venerdì 18 dicembre 2015

Boschi a baccano

Maria Elena:  Pronto, pronto, Matteo?

Matteo: Cicci, richiamami dopo, ora non è il momento....

Maria Elena. Omamma, ma io non so icche' fare, icche' pensare...Hai visto che è successo, suvvia, tesoro, dammi una manina.

Matteo: Io farò il possibile, ma non lo so. Ti voglion sfiduciare. Ma come si fa a sfiduciare un angelo come te....Tu se' bellina, tu se' carina, ma son incazzati, nini, te lo dico.

Maria Elena.  Ovvia, su, omamma, ma icchè c'entro io con quel pelandrone d'immi babbo...che c'entro io...oh, gl'è normale perdere un po' di soldi, e' voglion giocare, voglion guadagnare, e poi danno la colpa alla banca...Ma io dico...via Matteino...

Matteo.   E come sa a fare? Facciamo la conta!

Maria Elena.  Mica tu mi vorrai sacrificare, vero?

Matteo. No no, non ti preoccupare, cicci. Come si potrebbe fare senza di te, in questo governo? Te sei bellina, te sei carina, te, in televisione, e' tu fai sempre effetto...

Maria Elena.  Lo dicono tutti. La collega, via, non ha lo stile mio, è un po' 'madia'. Scopiazza lo stile fiorentino, ma è romana, è rozza. Vuoi mettere, no, noi fiorentini? Ti ci vuole qualcuno come me. Suvvia, ovvia, oddai, oioi...Posso darti un bacino?

Matteo.  Grazie, sì, dammi un bacino, tesoro, cicci.

Maria Elena.  Oioi omamma, ovvia, su.



mercoledì 16 dicembre 2015

L'oro d'Arezzo

Mai come in questo periodo si capisce dov'è l'oro in Italia.

Dove Fanfani riuscì a far giungere l'Autostrada del Sole, deviando il percorso con la 'curva Fanfani'.

Arezzo, cupo cuore massonico che oggi piange il suo capo, il morto tardissimo Licio Gelli (pistoiese, sarà sepolto domani nella città 'orsetta').

Arezzo, cuore delle banche fallite (Banca Etruria) e del potere finanziatore di certo sistema partitico.

Arezzo, non a caso città dell'oro.


A Prato due assessori alla cultura

A Prato, ormai è chiaro, ci sono due assessori alla cultura: il primo, il titolato ufficiale, è il bel sornione Simone Mangani, e l'altra, non titolata ma di fatto, è l'assessore Daniela Toccafondi, ufficialmente alle attività produttive, al commercio e alla gioia di vivere pratese.

E' quest'ultima l'anima culturale del centro storico, la vitalizzante artefice di mostre incomprensibili ai cittadini, ma che rendono pepata la città; è lei la beneamina e beneamata fatina della cultura tradizionale e  popolare dei negozianti e delle più becere tradizioni pratesi, tutte finalizzate a far vivere 'stobenedettocentro' di Prato, diventato grazie a lei un settaccio natalizio per filmetti di Natale appunto alla pratese.

Lo slogan "Sei vuoi bene alla città, vivi il centro" di destra memoria, che riempiva la città datinesca di cartelloni immensi durante l'era cenniana, si realizza così pienamente e felicemente.

Come anche accadde all'Esposizione Universale, quando portò la pratesità in tournée, anche questa volta la fata dai capelli rossini di Prato, mette in ombra, soprattutto in questo periodo, il Simone Mangani, più compassato, più annoiato, più esistenzial-esisto di lei, impegnato nell'entichettatura di partitofra Metastasio tricchetracche, Pecci sì Pecci no, localini vo non vo.

Lei, la nostra assessora, è veramente rossiniana, frizzante briosa come deve essere una vera figliola del Datini, spònsora di tutta la pratesità presente e futura, impareggiabile fattrice di quest'alberone natalizio mercataro e posticcio che dovrà diventare prima o poi Prato, meta di turismo infinito saecula saeculorum.

martedì 15 dicembre 2015

Non esistere

Al Teatro La Baracca non sarà dato niente dei fondi destinati alle associazioni del Comune di Prato. Insomma, per la nostra attività in sede, picche.

Scrivo tanto per informare gli spettatori, amici e nemici che da anni ci seguono, che non c'è niente di nuovo per noi.

Ci fanno fare gli spettacoli, ci danno duemila euro, e questo ci deve bastare. Insomma, come prima e più di prima. Tutto il lavoro sulla storia di Prato, il lavoro in periferia dal 1993, giusto per fare un esempio, questo Comune, una giunta dopo l'altra senza grandi differenze, è valutato nulla.

D'altronde, a parte qualche caso sporadico, i titolati non sanno nemmeno cosa facciamo.

Per gli assessori e i presidenti e i commissari e i funzionari, e anche per alcuni giornalisti-lacché sarebbe molto meglio che queste realtà indipendenti non esistessero (anche se in alcuni casi fanno finta di sostenerle con progetti-fantoccio).

Anzi, dietro questi dinieghi, o questi regalucci di Natale, c'è il sottotesto: 'Non esistere'.

Epifanie moderne della distruzione del 'diverso'.


Avviso per "L'infanzia negata dei celestini"

Per la replica del 19 dicembre ore 21 al Teatro La Baracca, onde evitare il ripetersi dei fatti sgradevoli degli anni passati, e che non voglio più tollerare (intrusione improvvisa da parte di spettatori nel camerino, interruzione di pubblico spettacolo, atti di fanatismo e intemperanze varie), è necessario:
1. prenotare obbligatoriamente;
2. indicare i nomi precisi delle persone che intendono assistere alla replica di sabato 19 dicembre;
3. un riferimento telefonico per eventuali comunicazioni.
Il telefono del teatro è lo 0574-81236 oppure scrivere a teatrolabaracca@gmail.com.

lunedì 14 dicembre 2015

Politica cultural-musicale a Prato

Mentre l'assessore Mangani e diversi cittadini di Prato scrivono partiture in tono maggiore sul connubio fra Camerata Strumentale di Prato e la Scuola di Musica Verdi, voglio intonare una nota fuori dal coro.

Sì, va bene, 'tutto bello', ma è un fatto che a Prato le bande e le filarmoniche (quelle tanto deprezzate dall'accademismo musicale di alcuni miei ex-maestri di musica), e quindi la creazione e la diffusione popolare della musica stessa, sono state distrutte.

In realtà anche in campo musicale, come in quello teatrale o artistico-figurativo, non si fa che 'entizzare', cioè rafforzare il potere politico attraverso gli enti culturali che succhiano soldi, sono gestiti partiticamente, e distruggono ogni creatività o soggetto alternativo. 

Si veda per esempio la quasi scomparsa banda pratese Edoardo Chiti (a parte qualche fugace apparizione natalizia eccetera), che ben altra sorte ha avuto di quella pistoiese Borgognoni.

Domenica Meraviglia

Lontana
dai vostri localini
snob sob bob
fra poesie e canzoni

in un parterre
stile neoclassico obliato
con accanto vecchietti
color sfumato comunista
o giovanotte demodé
dai nomi fantastici
Selvaggia Corilla
Geggè,

ai piedi di colonne doriche
dimentica delle vostre birre
di lamenti connessioni
snob sob bob
di primi piatti
e mercatini,

finalmente
è nata mia figlia,
Domenica Meraviglia.

domenica 13 dicembre 2015

La città si fa branda

Il progetto "La città si fa branda" dell'Assessorato all'Inutilità nr. 9 del Comune delle Comunelle è il migliore esempio pratico di come si vogliano addormentare i cittadini attraverso i raccontini della nonna e dei piccini, per farli giocare al gioco 'la città che vorrei'.

In questo l'Assessorato all'Inutilità nr. 9 conta di riuscirsi perfettamente attraverso varie tappe di gioco-addormentamento della cittadinanza.

In cosa consiste questo progetto-gioco? A immaginare la città futura attraverso varie tappe in cui i cittadini immagineranno come potranno addormentarsi meglio e bene, con i turisti che saranno invitati in città per fare altrettanto.

Se tutto va bene, quando il progetto sarà terminato, nel Comune delle Comunelle i cittadini potranno fare meglio le loro belle ninne al suono dei raccontini e delle favole diffuse dagli Assessori Inutili!

Partecipa!

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...