sabato 4 luglio 2015

Decreto Salva Banche, ovvero del prelievo forzoso

Poco rilievo è stato dato dal Decreto Salva Banche, approvato pochi giorni fa dal Senato, con cui le banche sono autorizzate a prenderci i soldi in caso di difficoltà.

Leggete.

http://intermarketandmore.finanza.com/bail-in-banche-il-decreto-legge-sul-prelievo-forzoso-passa-in-senato-72616.html

Lei era consenziente

Lei era consenziente
E non ho fatto niente.

Lei ci stava
Lei me la dava

Lei appena mi ha visto
È rimasta come secca
Il mio fascino becca!

Lei era consenziente
Giudice, non le ho fatto niente

Io sono perbene
Di famiglia come?
Come conviene

Mamma e papà
Mi hanno allevato
Con tutti i crismi
E son finito soldato.

Il pranzo la domenica
La chiesa e la palestra
Poco mi piace la minestra

Italiano pastaiolo,
donnaiolo
Ma sempre dentro la legge

Lei era consenziente
Io l’ho capito
Ci stava
e…le piaceva.

Signor giudice, le pare?
Sono militare
Per bene
Guardi i muscoli
Non ho bisogno
Di insistere
La donna a me viene

Senza resistere!

giovedì 2 luglio 2015

Gonfienti, ma dov'è?

Sul sito del Comune di Prato viene annunciata la prossima visita agli scavi di Gonfienti antica. C'è però bisogno di spiegare molto bene dove si trova il 'luogo misterioso', perché mai mai mai è stato messa una indicazione per arrivarci e per dire che il luogo esiste.

"Ritrovo cinque muniti prima dell'inizio delle visite all'ingresso degli scavi, situato lungo la strada che collega il paese di Gonfienti all'Interporto e alla strada Perfetti-Ricasoli. Da Gonfienti occorre superare Villa Niccolini, proseguire per circa 300 metri fino ad una casa colonica. Dalla direzione opposta da la Querce percorrere via Cellerese fino all'ingresso dell'Interporto. Da lì uno stradello asfaltato conduce in 100 metri agli scavi".

Senza contare che lo stradello asfaltato è in condizioni pietose, con buche che non permettono di andare con la macchina. Una assoluta vergogna 'kulturale'.

http://www.comune.prato.it/appuntamenti/?forward=evento&opera=ETRUSC2015&sala=GONFI001&data=20150711

mercoledì 1 luglio 2015

"Lo spettacolo della città 2", spiegazione e commenti


Mi chiedono com'è composto il testo de Lo spettacolo della città. Il primo tragitto è altro testo dal secondo. Comunque, a parte i brani 'classici', di cui è detto titolo e opera, il testo è originale nel senso che l'ho scritto io. Anche le canzoni non 'riconoscibili' sono mie.
Per questo secondo tragitto: la satira alla Chiesanuova, Aldilà e Aldiqua, uguale; quella al Pecci è invece una rivisitazione e mixage fra un testo classico (Marinetti) e una conferenza (pur rivisitata, della Dottoressa Quindi).
L'ho chiamato 'zibaldone', non solo ricordando Leopardi, ma anche i miei tempi in quel di Romagna, nella prima era della mia vita: là lo zibaldone è una vivanda costituita da un amalgama di ingredienti diversi.  
Per tutto il resto, invece di chiedere, venite a vedere.


"... Non dimenticherò questo 'viaggio teatrale' attraverso una città che prima, mi duole dirlo, mi era indifferente, e che invece mi è rimasta in tutta la sua 'anima'. In breve io porto con me nella mia Calabria piuttosto Prato che Firenze. Idea ed esecuzione stupendi, brava, bravi.
Un affettuoso saluto, grazie." Luisa F

"Complimenti per la lettura originale, ...particolare della città". Tiziano P

"Una poesia che prima prende a pugni l'anima e poi l'accarezza...grazie!"  Arianna C

"Altre emozioni, altri significati...ma sempre un grande Spettacolo! Grazie", Chiara B



martedì 30 giugno 2015

“Lo Spettacolo della Città 2", nasce il format di un teatro itinerante … in movimento

"Dopo le emozioni della prima uscita il secondo tour pratese de “Lo Spettacolo della Città”, proposto dal Teatro La Baracca, ha messo in mostra molte altre straordinarie potenzialità che esaltano una formula azzeccatissima, quella del “teatro itinerante … in movimento”, tanto da potersi ritenere, già alla seconda uscita, non più solo il frutto di una felice e geniale intuizione, come pensato una prima volta, quanto piuttosto l’espressione, ormai consolidata, di un nuovo modo di fare spettacolo in un’ottica matura, frutto di una contemporaneità critica, semantica e linguistica. Un format teatrale convincente e estremamente attrattivo, grazie anche alla bravura dei suoi ideatori ed artefici, con il quale ci si dovrà confrontare in futuro ogniqualvolta assisteremo ad una spettacolo “puntiforme”. Una domanda, d’ora in avanti, inevitabilmente ci porremo sopra ogni altra, pensando a quale effetto quel dialogo, quel monologo, quell’atmosfera avrebbe potuto avere se vissuta in un contesto diverso al quale idealmente potrebbe associarsi. Infatti, lo “Spettacolo della Città 2”, non è solo una testimonianza d’autore, ironica e lirica di una “chanson” di oggi.  Una composizione multiforme di una rappresentazione scenica vagliata alla luce di una sferzante, a volte dolorosa, analisi critica del luogo osservato in movimento dai vetri dell’autobus. Lo “Spettacolo della città 2” ha fornito nelle soste e nelle letture a bordo, punteggiate da indimenticati refrain musicali, un compendio a dir poco fantastico di una letteratura teatrale vasta, universale, eloquente e ben commisurata alla situazione partecipata, quasi  che questa facesse parte a prescindere della città perlustrata. Una produzione quella di Maila e Gianfelice assai coinvolgente, innovativa al punto da soverchiare tutti gli standard attuali. A differenza del “theatre on the road” che pure ha innovato e avuto il merito di portare il teatro in strada, o del più eccentrico “moving theatre” che vive soprattutto di effetti speciali, sonorità, luci e consonanze artificiose prodotte dalle più avanzate tecniche multimediali del digitale, questa nuova frontiera esplorata dal Teatro La Baracca ci fa rivivere l’archetipo stesso della drammaturgia, la vera natura del teatro, legata alla sua più alta tradizione, dalla commedia dell’arte in poi. Non c’è niente di artificioso in questo teatro itinerante in movimento, un “fantaspettacolo” ripulito di inutili orpelli, reso nell’evidenza di un recitativo diretto, sempre  colmo di pathos.  La ricchezza dei testi e la freschezza delle battute che sono snocciolate nel corso delle tre ore, si alternano a brani teatrali di scrittura senza soluzione di continuità e in piena sintonia con le assonanze o dissonanze del paesaggio della città metropolitana. Questa dimensione metropolitana viene, fin dall’inizio del viaggio, messa in discussione nel bene e nel male, nella caoticità dei “rumors” quotidiani, ma anche nell’isolamento che deriva dall’emarginazione di aree e disperse periferie, con la natura perduta che occhieggia ovunque.
Lo speciale zibaldone predisposto da Maila Ermini diviene nella contestualizzazione urbana, abilmente ricercata con pazienti osservazioni preliminari, una sorta di indimenticabile antologia che la forza espressiva di Gianfelice con il contrappunto della stessa Maila, hanno reso in maniera leggiadra al pubblico presente, fissandosi nella memoria di tutti come patrimonio del luogo.
Sotto quel cipresso spolpato dal vento di marzo, in uno spazio astratto ed assurdo, dietro al “Monumento ai Caduti” assurdamente collocato in faccia del Castello federiciano, sentirò per sempre riecheggiare Samuel Beckett. “Aspettando Godot”, grazie alla messa in scena de La Baracca sarà per sempre per i viaggiatori del tour, anche l’espressione indelebile di quello spazio fisico, metafora delle contraddizioni semantiche dei nostri tempi, per dirla come l’autore: «Non c'è nulla di più comico della tragedia». E poi, alla stregua, di un nuovo classico della comicità irriverente oltre la satira, resterà ben impresso nella memoria di ciascuno di noi, nel piazzale McDonald’s di Prato, al cospetto del Centro per l’Arte Contemporanea, il dialogo immaginato tra la vacua questua per una diseredata Gonfienti, fatta da una stolida ispettrice ai beni archeologici, e la furia iconoclasta di un Marinetti esplosivo nel recitare il suo manifesto futurista. Sarcasmo, ironia, bravura che contrappone lo stereotipato modo di approcciarsi alle cose di un turista compiaciuto più dalle certezze del cemento che dall’esperienza del conoscere e dello scoprire cose fuori dagli schemi. Come dire che il format dello Spettacolo della Città è destinato a viaggiatori dagli occhi ben aperti verso tutto ciò che sta intorno. Scusate ma se non è questo un modo nuovo di fare e proporre teatro vorrà dire che mi sono davvero sbagliato di grosso e ho sognato."

Giuseppe Alberto Centauro


Kultura

Si parla ovunque del crowfunding, visto che le attività artistiche sono povere e finanziate sempre meno.
Ma non è la strada giusta.

Non serve finanziare le produzioni, i teatri, le compagnie, gli artisti. Goccioline di una nube in un deserto che avanza.
Finanziare la cultura significa creare un pubblico diverso da quello che gira oggi.

Finanziare la cultura significa costruire i presupposti per un pubblico che va a vedere le opere, perché le opere significano e non sono frutto di pruriti ego-estetizzanti.

Finanziare la cultura significa soprattutto creare i presupposti culturali.

E invece il potere fa l'opposto e si serve dell'arte come mera propaganda. Bella propaganda. Marketing. Intrattenimento. Bevutine. O addirittura asservimento puro.

Insomma, è sempre più 'kultura' che uccide l'arte e, ca va sans dire, gli artisti. (Ma esistono ancora?).

lunedì 29 giugno 2015

"Lo spettacolo della città" del 28 giugno 2015

Alcune foto de "Spettacolo della città" del 28 giugno, che è andato benissimo.  Sono fiera della mia idea e dello 'zibaldone' che ho scritto.
A San Giorgio a Colonica
Foto Luca Pecchioli. A San Giorgio a Colonica

In Piazza delle Carceri, recitando "Aspettando Godot"




A Porta Leone.


















Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...