martedì 30 agosto 2016

Quanti abbracci, Sindaco Biffoni!


Guardate questa foto, che ho preso da Il Tirreno: il Sindaco di Prato Biffoni abbraccia il presidente della associazione Fonderia Cultart , signorino Fantauzzi, che lo abbraccia a sua volta. 

Ora Fonderia Cultart organizza per conto del Comune la rutilante 'eventiade' denominata Settembre Pratese, il cui successo già "mi fa tremar le vene e i polsi". Ma non di questo intendo parlare.

L'interesse dei cittadini vorrebbe, pur in questi casi che si tratta di divertimento (il signorino Fantauzzi ha espresso chiaramente il suo pensiero: "Il nostro impegno è quello di far divertire pratesi e non"), che il Sindaco si ispirasse al quadro del Lorena che ha alle spalle (non vedo bene, è Re Travicello o chi?), e che mostrasse più distacco e formalità nei confronti degli stessi organizzatori.

Proprio per tutelare i cittadini e il loro eventuale divertimento.  Così invece egli mostra di essere un 'partigiano', di essere amico dell'organizzatore e in grande confidenza con lui; in consonanza e condivisione, come dice lo stesso signorino Fantauzzi: "La cosa che mi rende felice è la scelta della condivisione".

Non va bene.

Il Sindaco non è un capo-squadra; impari una buona volta a rappresentarci, o qualcuno glielo insegni. Non c'è un cerimoniere da quelle parti?
E' necessario, perché se non la sostanza, almeno la forma si può salvare.  

Sicuramente non tutti i cittadini di Prato sono amici del signorino Fantauzzi.


lunedì 29 agosto 2016

Lo Spettacolo della Città in Valbisenzio: foto e commenti

Il viaggio teatrale in Valbisenzio è stato caratterizzato da cambi di testo (La Scaveide - tributo doveroso a Gonfienti - e Paradiso 2.0 a Villa Guicciardini) e indicazioni all'ultimo momento (come nella prima sosta lungo il Bisenzio, dove abbiamo rivoluzionato tutto il giorno prima con varie discussioni fra di noi), improvvisazioni e tagli, piccoli errori anche di percorso, ritardi rispetto alla tabella di marcia (ben quarantacinque minuti!), ma certamente il pubblico se lo ricorderà e anche noi come il viaggio teatrale, se non più bello come ha detto Gianfelice, come il più 'potente'.
Fino a pochi giorni prima siamo stati incerti sul farlo o meno, visto il magrissimo contributo e le spese; ma poi ho pensato di non lasciarmi vincere dai numeri, dai calcoli, e  dai vari no di una  classe politica e amministrativa locale e regionale ottusa e ostile. 

Comunque ieri sera un po' di conti li ho fatti: circa 30 giorni di lavoro; una quindicina di sopralluoghi in Vallata. Il guadagno in soldi è magro altrettanto del contributo, ma per tutto il resto l'incasso è alto.

Aggiungo due noticine, una positiva e una negativa.

Positiva: l'assessore alla cultura Maria Lucarini di Vernio ci ha atteso e accolto con grazia, mettendo le sedie per il pubblico nel chiostro dell'oratorio di San Niccolò dove abbiamo recitato La locandiera, e regalando il catalogo della mostra su Virgilio Mazzetti.

Negativa: alla Stazione di Vernio manca una lapide che ricordi i nomi delle persone morte nell'attentato al rapido 904 del 23 dicembre 1984, la cosiddetta "Strage di Natale".  Furono 16 persone. Vergognoso.
(Sì, c'è il giardino memoriale sopra l'imbocco della galleria, ma non lo vede nessuno, non è un posto di passaggio. C'è solo lapide commemorativa e bisogna andarci).

E ora, se volete, leggete i primi commenti del pubblico. Alla prossima, chissà.


Come sempre, bravissimi. E' stato un vero piacere ripercorrere e rivedere i luoghi che già conoscevo e scoprirne di nuovi (Villa Guicciardini). Belli i pezzi sia fuori che dentro il bus. Complimenti! (Edoardo B.).

Molto interessante, ricco di spunti e di storia. Da approfondire dietro i vostri suggerimenti. Avete fatto un gran lavoro. Complimenti. (Fiorella C.)

Grazie, molto bravi. (Sandro e Antonella M.).

Lo spettacolo della città in Valbisenzio? Meraviglioso incrocio fra natura e cultura. (Emanuele C.)

Stiamo camminando nella stessa direzione del "Pedone" di Bradbury? No, se continuiamo a riflettere. Grazie per aiutarci a farlo! (Cristina G.).

Una vallata operosa unita alla città. E' stata una esperienza rivivere la storia di un territorio unico. Grazie e bravissimi. (Graziano).

Grazie per le emozioni che ci regalate ogni volta (Fabiola).

Complimenti. Grazie e a presto. (Marco e Francesca F.)

Grazie per questo viaggio, come i precedenti, ricco di suggestioni storico-letterarie. (Tiziano).

Arte, storia, cronaca ed emozioni oggi hanno viaggiato con noi sulle note della vostra arte cristallina e colta...


Lo spettacolo ha avuto il suo momento più alto nel ricordare La strage del Rapido 904 o strage di Natale è il nome attribuito a un attentato dinamitardo avvenuto il 23 dicembre 1984 presso la Grande galleria dell'Appennino ai danni del treno rapido n. 904, proveniente da Napoli e diretto a Milano.
Inspiegabilmente nessuna lapide a Vernio ricorda le sedici innocenti vittime ( l'attentato avvenne in territorio toscano, ma non fu possibile intervenire per il fuoco e il fumo).
Gianfelice e Maila hanno avuto il gran merito di riportare la Memoria ad uno dei tanti tristi misteri Italiani.
Il momento più emozionante dello spettacolo, con l'imbocco della galleria alle spalle.

E dopo la cultura, abbiamo ricevuto anche piacevolissimo conforto per il corpo, eccellenti prodotti del territorio. Siamo stati coccolati in ogni modo!
(Angelo S.)

Come sempre siete stati professionali e molto emozionanti nelle recite. (Luca).






Lapide del giardino memoriale di Vernio

Lapide alla stazione di Vernio

sabato 27 agosto 2016

Lo spettacolo della città in Valbisenzio



Siamo pronti. Quello di domani, domenica 28 agosto, è l'ultimo viaggio-spettacolo del 2016. Per rendere tutto più interessante, anche per me, all'ultimo momento ho deciso di farmi alcune sorprese e di cambiare qualche carta in tavola; insomma, di mettere un po' di pepe sulla vivanda. Non dico altro. Preciso solo che questo viaggio è un po' più lungo dei precedenti, ma sempre ci ritroveremo a teatro a mangiare, commentare, e visto i tempi, riflettere insieme alla fine. Serve un abbigliamento comodo e magari anche una salvietta o simile antizanzara. Grazie a tutti coloro che partecipano e ci regalano la loro umanità. Siate puntuali.

venerdì 26 agosto 2016

Le pubblicità dei grandi centri commerciali

Non ricordo di essere mai entrata una volta da Decathlon. Se l'ho fatto, solo perché accompagnavo qualcuno.
Come sa chi segue il mio blog, non mi sono mai piaciuti questi posti, i centri commerciali, i supermercati, le coop, le esselunga eccetera; se posso, li evito sempre. 

E, se vedo in giro una pubblicità come questa sopra, me lo dicono loro il perché.
D'altronde è vero che in campo non servono i libri, e infatti i calciatori sono, nella stragrande maggioranza, dei veri ignoranti. Anche per questo il calcio non mi attira, non solo per il gioco in sé. Perché poi, se fossero solo ignoranti, beh, poco male; spesso sono anche ricchi e prepotenti, e questo mix è intollerabile.

Di questa pubblicità esiste diciamo la versione opposta, ed è la pubblicità della biblioteca nel supermercato Coop, con tanto di logo di ente pubblico e di benedizione dall'alto. 
In questo caso il disgusto è, se possibile, ancora maggiore. Mettere la biblioteca nel supermercato è come voler dare una imbiancata al forno. Si vuole far apparire un luogo commerciale e spersonalizzante come uno a misura di uomo e di pensiero.

Nonostante il messaggio, insomma, chi organizza non vuole affatto che si 'alimenti la mente', ma solo che si compri il più possibile, e senza pensarci troppo su.
L'operazione buonista è solo riciclaggio di ideologia sporca, e cela solo affari e interessi.
Uno specchietto per le allodole.
Una iniziativa molto più ipocrita e disonesta della pubblicità della Decathlon.


mercoledì 24 agosto 2016

Ma chi sono gli sciacalli?

Fin dalle prime ore dal terremoto è stato subito chiaro che la macchina della propaganda governativa si era messa in moto alle parole d'ordine del tipo:

- E' l'ora del dolore e del silenzio -

-E' stata una terribile fatalità-

-Meglio tacere -

-E' l'ora della solidarietà -

-E' l'ora del pianto-.

Era l'ora per tutta una serie di emozioni e di atti conformi, ma non del pensiero. Non della rabbia.

Parola d'ordine: nessuna polemica.

C'era da liberare, in tutti i sensi, anche metaforici, la Salaria, per far passare i mezzi di soccorso; liberare anche "la Salaria del pensiero". E farsi domande, chiedersi cosa sia stato fatto in tutti questi anni per diminuire i i disastri dei terremoti, no, non è stato possibile.

C'è da lasciar andare la macchina organizzativa dei soccorsi, e non ci devono essere domande e dubbi. Bisogna credere e fare affidamento. E nessuno spazio a polemiche.

Si osserva chiaro, anche tramite il terribile evento, lo stallo della democrazia in questo paese. E' una democrazia che non vuole il pensiero libero, che magari sbaglia anche, ma che non teme. Ah non lo vuole. E chi dice qualcosa, viene subito etichettato come 'sciacallo'.

Guai a dire che oggi siamo arrabbiati perché dopo l'Aquila ci siamo dimenticati di tutto. Che in Emilia Romagna, dopo il terremoto del 2012, alcune famiglie vivono ancora nei moduli abitativi.

Il governo si irrita se è disturbato, messo in dubbio, contraddetto. Il popolo italiano viene ampiamente allevato e foraggiato con inviti al silenzio e alla fatalità. E in questo caso, dove la tragedia è assoluta, il tabu funziona.

Ma chi sono gli sciacalli?

Impariamo dai terremoti

"Cara Maila,
alla tua condivisibile avversione nei confronti dell’ipocrisia generalista dell’informazione e della politica di maniera, dopo avere  studiato  tra le macerie e osservato, con  cognizione di causa, gli affanni della ricostruzione, aggiungo una mia personale riflessione sui terremoti italiani. Specie dopo L’Aquila 2009, è stato detto impariamo dai terremoti , in particolare su quanto si deve fare per limitare i danni dell’ineluttabile. Tre fondamentali comportamenti che in ambito pubblico si possono così riassumere: costante prevenzione, vigile attenzione verso il patrimonio edilizio esistente e sul consumo selvaggio dei suoli , infine, ma non ultimo, rispetto assoluto delle regole costruttive anche nel miglioramento strutturale in  territori come i nostri, ad alto rischio “classificato”, nella consapevolezza che nessuno di queste aree può ritenersi esente dalla minaccia. Aggiungerei tra le criticità anche il diffuso dissesto idrogeologico, la cura degli alvei fluviali e, dopo l’abbandono rurale,  l’incipiente franosità dei versanti  collinari. Oggi, dopo quanto è di nuovo accaduto nel Centro Italia, tra Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo, cos’altro  possiamo aggiungere se non constatare le tante, troppe analogie in queste “oramai ordinarie” ricorrenze prodotte dalla terra che trema, distrugge ed uccide. La storia, più che la stessa scienza moderna, ce lo insegna da millenni. Ecco perché, pur nel dramma del momento, mi associo incondizionatamente alla tua riflessione nel domandarci, tutti insieme e senza il timore di stonature: quando smetteremo di “predicare bene e razzolare male”?
Nella speranza che il tempo del silenzio, del soccorso e della solidarietà non debba perdersi di nuovo nel dimenticatoio quotidiano di un’assordante mancanza di provvedimenti"
Prof. Giuseppe A. Centauro

Terremoto

Stanotte impossibile dormire ai piani alti.
Si ondeggiava.
Ma già ieri sera, dopo le dieci io stavo lavorando a casa, ho percepito chiaramente alcune deboli scosse di terremoto. Insomma, si è fatto sentire prima già a diversi chilometri di distanza dall'epicentro di Accumoli-Amatrice (Rieti).
La domanda è: se ieri sera l'ho sentito io da così distante e mi sono preoccupata, nei centri di monitoraggio sismico dormivano?
All'Aquila è accaduto.
Inutile che il bel Mentana, Sua Altezza Televisiva, ci dica di evitare le polemiche e di usare i social solo per comunicare, che già lo si fa, o di dare una mano. Ma va!
L'Italia è un paese a rischio sismico o no? E non è stato fatto nulla, praticamente, in questi ultimi anni per prevenire questi disastri.

P.S. Questa è l'occasione buona, per i politici eletti a livello regionale e nazionale, di donare un po' dei loro soldi alla popolazione colpita.


Qualche ora dopo è stato confermato dai sismologi che non c'è stato nessun sciame sismico prima del terremoto. Altri hanno parlato di un radon anomalo...Insomma, la situazione sarebbe ben diversa da L'Aquila.

I sismologi sono tranquilli, gli scienziati soddisfatti.

Tutti gli altri, però, no. 

Le cosce della casta

La contessa
deputata
alla riserva dell'oro
s'è stizzita:
quando mai
quando mai

il popolino
si ribella
e manganella?

Chi vuol sapere
che vuol vedere
chi mostra
le cosce della casta?

Chi è stato
a metter la coscia
nel bollito?
Il solito pollame!
Ma noi non finiremo
nel lesserume,
noi restiamo in sella
in ca...sella
in cast...sella.

Casta fu giammai
postribolante
i panni si lavano in vasca
io però non lavo
chi lavor
lavor pavor!,
e non mostrante
le cosce polposette
a questi miserandi!

La contessa
deputata
alla riserva dell'oro
s'è stizzita

e con un post post quem
commenta l'ante quem quem.

Ehm ehm
è riecheggiato
nel mondo deputato.

martedì 23 agosto 2016

Lo Spettacolo della città in Val di Bisenzio: un commento


Uno degli aspetti più belli nel costruire Lo Spettacolo della città in Val di Bisenzio è stato quello di scoprire la Guida della Val di Bisenzio scritta nel 1881 da Emilio Bertini (fondatore del CAI pratese) in un italiano incantevole, chiaro, asciutto ed elegante, che oggi non s'usa più.

E poi conoscere tanta bella gente della Vallata, che mi ha aiutato e con cui sono entrata in amicizia. Davvero ho trovato più disponibilità che altrove, e questa particolarità la voglio testimoniare.
Insomma, comunque vada domenica 28 agosto, fatica ripagata.
Questo spettacolo non è turistico, ma molto di più. Peccato che alcuni funzionari in Regione, a cui avevo chiesto un sostegno economico, non abbiano capito che a volte per fare turismo, non bisogna farlo. Noi siamo più avanti, o altrove: e lo dico oggettivamente, senza vantazione.

lunedì 22 agosto 2016

L'epifania della dittatura (1): Stefano Benni e il premio rifiutato (che scopro solo ora)


Finalmente qualcuno lo ha detto quasi chiaramente (che siamo in dittatura), e ha rifiutato un premio di stato (nel 2015, ma io lo scopro ora...). Certo Benni se l'è potuto permettere; tuttavia è un segnale forte, e ultimamente in Italia, paese di conformisti lecchini - nel settore cultura è fenomeno omnicomprensivo altrimenti non mangi -, c'è da rallegrarsi.
Non solo tagli alla cultura (con la conseguente moria, ed è l’accusa di Benni), ma io aggiungo e ripeto per l'ennesima volta che la cultura finanziata lo è solo in funzione di partito o di consenso. Per esempio: i direttori degli enti culturali sono ormai marionette e basta e le programmazioni una farsa. Anzi, inutili e dannose alla cultura. Tutto il resto è deliberatamente lasciato morire e il processo alle opinioni, di cui anche parla l'autore, è in stato avanzato (vedi nella scuola), e chi la pensa diversamente o pratica cultura alternativa è bandito, lasciato 'morire' o perseguitato subdolamente.

"Poichè sono uscite notizie un po' imprecise a riguardo, ecco il testo della motivazione con cui il Lupo Benni non ha accettato il premio Vittorio De Sica:
Gentili responsabili del premio De Sica e gentile Ministro Franceschini, vi ringrazio per la vostra stima e per il premio che volete attribuirmi.
I premi sono uno diverso dall'altro e il vostro è contraddistinto, in
modo chiaro e legittimo, dall'appoggio governativo, come dimostra il fatto che è un ministro a consegnarlo.
Scelgo quindi di non accettare. Come i governi precedenti, questo governo (con l'opposizione per una volta solidale), sembra considerare la cultura l'ultima risorsa e la meno necessaria.
Non mi aspettavo questo accanimento di tagli alla musica, al teatro, ai musei, alle biblioteche, mentre la televisione di stato continua a temere i libri, e gli Istituti Italiani di Cultura all'estero vengono di fatto paralizzati.
Non mi sembra ci sia molto da festeggiare.
Vi faccio i sinceri auguri di una bella cerimonia e stimo molti dei premiati, ma mi piacerebbe che subito dopo l'evento il governo riflettesse se vuole continuare in questo clima di decreti distruttivi e improvvisati, privilegi intoccabili e processi alle opinioni. Nessuno pretende grandi cifre da Expo,ma la cultura (e la sua sorgente, la scuola) andrebbero rispettate e aiutate in modo diverso. Accettiamo responsabilmente i sacrifici, ma non quello dell'intelligenza.
Comprendo il vostro desiderio di ricordare il grande Vittorio De Sica, e voi comprenderete il mio piccolo disagio.

Un cordiale saluto e buon lavoro.
Stefano Benni" (Settembre 2015)

Intanto, quest'anno, sempre Benni - forse un po' furbescamente - ha rifiutato un invito al festival di Arcidosso organizzato da Cristicchi, perché finanziato da Enel, rifiuto sollecitato dagli irriducibili dell'antigeodermia...

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2016/08/19/news/lo-sponsor-e-l-enel-benni-messo-in-fuga-dagli-anti-geotermia-1.13982937

sabato 20 agosto 2016

Tourists, go away

La foto si riferisce a una piccola silenziosa rivolta contro i turisti a Venezia.
Chissà quando ci renderemo conto, non solo da abitanti, come sta accadendo a Venezia, ma anche come turisti, quanto sia insulso e vacuo e ridicolo ormai il nostro viaggiare, in particolare in certi periodi dell'anno come questo.
Giriamo per Venezia come pesci rossi nella brocca che pensiamo sia l'oceano.
Invadiamo lo spazio altrui esattamente come pensiamo ci invadano i profughi, ma portando ben altra devastazione.

Naturalmente questa invasione piace alla maggioranza perché porta soldi e una ricchezza apparente.
Il nostro 'turisteggiare' non porta nemmeno scambio o arricchimento culturale perché non c'è più nulla da scambiare o molto poco nel famoso villaggio globale, se non l'incivile e il triviale in cui il turismo contribuisce a trasformarci.
Il turismo in realtà non vuole conoscere il territorio se non superficialmente, come riposo e passatempo dalla noia dell'esistenza e non vuole fastidi o problemi. Si fissa su certi settori e periodi storici considerati di valore e imprescindibili. Se va al mare il turista vuole il mare pulito, nonostante con i suoi comportamenti, non si occupi dell'ambiente. Il turista vuole il 'prodotto'. E non importa se Firenze come città moderna faccia schifo e non 'produca' più nulla di interessante, e sia assimilabile a tante altre città del mondo, da tutti i punti di vista. Per intenderci, Firenze oggetto di ammirazione rimane ferma al Rinascimento e Venezia al Doge. Insomma, al tempo in cui il turismo non esisteva praticamente, e non esisteva l'Italia.

Lo so bene di essere con la mente in controtendenza, ma tant'è. Fin da bambina, dai tempi delle forzate vacanze di mare al Camping Belmare di Donoratico, allora pieno quasi soltanto di turisti olandesi e tedeschi, ho sempre avuto il turismo in sospetto.

Su questa base di rivolta e di ripugnanza mi sono inventata la "Lo spettacolo della città" che, non avendo nulla di turistico confezionato ed essendo teatro in viaggio nel territorio e forma nuova e ibrida e pericolosa per le menti, come ben hanno intuito i campioni dell'ente turistico toscano intenti a trovare il turista da attirare e la formula 'sicura', non è stato ritenuto 'degno' dell'attenzione istituzionale. 



giovedì 18 agosto 2016

Caro Renzi, le tue tasse mangiano tutti i miei miseri guadagni

Ecco la lettera che ho ricevuto stasera dal mio commercialista, e che dimostra come quest'anno dovrò pagare salatissimo i miei miseri guadagni. E questo senza contare il resto che pago.
E proprio mentre Renzi va dicendo che con lui si paga meno tasse.
NON E' AFFATTO VERO!

E questi soldi vanno poi a una classe dirigente, per esempio, che mi dà indietro bricioline, e pochi o punti servizi!
E questi soldi vanno alla Regione, per esempio, che ha decretato che il mio teatro deve morire (molti altri sono già estinti), perché è piccolo e non lecca il cuculo a nessuno!

Danno soldi solo ai grandi eventi, alla cultura del consenso e dell'assenso.

Chiaramente non pubblico questa lettera per chiedere prestiti (pochi, ma ci sono) o impietosire (La Baracca, pur squattrinata e zoppicante, non chiude), ma per dimostrare come i 'piccoli' siano vessati dalle tasse e soffocati.
Senza contare poi che in Italia c'è un esercito di persone che è sconosciuto al fisco, non paga le tasse o solo un po'.


"Buonasera Maila,
ho appena definito la tua Dichiarazione dei Redditi .. io provo a scriverti, se invece sei in vacanza meglio per te.

Ti dico subito che non ci sono buone notizie.
L’anno 2015 ha portato un po’ di reddito tassabile in più rispetto all’anno precedente (... nel 2015 contro i ... del 2014); questo naturalmente va bene ma tradotto in tasse da pagare viene qualcosa in più dello scorso anno.
C’è poi l’aggravante che gli acconti di novembre 2015 non hai pagato (pensando di guadagnare meno) e quindi prima o poi vanno recuperati.

Riassumendo questa è la situazione:
-          Al 22 agosto 2016 sono dovuti euro 1.972,06 a titolo di saldo 2015 e primo acconto 2016;
-          Al 30 novembre 2016 sono dovuti euro 1.363,80 a titolo di secondo acconto 2016;
-          Appena sei in grado di farlo sono ancora da recuperare i 904,20 di secondo acconto 2015 rimasti impagati.
La somma da pagare al 22 agosto può essere rateizzata al massimo in 4 rate mensili (22/08 – 16/09 – 16/10 – 16/11) però in questo modo l’ultima è molto ravvicinata alla data del secondo acconto 2016 (30/11) e quindi potrebbe valer la pena di ragionare su sole 3 rate (22/08 – 16/09 – 16/10) .. ma dimmi tu come preferisci.

Se hai bisogno di chiarimenti dimmi quando ti posso chiamare così ne parliamo per telefono.
Grazie,
..."

Videoclip su "Lo spettacolo della città in Valbisenzio"

video

mercoledì 17 agosto 2016

Quelle femministe occidentali che giustificano il velo...

In Europa ci sono le femministe illuminate (male) che giustificano il velo, in qualche modo, sostenendo che le donne sono variamente e pregiudizialmente costrette da molti 'veli' anche in Occidente, come per esempio l'essere magre e belle, disponibili e attraenti per il maschio in tutti i sensi e necessità. 
Insomma, il velo sarebbe se non il minore, una delle tante gabbie in cui vengono rinchiuse le donne.

Io non sono d'accordo. Il velo è comunque un simbolo presente visivo forte della sottomissione e del controllo sul corpo delle donne, tant'è in certi paesi tutte le donne sono obbligate a portarlo, è un obbligo di stato, e vediamo anche le ministre occidentali in visite ufficiali o le corrispondenti in diretta TV umiliate con tanto di veletto in testa, altrimenti non possono trattare o parlare.

E' l'umiliazione e la violenza sessuale che si rende palese e manifesta!

Altrove la taglia 42 posso anche non 'indossarla';  non è un obbligo conformarsi a un vestito o a un modo di essere, anche se essere grassa o brutta o non truccata, non bella insomma secondo certi canoni, è certamente pregiudizievole per una donna.

Se la mia taglia diventa 46 non vengo ripudiata. Se invece la ragazza si toglie il velo, sì.

Non vengo ripudiata se mio marito mi trova il clitoride intatto nella fica con cui mi posso masturbare, cosa che molte donne mussulmane non possono fare!

Non si può equiparare il burqua, le mutilazioni genitali o altro con la taglia 42 o rifarsi i seni, checché le femministe autorizzate (dai Corrieri e Repubbliche!) la pensino e scrivano. 

Bene fa il ministro francese Valls a vietare il burquini sulle spiagge, che è solo una provocazione politica e pseudoreligiosa o, anche in alcuni casi (come mi è stato dichiarato alcuni anni fa da giovani donne che indossavano il burqua), abitudine alla sottomissione trasformato in strumento di vanità, eccentricità e seduzione, equiparabile al trucco occidentale. 

http://27esimaora.corriere.it/articolo/non-solo-il-veloin-quali-altre-gabbievengono-rinchiuse-le-donne/

P.S. Che monsignor Galantino sostenga "che non ci può far paura una donna vestita, al mare", non è da stupire; la Chiesa, come tutte le altre religioni tra l'altro a potere maschile, ha sempre amato gestire e dirigere il corpo della donna e quanto più possibile controllarla.
Ma i tempi sono reazionari e questo spiega che molte donne, fra cui anche storiche femministe- con la scusa che comunque la donna è eterodiretta e condizionata anche in Occidente - , sostengano che le donne possono vestirsi come pare a loro. 
Sì, se fossero libere di svestirsi come pare a loro!

Una giunta fra cocomero e wifi

Ecco il regaluccio agostano: dal Comune di Prato ci promettono la magia della 'rete' con un unico 'wifi' con cui ci collegheremo ovunque e con più rapidità. Ora basta cambiare parola chiave a ogni passo!

Testuali parole: "Obiettivo: portare Prato su smartphone e tablet il più possibile, perché no, anche per ragioni di marketing".

Sì, avete letto bene: "Portare Prato" ancor più sulle tavolette magiche, e il che potrebbe anche essere davvero auspicabile, se la città vedesse risolti i suoi problemi concreti e vedesse un futuro.

Cosa ce ne facciamo, signora Squittieri, assessore dell'innovazione (!) cosa ce ne facciamo del 'marketing', quando siamo incapaci di trasformare minimamente la città e si finisce per organizzare ogni anno una patetica Festa del Cocomero ribattezzata per Ferragosto?
Quando si pensa che per la città il massimo sia il Settembre Pratese, con cantanti e cantantesse, pugili e pallanti?

Intanto ci stiamo dimenticando dei fondamentali: la cura, la gestione basilare, la mobilità alternativa, l'ecologia sepolta e seppellita (aria e acqua inquinata, tanto per dirne due), nessuna prospettiva di città futura, se non con progetti che odorano di speculazione (la zona del Fabbricone, l'ex-ospedale) , oppure odorano di nulla (come il parco fluviale, rinominato e riproposto variamente, mentre ogni progetto è abbandonato su Piazza Mercatale); niente altrettanto o retorica di 'piazze immaginarie' sul fronte immigrazione e relazioni con i cinesi,  per non parlare di occasioni perdute per sempre - Gonfienti e il parco archeologico, bugia colossale per tutte le ultime amministrazioni, tutte indistintamente votate a un interporto inutile e a altra speculazione- insomma, niente prospettive serie per rendere Prato una città un pochino più interessante, diversa, culturalmente stimolante.