venerdì 2 settembre 2016

Settembre pratese (2): i cantori della 'piacerìa'.

Ieri sera la stonatissima ormai Gianna Nannini ha riempito piazza del Duomo con il consueto, noiosissimo concertone, i saltelli sul palco, da vera icona rock,  epigono miscuglio fra Rita Pavone Giamburrasca e Pippi Calzelunghe senza trecce, addirittura con i calzoncini corti alla maschiaccia, penosa nella sua stanca irriverenza, inutile ripetizione di sé stessa.

Il conformismo però più ridicolo non l'ha mostrato l'amata rocker, che in fondo sgambettava da copione e contratto, bensì il coro dei cantori giornalisti (sic!), sui social e ovunque, dei commentatori, dei cinepresanti accreditati, tutti osannanti il gran Comune tutto gaudio che aveva concesso alla cittadinanza siffatto regalo per il modico si fa per dire biglietto di 40 euro.

Uno spettacolo triste. Chissà cosa quale lustro credono di ottenere, leccando il pavimento così tanto.

Insomma, non m'è riuscito di leggere un articolo serio sulla serata, con un minimo di coscienza critica.

Ci troviamo nel bel mezzo del terrorismo mediatico della 'piaceria'.

giovedì 1 settembre 2016

Settembre pratese (1): Lo “Spettacolo della piazza (del Duomo)”


––

Il Prof. Centauro mi manda un suo scritto con alcune foto e considerazioni sull'installazione del palco in piazza Duomo a Prato per i concerti del Settembre Pratese 2016.

Manifestazione che si presenta da subito inquietante e 'fuori squadra', a tal punto che dovremmo denominarla piuttosto  'Settombre'.  La prima 'ombra' su questa manifestazione che era la 'fiera di Prato', eccola qua.
Si rimane colpiti dalla prepotenza, dall'imposizione e dalla volgarità, oltre che dall'omologazione, di certe scelte dettate dalla propaganda.
Le parole chiave  per la cultura sono ormai: evento commerciale, numero, incasso. Orrido.


Lo “Spettacolo della piazza (del Duomo)” di Giuseppe Centauro

Presumo che il Settembre pratese 2016 si ricorderà a lungo negli annali per la “spettacolare” sistemazione di piazza Duomo, specie per l’impatto che si avrà sul patrimonio monumentale e non solo. Un duplice impatto, sul piano visivo e sullo quello emotivo, causato da un “fuori scala”, senza precedenti, delle installazioni allestite per il palco e per le tribune. Infatti, queste infrastrutture montate per gli eventi settembrini sovrastano dimensionalmente, in modo abnorme, le architetture della piazza, annullandone. In particolare, le dimensioni del palco alzato in piazza sono davvero impressionanti rispetto alla topologia dello spazio urbano, occupando una massa superiore a quella dei palazzi più grandi, sviluppando con la copertura sormontate la struttura, la graticcia delle luci e le colonne degli amplificatori, un’altezza addirittura equivalente o superiore a ciascuno di questi. Ad aumentare la voluminosità dell’insieme, vi è una schermatura nera che rende ancor più evidente l’inusitato ingombro, tant’è che la facciata del Duomo appare del tutto marginale, subordinata alla scena come una gigantografia di un pannello pubblicitario. Non meraviglierebbe vedere il Pulpito di Michelozzo e Donatello utilizzato come la barcaccia al teatro. Per di più lo spazio occupato a terra dalle numerose attrezzature accessorie contribuisce a stravolgere ancor più l’assetto della piazza, in palese contrasto con l’arredo urbano esistente, mutandone la leggibilità, le gerarchie e le prospettive. La fontana del Pescatorello diviene un ingombrante ostacolo che impalla la vista degli spettatori sistemati nelle file basse delle alte tribune posizionate sul lato nord della piazza che, per tale effetto, sembra più piccola e disomogenea.  A vedere questi nuovi allestimenti si rimpiangono i precedenti ponteggi e le dimensioni di certo più consone delle singole installazioni, in particolare dispiace avere modificato la disposizione corografica, a mo’ di arena, delle tribunette che erano studiate per assistere al Corteggio Storico. Nel contesto attuale anche la statua al Mazzoni, ingabbiata e relegata dietro le quinte, sembra fungere da barriera “involontaria” all’invasività della mega struttura, palco e backstage. La sensazione, ancor prima di assistere al primo evento in calendario, è poi quella di soffrire di già dell’impatto acustico che verrà, che non sarà da meno di quello visivo, con buona pace dei residenti e, soprattutto non propriamente in linea con i principi della tutela preventiva, della conservazione delle superfici marmoree e scultoree dei monumenti.

mercoledì 31 agosto 2016

Barberis delle meraviglie

L'Assessore all'urbanistica Valerio Barberis è il grande annunciatore di questa giunta pratese.
Nessuno come lui.
Niente a che vedere con il Sindaco Biffoni, che piuttosto che con annunci, ci delizia soprattutto con la sua espressione di mimica facciale che nelle foto è sempre un po' bambinesca: egli appare come in quelle foto, per capirci, che si scattano ai bambini davanti alla torta del compleanno, sorpresi e felici, con qualcosa sempre un po' in disordine.

Non molto meglio certo, dico per inciso, si mostra il sindaco pistoiese Berardinelli, che si fa fotografare col laccio emostatico addosso mentre dona il sangue...

Torniamo al nostro assessore delle meraviglie. Dopo aver fatto grandi annunci su parchi sul Bisenzio, lungo il Bisenzio, per il Bisenzio; dopo aver minacciato la riqualificazione della periferia, con addirittura il 'rammendo delle periferie', con una piazza per ogni frazione di Prato; dopo l'annuncio 'rivolterò Prato come un calzino', ma che finora ci ha regalato solo alcune panchine bianche molto discusse in piazza del Comune, perché invece di andarci con i calzini i pratesi ci vanno con le scarpe e le sporcano; dopo tutto questo ecco che ora ci fa tremare con un altro incredibile 'lancio': in occasione dell'inaugurazione del nuovo Pecci a ottobre, metterà un'opera d'arte in ogni piazza della città di Prato...




martedì 30 agosto 2016

In Valbisenzio manca la schiacciata


In merito a Lo spettacolo della città in Valbisenzio di domenica scorsa 28 agosto, ricevo questa lettera:

Carissimi Maila e Gianfelice, 
il viaggio teatrale in Valbisenzio è stato molto bello, per me anche a livello emozionale poiché ho ritrovato sensazioni messe in soffitta … I brani e le vostre interpretazioni sono state come sempre adeguate al luogo e bene interpretate. Su questo chi vi conosce sa di non avere dubbi. Qualcosa però mi lascia un po’ di amarezza: mi pare che venga sottovalutato il lavoro di due persone che costruiscono uno spettacolo che sicuramente valorizza il territorio, però richiede ore ed ore di sopralluoghi, viaggi su e giù dalla piana al monte per raccogliere le informazioni adatte a mettere in scena uno spettacolo viaggiante. Vedo come vengono "presentati e ripresentati" eventi molto meno interessanti, invece noto che a promuovere questo evento tocca sempre e soltanto a voi, come la prevendita! Poi arriva il giorno della partenza, e sempre voi accogliete e sbigliettate ... poi si parte e c'è da fare la rappresentazione, su un pullman, ma stando attenti alla strada …Tutto va bene, tutto è bello e ben costruito, il pubblico è attento e recepisce bene e alla fine i due artisti sono soddisfatti! Ma non è finita, appena rientrati a Casale , dove l’asfalto brucia e restituisce il calore dell’afosa giornata, i due sono disponibili ad aprire la Baracca e preparare uno spuntino … e non si respira … ! Loro stanchi e senza ritemprarsi un attimo sorridono parlano, versano il vino, mettono le sedie, ci accolgono ancora, poi svuotano i sacchi … spengono le luci e vanno finalmente a farsi una doccia!! 
I conti dell’incasso penso non ci voglia molto a farli … si fanno a memoria! Allora mi domando se non ci sono i soldi per queste cose, in tutta la valle del Bisenzio non avevano un pezzo di schiacciata e un bicchiere di vino da offrire, o un sacchetto di biscotti … magari specialità della zona … un bicchiere di vin santo ... in modo che i due artisti al termine della performance si potessero riposare come tutti i cristi dopo il lavoro? Un lavoro faticoso come il carpentiere … o il muratore!  Mi pare che un tempo agli artisti di strada si offrisse la pastasciutta, o almeno un bicchiere di vino! Comunque e per fortuna il pubblico apprezza il vostro lavoro che è indubbiamente interessante, ricco di storia, di professionalità, ma ripeto, un grande lavoro!! Grazie davvero per il vostro impegno nel tenere viva la memoria storica e geografica del territorio. Maura S.

Quanti abbracci, Sindaco Biffoni!


Guardate questa foto, che ho preso da Il Tirreno: il Sindaco di Prato Biffoni abbraccia il presidente della associazione Fonderia Cultart , signorino Fantauzzi, che lo abbraccia a sua volta. 

Ora Fonderia Cultart organizza per conto del Comune la rutilante 'eventiade' denominata Settembre Pratese, il cui successo già "mi fa tremar le vene e i polsi". Ma non di questo intendo parlare.

L'interesse dei cittadini vorrebbe, pur in questi casi che si tratta di divertimento (il signorino Fantauzzi ha espresso chiaramente il suo pensiero: "Il nostro impegno è quello di far divertire pratesi e non"), che il Sindaco si ispirasse al quadro del Lorena che ha alle spalle (non vedo bene, è Re Travicello o chi?), e che mostrasse più distacco e formalità nei confronti degli stessi organizzatori.

Proprio per tutelare i cittadini e il loro eventuale divertimento.  Così invece egli mostra di essere un 'partigiano', di essere amico dell'organizzatore e in grande confidenza con lui; in consonanza e condivisione, come dice lo stesso signorino Fantauzzi: "La cosa che mi rende felice è la scelta della condivisione".

Non va bene.

Il Sindaco non è un capo-squadra; impari una buona volta a rappresentarci, o qualcuno glielo insegni. Non c'è un cerimoniere da quelle parti?
E' necessario, perché se non la sostanza, almeno la forma si può salvare.  

Sicuramente non tutti i cittadini di Prato sono amici del signorino Fantauzzi.


lunedì 29 agosto 2016

Lo Spettacolo della Città in Valbisenzio: foto e commenti

Il viaggio teatrale in Valbisenzio è stato caratterizzato da cambi di testo (La Scaveide - tributo doveroso a Gonfienti - e Paradiso 2.0 a Villa Guicciardini) e indicazioni all'ultimo momento (come nella prima sosta lungo il Bisenzio, dove abbiamo rivoluzionato tutto il giorno prima con varie discussioni fra di noi), improvvisazioni e tagli, piccoli errori anche di percorso, ritardi rispetto alla tabella di marcia (ben quarantacinque minuti!), ma certamente il pubblico se lo ricorderà e anche noi come il viaggio teatrale, se non più bello come ha detto Gianfelice, come il più 'potente'.
Fino a pochi giorni prima siamo stati incerti sul farlo o meno, visto il magrissimo contributo e le spese; ma poi ho pensato di non lasciarmi vincere dai numeri, dai calcoli, e  dai vari no di una  classe politica e amministrativa locale e regionale ottusa e ostile. 

Comunque ieri sera un po' di conti li ho fatti: circa 30 giorni di lavoro; una quindicina di sopralluoghi in Vallata. Il guadagno in soldi è magro altrettanto del contributo, ma per tutto il resto l'incasso è alto.

Aggiungo due noticine, una positiva e una negativa.

Positiva: l'assessore alla cultura Maria Lucarini di Vernio ci ha atteso e accolto con grazia, mettendo le sedie per il pubblico nel chiostro dell'oratorio di San Niccolò dove abbiamo recitato La locandiera, e regalando il catalogo della mostra su Virgilio Mazzetti.

Negativa: alla Stazione di Vernio manca una lapide che ricordi i nomi delle persone morte nell'attentato al rapido 904 del 23 dicembre 1984, la cosiddetta "Strage di Natale".  Furono 16 persone. Vergognoso.
(Sì, c'è il giardino memoriale sopra l'imbocco della galleria, ma non lo vede nessuno, non è un posto di passaggio. C'è solo lapide commemorativa e bisogna andarci).

E ora, se volete, leggete i primi commenti del pubblico. Alla prossima, chissà.


Come sempre, bravissimi. E' stato un vero piacere ripercorrere e rivedere i luoghi che già conoscevo e scoprirne di nuovi (Villa Guicciardini). Belli i pezzi sia fuori che dentro il bus. Complimenti! (Edoardo B.).

Molto interessante, ricco di spunti e di storia. Da approfondire dietro i vostri suggerimenti. Avete fatto un gran lavoro. Complimenti. (Fiorella C.)

Grazie, molto bravi. (Sandro e Antonella M.).

Lo spettacolo della città in Valbisenzio? Meraviglioso incrocio fra natura e cultura. (Emanuele C.)

Stiamo camminando nella stessa direzione del "Pedone" di Bradbury? No, se continuiamo a riflettere. Grazie per aiutarci a farlo! (Cristina G.).

Una vallata operosa unita alla città. E' stata una esperienza rivivere la storia di un territorio unico. Grazie e bravissimi. (Graziano).

Grazie per le emozioni che ci regalate ogni volta (Fabiola).

Complimenti. Grazie e a presto. (Marco e Francesca F.)

Grazie per questo viaggio, come i precedenti, ricco di suggestioni storico-letterarie. (Tiziano).

Arte, storia, cronaca ed emozioni oggi hanno viaggiato con noi sulle note della vostra arte cristallina e colta...


Lo spettacolo ha avuto il suo momento più alto nel ricordare La strage del Rapido 904 o strage di Natale è il nome attribuito a un attentato dinamitardo avvenuto il 23 dicembre 1984 presso la Grande galleria dell'Appennino ai danni del treno rapido n. 904, proveniente da Napoli e diretto a Milano.
Inspiegabilmente nessuna lapide a Vernio ricorda le sedici innocenti vittime ( l'attentato avvenne in territorio toscano, ma non fu possibile intervenire per il fuoco e il fumo).
Gianfelice e Maila hanno avuto il gran merito di riportare la Memoria ad uno dei tanti tristi misteri Italiani.
Il momento più emozionante dello spettacolo, con l'imbocco della galleria alle spalle.

E dopo la cultura, abbiamo ricevuto anche piacevolissimo conforto per il corpo, eccellenti prodotti del territorio. Siamo stati coccolati in ogni modo!
(Angelo S.)

Come sempre siete stati professionali e molto emozionanti nelle recite. (Luca).






Lapide del giardino memoriale di Vernio

Lapide alla stazione di Vernio

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...