sabato 18 aprile 2015

Stasera dedico "L'amore..." a Gianfelice

Stasera dedico "L'amore è un brodo di capperi" a Gianfelice D'Accolti, che è tornato a casa dopo l'operazione al tendine e che ha iniziato la convalescenza a casa.
Presto di nuovo in piedi bene...e al lavoro per un altro "Spettacolo della città"!

venerdì 17 aprile 2015

Elezioni regionali: nessuna emozione

Alzi la mano chi prova qualche emozione per i candidati delle prossime amministrative regionali.
Non può stupire un risultato di astensione, quello che tutti si aspettano.

La politica non è più capace di parlare di politica, né di immaginare mondi diversi futuri. Anzi, il futuro non ci deve proprio essere, così siamo tutti schiavi e poveracci -la maggioranza- e siamo buoni agli usi del presunto democratismo e pronti ad andare nei supermercati, presto anche di notte, come accade da diversi anni ad Andorra, per esempio.

Le Regioni non hanno finora dimostrato di costituire un elemento alternativo ai giochi di potere nazionale, e di questa politica sporca e fetente ne sono solo una pessima fotocopia, ma di una fotocopiatrice a cui non è mai stato cambiato il toner.

Per quanto mi riguarda, io sono contraria alle Regioni se non in senso geografico (com'era prima degli anni '70), anche perché certo potere, troppo potere va in mano a degli inetti e incapaci mentali, che stanno là solo grazie alla loro succube mediocrità, pedine volontarie e silenziose di volontà più grandi. La prima e più evidente è proprio quella di distruggere la geografia regionale e il suo paesaggio, inquinando e cementificando dove è possibile eccetera eccetera. Naturalmente in nome e in sacrificio del Dio Lavoro, la cui invocazione viene utile all'uopo.

Il mio teatro (oltre alla mia persona, ca va sans dire!)  è stato ed è perseguitato, schiacciato proprio dal sistema culturale regionale, che vuole eliminare ogni voce dissonante e di significato, e solo tenere in piedi chi lo sostiene (sostienimi che ti sostengo); per cui sfido, fra questi nascenti campioni e astute campionesse del gruppo 'pur diversi ma sempre i soliti',  a convincermi, con i loro triti discorsetti da serate facebook, a votarli.



giovedì 16 aprile 2015

Vogliamo ringraziare un po'



In occasione de "L'amore è un brodo di capperi" di sabato 18 aprile prossimo (ore 21) abbiamo deciso di festeggiare un po' (nonostante le tante difficoltà e gli impedimenti...): chi ha visto uno spettacolo al Teatro La Baracca della presente stagione 2014-2015, incluso "Lo spettacolo della città", entra con lo sconto. 
Ringraziamo così gli spettatori che ci hanno permesso di continuare a esistere e resistere con entusiasmo.

mercoledì 15 aprile 2015

Modesta proposta per eliminare i sottofondi

Mi trovo per caso in un bar, ieri, a desinare.
Folla di lavoratori e dipendenti nella loro pausa pranzo.
Musica di sottofondo, a volume sostenuto.
Televisione accesa

Non si riesce a parlare.
Una volta seduti, molti agitano le loro mani sui telefoni e mondi vari. Squilli di cellulari, gente che si alza in continuazione per rispondere.

Caos assoluto. Mal di testa.

Faccio qui la mia modesta proposta per eliminare almeno la musica di sottofondo, che trovo ovunque:
supermercati, centri medici, sale d'attesa di tutti i tipi.

E la televisione che si trova perfino nei ristoranti. E che nessuno guarda.
(Personalmente, ristoratori, se vedo una televisione in una sala dove si mangia, me ne vado!).

Siamo anche molto lontani ormai, anni luce, anche dalla "Tafelmusik", musica da tavola, di Kant, che la trovava "una cosa meravigliosa, la quale soltanto con un gradevole rumore deve mantenere negli animi la disposizione allegra, e senza che nessuno presti la minima attenzione alla sua composizione, favorisca la conversazione libera tra l'uno e l'altro vicino".

Ormai il sottofondo musicale e i video pervadono tutto in maniera ossessiva e violenta, rendendo tutto superfluo, e soprattutto il pensiero e la comunicazione fra noi. 
Grandissimi enormi Fratelli everywhere.

martedì 14 aprile 2015

Expo, dove tutto è già visto e venduto


Unica visita a una esposizione universale, quella di Sevilla, anni '90.
Ricordo soltanto una enorme luna nascente davanti a me seduta in attesa di un inizio di spettacolo.
Quale? Era uno tipo Circ du Soleil o Visionaria, acrobatico-pantomimico, elegante quintessenza di nulla rivestito di magia, l'arte evocativa del nostro bisogno di magico, l'inganno par excellence.
Poi ricordi di grandi inutili edifici, vuotità architettonica e di senso.
Già allora si capiva che lo sponsor sarebbe stato MacDonald's, ché l'unica fugace gaiezza era data dai ristoranti illudenti diversità.
E' l'ora che l'Esposizione Universale, che al suo massimo splendore ha partorito il mostro terrore della Tour Eiffel, antesignana di tutte le minacciose bellezze e bruttezza della tecnica a venire, foriera involontaria di guerre mondiali, summa dell'arte numerica e contante, torre dell'arte ingegneristica, è l'ora, una volta tramontato irrimediabilmente il pensiero positivista che l'ha partorita, che dell'Expo si decreti la fine una volta per sempre. Semplicemente, non ha senso.

Non solo inutile, ma dannoso brutto mercatone kitsch dove tutto è già visto e venduto.

lunedì 13 aprile 2015

La notte nera della periferia (20): senza casa né terra a Prato

Continua il mio studio del territorio. 
A Vergaio due o tre famiglie vivono nelle roulotte, nel parcheggio di via Pietro da Prato (chi era?), ormai da almeno due anni (non sono nomadi, e comunque non danno fastidio a nessuno), e alle Fantanelle si trova la signora Brigida, che da Avellino è finita a Prato a vendere fiori di campo. La signora fa affari ancora con le lire. (Per un mazzetto, mille lire... e solo eccezionalmente accetta euro. Siete avvisati).
Infine, alle Badie scopro che il dissenso ciclabile e terriero esiste.

Vediamo se 'ripuliscono' tutto prima che passi il mio prossimo "Spettacolo della città".



domenica 12 aprile 2015

La notte nera della periferia (19): Castelnuovo di Prato

Lavorando per un'altra edizione de "Lo spettacolo della città", andando verso sud di Prato, costeggiando Campi Bisenzio, mi accorgo che lo scenario della città è devastato in modo del tutto irreversibile, che la zona sud è davvero la più compromessa - quante volte è stato detto! -, e che Campi Bisenzio, se possibile, è in una situazione urbanistica peggiore di  Prato.
Capannoni, capannoni, capannoni, vuoti vuoti vuoti.

Di alcune località, come Fontanelle, rimane sempre più solo il nome, nessuna fontanella. Ma di questo ho già scritto a suo tempo.

Un borgo ai pratesi sconosciuto, Castelnuovo, si salva da tutto questo sterminio capannaro e dallo scempio paesaggistico: è lontano, sulla via Roma verso Poggio a Caiano, in disparte. Casette ben tenute, 'strinte' come in difesa: e così come un tempo il borgo, nato in forma di piccolo bastione ai tempi del libero Comune di Prato, avamposto di difesa a sud-est contro i possibili assalti dei pistoiesi assestati sull'altra sponda dell'Ombrone e sul Montalbano, oggi, si capisce, a Castelnuovo, si paventa l'essere raggiunti da un giorno all'altro dall'orda della devastante vorace attività degli eserciti industrial-politici della Piana.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...