sabato 7 marzo 2015

Nella tormenta Pistoia batte Prato

Lontani da Prato, abbiamo comunque visto che a Pistoia, che ha subito come Prato forti danni a causa del vento, se l'è cavata discretamente, se paragonata a Prato. Ci sono ancora solo seri problemi con la luce. Ma almeno le sue strade sono già tutte praticabili, e non ha assunto l'aspetto depresso e 'rimandatario' con accessi sbarrati eccetera.
Le mura hanno retto eccome!
Da veri boscaioli e vivaisti hanno sistemato le legna tagliate degli alberi caduti lungo le strade e nei giardini, già pronte per essere rimosse. Per le strade un gran fermento e pulizia.
O bravi pistoiesi piri.



venerdì 6 marzo 2015

Le mura e l'incuria, ossia le parole 'piccole' del Sindaco di Prato

Non so con chi ne parlai, e poco tempo fa, passando proprio nel punto in cui le mura di Prato sono crollate, che era ben visibile uno 'spanciamento' a chi le costeggiasse  a piedi in quel tratto.  Che insomma faceva un po' impressione anche solo camminarci sotto, ché il muro sembrava sul punto di crollare.
Ora, vedendo il Sindaco parlare dietro a quel buco nelle mura (scenografia da novello 'Sacco di Prato'), che quasi chiede aiuto ai volontari per rimetterle su, si viene presi dallo sconforto. ("Prato città dello sconforto...").
Io mi sarei aspettata che il Sindaco trattasse la ricostruzione delle mura come uno dei suoi primi obbiettivi; che dichiarasse che non c'era tempo da perdere, ammettendo almeno la superficialità o l'improvvisazione politica eccetera eccetera. Che magari desse parole di conforto alla cittadinanza così duramente colpita: non serve anche a questo, un sindaco? 
E invece,  davanti a RAI 3,  solo parole 'piccole'.

Ora io non voglio fare cannibalismo politico; io non parteggio, non appartengo a nessun partito o gruppo; è pur vero che l'e-Vento è stato eccezionale, che il momento è difficile e tutto il resto: però, nel vederlo affrontare un argomento di tale gravità con quel piglio sbrigativo e freddo, senza comunicare emozioni ma solo difficoltà,  quel signore si mostra non all'altezza del compito cui la cittadinanza lo ha chiamato.
E questo, sia ben detto chiaro e forte, come almeno i due o tre suoi predecessori.

Sembra che ci sia stata come una strana volontà di affossare la città di Prato nello scegliere candidati sbagliati, a cui la maggioranza della cittadinanza ha evidentemente dato credito.

Ora ci si augura che questo Sindaco cambi rotta, che insomma ci rappresenti anche moralmente. Che, mi si perdoni, si mostri diverso, oltre che nei contenuti (carentissimi), anche nel modo di parlare in pubblico, sfoggiando magari un granello di stile, di sentimento collettivo e, per carità!, di buona dizione italiana; o toscana, che va pur bene, se corretta come usava alla maniera antica.

giovedì 5 marzo 2015

Prato, la città del vento, dissolta dal vento (e dalle 'lobbies').

Prato, la città del vento, distrutta dal vento. 
Le scuole inagibili, le mura sbriciolate, vecchie fabbriche come bombardate, alberi divelti ovunque.

In questi anni nessuna vera tutela del paesaggio, della città.
Hanno solo costruito costruito costruito, hanno inquinato inquinato, e chi ha comandato? Solo le lobby.

Le LOBBIES!

Il Parco della Piana, inganno assoluto. E ci hanno anche preso per il c... con lo sviluppo sostenibile, la politica partecipata! 

Ed ora ecco la città di Prato dissolta. DISSOLTA.


(Foto da "Notizie di Prato")

La Baracca ferita

Prato, vento fortissimo e la città sembra semidistrutta. 
Alla Baracca qualche danno al tetto, ma niente di grave,  almeno per ora...

mercoledì 4 marzo 2015

Cronache da Pratonia (1)

Pratonia è una delle città scomparse di cui meno si sa.

Si racconta, fra le altre cose che il sindaco, così amato da tutti per le storie che raccontava quando era candidato, fu presto 'moralmente' decaduto. I cittadini non lo amarono da subito dopo la sua elezione.
Come questo accadde, ci sfugge. Sono passati così tanti secoli...Però fu un fatto: il sindaco nuovo, giovane, diventò subito vecchio.

Il potere si allarmò. Per questo si affrettò a confezionare per tempo un nuovo candidato, credibile, preciso, attento. Vicino al sindaco, eppur lontano. Dentro e fuori.

Forse di sesso femminile. Materno stile Stabat Mater.

I temi da mettere sul piatto, eh, non mancavano: lo sperpero di danaro pubblico, l'ambiente devastato, la corruzione.
Fu così che Pratonia ebbe il primato di avere un candidato sindaco dopo nemmeno un anno dall'elezione del sindaco...

E quindi accadde che il sindaco dovette continuare per tutto il periodo del suo mandato a fare la campagna elettorale. Ma sembra che scontentò tutti.

Il nuovo candidato, candido,  ebbe la meglio, sembra.

Sembra.

D'altronde il gioco era sempre stato questo, a Pratonia: avere sempre un candidato nuovo da piazzare sulla piazza perché in palazzo nulla cambiasse.

Erano lettori de Il gattopardo.

(Segue)

Amaramente... Biffoni




Credo si commenti da sola questa foto del sindaco Biffoni con la cantante Amara, che ha partecipato al Festival di Sanremo. La cantante pratese ha ricevuto dal primo cittadino il Gigliato d'Argento. La signorina inizierà il suo tour da Officina Giovani (che notiziona cuRturale, eh!).

Noi si pensava che solo Cenni facesse questi fantolineschi inchini al mondo dello spettacolino e della televisionciona.


A questo, si son ridotte le istituzioni? Sindaco, c'è bisogno di ben altro, altro che fumetti! 


(In effetti sembra una foto dal Pianeta Papalla).

martedì 3 marzo 2015

Trombone al computer (Spleen 2000)

C'era un giorno un gran trombone
che passava il giornatone

davanti al suo computerone!

Anzi due o tre ne aveva
sì che bene vi giocava.

Al mattino?, fresco e rasato
faceva la rivoluzione!
clic clac clic clac
'questo l'ho distrutto',
'questo è andato'!
usando tutta la munizione;
il pomeriggio, più stanco,
faceva merendina,
dando una spulciatina
di qua e di là,
annoiato
e pure (diciamolo)
ingrassato.

All'improvviso, gasato
il trombone (un po' invidioso)
tornava a commentare,
e con astio rinnovato,
da ficcanaso;

lui sì a ragionare
della ragione che aveva;
e se poteva, a spetazzare:
clic clac clic clac cloc,
cliccò!
Nickname Gambatesa.

Alle otto già di sera
si metteva in camiciera
si infilava giù nel letto
con indosso il suo berretto.

Oh, che malinconia
è passata la giornata
in totale apatia
quasi quasi atarassia! 
Si dà l'ultima svegliata
e si guarda un po' la tele,
ora spulcia il commentino,
mentre dorme a luce accesa
che gli sta sul comodino.

Film per "Gonfienti, la nuova città etrusca della Piana" (parte seconda)

Si ripubblica, data l'attualità, la trama del film su "Gonfienti, la nuova città etrusca della Piana", che avevamo anticipato nell'agosto 2013; qui, oggi, vi si aggiunge il secondo tempo. 
Stiamo cercando un produttore, chissà che non si incappi in uno dei 'capitani coraggiosi'...


PRIMO TEMPO (già pubblicato nell'agosto 2013)
Interpreti: i soliti, più qualche calunniatore (e/o doppio giochista).
Trama del primo tempo: riprendono gli scavi a Gonfienti come contentino preelettorale, si mostra che finalmente si fa qualcosa e che per questo tutti gli oppositori devono stare zitti, perché la santità delle azioni è dimostrata; nonostante la fallimentare interportualità, si pensa all'espansione verso Campi Bisenzio e/o altre cementificazioni nella Piana che si vedranno durante lo svolgimento del film, mettendo naturalmente qualche traliccio in più in collaborazione con Terna e mandando a quel bel paese il Parco della Piana, comprese le Pantanelle a ovest, che il regista riprenderà con qualche campo lungo sull'acqua depurata del depuratore del Calice e con il laghetto disastrato, dove vanno a bere sempre meno uccelli e i lavori della non finita Tangenziale Ovest. Intanto i lavori per l'Alta Velocità hanno già compromesso quello che era da compromettere verso Firenze, vedi Tomba della Mula di Sesto Fiorentino. Per far questo si neutralizzano naturalmente gli eventuali altri ultimi oppositori gettandogli addosso fango o anche qualche sasso, possibilmente preso dagli scavi o anche da qualche reperto della Calvana o, se manca va bene anche Monte Morello, da dove già si intravedrà la pista allungata e sdoppiata (ultima immagine) dell'aeroporto fiorentino.
Periodo: preelettorale, assolutamente.

SECONDO TEMPO 
Trama del secondo tempo, che si svolge in periodo post elettorale: gli scavi a Gonfienti non sono ripresi (dopo vent'anni di promesse), ma si mostra che finalmente si fa qualcosa portandoci le scolaresche; ai ragazzi più capaci viene regalato il kit del bravo archeologo, con cui possono intrattenersi in qualche lottino di scavo. Il regista mostrerà i ragazzi che si scattano selfie in compagnia della autorità di tutela con il repertino-ricordo che avranno riportato alla luce. L'Interporto di Prato ormai arriva a Firenze e si unisce all'Aeroporto,  chiamato ormai Aeroporto InterPianino, per cui Tir, treni e aerei fanno tutt'uno. Per il regista saranno solo possibili riprese a campo lungo. Con questa omogeneità si può volare e nascondersi nei camion o nei treni senza soluzione di continuità e, incluso nei mega-capannoni sfitti. Si può però affittare i capannoni ai turisti, anzi c'è un turismo capannaro, che dà un forte impulso all'economia. (INTERRUZIONE PER AGGIORNAMENTO)

Avevo scritto il seguito, ma qui interrompo per aggiornamento...Seguirà presto.

lunedì 2 marzo 2015

Canta, don Rafae'

Raffaele Cutolo, camorrista,
dalla galera canta e dice:
se parlo io, crolla Parlamento.
E allora, parla, don Rafae'.
Fallo crollare questo tempio
che tu alludi della malavita.
Canta, don Rafae';
dàgli di petto
liberati còre e panza,
infin permettiti,
libero in stanza,
sana evacuazione:
libera così almeno noi,
se tu non puoi, al momento,
alcuna pur piccola evasione.

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/03/02/news/raffaele_cutolo_io_sepolto_vivo_in_una_cella_se_esco_e_parlo_crolla_il_parlamento-108522467/

"Bignamino delle donne", recensione

Gianfelice D'Accolti mi manda questa recensione su Il bignamino delle donne. L'aveva già inserita fra i commenti, ma chiede che la pubblichi come articolo, ed ecco qua. Usa parole di elogio per me, che mi imbarazzano. Tuttavia la pubblico, perché da me si sposta per parlare anche del teatro in senso più generale, commentando significativamente, sia dal punto di vista tecnico-recitativo, che da quello sociale e politico. Grazie.

Bignamino, lezione di teatro.


"Maila è capace di interpretare 10 (dieci) personaggi diversi nello stesso spettacolo: la cavernicola barese, la romana mignotta, la strega pistoiese, la rivoluzionaria francese, la suffragetta anglosassone, l’operaia sarda, l’aristocratica italiana, la consigliera comunale, la donna del futuro, la presentatrice. Timbri, tonalità, parlate, ritmi sempre diversi. E non sono macchiette, ma personaggi, in cui si esalta sì il lato comico ma anche quello potenzialmente tragico. Non sono imitazioni alla Crozza. Oggi l’imitazione è il corto-circuito dell’interpretazione per l’attore insipiente. Capace anche di cantare due belle canzoni ‘scanzonate’, e prendere in giro la donna, il femminismo, l’uomo, il machismo con ironia, grazia e comicità. Come sanno fare solo grandi attori e maestri. Sono compiaciuto di poter lavorare con lei dalla quale ho imparato tanto e di cui ammiro le doti creative e la sapienza registica, fondata su un semplice gusto per le geometrie e in cui la scenografia è ancella della recitazione e non viceversa. Insomma, Maila Ermini è “un maestro” perché’ capace di imporre uno stile che sarebbe piaciuto a grandi attori del passato: il teatro è l’attore, e la multimedialità la crea l’attore col suo lavoro sulla voce e sul corpo. Per questo si dimostra il teorema che un piccolo teatro come la Baracca può esprimere grande teatro senza spendere e sprecare. Ma da questo, a volerlo affamare e affondare, ce ne passa: diventa crimine contro l’arte, spreco di risorse, ostracismo con finalità d'esilio, porcheria partitico-settaria. La gente che viene in Baracca, spettatori veri, che scelgono di venire da noi e non sono allettati dal “mi avranno visto? “ dei teatri dei velluti (uno di quelli vale dieci di questi) ci chiede stupita: ma come mai siete così poco pubblicizzati? Ma come mai non vi si vede in giro come meritereste? Ma davvero vogliono chiudere la Baracca, dopo aver letto il tazebao in bacheca? Cadono, ingenui, nell’equazione “notorietà e fama = talento + bravura + merito”; non sanno che spesso dietro quella notorietà c’è il meschino “do ut des”, c’è il mercimonio, l’assenza di idealità e di storia...

"Lo spettacolo della città" (5): "Ne ho viste cose che voi umani..."



La preparazione va avanti, lo studio per questo spettacolo. Ieri è stato pesante davvero, io reduce da un debutto e con una tourneé che mi aspetta, abbiamo fatto una simulazione lungo il percorso.
Bello e terribile, in certi punti la città sembra colare a picco.
Mi riesce al momento solo citare Blade Runner:
"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime di pioggia.
E' tempo di morire".

domenica 1 marzo 2015

Debutto de "Il bignamino delle donne"

Ieri, 28 febbraio al Teatro La Baracca, un gradevolissimo debutto e applausi.  E presto...in tournée!

Commenti dal Libro del Gradimento.

"Brava Maila, sempre brava" (non firmato)
" Molto divertente! Bravissima! (non firmato)
"Eccezionale e simpaticissima"(Manuela F.)
"Complimenti davvero per aver saputo interpretare diverse parte e da sola...lo facciamo anche noi nella vita reale. Ottima la strega!" (Antonella L.)
"E' stato un bellissimo spettacolo, complimenti per tutto..." (Acheropita N.).
"Da una splendida donna, 100% donna, il modo più intelligente di sentire e interpretare "la donna". Grazie per le emozioni che ben conosco" (Silvia).
"Bravissima Maila, uno spettacolo per ridere e riflettere...". Francesca T.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...