giovedì 13 luglio 2017

Per Xiaobo, eroe di Tien An Men

Ora che Xiaobo è morto- Nobel per la Pace e testimone della repressione del governo cinese dopo i fatti di Tien An Men- , non posso non ricordare il nostro spettacolo "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men", che era anche dedicato a lui.
Mai spettacolo fu più boicottato e snobbato.

Quando mettevamo le locandine in China Town, a Prato, i cinesi scappavano per paura di essere considerati complici.
E quando passavano davanti alla bacheca del teatro e vedevano la locandina, si spostavano dall'altro lato della strada.

E una maestra cinese ci disse che mai alcuno di loro residente qua sarebbe venuto a vedere lo spettacolo, perché temevano le ritorsioni nei confronti dei loro familiari in Cina, il ritiro del passaporto e altro.

Di questo, per esempio, è vietato parlare a Prato. Troppi gli interessi in campo.


Fontanelli, dove l'acqua attizza il fuoco

Con buona pace di coloro che immaginavano i fontanelli dell'acqua pubblica come luogo della socialità e della condivisione, essi invece si trasformano spesso in luoghi di litigi e insofferenze fra gli umani.

Nell'estate calda la gente non vuole attendere che altri riempia le bottiglie, e si assiste a folli corse per arrivare prima ai fontanelli.

Qualcuno riempie cassoni di acqua di svariati litri, e la fila si fa lunga e nascono litigi e rimostranze, e si va alle mani.


Affareincù


A settembre, probabilmente sabato 23,  presenteremo la nuova stagione, che si annuncia 'esplosiva'.
D'altronde, ognuno si difende come può.

La stagione, per il quinto anno consecutivo, non riceve alcun finanziamento pubblico, ed è tutta autogestita.

Il massimo che la Baracca ha ricevuto nel tempo, ricordo soprattutto a me, è stato di 4.600 euro. Era l'età dell'oro del mio teatro, durata pochissimo, quando faceva parte dei piccoli teatri della Toscana, un progetto mandato affareincù dalla politica nostrana, che doveva creare i teatri-azienda e  dare i soldi a chi poteva ridarli indietro o ricambiar con voti eccetera.

Più volte, confesso, sono stata sul punto di mollare tutto, visto che non c'è guadagno da nessun punto di vista, ma poi ci ho ripensato per non dar vinta a chi vorrebbe che non si esistesse.

Invece si esiste. E il pro-getto c'è. Siamo nel mondo e per il mondo. Prima di crepare e di andare anche noi,  con gran piacere e senza aver mai calato le braghe ruffiane, affareincù.

martedì 11 luglio 2017

Teatro Metastasio sotto attacco

Sì - Toscana a Sinistra attacca il Teatro Metastasio in un lungo comunicato. In particolare, attacca Franco D'Ippolito e la sua direzione.
Sostiene che il calo degli spettatori sia sostanziale, che il bilancio non corrisponda alle dichiarazioni del direttore; che il teatro ha perso, non diventando teatro nazionale ma solo T.R.I.C. (Teatro di Rilevante Interesse Culturale), il suo carattere internazionale e di portatore di novità.
E poi critica la decisione di togliere la compagnia messa in piedi dalla precedente direzione, quella del Magelli.

Non dice però altre cose importanti, Toscana a Sinistra.

Che D'Ippolito è un direttore completamente sganciato dal territorio, che non conosce o solo superficialmente; o, se lo conosce, non se ne cura.
Che la scelta di derubricare il Metastasio è stata voluta proprio da Renzi, per valorizzare una moribonda Pergola (ora Fondazione Teatro della Toscana unita a quello di Pontedera) la quale, nonostante i soldi affluenti, non riesce a tornare ai fasti di un tempo.
Che una compagnia composta solo dagli stessi attori, senza alcun ricambio o aggiunta (una compagnia di solo 5 o 6 attori com'era quella  voluta dal Magelli), è qualcosa di odioso di per sé, soprattutto in un tempo in cui per gli attori la vita è difficile.

Ma c'è un altro aspetto, molto importante, che non è stato suggerito a chi ha redatto il comunicato: che la scelta degli spettacoli al Metastasio, come in tutti gli altri pubblici, è sbagliata alla partenza, ché forzamente va verso quelle compagnie che sono 'bollinate' dal Ministero, che possono certificare i borderò, altrimenti, se la compagnia non lo è , se non prende quei soldi, non serve per raggiungere lo scopo (il famoso serpente che si mangia la codazza), e non viene ingaggiata; e che nei teatri, se vi si fanno girare i giovani - spesso non di qualità con spettacoli molto deludenti e insignificanti, non sufficientemente formati poi!- è solo perché anche questo fa punteggio eccetera. E anche loro devono essere 'certificati', e magari raccomandati.

Si punta alla convenienza e allo scambio. Io prendo lo spettacolo prodotto dal tuo teatro; tu prendi il mio. Così si fa punteggio e ci si aiuta. 

Del pubblico, paradossalmente, importa il giusto. Importa sopratutto perché assume un risvolto politico, più che economico in quanto pagante il biglietto. La politica ha bisogno di pubblico, di gradiente, di folla, ma i direttori dei teatri sanno benissimo che è ormai difficilissimo riempire i teatri, che quasi mai accade. Vivono grazie e solo ai finanziamenti, altrimenti crollerebbero TUTTI.

Con questo sistema ministeriale a cappio, il teatro è diventato indistintamente 'teatro-azienda', e non offre ricambio vitalità pepe vera commedia o dramma che possa scardinare dalla sedia o dallo schermo il popolino per indirizzarlo a teatro. E non basta nemmeno lo spettacolo 'scandaloso' - come voleva essere per l'estate il monologo La Merda, che poi nessuno s'è scandalizzato perché è un finto scandalo -, in un tempo che ha saturato argomenti e modi, dove la realtà supera di gran lunga la fantasia. E sembra non bastare più nemmeno l'attriciona, la bellona, il divone con lo spettacolone classico o pseudotale. Il richiamone, insomma.

Lo volete dire questo a Franceschini, che il sistema FUS è sbagliato? Ma lui lo sa, eccome se lo sa! Sistema che comprende anche le cosiddette residenze regionali, che sono una fotocopia in piccolo della legge nazionale...
Un tempo Grillo disse una cosa saggia, ma poi se n'è completamente dimenticato per strada: nei teatri azzerare tutto, e poi ricominciare daccapo.

Con questa legge girano solo e sempre gli stessi e spesso con spettacoli mediocri, decisi a tavolino, sulla base del calcolo per il teatro-azienda. 
E poi: per una compagnia, essere 'bollinata', ricevere finanziamenti è molto gravoso e difficile; la richiesta del finanziamenti è un meccanismo farraginoso, quanto mai 'teatrale' nel senso peggiore del termine. Tant'è che  gran parte del personale nei teatri, non solo delle compagnie, viene utilizzato  per richiedere i finanziamenti al Moloch-FUS...gli impiegati sudano le tante camicie per riempire formulari fare conteggi conti brogliacci e quanto altro serva per spillare quattrini all'ente pubblico; e questo significa tanta energia perduta.


Alla fine del 2016 il Metastasio ha preso, solo a livello nazionale dal FUS, 818,410,00 euro; mentre la Fondazione Teatro della Toscana - Firenze 1.287.559,00: una bella differenza essere un teatro nazionale! 

Il comunicato politico di Toscana a Sinistra non affronta poi un'altra importante questione politica: come si vive al Metastasio, gli assetti interni del potere; ché anche questi incidono sui risultati complessivi.  Ma su questo stendiamo un velo pietoso.

Il teatro di Prato non  valorizza nemmeno gli artisti del territorio (e poi sì, chi se ne frega degli artisti e del territorio!), se si esclude appunto quello che fece Magelli per una manciata di attori. Lui un giorno se la prese con me perché dissi che moltissimi  soldi della cultura del Comune di Prato andavano al Metastasio. Perché, non è vero? Nel 2016 il finanziamento del Comune al MET è stato di 1.540.000 euro. Che vanno sommati a quelli precedenti che ho scritto. Non sono mica tanto pochi, no?

E nonostante questo il teatro Metastasio è moribondo; ma io direi soprattutto culturalmente, come simbolo cittadino e non solo, e al momento non si vede proprio nessuno che lo possa resuscitare.

__________________
Volete approfondire l'argomento finanziamenti ai teatri e alle compagnie? Leggete qui http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/teatro-contributi/651-fus-triennio-2015-2017-assegnazione-contributi-2016 e cliccate sul primo link e saprete tutto).


Per il comunicato di Toscana a Sinistra: "Metastasio, cala il sipario": https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1486664268084507&id=604208769663399&substory_index=0.

lunedì 10 luglio 2017

Viale della Repubblica a Prato, anni '60


Questa era viale della Repubblica a Prato verso il 1965 (foto Ivanhoe Calendi). In primo piano le scuole Cironi e, in fondo, il ponte sul Bisenzio e la ferrovia. Ora è tutto costruito, non hanno lasciato nemmeno un campo che giustificasse il nome della città,  la vocazione agricola del territorio.
I...prati attorno ai centri abitati, oltre che a quello storico, infatti erano tutti coltivati.

domenica 9 luglio 2017

A Poggio Castiglioni, 9 anni dopo il debutto del Laris Pulenas, abbandono totale

L'8 luglio del 2008 debuttammo con Laris Pulenas a Poggio Castiglioni per sensibilizzare sulla cosiddetta 'città etrusca di Gonfienti', la grande, incredibile scoperta archeologica di Prato del 1999, che giace ormai definitivamente sepolta dall'Interporto della Toscana Centrale e dall'indifferenza di tutti.
Fu un evento memorabile a cui siamo molto legati, sia da un punto di vista teatrale che per il suo valore di azione civile. Molte persone salirono lassù nel tardo pomeriggio di un luglio caldo come quello che stiamo vivendo quest'anno. Lo spettacolo si svolse al tramonto, con il sole declinante sul volto degli spettatori che potevano godersi il panorama sulla  Prato moderna e la Piana devastata dal cemento. Dopo nove anni vediamo che la pianura di Firenze Prato e Pistoia è devastata ancor di più, con la minaccia costante di un nefasto ampliamento dell'aeroporto di Firenze e innalzamenti di urbanizzazioni devastanti.
Chi era presente allora credo non possa dimenticare l'emozione e la contrastante bellezza di quelle due ore.
Per questo ieri ci siamo recati lassù con amici con cui organizzammo l'evento a rievocarne l'anniversario.
Ma quale sorpresa lungo la strada! A causa delle tante e profonde buche  - come piccole voragini - siamo stati costretti a  lasciare l'automobile e proseguire la salita piedi.
Una  volta arrivati  in cima abbiamo incontrato un gruppo di maiali scrofe e lattonzoli che ci hanno impedito di proseguire il percorso ed arrivare sul luogo della recita che, come ricorda il Prof. Centauro nel passo che qui copio, fu personalmente ripulito allora dal compianto Fiorenzo Gei, presidente del CAI di Prato.

L'abbandono lassù è totale.

"Per il nono anniversario del Laris è stato davvero bello stare insieme e condividere l’erta salita al poggio come una sorta di pellegrinaggio, vissuto anche nel ricordo di Fiorenzo. Qui mi fermo per il tempo fuggito e lo struggente pensiero per chi non è più con noi … forse è meglio ricordarsi la bellezza di Poggio Castiglioni con le centinaia di persone accorse per godere lo spettacolo in un clima di festa e di grande fervore nella riscoperta di questo straordinario luogo di storia e natura, piuttosto che ritrovarlo, come abbiamo visto ieri, in abbandono, senza cura ed ormai “irraggiungibile” devastato com’è dalle buche lungo la strada, lassù lordato ovunque dalle feci dei maiali, fuor di metafora, veri padroni del sito quasi fossero trasmutazioni di  uomini di omerica memoria".

Buche sulla strada per Poggio Castiglioni, data di ieri


Fiorenzo Gei con Ivano nel 2008 a Poggio Castiglioni per la ripulitura del sito per la recita di Laris Pulenas - Foto Prof. Centauro

Prof. Centauro presenta il Laris Pulenas,  8 luglio 2008 - Foto Centauro

La recita del Laris Pulenas, foto Prof. Centauro.

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...