sabato 14 dicembre 2013

Come la stampa ha gestito i 'forconi'

All'inizio di dicembre quando i 'forconi' si sono presentati con la protesta al confine di Stato, la protesta andava bene: c'era la ministra dell'agricoltura addirittura a presenziare.
La signora De Girolamo ha una sua storia protestataria di Destra.
(A proposito: il sito del Ministero dell'Agricoltura sembra il sito personale delle De Girolamo, parla solo di lei!)

Poi è diventata una protesta dubbia, di cui s'è impossessato Grillo con la sua famosa allocuzione al casco dei poliziotti: non difendete più questa classe politica eccetera.

Dunque è cambiato tutto: i 'forconi' sono diventati personaggi pericolosi, da tenere distanti.
Destra pecoreccia.

Ecco, noi siamo voi siete quello che dice la stampa, così come vogliono che siate presentati, secondo il servizio che fa. La realtà cambia da un'ora a un altra, meravigliosamente.

No comment su molti giornalisti.

Sesso selvaggio

Stasera ero in vena
d'ammazzarmi
e poi t'ho visto
hai deciso d'amarmi

c'ho ripensato
invece di buttare me
t'ho buttato
sul palco siamo stati
amanti snaturati

così m'hai salvato
oppure non so
m'hai dannato.

Certe occasioni
non si perdono
alla mia età.

O si muore o si vive
dipende dal caso
da un incontro
chi lo sa.

venerdì 13 dicembre 2013

Non ci servono le trovate grillesche

Lo annunciano, e qualcosa dovranno pur fare, se vogliono combattere Grillo nel suo stesso campo.

Il fatto che aboliscano il finanziamento ai partiti è senz'altro positivo, sulla carta, e non solo pensando a chi potrebbe ricevere quei soldi che invece ricevono i partiti. Gli ospedali, la scuola, la ricerca, la cultura...

Tuttavia sarà soltanto un cumulo di belle parole.

Il sistema monopolistico organizzato da decenni e decenni dai partiti nelle singole regioni, città è talmente oppressivo e rigido, perché deve servire a mantenere quella che si chiama la casta, che  è difficile pensare che rinunceranno a tutti i privilegi del loro potere.
A farci sentire SUDDITI.
L'ho detto e lo ripeto: lo vedo talmente forte nel mio lavoro, così schiacciante e soffocante.

E le proteste di questi giorni, lo dicono: non le possono liquidare solo col fatto che ci sono infiltrati della Destra nei forconi! Ma certo, è sicuro! Ma non si può sminuire lo strozzamento e l'avvilimento a cui siamo sottoposti.

E' lo stesso governo e il suo fare che autorizza certi torbidi movimenti; e poi, proprio loro che li causano, rinfacciano ai 'forconi' di non voler pagare le tasse o di protestare per non perdere il loro benessere...Quelli che muovono queste accuse sono anche gli stessi che spesso sono interessati a mantenere lo status quo. Quelli che qualche decennio fa, da giovani, si trovavano magari nelle fila della estrema Destra o estrema Sinistra, diversi dei quali si sono infilati dentro il loro posticino sicuro.

Li ricordo, ancora dominavano quelli di Lotta Continua, Servire il Popolo eccetera, o altri a Destra (anche se allora erano minoritari, contrariamente a oggi), quando io cominciai a frequentare l'Università Fiorentina. Quelli che avevano buttato fuori i professori giù dalle aule. Ne vidi uno buttato fuori dall'università a calci nel c...
E ora questi qua, dal caldo delle loro seggioline, sospettano della protesta dei forconi eccetera.
Sì, quelle scritte di lettera fascista, le riconosciamo bene, non mi piacciono per niente!, ma non si può liquidare tutto così, è sospetto anche questo.
...
Com'è possibile essere ottimisti quando la Regione Toscana -così ligia a Roma (faccio il mio solito esempio ed è giusto così) ha negato un aiuto a un teatro piccolo ma tenace e creativo che vive da più di vent'anni come il mio, che mi sono costruita con le mie mani - e tutto con materiali riciclati, tutto eccetto quello che doveva essere a norma - ma ce ne sono altri, di teatri in Toscana e di compagnie che sono stati spazzate via di netto, per dar forza e sostegno a quelli altri potenti ( magari avevano dei deficit da sanare per le loro spese pazze o le loro fallimentari gestioni?) e più compiacenti al signor Rossi e compagnia?
Com'è possibile pensare a giustizie quando le ingiustizie le viviamo tutti i giorni?
La Fondazione Toscana Spettacolo ci nega di entrare nella programmazione, quasi ci sputa in faccia, e così gli altri teatri importanti, come il Metastasio, e chi gestisce questi enti, li gestisce come se fosse casa sua, come se i soldi fossero soldi propri - un po' come la Soprintendenza Fiorentina gestisce l'oblio sulla area archeologiche (vero signor Rossi che vuoi comprare l'area archeologica di Gonfienti per buttarci una tonnellata di oblio?) e non si vergognano di ingiustizie colossali, non si rendono conto e non vogliono rendersi conto, hanno tutti la faccia come il c...: come possiamo pensare che questa trovata di Letta non sia grillesca,  un affaire politico di facciata?
...
In questo periodo lavoro molto, ma con tutti spettacoli, a parte qualche rarissima eccezione, si va sottocosto. Non si lavora a nero, però a teatro si fanno tutti i lavori: dal sarto al tecnico audio-luci e scenotecnico (per cui ogni tanto vai in scena con la mano fasciata), eccetera.

Questoo non va solo a detrimento del guadagno, ma anche della creatività. D'altronde se fai uno spettacolo diverso, non te lo prendono. E' la terza volta che mando a Luconi Massimo la scheda su Cafiero Lucchesi. L'ultima volta non m'ha nemmeno risposto! Mi sembra giusto. Cosa rompo i c.....a fare? Umberto Cecchi, presidente, l'ho incontrato una volta e il risultato è stato quello di fare i Concubini al Magnolfi in concomitanza con l'inizio di uno spettacolo di un gruppo di giovanissimi, abbiamo dovuto fare insomma un po' corsa...Un'ansia assoluta, poveri ragazzi. Di Magelli non parlo; dopo essere stato una volta alla Baracca, si è arrabbiato con me, perché ho detto che i soldi per il teatro ragazzi li davano soltanto e sempre agli stessi. Il teatro ragazzi a Prato è affaire del Met, e quello che ho fatto io - non so gli altri - per il Comune e Circoscrizioni è stato sottocosto, se non raramente (quando è andato di lusso, ma di lusso, uno spettacolo con più attori me l'hanno pagato 1000 euro!).

Io ho potuto fare gli spettacoli su Prato solo perché avevo un fazzolettino di spazio (quello che qualche simpaticone definisce 'bomboniera', ma ha idee confuse sulle bomboniere), perché il progetto sugli spettacoli della storia di Prato mi fu bocciato!
Vedi quello sui Celestini. Vedi i Concubini di Prato (Mauro Bellandi e Lorianza Nunziati). Vedi Cafiero Lucchesi. Vedi quella su Gaetano Bresci (Gaetanina Bresci). Vedi quello sui Martiri di Figline (Laqua). Vedi quello sugli Etruschi (Laris Pulenas). E tutti gli altri che ora non ricordo.
Vedi Pratopezza (che il Museo del Tessuto non hai mai ospitato, ARTISTA NON GRADITA!). Per citare solo quelli che riguardano Prato.

Non possiamo assumere nessuno, essendo stato negato il finanziamento necessario. Conosco ragazze e ragazzi validi che potrebbero dare molto, ma non li possiamo prendere regolarmente, ci è negato! Non possiamo lasciare il testimone a qualcuno, non possiamo creare bottega!
D'altronde non devono esistere che pochi teatri controllati dall'alto?
Invece qualche anno fa, avevo una compagnia di sette elementi. Sì, anche allora si faceva gli attori e tecnici, ma era del tutto diverso.
Guadagnavo ugualmente poco, pagavo le tasse, ma era tutto diverso nelle condizioni di lavoro. (Anche se il monopolio culturale ci opprimeva uguale lo stesso, e infatti, nel 1999 scrissi il "Manifesto contro il monopolio della cultura"...: http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/11/un-manifesto-ancora-valido.html).

Elemento statistico

Non farò parte del tuo numero
come non faccio parte
dei tuoi comunicati
Devo esistere solo
per far massa
non sarò al drink
alla mostra
tra la folla
non sarò il tuo
elemento statistico
success or failure

giovedì 12 dicembre 2013

Rivoluzione

Molti invocano la rivoluzione.
Ricordo che in Italia non c'è mai stata; non è la nostra specialità; piuttosto tante congiure, tradimenti, assassinii e roba simile (su forza, gente, leggete un po' Il Principe del Machiavelli).

Proprio per questo ne avrebbe tanto bisogno. All'Italia basterebbe anche una rivoluzione di serie B.
Sono secoli che abbiamo lo stesso governo, pur con sfumature regionali.

Appena i nostri governanti vedono un po' di gente nelle piazze, cominciano a strillare come maialini, perché non sono come i francesi, per esempio, che sanno gestire l'affaire rivoluzionario al meglio e trattano o tengono duro con la piazza eccetera.

Certo i forconi di questi giorni non sono da sottovalutare, ma la rivoluzione è lontana. Li stanno demonizzando al massimo, come anche Grillo, che viene proprio massacrato dalla stampa, come se lui fosse responsabile dei mali.
Gira la leggenda metropolitana che Berlusconi, sì, anche lui sogni la rivoluzione e che silenziosamente aiuti i forconati...

Anch'io sogno una mia rivoluzione, in piccolo, che riguardi il mio lavoro, il teatro, ma l'arte in genere: uno dei settori più succubi al potere e proni, uno dei settori dove la rivoluzione non attecchirà mai, se non come 'moda', atteggiamento e roba simile.

Il teatro, ormai dove non si vede che roba becera - in Toscana, dove va di moda la finta spontaneità toscana, come se la spontaneità fosse possibile, la comicità che richiama a una toscanità ormai sepolta dal potere e da noi stessi che passiamo il fine settimana nei centros comerciales...- oppure roba ammuffita dal non senso di compagnie logore come i loro vestiti...o giovanoidi arrivisti che confezionano lo spettacolo per ogni occasione. Vuoi uno spettacolo così? Ce l'ho! Oppure gli artisti televisivi, che ve li ritrovate sempre a teatro...e voi li andate anche a vedere, contenti come Pasque!
Indovinate, chi decide, in Toscana le sorti dello spettacolo?: il partito! a capo della Fondazione Toscana Spettacolo c'è l'ex-onorevole ex-margherita Beatrice Magnolfi! (1)

Anche per questo motivo, se mai ci sarà,  la rivoluzione, in Toscana, arriverà per ultima. E' una terra troppo tradizionalista,  allevata da anni di ricorrenze pseudo-liberatorie, da partiti gestori del pensiero unico, capi bastone raccogli-voti, massonerie, consorterie. Bigottamente laica.  Ottusa.  Un po' come questa nebbia che da diversi giorni ci acceca.





(1)  In tutte le regioni rosse, in particolare Toscana, Umbria, Marche, Puglia ma anche altrove, il potere partito ha creato un circuito che si occupa di gestire alcuni teatri comunali o spazi. Per non avere problemi o per compiacere il partito centrale i comuni si affidano a questi; le nomine di questi piccoli centri di potere sono soltanto a base di partito o di competenza compiacente (per esempio, alcuni registi o attori o famosi, ma sempre conformi), ed escludono dalle loro programmazioni tutti gli artisti che non sono in linea, i pochi ancora sopravvissuti. La scusa è che devono fare biglietti, il che è anche vero, ma solo in parte. I dirigenti sono un misto di tradizione politica di sinistra e quindi ligi al capo-bastone e contabili di ditta privata.
A loro difesa c'è da dire che oggi il teatro è generalmente brutto, pochi ormai lo sanno fare o si chiedono perché lo fanno; i giovani sono solo ambiziosi imitatori.

mercoledì 11 dicembre 2013

Parlamento: quella mano davanti alla bocca

Sto seguendo il dibattito in Parlamento, che deve dare la fiducia al Governo.

Il vero dibattito però è quello che fanno il primo ministro e il vice, come anche altri, mettendosi la mano davanti alla bocca quando parlano fra di loro per non far leggere le parole, dato che il dibattito parlamentare è ripreso dalle telecamere.
Ormai è più che un vizio. E' un segno, un simbolo. Mettersi la mano davanti alla bocca al Parlamento era impensabile fino a poco tempo fa.
Questo parlare davanti e parlare dietro dà l'idea della schiettezza della politica; che quello che i parlamentari dicono e che si può ascoltare, cioè i loro discorsi, sono solo chiacchiere inconcludenti e insignificanti e serve soltanto alla forma istituzionale e a un gruppetto di cittadini che ancora ci crede; è come un compitino che si deve fare; la vera attività politica scorre altrove, non in Parlamento, diventato soltanto un armadio di facciata pieno di solo di mummie succhiasangue insostenibili da guardare e da ascoltare.


Cari lettori americani

Cari lettori americani,
da diversi mesi, dal Canada e dagli Stati Uniti, non fate altro che visitare il mio diario elettronico. E più volte al giorno, quasi direi in continuazione. 
Avete spulciato tutti gli argomenti. Quasi state superando i cinesi e i russi, che  pure non mancano mai di visitarmi, insieme a qualche controllo periodico locale, italiano intendo.  Non sono certo protagonista di nessuna spy story, anche se non si può dire mai nulla fino alla fine. E' divertente, questo accanito inseguimento sarà il mio prossimo soggetto teatrale?
Sono orgogliosa del fatto che mi leggiate così tanto, ma anche sinceramente sorpresa.
Mi farebbe piacere sapere chi siete e il motivo di tanto insperato interesse.  Se per caso state catalogando i miei pensierini diuturni, sarei tanto grata mi poteste dare copia della catalogazione, per cui sono tremendamente in ritardo.
Potete scrivermi, anche inglese o francese, a primaveradiprato@alice.it.
Grazie.

Maila 

Protesta dei forconi, ovvero la morte del sindacato

E' la fine del sindacato, o poco ci manca.
Qui a Prato era anche molto evidente per la questione cinese; non hanno mosso un dito, né da una parte né da un'altra e alla fine hanno messo in rete, irretendolo, un triste comunicato di sconfitta.

"La protesta dei forconi", evidenzia questa morte, se mai ce ne fosse stato bisogno. La gente è scesa in piazza esasperata e non ha aspettato certo il sindacato. La Camusso ha detto che lo 'sciopero generale' non serve più; in realtà non serve più quello dettato da loro, e infatti c'è lo sciopero generale, anzi, ci sono i blocchi delle strade, ma la signora Camusso (& C), non li nomina.
Non serve più questo sindacato, ormai non significa più nulla e non solo perché le condizioni di lavoro sono cambiate, come dice la signora, e quindi non c'è soltanto il classico 'operaio' e non ci sono più le fabbriche.  Landini ha detto più onestamente che essi non rappresentano più nulla. (Gli altri sindacati nemmeno parlano, in particolare la UIL, che sembra davvero morta insieme al suo segretario).
D'altronde, loro cosa hanno difeso, se non sé stessi e i partiti?
Sembra proprio la fine di un'epoca. Hai voglia a evocare lo spauracchio dei diritti dei lavoratori, l'articolo 18. Non ce n'è più per nessuno.

martedì 10 dicembre 2013

I 'giovanoidi', la nuova specie creata da Matteo Renzi

Guardando un video sulla vittoria di Renzi, sono incappata in una persona che tempo fa, son dieci anni e più ormai per fortuna, ha lavorato per un breve periodo con me.
Avendolo conosciuto, l'ho riconosciuto, ma in realtà l'ho visto subito trasformato nella nuova specie politica creata da Matteo Renzi: i 'giovanoidi', il neo-esercito dei giovani tutti uguali, resi ancor più uguali grazie al perfetto conformismo internettiano, e che presto avremo come prossimi capi-bastone.

Il giovane che osservavo muoversi celermente e ossequioso davanti al capo, aveva tutte le caratteristiche del 'giovanoide' che Renzi predilige: usa il mezzo internettiano come smercio di sé, utilizzando tutti i 'social network' possibili e tutti i temi consentiti dalla propaganda, in questo caso a Sinistra, quelli 'canonici' che strappano sempre la lacrimuccia, come stare dalla parte degli umili e  degli oppressi eccetera. 

Il 'giovanoide' ha capito che se non ti genufletti al sistema, non stai da nessuna parte. Non mangi.  Ma in qualche caso nemmeno lo ha capito; semplicemente fa come gli altri.
Renzi li accoglie nella sua squadra, bella giovane forte. Femminile.

Le 'giovanoidi', poi, compiono il fallimento del femminismo fatto carne putrida dalla partitica e dal post consumismo, e le giovani donne si mostrano quasi perfette nel loro ruolo rifatto di 'ibridesse' inserite.

Che la giovinezza reclami il suo giusto ruolo sociale e politico, oltreché economico, la 'rottamazione' insomma, è vecchia storia, almeno dalla 'contestazione' degli anni '60. (1) Però ora trova qualcosa di più perfetto e omologato di quaranta o cinquanta anni fa. Infatti il potere, e in questo caso inrcanato da Renzi, non poteva trovare niente di meglio che questa nuova generazione di giovani conformisti internettiani, che si costruiscono su misura e senza troppa fantasia scopiazzandosi reciprocamente l'immagine e i pochi pensieri, plagiandosi in sostanza, la generazione delle citazioni altrui, che lui subito ha chiamato a sé e delineato politicamente. Lui stesso ne è un esempio; anzi, uno dei campioni e per questo, grazie alle sue indubbie capacità, in particolare di comunicatore,  è stato il prescelto.

La generazione dei giovani oggi (e il termine si è pericolosamente esteso ai trentenni e addirittura ai quarantenni) non sembra saper svolgere altro che il ruolo del 'giovanoide'. D'altronde, chi si azzarda ad andare da un'altra parte, viene subito fermato. O si ferma da sé, sconfitto.

Oggi è in atto una persecuzione nei confronti dell'eterologia del pensiero e delle azioni. Ecco la vera caccia alle streghe.

Questo mi permette di concludere che al momento non c'è niente di più funzionale di questa presunta comunicazione internettiana, che inganna là proprio dove dovrebbe chiarire, cioè negli 'attori' della comunicazione stessa - in primis nei giovani che ne sono il motore - che si mostrano quello che non sono e si 'costruiscono'. In sostanza, se comunicano, troppo spesso comunicano il falso.


(1) Molti di loro si sono piazzati bene, vedi anche http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/11/post-sessantottini.html

lunedì 9 dicembre 2013

Gida e le sue acque


Gli alberi nei pressi del depuratore  del Calice, sono morti. Questo parla più di tutto. Sono passati alcuni anni dal mio primo sopralluogo e nulla è cambiato. Ma proprio nulla, l'aria è irrespirabile. 

Si annuncia ora un cambiamento? Le acque del Calice saranno monitorate con il progetto Biocloc. Vedremo che cosa ne verrà fuori.
Ricordo che nelle Pantanelle famose c'è questo depuratore del Calice gestito da Gida, proprio accanto al canile. Però lo scolo dell'acqua fetida non è facilmente visibile, è opportunatamente nascosto e inaccessibile...

Da "Notizie di Prato" <.Il Programma Europeo per l’ambiente Life premia di nuovo Prato cofinanziando il progetto Biocloc, che è coordinato dall’Università degli Studi di Firenze-Dicea Dipartimento di ingegneria civile e ambientale e che vede Gida come soggetto operativo diretto; partners tecnici invece Physis Ingegneria per l’ambiente e West Systems.
Il progetto ha un obiettivo ambizioso: ottimizzare i processi di depurazione delle acque migliorandone l’efficienza e le prestazioni energetiche. La tecnica che sarà impiegata, applicandola all’impianto di Gida al Calice, ha pochi precedenti in Italia ma è già sufficientemente testata da poter ipotizzare una riduzione dell’”impronta energetica” non inferiore al 10%-15% ed una più efficiente gestione del processo. Biocloc, che avrà la durata di tre anni, è stato presentato al Palazzo dell’industria in una conferenza di lancio che ha visto impegnati tutti i partners del progetto.
“Gida non è nuova ad esperienze del genere nell’ambito del Programma Europeo Life -commenta il Presidente di Gida Gabriele Mammoli -. Progetti come Biocloc sono preziosi sia di per sé sia anche come strumenti per instaurare e mantenere collaborazioni con il mondo della ricerca e dell’università. La nostra politica ambientale pone al centro il miglioramento continuo dei processi legati al risparmio energetico. E’ anche grazie a questo impegno costante che Gida è riuscita ad ottenere nel 2013 un’importante certificazione ambientale quale la UNI EN ISO 14001:2004.”


I consigli comunali sono pleonastici

Ora sono tutti distratti dalla vincita del bel Matteo Renzi, detto anche ormai, LoRenzino degli ItagLiani, ma questa lettera che scrive il consigliere Aurelio Donzella fa riflettere su dove andremo presto tutti con le elezioni, a gestire il nulla. Le sorti delle città si decidono altrove e le elezioni servono a chi è eletto a trovarsi un posticino, da dove dovrà solo ratificare e essere strumento di altri.
Quello che è descritto qui è ormai ovunque in ItagLia.

"UN CONSIGLIO COMUNALE INCAPACE A GESTIRE LA CITTA’ E SEMPRE PIU’ SOTTOMESSO ALLA GIUNTA.
Già altre volte ho denunciato la posizione supina di questo Consiglio Comunale, nei confronti  della Giunta della cui volontà è mero esecutore.
Un Consiglio Comunale, con una maggioranza sempre più  in bilico, che ha rinunziato alle proprie funzioni istituzionali.
Un Consiglio Comunale, ripeto che si limita solamente e con sforzi sovrumani ad approvare le delibere di giunta: infatti, quando si vota, guai se non sono presenti tutti e 21, compreso il Sindaco, i consiglieri di questa maggioranza in frantumi.
Da quattro anni e mezzo, ad ogni Conferenza dei Capigruppo, ci sono interrogazioni ed altri atti che non possono essere discussi in quanto sarà assente l’ Assessore competente.
Pertanto la maggior parte di questi atti giacciono nella lista dell’ ordine del giorno e non verranno  MAI portati in Consiglio.
C’ è addirittura un Assessore che si presenta in Consiglio poche volte l’'anno, in quanto è quasi sempre occupato altrove.
Un esempio: è dal 26 Agosto del 2011, che ho protocollato un’ interpellanza sulla necessità dell’' indagine d’i impatto ambientale e sanitario sul raddoppio della “declassata”!
Un altro esempio: è dal 13 Dicembre 2011, che ho protocollato un’ altra interpellanza sulla sicurezza idrogeologica nel territorio del comune!!
Poi quando piove, avvengono le inondazioni o gli allagamenti e qualcuno ci lascia la pelle.
Assessori!!! Se ci siete, battete un colpo!!
Tra i vostri compiti c'è quello di presenziare al Consiglio.
(Aurelio Donzella)

Jasmine

Jasmine è un altro piccolo gioiello di Woody Allen, figlio di Match Point. E' la sua continuazione.
In una società dove tutti adottano i figli, avviene la frantumazione e lo smarrimento assoluto a causa dei suo falsi valori: successo e ricchezza.
Tutti mentono. I rapporti con gli altri sono solo strumentali; non ne parliamo dell'amore. Solo il sesso ogni tanto può rallegrare, ma è solo un giro di giostra, e per continuare a fare un altro giro bisogna mettere i soldi nella macchinetta. Infatti il sesso si fa nelle macchine dai vetri oscurati (e non per carenza di permissività).
Col tempo Woody è diventato un autore di commedia tragico.

Infatti formalmente egli rispetta lo schema teatrale della commedia, parlando di amore e di problemi di coppia - coppia ricca e altolocata speculare a quella povera come nella commedia dell'arte- ne segue entrambe le vicissitudini, ma le utilizza solo in funzione drammatica, anzi, tragica come veicolo della tragedia sociale dell'era iperconsumistica che coinvolge tutti gli strati sociali.

P.S. Che sia un grande regista si capisce dalla scelta e dall'uso della musica. Solo i grandi registi, pur non essendo musicisti ma lui lo è anche se amateur, sanno significare, ancora oggi che è martoriata, la musica. Vedi Pasolini, Kubrick e pochi eccetera.
Io avrei tradotto il titolo con "Gelsomina".

domenica 8 dicembre 2013

I belli delle primarie

Lo avrete sicuramente notato: i belli di queste primarie sono proprio loro, candidati. La triade dei belli, intendo: Renzi, Civati, Cuperlo. Uno più bello dell'altro. 

Renzi sicuramente il meno bello, ma quanto simpatico! Assomiglia comunque a qualche bambolotto che ho inutilmente avuto da bambina. E poi come parla bene, e quanto parla, come si spiega! Ha il piglio del fiorentino, oltre che la simpatia, natualmente!

Civati è l'eterno ragazzo, tenero e dolce che ti vorresti stringere fra le braccia. Poverino, che è rimasto anche a piedi in Sardegna ed ha dovuto fare l'autostop. Ero preoccupata. Non è alto, però che proporzioni. Sono indecisa se votare lui o l'altro. Lui sembra il più intelligente, chissà.

E poi Cuperlo. La stessa parola, a pronunciarla, si pensa a un intenso amplesso. Cuperlo. Eh. C'è dentro la parola latina 'cupio'... Mi sto già confondendo. Cuperlo è l'uomo che aspetti quando sei a casa, che profuma, che ha la 'erre' blesa, che sa tanto di raffinato. Sì, lui è il più elegante.

Alla fine hanno capito che dobbiamo votare anche noi donne, e che la Sinistra non ci poteva dare i soliti orrendi esemplari maschili.

Sì, questa volta vado al seggio proprio indecisa...

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...