sabato 26 dicembre 2015

LA BROCHURE DI PRATOFESTIVAL: SOLDI BUTTATI

A causa di un errore sulla brochure di Pratofestival, che aveva indicato alle ore 21 lo spettacolo di oggi pomeriggio alla Baracca, abbiamo perso diversi spettatori (che invece si sono presentati appunto alle ore 21).

Vergognoso. Un dispetto? Superficialità? Mancanza di professionalità?

Sappiamo, e lo abbiamo verificato anche per altri eventi, che ci sono altri errori.

Controllate attentamente prima di andare a vedere uno spettacolo, perché la brochure non è attendibile.

Ancora una volta, i nostri soldi buttati (oltre che persi).

Pagliaccia Secca Sos si replica domani pomeriggio (ore 16,30) al Teatro Magnolfi. Speriamo che non accada come l'anno passato, quando moltissimi spettatori furono rimandati indietro.

giovedì 24 dicembre 2015

Natale

Anche questo Natale
ci ritroviamo
coi soliti regali

le nostre misere ingiustizie
così palesi
e grandi;

i nostri interessucci,
gli amichetti,
la dose quotidiana disonesta;

il nostro sesso
spiegato e prepotente.

La mamma
petulante,
il babbo
violento
o assente;
il figlio ingrato.

La nostra tenace
persistenza.

E ogni anno
e proprio in questi giorni,
chiamiamo il fabbro astuto
a saldare l'esile fragile
attaccatura al mondo,
pagandolo salato.


mercoledì 23 dicembre 2015

Il Comune e la fattoria degli animali

I NOSTRI COMUNI SONO COME LA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

Tutti sono uguali.
Ma qualcuno E' più uguale degli altri.

Prato: a Contemporanea Festival vanno 25000 euro e al TPO 15000!  Ma già non fanno parte del Metastasio? Roba da chiodi.

Questa giunta contribuisce fortemente a impoverire la città.
Grazie, assessore Mangani!

Ecco i contributi alle associazioni:

martedì 22 dicembre 2015

Tutta l'arte è merce!

Qualche ragazzotto di provincia ben introdotto nel futuro partitico sentenzia che quella installazione artistica di Prato che fa tanto discutere i cittadini pratesi, come è avvenuto anche nel recente passato tante volte per episodi simili,  dichiara insomma che quell'opera-ammasso di via del Pesce non sarebbe opera mercificata.

Si tratta di una affermazione superficiale, dato che l'installazione sarà pagata.

Certo, non può essere venduta a gallerie o galleristi,  meno male!, tuttavia tutta l'arte indistintamente è merce e tutti gli artisti, ma proprio tutti, sono mercificati.

Anzi, le stesse città d'arte sono grandi cantieri di merce, e in questo senso viene così corteggiato il turismo, e con il beneplacito di tutte le forze politiche e artistiche!

Dispiace dirlo, ma è così, e da diversi secoli ormai.

E non è sempre un male, visto i prodotti a volte felici di questa mercificazione.

Certo, ultimamente la situazione è molto peggiorata a causa della massificazione dell'evento artistico, triturato appunto nel macinino turistico e commerciale senza pietà, ma anche perché artisti presumono di essere in molti e senza averne talento, modo, figura...contenuto!, a tal punto da mettere in discussione il senso stesso del fare artistico.

Quando l'arte non è stata mercificata in senso classico, si è comunque resa prona a un governo, a un signore, a un partito. O è stata resa brutalmente prona, come era evidente fino a pochi anni fa nel mondo presunto comunista. Basta leggere qualche paginetta di Aleksandr Solzenicyn!

Oggi, peggio ancora, accade l'unione dei due meccanismi: mercificazione e adesione programmatica a un partito, a un gruppo a un movimento eccetera (e questo in particolare lo fanno gli artisti mediocri per lavorare).

Tanto per capirci:  Caravaggio dipingeva le Madonne, e si faceva pagare, e non solo le dipingeva come voleva lui, ma i committenti non riuscivano a renderlo 'aderente'! E così altri, e non solo i 'grandi', come Leonardo. Oggi, invece, l'artista viene completamente catturato, e dal mercato e dal partito!

E certe dichiarazioni catto-comunisticanti e strumentali dei ragazzotti di provincia lo dimostrano.


lunedì 21 dicembre 2015

Perché non mi piace Giovanni Lindo Ferretti

A Prato Giovanni Lindo Ferretti è stato al Castello dell'Imperatore, retorico e demagogico come sempre, con i suoi cavallucci.
Musicalmente parlando l'artista non mi entusiasma; ma questo poco male.
Alcune delle sue canzoni le trovo astute e piene di banalità, e parlo delle parole; altre veramente e volutamente 'brutte' dal punto di vista musicale.
Il punk d'altronde fa parte di quel movimento dell'estetica del brutto nato alla fine dell'Ottocento, come ci fece notare Baudelaire.
Insomma, Giovanni Lindo Ferretti è un epigono, come molti, troppi di noi.

Ma la cosa più pietosamente divertente è la sua 'conversione' alla Destra ( con l'inclusione della conversione alla Fede!, il pacchetto è completo), il vederlo sempre e comunque sponsorizzato dai politici; prima saltellava sui palchi sovieticanti; ora sui palchi con Meloni e Cocomeri. D'altronde, sennò come si fa a lavorare così in vista e bene?
Dietro quell'aria da santone anarchico emilio-romagnolo, si intravede l'astuzia dell'uomo di spettacolo da fiera di stampo post-bizantino.


domenica 20 dicembre 2015

Celestini 2015, com'è andata

Ieri sera niente dibattito, spettacolo e basta.
Una scelta fatta per segnare una discontinuità rispetto al passato (ma anche in altre due recite passate il dibattito non c'era stato), e anche per tranquillizzarmi.
A ogni replica dei "Celestini" si rinnova una grande emozione in me, ritornano i ricordi delle violenze ricevute da bambina nell'istituto di Santa Caterina a Prato, come ho voluto spiegare bene ieri sera.
Merito di questo spettacolo se alcuni ex-celestini si sono ritrovati negli anni passati, e anche quest'anno l'incontro si è ripetuto.
Un grazie anche agli spettatori che, ancora alla sedicesima replica a Prato, mi seguono numerosi.