sabato 29 ottobre 2016

Il nuovo ospedale di Prato: un'esperienza negativa

Stamani ho fatto esperienza, per la prima volta, del Pronto Soccorso del nuovo ospedale di Prato.
L'accesso al Pronto Soccorso, se non si parcheggia l'auto a pagamento, è quanto mai impossibile.
Se si scende con l'autobus, poi, impensabile: bisogna, a piedi, fare il giro di tutto l'ospedale, passare da dietro e poi vi si arriva. Una persona anziana o disabile trova difficoltà.
Se si arriva con la macchina e si paga, allora è più comodo, ma poi nemmeno tanto, perché il percorso pedonale è stretto.

La sala di aspetto del Pronto Soccorso, piccola e angusta - non ci sono finestre -  è in comune con l'accettazione e quindi in uno spazio limitato si accalcano molte persone che formano fila senza che ve ne sia l'agio: insomma, il luogo e la disposizione non aiutano ad alleviare le difficoltà.

Se poi ci sono altri intralci, come le pulizie, allora la situazione diventa caotica.

Quali architetti e ingegneri hanno progettato tutto questo? Come qualcuno mi ricorda, bisogna progettare pensando al caso peggiore. E qui sembra che non lo abbiano proprio fatto.




Battaglia pro kylix, ma non solo


Cara Maila,

Battaglia pro kylix, ma non solo. Infatti, pare di dover chiosare come l’articolo di oggi su “La Nazione” dimostri molto bene il fatto che adesso sulla questione della creazione di un Parco archeologico a Gonfienti siano calati pesanti nuvoloni, tutta la valorizzazione futura del sito  pare di nuovo messa “a rischio”; il preambolo di tutto questo è dato dalla distrazione dei reperti da Prato e dal loro trasferimento  alla Rocca Strozzi di Campi Bisenzio. Con l’annunciata interpellanza si può ritenere in positivo che  finalmente, dopo 10 anni, si possa riaprire sulla questione dei destini dell’Area archeologica di Gonfienti un serio dibattito nei luoghi istituzionali. Il caso sollevato con le distinte richieste di chiarimento da parte di Forza Italia e del M5S, non dovrà però riguardare solo l’interessamento di una parte della politica perché quanto sta accadendo a Gonfienti tocca o, per meglio dire, rischia di ledere i diritti di tutta la comunità insediata, oltre quelli “scientifici e tecnici” che riguardano gli stessi beni culturali, vuoi paesaggistici vuoi archeologici. Questi beni appartengon, infatti, alla collettività e - come dovremmo ben sapere -  sono tutelati dalla Costituzione Italiana (ex art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione).
il caso Gonfienti, reso manifestamente pubblico grazie all’azione coraggiosa del “Gruppo di vigilanza in difesa degli scavi” attraverso la partecipazione alla “Camminata per Gonfienti . Marcia Giusta 2” del 16 ottobre scorso, da parte di liberi cittadini è stata certamente di pungolo per la stampa, anche se qualcuno sperava il contrario, sbagliandosi di grosso. L’appello esercitato dal gruppo in modo pacifico e civilissimo ha portato in realtà all’attenzione dei concittadini, che ancora non sapevano, i diritti negati di cittadinanza ed appartenenza dei reperti archeologici, sottratti senza alcun reale motivo dal loro naturale luogo di ritrovamento e di possibile fruizione.
Si badi bene, a rendere ancor più maldestra questa sottrazione, si rileva come questa sia avvenuta all’indomani della chiusura di una mostra celebrativa del patrimonio archeologico esistente:  “L’Ombra degli Etruschi “ in Palazzo Pretorio. Per altro , la comunicazione dell’arbitrario trasferimento è stata resa nota in modo assai frettoloso, senza alcun confronto con la città di Prato, tenuta estranea dalla vicenda come hanno ammesso gli stessi amministratori. Questa notizia ha anticipato di poche settimane il delicato momento decisionale dell’acquisto da parte della Regione Toscana degli spazi e dei sedimi dell’area archeologica, da tempo posta a vincolo di tutela, ma attualmente ancora di proprietà della Società Interporto della Toscana. Si tratta di una decisione quella della Regione a lungo attesa, non solo evocata al tempo delle ultime elezioni, bnesì facendo seguito ai desiderata e alle volontà già espresse dagli amministratori cittadini in occasione del Convegno al Pecci del 2006 ed anche ripresa in successivi atti, pur tuttavia sempre collegata dell’auspicato passaggio a favore del Comune della titolarità dei suddetti beni che sola avrebbe potuto consentire alla città di creare in proprio le premesse per la costituzione di un parco archeologico “civico” da farsi in situ In principio questa idea era corredata dalla proposta di creare un Antiquarium negli annessi di Villa Niccolini,  su questa scelta cadde però come una mannaia la resistenza, l’opposizione e quindi il rifiuto da parte della stessa responsabile degli scavi che avrebbe preferito spostare tale destinazione presso il Mulino, detenuto come laboratorio in comodato gratuito grazie alla munifica  disponibilità della stessa Società Interporto. Superata questa ipotesi, la creazione del parco e la costituzione al Mulino, in titolo di proprietà alla comunità pratese,  consentirebbe di creare un Museo Archeologico in situ, magari utilizzando anche il Museo del Pretorio per allocare i pezzi di maggiore valore artistico, quali la più volte menzionata kylix, e alla stessa Soprintendenza di esercitare al meglio il proprio ruolo, senza più dover chiedere al controllato (Società Interporto)  di finanziare le ricerche di scavo, sviluppando serenamente i propri compiti istituzionali di ricerca attiva e di tutela avendo come interlocutore un partner pubblico (Comune di Prato). A tale riguardo non si capisce proprio perché mai la Regione dovrebbe cedere al demanio statale ciò che viene ad acquistare che è già in salvaguardia  (ex lege 42/2004), con il solo risultato di ingabbiare o inibire ogni iniziativa di valorizzazione della comunità locale. La Soprintendenza potrebbe altresì riprendere senza affanno gli scavi sui terreni comunali.
Alla luce di queste osservazioni  il  caso che ora si pone sta assumendo una rilevanza non solo locale o regionale, oserei direi nazionale se solo questa storia rimbalzasse nella aule di Montecitorio.

GAC





venerdì 28 ottobre 2016

Interrogazione e interpellanza comunale sui reperti di Gonfienti

Dopo la nostra marcia per Gonfienti, ecco qualche piccolo risultato. Sono state presentate una interrogazione sull'area archeologica di Gonfienti e i suoi reperti rispettivamente dal M5S (Mariangela Verdolini) e una interpellanza da Forza Italia (Rita Pieri).

La prima, del M5S, si può trovare all'indirizzo:
http://www.movimento5stelleprato.com/in-comune/interrogazioni/447-interrogazione-reperti-gonfienti.html

Copio invece il testo della seconda, ché non riesco a trovarne l'indirizzo:

Prato,  25/10/2016- Prop. n. 371
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale
Loro sedi
OGGETTO:   Interpellanza per l'area archeologica di Gonfienti e i suoi reperti.
  Con richiesta di iscrizione nell' O.d.G. del prossimo Consiglio Comunale.
La vicenda dei reperti archeologici di Gonfienti portati fuori dai confini comunali per divenire parti di collezioni di altri, documenti arbitrariamente decontestualizzati rispetto al luogo di provenienza, apre un quesito al quale tutti noi pratesi saremo chiamati a rispondere nel futuro.
Vista la rilevanza del caso si profila intorno a questa vicenda un caso di legittimità amministrativa e culturale, di spessore di livello nazionale.
Come può infatti una comunità, se non unanimemente consenziente, essere privata di propri beni patrimoniali, specie se trattasi di risorse collettive di grande importanza storica, artistica e documentale che segnano l’appartenenza stessa dell’insediamento d’origine?
Pezzi, quali la celebrata kylix di Douris (vaso, a figure rosse, che data 480/ 470 a.C., di grande valore artistico, ma anche “venale” di mercato; pezzo coevo al non meno famoso kouros bronzeo dell’Offerente di Pizzidimonte che si trova al British Museum), ritrovata nella grande domus etrusca di 1270 mq., intercettata da scavi archeologici iniziati col contributo finanziario  dell’Interporto all’interno del Lotto 14, dove avrebbe dovuto sorgere un capannone, ovvero prima ancora  che fosse posto alcun genere di vincolo sull’area,   rappresentano eccellenze più uniche che rare da considerare quali capisaldi per la storia di una comunità.
Intorno alla scoperta di questa domus etrusca, alla grande quantità di reperti architettonici e decorativi (antefisse, vasellame, ornamenti ecc.) , alla presenza di imponenti strade glareate del  VI sec. a.C. (a disegnare una sorta di primigenia centuriazione etrusca della Piana) e testimonianze di altri svariati edifici per un estensione di 27 ettari, tutti rilevati in territorio comunale di Prato, 13 dei quali già sottoposti a tutela fin dal 2006) rappresentano anche la base per la creazione di un Parco Archeologico di primaria rilevanza nel quadro regionale, come rappresentato fin dal 2008 nel Sistema dei Parchi della città di Prato.
All’epoca il Comune di Prato anche aveva pianificato l’utilizzo di porzioni della Villa Niccolini per fare in sito un grande Antiquarium). La città ha in realtà molti luoghi adattati ad ospitare questi beni, a cominciare dal Pretorio, per le emergenze artistiche di maggior risalto.
Mentre è assolutamente giusto che Campi esponga i reperti trovati sul suo territorio durante i lavori della Perfetti Ricasoli, è di tutta evidenza che sia altrettanto giusto che il patrimonio archeologico, rinvenuto a seguito dei lavori eseguiti per l'Interporto in territorio pratese, parte dell'identità storica del nostro territorio, resti a Prato e venga esposto nel nostro Museo Civico.
Adesso, di contro, con i reperti portati a Campi Bisenzio, quale sorte avrà l’area archeologica che la Regione Toscana si accinge ad acquistare per tre milioni di euro i terreni e le fabbriche storiche, come l’antico mulino, fin qui concesse in comodato gratuito alla Soprintendenza Archeologica della Toscana, con investimenti di oltre 3 milioni e mezzo di euro, per consegnare il tutto al demanio statale e al Ministero dei Beni Culturali e del Paesaggio?    Quest’ultimo ha già l’obbligo istituzionale della tutela e non si capisce la ragione di questa doppia titolarità.
Oltretutto il recente Piano di Utilizzo dell’Interporto, approvato nel corrente anno, realizzerà per comodo della Soprintendenza un ulteriore capannone all’interno dell’area di proprietà.
Non è tollerabile, anche per tali ragioni, che la città assista passivamente a questo processo di progressiva liquidazione patrimoniale.
Il rischio reale, infatti, è che insieme ai reperti si perda la residuale disponibilità gestionale di queste risorse e, con essa, l’occasione di costituire presto l’auspicato Parco Archeologico di Gonfienti, venendo ad assumere l’Amministrazione Comunale pratese un ruolo di assoluta marginalità. 
Tutto ciò premesso

interpello il Sig. Sindaco

- per conoscere in che modo si è mossa e intende muoversi in futuro l'Amministrazione Comunale per riportare la città di Prato nel ruolo di centralità che le compete;

- come intende intervenire per portare al museo civico le opere rinvenute sul territorio pratese.
 Rita Pieri

Capogruppo Forza Italia

giovedì 27 ottobre 2016

Costretti al referendum costituzionale

Mentre l'Italia crolla sotto un altro terremoto con altra gente per strada viene da pensare quanto strumentale e assurdo sia questo quotidiano parlare del referendum costituzionale, questa costrizione messa in atto dal Governo Renzi, mentre avremmo davvero bisogno di altro. 

Ogni giorno non si commenta che di questo; ogni giorno sfilano i difensori del SI e del NO.

Ma davvero questo gioco non serve che al potere di questo paese, e non a noi: che viviamo con difficoltà, che abbiamo bisogno di assistenza; di ricostruire le nostre case, le nostre attività, che abbiamo bisogno che l'economia riparta. 

Questo continuo istigare il paese ad aderire alla 'fazione', questo darci in pasto l'argomento, un altro un altro ancora, questo costringerci al coinvolgimento attraverso il tam tam quotidiano dell'informazione... Per giunta da un governo che ogni giorno di più delinea i suoi contorni di governo-fantoccio di grandi poteri.

Nascono i 'comitati' per quello e questo, e addirittura si aprono locali, i partiti spendono soldi per sostenere la fazione.  Si scattano foto, si immortalano i sostenitori della fazione, come se fossero 'combattenti'.

Sono profondamente contraria a queste ennesimo gioco del potere sulla nostra pelle, a questa continua strumentalizzazione della nostra vita che ci priva del senso e degli strumenti per renderla dignitosa e migliore.

martedì 25 ottobre 2016

A Prato Halloween si festeggerà dicendo: scherzetto o bronzetto?


L'auriga infernale, il demone, ci ha visitato in sogno! Dice: - I celti ci stanno dominando, con questa storia di Halloween. Non se ne può più! Dovete darvi da fare, ché questa è terra etrusca, assolutamente...quindi, per prossima festa di Halloween, dovrete andare in giro, vestiti come si deve, declamando  una frase diversa dalla solita, soprattutto a Prato, ché vi vogliono portar via ogni nostro cimelio...Dovrete andare in giro, suonando ai campanelli delle case, chiedendo: "Scherzetto o bronzetto?".
Se la gente sceglierà 'bronzetto', voi risponderete: "Attàccati! I bronzetti non ci sono più, v'hanno fatto lo scherzo: andate a Campi a pigliarli!"

lunedì 24 ottobre 2016

Abbocchi anche tu ai sondaggi per il referendum?

Abbocchi anche tu ai sondaggi sondaggi commissionati per il referendum costituzionale? Come tutti i sondaggi fanno sorridere un po'.
Quelli de La7, poi: il SI' aumenta ogni giorno di più e minaccia il NO. La forbice diventa sempre più forbicina.

Lo sappiamo che vincerà il..., o almeno ce l'aspettiamo. Ma non per volontà popolare. E non abbiamo certo bisogno dei sondaggi per saperlo.

I sondaggi, come insegna Laris Pulenas, sono sempre stati fatti  e commissionati soprattutto per influenzare l'elettorato. 

Di più: i sondaggi formano l'elettorato. Alla fine il sondaggio, così poi come comunicato per esempio nel telegiornale, dà l'idea che il risultato ci sia già stato, che sia cosa fatta. 
Di solito è la maggioranza che commissiona il sondaggio. Altrimenti, chi li pagherebbe così cari come sono?

E poi, chiediamoci: come si svolgono questi sondaggi? Chi chiamano per fare la domandina? Dove, sul telefono fisso? Come si svolge il rilevamento?
Boh.

Dài, smettila di abboccare.

Replica straordinaria di "Stupida" (Una vita in trappola) e una recensione


Il pubblico ha accolto calorosamente lo spettacolo e quindi ho deciso di replicare: 
Stupida (Una vita in trappola) torna sabato 29 ottobre ore 21 al Teatro La Baracca.


Intanto è arrivata un'altra recensione dello spettacolo:

«Viola non far la stupida stasera....». Il finale dello spettacolo... è il momento culminate e una meravigliosa sintesi di tutti i sentimenti e le emozioni di Viola (ma anche di quelle vissute dallo spettatore): quei pochi attimi finali raccolgono tutta l’ansia, l’amarezza, la tristezza, la speranza, l’ironia, la realtà e l’immaginazione vissuti durante lo spettacolo, con in più il senso di liberazione, non solo dal luogo fisico ma da una vita intrappolata. Maila è stata bravissima durante tutto lo spettacolo, ma è molto difficile chiudere uno spettacolo così difficile da reggere in scena (soprattutto senza l’ausilio di nessuna tecnologia) con un finale che riesce a moltiplicare le emozioni, a raggiungerti nel più profondo dell’essere, a restarti dentro anche il giorno successivo: probabilmente ancora per tanti giorni, mesi, anni, chissà... Il canto di Viola mentre aspetta chi la toglierà dalla trappola in cui si è rinchiusa (malauguratamente o volontariamente?) è drammaturgicamente un finale originale e significativo, poiché lo spettacolo fa immaginare varie possibilità, intensificato dal suo talento di interprete.
Che dire…ancora una volta una meravigliosa Maila che, questa volta, ha creato una meravigliosa «Stupida».

Piera Salvi

domenica 23 ottobre 2016

Cultura a Prato, una coperta troppo corta

Guardando la trasmissione di TVPrato "Parliamoci chiaro", di venerdì 21 ottobre dedicata alla cultura, si è avuto il sospetto che a Prato la cultura sia come una coperta troppo corta.

In particolar modo ora, con il nuovo Pecci, che ha preso tanti soldi anche al Comune stesso.

Sembra non ci sia altro per altri enti o luoghi: a parte il Metastasio, il collassato Politeama, di cui hanno molto parlato, oppure per luoghi così importanti come le Cascine di Tavola. E lasciamo anche da parte gli ormai abbandonati scavi di Gonfienti.

La domanda è: era proprio necessario costruire un nuovo museo, allargarlo eccetera per sacrificare tutto il resto? Non sarebbe invece stato più opportuno pensare a una rinascita culturale dell'intera città, incluso se possibile le periferie?

Chi decide tutto questo?

Non si ha una visione della città per il futuro e solo si esegue quello che dice la Regione. Certo, senza soldi non si fa niente, però anche i rappresentanti locali dovrebbero in qualche modo poter disegnare una città, delinearla, e chiamare a raccolta i suoi 'attori' principali e meno. 

Per esempio, quello che manca è la comunicazione spicciola, per una città così estesa: non c'è una strada, non è pensata, una strada ciclopedonabile che va dal centro alle Cascine di Tavola ( che ormai stanno crollando). Non potrebbe questo essere un percorso turistico?

Invece una strada pur piccola già ci sarebbe per gli scavi, basterebbe solo riasfaltarla, mettere qualche cartello. Piccole cose sarebbero già un gesto di cambiamento, pur insignificante.  In tutti questi anni, nessuno ha avuto il coraggio di mettere mai un cartello, niente. D'altronde cosa avrebbero potuto indicare, una strada distrutta e un cancello che sembra quello dell'ingresso di una fabbrica?

Il turista che arriva a Prato non ha una visione complessiva della città, a parte le poche strade del centro.  Manca agli stessi amministratori, è evidente. 
Ora i pratesi, annebbiati dalle luci dorate del nuovo Pecci, sembrano non vedere altro.  La grancassa mediatica suona forte e rimbomba.
Intanto la città perde anche la sua identità, e le viene affibbiata una d'ufficio, definitivamente dopo quella della 'città fabbrica': quella 'contemporanea'.  Tutto il resto, bandito.

Ha sorpreso Massimo Luconi il quale, nella trasmissione ha avuto il coraggio di dire una parola sui reperti di Gonfienti, che secondo lui dovrebbero tornare a Prato. 

"Stupida" (Una vita in trappola): commenti della replica

Bella replica dello spettacolo con festa di compleanno del teatro e mia.
Ogni tanto ci vuole. Anche dibattito, e molto, sullo spettacolo. Domande e commenti su come sia nato il personaggio, su come questo testo. A chi mi sono ispirata eccetera. Molto interessante. 
Una serata allegra, ma non banale insomma.
Dopo diversi spettatori non prenotati,  anche la torta è apparsa a sorpresa. Una torta portata dal pubblico, dico.
Roba che non accade che in pochi altri teatri.

Commenti:

"Mi è piaciuto molto." (Simona).
"In un mondo dove spesso viviamo 'dormendo', il tuo teatro aiuta a riflettere sulla propria potenzialità e sul gusto della vita". (Lorenzo)
"Sei molto in gamba". (Diego)
"Ho molto apprezzato la serata, Maila, e mi piace che tu sia sempre "una e centomila" ma mai..."nessuna". (Rossana Cavaliere).
"Complimenti, molto brava". (Michela).
"Un testo bellissimo, bellissima recitazione". (Doesijka Kortalis).