'ex-ospedale con questa canzone:

Non sara' 
un parco avventura 
non puo' essere soltanto 
un colatino di cemento
questo parco
non e' una stella 
che al mattino se ne va 
Oh no no no no no no 
Non sara' 
un parco avventura 
questo parco e' fatto solo di poesia 
tu sei mio 
tu sei mio 
fino a quando gli occhi miei 
avran luce per guardare  i parchi tuoi.
Inparcato
sempre di piu' 
in fondo al parco
per sempre tu 
perche' non e' una rimessa
ma e' quel che sara' 
domani e sempre 
parco sarà, 
parco sarà
parco sarà
parco sarà.
No! Non sara' un parco avventura 
un parco avventura 
non e' un parco che col tempo puo' morire 
ma vivra' 
quanto il mondo 
fino a quando gli occhi miei 
avran luce per guardare i parchi tuoi. 
Inparcato
sempre di piu' 
in fondo al parco
per sempre tu 
perche' non e' una rimessa
ma e' quel che sara' 
domani e sempre 
il parco vivrà. 
Perche' io sono imparcato
sempre di piu' 
in fondo al parco
ci sei per sempre tu... 



giovedì 9 ottobre 2014

Lavorate quando e dove volete: e sarete più schiavi

Ci sarà un bel risparmio nel futuro del lavoro: intanto non ci saranno più le sedi.

Sembra che in Italia anche la Siae stia andando in questa direzione, anche perché avere dipendenti e sede costa troppo per un 'mandatario'.
Ci saranno i giovani che con il loro cellulari andranno in giro a registrare gli spettacoli. Gli incassi li comunicheremo direttamente da casa, pagando il dovuto, con il nostro magico computer, il nuovo colonizzatore.

Ora,  i grandi colossi che dicono 'lavorate dove volete, purché lavoriate', in realtà non vanno incontro ai lavoratori, al contrario.

E' un inganno, una grande ipocrisia!

Il lavoratore sarà invaso dal lavoro, ci sarà sempre meno più separazione fra lavoro e vita privata. E sarà più schiavo, oltre a essere meno retribuito!

LETTERA A MINA

Cara Mina,
ho visto un pezzo dell'ultimo intervento di Crozza su La 7, c'è un sottile, ironico attacco te e alla tua continuata assenza dalla televisione e dal teatro.
La svalutazione del senso attraverso la ridicolizzazione, con la scusa della 'satira'.
Il procedimento è noto.

 - Ma la strategia di Berlusconi qual è? -, Crozza chiede a Toti.  - Mi sembra che sia la strategia di Mina, sparisce dalle scene sperando che la gente voglia rivederlo...Faccio un cd con Celentano?-.

Certo  non devi essere molto simpatica all'establishment, questo un po' da sempre, ma in particolare da quando hai dato in qualche modo un 'appoggio' a Grillo con la tua lettera "I politici e l'imenoplastica": http://www.beppegrillo.it/2012/05/i_politici_e_limenoplastica_di_mina.html

Se non proprio appoggio a Grillo, sicuramente un attacco al sistema politico.

Il potere te la fa pagare, e non dimentica. Un artista, un intellettuale è un po' come uno schiavo, costretto dal bisogno, e deve tacere. Ancor più di qualsiasi altro lavoratore è costretto a chinare il capo, perché altrimenti non lo fanno lavorare. Non è così, Mina?

Spero che tu non torni mai in televisione. In questa televisione.  Se proprio devi tornare, fallo in un teatro. Ma che sia un teatro libero, o un po' al di fuori di questi gestori-direttori pagliacci.

Fai come Gaber. Che tutti ora osannano, ma di cui non dicono la vera protesta.
La tua bellezza, oltre che nella tua inarrivabile voce e  interpretazione, sta in questa assoluta ribellione. Almeno tu persisti, che te lo puoi permettere.


Maila Ermini

BIFFONI IN DIFFICOLTA'

Giorni difficili per Renzi, e di conseguenza giorni difficili per Biffoni, Sindaco di Prato, che si vede costretto a rispondere ai vari attacchi di persona. E l'ufficio stampa? E una segretaria?

Coloro che l'avevano strenuamente appoggiato,  or pochi giorni fa mostrandolo come il rimedio agli anni cenniani e alle bancarotte (gli stessi che prima avevano lo avevano appoggiato, il Cenni),  gli stanno facendo ciao con la manina.

Le tasse esosissime che il Comune ci ha propinato - con fare da padroni, con tanto di letterina- sono un bell'appiglio. Non aspettavano altro!

Hanno già deciso di cambiare il verso del 'girotondo'.  E la lotta non è che all'inizio.

Insomma, i gattopardi sono già all'azione, e con il consenso del popolino. 

Rispetto a queste e altre lotte gattopardesche, nel regime democratico noi del popolino siamo come la carta igienica al bagno: necessaria, ma poi alla fine finisce nel wc.

mercoledì 8 ottobre 2014

IL FALSO ANTICONFORMISMO DEI SINDACI

In merito alla vicenda sui matrimoni fra omosessuali, si registra il solito valzerino ipocrita di quei sindaci che mostrano il loro presunto anticonformismo e sfidano la legge e vogliono validare quelle unioni contro il Ministro Alfano.

Questi sindaci però non sfidano nulla e nessuno nel loro partito, nel loro sistema di potere. All'interno del percorso politico italiano vige un conformismo assoluto che nessuno di questi campioni dei diritti intacca  minimamente!

Lo sbandierare in difesa dei matrimoni gay, affermare di 'voler andare contro la legge' (sic!) è una ipocrisia buona e utile per le loro campagne elettorali.

Il vero anticonformismo, la vera sfida consiste in altro e questi, come altri sindaci non ne sono davvero l'espressione! Sempre ortodossi, e a capo chino, attenti a non sbagliare mossa nel percorso a ostacoli dell'ambiziosa corsetta.

Forse, oltre a concedere la possibilità a tutti di sposarsi con chi e come (come dovrebbe essere nel cosiddetto paese civile e laico), si dovrebbe cominciare a concedere la possibilità a tutti anche di non sposarsi senza essere menomati nei diritti.

Perché la vita affettiva deve essere regolata solo dal matrimonio? Ma soprattutto,  perché  si ambisce  solo e sempre alla 'santa' famiglia?

martedì 7 ottobre 2014

TRASPARENZA FINANZIARIA

E' un obbiettivo irrealizzabile. Nessun ente si mostra a completa trasparenza finanziaria, e forse nemmeno a metà. E invece, per esempio i Comuni, dovrebbero esserlo.

Il settore cultura non sfugge a questo quadro di occultamento. Nemmeno i teatri.

Vi ricordate qualche numero che riguardi il vostro e amato teatro? Il vostro amato museo? Eccetera?

Sapete - non dico esattamente ma più o meno - quanti soldi pubblici e privati riceve il teatro eccetera?

Come li spende? Dite la verità, non sapete come spendono i vostri soldi.

Non sapete, per esempio, se prende pochi o tanti dindi. E perché magari prende tutto quel teatro, fa cappotto di gran parte delle risorse destinate alla cultura.

Non sapete nemmeno di un posto dove andare a controllare questi numeri...

(In una città dell'inventore della lettera di cambio, il Datini, poi, è vergognoso non occuparsi di certi temi...Io mi sarei aspettata anche una bella università di saperi economici!).

E non sapete perché come chissà alcuni personaggi della vostra città godano di inspiegabili benefici economici grazie alla propria posizione.
Che ne so, qualche direttore, qualche presidente o, in qualche caso, qualcuno meno importante, lo vedete puntare settimanalmente e più volte con la sua mangiatina fissa al ristorante grazie alla comunità.
Cioè voi, cari cittadini, pagate per lui o lei. Voi pensate, con le vostre tasse, di pagare solo il teatro, la sua gestione, gli spettacoli, e invece pagate anche...il suo ristorante!

Magari alla persona spetta davvero di diritto... non è una occulta regalia...Ma chi lo sa?

lunedì 6 ottobre 2014

CHI HA SBAGLIATO, DOVRA' PAGARE!

Chi ha sbagliato
dovrà pagare,
cinquetta il capo,
per quest'errore!

Io pagherò 
per tutti quanti,
ché non ho santi,
ché non ho santi.

Avete fatto quel che vi pare,
buttato calce,
rubato l'acqua
sozzato il mare;

coprite siti
scoperte avite,
senza vergogna
mi ci portate,

e poi esultate.

Io pagherò per tutti quanti
ché non ho santi
ché non ho santi.

Ho messo un nome
e non dovevo
la privasì ho calpestato;
e sì, ho sbagliato.

E invece voi, che comandate,
siete protetti, e sentenziate.

Siete innocenti?
E che mi fate, e che mi fate?

Io pagherò per tutti quanti,
ché non ho santi
ché non ho santi.

GONFIENTI, RENZI E LE SOPRINTENDENZE

La gente ha memoria corta. Anche e soprattutto i politici locali.
Alla luce di quanto raccontano di ieri, tutti cantanti Gonfienti, - 'come non l'avete mai vista' - a una Gonfienti ridotta a una 'villa etrusca' (aiuto!), visita con tanto di corifei e numeri (oh quante belle figlie, madama Doré), ricordo quando Renzi, or pochi mesi fa, asseriva che:

l'Italia  è "una terra in cui le sovrintendenze vincolano e tutelano anche e soprattutto le schifezze", "il sistema delle sovrintendenze è inchiodato a un modello centralista e burocratico di Stato che poteva andar bene, forse, nella seconda metà dell'Ottocento", (Fuori!, 2011), "sovrintendente è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che?" (Stil Novo, 2012), "Abbiamo la cultura in mano a una struttura ottocentesca, non può basarsi sul sistema delle sovrintendenze" (frase pronunciata all'indomani della vittoria di Renzi alle primarie del PD l'8 dicembre 2013), e via dicendo".

Chissà cosa ne pensano il sindaco di Prato Biffoni, e Renzi 2 a Firenze, Nardella, dei soprintendenti.

Come al solito Renzi esagera. E' un favolista. Il vero novelliere toscano. Come dimostrano i fatti, anche e soprattutto a Gonfienti sepolta dall'utile dell'inutile, non è affatto necessario eliminare l'800 per spianare la strada alla nuova Italia  marchion-zonin style.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...