venerdì 24 giugno 2016

Anglo conformismo dei non parlanti una parola d'inglese

Viene proprio da ridere. Molte effimere manifestazioni estive recano titoloni in inglese. Alcuni titolisti, e lo so per certo, non ne masticano nemmeno una parola.

Chissà se la 'Brexit' influenzerà anche l'andamento linguistico, e magari avremo meno stupide scopiazzature e storpiature della lingua inglese, che andrebbe studiata, parlata e letta piuttosto che scimmiottata per smerciare il proprio modello di autopromozione da ganzi.

Sarebbe già un risultato il ridimensionamento di certi presuntuosi ignor-arroganti.

Viva l'Inghilterra.


giovedì 23 giugno 2016

Mai una foto: vero, ufficio cultura di Prato?

In questi anni, forse solo una volta e per uno spettacolo di teatro ragazzi, La Baracca ha avuto una foto illustrativa dello spettacolo nel comunicato stampa dell'ufficio cultura.

Ma già è molto che ci siamo.

Abbiamo dovuto combattere anche per essere inseriti, e fu con la giunta passata. E allora, giustamente, hanno dovuto inserire tutti, carne e pesce.

Eppure Gatta al lardo, come il Laris Pulenas che ci sarà prossimamente, viene pagato dal Comune di Prato, fa parte della Pratoestate e dovrebbero 'valorizzarlo'.






Ancora su Piazza S.Niccolò. Della serie patacche a Prato



In merito alle polemiche sul rifacimento della Piazza S. Niccolò a Prato, con il taglio degli alberi, malati secondo l'amministrazione, che qualcuno sostiene non fossero centenari. Basta guardare la foto di Meucci degli anni venti del '900 per capire che qualcuno mente sapendo di mentina.

E poi: Estra, la sempre partecipe partecipata, finanzia il restauro della facciata dell'edificio settecentesco in piazza S.Niccolò. Tuttavia, come si vede dal cartello pubblicitario, la facciata non era di quel colore rosa, e costituiva, a livello di colore, un tutto armonico con il resto degli edifici della piazza stessa.

Della serie patacche a Prato.

Cfr. anche http://primaveradiprato.blogspot.it/2016/06/fermiamoli.html

mercoledì 22 giugno 2016

La baracconata del Ponte di Christo

Non temo di passare da aristocratica ed eccentrica a dire che io non ci sarò sul Ponte di Christo sul Lago d'Iseo. E' proprio una baracconata per tirar soldi e immagine. Se voglio andar sul lago, prenderò una barca.

Ma io mi chiedo: e di tutto quel materiale (e che materiale è) che ne faranno poi?

Se penso che quando debuttammo con il Laris Pulenas  in Calvana sopra Prato qualche presunto ambientalista temeva che noi rovinassimo la 'natura' con una corda messa per terra!

Ma agli ambientalisti, se esistono ancora, quest'opera va bene, non 'impatta' sul territorio? 

Puttane a mezzogiorno

Ce ne sono quante ne vuoi, a Prato, in via S. Antonio dietro Piazza Mercatale, lungo le antiche mura e il Bisenzio.

Stamani ci sono passata in bicicletta venendo dal Teatro Magnolfi, e mi sono fermata qualche istante a osservare. Ma è sconsigliato, assolutamente.

Le puttane cinesi sorridono ai signori, quelli che ho visto io di una certa età e probabilmente italiani, che passano davanti.

I signori, ipocriti ma con quel sorrisetto che precede la 'scopata' a basso costo, appaiono arzilli e contenti, e scivolano dentro le case seguiti dalla signorina prescelta.

In via S.Antonio non ci sono negozi,  e la sera non c'è la  'movida' salvifica, epifanica, se non di sesso.

Camminarci a piedi, no, è asfissiante, non si può; gli uomini ti guardano male se non sei una puttana, ché non vogliono testimoni.

In città i bordelli con tanto di sfruttamento di esseri umani sono alla luce del sole (anche in periferia, anche se più sporadici), anzi del 'mezzogiorno', in strade dove i santi cittadini non possono passare se non motorizzati o, se a piedi, solo diretti alla loro settimanale abbuffata di sesso.

Insomma,  a Prato ci sono zone che sono 'proibite', sconsigliate.

Cioffo, Biffoni e compagnia cantante conoscono il rigoglio di questa 'ricchezza' della città che da Piazza Mercatale si è spostata di lato?

Prato, città senza memoria

Così come da anni viene amministrata ed 'educata', ormai Prato appare una città senza memoria.

Monumenti abbandonati (come La Fattoria delle Cascine di Lorenzo il Magnifico, Villa delle Sacca, le stesse vecchie mura cittadine), passato mai riconosciuto e valorizzato veramente (la Città Etrusca di Gonfienti); edifici distrutti (la demolizione della passerella del Gamberini); zone verdi mai curate (tutte le colline sopra Prato, Poggio Castiglioni, le Pantanelle, le stesse Cascine eccetera), alberi centenari tagliati (in questi giorni, in Piazza S. Niccolò); insomma tutto parla della volontà di cancellare il passato, senza peraltro pianificare alcun futuro.

Non ci si chiede come e perché la città sia diventata molto povera culturalmente, nonostante gli 'eventi' si susseguano senza sosta.

Questa giunta (e altre in passato) - fatta da amministratori, e diciamolo una volta per tutte , troppo giovani per la politica ( sì si può essere troppo giovani come troppo vecchi!), o impreparati o, tutti, nelle pastoie del partito - amministra in modo superficiale, maldestro o peggio, secondo i dettami calati dall'alto, per cui si va piuttosto nelle grazie degli industriali che della gente comune, non esercita alcuna pressione politica verso l'alto, non cerca di cambiare il destino della città, quanto piuttosto di annullarlo nelle sorti fiorentine.

Da ciò conseguono scimmiottamenti, mimiche politiche calate nella città pratese, insensatezze e 'mostruosità' varie. Come la mostra sugli Etruschi di questi giorni a Palazzo Pretorio, vero e proprio dileggio da parte di Sovrintendenza e Comune nei confronti di chi ha lottato, richiesto, avrebbe voluto l'area archeologica.

Passerà l'estate e poi a settembre, ancora una volta, vedremo sfilare l' impossibile ormai da sostenere Corteggio Storico di settembre, la sfilata del potere cittadino, quello sacro e profano, simbolo dell'unità ritrovata fra  Chiesta e Stato che soggioga da secoli.  Solo di quello c'è viva memoria.

martedì 21 giugno 2016

Le nostre polemiche sterili? Io sarei cauto, Assessore Ciuoffo

Nel dibattito della 'movida' entra a gamba tesa l'assessore al turismo Ciuoffo: a Cristina Orsina de Il Tirreno,  egli dichiara che la vita notturna fa bene alla città, mentre le polemiche al riguardo sarebbero sterili.

Io sarei cauto, assessore Ciuoffo, a fare queste affermazioni in un momento in cui il suo partito, il Partito Democratico, dimostra di non avere più la maggioranza in molte città, e mentre lo stesso presidente Rossi, bontà sua e non è l'unico, afferma che siete lontani, sempre più lontani dal vostro elettorato. Nonostante possa apparire il contrario, almeno di notte e nel fine settimana, e cioè che la maggioranza sia dalla vostra.

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2016/06/21/news/la-movida-fa-bene-e-sul-degrado-polemiche-sterili-1.13695263?ref=hftiprer-2

(Cristina Orsini, sei brava; e lo dimostra l'aver fatto all'assessore Ciuoffo la domanda che cèntra la questione, al di là delle polemiche sul chiasso della 'movida' (questione comunque seria), ossia quando chiedi sulla disaffezione dei pratesi per le istituzioni culturali, e questo allude chiara e fortemente al fatto che essa non aiuta la crescita culturale dei tanto cantati, ma molto male tenuti, 'cittadini'. Sembra che dal "panem et circenses" di cui parla Giovenale poco sia cambiato, e lo sappiamo bene il perché...).
Cristina Orsini, sei brava;  e lo dimostra l'aver fatto all'assessore Ciuoffo la domanda che cèntra la questione,  al di là delle polemiche sul chiasso della 'movida'  (questione comunque seria), ossia  quando chiedi sulla disaffezione dei pratesi per le istituzioni culturali, e questo allude chiara e fortemente al fatto che essa non aiuta la crescita culturale dei tanto cantati, ma molto male tenuti, 'cittadini'. Sembra che dal "panem et circenses" di cui parla Giovenale poco sia cambiato, e lo sappiamo bene il perch

lunedì 20 giugno 2016

La dittatura del divertimento (2, Quando è cominciato)

Continuo con alcune 'pillole' tratte dal mio libello.

"...La prima volta che ho incontrato la 'movida' è stato negli anni '80, proprio in Spagna. Esattamente a Barcellona.

La caratteristica della prima movida non aveva nulla a che spartire con quella attuale nostrana, a base di bevute e chiasso, ed era tutta artistica. Francisco Franco era morto da pochissimi anni, e l'impianto franchista si percepiva ancora molto chiaramente....

L'Europa era lontana. Per arrivare a Barcellona, col treno avevo dovuto cambiare a Port-Bou, perché le ferrovie spagnole erano a scartamento ridotto.
Un modo per difendersi, per impedire all'Europa di arrivare.

Trovai posto in un piccolo albergo sulle Ramblas. Già dalla prima notte mi fu chiaro che non avrei dormito perché attratta da tutta quella gente che vedevo per strada.

Per me, giovanissima, fu una scoperta e invece di dormire, scesi per strada a veder quello che accadeva. C'erano artisti ovunque, artisti di strada che per tanti anni non avevano potuto mostrarsi e cittadini che lo diventavano per una sera per diletto e gioia.

Era pieno zeppo di artisti anche vicino alla Cattedrale: pittori, mimi, attori, musicisti.

Colpiva l'assenza di rumori. Sulle Ramblas propriamente si erano disposti  i mimi. I musicisti, ricordo, suonavano in luoghi appartati per non dare fastidio, senza amplificazione alcuna. Non se ne sentiva il bisogno.

L'ordine era proprio questo: non dare fastidio, come mi disse un 'estudiante' con cui feci amicizia la sera stessa, ma creare una atmosfera nuova; dimostrare che 'la democracia està madura y feliz'...

Insieme agli artisti sulle Ramblas conviveva ancora il vecchio mondo, fatto di locali equivoci, prostitute, locali sporchi e oscuri dove gli avventori buttavano cicche e rifiuti per terra...".





P.S. In Italia esiste il Coordinamento Nazionale No Degrado e Mala Movida.
http://nodegradoemalamovida.it/

L'abbattimento degli alberi a San Niccolò. Fermiamoli!

"Una storia già vista della serie “laddove non potè il vento   …” ( ndr. l’albero a suo tempo caduto era però malato, lasciato all’incuria quando imperversò la bufera del 5 marzo 2015. Questa tempesta causò anche il crollo delle disassate mura degli orti conventuali). Adesso è l’ASM che si sostituisce alla calamità naturale provvedendo al taglio di platani  centenari e degli odorosi tigli. Si dice che i platani più vetusti erano stai piantumati ai vertici della piazzetta  fin dal tempo della costruzione dei Bagni Pubblici (1908-9). Si trattava in effetti del più vecchio verde pubblico della città, realizzato ancor prima di piazza Mercatale, quindi in una logica di rinnovamento … da “rottamare”. Speriamo almeno che si possa salvare lo  storico giardinetto storico con i pratini pensili con, al centro, la graziosa vasca circolare. Oddio il distonico e alieno “color rosa” che ha contrassegnato il recente rifacimento delle settecentesche facciate della cortina nord della piazza già alludeva ad un improvvido cambiamento in arrivo, ma al peggio non c’è limite. Evidentemente il rispetto per l’ambiente e per l’edilizia storica non fa parte del  DNA della città" (G.A.C.).

domenica 19 giugno 2016

La dittatura del divertimento (1, Introduzione)

Anche stanotte abbiamo dovuto sopportare fino a notte fonda le urla di chi pensa di avere il diritto di non far dormir la gente perché si deve divertire.

Nemmeno in periferia siamo liberi dalla 'dittatura del divertimento', e guai a lamentarsi.

Anche dopo la chiusura dei circoli rimangono gruppetti di ragazzi e adulti a far confusione, a giocare a pallone per strada, ad ascoltare musica a tutto volume fino alle quattro del mattino.

Non solo in centro, dunque, dove la barbarie nel fine settimana arriva ai massimi livelli, dobbiamo subire la 'dittatura del divertimento' con la massa di 'cittadini' che stazionano per le strade con il bicchierino in mano e il taglierino sulle ginocchia fra un localino e l'altro fino all'alba, mentre la città si svuota di gente e di contenuti.

Sindaci, assessori, consiglieri che difendono questo sistema malato di città sono soltanto degli irresponsabili e, nella migliore delle ipotesi,  incompetenti.

Osservate nella foto in cosa hanno trasformato la Piazza del Comune di Prato, installando ai piedi di Palazzo Pretorio, l'edificio storico più bello della città, stand che sembrano l'alternativa mobile de 'L'osteria de' briachi', come mi suggerisce qualcuno felicemente. Ospitano la manifestazione denominata, tanto per cambiare con nome inglese, "Eat Italy", che vuole celebrare un vino locale. Una delle tante manifestazioni del divertimento a base di cucina italiana, vera piaga della tradizione stessa che si vuole valorizzare.

Viviamo in una versione attualizzata di un romanzo distopico e reale al tempo stesso, di cui intendo portare avanti il racconto.

Inizio con una citazione di me stessa:
"La 'movida' nasce in Spagna negli ultimi anni della dittatura franchista, movimento sociale ed artistico che aveva un senso di opposizione. Purtroppo ora indica solo puro divertimento (e quindi anche introiti economici, e così impone la 'dittatura del divertimento'), e pone indubbi problemi di convivenza nelle città. Chi la vuol condire diversamente fa solo piccoli giochetti demagogici o di 'raccatto del consenso."


Foto G.A.C.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...