sabato 31 gennaio 2015

665 non è 666, ma...

665 non è 666, ma è molto vicino. 666 è il numero della bestia, si sa.
Non potevano essere 666, sarebbe stato disdicevole.
Anche i numeri hanno calcolato, tutto molto azzeccato, direi!

Il freddo culturale della Regione Toscana


Quando non c'è nemmeno un euro pubblico per ripagarsi il riscaldamento, il freddo culturale dell'Italia si sente parecchio.
Grazie, Regione Toscana; grazie, enti pubblici lottizzati: a questo punto siamo incerti se preferite farci morire di fame o piuttosto di freddo.

venerdì 30 gennaio 2015

I-o ì-o ì-o!

Non ci emozionate nemmeno un po',
che pure avreste potuto
come ultima chance,
l'emozione, si sa,
a volte càpita
anche in politica!
E invece no!
Giochini mosse accordi
furie iconoclaste di purezza,
che dejà-vu fascista!,
la vostra profonda sporcizia.

Loro cattivi,
voi -sempre! - bravi.

Fazioni.

Non ci emozionate un bel niente.
Ignorante,
se va bene,
rompi-costoni,
scopiazza-mente
piazzisti.
C-asini-sti,
spargete attorno
il vostro de-ributtante
ì-o ì-o ì-o!

Le votazioni
la vostra presenza
disgusta la giornata
i vostri inteventucci
allo sbavamento
al consigliavanto.

Con gettoncino!

Incassa incassa
Vota vota
il piccioncino.

I-o ì-o ì-o!




giovedì 29 gennaio 2015

M5S e...Bersani?

Non capisco: ora fra i votabili scelti dalla commissione parlamentare dei 5 Stelle a Presidente della Repubblica leggo anche Bersani!
Bersani, quello del PD con cui il M5S ruppe il dialogo, or sono nemmeno due anni (marzo 2013). Cosa è cambiato da allora, quando Bersani tentò di fare il governo con l'appoggio del M5S e ci fu il famoso faccia a faccia in cui questi dissero di no, e quindi si passò alla fase Renzi in cui ci troviamo ora? Certo, allora non si trattava di presidenti della Repubblica, non c'era il Patto del Nazareno, e probabilmente Bersani non sarà il prescelto, però...!
Dall'esterno almeno, certe virate sembrano sempre, ancora una volta, misteriosamente calate dall'alto. Altro che democrazia diretta, altro che per rompere patti nazareni!

mercoledì 28 gennaio 2015

A teatro...solo i maschi!

A teatro solo i maschi sono davvero bravi. Solo i maschi sono oggetto di venerazione. Solo i maschi sono recensiti. Solo i maschi sono 'registi'. Solo i maschi sono 'maestri'.

Le maestre stanno da un'altra parte.

Le donne, se va bene, sono attrici. Brave bravissime, ma solo attrici. O scenografe, costumiste...

Sulla scena certe volte i maschi addirittura sono anche più bravi nel 'fare' le donne.
A teatro la discriminazione di genere è fortissima, incoffessata, tenace.
E non è solo un retaggio dei tempi in cui le donne non potevano recitare.

Nel cinema l'ostilità si supera, quando la regista fa incassare il botteghino. Per il resto, anche da quelle parti, nessuna 'maestro'. (E credo lo stesso anche in altre arti...).

La ghettizzazione invisibile

Ieri, in occasione del giorno della memoria Rossi, il governatore della Toscana, ha detto che in questa regione i ragazzi sono allevati alla democrazia, al rispetto dei diritti e delle diversità, ha detto che ..."in Toscana il livello di vaccinazione antirazzista ha raggiunto livelli molto alti di diffusione e contaminazione, ma non vogliamo allentare la guardia perché non si può mai essere al sicuro". Belle parole, ma anche molto molto fastidiose, perché la realtà va anche su un altro piano.
Intanto lui e i suoi ghettizzano invisibilmente quelli che non la pensano come lui, e fanno un tipo tutto speciale di emarginazione, e distruggono l'economia 'altra' e soffocano ogni spinta dal basso e ogni spazio libero. In concreto lo fanno, togliendo ogni sostegno economico, ogni presenza, escludendo l' 'altro' da tutto. Togliendogli il lavoro; quando lo possono fare, sempre. Basta vedere, banalmente, come si comportano certi assessori alla cultura, che sono presenzialisti sempre a casa dei loro amici.

Oggi la pratica della ghettizzazione invisibile è un dato di fatto. E non è praticata, beninteso, solo da quelli del PD! Solo che a loro riesce meglio, hanno più potere, e sono più responsabili,  avendo la possibilità di maneggiare e distribuire i soldi di tutti!
Molti artisti o simili,  per non essere ghettizzati,  e non avere ulteriori danni economici, diventano servi loro, plaudono, annuiscono. Clientes...Vecchia storia, vero? E' così che si è prodotta la strana forma, asfissiante dittamorbida che abbiamo qui.

martedì 27 gennaio 2015

MODA SFRUTTATRICE

Copio sotto un articolo interessante sulla moda sfruttatrice dal titolo: Moda, la Cina è qui da noi: le griffe sfruttano il lavoro come a Prato.
L'articolo racconta che si sta tornando, anche fra gli italiani, a quel tempo di non molti anni fa. Se non lavoro nero, ritmi massacranti.
In famiglia donne del mio passato, e parlo di circa 40 anni fa, io ero bambina, lavoravano a casa con lo 'smerlo'.
La sera arrivava il camioncino del 'datore di lavoro' pieno di tovaglie da smerlare, e di notte, a nero le donne lavoravano alla macchina, o si alzavano molto presto, prima che il signore tornasse a riprenderle le tovaglie confezionate. Ricordo una mia zia con la schiena rotta, perché il lavoro doveva essere consegnato il mattino dopo.
Molte volte mi è capitato di veder quei prodotti che la zia confezionava con tanto di bella griffe sopra e vendute a gran prezzo.
Anche mio padre, che da giovane riparava le macchine da maglieria, mi ha raccontato molte storie di donne sfruttate. Lo erano tutte quelle che lavoravano a casa, tenevano la macchina nell'ingresso o addirittura in camera, con le maglie, le tovaglie o altro da rifinire per il mattino dopo...
Come oggi fanno i cinesi, insomma, anche se loro sono più organizzati e sfruttatori a loro volta.
A Prato il lavoro a nero era la normalità, e lo è dunque ancora, soprattutto fra le donne. 
Chi non ricorda poi quelle donne che 'spuntavano' le pezze, e questo fino a tutti gli anni '80 del bel Novecento, con lo stanzino pieno di pezze da pulire con la pinza, che lavoravano a ritmi impossibili? Insomma, per noi niente di nuovo, ma magari era il caso di dare, all'articolo, maggiore evidenza.
Tutto tace, o il tutto parla solo per fini di autopropaganda.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/24/moda-cina-griffe-sfruttano-come-prato/1366887/

Grecia a tutto fuoco


Elezioni, vince Tsipras. Tensione in Europa. Muore il cantante greco Demis Roussos e scoppia un caccia greco il giorno dopo le elezioni, causando diversi morti  (greci e francesi) in una base Nato in Spagna. A volte le casualità sono sorprendenti.




lunedì 26 gennaio 2015

In merito alla 'Notte dell'onestà'

Pierre-Antoine Demachy, Festa dell'Essere Supremo

Naturalmente di onestà ce n'è bisogno. Nemmeno a dirlo, l'Italia è un paese che si nutre di corruzione, ne è malata.
Eppure, la manifestazione organizzata dal M5S, la Notte dell'Onestà, dove hanno sfilato , oltre a degnissime persone, anche autolustrantesi figli di papà, ricorda quelle feste organizzate nel periodo tardo rivoluzionario francese, quando il Direttorio organizzava celebrazioni in onore della Ragione e dell'Essere Supremo.

Mi sembra che fosse Artaud a dire che se un maestro dice che è un maestro non è più un maestro.

Beninteso, noi siamo convinti che tutti di coloro che hanno partecipato a quella manifestazione siano onesti e che ambiscano a un mondo di onesti, il che è auspicabile, anzi deve essere l'obbiettivo, ma è terrorizzante e bigotto, retorico e demagogico, organizzare una 'notte dell'onestà'.

Ci si vuole auto-promuovere con la patente di onesti, si vuole che il concetto morale, atto di volontà, sia certificato per affiliazione al movimento.
Noi siamo onesti, voi no.
E' ancora una volta la storia della fazione, la mentalità di partito nel senso di gruppo di appartenenza, che in fondo, diciamolo, è sempre pericolosa e fonte di grossi frantendimenti, se va bene.

E' chiaro il fine politico, ma insomma, non siamo molto lontani dai raduni ciellineschi, dai papa-boys e compagnia cantando. Molto meglio i vaffa-days. (Ma ora non è più tempo di vaffa, non è più tempo di conquiste e assalti, ma di mantenimento delle posizioni).

domenica 25 gennaio 2015

Cattiverie, com'è andata

Poca gente, peccato, perché lo spettacolo Cattiverie di Gianfelice D'Accolti è stato bello e originale. Sì, c'erano tanti spettacoli ieri sera a Prato, tuttavia credo che quello che abbiamo visto alla Baracca, ancora una volta, sia stato davvero uno squarcio insolito contro il conformismo contemporaneo. Oltreché molto divertente. 

Il fatto è che oggi essere bravi non serve a niente. Non serve nemmeno fare proposte interessanti e diverse. 

Bisogna essere miti e mitologici, allora, anche se sei capra, ti seguono le folle. Oppure proporre temi cari a certi 'settori'.

Ma la stagione alla Baracca continua; il prossimo spettacolo è sabato 7 febbraio, Vi odio, cari studenti, di Pier Paolo Pasolini. Il testo che presenterò, adattandolo, insieme ad una mia allieva, tratta della posizione di PPP sui fatti di Valle Giulia del '68, ossia l'occupazione dell'università e la portesta studentesca. Questo mi permetterà di fare un raffronto con la situazione anche attuale e di sparlare un po' del presente.

Commenti del pubblico:

"Esilarante non sense. Troppo cattivo per essere vero...gli assenti hanno sempre torto, vaffa..." Beppe.
"Bravissimo, originale, raffinato, poi si ride di qualcosa di concreto! Bravo davvero". Maura.
"Cattiverie che fanno ridere, ma soprattutto riflettere e pensare. Bravissimo Gianfelice." Simone.