sabato 17 dicembre 2016

"Scaveide"

Stasera, sabato 17 dicembre ore 21, al Teatro La Baracca di Prato (Via Virginia Frosini 8),
SCAVEIDE, peripezie tragicomiche sugli scavi di Gonfienti.


giovedì 15 dicembre 2016

Sulla moschea a Prato e i tolleranti 'à la carte'

L'argomento chiese e moschee non è il mio preferito. Sono agnostica e piuttosto, dalle chiese  e  da certi loro frequentatori ho ricevuto fastidi e provocazioni proprio in quanto 'libera pensatrice' e proprietaria di un piccolo teatro. Senza esagerare o drammatizzare, ho vissuto piccole persecuzioni come, immagino, altrove vivano che ne so, i cristiani o di altre fedi o idee.

Come ai tempi del debutto del racconto teatrale dei 'celestini': "Cosa ti vuoi aspettare da una che è divorziata?" (Testuali parole di un parroco). "Maledetta, te la farà pagare!" (Un fanatico della Madonna).  Santini ovunque per mesi, attorno a teatro, nella cassetta della posta del teatro, di casa, e tante altre provocazioni quotidiane anche successive al debutto,  eccetera.

Come ai tempi del debutto del dramma sui "Concubini di Prato": articoli calunniosi di testate cattoliche che recensivano lo spettacolo senza averlo visto...Subdole richieste da parte di certi personaggi della Curia locale per avere il testo (presto lo pubblicherò, tranquilli). Dichiarazioni non richieste: - Se pensa che nella faccenda di Mauro Bellandi e Loriana Nunziati ci fossero implicati i servizi o la massoneria o altro, dico subito di no. Quindi non ne parlerò". Di questa persecuzione Gianfelice ne è ben testimone, e l'ha subita pure lui.

Come ai tempi di quando mi sono candidata alle elezioni (e lì hanno giocato proprio duro; evviva mio padre che mi ha consigliato su come comportarmi in un momento di grande difficoltà per me; ed evviva anche l'avvocato che mi ha difesa...).

Non ho mai ricevuto solidarietà da nessuno a livello politico. A parte Riccomini, l'unico massone dichiarato con cui avevo un vero rapporto di amicizia, pur controverso, e che mi sosteneva.

Tuttavia, siccome la Lega di Prato organizza una manifestazione contro la moschea che vi si vuole fare; siccome il governo comunale dice che è 'intollerabile manifestare contro i diritti degli altri' (sacrosanto!), io dico, visto la mia esperienza e quella di tanti altri a livello locale: diffido dei dispensatori di diritti 'à la carte' e per partito o argomento preso con dichiarazione edificante ai giornali, quando poi, in sostanza e nel concreto, si fa ben poco per concedere vere opportunità e diritti a tutti i cittadini,  indipendentemente dalla loro fede colore provenienza eccetera, e si vedono concessioni di diritti più agli amici che non ad altri.

E si perseguita in vario modo chi la pensa diversamente. 

Troppe ingiustizie, abusi, disparità e anche, in alcuni casi, 'stalking' vari, incluso politico, che in sostanza si traduce in persecuzione con dileggio e sarcasmo, o tramite il suo opposto, emarginazione sociale ed economica.
Come se tu non esistessi. Come se tu non fossi nemmeno cittadino. E questa cos'è? Come la chiamiamo, sadica tolleranza? Tolleranza assassina?

mercoledì 14 dicembre 2016

Pistoia: di che cultura dà?

Qualche giorno fa ho scritto un appello per Prato, che ormai è città che sta sprofondando culturalmente ed economicamente, con seri problemi legati alla delinquenza e allo spaccio. Simbolo ne è,  ho detto, il mercatino di Piazza del Duomo che il primo dicembre sono andata a visitare.
(Dopo questo mio scritto poi anche i giovan-giornali 'fedeli alla linea' di Piazza del Comune hanno gridacchiato allo scandalo...).
Ma oggi niente Prato, voglio parlare dell'altra mia città (notoriamente io sono cittadina di tre città: Prato, dove cerco di non soffocare; Firenze, città paterna e che mi ha formato nel bene e nel male, ma sempre più difficile da raggiungere - e Pistoia, città materna - matrigna).
Pistoia, a parte qualche spruzzata di profumo da vecchia signora provinciale, con qualche sprazzo di presunta vita in più (incredibile, eh?), non sta molto meglio di Prato. Lo testimonia anche la classifica delle città del Sole 24 Ore, anche se per me non ce n'era davvero bisogno, classifica la riporta alla 'città dei pensionati' di un tempo. O ancora peggio.

Già la conoscevo bene, la città dell'orso; ma con Lo spettacolo della città ho avuto modo di sollevare bene il sasso che nasconde  i bachi.

La città è ostile, chiusa, gretta, puritana. Sudicia. Rovinata per sempre dal Pistoia Blues e dal cattivo esempio della troppo vicina Bologna con i suoi bevi, romba e tromba; con i suoi finti alternativi; i finti 'elfi'. Città vecchio democristiana, che la nuova giunta non riesce a, non vuole svecchiare, con nessuna vocazione per il turismo di qualità e il bello, nonostante si ritrovi in eredità una delle piazze del Duomo più belle d'Italia, di cui ancora però non sa che fare, a parte la 'Giostra dell'Orso", come del resto di tutta l'architettura cittadina; basti pensare come tengono il cupolone di Santa Maria dell'Umiltà realizzata dal Vasari. Una città dove l'ufficio cultura è gestito da una signora funzionaria che sarebbe dovuta andare in pensione da tempo, così mi hanno detto alcuni proprio in Comune, ma che tengono gelosamente sul posto perché conserva scrigni di segreti e 'sa come fare'...
Pistoia ha dato i natali a tanti personaggi illustri ( Niccolò Puccini, Michelucci, Marini, Melani, Pacini - quello che ha scoperto il vibrione del colera -, tanti letterati, Petrocchi, Leda Rafanelli e altri), ma che sono tutti immancabilmente fuggiti o sono stati fatti fuggire per l'ostilità che si ha qui particolarmente nei confronti del genio o della gente che va controcorrente.
Chi si dimentica l'indifferenza e l'oblio  perpetuato nei confronti dell'attore Pierlugi Zollo?
A Prato è uguale; ma almeno a Prato se sei un geniaccio,  un personaggio o qualcosa in qualche modo di diverso, sì, parlano male di te, ti attaccano e calunniano,  ma pure, mostrando a denti stretti invidia e rabbia o disprezzo, ti considerano, ti fanno sentire vivo; a Pistoia no, nemmeno quello.
Pistoia sembra il cimitero della creatività.
Dove c'è un teatro che sembra una barzelletta, il Manzoni (così lo definiva il caro Pierluigi, una barzelletta)!; gestito da anni e anni e anni da un personaggio che non si sa come è arrivato a tanto visto che teatro non ne ha mai fatto se non in parrocchia, Saverio Barsanti, il quale vi fa il bello e cattivo tempo, e a cui hanno messo accanto, al momento, un ragazzetto pulitino ma ben introdotto a fare il presidente, che rappresenta il nuovo che NON avanza, ma che mantiene tutto com'è...
Una città dove il centro culturale "Il Funaro" nato nel 2009, subito è diventato, miracolosamente, un centro addirittura sponsorizzato dalla Regione, sebbene sia privato...Ma perché chi lo gestisce è pieno di soldi.
Nelle nostre camminate notturne, Pierluigi mi raccontava come e dove fosse gestita dalla Massoneria, senza la quale, via, come altrove in questa terra, non vi si fa nulla...Ma lui diceva che là era ancor peggio di qua, e ricordava Licio Gelli e smoccolava, quando proprio sotto la cupolaccia, si andava a mangiare - 'non t'azzardare a mangiare il formaggio, eh? - all'Alibino...E si raccomandava: - Vediamo se stasera me la dài...-. Non gliel'ho mai data; e quasi quasi me ne pento.
Pistoia vien 'salvata' dalla gente 'stramba' e pittoresca, che ancora qua e là vi si trova, che sembra ribellarsi al conformismo cittadino, come il compianto poeta Remo Cerini, o Didaco Breschi; o dalla gente che ancora si incontra al Circolo Garibaldi, o a quello di Porta al Borgo; è salvata dalla montagna che le dà un senso e una meta.  Altrimenti di che cultura dà; con che cultura va?


martedì 13 dicembre 2016

Noi tanto saremo sempre quelli

Noi tanto
saremo sempre quelli
che non ci vuole nessuno
né accanto né lontano,
quelli che non garbiamo
né al potere né alla base;
limbiamo.

Presente futuro
uguale oscillare
nell'incertezza;
è libertà l'andare
l'antica fierezza?

Non calziamo.

E rimaniamo così
sfuggenti e mai presi,
scarpe senza numero,
e saremo sempre quelli,
sia inferno o paradiso,
e mai contesi.


lunedì 12 dicembre 2016

L'ora della satira: Gentiloni, il mio governo sta tutto già nei nomi...

Come quando eravamo ragazzi e ragazze, ancora ci divertiamo a fare un po' di satira storpiando i nomi...Non me ne vogliano, i cari lettori; ogni tanto il livello si abbassa anche nelle migliori famiglie.
D'altronde, senza la satira, che sarebbe la politica?
Forza, su: oggi tocca al nuovo governo Gentiloni, il cui motto è : "Il mio governo sta tutto già nei nomi":


Sotto segretario: sotto...Boschi.

Esteri: Al Fano.

Sviluppo Economico: Calenda (greca).

Ambiente: Galletti (bombardati).

Istruzione : Fedeli (solamente).

Giustizia: Orlando (sulla luna).

Infrastrutture: Del(i)rio.

Lavoro: PoRetti…

Cultura: Frrr…eschini (senza cappotto).

Economia:  Pandokan.

Difesa:  Pinocchi.

Interni:   Minne (dalemiane).

Salute: Lorenzin (due dopo i pasti).

Sport:  Lotta (dalema-renziana).


Pubblica Amministrazione: Madia (per panaccio fatto in casa).

Affari regionali: Costa (senza portafoglio).

Rapporti parlamento: Finoechiaro...

Prato, comune orfano

Senza il nume tutelare renziano, ecco che il governo della città di Prato, è rimasto orfano e basito.
C'è grande incertezza per il futuro e non ci sono prospettive di andare a Roma a rappresentare il popolino da sindaco-senatore.
La boria, come d'incanto, è scomparsa o, quanto meno, tenuta sottobanco; e si guarda di sottecchi, invidiosi, alla felice Pistoia che, fedele democristiana filo Franceschini o non completamente filo renziana ,   ha ricevuto la grazia di essere nominata Capitale della Cultura 2017, grazia che deve anche alle prossime venture elezioni che probabilmente confermeranno l'astuto Bertinelli e compagnia. (Bertinelli... me lo ricordo ancora quando malvolentieri impacchettava libri alla libreria Edison, ora scomparsa).
Qui a Prato, a pochi chilometri dalla detestata regina del prossimo anno, non sanno nemmeno come fare ad arrivare a fine 2016, e poco si trastullano col magro Natale e le magrissime offerte e le bancarellucole, come si vede andando in giro per la città.

Prato è depressa e non so cosa potrà infonderle gioia natalizia. 

domenica 11 dicembre 2016

Raccolta differenziata: quello che non sai

Mentre noi ogni giorni ci industriamo nel fare con fatica e diligenza la nostra raccolta differenziata, per cui abbiamo almeno 4 secchi di raccolta eccetera, e puliamo anche il rifiuto che non sia quello umido; mentre ci preoccupiamo di utilizzare meno detersivi che sia possibile o utilizzarne di alternativi naturali; mentre non usiamo, per quanto davvero ci è possibile, l'automobile; insomma, mentre ci sforziamo di vivere ecologicamente e di mettere in pratica precetti che ormai stanno solo nel cervello delle formiche, ecco che un'amica ti invita a leggere un articolo di giornale e scopri  che sei anche tu a far guadagnare e a spianare strade di carriere a certi personaggi navigati della politica e degli affari ,che proprio non si comportano, sembra, 'ecologicamente'. E non lo sai, non lo sapevi.
Quello che scrive il Fatto Quotidiano nell'articolo che in parte copio lascia perplessi. Si parla di conflitto di interesse dello studio legale dell'avvocato Bernocchi, delegato per ANCI per il recupero credito  dei produttori di imballaggi presso CONAI. Cioè lui recupera i crediti dal CONAI per i Comuni attraverso un suo studio privato e quindi prenderebbe i soldi da ANCI, in quanto incarico pubblico, e da CONAI in quanto studio privato?
Al momento Bernocchi è anche consigliere del Comune di Vernio, dopo essere stato assessore alle Grandi Opere del Comune di Prato nella passata giunta guidata da Roberto Cenni. E anche fu consigliere provinciale.

"Bernocchi è da anni il delegato a Energia e rifiuti dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, e sotto la presidenza di Sergio Chiamparino ne è stato anche il vicepresidente. Da tempo, insomma, ricopre un ruolo determinante nel fare gli interessi dei comuni nella gestione dell’immondizia. Una delle sue controparti è il Conai, il consorzio privato che è al centro del sistema della raccolta differenziata degli imballaggi. Le cose funzionano così: per ogni tonnellata dI imballaggi immessa sul mercato i produttori di imballaggi versano un contributo (cac, contributo ambiente Conai) al Conai, controllato dagli stessi produttori. Il sistema Conai, costituito dal Conai e da sette ‘sotto-consorzi’ (ciascuno dedicato a un materiale da riciclare), riconosce poi ai comuni un corrispettivo a tonnellata che dovrebbe compensare gli extra costi sostenuti per la raccolta differenziata degli imballaggi rispetto a quella dei rifiuti generici. Questo corrispettivo viene stabilito ogni cinque anni a seguito di una trattativa tra Anci e Conai, come accaduto nel 2009 e nel 2014 con Bernocchi nel ruolo di responsabile rifiuti per l’Anci. In sostanza, quanto più lui è bravo a fare gli interessi dei comuni, tanti più soldi entrano nelle loro casse per finanziare la raccolta degli imballaggi. E, di conseguenza, tanti più soldi il Conai dove sborsare. Anci e Conai, per questo, sono due controparti. Ma ilfattoquotidiano.itha scoperto che da diversi anni il Conai ha un legame con lo studio legale dello stesso Bernocchi. Lo studio, infatti, attraverso un altro avvocato, cura il recupero crediti del Conai, e cioè i contributi cac evasi dai produttori di imballaggi"


Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...