giovedì 9 giugno 2016

Turismo di massa: finalmente c'è chi dice no

Finalmente qualcuno comincia a rendersi conto quanto deleterio possa essere lo sbandierato e da molti creduto salvifico turismo di massa. Vedi a Firenze, dove ormai, a noi che ci abitiamo di lato per esempio, non è più possibile andare a causa della massa di gente che la frequenta.

L'Islanda dice no al turismo nel senso che lo limita, introduce tasse su chi ci vuole lucrare, rendendo le città l'orrore che appare chiaro e forte nelle nostre, insopportabile a Venezia che, insieme a Firenze, invito tutti a disertare.

Taccio poi delle menti piccoline e che si credono innovative (sic!), ossia di coloro che hanno immaginato di replicare l'orrore turistico fiorentino in città come Prato, e si rammaricano che ciò non sia avvenuto,  o come ora pensano di scimmiottare a Pistoia, a cui per motivi elettorali hanno fatto pervenire la targhetta di 'città della cultura' 2017...Cito due città a me vicine, e basta vedere a quale sudicio abbeveratoio hanno ridotto la Sala della città 'orsigna', dove addirittura, appena possibile, anche lo stesso cittadino (ah, come odio questa stra-abusata parola!) si trasforma in massa in simil vandalo turista con bicchierino in mano, e tutte le attività commerciali sono 'salottiere' e quelle vecchie distrutte e all'uopo trasformate, e ciò si osserva ovunque nella stupida provincia italiana, sia di marca comunale che latifondista: tutti impegnati nella smaniosa ricerca- immedesimazione del turista. 
Ridicoli, deleteri e ignoranti, questi 'cittadini'. Fanno bene gli islandesi a tener alti i loro prezzi, e, per contro, a dis-prezzarci.

Da Panorama: L'Islanda non ama più i turisti. 
"Ci sono Paesi che fondano la propria economia e ricchezza sul turismo, altri che aspirano a diventare mete preferiste dai viaggiatori, eppure in Islanda hanno deciso di dire "no" al turismo di massa, dopo aver registrato un vero boom di visitatori stranieri. Sembra assurdo, ma dalle parti di Reykjavik hanno deciso di aumentare persino le tasse nei confronti di uno dei maggiori "responsabili" dell'aumento di turisti, ovveroAirBnb.
Ce ne sarebbero troppi, infatti, e il fenomeno è destinato ad aumentare visto che sono attesi per quest'anno 1 milione e 600 mila afflussi di stranieri, pari al 29% in più rispetto allo scorso anno. Ad attirare un flusso di gente così consistente sono certamente le bellezze naturali (dai fiordi al sole di mezzanotte, passando per i percorsi naturalistici e i ghiacciai), ma anche il fatto di essere location della saga di Game of Thrones.

Il risultato è il rischio di modificare lo stile di vita del Paese, secondo il governo, che ha quindi annunciato un giro di vite, con l'introduzione di tasse apposite per chi affitta per brevi periodi, come Airbnb, e con il limite di 90 giorni all'anno concessi, oltre i quali occorre versare quote maggiori all'erario pubblico. Una vera "stangata" per chi aveva "fiutato" l'affare di affittare la propria casa a vacanzieri di passaggio. Si calcola che in un anno proprio gli affitti tramite Airbnb siano cresciuti del 124%.
L'effetto è stato, però, quello di far aumentare il costo degli appartamenti ad uso turistico, scoraggiando i residenti dal restare a vivere in città come Reykjavik, per l'impennata del costo della vita. Il direttore del sito "Visit Reykjavik" a questo proposito è stato chiaro: "Non vogliamo che il centro di Reykjavik sia solo turistico, senza residenti".
http://www.panorama.it/societa/life/lislanda-non-ama-piu-i-turisti/

mercoledì 8 giugno 2016

Lei lo lascia, ma lui non la uccide

Riceviamo una buona notizia. Dopo tanti assassinii di donne, colpevoli solo di voler chiudere la relazione con il proprio uomo ragazzo fidanzato marito, finalmente abbiamo saputo che un  ragazzo, non si sa bene di dove ancora, ha deciso di accettare che la sua ragazza lo lasci senza ucciderla. Aveva comprato una pistola eccetera, ma poi la mamma, ricevendo il suo messaggio assassino su whatsapp, lo ha convinto a non sparare e, piuttosto, a condividere con lei la torta della nonna e non pensarci più.



martedì 7 giugno 2016

Alcune domande ai Cinquestelle

Ho alcune domande per il M5S, che sembra destinato, nonostante gli inevitabili alti e bassi, a governare il paese in molte parti d'Italia.
Si esclude la Toscana, dove la dittatura piddina ha strutturato così bene il suo reticolo di potere e di scempi sul territorio che  sarà l'ultima a cedere. L'Emilia Romagna ha già cominciato.

Prima domanda:
I rappresentanti del M5S dicono che 'decidono i cittadini'. Bene. Perché allora quando i cittadini si uniscono o promuovono qualcosa slegati da ogni implicazione di partito o di movimento, loro si tirano fuori, anche se ne condividono la lotta?
Bisogna che ci sia il loro marchio o 'cappello', altrimenti i rappresentanti ufficiali assumono atteggiamento pilatesco nei confronti di ogni iniziativa cosiddetta 'dal basso'. 

Seconda domanda:
Perché nel programma del M5S si attribuisce così poca importanza all'aspetto culturale e così tanto al turismo, visto dai più come cassa comunale ed elettorale? Mai nessuna vera campagna o espressione contro l'analfabetizzazione di ritorno, che coinvolge il nostro paese in maniera preoccupante, o su temi culturali.  Alcuni candidati locali non sono nemmeno preparati per affrontare questi argomenti; senza parlare poi di come scrivono, ignorando le regole grammaticali basiche. Come si è visto nella recente campagna elettorale, uno non può valere uno, perché l'uno non è uguale all'altro, e la preparazione culturale, oltre il talento, gioca molta differenza nell'agone politico.  In una società complessa e globale, la cultura e la conoscenza della realtà dovrebbero crescere per riuscire a garantire una capacità di risposta adeguata ai nuovi problemi, non decrescere.
Forse dare l'illusione che tutti possono diventare tutto senza sforzi o meriti è funzionale alla massa elettorale che si vuole raggiungere e coinvolgere?
Alcuni anni fa educazione e cultura erano i temi distintivi e vincenti della politica di Sinistra; ora con Renzi e la sua stupida politica del 'rottamare', definitivamente non più. 
L'imbarbarimento e la deculturazione colpiscono trasversalmente tutti i partiti e movimenti e molti, troppi candidati non sono all'altezza del compito. Giovani e imberbi, oltreché presuntuosi, in tutti i sensi.

Terza domanda:
perché non si immagina alcuna politica per aiutare i cittadini ad aggregarsi liberamente sul territorio,  in opposizione o aggiunta ai centri gestiti dal potere locale di tradizione, come per esempio i circoli e le parrocchie? Non parlatemi per favore dei comitati, spesso soltanto 'centri' elettorali o sfruttati in tal senso. Non si può affidare tutto ad Internet, come è evidente in Toscana, dove il radicamento del Partito Democratico, erede ingrato, dimentico e non all'altezza del fu Partito Comunista e perché no, della Democrazia Cristiana, vive ancora grazie a questi luoghi.

Quarta domanda:
perché il M5S si sta strutturando, di fatto, come partito? E in questo ambito, riusciranno i suoi rappresentanti a sganciarsi dalle poltrone come rimproverano agli avversari?


(Segue).

Hillary come Obama, nulla cambia

Sui giornali l'investitura di Hillary Diane Rodham Clinton (conosciuta come dev'essere in una società conservatrice col nome del marito), che sarà la candidata dei democratici alla Casa Bianca, viene annunciata da titoli che sottolineano come mai prima d'ora in quel paese una donna fosse giunta a tanto. E' vero.
Così come accadde per Obama, che è stato il primo candidato mulatto. 
Tuttavia quest'ultima particolarità non ha cambiato molto la politica degli Stati Uniti che, sotto mostra di un percorso più democratico (quasi reso obbligatorio da un prematuro premio Nobel alla pace dato al Presidente), continua la sua strada 'imperialista' e da prima potenza del mondo.
Gli elettori sono solleticati a certo voto con questi falsi miti di progresso e civiltà,  veri e propri specchietti per le allodole affinché poco o nulla cambi. 
Il candidato Trump, con i suoi eccessi e assurdità, la 'pericolosità', funge bene al gioco delle parti e all'indirizzamento del voto.

lunedì 6 giugno 2016

A Prato squallore etrusco

Mentre si pensa di celebrare gli etruschi con cene di 40 euro a testa a Palazzo Pretorio di Prato ("Banchettando con gli etruschi", ma soprattutto con Coopculture, discussa società cooperativa, e vedi anche  le polemiche riportate sul suo sito), i cittadini che abitano accanto all'Interporto di Prato, là dove dovrebbe esserci un'area archeologica, vivono in condizioni assurde: mi riferisco a coloro che hanno la casa in Via Fiorentina, alla Macine e la Querce, stretti fra ferrovia, Interporto con trenino morto, piazzali degli etruschi abbandonati e sottopassi usati come parcheggi. 

Abbiamo provato a passeggiare in Via Fiorentina, ma è impossibile. Se si vuole andare a Gonfienti, o si torna a Ponte Petrino, oppure si deve passare per due sottopassi contigui, uno dei quali allarmante anche di giorno, e da un interporto bunkerizzato.
Un vero squallore etrusco moderno, che nessuna passeggiata in Calvana o a Poggio Castiglioni incombente riesce a far dimenticare.
Tutte le proteste passate sono state soffocate, e la gente è stata azzittita in vario modo, spesso con una manciatina di promesse e due lavoretti.



Commedia d'amore e d'utopia

Grazie a tutti coloro che hanno reso una serata che si annunciava disastrosa in qualcosa di piacevole e dignitoso, valorizzando il testo e dandomi finalmente un po' di soddisfazione.
Tante risate fra il pubblico, e ogni tanto ci vuole.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...