giovedì 20 novembre 2014

Petuzzo, la filastRock!

Per alcuni giorni vi abbandono: sono impegnata nel debutto del mio Petuzzo, la FilastRock!, un'opera teatrale per ragazzi tutta in rima. Difficilissimo e credo molto bello. A tra qualche giorno...


Domenica 23 novembre ore 16, al Teatro La Baracca


Petuzzo, ragazzo disobbediente ai genitori, eccessivamente severi, vuole vivere una vita tutta sua. E’ ribelle e ama il rock. Scappa di casa e nel suo viaggio, accompagnato alcuni ragni amici che gli permettono di non perdere mai la strada grazie al filo che tessono, incontra il buon bibliotecario Azzurro, ma anche Sua Cattiveria, che cerca di ingannarlo…Liberamente tratto dall'omonima filastrocca popolare.

mercoledì 19 novembre 2014

Teatro Metastasio versus Teatro Pergola

Non è di questa sostanza che ci interessa veramente: chi deve vivere o morire fra il Teatro Metastasio e il Teatro della Pergola nella corsa verso il riconoscimento di teatro nazionale. Roba da politicanti astuti del Medioevo Contemporaneo, dove il teatro è solo uno dei tanti strumenti del gioco politico. Ed infatti così viene usato, come in un offerta da mercato, messo sulla bilancia.
Certo, va bene fare il possibile per 'valorizzare' il proprio teatro nel 'gioco del campanile toscano', trovare accordi mediazioni, offrire intese; ma è la sostanza che non viene intaccata da questi politici: primo: della qualità degli spettacoli (mediocri, via mediocri, a parte le belle scenografie, le luci, eccetera, rese belle dalla disponibilità economica!), che rendono inutile il teatro stesso, allontanano il pubblico e dalla cultura; secondo (e su questo avrebbero forse qualche possibilità?) delle nomine di schiere di incapaci o graditi ai partiti a gestire parti artistiche e non dei teatri stessi (o musei, è lo stesso)! Di questo, cari assessori tutti, non avete mai parlato. E sapete benissimo cosa intendo. Su questo, nessun consorzio possibile. Nessuna offerta valida, finora.
Teatri o enti che costano troppo e non ridanno quello che costano. Carrozzoni, si diceva una volta.
Per non danneggiare colleghi non pubblico le lettere e i racconti vari che ricevo sulla noia che il pubblico prova a certi spettacoli da noi tutti foraggiati.

Per leggere meglio l'articolo: http://tmp.comune.prato.waypress.eu/RassegnaStampa/LetturaNL.aspx?dest=silvialavita%40gmail.com&cod=192014SIG302911001

Le "Femen" e i dubbi sul mondo mediatico

Mentre la sorella di Renzi le manderebbe nel mondo islamico dove "crocifiggono i cristiani e li bruciano vivi' (dopo il loro ennesimo 'show', questa volta in Piazza San Pietro), ecco che oggi viene fuori che le "Femen" sarebbero mensilmente foraggiate da 'qualcuno' (...United States of America?).

Insomma, la scoperta dell'acqua calda.

Come se fosse possibile, oggi, uscire così bene sui giornali, in televisione o altrove se non ci fossero i 'foraggiatori', molto danarosi s'intende, o se non si fosse funzionali a qualcuno.

Gli stessi politici, bisognerebbe ricordare alle sorelline, sono così stati fatti santi dai partiti.

Ma senza andare molto in alto, si può ogni giorno osservare che solo se vogliono i gruppi economici e politici potenti si diventa, che ne so, un misero e inutile sindaco di provincia, e che le cosiddette democratiche elezioni non lo sono affatto, perché i meccanismi del voto sono, non dico falsi, ma falsati e manovrati dalla mediaticità; insomma, diventi qualcuno solo se qualcuno ti ci fa diventare e l'elettore cade sempre ogni volta nella trappola delle promesse che non saranno mai mantenute e di cui presto ci si scorderà.

 Dunque, vi prego, sante donne e casti ometti, smettetela con la vostra disgustosa ipocrisia.

Non a caso, stupidi esseri viventi che siamo, le FEMEN sono bone, belle, giovani, bionde; insomma, sono il reale concretizzarsi del fumetto vivente della donna perfetta e attraente, che non solo ogni uomo desidera, ma che ogni donna vorrebbe essere.

Insomma, per tirarci il giochetto, le operazioni di marketing sono sempre studiate ad hoc.

martedì 18 novembre 2014

Domandine all'Assessore Mipiace

L'Assessore Mipiace, dato che lo fanno anche il Sindaco, il Presidente e il Ministro Mipiace, ritiene giusto stare sui social e cliccare i Mipiace ai suoi Mipiace.

Si dimentica che Mipiace, una volta diventato appunto Assessore, è Assessore di Mipiace e Nonmipiace e non solo dei suoi Mipiace.

Insomma è Assessore Mipiace solo di alcuni Mipiace, anche con i soldi di chi sta in Nonmipiace - che non sono pochi - che notoriamente non fanno esistere.

Dunque: è giusto che l'Assessore Mipiace clicchi Mipiace con i soldi di tutti solo ad alcuni Mipiace o dovrebbe astenersi, occupandosi piuttosto di cliccare altro, magari nel social-davvero?

Non rischia tra l'altro di coinvolgere tutto il suo staff nel Mipiace-affarìo: parafrasando il noto -?- pratese Sem Benelli: chi non clicca con me, peste lo colga! e con ripercussioni sul posticino di lavoro? (clicca clicca, si fa cricca!).

L'Assessore Mipiace che clicca Mipiace ai suoi Mipiace e basta non pratica insomma ingiustizia-social Mipiace?

lunedì 17 novembre 2014

Come si fa a gestire un teatro senza soldi pubblici

Siccome diverse persone mi chiedono come si fa a gestire un teatro, ancorché piccolo come il mio, senza finanziamenti pubblici, rispondo che semplicemente non si fa.

Per esempio: nella serata di sabato sera, con discreto pubblico, siamo andati a rimessa. E in genere è così. Non è possibile, anche facendo tutto esaurito sempre, recuperare i soldi che sono necessari per lo spettacolo.

I pochi soldi pubblici che abbiamo ricevuto negli anni tuttavia ci permettevano di attutire le spese di gestione, pagare la Siae, per esempio, e la pubblicità. Ora tutto questo non c'è più.

E' chiaro che l'Ufficio Cultura della Regione Toscana che proditoriamente ci ha tolto tutto, ha come finalità quella di far morire lo spazio, perché non devono esistere spazi alternativi o che non sono in qualche modo gestiti dall'autorità o dai partiti. Vi faranno vivere solo se potranno metterci il loro zampino.

E non dovete farvi ingannare se ogni tanto qualcuno di queste autorità viene a trovarvi. Se vengono a trovarvi, vengono solo per rubarvi un po' di idee, esperienza, sapere cose per poi farvi la guerra. E' questo il motivo per cui certa gente segue questo blog.

Io vado avanti a queste condizioni: non pagare l'affitto (lo spazio è mio); avere attori e collaboratori bravi e pazienti, che non pretendano troppo (comunque sempre devi pagarli); fare a baratto per certe attività (per esempio: ingresso gratis in cambio di qualche collaborazione eccetera); riciclare tutto, utilizzare tutto; avere molta cura per lo spazio; avere altri spazi per il deposito; una parte dell'incasso degli spettacoli che facciamo fuori deve andare al teatro, necessariamente; fare laboratori; affittare lo spazio (ma questo avviene sporadicamente); mettere in scena testi propri (e quindi non dover pagare ad altri Siae eccetera).

E tuttavia tutto questo non basta: bisogna essere molto bravi (o piacere al pubblico, come vi pare) come autori e attori, e coraggiosi, e avere tanto tanto tanto stomaco per non vomitare per le botte ideali,  le umiliazioni e i sacchi di invidia o indifferenza che quasi quotidianamente si ricevono.

Naturalmente non conto la mia assoluta, completa attività-dedizione: se dovessi pagarmi, farei fallire il teatro.

Certo è che negli anni sono diventata esperta in molte cose, che un tempo mi sembravano lontane da me: sono praticamente capace di gestire un teatro dal punto di vista amministrativo, legale, scenografico e tecnico, oltreché esperta nella pesante materia di promozione e ingaggi di opere teatrali eccetera, senza contare la mia vocazione per la scrittura drammatica, la regia e la recitazione; e quindi magari, se fallisce il teatro, avrò sicuramente un futuro luminoso altrove.


P.S. "Resistere significa semplicemente tirar fuori i coglioni e meno sono le chance più dolce è la vittoria" (C.Bukowski)

domenica 16 novembre 2014

Serata storica, indimenticabile al Teatro La Baracca con la poesia estemporanea

Ieri sera spettacolo indimenticabile con i poeti Realdo Tonti e Emilio Meliani al Teatro La Baracca.
Primo per la bravura dei poeti; secondo perché si è ricreata, nel teatro, quella antica, autentica atmosfera di attenzione che c'era una volta quando la poesia estemporanea era 'necessaria'.

I poeti hanno introdotto l'ottava rima, hanno spiegato cos'è, come si fa, la sua storia. Poi sono passati 'all'azione poetica'. I temi posti a contrasto, e in gran parte dati dal pubblico, sono stati questi: Introduzione e Saluto al Teatro La Baracca; Pisa e Livorno; Il Sogno e la Realtà; la Luce e l'Ombra; il Teatro Venale e il Teatro Povero. Altri contrasti sono invece nati liberamente fra gli stessi poeti.

Emilio Meliani ha anche declamato il terzo canto dell'Inferno di Dante; Realdo Tonti ha cantato antiche canzoni, d'amore e anarchiche.

Lo spettacolo è durato più di due ore. Una serata indimenticabile e molto 'nutriente 'per l'anima. Il pubblico più che soddisfatto: felice. Ho ripreso alcuni momenti dello spettacolo che presto spero di mettere nel nostro canale You Tube. Qui metto una ripresa di pochi minuti con il telefonino.
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