sabato 25 aprile 2015

Il libraio ambulante di Piazza Beccaria

Nei giorni in cui si festeggia la lettura, proprio ieri, capito in Piazza Beccaria a Firenze. Incontro il libraio ambulante, per l'ennesima volta lo incontro, ma questa volta mi fermo: non ho intenzione di comprare nulla, né cerco alcunché. Trovo però inaspettatamente un libro che mi interessa, e chiedo quanto costi. Il libraio è seduto su una panchina e legge il giornale; tranquillo, amabile, si alza e mi dice: "Un euro".

"Un euro?"
"Un euro".

Mi sono vergognata a dargli solo un euro per un libro così prezioso e in un giorno in cui la retorica fa risuonare i suoi inutili festeggiamenti per la lettura di libri e il diritto d'autore.

venerdì 24 aprile 2015

La Baracca cambia muta



Come le lucertole che vivono sotto la Baracca, davvero!, ci rinnoviamo. Il Teatro La Baracca sta cambiando pelle.  Si cambia muta!
E' anche questo un modo per festeggiare la 'nostra' resistenza e liberazione, contro i nostri oppressori, i dileggiatori, i finti indifferenti;  per liberarci da chi ci voleva e ci vuole 'morti'.

Saremo invece ancora più belli e presenti.

giovedì 23 aprile 2015

Renzi e il renzismo, o dello sviluppo dello stato diseguale

Mentre Renzi e gli altri organizzano l'Italicum e si danno gran daffare per le leggi elettorali e le gestioni di potere; mentre ci si occupa e si litiga per la corsa regionale eccetera, lo stato sociale dell'Italia è lasciato a sé.

Non ci si cura di come stanno i propri cittadini, in sostanza; la gestione della sanità, della vecchiaia - sempre più diffusa perché si vive di più - della scuola, tutto il sistema sociale ed educativo è sempre più lasciato alle famiglie, e si salva solo chi ha un po' di soldi, si può infilare in qualche clinica, può frequentare scuole rinomate, e magari con l'aiuto di badanti georgiane o di donne extracomunitarie disposte a lavorare in condizioni più sfavorevoli eccetera.
Tutto questo sistema tendente allo schiavismo e allo sfruttamento aumenterà con l'arrivo dei migranti.

Renzi e il renzismo si preoccupa solo di continuare ad esistere (lui e l'apparato), senza minimamente affrontare i problemi che generano e sviluppano uno stato fortemente diseguale, e in sostanza affaticato e oppresso.

Le elezioni, con tutto il gioco inutile dei candidati - che non saranno in grado e non potranno cambiare alcunché e per questo sono candidati -  sono ormai da rifondare, ripensare; più che il momento della democrazia, è quello della fregatura.

mercoledì 22 aprile 2015

Toscana: quanto è patacca questa eccellenza

Non se ne può più. Sentirsi ripetere dalla mattina alla sera che viviamo in una Regione, la Toscana, dove regna l'eccellenza.

Tutto qui sembra funzionare nel migliore dei modi, tutto è bello, fatto bene.
La sanità funziona, la scuola funziona, il paesaggio è bello, la gente simpatica.
E' una litania disgustosa.

Basta  una gita a Monte Morello o sulla Calvana per capire che non è così, che la Toscana è stata distrutta e modificata al peggio: la Piana di Pistoia Prato Firenze è stata distrutta dal cemento; una giratina verso il pisano mostra cosa hanno combinato già da diversi anni gli 'eccellenti'. E facciamo alcuni nomi, andiamo a fare qualche giratina a Bientina, a Santa Croce sull'Arno...e a respirarne l'aria!
Mi è bastato vedere poi, ultimamente, com'è ridotta Grosseto, città anonima e designificata (in funzione militare?).

Sto poi verificando in questi giorni le eccellenze della Regione in campo sanitario, eccellenze che sono soltanto per chi può permettersi il lusso di farsi una operazione rapida, sicura, fatta bene, pagando una cifra esorbitante.

Senza dire della cultura, che non c'è. Questa perla toscana è la patacca numero uno.
La cultura come elaborazione vera e autonoma, originale è morta o contrastata, non ha più luogo: per trovare qualcosa di 'vero' mi rivolgo ai miei genitori, o a gente ormai in via d'estinzione. Ci sono inutili celebrazioni di feticci gestiti dal potere, spesso falsati o resi falsi (vedi il caso di Gonfienti, per cui nelle ultime visitine avrebbero raccontato che l'Interporto segna il confine della città antica!), osanna con titoli in inglese corredati dallo spaventoso simbolo del 'cancelletto', calzante, ché dà l'idea della gabbietta mentale in cui questi culturioti devono muoversi.  Oppure lodi ai finti anticonvenzionali, agli 'sporchi brutti e cattivi', come se per fare cultura bisognasse essere per forza 'out' e parlare in...toscano! (Guai a non parlare il toscano per un toscano, che toscano è?). In realtà si tratta di artisti totalmente 'in', sono dentro fino al collo nel sistema, e vogliono starci!
Di frequente in Regione si osservano 'eccellenti' pecoroni belanti, ignoranti, ambiziosi in vari campi.  'Eccellenti' scopiazzatori,  lecchini esecutori.

Come i cartelli pubblicitari che una ex assessora voleva piazzare per promuoverne il turismo, la Regione Toscana, così come propagandata e raccontata dai media e dai politici, è una vera e propria patacca.

martedì 21 aprile 2015

Mondo macellaro

Mondo macellaro
sempre più aggressivo
violento
amaro.

Mondo vampiro.

Gente imbestialita
ti manda
con un semplice
'fanculo'
ti aprostòfa,
e a quel paese
ci vai ogni giorno,
e a fine mese

grandi incassi e uscite
di parole grosse,
offese.

Uso volgare, assassino
di gesti e parole;
la bestia è ben viva
nel mondo occidentale;
e la lingua fa ogni giorno
la sua strage 'normale'.

L'indifferenza prende il posto
dell'ultima decenza.

Mondo vampiro;
la gente ti saluta
ti rispetta
solo per danaro,
con raggiro.

E se non hai niente
né carte di credito né terre
nudo muori in mare,
la tua carne serve alla spigola,
carcassa da spolpare.

lunedì 20 aprile 2015

Veltroni, l'epigono

Walter Veltroni ha girato un altro film, "I bambini sanno".

Da un punto di vista filmico, tecnico, è una scopiazzatura di "Comizi d'amore" di Pier Paolo Pasolini e, anche, "Di amore si vive" di Silvano Agosti.

Ma il film del signor Walter è condito di melassa, insincero, a tesi, con una fotografia 'perfetta', asfissiante.

Da un punto di vista del contenuto (visto che a lui piace il contenuto), be', è condito di un rousseauismo di maniera, dove i bambini sono buoni e bravi e non vanno corrotti eccetera.

Ne risulta un epigono a trecentosessanta gradi di una serie di grandi personaggi e figure da lui lontanissime.

L'ottimismo panglossiano che sottintende all'opera rende l'artista un altro inutilmente epigono di Voltaire.

Meno male che ha evitato il titolo in inglese.


domenica 19 aprile 2015

Stagione 2014-2015 al Teatro La Baracca: qualche considerazione

Come ogni anno scrivo alcune considerazioni sulla stagione teatrale alla Baracca 2014-2015  appena conclusa ieri, con certa soddisfazione devo dire.
Punti deboli: tutti gli spettacoli per ragazzi, i meno seguiti quest'anno - con l'esclusione di Petuzzo - , ma credo sia dovuto alla crisi economica. Nonostante il biglietto ridotto, diverse famiglie hanno scelto, quando hanno potuto, l'ingresso gratis offerto in alcune occasioni dal Comune.
Al contrario invece tutti gli altri spettacoli, per cui registro un discreto aumento di spettatori e...di 'consensi', a partire dal controverso Miriam, moglie di Gesù; il  tutto esaurito del (decimo anno di repliche!) de  L'infanzia negata dei celestini, e lo straordinario ' successo' de Lo spettacolo della città.

Rimane il fatto di essere invisi a gran parte della politica (se così si può chiamare) locale, agli pseudo guru di varia estrazione, quelli di origine sinistrorsa, destrorsa, indiana africana eccetera.

Non solo perché il Teatro La Baracca non appartiene a nessuna 'chiesa', ma anche per invidia, sia ben inteso, perché molti di loro nemmeno sarebbero capaci del quarto del quarto di quello che facciamo noi da più di vent'anni, ossia tenere in vita uno spazio culturale con pochi spiccioli pubblici in un luogo così periferico, con produzioni originali e in alcuni casi innovative, che hanno valorizzato la storia della città di Prato portandola a livello nazionale e internazionale, di cui mai nessuno mi ha dato atto o riconoscimenti. Ecchissenefrega.

Totalmente inesistente il Teatro La Baracca per tutti coloro che ricoprono cariche comunali anche quest'anno, se si esclude una, due eccezioni; nonostante blaterino sulle periferie, non le vivono se non tagliando nastri o commentando vana-vanitosamente sui social.

Questo lo scrivo tanto per curiosità, come nota di colore, per evidenziare, per l'ennesima volta, la discrasia infinita fra i programmi elettorali di questi nostri rappresentanti politici che vivono con i nostri soldi, che percorrono carriere grazie all'appoggio di partiti e potentelli, fra i loro discorsi e promesse e la squallida miseria loro epifania politica. 

Quest'anno poi abbiamo subito il colpo, durissimo, dell'esclusione da ogni contributo pubblico per l'attività teatrale alla Baracca dalla Regione Toscana, e questo varrà per tre anni.

Così pensavano di metterci a tacere e di farci morire.

Questo sia detto per far capire come la cultura di cui si blatera ai piedi dei sassi pompeiani - e Gonfienti lo dimostra, nonostante le 'visitine di primavera' - sia una vera falsità. Come si sarebbe scritto una volta, si tratta di Kultura.