lunedì 20 novembre 2017

Passaparola, la guida per la China-Town pratese


Grande risalto sulla stampa locale alla 'guida o progetto? "Passaparola Prato - Scopri il viCINAto", che vuole essere una guida per la China-Town pratese.

Questa la presentazione che copio dal sito del Comune di Prato:

"Passaparola è un progetto di integrazione che raccoglie alcune delle attività commerciali, italiane e cinesi, che convivono nella zona del Macrolotto Zero di Prato, in particolare via Pistoiese e via Filzi.

La guida, curata da IED Firenze (Istituto Europeo di Design) e pubblicata dal Comune di Prato, fornisce una breve descrizione dei negozi e una mappa con le attività cinesi e italiane che hanno aderito al progetto.

Un agile strumento per raccontare il quartiere Macrolotto Zero attraverso le persone, le attività commerciali e la cultura della comunità italo-cinese che anima queste strade, oltre a curiosità, usanze e tradizioni. 



Passaparola per conoscere chi ci sta vicino, 

Passaparola per non avere paura delle diversità

Passaparola per creare nuovi legami
Passaparola per crescere come persone"


Ma, nonostante le buone intenzioni (che indubbiamente ci sono) si capisce,  e proprio consultando il libretto, che fra comunità italiana e quella cinese è ancora un dialogo fra sordi.
Infatti sul libretto le attività presenti sono in maggioranza quelle italiane, mentre in realtà, in quella zona, sono la minoranza in assoluto.

Voglio dire che questa 'guida' sembra servire soprattutto a quelle poche attività commerciali italiane (e quelle indicate nel libretto sono le uniche rimaste o poco più),  a dar loro evidenza e a non farle sentire culturalmente soffocate,  piuttosto che far emergere quelle cinesi di cui, pur essendo la stragrande maggioranza,  compaiono solo tre!

Ben vengano le guide, ma la strada per la comunicazione e l'integrazione è tutta in salita, per non parlare di eventuali visioni turistiche per la zona del Macrolotto, cuore della China-Town pratese;  al momento il solo pensarci, viste le condizioni al contorno e l'ostilità di molti pratesi verso quella comunità, sembra un invito fuori luogo, altro che idea 'trendy'! E basta osservare altrove: in altre China-Town del mondo, ben più antiche delle nostra, questo tipo di turismo non ha mai decollato, se non per la ricerca di mercati dove si trovano oggetti di marca... 'farlocchi', mercati che sono espressione del capitalismo più sfrenato.

Proprio la tendenza allo sfruttamento capitalistico delle capacità produttive del territorio, tipico delle comunità cinesi all'estero, sembra allontanare ogni serio progetto turistico in zona.


Replica straordinaria e commenti su "Le maschie"

Sabato sera, dopo la replica de "Le maschie" il pubblico è rimasto quasi un ora a parlare dello spettacolo. D'altronde chi viene alla Baracca, così lontana dal centro e dagli 'allettamenti', viene per anche per riflettere e condividere una esperienza di libertà.
Forse per questo lungo stare insieme e commentare poi nessuno ha scritto nulla nel nostro quaderno.

Solo un commento, arrivato il giorno dopo da Chiara:

"Ciao, Maila. Uno spettacolo profondo e intenso, di solito si dice 'bello', no? Grande tensione, emozione, pensieri. Colpite anche dalla tua capacità di interpretare tutti questi personaggi. Noi li abbiamo visti e seguiti tutti...Grazie."

Alla fine la tentazione di replicarlo ha vinto, nonostante gli impegni fuori.

Le maschie torna a La Baracca la prossima domenica, 26 novembre, ore 17.


venerdì 17 novembre 2017

Domani replica de "Le Maschie"


Domani, sabato 18 novembre, ore 21, seconda e ultima replica de Le maschie a La Baracca. Non credo che, dopo l'appuntamento di domani, replicherò ancora, dato che sono impegnata fuori Prato, e anche con altri lavori. Chissà.

Per domani consiglio la prenotazione.

Lo spettacolo ha ricevuto apprezzamenti, ma in pieno conformismo di genere, qualcuno pur senza averlo visto, al solo titolo, si è spaventato.
Cosa accaduta già diverse volte: i 'concubini' che addirittura furono censurati da un giornalista senza che avesse visto lo spettacolo;  polemiche per lo spettacolo sul Bresci...Tutto senza cognizione di causa. E anche questa volta. Nessuna novità.
Che si 'spaventino'. Il teatro serve anche a questo.

Nove anni di blog

Il 21 novembre 2008 diedi vita a questo diario. In realtà non pensavo che lo diventasse, e lo iniziai per annunciare una serata politica a La Baracca, in vista delle amministrative del 2009, pensando di far nascere o sostenere un polo civico alternativo.

Tutti si spaventarono e fecero il possibile per distruggere l'idea.

Allora ancora mi illudevo di poter far qualcosa di buono per la collettività e, anche, che fosse possibile creare una lista senza padrini o santi.

La politica di allora, quella che ostacolò il mio progetto, ha fallito miseramente; alcuni di loro sono politicamente scomparsi. 

Per quando mi riguarda, non cadrò più nell'errore di fidarmi di certa gente. Contro di me e il mio teatro, e proprio a causa di questo blog, hanno scritto e detto di tutto. A volte ho pensato di farci, sulle calunnie, invece di denunce,  uno spettacolo. E chissà che non venga fuori! 

Intanto il blog va avanti, senza padrini o santi (anzi, santoni, e questo almeno è possibile!), in forma di diario personale; insomma, senza babbi né mamme che ci dicano cosa e quando e come scrivere.



giovedì 16 novembre 2017

Il tarlo del successo

Dopo aver parlato di abusi nei confronti di attrici e donne dello spettacolo, invito a parlare del tarlo del successo.
Questo animaletto che ci mette tutti nella condizione di merce. Le nostre qualità personali e il risultato dei nostri sforzi finiscono poi per essere vendute in cambio di denaro, prestigio e potere.

Chi si sottrae a questo mercato è reso ridicolo, scartato e buttato. Tutti, donne e uomini, nessuna differenza finale, pur con modalità diverse.

Ma perché questo tarlo è così potente? Oltre alla vanità, all'amore di sé, che sono motori fondamentali, c'è un altro motivo, sociale (e quindi economico): l'artista ambisce al successo perché viene rispettato nella sua individualità soltanto se è un artista riuscito, se riesce a vendere la sua arte (e si presta per questo a vendere anche il suo corpo, oppure la sua ideologia); altrimenti, se non vende o non si vende, lei lui rimane al margine, e alla fine diventa un eccentrico di cui ridere. O un nevrotico, una sorta di pazzo. E come tale nessuna considerazione è dovuta.

Il successo è questo.


mercoledì 15 novembre 2017

Un posto a te, venti voti a me; un posto a te, trenta voti a me....

Così è già cominciata qui e là in Italia la raccolta dei voti per le prossime elezioni. Aziende che assumono, danno lavoro, e ci saranno ricchi premi e cotillons per il 2018.
Bene, molto bene, ma...ci viene un dubbio, che il tutto coincida con le prossime elezioni, proprio nel 2018...Pericolosissime, temibilissime.

50 persone di qua, 30 di là. E quelli precari saranno 'stabilizzati'. Sembra che il totale di persone assunte nel 2018 sarà addirittura... una cifra enorme!
Cosa si può dire contro queste belle iniziative? Niente! Cosa si può pensare contro queste azioni sociali ed economiche che mirano a far diminuire il numero dei disoccupati e a creare benessere? Niente. Ma cosa si vuole di più? Ah, siamo sempre a pensar male qua, sempre. Come siamo cattivi. 
E tuttavia si nota che spesso, troppo spesso, in coincidenza delle elezioni, nel passato, per esempio, aziende partecipate hanno bandito concorsi per posti di lavoro e fatte tante cosine per il territorio...I sindacati sono giustamente festanti, e in molti aspettano in fila di poter 'entrare' con il lavoro fisso.

Ma il sospetto, eh, solo il sospetto, è che si entri solo a una condizione: con voto e fidelizzazione.


martedì 14 novembre 2017

La Gruber e la compagnia de La7

Era un po' di tempo che non mi capitava di guardare il programma di Lilli Gruber. Dopo tanto tempo scopro, e mi confermano, che gli invitati sono sempre gli stessi, come gli attori di una compagnia di giro.

Guardando il programma, per pochi minuti per la verità, ho provato, ancora una volta, un senso di soffocamento. Da lei, quella falsa idea, almeno per me, che dà del femminismo, e dai mansueti ospiti della sua corte, che è quella della Sette (sette, che numero!) promana il tempo e il modo del potere, a cui il giornalismo rende servizio travestito da modernità, saggezza, tolleranza (anche attraverso i suoi ricchi telegiornali), ma che poi chiude l'esistente in un conformismo assoluto e impietoso. Ogni alternativa di pensiero è esclusa, come il dibattito paradossalmente (e celatamente) dimostra.

Ho provato, eccessivo?, un lontano senso di Terrore.

lunedì 13 novembre 2017

Marino Marini, passioni visive

Mi permetto un piccolo suggerimento.
Visitate la mostra su Marino Marini nel museo della Fondazione omonima a Pistoia. Potrete confrontarle con alcune opere di Mirò (I colori del Mediterraneo) e con le sculture di un allievo di Marini, Kengiro Azuma (Una vita in Italia).
L'ingresso è gratuito, e l'uscita...appagante. 

http://www.fondazionemarinomarini.it/

http://www.marinomarinipassionivisive.it/it/

Su "Le maschie"


Il debutto de Le maschie è stato psicologicamente faticoso, ma anche entusiasmante. Dopo la recita, per la prima volta in tanti anni di palco, sono rimasta seduta in camerino, senza svestirmi subito; mi sentivo 'svuotata'. Non per il tempo che passa, o non solo, ma piuttosto per lo spettacolo in sé, denso di personaggi e di tensione. Ma ero anche felice e volevo godermi un briciolo della rara felicità.
Un testo che non concede nulla allo spettatore, non è conciliante, non strizza l'occhio di ruffianeria.
Non aggiungo altro; per chi vorrà c'è la replica del prossimo sabato 18 novembre.


Alcuni commenti.

"Le Maschie.
Incubo che separa i gradi delle camere, la prima, la seconda la terza, come un limbo volontario in cui le anime delle donne si sottopongono a una damnatio ipsorum, per raggiungere un obiettivo sulla carta: l'uniformità al modello immaginato, sia esso ispirato da condizionamenti infantili o dettato da subliminari convincimenti mass-mediatici. Modello che comunque le allontana da sé, dal profondo intimo ancora sconosciuto e in nuce, ma si adegua a un idolo esterno, commerciale, falsoide. A contrasto di questo processo così diabolicamente trasformatore ci sono personaggi non ancora convinti della 'metamorfosi' che, nella loro fragilità e paura, sono però vincenti nel  fallimento esistenziale. (G.D'Accolti).


"Un testo intelligente e acuto, che si spinge oltre il dibattito sul tema. Maila si conferma..." (Luca S.).

"Questa volta Maila ci conduce in un tunnel angoscioso che ci porta dal surreale all'iperreale agghiacciante come l'umanità che non si riesce più a conoscere e a capire. Ritmo incalzante di grandissimo impatto emotivo" (Uno spettatore che si firma "Il direttore delle Metamorfosi").

"...Grazie per questo spettacolo bello, forte, intenso e sconvolgente" (Graziella).

"Ciao, Maila. Uno spettacolo profondo e intenso, di solito si dice 'bello', no? Grande tensione, emozione, pensieri. Colpite anche dalla tua capacità di interpretare tutti questi personaggi. Noi li abbiamo visti e seguiti tutti...Grazie." (Chiara - 18.11.17)

giovedì 9 novembre 2017

Storie&Slides, l'Italia nel baratro

Prodi ha affermato che la situazione italiana è, economicamente e politicamente, una tragedia.

Sembra che un operaio abbia rincorso il Professore, appena arrivato a Roma,  dicendogli: "Professo', così nun potemo annà avanti".

I giovani se ne scappano; i più vecchi non sanno cosa inventare. Gli operai sono smarriti; il resto uguale.

Intanto qui e là politici appena eletti vanno in carcere, e quelli ne sono fuori ci raccontano storie illustrate con slides sui progetti che mai saranno realizzati. 

Fare politica è un modo di salvarsi dal naufragio, e quindi le elezioni sono sempre più una battaglia per la sopravvivenza.

La corruzione aumenta, l'evasione fiscale è un fenomeno oceanico, e non ci sono soldi, e quei pochi si lasciano per gli 'amici' che ci potranno aiutare alle prossime elezioni.

Teatri e musei, se si escludono le inaugurazioni e i biglietti gratis, rimangono vuoti.

Non ci sono progetti di alcun tipo, in nessun campo, né a livello nazionale, né a livello locale.

I politici pensano a fare politica con Twitter, Facebook &C. Scambiano le realtà e incassano 'mi piace' con belle foto e frasi a effetto. E poi vanno a letto soddisfatti di sé.

Passaparola, la guida per la China-Town pratese

Grande risalto sulla stampa locale alla 'guida o progetto? "Passaparola Prato - Scopri il viCINAto", che vuole essere una...