sabato 1 ottobre 2016

16 ottobre seconda "Camminata per Gonfienti"


Domenica 16 ottobre, alle ore 14,30 con partenza da Piazza del Comune di Prato partirà la seconda "Camminata per Gonfienti" (2a Marcia Giusta), quest'anno resa ancor più necessaria, oltre che dal sostanziale abbandono e disinteresse per l'area archeologica (dove tra l'altro non si scava più, mentre attendono la luce altre domus), anche per lo 'scippo' del museo; infatti i reperti trovati a Prato saranno collocati alla Rocca Strozzi di Campi Bisenzio.

Ma chi l'ha deciso? Il Comune non ha nulla dire al riguardo?

Il ritrovo sarà alle ore 14,30 in Piazza del Comune, con tragitto: Piazza del Comune, Piazza delle Carceri, Piazza San Marco, Lungo Bisenzio, poi a Gonfienti lungo la pista ciclabile, sosta davanti al cancello degli scavi e ritorno.

venerdì 30 settembre 2016

Gonfienti e il suo museo. Il mistero dei reperti... e delle citazioni

Va molto bene l'articolo di oggi de "Il Tirreno" di Cristina Orsini, che dà rilevanza alla vicenda dei reperti trasferiti a Campi, e ne riassume la storia, dandone l'aura del 'mistero' .  Anzi, io direi, dell'intrigo!

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2016/09/29/news/il-mistero-del-trasloco-dei-reperti-etruschi-1.14173953?ref=hftiprer-2

Tuttavia, a onor del vero, l'articolo non cita una fonte da cui è stato tratto. E siccome il testo è stato consultato, mi sembra giusto, come si riportano le dichiarazioni dei politici o d'altri, che si citi anche "Primavera di Prato". 

Tra l'altro avevo propio mandato il mio articolo a "Il Tirreno", in risposta a un loro articolo precedente:


Non è certo la prima volta, anzi periodicamente vengo 'saccheggiata,' tanto che mi è stato consigliato di non scrivere , ma che lo faccia una giornalista, non citare la fonte, beh, sorprende.

Da qui, da Primavera di Prato,  è nata tutta la polemica,  prima nessuno aveva messo il ditino sulla piaga,  da questo mio articolo di qualche giorno fa: Perché a Prato non c'è il museo di Gonfienti:


Comunque da tutto l'articolo del giornale si capisce bene, se mai ce ne fosse stato bisogno, che a questa giunta non interessa nulla dell'area archeologica e non muoverà un dito per valorizzarla e nemmeno per avere, come ha chiesto anche il Prof. Centauro (si veda l'articolo di domenica scorsa su La Nazione che riporto sotto), la kylix a Palazzo Pretorio.

Ora aspettiamo che la politica d'opposizione si dia una mossa.






mercoledì 28 settembre 2016

La dittatura del contemporaneo

E' in atto in varie città d'Italia un'azione di politica culturale discriminante.

Sempre più frequentemente si attua attraverso l'arte contemporanea. O meglio, attraverso una pseudo-arte contemporanea. O anche un'arte pseudo-contemporanea.

Per questo si allargano e proliferano forme di vita contemporanee. Studi contemporanei.

Città contemporanee, dove si vive come in un luna park. O in un supermercato.

Anzi, nel contemporaneo vero la città è nel centro commerciale. Che ha sempre nomi di fiori o di parchi.

Chi non è contemporaneo è tagliato fuori, è uno scarto, è rifiutato.

Di più: è deriso. Come un vecchio.

La derisione, si sa, fa parte di ogni dittatura.

Dobbiamo tutti partecipare alla 'festa del contemporaneo'. Altrimenti si diventa vecchi e derisi.

Oggi è non vecchio chi ha cent'anni, ma chi non è contemporaneo.

Teatro, arte figurativa, politica, azione.

Tutto deve alitare di contemporaneo.

La città di Prato, per esempio, deve essere contemporanea. E ci sarà un nuovo museo d'arte contemporanea, che era già contemporaneo, ma doveva essere reso più contemporaneo.
Perché si stava adagiando nei fasti del passato.

Nel contemporaneo il massimo dell'archeologia prevista è quella industriale.

Anzi è ritenuta l'unica archeologia vera. Interessante. Ché parla di 'lavoro'. E dei padroni del contemporaneo.

L'arte contemporanea, come vediamo anche a Firenze, è una mise-en-space, una installazione. Veloce, rapida, consumante, dove il 'messaggio' ne è travolto. Non 'arriva'.

Non importa. Deve essere così. E' il contemporaneo.

Il contemporaneo è veloce, emotivo; tutto il resto, il razionale, lento, non è contemporaneo, e va abolito. E' vecchio.

Nessun spazio è tollerato per la riflessione. Tutto consumato lì e subito. Aria acqua terra, tutto. Soprattutto terra e acqua.

Il 'vestito contemporaneo' viene indossato dalla politica e dall'economia per esercitare l'azione dominante e repressiva. Arraffatrice. Contemporanea.

La dittatura, negli ultimi tempi, veste contemporaneo.






CAMMINATA PER GONFIENTI

Questa è la locandina che utilizzeremo per la seconda CAMMINATA PER GONFIENTI.

Entro il fine settimana vi dirò la data; ci stiamo organizzando. 


martedì 27 settembre 2016

No a Gaetanina Bresci, sì al concerto-barbarie a Villa Reale a Monza

Il Comune di Monza permette la barbarie di un concerto a Villa Reale, la folla ha praticamente lasciato il parco come un grande immondezzaio dopo il concerto di Ligabue, e ha negato la recita di Gaetanina Bresci (Mio padre Gaetano il regicida).

Preferisce l'inciviltà, condita con incassi, alla memoria storica.

Almeno a Prato hanno avuto più coraggio; l'ex assessore Anna Beltrame ebbe le 'palle' per presentarlo al Magnolfi. Nonostante gli strepiti di qualche consigliere (che voleva anche togliere la via intitolata a Gaetano Bresci).


http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_settembre_27/deserto-il-concerto-rock-9ecd33a2-8424-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml

Anche gli attori sono lavoratori. O no? Basta con la svendita del lavoro

Mi arriva questa proposta dall'Arci, Comitato Provinciale di Prato, per partecipare alla rassegna "Fiabe a teatro", una specie di circuito di teatro-ragazzi che l'ARCI ha messo in essere da qualche anno.

Ora, fermo restando che noi del Teatro La Baracca non siamo una compagnia costosa, riteniamo indegna la proposta.

Per cui non partecipiamo.

Gli attori vengono pagati niente. A fronte di un biglietto di 5 euro, quanto possono guadagnare recitando in una saletta di un circolo- quindi non in un ambiente congruo, che devono adattare-, dopo aver allestito anche audio e luci, prendendo il 70% dell'incasso?

Se non si raggiunge la cifra di 200 euro, si legge nel bando,  la compagnia riceverà questo importo dal circolo. 

Ora gli attori sono lavoratori o no? O sono sub-lavoratori? 

Perché gli attori vengono trattati come mentecatti? O sfruttati?

Una proposta del genere può essere fatta, al limite, a un gruppo di persone che si diletta nell'allestire uno spettacolo, che non lo fa di lavoro, insomma. E anche in questo caso...ci andrei con cautela.

Ricordo che lo spettacolo va preparato, pur semplice che sia, e questo richiede ore di lavoro; che va allestito, e anche questo al minimo richiede un'ora o due; va poi realizzato e infine, l'allestimento va smontato.

Dunque io consiglio ARCI di organizzare meno spettacoli l'anno, alternando i circoli prescelti per l'iniziativa (che possono contribuire anche direttamente), e dare almeno il doppio a chi lavora. E ciò significa che comunque è sempre un incasso minimo: che se si toglie poi il dovuto all'INPS e all'INAIL, cosa rimane? E la SIAE, chi la paga? O non si paga nulla di tutto il dovuto? 
E infine, chi 'sbiglietta' (e quindi paga le tasse?)

Che spettacoli si possono presentare con questa cifra, che livello qualitativo?

Basta con questa svendita del lavoro. E dell'arte. Così non si fa 'cultura'.

lunedì 26 settembre 2016

Gli articoli di giornale sulla stagione 2016-2017 al Teatro La Baracca

Ecco gli articoli dei giornali che illustrano la stagione. Innanzitutto ringrazio chi li ha scritti e pubblicati. Voglio però anche brevemente commentarli.
Bello il titolo de La Nazione, uscito ieri. Effettivamente l'occasione di opporre questi due temi, sapienza e insipienza-ignoranza era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, e si capisce quello che dico se si scorre appunto il programma. Anche se avrei evidenziato lo spettacolo 'clou' della stagione, quello su Federico II.
A cui per la prima volta si dedica un'opera teatrale.

Il secondo articolo, de Il Tirreno e uscito stamani, è corredato da una bella foto, che non guasta. Ma anche qui di un imperatore così importante anche per Prato,  non c'è. La stagione tratta si di donne? Sì, ma anche dei personaggi importanti, uomini, citati.

Nell'opera dedicata a Federico certamente non attaccherò né  Renzi né il Movimento 5 Stelle come si legge scritto. (Ma ho detto così? E' possibile, certamente come battuta, per spiegare meglio che non avrei trattato la spicciola attualità politica nell'opera teatrale).

Come chi mi legge sa bene, ho tutto questo blog per esprimere il mio dissenso verso una politica che non è certo quella di Federico II.  



domenica 25 settembre 2016

Su Gonfienti e i suoi reperti. Rispondo a Il Tirreno

Oggi è apparso un articolo sui reperti di Gonfienti che copio oltre, ormai definitivamente destinati alla Rocca Strozzi di Campi Bisenzio.

Preciso quanto segue:

Non è proprio una vita che mi occupo di Gonfienti, ma attivamente dal 2003, quando, nel vano tentativo di mettere in scena il dramma etrusco "Laris Pulenas", trovai tutte le porte sbarrate in quel di Prato e di Firenze, in particolare in Soprintendenza. 
Non è vero che la decisione di portare i reperti a Campi fu presa dieci anni fa. Dieci anni fa l'assessore Mazzoni faceva ben altre dichiarazioni, come si legge anche in questa interrogazione comunale, che qui riporto, ma taglio, per brevità:

"17/02/2006 
Consiglio Comunale. Un progetto nel progetto per la cultura
Un filo diretto tra Gonfienti e il nuovo Museo Civico
L'assessore Mazzoni risponde a Zazzeri (Comunisti italiani) e chiarisce l'equivoco nato sulla destinazione dei reperti di Gonfienti
Il nuovo allestimento del Museo civico avrà un collegamento diretto con l'area archeologica di Gonfienti e formerà un circuito museale con Villa Niccolini, che in una porzione ospiterà ed esporrà i reperti provenienti dagli scavi della città etrusca...E' questa l'anticipazione fatta dall'assessore alla Cultura Andrea Mazzoni nella seduta del Consiglio comunale di ieri 16 febbraio. Ha fatto da 'traino' la risposta dell'assessore al capogruppo dei Comunisti italiani Moreno Zazzeri, che in un question time ha chiesto chiarimenti su un accordo tra Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e il Comune di Campi Bisenzio /.../ per la nascita di un deposito e laboratorio di restauro per i reperti rinvenuti a Gonfienti, che 'scipperebbe' a Prato un'occasione attesa da tempo. Mazzoni ha chiarito che si tratta di un equivoco, in quanto la convenzione stipulata con il Comune di Campi Bisenzio dalla Soprintendenza riguarda solo i reperti pre-proto-storici rinvenuti nei lavori per la Mezzana-Perfetti-Ricasoli che saranno raccolti nella Rocca Strozzi del paese: «Si tratta di notizie prive di fondamento - spiega l'assessore Mazzoni - dal testo dell'accordo, inviatoci dalla Soprintendenza, non risultano infatti mai comparire le parole Gonfienti o etruschi. Il Comune non solo è perfettamente consapevole del grande valore che il patrimonio di Gonfienti rappresenta, ma è stato anche l'artefice insieme alla società Interporto della Toscana e Soprintendenza di un'operazione che ha saputo conciliare lo sviluppo infrastrutturale, grazie al quale la città sotterranea è riemersa, e i reperti etruschi: proprio per questo nel progetto di rinascita del Museo Civico, per ora allo stato embrionale, intendiamo creare un richiamo con la città etrusca sul Bisenzio e il suo museo, VIlla Niccolini, che in base ad una convenzione firmata l'anno scorso con il Comune, dedicherà 530 metri quadrati all'esposizione».

Questa dichiarazione dell'Assessore Mazzoni fu ribadita nel convegno al Pecci, nell'ottobre 2006, denominato "Dalle Emergenze alle Eccellenze", convegno e impegni tra l'altro traditi dai fatti che si sono susseguiti: ampliamento di Interporto autorizzato dalla Soprintendenza, con la rinuncia di aprire l'Antiquarium a Villa Niccolini:

“/…/ Abbiamo recentemente inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, la prossima acquisizione di Villa Niccolini. Crediamo infatti che ci debba essere anche una vicinanza strutturale tra quelle che sono le emergenze archeologiche che non possono che restare necessariamente insediate sul terrItorio – penso in primo luogo alla grande domus di oltre 1400 mq. – e i reperti che si prestano ad essere contestualizzati in un percorso museale”.

L'Assessore Mangani non è a conoscenza di tutto questo? 

In realtà l'amministrazione comunale (e non solo quella attuale) non si è mai occupata seriamente né dei reperti, né tantomeno della nascita di un parco archeologico nella città di Prato.
Credo sia opportuno dire la verità su tutta questa imbarazzante faccenda, o quanto meno, prima di fare dichiarazioni, informarsi; e a questo punto, nel concreto, evidente abbandono dell'area archeologica, non è irrilevante lo scippo culturale e identitario che la città subisce in questo trasferimento dei reperti a Campi Bisenzio. 


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L'articolo de Il Tirreno


Presentato in anteprima il Museo della città etrusca del Bisenzio
Scatta la protesta. L’assessore: «La decisione fu presa 10 anni fa»

I reperti di Gonfienti traslocano a Campi

PRATO In principio furono gli Etruschi, gli antenati dei pratesi in quel di Gonfienti. La storia è nota, anzi tristemente nota visto che sembra ormai sfumato il sogno di un parco archeologico sulle rive del Bisenzio. Ed è sempre sulle rive del Bisenzio che il tesoro etrusco riemerso una ventina di anni fa durante gli scavi nella zona pratese dell'Interporto tornerà fruibile al popolo di appassionati di antichità e archeologia. Non però a Prato, bensì a Campi Bisenzio dove è in fase di allestimento il Museo Archeologico di Gonfienti con sede alla Rocca Strozzi, aperta straordinariamente nell'ultimo weekend in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. «Il Museo - si legge sul sito del Comune di Campi Bisenzio - accoglierà i reperti provenienti dalla città etrusca fondata sul Bisenzio». Era scritto da anni che il museo etrusco dovesse nascere a Campi Bisenzio ma dopo tutti questi anni una notizia del genere non può lasciare indifferente l'artista Maila Ermini che alle battaglie per il sito etrusco ha dedicato una vita. «Organizzerò una nuova marcia per Gonfienti per tenere viva l'attenzione in città sugli Etruschi ormai dimenticati. Qui siamo di fronte a un tradimento. Capisco che sia la Sovrintendenza a decidere ma il Comune di Prato non ha fermato le sue scelte...». Ermini non è la sola a protestare per questa scelta, anche se datata. Tra questi c’è Mauro Lorenzini, coordinatore del gruppo “Passeggiate tra storia e natura” presente ieri alla presentazione del Museo. «Non credevo ai miei occhi quando ho visto che in mostra c’erano i nostri reperti. Non si può accettare che tutto venga portato a Cambi Bisenzio. Tra l’altro l’inaugurazione è avvenuta nel più assoluto silenzio di Prato che, sul trasferimento dei reperti dal laboratorio al Museo di Campi, mi risulta non abbia più detto una parola». «E’ un accordo di molti anni fa», conferma l’assessore alla cultura Simone Mangani. «Si sapeva che i reperti sarebbero andati a Campi da almeno dieci anni. Se non addirittura da prima. Quando noi facemmo la mostra sugli etruschi, alla fine del 2014, contattammo la responsabile della nostra area della Soprintendenza Gabriella Poggesi chiedendo se era possibile collocare alcuni dei reperti di Gonfienti a Palazzo Pretorio, negli spazi attigui di Palazzo Valentini. Ci interessava averne alcuni a Prato. La risposta però fu netta e chiarissima: la decisione era già stata presa, purtroppo, alcuni anni prima e non si sarebbe tornati indietro». (m.l. -i.r.)