sabato 15 aprile 2017

Biffoni corre la Maratonina di Prato

Ho letto che il sindaco di Prato correrà la Maratonina di Prato, e credo per innescare in qualche modo, con molto ritardo, un 'dialogo simpatico' con i propri cittadini, e anche con quei sostenitori che un tempo lo hanno aiutato a salire a palazzo, e che ora, visto il calo dei consensi, lo abbandonano.

Perché il sistema sia sempre lo stesso, c'è evidente bisogno di cambiare i suoi presunti protagonisti. E quindi bisogna sostenere altri, se i precedenti non funzionano, o per un motivo o per un altro.

Personalmente sono un po' stanca di commentare gli atti e non atti di questa giunta, in questo blog sono ritracciabili tanti commenti in tal senso (1), e direi che può, quasi, bastare così.

Aspetto, ma nemmeno aspetto, il passaggio di questi due anni, e in realtà sono meno, per vedere lo sfilarsi di altri 'inutili' protagonisti della commedia pseudo-politica di questa città, peraltro simile a quella di altre (vedi Pistoia, la 'S-capitale della Cultura'), che non porteranno alcun cambiamento o poco in senso vero, perché appunto chi accede alla sfida politica deve essere 'certificato' e protetto dai potenti del sistema, oltreché ricattabile, e quindi deve essere disposto a lasciare le cose come stanno, con pochi ininfluenti varianti.

Il fatto che Biffoni si faccia il suo bagno di folla pasquale, quasi un sacrificio 'agnellare', potrebbe far pensare a un cambio di tendenza rispetto alla pratica politica che si sta profilando, quella della democrazia-terroristica diretta internettiana, e che già in atto, e che il M5S sta portando avanti e realizzerà probabilmente, ovvero la politica del mi piace con il clic, per cui scegliere un candidato o votare per una legge sarà come scegliere un prodotto commerciale.
In realtà non c'è cambio di tendenza, ma si tratta di un estremo tentativo di recuperare consenso tramite la pratica ingannevole dei sistemi antichi (quelli del 'politico che parlerà' alla - defunta - Festa dell'Unità).


(1) Sono davvero tanti, questi articoli sulla giunta e il sindaco, e partono già dal 2014, e ne cito solo alcuni:

http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/07/lesercito-del-surf-della-giunta-biffoni.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2015/12/prato-citta-di-carta.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2015/08/la-politica-dellannuncio.html

http://primaveradiprato.blogspot.it/2016/11/perche-il-sindaco-di-prato-biffoni.html

mercoledì 12 aprile 2017

Io sto con Giovanni Mongiano

Naturalmente tutti i colleghi attori sono morti d'invidia (e anche qualche direttore ha stretto i denti) nel leggere che il giornalista Gramellini del Corriere della Sera aveva dedicato la sua riflessione quotidiana all'attore Mongiano, che a Gallarate ha recitato in un teatro vuoto.

I colleghi, livorosi che uno di loro non famoso e non appartenente alla solita greppia ma bravo, abbia potuto raggiungere tanta notorietà, hanno cominciato subito a parlarne male; a dire: è un narcisista, è una trovata retorica e pubblicitaria, non si recita a teatro vuoto...

Come se l'attore non fosse, ontologicamente, un narcisista; o non avesse dovuto, lui da solo, senza i tromboni della politica, del teatro eccetera, suscitare tanto interesse.

Insomma: come si permette?

Un altro incompetente ha scritto un articolo accusando Mongiano di non aver fatto pubblicità sufficiente, e allo stesso tempo, si è rammaricato che il suo gesto abbia avuto così tanta eco, affogandosi in una petizione di principio.

Nel mondo teatrale Mongiano ha scatenato un pandemonio e lo ha un po' risvegliato dal torpore e dalla noia, unico o poco ci manca sentimento che desta, in una società indaffarata in altro, sempre con  bicchiere e bambolotto in mano.

Nessuno  si è posto il problema del teatro vuoto, ché gli attori sono troppo smarriti dalla loro inutilità nel mondo presente per occuparsene; né se il gesto, oltre a una trovata pubblicitaria (e perché no, visto che la gente di teatro non si affanna per altro, nella loro smania di diventare famosa e recitare?), non fosse per caso una provocazione nei confronti di una società che va a teatro soltanto se vede il divo tivvù?

Bravo Mongiano, mi rallegro per te e per il teatro italiano che ha incassato, finalmente, un bellissimo schiaffo, mostrando la sua vera faccia meschina. E purtroppo, anche per questo, inutile.

Prato: è qui la vera ombra degli Etruschi

Ieri avrebbero dovuto discutere, al consiglio comunale a Prato, una interpellanza presentata dalla consigliera  Rita Pieri sulla zona archeologica di Gonfienti e i suoi reperti, ma non è passata in discussione. E se anche l'avessero discussa, credo che l'assessore l'avrebbe liquidata - una delle scoperte più importanti degli ultimi anni in Italia -  con poche e secche, stizzite parole, come altre volte è capitato.
L'area archeologica è vissuta come un peso, non come una risorsa da parte degli attuali amministratori, che la trattano con sommo fastidio o profonda indifferenza.

Ecco la vera ombra degli Etruschi. E' chiaro che la mostra omonima di qualche mese fa era solo fumo negli occhi dei cittadini,  a mostrare un  interesse che non c'è, anzi, di più, non ci deve essere. Infatti a Palazzo Pretorio hanno sistemato in bella vista qualche solo qualche stele fiesolana e non i reperti di Gonfienti, che invece dovevano volare subito in quel di Campi Bisenzio ed essere dimenticati, come accade per gli scavi abbandonati.

L'aspetto ancor più sconfortante è che se ne parli con qualcuno, dell'argomento, ti guarda come se tu fossi un poveraccio, un sopravvissuto del tempo andato. Gli argomenti che contano sono altri: aeroporti, terze corsie, sicurezza (tutti preoccupati per l'uomo con il machete, la violenza in città, s'intende), cinesi, sciami umani di cui ci si lamenta, ma  che poi si sa si sono insediati con la complicità degli autoctoni eccetera; a livello culturale, si può parlare solo dell'inutile e vecchio, ma pompatissimo, museo contemporaneo, il Pecci,  o del Settembre Pratese, con le sue bande e bandine...

Se ne parli, o se organizzi qualcosa, su argomenti diversi, subito arriva chi ti irride e cerca di metterti in cattiva luce. Che non se ne parli più!

I giovanotti  ora al comando (si fa per dire...) pensavano di portare una ventata di novità, di rottamare la vecchia politica, e invece piuttosto lasciano una città in rottami, da tutti i punti di vista, con una Fattoria Medicea lasciata nell'incuria anch'essa, un'altra indifferenza che è stata ben costruita dalla politica, insieme a quella per la città etrusca.

I cittadini devono andare al nuovo Pecci a visitare qualcosa che pur interessante possa essere, non appartiene al territorio, e la più o meno recente celebrazione del contemporaneo è una operazione voluta e calata dall'alto (Prato che deve essere città contemporanea, eh sì, è piena di capannoni e macrolotti, e gli industriali si devono trovare a proprio agio!); e i cittadini, indottrinati, vedendo tanti ricchi premi e cotillons,  ci andranno, così come a una festa (anche se è un inganno poi in fondo: si può pensare a qualcosa di più vecchio di un museo contemporaneo, che assume rispetto all'arte una funzione cimiteriale?), ci andranno e penseranno che questa è l'unica città possibile e immaginabile,  e non visiteranno mai (o chissà quando) o vorranno mai visitare (perché mai?) alcun parco archeologico o le Cascine di Tavola risanate e collegate alla città.

martedì 11 aprile 2017

Corsa corsie corsari: l'ampliamento dell'A11

Sempre la solita storia, il solito copione.
Intanto, gli stessi interpreti! Da una parte gli industriali, come nel caso del fu morto Interporto che ha definitivamente avuto ragione (contro la forza la ragion non vale!) sulla zona archeologica (che dite, la organizziamo un'altra marcetta per Gonfienti, visto che NESSUNO se ne occupa più di una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni?);  e dall'altra, i comitati.
Trama: con la benedizione dei 'nostro' Riccardo Nencini, oh, quanti etruschi a Roma!, viceministro alle infrastrutture, si va avanti tutta, così dicono, con la realizzazione della terza corsia dell'A11 fra Firenze e Lucca. Perché serve, per tutti i diavoli, per il progresso, la mobilità, l'ampliamento e approfondimento degli affari!
Nonostante le proteste della gente, la nascita dei comitati, appunto...Eh, dicono ad Autostrade SpA, 'saranno prese in considerazione le richieste dei territori'.

A chi serve la terza corsia? Ai nostri moderni corsari, per diamine!, a cui non bastano più due corsie soltanto, che hanno bisogno di 'solcare', di 'andare, di 'fare'. A loro, che eseguono i lavori, servono eccome.
E alla politica che, quando c'è il lavoro, eh, la politica, 'respira'! Anche se si tratta di cemento...Tanto, i Verdi, non ci sono più; chi vuoi che rompa gli zebedei? Ora poi i partiti sono tutti per il 'grigio', figuriamoci, e per fortuna i comitati, prima o poi, si metteranno a tacere!

E' solo questione di tempo. D'altronde, sarà facile,  in nome del lavoro; vuoi tu o non vuoi far lavorare l'operaio? Eh! Pensiamo agli operai, alle famiglie, al pane! Basta con la sindrome 'nimby'.

Te lo do io il 'nimby'!

Ci saranno, l'ha detto il sindaco di Prato Biffoni, l'ha detto lui e anche un assessore regionale, più treni sfreccianti fra Firenze e Prato e poi, costruiranno anche una ciclabile. A compensare il disagio e per accontentare il comitato.

Dove?  Non si sa! Andremo a Firenze in bici costeggiando l'autostrada, sentendo il rumore del TIR sfreccianti  sull'asfalto rabberciato (tutu tum tutu tum tutu tum!) e il ru-morire delle nostre macchinine oncologiche?

Il sindaco di Prato! Prato? Perché, Prato? E' l'ora di cambiare nome a questa città, a cui non corrisponde più alcuna realtà. Facciamo un bel referendum; anzi, consultazione 'online' per cambiare adeguatamente il nome della città! Qual è il contrario di 'prato'? 'Mattone' potrebbe andare? La Città di Mattone, mica sarebbe male, così sarebbero contenti tutti i 'muratori'!

Ah, ma già! Un po' di verde resterà. Infatti, siamo in attesa del Grand Parc du Soleil, che prenderà il posto del quando lo demoliranno vecchio ospedale (dimenticavo un atto così importante, soprattutto per la destinazione dei calcinacci); e il famoso Sottopasso al Soccorso, dove, se non lo fanno all'olandese ma all'italiana come temo,  dovrà essere istituto un 'soccorso' permanente nel sottopasso per l'acqua che alla minima pioggia traboccherà dalla falda...Sottopasso Soccorso.

Che futuro corsaro e rapace si avvicina. Anzi, è già qui.



lunedì 10 aprile 2017

Il profeta non più sull'acque, ma sul Web

Il giorno che abbiamo saputo che il vescovo di Prato, Franco Agostinelli, ha aperto un profilo su Facebook, abbandonando anche lui per sempre il libro come strumento esclusivo per trasmettere il Vangelo,  preceduto in questo senza alcun problema o rimpianto né inutile scandalo da altri vescovi, che nei loro profili annoverano  'fans' come divi mondani, e ci sono anche i webmaster cattolici che da tempo forniscono consigli per evangelizzare, senza contare i' twitter' papali, ecco che il nostro amico Fulvio viene da noi come sempre a porre questioni e problemi con le sue fotocopie di giornali, e ci legge un bel passo dell'Abbé Pierre contenuto nel libro "Verità scomode".
E dopo aver commentato variamente, concludiamo che tutti i profeti ormai, sia quelli religiosi che quelli politici o laici stanno sul Web; infatti, è molto più facile e proficuo camminare nell'etere che camminare sull'acqua; se vai nell'etere tutti ti credono subito, anche se dài, malignamente, false notizie; anzi spesso ti credono solo se dài quelle; e invece se cammini sull'acque, non ti crede proprio nessuno; hai voglia a dire che ci vai davvero e che compi miracoli. Ma spiega bene Einstein tramite le parole dell'Abbé Pierre:

"Una volta chiesi a Einstein quali conseguenze prevedesse per la disponibilità dell'energia atomica da parte dell'uomo. La sua risposta fu la stessa che poi ripeté sino alla morte, e cioè mi confermò gli scrupoli e i rimorsi che lo tormentavano per aver contribuito a mettere una così terribile potenza nelle mani di popoli e uomini di Stato instabili come bambini. Subito però aggiunse: 
"L'esplosione dell'atomo è comunque la più piccola delle tre grandi esplosioni che contrassegneranno l'avvenire dell'umanità intera.
La seconda sarà l'esplosione demografica, che niente potrà arrestare: i progressi della medicina e della farmacologia fermeranno la mortalità infantile assai prima che scenda la natalità di quei Paesi in cui le nascite sovrabbondanti hanno sempre rappresentato una ragione di sicurezza per i popoli stessi.
Vedremo presto l'esplosione di alcune parti della terra, e vacillerà l'equilibrio ipocrita del pianeta, perché la vita vince sempre.
La terza esplosione, la più terribile di tutte, sarà psichica: l'esplosione della conoscenza. L'uomo sarà presto in grado di sapere tutto: in un istante, ogni notizia sarà conosciuta fino all'altro capo del mondo e ognuno avrà la possibilità di vedere come si vive altrove. I poveri cominceranno a soffrire di soffrire. Un leader che riesca a impossessarsi dei mezzi d'informazione sarà in grado, usando false notizie, da fare insorgere un miliardo di uomini contro un altro miliardo".  (Dopo l'incontro con Einstein, allora professore a Princeton, Minneapolis, Usa, 1955).