venerdì 17 marzo 2017

Cambio di programma, ecco perché

Cari amici,
dato che diverse persone mi hanno chiesto, spiego perché non potremo realizzare il progetto di viaggio-spettacolo nella terra di Leonardo (Leonardo, un viaggio, previsto per l'8 aprile), e per due ordini di motivi.
Il primo: non possiamo realizzare il viaggio-spettacolo con pullman a causa delle strade, strette e in collina, a meno di compierlo con un giro assurdo e troppo protratto nel tempo. Dovremmo realizzarlo con pulmini di venti persone e con questi non riusciamo a recuperare le spese.
Per questo, secondo motivo, avevamo chiesto il sostegno della Regione Toscana, che - NATURALMENTE - ha rifiutato. Un piccolo contributo ci avrebbe permesso di realizzare il progetto appunto con mezzi più piccoli, ma la Regione se ne frega di questi progetti e da sempre preferisce i progetti-aperitivo.
Chissà, forse riusciremo prossimamente?
Intanto sostituirò la data con altro spettacolo.

Ho spiegato tutto ciò anche per evitare il perdurare dei plagi, continui e ripetuti, che abbiamo avuto in questi ultimi anni su progetti, titoli, idee varie, da Matilda, passando per Cuori di donna, a Lo Spettacolo della città, eccetera.
In giro frotte saccheggiatori di tutti i tipi, anche 'incollettati', che non danno conto dei furti perpetrati.

giovedì 16 marzo 2017

Europa chiama Olanda; Olanda risponde...

Nessuno mette in discussione la vocazione europeista degli Olandesi.
Certo è che il risultato delle ultime elezioni nei Paesi Bassi, dove tutti temevano la 'ventata populista' e antieuropeista ed invece è accaduto il contrario, è dovuto anche a tutta l'impalcatura di enti e organizzazioni europee e internazionali che in quel paese hanno la loro sede; con tutto quello che ciò significa per quella economia, anche spicciola.
Insomma, gli olandesi sono sì filo-europeisti, ma guardano molto anche ai loro interessi.

mercoledì 15 marzo 2017

5a Festa della Poesia




Sabato 18 marzo ore 21, al Teatro La Baracca ci sarà la (quinta) Festa della Poesia.
Come ogni anno i poeti potranno liberamente leggere un proprio componimento;  in più quest'anno ci siamo inventati un premio di poesia, che scade oggi perché dobbiamo avere il tempo per leggere i non pochi componimenti arrivati finora. Sabato diremo quale, secondo noi, è la poesia più 'bella'.
Il primo classificato non vince che un piccolissimo premio, e non in denaro, dato che non ce ne abbiamo. Ci saranno poi altre due poesie segnalate, e diremo il perché e percome di tutto.
Chi ha partecipato al premio non potrà leggere la poesia con cui concorre ma, se vorrà, un' altra.
Chiunque, anche se non poeta, può assistere alla serata: infatti, l'ingresso è libero, nulla è dovuto nemmeno per partecipare al premio.
A sabato dunque. Se intendete partecipare, è meglio prenotare; c'è sempre gente a questa festa.

La Nazione, Prato, data di oggi


martedì 14 marzo 2017

Cultura partiticizzata: "Io dico no"

"Io mi ritirerò, perché sono disgustato di dover chiedere...Io sono arrivato al Piccolo da solo...sono arrivato alla Scala da solo, con l'aiuto del sindaco Aniasi, senza patti di partito; oggi è tutto partiticizzato e difronte a una cultura tutta partiticizzata, io dico di no". (Paolo Grassi, 1980).


La Giornata del paesaggio? La sua devastazione!


Sul sito del Ministero de Beni Culturali hanno messo addirittura il video con la musichetta per meglio far apprezzare il progetto sulla prima "Giornata del Paesaggio" in Italia.
Un paesaggio che è completamente aggredito dalla presunta modernità, dal lavoro e dai suoi capannoni, dagli interessi, dai traffici e dal traffico veicolare, dall'inquinamento, dallo sfruttamento di terra e acqua, dall'incuria.

In Toscana solo le città di Firenze, Lucca, Siena e Pistoia organizzano incontri sul paesaggio in occasione della sua 'giornata', ma sono incontri celebrativi del paesaggio del bel tempo passato o dei piccoli scampoli rimasti stile 'Valdorcia' con i cipressini e i vialetti che vanno verso il casolare in cima alla collinetta: insomma, le 'cartoline toscane'.

Sulla tutela, quella vera, del paesaggio e dei suoi beni artistici e archeologici, si tace e Arezzo, Prato, Pisa, Grosseto, Massa e Carrara non organizzano nulla.

Prato - il tessile!- , Pisa - il cuoio, per esempio! - , Carrara - il marmo! - hanno territori violentati dalle rispettive attività produttive.

Prato ha preferito costruire l'orrore dell'Interporto piuttosto che valorizzare una importante scoperta archeologica, Gonfienti, o il suo territorio attorno. Lascia morire le Cascine di Lorenzo il Magnifico, mentre con la pioggia e per l'incuria crollano i muri della villa -patrimonio dell'umanità (assente) di Poggio a Caiano...E non trova di meglio che istituzionalizzare la compiuta distruzione contemporanea di sé stessa con il Museo della Contemporaneità, il Pecci! 

La città ha tentato di mangiare tutta la campagna, l'ha devastata, come è accaduto peraltro e molto altrove Toscana. La politica ha lasciato fare; anzi, ha contribuito con la retorica del lavoro, con il sostegno ai grandi gruppi industriali, che a loro volta sostengono e fanno vivere la politica. Rossi, il Presidente, transfuga dal PD, della Regione Toscana, non disse a suo tempo che lui sarebbe stato 'il presidente dello sviluppo'?

Intanto la stessa modernità crolla per incuria e il paesaggio costruito, meccanizzato e cementizzato cade a pezzi e schiaccia l'uomo: vedi i ponti sull'autostrada, a tal punto che non siamo più sicuri della loro stabilità, e la notizia dello sfascio e assassinio autostradale è stata fatta sparire nel giro di poche ore dai giornali...

Una vera giornata che celebra il paesaggio non dovrebbe che iniziare dall'illustrazione di questa sua devastazione e corruzione, che ci ha tolto tanto di possibilità di ricchezza e di lavoro futuro. E non di rado, appunto, ci ammazza.


http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_922377078.html#Toscana

lunedì 13 marzo 2017

Utili utili, non meno rifiuti o inquinamento!

ASM, che si occupava della gestione dei rifiuti di Prato, non c'è più. E nemmeno la Quadrifoglio e CIS, partecipate che gestivano le altre zone della Piana, da Montale a Sesto Fiorentino; tutte ora, insieme a Publiambiente, fanno capo alla società ALIA.

Firenze avrà, nella società, una maggioranza di quasi l'80%, mentre Prato solo il 16%...Continua la 'metropolizzazione', tutta sbilanciata verso la 'grande' Firenze. (Non è questa la città metropolitana che avremmo immaginato, che riduce la città di Prato a una brutta damigella o nanerottola che tiene il velo della sposa...).

Sono finiti per sempre i tempi di Lupo Alberto e delle campagne per educare la cittadinanza al 'rifiuto' o a produrne di meno, e il matrimonio di interesse fra le varie società partecipate deve produrre utili, non tanto meno rifiuti.  Al riguardo c'è un disinteresse totale, e di campagne educative proprio non se ne parla. Anzi! Prato, come si legge nelle cronaca di questi giorni, è sommersa dagli scarti tessili delle ditte cinesi, che si presentano nella forma di grandi sacchi neri sparsi un po' ovunque. (Non che i pratesi o chi per loro non siano capaci di fare altrettanto, e lo abbiamo visto per anni con l'amianto sparso ovunque per la campagna, tanto per citare un materiale, o con i calcinacci...).

Sul tavolo di questa 'aziendona' c'è ancora l'inceneritore (io lo chiamo ancora così) di Case Passerini e, a Prato, il Digestore Anaerobico (oltre all'impianto Revet di via Paronese).

A proposito del Digestore Anaerobico, che Comune di Prato e GIDA vogliono costruire alle Pantanelle, zona Ovest di Prato, nei pressi del Depuratore del Calice, ecco come erano, poche ore fa, le acque che fuoriescono da quel depuratore e che vanno a finire nell'Ombrone pistoiese.