venerdì 1 luglio 2016

La Cina è lontana



I cinesi hanno manifestato a Sesto Fiorentino perché i controlli dell'Asl nei loro capannoni sarebbero troppo pressanti.

Ricordo che  nessun cinese ha visto Le tre vite del ragazzo di Tien An Men lo scorso ottobre al Teatro La Baracca.

Che davanti alle locandine dello spettacolo i cinesi sono letteralmente scappati o hanno fatto  finta di non vedere.

Una donna cinese, che ha chiesto l'anonimato,  ha rivelato che nessun suo connazionale sarebbe potuto venire, ché in Cina l'argomento è tabu.

Che la mafia cinese l'avrebbe punito, e i familiari, in Cina, avrebbero potuto subire ripercussioni.

Che sono totalmente controllati.

Sono liberi solo di protestare in certo modo,  come abbiamo visto, ma non per ottenere più libertà nel loro paese, per esempio. Tantomeno sono liberi di venire a vedere come trattano la loro storia, o di occuparsene.

I politici italiani, piccoli e grandi, sono immobilizzati e preferiscono tacere per non compromettere gli interessi economici e i commerci, oltre che la loro carrierina.

 Nessun dice che in Cina c'è la dittatura e tutti sembrano aver dimenticato la questione del Tibet.

Eccetera.

http://primaveradiprato.blogspot.it/2015/10/il-teatro-libero-fa-paura-le-tre-vite.html


giovedì 30 giugno 2016

Ancora su "Gatta al lardo"

In regalo ricevo queste belle foto dello spettacolo di martedì scorso "Gatta al lardo, Ragionamento comico sui proverbi" con il messaggio: "Tanto va la gatta al lardo... che ci lascia con grandi risate! Grazie a Maila Ermini per la serata al Teatro Magnolfi, Prato e a tutti voi che avete partecipato al viaggio cantato nei detti popolari ‪#‎PratoEstate‬".

Con "Gatta al lardo" non intendo solo viaggiare in questi detti, come giustamente si dice; voglio anche farli circolare nuovamente, mettere nuova linfa e pepe sulla lingua italiana.





La battaglia dell'Osmannoro

E' successo quello che non doveva succedere, con i poliziotti che caricano i cinesi, all'Osmannoro, Sesto Fiorentino, durante un controllo.

I cinesi dicono che la polizia ha buttato a terra un vecchio che teneva in braccio un neonato; la polizia dice che i cinesi hanno fatto resistenza ai controlli dell'Asl.

Detesto le cariche della polizia, detesto questo modo di imporre la legalità.

E detesto anche vedere, come accade a Galciana di Prato, borghi interi pieni di gente di nazionalità cinese che lavora fra i topi, in un degrado assoluto. Che vive come bestie. Lo sanno i proprietari dei fondi che incassano l'affitto? Lo sanno in piazza del Comune come è ridotta la periferia?

Perché la gente non si ribella allo sfruttamento? Perché nessuno ha niente da dire se non per usarlo strumentalmente?

Questo nemmeno voglio vedere, un'umanità degradata che pensa solo al lavoro, al guadagno, all'interesse, senza cura e rispetto per il luogo dove vive e lavora.

Gran parte della periferia, qua nella piana fra Prato e Firenze, è tutta così: degrado umano, architettonico, ambientale.

Sì, serve più cultura e meno repressione, ma anche di lavoro e di denaro; meno capannoni, meno interporti, più zone archeologiche.

Qualcuno ha detto, con finto candore:"Siamo gente onesta che lavora 15 ore al giorno".

In fondo è questo orizzonte di capitalismo senza regole e avido che terrorizza; l'uomo ridotto, anzi, che si riduce da sé ormai volontariamente, a cosa, strumento, e che nemmeno vuole più essere 'liberato' dalla sua schiavitù.

mercoledì 29 giugno 2016

"Gatta al lardo": che serata al Magnolfi

Posti esauriti, gente rimandata a casa perché i posti erano insufficienti, con alto gradimento e risate del pubblico - e quanti giovani - al cortile del Teatro Magnolfi a Prato, dove ho recitato Gatta al lardo, Ragionamento comico sui proverbi.
Rispetto alla recita precedente ho aggiunto una canzone (quella su Prato) e, qua e là, alcuni proverbi.

Commenti

"Ciao, Maila. Mi sei piaciuta e ti ho trovata, come sempre, originale....".  (Rossana)

"Ho assaggiato volentieri un mondo che, con i miei 24 anni, non ho avuto la fortuna di conoscere. Simpatica e genuina. Grazie." (Virginia).

"Spettacolo sobrio, ma interessante" (Ester).

"Semplice, originale, divertente".

"Molto brava, mi è piaciuto molto".  (Maria B).

"Sei bravissima in tutto. Brava".  (Teresa D).

"Spettacolo molto piacevole e divertente.  Beava! (Martina).

"Noi siamo di Prao/ma s'è apprezzao,/ il proverbio/c'è garbao".  (Cristina e Dufina).

"Ona ona ona ma che bella Rificolona. Serata meravigliosa".

"Credo che la cultura popolare sia importante mantenerla. Grazie, simpaticissima".

"Sima solu e vatinne a terra nova. Brava Maila". (Paolo).

"Grazie per fare una cosa fuori dall'ordinario. Uno spettacolo per Prato, per la cultura popolare".

"Brava Maila, sei sempre alla ricerca di testi importanti. Stasera siamo stati impressionati da come sei riuscita a riscoprire la cultura popolare. Ciao, a presto. (Mario B.)

"Complimenti per la bella serata". (Roberto V.).


martedì 28 giugno 2016

lunedì 27 giugno 2016

Le Cascine di Lorenzo che la Regione Toscana lascia alla malora

Riporto qui un dibattito uscito in questi giorni su La Nazione e che riguarda in particolare La Fattoria delle Cascine di Lorenzo il Magnifico a Prato.
E' inqualificabile che la Regione se ne lavi le mani - also sprach Ciuoffo - e che il critico d'arte Daverio parli a vanvera, esattamente come aveva fatto per Gonfienti.


BUONA DOMENICA
SALVAGUARDARE e valorizzare il nostro patrimonio di bellezza è un dovere. E allora è doveroso ricordare lo scempio della Fattoria Medicea voluta da Lorenzo il Magnifico e disegnata da Giuliano da Sangallo. Un edificio che, inserito nel contesto del parco delle Cascine di Tavola e della villa Medicea di Poggio a Caiano, rappresenta un capolavoro assoluto del Rinascimento. In un paese civile sarebbe considerato una risorsa culturale e turistica insostituibile. La sua storia recente è invece purtroppo nota.
All’interno della Fattoria, che aveva attraversato cinque secoli in perfetto stato di conservazione, nel 2005 il Comune autorizzò la costruzione di appartamenti di lusso: l’immobile era di proprietà privata e all’epoca si valutò che fosse il modo migliore per valorizzarlo. Ci furono gli esposti di Italia Nostra e Legambiente, la procura aprì un’inchiesta e nel 2008 sequestrò il cantiere. La Fattoria, con i lavori in corso e priva di copertura, da allora è abbandonata alle intemperie. Nel 2015 la sentenza di primo grado: nessun addebito alla Soprintendenza, sarebbe stato suo il dovere di tutela; la confisca dell’immobile e una condanna all’amministratore della società che aveva proposto la lottizzazione. Nel frattempo la società è fallita e la Fattoria finita all’asta due volte, senza acquirenti.
Il prossimo 11 luglio ci sarà la seconda udienza del processo d’appello e il 22 la terza asta, con prezzo base di 4,6 milioni per un bene ad oggi confiscato. Due percorsi giudiziari paralleli, quello fallimentare e quello penale, come in un labirinto kafkiano stanno condannando la Fattoria all’abbandono. Dopo la terza asta deserta sono possibili compravendite a trattativa privata, ma in attesa della sentenza definitiva del processo, chi si potrebbe fare avanti? Quanto tempo passerà, ancora, prima che ciò che resta di quel gioiello abbia un proprietario che se ne prenda cura?
Philippe Daverio a La Nazione ha detto che Prato non ha progetti per la Fattoria. Non è così. Di progetti negli ultimi anni ne sono stati fatti. Ad esempio quello di trasformarla in un polo delle coltivazioni agricole d’eccellenza, secondo il sogno di Lorenzo il Magnifico, che appunto la fece costruire come una fattoria modello per sperimentare il nuovo, accanto alla Villa di Poggio oggi patrimonio Unesco. Un unicum, appunto, che poteva diventare quello che per il Piemonte è la reggia di Venaria (14mila turisti, solo nell’ultima Pasqua). Invece a suo tempo si costruì il Creaf, investendo vanamente 23 milioni di soldi pubblici (e ancora non si sa, dopo 15 anni e un’inchiesta della procura in corso, a cosa servirà).
Secondo il World Economic Forum l’Italia è destinata nei prossimi anni a perdere oltre il 40% degli attuali posti di lavoro non solo nel manifatturiero ma anche nei servizi per effetto della rivoluzione della sharing economy, cioè di realtà che entrano in un settore e ne diventano leader senza possedere i mezzi di produzione, grazie alla potenza di un algoritmo. Uber, ad esempio, lo sta facendo per il trasporto privato. Né Uber, né la globalizzazione dei mercati possono però toglierci la bellezza. La burocrazia e le scelte politiche miopi o fuori tempo sì. Ognuno per quanto può faccia in modo di salvare la Fattoria. La Regione, il Comune, la Soprintendenza, che ha le maggiori responsabilità morali in questa vicenda. Le maggioranze passano, la politica cambia e le fabbriche possono chiudere, ma il patrimonio di bellezza che abbiamo ereditato, anche se ai più non sembra, è oggi più che mai la nostra ricchezza. (Anna Beltrame, La Nazione, 27-06-2016)

La Nazione, 25 giugno 2016

domenica 26 giugno 2016

Europa: giovani versus vecchi

Sulla stampa, in questi giorni di terremoto politico, si informa (sic!) che i giovani e laureati inglesi hanno votato tutti contro la 'Brexit'. E che i vecchietti e ignoranti, nelle campagne impauriti dagli invasori extracomunitari, avrebbero votato invece a favore.

Contrariamente invece a quanto è accaduto in Italia, e questo lo hanno sottolineato molto meno dove, alle ultime ammininitrative, i giovani avrebbero votato in massa per i lMS5, movimento che vuole fare un referendum sull'uscita dell'Italia dall'Euro. 

Si continua ormai, sul filo della propaganda renziana, a contrapporre giovani e vecchi (e anche laureati e non) a creare quei paletti e divisioni che invece si sostiene ipocritamente di voler togliere fra le frontiere.

Il voto inglese, posto che si possa sapere con certezza chi ha votato chi,  va rispettato e analizzato, e non sulla base di chiacchiere di parte.
Troppi sondaggi e analisi, che si fondano sul nulla, avvicinano chi le compie a maghi e astrologi prezzolati, che prevedono o postvedono quello che vuole chi paga. 

L'Europa di Bruxelles, che ha tradito totalmente quella dei padri fondatori, e che toglie speranze ai giovani e umilia i vecchi, è stata giustamente punita.

E che strano destino, proprio mentre si giocano i campionati europei di calcio.