sabato 5 novembre 2016

Renzi il turco

Oggi torna Renzi alla Leopolda, a cantare per il SI  al Referendum. Ogni volta che va alla Leopolda si mette una coroncina in più sulla testa: altro che levarsi i sassolini come sostiene lui!

Coloro che volevano sfilare per il NO, non lo possono fare, se non confinati in piazza SS. Annunziata lontano due chilometri dal re; anzi dal satrapo, ché lui assomiglia sempre più ai dittatori orientali e al suo collega Erdogan, che mette gli oppositori al gabbio.

Così Renzi il turco si fa la sua bella propaganda insieme alla sua banda, e chi non la pensa come lui, be', stia lontano con il suo dissenso e...sotto la pioggia. Oppure, son guai.




venerdì 4 novembre 2016

Le favole raccontate 'in tour de force' dagli assessori pratesi

Continuano le favole raccontate dagli amministratori del Comune di Prato.
Questo articolo de Il Tirreno di oggi spiega di convegni, viaggi, situazioni mondane in cui i nostri amministratori andranno a mostrare i loro (?) progetti per Prato e a farsi, scusate la banalità, farsi belli con i nostri soldi, mentre noi ci dibattiamo davvero con le difficoltà del lavoro e di una città che ha molti problemi da risolvere.
Così come è scritto l'articolo sembra che Barberis lavori per una agenzia privata e non sia assessore all'urbanistica del Comune di Prato!
Questa interpretazione 'attorale' del fare l'assessore, dove si vanno a raccontare o a promuovere (sì, in tour come attori, in tour de force!) i propri progetti a Oslo o a Vattelappesca (per raccattare soldi, per far vedere che siamo bravi, per quale fine?), progetti di cui non vedranno la realizzazione nemmeno i nostri 'figli', beh, è davvero insostenibile.
L'assessore alla cultura Mangani intanto,  anche lui citato nell'articolo, impegnato com'è nel fare il promoter del nuovo Museo Pecci, nemmeno risponde alle mail che noi, miserandi, gli indirizziamo.
Poveri noi che ci illudiamo con le elezioni di mandare qualcuno a gestire la cosa pubblica con giustizia e svincolati da un sistema che, lui sì, andrebbe terremotato senza alcuna possibilità di ricostruzione.


L’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis parlerà del Parco urbano, del Parco del Benessere e del Macrolotto Zero a Milano, Oslo e Roma. I nuovi orizzonti di Prato raccontati in tre tappe.
PRATO Tour di force dell’assessore all’urbanistica Valerio Barberis per presentare all’Italia e all’Europa quanto fatto e quanto da fare per cambiare l’assetto urbanistico ma anche sociale, economico e culturale della nostra città. Si comincia con “Urbanpromo” a Milano dall'8 all'11 novembre, negli spazi della Triennale, con un programma di conferenze, convegni, corsi L’assessore Barberis presenterà tre progetti con grafiche, video e proiezioni, riguardanti appunto il futuro urbanistico, più o meno prossimo, della nostra città. Dapprima il progetto vincitore del Concorso internazionale per la “rigenerazione” dei tre ettari dell’area dell’ex ospedale di Prato, all’interno delle mura storiche, trasformato in uno spazio aperto, vivibile, di grande impatto visivo. Il secondo progetto è “ Riversibility. Da Gonfienti a Santa Lucia, sulle rive del Bisenzio, nascerà il Parco del Benessere con 16 aree, individuate ad oggi, per promuovere diversi stili di vita all'interno della comunità. «Portiamo il Parco del Benessere perché è un progetto innovativo, in grado di erogare servizi e creare lavoro, con un’'immagine di una città contemporanea, sostenibile, in cui la rigenerazione urbana e la cura dei cittadini sono protagonisti» spiega Barberis. Terzo ed ultimo progetto è il Piano di innovazione urbana del Macrolotto 0 , zona ad alta concentrazione urbana dove convivono moltissime famiglie, sia italiane sia di origine straniera, finanziato con i 6 milioni di euro della regione e i 2 milioni del comune. Dopo Milano Barberis vola a Oslo per la Triennale di Architettura di Oslo, che invita architetti e altri professionisti provenienti da tutto il mondo ad impegnarsi in un dibattito sul nostro mutato senso di appartenenza e sull'odierna trasformazione del concetto di residenza. Ecco quanto è pubblicato sul sito web dell’Istituto italiano di Cultura di Oslo, con una foto di Barberis.. «Prevista una lezione dell'architetto Valerio Barberis, in programma per giovedì 10 novembre alla Nasjonalmuseet – Arkitektur di Oslo. L'architetto Valerio Barberis, viene spiegato, si occupa della rivitalizzazione di una zona industriale dove si trovano molti laboratori cinesi - e una serie di interventi minori negli spazi pubblici per le piattaforme fruttuosi di scambio, per creare un terreno comune per la comunità cinese e gli abitanti di Prato. Prato è uno dei dieci siti che vengono presentati nella mostra in residence, ogni riflessione sulla migrazione globale. Il distretto di Prato è uno dei motori per la produzione di "Made in Italia" prodotti etichettati cui l'industria vende con orgoglio in tutto il mondo come un marchio di qualità basato su standard "locali" di produzione. Allo stesso tempo, Prato ha attualmente anche uno dei più grandi Chinatown in Europa, con più di 50.000 abitanti». E per chiudere il 2 dicembre l’assessore Barberis, con il collega alla cultura Simone Mangani e il direttore del Centro Pecci, Fabio Cavallucci , sono stati invitati a Roma al Maxxi, per il convegno “Città Come Cultura. “Processi di Sviluppo” per approfondire e mettere a confronto il mondo della creatività e dello sviluppo culturale delle città. (Riccardo Tempestini, Il Tirreno).


giovedì 3 novembre 2016

Roberto Cenni, addio alla politica

L'ex sindaco di Prato, Roberto Cenni, per effetto della legge Severino, avendo patteggiato la condanna per il crac della Sasch, ha la pena sospesa ma decade da consigliere comunale.

La sua politica mi vide contraria su quasi tutto - anche su Gonfienti per esempio fu nulla di fatto, esattamente come sta facendo la giunta attuale, che però è molto più in sintonia con la Soprintendenza -; tuttavia, e va riconosciuto, ha lasciato a Prato una bella eredità come la pedonalizzazione di Piazza delle Carceri; e la rivalutazione, anche se per molti troppi aspetti pacchiana, dell'identità locale. C'è stato un tentativo, insomma, di cambiare la marcia.
Mancanza totale invece su altri fronti della politica e dell'amministrazione, come assenza di un progetto sulla mobilità alternativa; la mancanza di un progetto di dialogo con il mondo cinese.
Inutile e solo propagandistica per me era l'interpretazione della partecipazione con gli incontri al Teatro Metastasio, o gli slogan "Vivi il centro" eccetera. 
Esisteva però lo scontro, in città: le riunioni, per esempio, sul sottopasso o meno del Soccorso. Tanto per citare un argomento che allora era 'caldo'. Ora questi scontri-incontri con la cittadinanza sono passati in cavalleria, e la partecipazione non esiste più nemmeno come ombra di sé stessa.

Sì, rispetto al vuoto attuale, dove si mostrano solo progetti sulla carta e rendering, quella amministrazione guidata da Cenni appare addirittura una specie di cambiamento, o quanto meno una interruzione nella sequenza ininterrotta delle giunte colorate allo stesso modo ma senza più alcun colore se non quello del potere, seppure il 'cambiamento' spesso avesse aspetti beceri o ugualmente inconcludenti.

Da un punto di vista umano gli amministratori erano generalmente più dialoganti con la città rispetto a quelli di adesso, non c'è dubbio, a cominciare proprio dal sindaco.

In particolare, anche se non solo, mi sono confrontata con l'assessore alla cultura Beltrame, che alcuni rimpiangono; ho litigato con lei sul serio e discusso mille volte; i primi anni due anni del suo assessorato il nostro dialogo era in realtà uno scontro frontale, ma almeno lei era una assessora che affrontava la critica a viso aperto. 

Ora, con questi amministratori non c'è nemmeno lo scontro. Essi sono barricati dentro il palazzetto, nei loro uffici, silenziosi e scontrosi, biliosi in alcuni casi, incapaci di tollerare una benché minima contrarietà.  Non parliamo di critiche. Al massimo abbozzano la bocca al dileggio. Ma silenzioso, sotterraneo. Ombroso. E, ti ignorano.

Il sindaco Biffoni non si vede da nessuna parte  se non nei contesti ufficiali o 'protetti', non dialoga con la cittadinanza,  non si confronta con nessuno, ancor meno di quanto facesse Cenni.

Per questo, se non io, molta gente lo rimpiange. Sì, per l'assenza di una politica locale attuale, di un incontro con questi amministratori, di un qualche minimo dialogo, molti cittadini sono arrivati a rimpiangere quello che ora sembra il meno peggio, o quanto meno, come dicono alcuni, un sindaco 'più umano'.

Mago Scanzi

Nel suo blog l'attore giornalista Scanzi prevede che vincerà il SI al referendum costituzionale, nonostante lui sia per il NO. Naturalmente.
"Mettetevi l'animo in pace". L'Italia è un paese controriformista, da sempre. Ignorante. Indifferente.  E poi, dice in sintesi lui, il potere bara. Cambia le carte. Eccetera eccetera. L'articolo è lungo, e alla fine noioso perché troppo a lungo vuole risultar simpatico.

Potrebbe dirsi pure un articolo scaramantico. Oppure dirà: - L'avevo detto, io.

Ah, se fossi così vicino al potere come sono questi giovanotti controcorrentisti, sempre piazzati sulle sedie dei programmi televisivi che contano a presentare libri, saprei anch'io fare queste belle previsioni. 

Anch'io sarei maga come mago Scanzi.

mercoledì 2 novembre 2016

La parlantina di Renzi a Radio 24

Casualmente mi è capitato di ascoltare il Presidente del Consiglio a Radio 24. Il giornalista, di cui non ricordo il nome, gli ha posto domande sul terremoto e la ricostruzione dei paesi distrutti, sul referendum costituzionale, sul rapporto fra Italia e Europa, al momento non idilliaco per la questione del deficit di bilancio.

Si è trattato di un chiaro spot, e c'era da prevederlo, per il SI al prossimo referendum di cui Renzi è il grande promotore e sostenitore.

Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio solo notare come parla il Presidente. Come gli escono dalla bocca, come un fiume in piena, mille parole, un flusso di vocaboli ininterrotto e veloce, tanto veloce per cui il lavoro degli interpreti, per esempio, è messo a dura prova. Qualcuno se ne è apertamente lamentato.

Uno scilinguagnolo sciolto, certo, oltre che rapido, una 'lingua lunga', come si dice a casa sua. La parlantina fiorentina furba e asciutta, pronta la risposta, con una nota guascona di chi è sicuro di sé stesso, di chi sembra avere le chiavi in mano, la soluzione pronta, la facile presa sul pubblico, la lieve ma sempre costante sottintesa ironia di chi sta un gradino più in su di te, e tutto questo in un linguaggio 'corrente', senza quasi pause e vere riflessioni, tant'è che il giornalista faceva fatica a fermarlo, a interromperlo, a fargli domande (su cui pure ha ironizzato, come anche ha giocato mimando la voce di altri, e sempre nella stessa chiave ).

Per un momento mi è sembrato il tono di un bravo venditore di prodotto commerciale. Alcuni, infatti, parlano con la stessa sicumera e velocità. Chiedete agli americani, hanno svolto molti studi sull'argomento: più parole dici in un minuto, più dài l'idea di essere convinto di quello che dici eccetera.

E la certezza di quel parlato dava la sensazione di sgomento, di soffocamento, la voglia di liberarsi da questo mondo-prodotto, in cui tutte le risposte sono pronte e a portata di mano. Già risolte. Che non esiste.
Ho spento la radio e sono uscita all'aperto. Ho visto che pioveva, pioveva forte, e ancora piove in tutta Italia.

martedì 1 novembre 2016

Ricordo di PPP


In ricordo di PPP, della sua morte, ma soprattutto del suo impegno contro il fascismo democratico moderno.
Le sue parole spiegano anche la nostra ostinata battaglia per l'area archeologica di Gonfienti, a Prato, e per una mille città che vorremmo diverse da quelle in cui viviamo.

Ma chi è che mi legge di notte invece di dormire?

Io non so chi sia.
Ma c'è qualcuno che legge  questo blog di notte. E più volte, e ancora e ancora.
Nessun male, certo. Il blog è libero, e può essere visto e letto in qualsiasi momento da qualsiasi persona.
Ma, di chi, qui in Italia, qui vicino a me, diciamo sicuramente in Toscana, accompagno le notti bianche?
Perché, vedo dalle statistiche, che mi legge a qualsiasi ora della notte, tutte le notti.
Sarò un bel sogno o un incubo?
Chissà!
E come se ci fosse qualcuno che mi spiasse, di continuo. Perché in realtà questa persona mi legge anche di giorno. Più volte. Controlla e deve seguire tutto quello che scrivo? Ma che, ma no! Perché? Trova così interessante questo blog? 
Oppure ne è innamorato...o di me? No! Magari nemmeno mi conosce! Prova invidia? No, di cosa? Forse è solo curiosità...forse?

lunedì 31 ottobre 2016

La stampa torna sui reperti di Gonfienti

Anche oggi un articolo, questa volta de Il Tirreno, sulle interrogazioni comunali in merito ai reperti di Gonfienti.



PRATO Reperti etruschi addio, anche la politica si muove. Con due interrogazioni, la prima del gruppo consiliare 5 Stelle, la seconda del gruppo di Forza Italia in Regione e con una interpellanza del gruppo azzurro di Prato. Identiche le domande: sulla base di quali accordi il tesoro etrusco di Gonfienti ha traslocato a Campi, quali sono le prospettive per l’area archeologica, come l’amministrazione comunale intenda muoversi per riportare a Prato ciò che è suo. Nell’interpellanza, la consigliera di Forza Italia Rita Pieri chiede: «Come può una comunità, se non unanimemente consenziente, essere privata di beni patrimoniali proprie, specie se trattasi di risorse collettive di grande importanza storica, artistica e documentale?». La consigliere interpella il sindaco Matteo Biffoni per conoscere anche «come intenda muoversi per riportare la città di Prato nel ruolo centrale le compete». Mariangela Verdolini, del gruppo 5 Stelle al sindaco pone una serie di domande, prima delle quali riguarda la necessità di fare chiarezza sul fronte dei rapporti e degli accordi grazie ai quali i reperti etruschi di Prato sono oggi conservati nel museo di Rocca Strozzi a Campi Bisenzio. Inoltre chiede a che punto sia l’acquisito dell’area di Gonfienti da parte della Regione. E’ stato il vicepresidente della terza commissione regionale Stefano Mugnai a depositare l’interrogazione nella quale si chiede conto di accordi tra Regione, Comune di Prato, di Campi e Soprintendenza fino a ora piuttosto confusi ed è Erica Mazzetti, coordinatrice provinciale Forza Italia, a sottolineare come «Prato abbia molti luoghi adatti ad ospitare i numerosi reperti ritrovati a Gonfienti, a cominciare da Palazzo Pretorio fino al Mulino interno a Interporto dove da vent’anni è presente personale della Soprintendenza». Infine dice la sua anche il Gruppo archeologico l’Offerente: chiede spiegazioni, boccia il progetto di Parco archeologico: «Che senso ha senza un museo che testimoni cosa, in quel territorio è stato trovato?» e conclude affermando: «Invece di lottare per difendere il nostro patrimonio, lo si baratta per chissà cosa». (Il Tirreno)

"Lucca Comics and Games", ovvero la città occupata

Me ne parlava il giornalista Riccomini, lui ci andava sempre. Ma quando al Lucca Comics and Games si trattava ancora di disegnatori e fumetti, e non di 'Cosplay' (da costume e play, usanza di origine giapponese che ci è arrivata tramite gli Stati Uniti).

Io ci sono capitata non ricordando affatto che ci fosse la manifestazione; come anche altri, ho visto. Turisti stranieri basiti.
All'ingresso dell'autostrada la città di Lucca non appariva diversa da sempre. Ma avvicinandoci alle mura, è stato subito chiaro di cosa si trattasse: di una occupazione, una invasione.

E a quel punto ho voluto sapere cosa attirasse tutta quella folla.

La città, impraticabile tutta come nei migliori scenari di festa 'amerikani', anche nella estrema periferia, e anche nei paesi vicini come Capannori, era invasa da cosplayer, (ma la parola 'figurante' dà più l'idea), ossia gente vestita come i propri eroi dei fumetti, cinema o anche telefilm non so, di cui indossavano il costume, e in alcuni casi alcuni, - in piazza del Duomo - ne recitavano la parte interpretando mimicamente e in modo ridicolo non voluto, con la base musicale e le battute originali, determinati passaggi di film.

Altri, i figuranti-passeggiatori, davano una interpretazione personale in chiave parodica, demenziale o, spesso, anche 'serissima'. Come si dice: i più erano 'nella parte'. Le donne, la maggioranza in versione  dark e finto-bellissima, si posizionavano davanti alle macchine fotografiche per trasferirsi poi direttamente nel magico mondo dei social.

E non solo giovani; anche gente attempata -probabili impiegati di qualche ufficio o ditta del nord vestiti adeguatamente direi da formiche nel formicaio-  si esibiva nella foggia del proprio personaggio, e tantissime erano le famigliole in cui il papà appariva il cosplayer più accanito e determinato, molto di più degli stanchissimi figlioletti ormai stinti e sfatti nei loro costumi, costretti a passeggiare per ore per le vie di Lucca.
Tutti tutti tutti ignari o quanto meno apparentemente indifferenti all'architettura della città, alle mura invase di capannine bianche dove il cosplayer può trovare quanto più gli è gradito; ignari delle Ilarie del Carretto, del Volto Santo e delle chiese e del romanico e di Elisa Bonaparte Baciocchi granduchessa di Toscana. Nonostante che fra i partner istituzionali dell'evento vi fossero: Polo Museale della Toscana, Villa Giunigi, Consiglio Nazionale delle Ricerche...
Il Museo della Emigrazione Italiana (Fondazione Paolo Cresci), peraltro da vedere in una visita a Lucca, era aperto, ma visitato da nessuno.
Tutte le chiese che ho visto erano chiuse, anzi sigillate. Non oso pensare cosa sia potuto accadere nell'anfiteatro romano, dove non sono riuscita ad arrivare per la folla - il Fillungo impraticabile - dove immagino si siano svolte improbabili battaglie fra soldati romani con indosso scarpe da ginnastica colorate e munite di lucine intermittenti e celti rigoramente vestiti in abiti medioevali.

Ho visto -e individuato perché conosco la città-, il fiorire di negozi improvvisati di rivendita di panini o con per me oggetti sconosciuti da ingerire eccetera.
Come un signore ben informato ha chiosato, per un affitto di un 'buco' nel centro storico e per quattro giorni, ma immagino anche in periferia vista l'invasione, si spendono dieci mila euro rigorosamente a nero.

Da una bancarella di libri (ma quelle ci sono sempre) un titolare felice ha commentato che tutta quella gente erano 'occupanti pacifici': manco a dirlo, i commercianti gongolavano.

Insomma, grandi affari con la stupidità del mondo. In un mondo del tutto disimpegnato, indifferente, vanitoso, dove l'unico valore è il gioco del mostrarsi. Il più stupidamente possibile.
Lucca Comics and Play non è nemmeno carnevale. Il carnevale qui è superato, come lo è da tempo da un ben più commerciale e quindi significativo Halloween, perché non c'è nemmeno l'ombra del ribaltamento del potere fra padrone e servo; non c'è lo sberleffo, l'irriverenza. Né si scorge una minima ricerca di comunicazione fra il mondo dei vivi con quello dei morti in un generale rimescolamento cosmico come nell'antico celtico Samuin. Nulla di sacro. Il rimescolamento è solo dei danari, e se c'è qualche morto vero è solo il figurante vivo. L'adesione al modello è totale assoluta e nessuno vuole ribaltare alcun mondo o alcun potere. Anzi; vuole entrarci e farne parte assolutamente, ed è lì per essere 'eroe' proprio secondo il modello. Il motto - nel capannone enorme di non so quale casa cinematografica americana che sponsorizzava 'Batman' sempre in piazza Duomo - 'se non puoi essere Batman, sii almeno te stesso' - era una furbata, una presa in giro, perché lì nessuno voleva essere sé stesso, posto che ormai a qualcuno importi esserlo o si sappia cosa significhi.

In questi quattro giorni nessuno può vivere la città in modo diverso. Né i suoi abitanti né chi vi capita per sbaglio per una visita o una passeggiata in bici sulle mura, dove non si può andare.

In bici peraltro è impossibile viaggiare. Né si può passeggiare.

L'occupazione è come una scossa di terremoto - anche a questo ultimo che abbiamo avuto nel centro Italia la città e i suoi invasori  erano indifferenti - un terremoto che molti vogliono e giudicano benefico perché porta tanti dindi e consenso.

I lucchesi, i cittadini, a parte i commercianti, non si vedevano. Forse erano emigrati di nuovo, temporaneamente, altrove. L'unico di loro che ha parlato liberamente, un addetto al controllo di entrata e uscita dalle mura del flusso ininterrotto della folla (80 mila persone ieri e tutti i biglietti 'sold out') criticava aspramente la manifestazione. Ma, allo stesso tempo, c'era come un senso di accettazione di qualcosa a cui non ci si può opporre. Che bisogna subire. E allora, meglio partecipare, in qualche modo, tentare di gestirla, l'invasione, visto che non tutti i lucchesi possono scappare dalla città...

Ma davanti a questi numeri, anche la critica appare ridicola, impossibile. Davanti ai soldi che incassano Comune e alcuni privati, davanti alla 'risonanza' nazionale e internazionale dell'evento, nessuno osa levar la voce e dire che non è assolutamente accettabile che una città sia occupata, invasa, e resa impraticabile a chiunque la voglia vivere 'normalmente', a partire dai suoi abitanti. 

'Torni dopo Halloween".

Ma ciò che è più preoccupante è che ormai tutte le città sognano di accogliere eventi di questa 'levatura', con la folla e tanti incassi. Con tanto  e siffatto 'turismo'! 
Alla faccia dell'arte - con cui ci laviamo, italiani, ipocritamente e in modo ignorante, la bocca - alla faccia della storia e della civiltà, ecco trovato facilmente il nuovo dominio a cui tutti ci sottomettiamo con piacere nelle nostre vuote giornate di 'festa',  non sapendo cosa fare, buttando via, letteralmente, i nostri faticosi, e ormai rabbiosi, risparmi. 

Quanta gente in fila ai 'bankomat'.


domenica 30 ottobre 2016

"Stupida" - Replica straordinaria

Stasera finale in bellezza per "Stupida" con la replica straordinaria. 
Presto ci sarà anche la presentazione video, e nuove repliche.
Ringrazio tutti per le belle parole che mi avete donato e gli applausi, tanti e calorosi.

I commenti di questa serata:

"Bravissima" (Gianna B.).
"A volte è proprio necessario interrompere ogni comunicazione per parlare con se stessi. Ma, alla fine, dov'è la via d'uscita? Bravissima". (Cristina G.).
"Fortissima come sempre. Bellissima serata. Ho ondeggiato con Viola nella sua mente. Grazie per aver condiviso questa cosa così importante con noi" (Elena).

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...