venerdì 15 gennaio 2016

Personaggi (3): Clan Netti Veronetti Clan

Il Clan Netti Veronetti Clan è conosciutissimo anche fuori dalla mesta provìnciola.
Li puoi trovare ovunque: al Forte; a Forte Apache; al Panforte; radio cinema televisione editoria politica: loro sono sempre in forte numero e presenti.
E nemmeno per il futuro c'è da preoccuparsi perché gli eredi già sono in pole position per la continuazione in eterno del Clan Netti Veronetti Clan.

In sintesi, qual è il loro modo di procedere nel faticoso mondo dei Media?
Loro fanno così, è semplice:
si dichiarano nemici degli attori d'accademia, però stanno sempre con loro a giro (ingaggiano quelli popolari quando possono perché costano di meno; ma se possono chiamano le 'stars');
si dichiarano nemici delle casone editrici, però stanno sempre dentro i casoni e anzi li costruiscono;
si dichiarano nemici dei potenti, ma stanno sempre coi potenti.

Seguite il loro procedere; così facendo arriverete più facilmente ovunque.  A Roma c'è un proverbio molto azzeccato in questo caso, che riassume il tutto: "Piangere er morto e fregare er vivo".

giovedì 14 gennaio 2016

Ashley Olsen e il mondo bigotto e maschilista

Di nuovo una donna uccisa, una donna che aveva ha una esperienza sessuale occasionale con una persona appena conosciuta.  Lui, dopo averla uccisa, ha avuto la misera freddezza di impossessarsi del suo telefonino e di metterci un'altra scheda. 

L'affresco che vien fuori è quello di un mondo brutale, usa e getta, dove l'altro 'serve' e su questo nascono gli incontri e le relazioni. Ma questi incontrarsi per strada o altrove in modo fugace è pratica antica!

Infatti, il rapporto sessuale occasionale è esperienza quotidiana per molti,  pratica comune in diverse parti del mondo. E perché non dovrebbe esserlo?

Tuttavia, se è concesso all'uomo che possa andare con una prostituta, e dunque con una perfetta sconosciuta,  lo stesso non è concesso alla donna. In particolare se la donna va con un uomo di altro 'colore'. Su di lei il controllo sessuale è ancora molto attivo da parte della comunità.

Il processo che la società sta facendo non è contro l'uomo assassino - bianco o nero, regolare irregolare è lo stesso -, ma contro questa donna che voleva vivere - pur bevuta o drogata che fosse e per i suoi sacrosanti motivi- la sua fugace esperienza emotiva e sessuale, in questo caso incontrando purtroppo la persona sbagliata.

mercoledì 13 gennaio 2016

I personaggi ( 2): Stoannatà Traguardetti

Stoannatà è stato molto coccolato fino a qualche tempo fa ma, dopo l'avvento della nuova giunta, lentamente è caduto non si sa dove. Nessuno si cura più di lui.
Sta aspettando il prossimo futuro governicchio per poter essere svegliato, e di nuovo essere trascinato nelle danze cittadine.
Forse si candiderà; se mail vincerà, avrà la sua corte, che è già pronta. Una cortina, però meglio che nulla...
Peccato che non sia riuscito a sfondare né con le stelle né con le stalle, né era buono per essere rottamato, perché troppo giovane, né a rottamare, e per lo stesso motivo.

Sentiremo ancora parlare di lui, non si sa come né perché.  Probabilmente per la sua capacità migliore cioè quella di fare molto rumore per nulla. Per questo era stato scelto e presentato come promessa. In questo senso, l'ha mantenuta. E per questo sarà ripescato.  A tratti può apparire come copia e incolla di molti tipi feisbucchiani, però Stoannatà si ritiene un genio.  Incompreso, ca va sans dire.

Prossimi spettacoli al Teatro La Baracca

Si riparte al Teatro La Baracca con un promettente 2016.
Vi aspettiamo.


Sabato 23 gennaio ore 21,  Oh, Spedale! scritto e interpretato da Gianfelice D'Accolti, un recital comico-satirico sulla situazione sanitaria, sul 'macello' nazionale.




Sabato 6 febbraio, ore 21, La famiglia Cento (Le sbacchettate), tributo che ogni anno si dà con molto piacere al teatro popolare e verace, quello dal basso ma alto, di e con Maura Salvi e con Elena Cianchi dell'Associazione Le Maschere di Agliana.



Sabato 20 febbraio, ore 21, Blocco Nero (Puzzi come un cane), opera mia, che racconta di un insolito scontro fra  polizia e dimostranti durante una manifestazione di piazza.



martedì 12 gennaio 2016

I personaggi (1): Ravesio Sommati

Inizia qui la rubrica dei personaggi famosi. Cominciamo con Ravesio Sommati.
Lo conoscete tutti: Ravesio è social
E' social perché non si può più essere socialisti. O non è più conveniente.
Ravesio è buono, si occupa degli altri, degli ultimi, dei dispersi. Li va a cercare. Li trova e li mette nel suo mondo social. Si piange tutti insieme. Si clicca.
Ravesio è femminista. A letto è anche porcista e pecorista. Sta a casa una volta al mese per liberare la moglie dalle incombenze familiari e dalla figlitudine, sì che possa mangiare una pazza pizza con le amiche. Si scatta le foto, le condivide. In casa non sa fare nulla, in cucina è un pasticcione e la sua pasta è sempre scotta.  Ma quando la moglie torna a casa, le prepara il bicarbonato perché non ha digerito. Si ride e si clicca.
Ravesio è di Sinistra. La Sinistra Che Non C'è. Attacca i personaggi di Destra. Famosi. Li attacca frontalmente e dice loro dove e come sbagliano. Si condivide l'attacco, si clicca. 
Ravesio è un social emoter, è lui che ha inventato la professione.

lunedì 11 gennaio 2016

La sudditanza

Ma sì
facciamo finta
di nulla.

Molestate
calpestate
morte ammazzate.

Una più una meno.

Si discute sul numero
sul femmini-cidio;
chi sarà l'assassino?
L'amante, il figlio, il marito?

Se il culo oppure
se han palpato il seno.

Là un telo in testa
per nascondere il viso;

qua un sacchettino di plastica
e strangolato il sorriso.

Ma sì
facciamo finta
di nulla

che non sia
un'altra forma
di guerra.

Ma io mi domando
finché
perché
ancora sopportanza;

e in nome di chi, donne,
la sudditanza.



Il Teatro Niccolini riapre ma...

A Firenze riapre il Teatro Niccolini, e siamo davvero tutti contenti.

Però. C'è un però.


Se non cambia il sistema della distribuzione degli spettacoli; se non cambia il criterio delle scelte; se non cambia il sistema di potere e della gestione della benedetta cultura, forse la riapertura di un teatro è solo un bell'evento, una vetrina in più della città. Punto.

Sarebbe un po' diverso se il teatro venisse gestito da un gruppo indipendente; o se esistesse un circuito un pochino più 'sano'; se non venisse conglobato nel grande calderone, che ne so, dei circuiti pompati dai partiti (cfr. la Fondazione Toscana Spettacolo), che utilizzano il teatro solo strumentalmente a sé stessi o come paggi di partito. Questo gran arazzo della cultura cortigiana ammazza la cultura,  gli spettacoli e le compagnie calano dall'alto e fan disastri, come un masso che rovina a valle.


domenica 10 gennaio 2016

Irresistibile Dina La Vespina

Questa replica al Teatro La Baracca di Dina la Vespina è stato un trionfo, altroché. Alla faccia di chi considera il teatro-ragazzi di livello inferiore.

"Complimenti, è brava 'veppa'. (Francesca A.)
"Complimenti, ape (eh eh)". (Pietro G.)
"Bravissima" (Pietro C).
"Brava, e bello il teatro" (Alessio F.)
"Alla Bobo Rondelli. Adoro. (Emanuela B.)
"Piacevole anche per i genitori" (Daniela N.)
"Molto brava".
"E' stato divertente" (Alessia G.).
"Grande vespa. Sei stata eccezionale." (Amanda M.).
"Sei stata bravissima. Grande Dina". (Elisa M.).

MUTTI

I fatti di Colonia, la brutale aggressione contro le donne nella notte di S. Silvestro da parte sembra di nordafricani non deve indurre a pensare che la Germania sia un paese per donne. E che i maschi 'cattivi' siano solo loro.
No no. 

I tedeschi, come anche gli olandesi vicini, per esempio, sono fortemente sessisti. 
Le donne vanno palpeggiate (vedi quello che accade all'Oktoberfest), denigrate, e preferibilmente devono essere 'mutti', madri.

Nel 2013 c'è stato il cosiddetto "Aufschrei" (L'urlo), un forte dibattito contro il sessismo nella società tedesca, dibattito partito da un articolo su Stern di Laura Himmelreich contro un candidato del FDP, dal titolo Der Herrenwitz  (ossia, la battuta fra maschi, in particolare sulle donne).



Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...