sabato 21 febbraio 2015

A Prato la Bella Giuntina addormentata (nell'Interporto della Toscana Felix)

Si sa, abbiamo ormai notizie concrete dell'espansione dell'Interporto della Toscana Centrale, altri 22 ettari di territorio mangiato, alla  faccia degli Etruschi e di Gonfienti!, con il consenso e il beneplacito della SBAT (la soprintendenza...). La battuta ve la risparmio, sarebbe troppo facile...

Intanto la Giunta comunale dorme, e gira già la favola della Bella Giuntina Addormentata pratese,  una versione tutta moderna che si svolge non nel bosco, bensì all'Interporto...Altro che promesse di rilancio dell'area archeologica! Altro che riapertura del misero sito!

Intanto, copio e incollo un'altra bella notizia sulla nostra Regione, la Toscana 'Felix', sul probabile prossimo futuro consumo del territorio. 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/21/toscana-dalle-cave-alle-spiagge-pd-snatura-piano-paesaggistico/1443966/

venerdì 20 febbraio 2015

Il caso Soria: ovvero come fa un artista a essere ben visto dai politici

Torno sul caso Soria, che accusa attori, scrittori e politici di aver preso i soldi a nero, perché ho ascoltato l'intervista pubblicata dal "Il fatto quotidiano".

Soria afferma che dando mazzette ai politici, quelli vedevano il premio "Grinzane-Cavour" con simpatia.

Insomma, ecco spiegato perché alcuni artisti o compagnie riceverebbero contributi con più facilità rispetto ad altri.

Con questo sistema 'circolare' che Soria lascia intravedere, una parte dei soldi pubblici tornerebbero o ai partiti o agli appartenenti al partito che sponsorizzerebbero, diciamo così, certi artisti, compagnie, eventi. 

Così si spiegherebbe anche come coloro che non danno mazzette, non ricevano mai contributi, appoggio, sostegno. Forse Soria avrebbe dovuto aggiungere anche come si fa a vincere i premi letterari.

Insomma, alla fine della fiera, ecco quello che risulta chiaro dalle dichiarazioni  di Soria: se vuoi lavorare nel settore spettacolo devi ungere, naturalmente a nero. Oppure, aggiungerei io: lavorare 'per', portare voti.

Lui dunque avrebbe le prove di ciò che sospetto da tempo; un sistema che mi avrebbe danneggiato direttamente e che, aggiungerei, coinvolgerebbe anche nomine agli enti di personaggi vicini a certi politici.

Se così davvero fosse, altro che arte serva!; direi, puttana.

(Seguo la vicenda con molto interesse, perché appunto ne sono direttamente coinvolta. Sono anni, almeno quasi quindici anni, da quando scrissi il "Manifesto contro il monopolio sulla cultura" (1999), che mi vedo come vox clamantis in deserto.
Ricordo che lo facevo sottoscrivere; alcuni colleghi non l'hanno mai voluto condividere; altri sembravano non capire.
A parte qualche caso isolatissimo, timide proteste negli ultimi due forse tre anni, nessun noto personaggio ha mai parlato di un sistema che soffoca, stritola l'arte e gli artisti.
Come sapete, mi sono stati rifiutati contributi, senza un vero motivo, se non quello 'aziendalistico', ossia il mio teatro sarebbe troppo piccolo, e quindi non avrebbe numeri per ricevere finanziamenti. Naturalmente la motivazione, ribadita anche dal TAR, è abominevole e discriminante. Grazie a ciò, noi vediamo colleghi vivere da benestanti,  lavorare nei grandi teatri (alcuni addirittura assunti in pianta stabile), essere accolti alle feste con i candidati alle regioni, e noi dobbiamo lavorare duro per sopravvivere, oltre a essere umiliati quotidianamente da certa politica ed esclusi dai circuiti eccetera, come costantemente avviene in quello regionale, com'è noto gestito politicamente - presidente e direttrice di certa area politica).




Per chi vuole leggere il mio vecchio 'manifesto': http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/11/un-manifesto-ancora-valido.html

Gino Paoli evasore, o dell'isteria collettiva

Io però ancora non lo so.
No, non so se il cantante Gino Paoli, ora direttore della Siae, ha portato i soldi in Svizzera gabbando il fisco. Aspetto le prove.


Io l'ho conosciuto, a Gabicce, tanti anni fa, sono salita sulla sua roulotte dopo un concerto a parlare.  E poi l'ho rivisto ancora, a un convegno. E ancora c'ho parlato, di politica, abbiamo discusso, parecchio.

Il mio ricordo è positivo, quello di una persona squisita, bella. Molto di più delle sue canzoni.


Non mi piace questo osannare, mitizzare e poi dar addosso. Che isteria collettiva.

Come siamo pronti subito a lapidare. Immediatamente. 

Le notizie ci portano ovunque. Dove vogliono loro.

E' davvero questo la barbarie.


Siamo diventati tutti barbari, non solo quelli dell'Isis o gli olandesi di Roma; come loro tagliamo frettolosamente teste, distruggiamo 'monumenti'.

giovedì 19 febbraio 2015

Il Museo del Tessuto di Prato dice le bugie?

Bugie? Gambe corte.

Ora, il Museo del Tessuto di Prato, alla mia richiesta di fare Pratopezza, mi scriveva segue: 

"...comunico che in questi mesi il museo sarà impegnato a coordinare una serie di eventi e pertanto le attività per le famiglie riprenderanno da settembre".

E invece, l'attività c'è eccome. Tant'è che nei prossimi giorni fanno un laboratorio/spettacolo teatrale per bambini...

Certo, sono liberi di fare quello che vogliono; ma mi viene il sospetto che mi abbiano detto una bugia...

Che ne dite? Mi avranno detto una bugia? Forse...perché Pratopezza non s'ha da fare?

Forse perché non vogliono uno spettacolo per bambini sul tessuto?

Che dire?  Nemmeno lo hanno visto (al debutto, a suo tempo, furono invitati...), ma è uguale, temo che non vogliano proprio il mio spettacolo.


E forse non lo vorrebbero nemmeno se fosse gratis, perché forse nutrono nei miei confronti forte senso di antipatia (una signora un po' cattiva, come ebbero modo di dirmi dopo che avevo scritto una lettera al direttore...Fui brontolata, eh sì!).

Intanto aspetto i bambini e le famiglie alla Baracca, torna il bellissimo e molto divertente Baco Gigi Sciò. Domenica 22 febbraio, alle 16,30.  Parla, fra le altre cose, dell'iperalimentazione.

Quella serva dell'arte

Io non so se le accuse che il signor inventore del premio Grinzane Cavour,  Giuliano Soria - ora in galera - siano vere o meno; intendo quelle che ha rivolto contro Augias ("il più vorace di tutti"), contro Giancarlo Giannini, contro Michele Placido eccetera. Che avrebbero intascato soldi a nero, eccetera.
Magari davvero sono calunnie, non so.
Certo solo ora si sentono parlare, e solo per difendersi, e duramente, gli attori:

"L’ha presa molto sul serio Michele Placido: «Sporgerò querela. A Sorì, che vuol dire che nel mondo dello spettacolo si paga tutto in nero? Che vuol dire? Che il Piccolo di Milano che ospiterà la mia compagnia mi pagherà in nero? Che fesseria!». Certo, aggiunge, ci sono delle ambiguità: «Per Romanzo criminale ho ricevuto il Premio di Qualità del ministero della cultura: 20 mila euro. Esentasse, uno dice: lo Stato che fa, si tassa sui premi che dà? Sì! La Guardia di Finanza mi ha fatto un controllo e una multa da diecimila euro. Soria forse ha giocato su queste ambiguità per intascare meglio, ma a me non mi frega» Corriere della Sera, 18 febbraio 2015).

No, non si fa tutto a nero, ma si tende molto a farlo, è vero!
E' tutto il sistema che è corrotto, e non solo per evasione fiscale, ma perché il giro delle compagnie e degli artisti, e di tutte le arti indistintamente, segue certi percorsi, certe strade politiche, segue scambi,  favori, eccetera.

L'arte non serve più a niente, perché è solo serva. D'altronde solo nella sua servitù è fatta esistere.

In tutti questi anni i colleghi, gli artisti e compagnia cantando, non hanno mai parlato. E non parlano. Li sentite mai dire qualcosa, in merito? Macché, in silenzio, tutti buoni e zitti, senza profferir mai verbo contro il sistema cultura che, checché possano ribattere a quello che sto scrivendo, è comunque totalmente servo della politica: un rapporto dialettico degenerato e squallido va in scena fra padrone e servo. Niente è rimasto di quello di hegeliana memoria.

Perché signori attori, intellettuali, politici, tuonate solo per difendervi?
Perché non parlate e dite quello che sapete davvero? Altrimenti, pur bravi possiate essere tecnicamente, nonostante i vostri passaggi televisivi e i 'piccoli' palchi che calpestate, rimarrete miseri artisti.

Quello che mi fa più male, però, è vedere i giovani lecchini, inseriti, pronti a tradire la mamma per un passaggio televisivo insignificante e ancor meno, per uno spettacolino di provincia! Per non parlare poi di quelli che indossano il vestitino dell'impegno,  e oggi servono una causa qui, domani là.  Questi pur minoritari come numero, usano l'impegnuccio come pura merce di scambio, azione di marketing.

Sento fortemente la mancanza di intellettuali come Gian Maria Volonté. 

Non abbiamo più maestri; ma siamo rimasti orfani anche dei giovani artisti ribelli.


mercoledì 18 febbraio 2015

I nobilissimi Pierini

Pasolini parla di 'nobilissimi pierini'. Mi chiedono, chi sono? 

Eccoli qua, lancia in resta, a sconfiggere il nemico di turno per la santa causa.

Ma, inderogabilmente, deve essere, seppur in negativo, una causa vincente. Una causa che porta visibilità, numeri, comitati alle spalle. Commenti su facebook.

Altre possibili cause, sono considerate perse. Esempio. Di Gonfienti etrusca, tanto per restare nel nostro orticello, nessuno parla più; o ne parlano per mostrar che ne parlano. Causa persa. Pochi ancora del futuro ampliamento di Interporto della Toscana Centrale, nonostante l'evidente fallimento.
Causa persa.
Ci sono cause più importanti, stringenti, c'è da far carriera, mettersi in mostra. E i nobilissimi Pierini eccoli qua, oggi come ieri, in prima fila.

E gli anziani, a metterli in pista, ad addestrarli. O a leccar loro il culo.
Questo intendeva Pasolini.

martedì 17 febbraio 2015

"Lo spettacolo della città" (3)

Ecco il biglietto nr. 1 per il nostro 'viaggio'.  Sì, stampiamo anche i biglietti, oltre a quelli fiscali che abbiamo come per ogni spettacolo...Li stamperemo però su carta rossa.


Puttane

Le puttane si sa, vecchia storia. Ieri sera c'è stata una trasmissione squallida, che ha un titolo ancora peggiore, "Quinta colonna", di franchista memoria, su un canale che si chiama Rete 4. Si parlava di prostituzione, a Roma, a Prato. Delle puttane cinesi in piazza Mercatale, che addirittura assalirebbero i vecchietti renitenti. Al mattino. E che poveretti, al mattino, loro non ne hanno voglia...

Si parla, ancora e sempre, di donne senza valutare minimamente la loro situazione economica, e si parla addirittura di donne che lo 'scelgono', ah scelgono proprio di fare le puttane, che non sono sfruttate, che non sono costrette! 
Il maschietto si sente un po' sollevato, non vuole essere uno sfruttatore, un approfittatore. Va con la puttana, ma lei lo vuole, no? Lo fa perché vuole guadagnare, fare la bella vita...
Naturalmente non si parla nemmeno di ignoranza, di assenza di cultura. Di abbrutimento.
Così immagina le donne puttane per scelta, che addirittura rendono un 'servizio sociale' al maschietto, eh le donne sempre pronte in fondo a fare le infermiere, puttane-infermiere...

E poi, per non spiegare ai bambini cosa sono le puttane che si vedono per strada, si pensa di dar decoro creando quartieri a luci rosse,  come se poi creare quartieri degradati fosse meglio!  La gente parla e non ne ha l'idea. Vorrei proprio vedere quella zona della città i cui abitanti accettano di diventare un quartiere a luci rosse, oppure di aver vicino una casa di appuntamenti, casa con puttane e clienti, ah i clienti vogliosi che si aggirano furtivi per le strade con la loro vogliuccia, pronti ad aprirsi i pantaloni per fare il loro piacere!

Ma che, ci facciamo il turismo anche lì, come ad Amsterdam? 

Mi dispiace proprio dirlo, ma nessuna donna, mai, ha piacere nel vendere il proprio corpo. E' così. E la sua 'scelta' di mercato, anche se dichiarata, anche se è pubblicizzata, anche se è di alto livello, quello che volete, è sempre una non scelta. A tal punto che in molti casi non può non sceglierla.

"Tra tutte le cause della prostituzione", scriveva nel 1847 (!) il francese Parent-Duchatelet in una inchiesta in parte ancora valida, "la più attiva è senza dubbio la mancanza di lavoro e la miseria che sussegue l'insufficienza dei salari".

Quasi tutte le prostitute, fateci caso, vengono da fuori. La vicinanza della famiglia impedirebbe loro, per vergogna, di praticare il mestiere. C'avete pensato?  Le prostitute, sempre o quasi, sono senza radici familiari sul posto dove praticano. Infatti oggi ecco le cinesi, le nigeriane, le rumene...

Alcune di loro pensano che prostituirsi sia un mezzo provvisorio per aumentare i guadagni, e poi invece rimangono invischiate, spesso costrette con la violenza dallo sfruttatore.

Molte provano per l'uomo un rancore misto a disgusto, disgusto per le loro richieste, per le loro fantasie, e si consolano fra loro, diverse prostitute diventano omosessuali.
Quasi tutte sono moralmente adattate alla loro condizione, e si sentono perfettamente integrate in una società che le crea e poi richiede i loro servizi.

lunedì 16 febbraio 2015

Lettera aperta all'assessore alla cultura di Prato, Simone Mangani

Assessore Mangani, 
visto che non rispondi alle mie e-mail, ti scrivo qui.

Mi permetto il 'tu', e non certo per mancanza di rispetto, ma perché ci conosciamo, anche senza frequentarci, da diversi anni.

Non so perché non rispondi, credo di averti deluso. Il sentimento però è reciproco.
Pensavo che, in virtù di una tua passata frequentazione nell'arte, fossi più capace di intrattenere rapporti con gli artisti che, come sai, sono pieni di difetti. In effetti, deludenti. E con richieste troppo spesso astruse.

Ma tu ti dimostri scontroso, di tratto difficile. Quasi superbo. Utilizzi, permettimi, la 'tecnica di partito', che io conosco bene: il silenzio, che si traduce in sprezzo collettivo. (E grazie questo, anche alcune impiegate  si permettono di comportarsi altrettanto e, protette idealmente da questo sentimento della 'maggioranza', danno libero sfogo alle loro frustrazioni e conseguenti antipatie).

Ci avevi proposto di far parte di una 'rete', che comprendeva anche altri piccoli spazi cittadini. L'idea poteva essere interessante - e infatti l'abbiamo verificata - , ma si è dimostrata 'fuori dalla realtà', perché chi lavora in questo campo di professione, chi non è più ragazzetto, non può 'perdere' tempo in riunioni senza fine, progetti che forse potranno incontrare il tuo favore chissà quando eccetera. 
Noi abbiamo bisogno di lavorare, come tutti, e creiamo il nostro percorso quotidianamente e con difficoltà. Il tuo progetto ci è apparso in concreto un ostacolo e una falsa promessa di valorizzazione.

Per aiutare i gruppi, li deve far lavorare, banalmente.  Poi si aiuteranno da sé. Magari, sì, con un progetto comune che tu stabilisci, e non lasciare che questi gruppi si sintonizzino chissà quando e come. Ci vuole tempo per questo e spesso si fallisce,  anche perché le esigenze sono varie: non si può confondere e mettere insieme all'improvviso gruppi con storie ed età diverse.

Ora, dato che, anche per impegni pregressi abbiamo rifiutato, almeno per il momento, di far parte di questa rete, diciamo che 'me la fai pagare' e non rispondi nemmeno a una richiesta di patrocinio per "Lo spettacolo della città" (oh, sì dirai che tu hai tanto da fare e che quindi non puoi rispondere a tutte le e-mail,  che ci vuole tempo eccetera, lo so).  Il progetto però è davvero bello e unico, e tu lo sai bene. E me lo hai anche detto, nei frettolosi cinque minuti che mi hai concesso vis-à-vis.
In realtà ti dimostri anche permaloso, molto più di chi ti ha preceduto. Concedimi un raffronto, anche se questi sono spesso brutali e a volte ingiusti: con tutti i possibili 'difetti', Anna Beltrame sapeva incassare le critiche e affrontarle, e questo si capì da subito. Io gliene feci molte, basta scorrere questo blog, soprattutto i primi due anni del suo incarico. Eppure ebbe la faccia di chiamarmi, di sfidarmi, di mettere me in difficoltà. 
E poi lei ebbe le 'palle' per fare lo spettacolo su Gaetano Bresci a livello cittadino (e anche quello sull'obliato Cafiero Lucchesi), cosa che non tanti assessori avrebbero concesso.

Non vuoi nemmeno perorare la causa dei teatranti pratesi presso il Metastasio, come piuttosto altri ti hanno chiesto che non io. E allora, che vuoi fare per questi artisti? Cosa ne vuoi fare del tuo assessorato, qual è il tuo progetto? Non è chiaro.

Intanto ci sembra che tu voglia fare rimanere alcuni, fra  cui noi, nel settore B (a questo serviva le 'rete'?), anche se, per quanto ci riguarda, tu non sai nemmeno come lavoriamo. Come altri in città, in modo sbrigativo e piccato, ci hai già qualificato, e molto prima di diventare assessore.
Suvvia, un po' di sincerità: non ti si piace, così, aprioristicamente! A pelle!

Ma non per ripicca ti dico: temo che non tu non sia adatto al ruolo di assessore alla cultura; o, forse, che ancora tu debba capire come muoverti. Ho parlato con altri artisti,  e  sono già in diversi a pensarla come me (evidentemente non dài risposte nemmeno ad altri...?), anche se hanno paura di manifestarsi, perché temono le ritorsioni. Tacciono per convenienza.

Se posso permettermi alcuni suggerimenti: non umiliare gli artisti, come prima di te altri hanno fatto;  e non crearti il tuo privilegiato 'entourage', come altri hanno fatto, di più o meno giovani 'yes performer' vicini di partito o simpatizzanti. 

Muoviti, vai a vedere come lavorano gli artisti 'antipatici', apriti alla diversità vera di pensiero e di  forma , crea tu stesso quella rete che ci hai proposto per primo. Dài agli artisti la possibilità di essere giudicati e, nel caso, di essere 'bocciati'.

Insomma: sii anche un po' spregiudicato; non essere solo il protettore di grandi enti o esecutore di alti voleri. Tu sei assessore di tutti, perché sei pagato per l'incarico con i soldi di tutti. 

Questo devi fare: aiutarci, soprattutto in questi anni di difficoltà economiche. Altrimenti non potremo che augurarci che tu te ne vada presto, nella vana speranza che arrivi davvero qualcuno 'open-minded', slegato dalle logiche di settore, di parte, di età eccetera.
Se mai questo potrà mai avvenire in Italia, e ancor più in una regione storicamente 'partigiana', ostile e invidiosa verso i propri artisti (esclusi quelli 'che fanno ridere') come la Toscana.

Un davvero cordiale saluto.

Maila Ermini

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...