venerdì 31 marzo 2017

Davvero la bimba scrive al sindaco?

Mi dispiace, ma io non credo tanto alla lettera che la bambina Nicole avrebbe indirizzato al sindaco di Bari, De Caro.

O almeno non ci credo così come è stata condita e ammannita la storiellina. Che mi sembra un po' ruffiana.

Non ci credo tanto perché avendo un po' praticato nel settore della perizia calligrafica all'università, ho alcuni dubbi sui segni della scrittura della bambina. E vorrei tanto essere smentita.

D'altronde mi chiedo: una bambina di 7 anni scrive già così? A volte, anzi sempre più spesso, con questa calligrafia, non scrivono nemmeno i ragazzi delle medie!

Magari davvero la bambina, con l'aiuto della mamma o del papà, ha scritto qualcosa, e i genitori o i nonni hanno spedito la lettera, così, per comunicare simpaticamente al sindaco che i baresi non ce la fanno più a vivere in una città sporca, disorganizzata, e non aggiungo altro...

Poi la vicenda è stata un po' confezionata.

Via, sindaco, facciamola poco dolciastra e pensiamo alle cose serie.

Mi hanno proprio stancato i politici e gli amministratori che curano e coltivano attentamente la propria immagine su Facebook.

La donna e la pubblicità (2): lei ai suoi piedi


Continua la serie degli stereotipi di genere nella pubblicità.
Nella foto, réclame di una marca di scarpe, l'uomo sta in piedi con la gambe divaricate, ben piantato e sicuro di sé e lei...lei accovacciata.

Siamo proprio stanche di stare ai suoi piedi.

http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/12/le-donne-nella-pubblicita-1-la-donna.html

I am Nature.. and speak


E' contro il populismo? Ma lui è stato il portabandiera!

Berlusconi ha detto alla Merkel, che avrebbe incontrato a Malta in occasione dell'incontro del Partito Popolare Europeo, che lui costituisce un argine al crescente populismo in Italia. Che, tradotto significa, contro il M5S.

Incredibile. Il magnate italiano è passato dall'agitare lo spauracchio del comunismo a quello del populismo. Lui che del populismo in Italia è stato il portabandiera!

Ce lo siamo dimenticato il 'contratto con gli italiani?"; o il dialogo diretto col popolo proprio del suo programma, e la riforma costituzionale che portò avanti nel 2006, bocciata, che intendeva aumentare il potere del presidente del consiglio, che sarebbe passato dal primus inter pare al "Presidente del Consiglio dei Ministri"?

Senza contare poi il rapporto diretto con le masse attraverso lo strumento televisivo, l'opera di comunicazione costante e in alcuni casi 'pesante', invadente per la creazione del consenso.

E chi più ne ha, ne metta.


giovedì 30 marzo 2017

Chi votare? Che sgomento!

E' un po' prestino,forse: il 2018, quando andremo a votare per rinnovare il Parlamento, appare ancora lontano. Ma non è affatto così! E allora, chi votare? A questa domanda, molti sono colti dallo sgomento.
Per risollevare l'animo e scongiurare la paura, scrivo qui alcune considerazioni sui due schieramenti candidati alla 'vittoria', il PD e il M5S:

PD: con il giochino delle primarie stanno lavorando per ridare verginità e forza a Renzi che, lo sanno e cinguettano anche gli uccellini sul terrazzo, vincerà vincerà vincerà! Gli sfidanti primari: Orlando non si sa se esista veramente e dove, un mistero la sua apparizione, ed Emiliano il furbo gioca la sua carta per sedere sull'ultimo ma sempre comodo strapuntino e non cadere dal treno. Come invece hanno fatto Rossi e compagnia, che si sono auto-eliminati. Non tutto viene per nuocere.
Dopo la moina delle primarie, nel caso di vincita finale, non si potrà dire che Renzi non si sia meritato giustamente il 'jackpot', il primoministrato, e  con tanto di bollino democratico. Al momento, sostenuto dai potentat e della cosaindustria lo intervistano e lo consultano come se ancora lo fosse, il ministro primo.
A livello locale i 'piddini' risultano come entità sconosciute, che però tutti sentono e vedono, soprattutto ai giochi misteriosi di partito, o a quelli delle primarie o dei consigli...soprattutto d'amministrazione. Detestano fortemente i loro non elettori, per cui il motto è: chi non vota per me...peste lo colga! E la maledizione funziona, come la calunnia; infatti molti innocenti cittadini sono considerati alla stregua degli untori di manzoniana memoria, e il 'Dagli all'untore' è un grido che si ode in continuazione.

M5S: con il giochino delle eliminazione dei candidati sgraditi, dei sindaci ribelli, dei non allineati eccetera, il M5S ha davvero creato movimento nel movimento, con obbligo di adorazione certificata per l'Ente Supremo, per cui tutto e tutti gli attivisti e consiglieri esistono. Senza di lui, niente, il vuoto infinito universale. I consiglieri e deputati e deputanti ripetono ormai stancamente il motto 'uno vale uno', ma ultimamente è piuttosto da intendersi 'uno vale trino', anche se, per la trinità molti di loro non abbiano i titoli.
Difficile comunicare con loro, incluso a livello locale: una volta eletti si considerano eletti facenti parte di un protoparadiso e, diventate semi-deità, osservano dall'alto il volgo come dall'altare.
Insomma, i divetti a cinque stele, come nelle più antiche investiture, una volta arrivati a palazzo, si considerano sacri come oggetti votivi, e non ti 'cagano di pezza'.
Riuscirà la 'banda degli onesti' a sconfiggere la corruzione, il malaffare, l'intrigo di marca italiana? Ci sarà un cambio di direzione? Dicono che nel 2018 vinceranno loro, ma non si sa se essere contenti o piangere. Intanto, alcuni miei colleghi, prevedendo una vittoria pentastelata, sono già passati dalla loro parte...
(Segue e persegue...)


martedì 28 marzo 2017

E se fosse stata figlia del popolo?

Ricevo questa lettera, e rispondo.

"Cara Maila,
ti domando: ma se un'attrice è molto brava, se un attore è molto bravo, ma non è figlio d'arte o ricco, ce la fa a prendere il David di Donatello secondo te?
Non voglio discutere chi lo ha preso, perché davvero se lo meritava. Ma io ti chiedo, e ti prego di rispondermi: una figlia del popolo; una che non è figlia di ricchi o d'arte, ce la può fare?
Mia figlia, che è molto brava, e che guardava ieri con gioia e invidia l'attrice premiata al David di Donatello, ce la può fare? E poi: tu ti reputi realizzata come donna di teatro?...

Simona L.

"Cara Simona,
non ho visto la premiazione, ma ho visto recitare l'attrice di cui parli, Valeria Bruni Tedeschi (sorella della più famosa Carla Bruni), e davvero la reputo brava, come tu già dici. E anche simpatica e bella.
Ha quel tono di svampita anche nella vita reale, sembra, e ciò aumenta la sua simpatia.

Ti rispondo subito: se tua figlia è figlia di popolo, eppur brava, difficilmente potrà ambire a tanto (ma è davvero 'tanto'?);  la Bruni non lo è, è figlia di una ricca famiglia borghese. Questo non è certo una colpa, ma in certi ambienti, troppi, lo diventa se non lo sei.

Io non seguo questi premi (ho visto un po' il discorso della Bruni, ma il video era di tre minuti e dopo che tu mi hai scritto, per documentarmi), e quindi non so dirti molto altro riguardo ai premiati; non li seguo perché non mi piacciono, non mi stimolano la curiosità; una volta si diceva: sono borghesi. Appunto. E infatti servono a celebrare il potere, o con cui il potere celebra sé stesso, e dove questi attori difficilmente (lo ha fatto un po' Meryl Streep, per esempio ultimamente), lo mettono in discussione. Questa gente, se è lì, è arrivata e difficilmente vorrà criticare il sistema. Le sta bene tutto com'è.  
E io non condivido il sistema, quindi non seguo le sue ribalte.

Io penso che gli attori, oltre a fare discorsi simpatici o dedicare i premi a destra o sinistra, dovrebbero anche parlare delle cose che non vanno nel cinema. Farebbero un bel servizio, e completerebbero la loro missione artistica e intellettuale. Perché un attore, se è veramente tale, è soprattutto un intellettuale e quindi ha il dovere non solo di recitare bene e ricevere i premi, ma anche di rifiutarli o di commentarli in modo critico se è il caso, e si può fare anche senza offendere nessuno o fare discorsi rivoluzionari. Chi parla, per esempio, dello scempio della distribuzione cinematografica? Chi parla, e dico dei registi, dell'orrore del cinema, del suo conformismo stilistico? Ma come fanno a parlarne, se quei registi sono proprio i coreifei di quello stile?

In certi premi non vedrai mai arrivare un Silvano Agosti, per esempio; o altri attori scomodi e difficili. Te lo ricordi Gian Maria Volonté? Scomodi e difficili perché parlano delle ingiustizie enormi, accusano il cinema diventato ormai, quasi nella sua totalità, industria, affare, non più arte.

E poi gli attori e le attrici sono troppi; troppa offerta rispetto alla richiesta. Solo pochi riusciranno a conquistare la fama. Beninteso, si tratta di una fama transitoria, fragile incerta, assediata da più parti, a cui pure, sì, tutti ambiscono. Anche perché se non sei famoso, soprattutto nel cinema, non lavori.

Anch'io, prima di morire, vorrei fare un film, lo dico da tanto, ma come esperimento, come studio, e chissà che non ce la faccia. Devo solo concludere la sceneggiatura, e poi...Ma anche senza chiudere la mia carriera dietro la macchina da presa,  io mi reputo fortunata. Molto. Perché, pur figlia di nessuno da un punto di vista artistico, pur nata in una famiglia modesta,  sono comunque riuscita a ottenere molto. E quello che più ho, possiedo intendo, e che ho conquistato con fatica, è la libertà nell'esprimermi artisticamente. Tutto questo è impagabile per il mio carattere, e per me, almeno per me, è il 'successo'.

Ma forse hai scelto la persona sbagliata a cui indirizzare le tue domande; com'è noto io metto tutto in politica, come si dice, perché per me l'arte, il teatro in specifico, ma anche il cinema e tutto il resto, è soprattutto strumento politico. E oggi questo modo di intendere l'arte non è apprezzato, non è di moda.

Grazie davvero per tua lettera, ché mi ha dato modo di scrivere questa risposta.

lunedì 27 marzo 2017

Meno male che Prato non è turistica ma solo tristica

Ogni volta che vado a Firenze, ecco, ritorno sconvolta.
Ieri, domenica, dovevo andarci, non era una gita. Anche se poi sono ritornata sui miei antichi passi, quelli dell'università, in via del Parione.
Ora, davanti all'ingresso della fu università c'è un ristorante esclusivo, Florian. Fino a qualche anno fa, una latteria. La vecchia botteghina di alimentari, ancora resiste.

Sono tornata nella chiesa di Santa Trinita, e ho rivisto la meraviglia della  cappella di San Francesco, con la Natività del Ghirlandaio. Ma in verità, mi sono infilata dentro la chiesa per sfuggire al trambusto e alla volgarità. Ai musicisti che ovunque, senza rispetto alla musica classica che suonavano (male nonostante si intuisse l'aura 'conservatoriale') e, con tanto di mega-amplificazione, rompevano letteralmente i timpani.

Al diavolo l'arte di strada, se è questa! L'arte che diventa violenza, imposizione, forzatura...Fuga dalla fuga di Bach suonata in via Tornabuoni davanti a Ferragamo!

Chi è quel campione o campionessa che vuole l'arte di strada  (come a Barcellona, come a Barcellona!), ovunque e perdunque?
Solo ignoranti e superficiali, coloro che non ascoltano veramente la musica, coloro che non sanno cosa sia uno spartito, o la dura arte del mimo, possono auspicare la violenza di certe manifestazioni artistiche.

Asini, che pensano che l'arte sia qualcosa che, come una fatina buona con la bacchetta magica, possa rendere tutto più bello.

Non è così, se non c'è modo, tempo e misura! (Appunto, come nella musica...). Mi dispiace per quei ragazzi e anche vecchi, però, che non possono guadagnare quei trenta euri, però...no!

Il tutto era complicato dal camminare difficile, impossibile a tratti, folle ondeggianti ovunque. Traffico di droga alla stazione, alla luce del tramonto. Traffico impazzito dai lavori in corso per  la tramvia. Vomito e il giramento di testa, e di altro.

I frati vallombrosiani, dentro la basilica, nervosissimi. Combattuti fra l'incassare un po' di soldi dagli assalti turistici e l'impossibilità di celebrare messa.

A un certo punto un frate tanto nervosetto ha spento la luce della cappella e, con fare deciso, ci ha mandato a quel paese, e la messa ha avuto inizio. Una messa francescana, asciutta, terragna, concreta, e anche molto spirituale. Spariti i turisti; ciao, Lorenzo, ciao affreschi.

E meno male che Prato non è turistica, ma solo tristica! Che gioia, tornare nella sciatta e puzzolente Prato, che qualche insulso amministratore vorrebbe condire con le manifestazioni acchiappa-turisti, con le eccIOllenze modaiole, o spandere per le sue stradacce l'arte! L'arte di che?! Asini, solo asini presuntuosi e scopiazzini con le zucchettine vuote, ma che già si danno arie di sindachetti!


domenica 26 marzo 2017

"Cattiverie bis", com'è andata

Molto apprezzata la versione bis di Cattiverie di Gianfelice D'Accolti. Personalmente mi è piaciuta più della volta precedente. Uno spettacolo spiazzante, esilarante, sarcastico e surreale. E recitato magistralmente.
Davvero solo al Teatro La Baracca, e lo scrivo senza falsa modestia, si possono apprezzare spettacoli così audaci e liberi. Altrove, ormai, è impossibile in questa società 'imbeghinita'.

Ecco i commenti del pubblico:

"Continua così come fai, a testa bassa." (Valentino)
"Davvero esilarante". (Grazia).
"Complimenti. Sembra scontato come complimento, ma davvero è stato splendido e tu sei sempre all'altezza!". (Silvia).
"Bravissimo Gianfelice, hai rivelato ulteriori eccellenti qualità. Testo molto interessante, graffiante ma divertente, di un sarcasmo a volte molto duro, oltre che dolce". (Piera).
"E' sempre una sorpresa venire alla Baracca". (Manuela).
.....

Ieri sera, prima dello spettacolo, c'è stato un episodio esemplare, in negativo, di come il pubblico sia 'viziato' e maleducato.

Una signora arriva e fa per entrare in teatro.
Io la fermo, le dico che deve fare il biglietto, e lei:

-Ah, non è gratuito? - 
-No. In verità abbiamo fatto diverse serate ultimamente, ben tre in questa stagione, con spettacoli a ingresso gratuito, ma stasera no. 
-Non c'era scritto però, che si doveva pagare. Pensavo che fosse come le volte precedenti.
-No, questa volta, no.
-Allora...sarà per un'altra volta. 

La signora, ben vestita e curata, ha girato i tacchi e se n'è andata.

Ma come, signora (ora mi rivolgo a lei, signora Clara), lei spende così tanti soldi per andare dal parrucchiere, e per vestirsi e inanellarsi e improfumarsi, e non ha voluto concedere dodici euro per uno bello spettacolo, che l'avrebbe fatta ridere e avrebbe regalato naturalezza e garbo alla rigida e un po', mi permetta senza offesa, artefatta acconciatura facendole muovere la testa e il corpo?
Nessuna considerazione per il lavoro di un artista, nessun rispetto per il luogo (si entra, così, come se fosse la casa di tutti e di nessuno), e tanta invece per sé stessa e per il suo corpicino azzimato?

Ecco, quando gli è permesso, e non solo l'ho notato nella signora Clara, il pubblico arraffa, prende, usa, ingozza quello che può, senza sapere nemmeno quello che arraffa, prende, usa e ingozza, così tanto per fare, per noia, per gusto e vanità, per avarizia, e per poi potersi congratulare con sé stesso e vantandosene con gli altri di essere entrato ' e se possibile aver mangiato) aggratisse'.