sabato 24 gennaio 2015

Se le donne scioperassero...

Nella Lisistrata di Aristofane si legge dello sciopero sessuale delle donne, di come li costringa a non fare più la guerra.
Ora se per assurdo le donne, per un solo giorno facessero lo sciopero della cura; se per un giorno smettessero di occuparsi della casa, dei figli, dei genitori, dei compagni e di tutto il resto di cui si occupano durante il giorno e la notte senza percepire nessun soldo, oltre al loro lavoro fuori casa, ecco io credo che ci sarebbe un totale collasso mondiale.
Tante battaglie, donne e uomini, ma quasi nulla è cambiato, se non eccezioni, casi rari. Ammettiamolo, una buona volta.

venerdì 23 gennaio 2015

Senza trenino, nessun ciuf ciuf

A Prato due consiglieri, Berselli e Garnier, lasciano (la seconda in realtà è stata lasciata) rispettivamente  Forza Italia e PD. 
Questi consiglieri non si riconoscono più nei rispettivi partiti e, a soli otto mesi dalle elezioni, decidono che quella non è più la loro casa. Sembrano proprio cadere dal pero, loro ci credevano sul serio. Garnier si era addirittura "innamorata del programma" di Biffoni (sic!...ma ha detto davvero così?), e invece il sindaco ha aumentato le tasse (vero) e si schiera in sostanza a favore dell'ampliamento dell'aeroporto (vero); insomma, si sente tradita e quindi...non lascia, ma si fa lasciare. Perché non si è dimessa?, viene spontanea la domanda. L'altro invece almeno se n'è andato...
Diventano dunque...'indipendenti' all'interno del consiglio comunale.
Indipendenti?
In realtà, a parte i bei discorsi, le sciabolate o i donchisciottismi, alla fine della storia rimane sempre questo: nessun gruppo indipendente davvero può essere presente in alcun consiglio comunale, non parliamo di altro consesso più importante della decantata democrazia: per entrare in tanto spazio, ma che dico, per fare anche la campagna elettorale, per presentarsi alle elezioni, bisogna far parte di qualche trenino ben piazzato. Che sia anche un trenino non trenino di partito' classico'. Senza trenino, nessun ciuf ciuf.

Cattiverie

Sabato 24 gennaio 2015, ore 21
al Teatro La Baracca

CATTIVERIE
Graffi d'autore per pubblico disinibito
di e con Gianfelice D'Accolti


"Arrivato alla meta dei cinquanta..., decido di diventare buono. Per farlo, devo liberarmi di tutte le cattiverie che mi opprimevano nella vita quotidiana. Sono cattiverie generiche, sugli eccessi, sulla religione, sul teatro, sui proverbi, verso gli altri e verso me stesso, verso il pubblico e verso le donne. Scopro dunque che la cattiveria è un universo ancora inesplorato, nonostante le strade dell'inferno siano lastricate di buoni propositi. Ma la vera scoperta è che la cattiveria è comica, sparge semi di riso interno a sé, soprattutto intorno al cattivo di turno che, con gioia maligna, la commette, e intorno a colui che la subisce. I criteri di selezione sono stati la bontà, la decenza e l'eleganza della cattiveria. Facile essere cattivi e volgari, perfidamente difficili essere cattivi ed eleganti... Alcune cattiverie sono cantate e musicate. La gratuità della cattiveria è una dato necessario e istintivo, ma anche sillabico, vocalico o fonetico ed è esplorata su diversi registri quali l'aforisma, il racconto breve, il dialogo. 
Tutto il materiale originale, rarissime le citazioni, debitamente sottolineate nella loro paternità".

giovedì 22 gennaio 2015

Storie pazzesche di Prato (2): Baruffe sugli 'scrannelli'

Biffoni manda via una consigliera della maggioranza di Prato, la signora Garnier, un'altra che non risponde alle e-mail.
Ma che mettete le e-mail affare sui vostri siti istituzionali se non rispondete ai cittadini??

La questione non ci emoziona più di tanto, nonostante la signora abbia fatto la sua giusta mossetta per chiedere come mai si concedano tutti questi soldi straordinari per Metastasio e CSN.
Perché non ci emoziona, la quaestio?
Perché la signora fa parte, come quasi tutti quelli che siedono sugli scrannelli di Prato, della maggioranza e minoranza snob, del chiacchiericcio politico che, all'atto pratico, non serve che alla sola propaganda di sé, trame per baruffe che in sostanza mantengono il sistemino in campo. La stessa lista a cui apparteneva la signora, stampella Piddìo, lista civica (sic!) "Biffoni per Prato, ne era ed è una dimostrazione concreta.

Certo, ora la giunta Biffoni è ancora più debole. Ma è già debole, è questo il suo ubi consistam!
Altro che pensiero liquido, questo è liquefatto!
Sono lontani, lontani lontani lontani...soli nei loro scrannelli, e tra non molto anche loro, a casa!
Se non ci fossero Facebook e le piattaforme americane, dove possono giocare un po', scopiazzarsi i pensierini, non sarebbero davvero nessuno. A partire da Renzi. 
(Berlusca intanto è tornato... e in una mossa sola, con l'aiuto dell'alfiere e del portaRfoglio, distrugge due partiti. Scacco matto).

Scrivere a mano

Qualche giorno fa era venuta alla ribalta la notizia che in Finlandia i ragazzi, a scuola, non avrebbero più scritto a mano.
E allora tutti, increduli, a commentare. Addirittura Radio 24 ci ha imbastito una brutta trasmissioncina, auspicando, c'era da dubitare?, che la scrittura a mano, poco remunerativa, venga relegata nel mondo antico.
La notizia è errata. Semplicemente: la materia calligrafia, che da noi è scomparsa da tempo, diventerà una materia complementare.
Nelle scuole finlandesi si continuerà a scrivere con la penna.

La mia professoressa di filosofia antica, Margherita Isnardi Parente, era contraria all'uso della scrittura con il computer (diversi anni fa già se ne parlava nelle università, anche se il computer non era diffuso, c'era solo la macchina da scrivere elettrica al più) e mi costrinse a fare due tesine tutte scritte a mano. Solo successivamente si poteva utilizzare la tecnologia.
Perché? Perché scrivendo a mano si è più lenti, si scrive prima con pensiero, si pensa insomma. Invece, con la scrittura a computer, con la tastiera, si va più veloci e si è per questo costretti a correggere più volte. Insomma, si usa più il cervello.
Questa 'feroce' abitudine, condivisa anche da altri professori, mi è tenacemente rimasta per molte delle cose che scrivo. E sempre, quando scrivo una commedia o altro, la scrivo col pensiero e dopo la butto giù, sì spesso con la penna, sul quadernino.
Il vantaggio pratico sta nel fatto che se il computer si rompe, se si perde il documento, si riesce a riscrivere il testo, se non proprio uguale, molto simile. Una volta mi capitò; persi diverse pagine di un'opera, e la riscrissi. Quando ritrovai ciò che credevo fosse andato perduto, comparai i due scritti, e li trovai quasi identici.
Senza considerare che il diario, quello che si tiene sul comodino, non può che essere scritto a mano. Chi scriverebbe il proprio diario al computer?
Insomma, lunga vita ancora a carta e penna.

mercoledì 21 gennaio 2015

In Spagna hanno cominciato

In Spagna hanno cominciato ad arrestarli, chissà che non continuino altrove. 

"Arrestata la Sovrintendente del Palau de Les Arts nell’ambito di un’inchiesta giudiziara" (di Luigi Boschi)

Da qualche giorno la stampa spagnola tutta l’aveva presa di mira, da quando era trapelata la notizia che Helga Schmidt, da 10 anni a capo del Palau de les Arts di Valencia e legata da amicizia duratura con il gotha della musica classica internazionale, da Placido Domingo a Zubin Mehta, da Lorin Maazel a Riccardo Chailly (la cui figlia Luana era stata assunta al Palau proprio dalla Schmidt), era indagata per aver incassato negli anni oltre mezzo milione (la cifra esatta riportata dalla stampa spagnola è 508'000 Euro) di commissioni illecite sulle sponsorizzazioni pagate al teatro tramite la società Patrocini de les Arts, della quale era stata consigliera di amministrazione tra il 2008 e il 2009.
Tanto che, dalle pagine del quotidiano El Pais, la signora si era violentemente difesa lo scorso 15 Gennaio, minacciando azioni legali contro i calunniatori: “Le notizie riferite in questi giorni dalla stampa hanno posto in dubbio il mio nome e la mia professionalità” –  tuonava la Schmidt – tutte accuse false che hanno macchiato la mia reputazione; mai nessuno all’Opera di Vienna ne’ al Covent Garden di Londra” – continuava l’offesa signora ore rotundo – “ha mai messo in discusione il mio lavoro o la mia persona. Non posso consentire che si affermino tali infamità perché ciò significherebbe dare il mio consenso a tali falsità”. E annunciava: “Ho dato mandato al mio avvocato di tutelare nelle opportune sedi legali la mia onorabilità, il mio prestigio e la mia dignità, che sono emblemi di una traiettoria professionale che dura da oltre 40 anni”. Il quotidiano El Mundo, negli stessi giorni, l’aveva attaccata pesantemente ricordando il deficit di oltre 27 milioni di Euro accumulato durante la sua gestione del Palau de les Arts, le manifeste irregolarità amministrative riscontrate in relazione al Festival “Viva Europa” e l’opaca acquisizione di sponsorizzazioni attraverso società di intermediazione legate alla mesedima Sovrintendente.
Oggi il colpo di scena : intorno alle 13:00 agenti di polizia della Unidad de Delitos Economicos y Financieros (UDEF) hanno recintato varie zone del teatro, in particolare gli uffici della sovrintendenza, dell’economato e delle risorse umane e prelevato nel contempo la Sovrintendente Helga Schmidt dall’albergo dove dimora abitualmente a Valencia, conducendola a sirene spiegate al Palau. La stampa spagnola riferisce che la signora sarebbe ripartita verso le 18:30 sempre in un’auto della polizia a sirene spiegate e che oltre a lei, sarebbe in stato di fermo anche Ernesto Moreno, già Direttore Amministrativo dello stesso Palau tra il 2007 e il 2012. Le indagini riguarderebbero – riferisce sempre El Mundo - anche la tipologia dei contratti utilizzati per assicurarsi la collaborazione di personalità come Zubin Mehta e Plácido Domingo nel periodo tra il 2006-2013, che dietro la denominazione di “Contratti artistici, di produzione e High Definition”, avrebbero permesso di corrispondere quasi un milione di Euro al secondo e oltre cinque milioni di Euro al primo. Nominata nel 2005, contestualmente all’inaugurazione del faraonico Palau de les Arts dell’archistar Calatrava da Eduardo Zaplana, allora presidente della Generalitat e riconfermata dal suo successore Francisco Camps, che le diede assoluta liberta gestionale e – pare – di spesa purché portasse rapidamente il Palau al centro della vita musicale internazionale, Helga Schmidt è stata in questi anni al centro di numerose polemiche giornalistiche. Dalle folli spese di rappresentanza (la stampa spagnola denunciò a più riprese i ben 391’261 Euro  di spese di viaggio totalizzati tra il 2005 e il 2011 della Sovrintendente, che alloggiava esclusivamente nel più costosi alberghi del mondo e si muoveva solo a bordo di lussuosissime limousine con autista), ai compensi non quantificabili che elargiva agli artisti ospiti, tanto da attirare prestissimo il fior fiore della musica classica internazionale e in particolare artisti noti per la loro insaziabile avidità. Tutto filò liscio fino alla fine del 2011 quando la scure della violenta crisi economica spagnola si è abbattuta anche sulla Comunidad Valenciana, costringendola a ridurre il bilancio del Palau da oltre 60 milioni di Euro nell’età dell’oro a meno della metà. Impavida di fronte alle critiche, Helga Schmidt accettò allora di ridursi lo stipendio in maniera considerevole, annunciando che avrebbe addirittura lavorato gratuitamente pur di poter finire la sua opera al Palau. Opera interrotta oggi dalla polizia giudiziaria. (20/01/2015)
http://www.luigiboschi.it/content/arrestata-helga-schmidt-del-valencia-palau-de-les-arts

martedì 20 gennaio 2015

Il vostro fondo snob

Ma sì, in fondo e non solo,
siete snob.

Viziati
Viziate,

puzzate:
di poltroncina.

Di abbonamenti.
Di pre-ignoranza.

Siete la quintessenza
del confortismo

mentale
sederale
seratale.

Siete aspettatori
ci si confonde
a sentirvi
dal palco,

così profuamati 
così permanentati
in testa
ai piedi
con i vostri
scarponi
calloni
carponi
caproni.

Nel fondo della sala,
ma non c'è il programma?,
riluce il vostro fondo
snob,
la vostra irritazione
il prurito
il fastidio antico,
l'astinenza
della mancanza

della maschera
del ridottino
del sitterbeberino

del camuffaggio.

L'esser visibili
e riconoscibili,
eh no!

Amate solo il vassallaggio.

L'unico che vi permetta
vi conceda di puzzare

e  quindi di spruzzarvi
di lacca
prima di partire.

Se la biblioteca diventa un non-luogo

La notizia è di quelle toste: la Biblioteca Lazzerini è luogo di spaccio. Non ci sono più steccati, né rispetto dei luoghi.
Anche il luogo per eccellenza, la biblioteca, di lettura e riflessione, di accrescimento umano, è diventato non-luogo di merce degradante. Come sembra stia diventando tutto il centro della città.
Il sindaco e la giunta balbettano frasi senza senso, si capisce che non sono preparati al disastro che ormai si profila davanti, e nemmeno più la cultura è margine per il degrado.

Ma allora ci si deve chiedere quale cultura si sta offrendo, che cosa si sta facendo.

La cultura serve a dare significato alla propria esistenza, e questa cultura non lo fa. 
Se bisogna giudicare le istituzioni dal punto di vista delle possibilità concrete che offrono agli individui, tutte queste istituzioni risultano chiaramente bocciate, senza appello.

Basta guardare il nostro caso, dopo 23 anni di onorato servizio sul territorio, le istituzioni ci sputano in faccia, e vogliono che il teatro venga chiuso, tacitato. E' evidente che questo avviene a livello generale, mutatis mutandis.

Le istituzioni sono pubbliche quando assicurano il bene privato.
La droga in biblioteca è una 'giusta' risposta allo stato di cose attuale, dove invece le istituzioni sono private, gestite come bene personale, di partito.

lunedì 19 gennaio 2015

Esclusiva riunione Piddìo: intervista a una suorina aiolese

Vi abbiamo raccontato che recentemente c'è stato una riunione del Piddìo locale dalle suorine domenicane aiolesi, note per il loro impegno politico d'antan. Ecco qui una intervista in esclusiva. I sta per intervistatore; S per suorina.

I. Bene, grazie per aver accettato l'intervista. Ci può dire com'è andata la riunione.
S. Mamma mia, benissimo. Meglio non si poteva.
I. In che senso?
S. Sono bravi ragazzi, onesti e lavoratori.
I. Sì, certo, questo lo sappiamo.
S. Meglio non si poteva incontrare. Che città fortunata.
I. Ma di cosa hanno parlato? Dicono che hanno fatto il punto della situazione di questi primi mesi di governo locale...
S.  Mamma mia, bene, via. Meglio non si poteva fare.
I.   Hanno detto così.
S.  Sì sì, hanno detto così. Che meglio non si poteva fare.
I.  E quindi si sono dichiarati soddisfatti.
S.  Certo, soddisfatti, meglio non si poteva.
I.  Ma...sono andati nei dettagli?
S.  Dettagliatissimi, a quanto so io. Hanno analizzato mese per mese, e meglio non si poteva fare.
I. Ma lei era presente...?
S.  Presente e non presente. Andavo e venivo, per le necessità. E comunque, ha visto, ci sono gli armadi intorno, e dall'altra parte, noi eravamo dall'altra parte, si sentiva tutto. Soprattutto quando discutevano. 
I. Hanno discusso molto?
S. Noo, macché!: discussioni belle, profonde, chiare, limpide e senza troppo alzare la voce. Che bravi ragazzi, onesti e lavoratori. Meglio non si poteva.
I. Hanno parlato dell'aeroporto di Firenze?
S. Ma, non lo so, forse sì forse no...
I. Hanno parlato delle tasse?  Le hanno aumentate?
S. Aumentate? Mah, via, non ci credo, no no questi ragazzi non possono aver aumentato le tasse...
I. Hanno parlato del loro programma futuro, che ne so, dei prossimi impegni, delle prossime concrete realizzazioni?
S. E' tutta una realizzazione, è evidente, loro sono i primi realizzati. Eh.
I. Hanno parlato del loro poco gradimento in città?
S. No, questo non è vero, assolutamente, loro sono molto graditi, graditissimi. Qui si sbaglia...Noi parliamo con la gente, e sappiamo quanto sono simpatici questi giovani, alla gente.
I.  Le piace il sindaco?
S. O mamma, che bravo anche lui! E come è simpatico, ha visto che ricciolini, che sembra un angioletto, magro magro come un acciughetto...
I.  E perché hanno scelto proprio voi per fare questa riunione....
S.  Eh, le vie del Signore...che vuole, ci vuol concentrazione e ispirazione, e in certi posti della vecchia politica, segreterie di partito, non ispirano più. C'è un'aria nuova, si capisce. Ispirata dall'alto.
I. Davvero? Può spiegare meglio di cosa si tratta, cos'è quest'aria nuova? Di quale alto si tratta?
S. Ma, oicchèsarà non lo so bene, però si percepisce...che è l'alto giusto, non certo il piano di sopra!, e il nuovo giusto, ossia quello che piace. Questi, secondo me, son più bravi. 
I. Vuol dire più bravi dei precedenti amministratori o più bravi di quelli dello stesso partito che governavano qualche anno fa?
S. Se sono più bravi son più bravi, inutile sottilizzare! Ma non vede che belle facce che hanno...E quante belle ragazze...Eh, meglio non si poteva scegliere, davvero.
I. Senta, hanno parlato delle prossime elezioni regionali?
S. Ora, questo dettaglio, non me lo ricordo bene...Mi sembra però, sì, che meglio dicono non si potrà fare anche alle prossime e che vinceranno sempre loro. Non c'è verso.
I. Ah, hanno detto così?
S. Sì. Per forza. Chi deve vincere...hanno detto.
I. E della Lega, di questa nuova Lega che avanza non hanno paura?
S. Mah, paura? Loro son radicati nel territorio da tanti anni, via, non sarà facile, hanno una buona rete, tessuta come si deve, con cura e pazienza, hanno detto loro...Lega più la loro rete che la Lega! La Lega, il partito intendo, è (bisbigliato...), secondo me!
I. Come dice?
S. (Bisbigliato).
I. Ho capito...No, no, questo non lo scrivo. Avete loro preparato da mangiare?
S. Eh, certo! Mangiarini come si deve...fatti con amore e ingredienti giusti.
I. E li avete ospitati, voglio dire...avranno fatto una offertuccia, no?
S. Sì, no, io queste cose non le so, però... questo è un dettaglio senza importanza! L'importante è che sia andato tutto bene e che questi bravi ragazzi si siano trovati a proprio agio. Che abbiano trovato la concentrazione giusta, l'ispirazione per continuare a reggere la città con contenuti, idee, innovazioni, correttezza, con giustizia e sapienza...E credo di sì. Ci voleva proprio.
I. Le faccio un ultima domanda... E lei, li voterà, voglio dire...è stata favorevolmente influenzata da questa riunione, dalla loro presenza?
S. Uh, che domanda! No, macché, mica le rispondo. Il voto è segreto...(Bisbigliato). Comunque mamma mia, benissimo, meglio non si poteva scegliere. Davvero. O mamma, via, su.

domenica 18 gennaio 2015

Il sindaco fra carrelli e suorine

Sembra che da oggi nelle Coop si presentino libri importanti. Lo scrittore nel carrello, non solo il libro. Tutti nei centri commerciali a presentare libri fra le arance. E c'è anche il sindaco amico. Anche lui nel carrello. Dopo essere stato dalle suorine, s'intende, in ritiro spiritual-piddìo.