sabato 21 dicembre 2013

"Celestini" da scandalo

La recita affollata di ieri sera al Teatro La Baracca -nonostante l'errore (?) di data de "La Nazione"- de L'infanzia negata dei celestini è stata anche fra le più significative di questi anni.
Il racconto-spettacolo è stato interrotto da un celestino che si è alzato accusandomi di dire menzogne e lasciando il pubblico fra lo sgomento e l'imbarazzato.
Non me. Ho riflettuto, mentre ero in scena, se spiegare tutto al pubblico subito oppure continuare. In questi anni sono stata abituata a queste interruzioni durante il racconto dei 'celestini'.
L'anno passato un celestino mi aveva chiamato, avevo mandato mia nipote a prenderlo a Montecatini; poi, prima di entrare, se n'era andato, causando scompiglio all'ingresso e, anche in quel caso, lasciando il pubblico interdetto. Mia nipote l'ha riportato a casa senza che l'uomo avesse visto lo spettacolo.
Ieri sera, prima di entrare in scena, avevo ricordato a Gianfelice che lo spettacolo è sempre difficile e può accadere di tutto. Anche a me, per cui il racconto è faticosissimo; riapre ferite mai guarite, avendo vissuto esperienze simili all'istituto femminile di Santa Caterina di Prato, di cui nessuno parla e che fu chiuso all'inizio degli anni '70 per problematiche simili nel silenzio e nella complicità più assolute.

I primi anni della recita dei 'celestini' è stato così, difficile, con smentite, offese, minacce. Calunnie.

Il celestino, andando via, ha aggiunto che non ce la faceva a stare ancora ad ascoltare, che lui era stato bene ai 'celestini' (era stato al Rifugio nel periodo in cui Padre Leonardo non c'era, perché era stato allontanato da  Prato in quanto sospeso a divinis per fanatismo e anche inviso al Fascismo).

Per questo 'scandalo' il pubblico, dopo la recita, ha voluto il dibattito. E in sala c'erano altri che hanno dichiarato l'opposto di quel celestino che aveva lasciato la sala. 
Il pittore Marcello Meucci,  notoriamente ex-celestino, già diverse volte spettatore del racconto,  ieri sera ha regalato agli spettatori una testimonianza memorabile.
Quando tutti o quasi se n'erano andati, dopo tre ore fra spettacolo e dibattito, è venuto a testimoniare un altro che non aveva avuto il coraggio di parlare prima.

Il libro è esaurito e spero, nel 2014, di avere un po' di soldi per pubblicare una seconda edizione, magari con la storia di questo spettacolo, che costituisce un altro incredibile racconto.

Il teatro non confezionato, non paludato, che non si fregia di nomi e personaggi famosi, ma che dice e discute, questo è sempre il più bello, è necessario.


venerdì 20 dicembre 2013

Comunicato per lo spettacolo sui Celestini

POSTI ESAURITI per lo spettacolo di stasera , VENERDI' 20 DICEMBRE, ore 21,
L'infanzia negata dei celestini, al Teatro La Baracca. 

Chi si presenta in teatro sarà messo in lista di attesa.

(La Nazione ha riportato erroneamente lo spettacolo in data di domani).

giovedì 19 dicembre 2013

Liber@mente contro la Maila

Ringrazio tutti coloro che mi hanno segnalato l’ennesima irrisione da parte del radicale Vittorio Giugni, nel suo blog e che copio sotto, e ringrazio anche chi ha preso pubblicamente le mie difese, e che mi sollecita una risposta.

Sinceramente non capisco il perché di questo attacco.
Sembra che lui voglia screditarmi, anche se può apparire oscuro il motivo, perché non appartengo a nessuna fazione partitica.

Teme una mia ricandidatura a sindaco?
Ho parlato male di certi ‘amici’, ultimamente? Temo di sì.
Mi si considera una blogger concorrente e ostile?
Mi si vuole mettere a tacere?
Boh.

Dico anzi tutto che nella lista degli spernacchiati io sono la sola donna, l'unica che non percepisce lauti stipendi, pubblici o privati. Che non ha cariche.
E’ giusto rimarcare questa differenza.

Mi si accusa di lamentarmi di non aver ricevuto mai soldi per la Baracca, se non briciole.  Che io mirerei al 'lesso pubblico'. Che dunque sarei in contraddizione perché voglio essere libera e indipendente come teatro eccetera.

Tuttavia, lui che fa l’americano e quindi rifiuta la cultura sovvenzionata, avrebbe dovuto scrivere anche qualcosa sui teatri cittadini, Metastasio e Politeama eccetera, e su quelle compagnie e organizzazioni 'amiche' che ricevono tanti soldi. E non solo parlare male della Maila e sulla Baracca, che continuerà a ricevere briciole.
E' un sistema che dà ad alcuni, e ad altri no. E quindi non è giusto.

La mia battaglia ha quindi altro contenuto, come anche questo blog (secondo lui il mio 'core business'), ma qualcuno deve screditare il mio lavoro e soprattutto, il mio impegno politico. Che è libero e onesto.

Ma insomma, quale sarebbe la mia colpa? Non è chiaro. Forse il non averne.

Perché Giugni non scrive una riga contro il monopolio della cultura, contro i trust culturali - come la Fondazione Toscana Spettacolo, per esempio (quelli sono soldi anche miei, che pago le tasse)- se è americano, se è contro il divertimento sovvenzionato, invece di far finta di attaccare il Calamai e i 35.000 euri elargiti alla sua associazione?

Preciso poi che La Baracca è altro anche da quel divertimento con cui lui sembra concepire  e definire il teatro, come risulta dai commenti al suo post.
Ognuno la pensa però come vuole.

Il mio teatro, libero e indipendente, dà fastidio. Parlare degli scandali, passati e presenti, di Stato, Chiese, consorterie massoniche e partitiche dà molta noia.

Per questo spesso mi si attacca, proprio sul teatro, e si sostiene che questo blog e l'attività politica sia di matrice alimentare.
In sostanza si nega la possibilità al teatro di essere libero: gli si dice: tu non puoi dire quello che vuoi; se vuoi mangiare, devi tacere o inquadrarti.
Se ancora non lo fai, ti si calunnia. Si sporca la tua immagine, che una volta insozzata, non è più buona.
Un vecchio gioco, ma sempre valido. 

Infine il Giugni utilizza contro di me una ironia molto machista che, sulla penna di un radicale, stona. Tutti quegli –essa…e poi parla dell’assessore alla cultura, che difende perché io l’ho attaccata, come una ‘bella testa’, ma la intende solo fisicamente. Che omaggione.

Ma si sa, il Giugni dice tutto e poi il contrario di tutto, come ha fatto, tanto per fare un esempio, nei confronti della Torre al Vento di Caravan. Prima la voglio, poi non la voglio.
Egli sembra un po' confuso, oltreché furbescamente 'ironico'.
Insomma, vorrei proprio non abbassarmi al livello di questa radicaleria.
Ma basta, ora davvero basta con queste calunnie provinciali di blog "lavandai", che  invece di lavare e pulire, intorbidano le acque e offendono le persone e il loro lavoro.
Questo modo di fare è al servizio del solito giochino dei partiti ed è lontano dalla politica.
Non risponderò ad altre inutili provocazioni e lordure.



DAL BLOG "LIBER@MENTE PRATO" (data di oggi)

PRATO RAZZIES AWARDS 2013

Iniziamo da quest'anno a stilare la classifica dei personaggi pratesi più "spernacchiati" dell'anno che sta per finire. Il punto di vista è totalmente soggettivo. Non se n'abbiano a male coloro che NON si troveranno inseriti nella lista. Contando sull'ironia e sulla capacità di autoironia dei nostri sfigati protagonisti.  Ecco i "magnifici"  10 (dieci), in rigoroso ordine alfabetico:

1)  ADRIANO BENIGNI
Annataccia per l'ex Presidente della Circoscrizione Ovest, ex  Assessore Comunale, ex Presidente di ASM, ex Consigliere d'Amministrazione di ASM, ex Consigliere d'Amministrazione di ETHOS, ex membro della segreteria del PD....Finisce il 2013 senza più alcun incarico come un pensionato qualsiasi. Sic transit... 

2)  MAURIZIO BETTAZZI
Prima entra in contrasto con i "poteri forti" interni alla Fondazione Cariprato. Poi viene pizzicato con le mani in una consulenza professionale per ASM. Indi indagato dal vivace Sangermano. Deve rinunciare, senza combattere, alla presidenza del Consiglio Comunale. Ed anche al suo partito. Una carriera politica volatilizzata in cambio di una minuscola fattura!

3)  PAOLO CALAMAI
Il suo blog merita ampiamente il titolo di secondo blog più trash della città. Le vignette poi sono oggetto di vari corsi di interpretazione. Famoso anche per aver contribuito ad uno spettacolo denominato "Cenneide" non si sa perchè! (Quando abbiamo finito con questa motivazione del premio ci giunge notizia che la Giunta Comunale ha stabilito di concedere un contributo di 35.000 euro all'associazione di cui Calamai è presidente. Converrà toglierlo dalla classifica...??);

4)  MASSIMO CECCHI
Il suo blog "Salta l'annuncio" è sicuramente la cosa più trash esistente in città. Piacerebbe un sacco a   Robert Rodriguez (poi gli diciamo chi è...). E' paragonabile al famoso effetto "Gatto Spiaccicato". Per quanto uno cerchi di non guardare il povero micione steso morto per strada un'occhiata scappa sempre lo stesso. Ma è una questione di millisecondi. Poi, con ribrezzo, si volge lo sguardo altrove;

5)  MAILA ERMINI
L'attricessa, poetessa, scrittricessa, registessa, sceneggiatricessa, videomakeressa, bloggeressa e scenografessa indefessa casalese è rimasta assai colpita dall'esclusione del suo teatrino-bomboniera dalle prebende pubbliche statali, regionali, provinciali e comunali. Arrivando a chiedere la testa (bella, peraltro..)  dell'assessoressa toscana Cristina Scaletti. Chissà perchè anche i puri, duri ed alternativi mirino anch'essi al lesso dei soldi pubblici. Che sia questo il vero "Bene Comune"???;

6)  LAMBERTO GESTRI
L'ingegnere a capo dell'Immobiliare SpA ha continuato nelle ardite operazioni intraprese dai suoi due predecessori. Il suo fiore all'occhiello di legislatura sarà senz'altro "Palazzo Vestri". Il bell'immobile sede un tempo dell'onorato albergo "Stella d'Italia" è stato affittato dalla Provincia. Che ha provveduto ad un bellissimo e costosissimo restauro. Poi, in men che non si dica, è stato restituito alla proprietà bello e valorizzato e con annesso ottimo cambio di destinazione
d'uso. Quel che si dice un affarone. Già. Ma per chi??;

7) VITTORIO GIUGNI
E con lui i Radicali pratesi. Hanno passato quasi tutta l'estate intorno ad un banchetto per la raccolta delle firme sui 12 referendum. Dopo una faticaccia immane ne hanno raccolte circa 10.000. Ma, per cattiva sorte nazionale e per il volere della Corte di Cassazione, si son ritrovati con un pugno di mosche in mano. Chi di firme ferisce, di firme perisce;

8)  GIULIANO GORI
L'uomo di Celle (Santomato, Pistoia) ha riprovato a "ripiazzare" il MAV (Monumento al Vento) karavanesco a Prato. Ma, ancora una volta, è stato impallinato con una lunga serie di MAVvaaffanculate....!!

9)  EDOARDO NESI
L'onorevolissimo "Premio Strega" bis pratese dopo aver abbandonato il suo posto di assessore alla cultura ed all'economia (?) della Provincia di Prato in quota centrosinistra s'è arruolato nelle truppe montezemoliane. Il che gli è valso uno scranno parlamentare in quota "Scelta Civica" (con  annessa
portaborse provinciale). Dopo il flop di Mario Monti s'è affrettato a riquotarsi "renziano" di ferro.
Tuttavia nessuno, pare, gli ha offerto la candidatura a sindaco. Alla quale aspirava (ed aspira) con viva, vibrante, apparente ed ammirevole nonchalance;

10)  LUCA RINFRESCHI
Se Roger Vadim fece "Et Dieu créa la femme" Luca Rinfreschi ricreò CREAF! Realizzando il niente assoluto! Ma, non contento, dopo aver ricercato l'aiuto di quelli di Navacchio, confida ancora che nelle casse della società fantasma che presiede qualcuno versi altri 8/10 milioni d'euro!! Ma chi siamo noi? Babbo Natale????


Pubblicato da Simone a 07:50 


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7 commenti:
Anonimo ha detto...
Vittorio, che Maila cerchi di attingere ai fondi pubblici per la cultura mi sembra sacrosanto, è da quando la Baracca è nata che campa solo sulle proprie gambe (se si escludono sporadici e miseri contributi). Te lo dico con cognizione di causa perché ci ho lavorato insieme e conosco tutte le rinunce e sacrifici che ha fatto e sta facendo.
vittorio giugni ha detto...
Ma se "La Baracca" e Maila Ermini sono contro il "sistema" e per il "Bene Comune" per quale motivo il sistema dovrebbe finanziarla? S'è mai visto un tacchino infilarsi da solo nel forno? Dovrebbe essere il "popolo" a permettere l'esistenza del teatrino, degli attori e della cultura "altra"! Quindi pochi piagnistei sui danari pubblici che non arrivano. Perchè deve pagare pantalone tutte le ubbie che ciascuno di noi ha in testa?? Se "La Baracca" vale verrà assolutamente valorizzata. Altrimenti sarà marginalizzata poichè di nessun valore o utilità socio-artistico-cultural-politico..Non credi?
Anonimo ha detto...

La Baracca vale, lo testimonia il fatto che è ancora in piedi dopo tutti questi anni senza contributi. Maila non è contro il "sistema" è contro un "certo sistema", clientelare e degli "amici degli amici" che impediscono alle realtà indipendenti di accedere ai fondi per la cultura.

Esempio ne sono i 35.000 euro dati a Calamai.

E a differenza di altri, nonostante si lamenti, va avanti con le proprie forze, producendo testi e spettacoli di qualità e scomodi e basta vedere l'affluenza che c'è al suo teatro per capire quanto siano apprezzati.



Sul fatto che dovrebbe essere il popolo a permettere l'esistenza dei teatri hai ragione, ma se i teatri dovessero campare coi biglietti venduti, chiuderebbero tutti a partire da Metastasio e Pergola (vatti a vedere il costo di certe produzioni teatrali e l'incasso complessivo fatto coi biglietti).
Anonimo ha detto...

Ma che cavoletto di discorso, Vittorio. O a tutti o a nessuno. Ha perfettamente ragione a dire delle ingiustizie, per non dire le mafie che ci sono. 

Perché, invece di dire questo e parlare contro di lei, non dici di questo? Non parli della corruzione?



Mi sembra che la Maila - e il suo blog - ti ti dia fastidio. Hai paura che si ricandidi? Io lo auspico vivamente, darebbe filo da torcere.



Lucia Valori, Prato
vittorio giugni ha detto...
..verissimo...La durata è la sostanza buona delle cose buone. Tuttavia secca sapere che con le tasse di lavoratori e pensionati, gli unici NON evasori fiscali, si contribuisca al divertimento ed allo svago dei ricchi e degli evasori...Viva il sistema americano fondato sui contributi privati volontari alla cultura (magari detassati..può andar bene..) e sul merito...No alle greppie partitocratiche....
Anonimo ha detto...
Vittorio, gli avventori della Baracca sono principalmente lavoratori e pensionati, quindi credo sarebbero contenti di sapere che i loro soldi contribuiscono anche al loro divertimento e non solo a quello dei ricchi e degli evasori.
vittorio giugni ha detto...

Lucia..Paura de che?..Mica mi farebbe alcuna concorrenza. Mica son candidato. Io! Se poi darà filo da torcere..meglio!! Chi ha più filo tesserà. E, comunque, a non far altro avrebbe sempre un pò di pubblicità indiretta per il suo core business...

Anonimo.."Avventori della Baracca" mi piace assai...

Replica de L'INFANZIA NEGATA DEI CELESTINI


Attenzione: siamo quasi al completo, meglio telefonare prima di venire a teatro.


Venerdì 20 dicembre ore 21 al Teatro La Baracca

L’INFANZIA NEGATA DEI CELESTINI

scritto e interpretato da Maila Ermini

Per il nono anno consecutivo Maila Ermini ripropone il racconto del tristemente famoso orfanotrofio di Prato, fondato nel 1934 da Padre Leonardo e chiuso nel 1966, il cui processo costituì il primo scandalo nazionale sulla triste condizione di molti orfanotrofi italiani.
Oltre a ricostruire la storia con l’aiuto dei documenti storici, le testimonianze e le inchieste dell’epoca (e anche attraverso la memoria di coloro che si ricordano di questi bambini sfruttati e picchiati, girovaghi nella città con addosso un grembiule celeste), l’autrice riporta le dichiarazioni di alcuni celestini. 
E' consigliata la prenotazione.  

Teatro La Baracca via Virginia Frosini 8, Prato- Telefono 0574-812363

Movimento 5 Stelle di Prato: si riparte da zero

E' una buona notizia, per il movimento, l' 'ordine' ricevuto di azzerare tutte le liste nelle città dove il movimento 5 Stelle è diviso in due, come a Prato.

E' stata incaricata Gianna Mannelli di ripartire da zero e di rifare le liste. (Sarà dura, perché difficilmente qualcuno sarà capace di tirarsi indietro, ci sono troppi personalismi...).

Dunque i vari candidati proposti da entrambi i gruppi sono praticamente nulli.

Mi sembra una scelta saggia e politicamente efficace di Beppe Grillo. Speriamo che insista su questo punto e coloro che vogliono a forza presentare i candidati sindaci siano mandati a casa.

mercoledì 18 dicembre 2013

Stasera "Decameron" con i ragazzi al Teatro La Baracca

Stasera, 18 dicembre alle ore 21,00 i giovanissimi allievi del Teatro La Baracca metteranno in scena una loro originale interpretazione di alcune novelle del Decameron.
Seguirà una pantomima sul tema dell'emigrazione, passata e presente.
L'ingresso è libero, si consiglia però la prenotazione.

Soldi alla cultura a Prato, senza vergogna (2)

Insomma, dopo aver vissuto per anni le ingiustizie della Sinistra, smaccate e impossibili a volte da sostenere, questa della giunta Cenni a Prato nei confronti dell'associazione Arti Visive del Calamai, con l'elargizione di 35 mila euro, è davvero un rospo troppo grosso da buttar giù. Una ciliegiona che non ingozzerò.
Ora, sul sito del Comune, per giustificare tutti questi soldi, ci sono tutte le mostre che questa associazione farebbe in alcuni luoghi della città per RECUPERARLI.

Ora è veramente assurdo che, faccio un esempio, chi chieda uno spazio a Prato non ce l'abbia MAI. Cito Fulvio Silvestrini, che, totalmente illuso, è andato anche dal vice sindaco a chiederglielo.

Immagino quanti altri. 

Mi si fa la lista delle belle cose che farebbe il Calamai: devo fare io la lista degli spettacoli che ho fatto in questi due anni senza un centesimo, tanto per fare un esempio?
Che dove c'è il Teatro La Baracca NON ESISTEVA NULLA, che era una zona di confine e sperduta con i due circoli che si fronteggiavano (ora non più) e niente altro?

Quanti soldi avrei dovuto prendere per RECUPERARE il deserto dove ho messo il teatro?

C'è stato mai qualcuno che mi ha detto grazie? Anzi! Addirittura, quelli che per esempio a Sinistra parlano tanto, e giustamente accusano lo stesso Cenni di questa scandalosa elargizione, non si sono mai visti qua, eppure sono a pochi passi.
Frequentano certi luoghi solo se hanno il marchio del partito o della parte.

Questo modo di fare di certa MASSONERIA, a Prato, non è più accettabile.

Poi ci sono quelli che furbescamente attaccano il Cenni, ma in realtà appartengono alla stessa greppia: si tratta solo abili spostatori di pedine di un  gioco che, pur con protagonisti diversi, deve essere sempre uguale.

martedì 17 dicembre 2013

Soldi e cultura a Prato, senza vergogna

L'articolo che segue tratto da Il Tirreno dimostra il valore della nostra cultura nella città di Prato. Che altro dire, che ci sono figli e figliastri?
Che ci sentiamo presi per il cu..?
Che la Destra si muove nel solco della Sinistra? (Per quanti anni abbiamo visto finanziate le solite associazioni 'amiche', quelle 'vicine', quelle dei 'giovani' - noi non lo siamo mai stati anche quando lo eravamo! -).
Ma sì, CI STATE PRENDENDO PER IL CU...
Assessori dell'opposizione, ci siete? Non lo fate il vostro compitino?
O quelli che volevano andare sulle barricate per i cinesi, dove sono?
Una associazione appena nata si prende soldi e fondi, mentre ad altri non date che briciole, se va bene...Ma di esempi ce ne sono altri.
Ci fanno fare un po' di spettacolini e pensano che siamo contenti, e che ci hanno messo l'osso in bocca.

Ma non vi vergognate un po'?


(Da Il Tirreno, Prato di oggi)
All’associazione di Calamai 35mila euro
E’ il contributo deciso dal Comune per organizzare in via San Giorgio mostre e happening
PRATO. Trentacinquemila euro all’Associazione centro studi arti visive del consulente del sindaco - a titolo gratuito - Paolo Calamai. E’ quanto stabilito da una convenzione tra Comune e associazione, con successiva delibera della giunta (10 dicembre) che ha l’obiettivo di rivitalizzare una delle aree più degradate e di difficile controllo del centro storico: via Pier Cironi, via San Giorgio, Canto alle tre gore, via Magnolfi, via Santa Margherita. Da rivitalizzare come? Allestendo mostre, happening, piccoli spettacoli teatrali, incontri e dibattiti su arte, poesia, scrittura, in alcuni fondi sfitti di quel pezzo di territorio: uno in via San Giorgio 27, peraltro già nella disponibilità dell’associazione di Calamai (350 metri quadrati), il secondo sempre in via San Giorgio ma al civico 1, angolo via Pier Cironi-Canto alle Tre Gore. Il ragionamento del sindaco Roberto Cenni è semplice: garantendo attività culturali varie per un lasso di tempo congruo, in strade così difficili, si dà impulso alla frequentazione e di conseguenza al controllo sociale. E infatti, il patto stretto tra Comune e Certo studi arti visive ha una durata prestabilita: 10 mesi dallo scorso settembre 2013 fino a giugno 2014. La prima tranche di denaro pari a 15mila euro è stata già versata al centro di Calamai, la seconda di 10mila lo sarà entro il 31 dicembre, l’ultima, anche questa di 10mila euro, sarà versata entro il 30 giugno 2014, data di scadenza della convenzione. Assieme ai contributi il Comune metterà a disposizione di Calamai 4 video da 42 pollici, 2 dvd, e lettori multimediali. Obbligo dell’associazione, invece, rendicontare ogni sei mesi l’attività con consuntivo al 31 dicembre e al 30 giugno 2014.
Primo problema: quali sono state le attività svolte dall’associazione da settembre a oggi? Dal 4 al 30 settembre il centro in via San Giorgio ha organizzato esposizioni e corsi in occasione della manifestazione «Via della Gora: arte per strada settembre pratese 2013». Poi c’è stata la pubblicazione di un libro scritto da Calamai (sovvenzionata con mille euro da Asm) e l’attività del sito Pratoreporter anche quella supportata da Asm con 3mila euro nel 2012.
Ma questi due ultimi interessi del consulente del sindaco, nulla c’entrano con le attività del Comune. Che sostiene, come si conviene, anche altre associazioni culturali e a fine sociale ma con contributi decisamente meno importanti. Nel 2103 il Comune ha partecipato al sostegno dell’Emporio della solidarietà con 20mila euro. Ad Arteriosa, per l’iniziativa Unvercity il contributo è stato di 3.500 euro, mentre all’associazione “Il Pentolen”, coordinamento di diverse associazioni giovanili, per i laboratori a scuola di writing il Comune ha dato 4mila euro. E al Cai che ha organizzato a Prato la settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile sono andati 5mila euro".
Cristina Orsini

Dario Fo e il valore della cultura

Sul blog di Grillo  Dario Fo torna a dirci del valore della cultura, che una volta - nell'Umanesimo e nel Rinascimento - eravamo dei grandi e che ora non siamo nulla perché la politica ci ha tolto tutto e si è arrivati a dire che con la cultura non si mangia, eccetera.

Il suo discorso è semplicistico, con il suo solito tono di chi sa e parla al pubblico che non sa, dal vago sapore di racconto infantile.

In realtà negli anni '60 e '70 e di seguito del Novecento c'è stato un grande florilegio di cultura; sono nati gli assessorati alla cultura, per esempio; sono nati i teatri stabili, le scuole di musica e di pittura, corsi di qua e di là, la nascita delle biblioteche comunali, tutti si sono occupati della cultura, tanto che  la cultura è ancora gestita, in qualche caso, dai sindaci, direttamente emanante dalle loro mani. Anche in funzione di controllo diretto di quello che si dice, ovvio.

Nessuno voleva minimamente mangiare con la cultura, guai a pensarci, la cultura doveva essere gratuita; infatti in molte città i cittadini sono abituati a fruirla ancora gratuitamente e non ci pensa proprio a sganciare un euro per uno spettacolo o una mostra eccetera. La cultura? L'ha sempre pagata il comune eccetera.

La Sinistra ha fatto tutto con la cultura; e la cultura s'è fatta con la Sinistra. Perché, lui non è diventato quello che è diventato anche grazie alla cosiddetta Sinistra?

Ora le cose son cambiate, ed è un fatto. Ma Fo non dice che il sistemino è stato marcio da quasi subito dal Dopoguerra (o forse è una continuazione del sistema fascista e finché sono vissuti, ci siamo ritrovati quegli artisti che nel Ventennio si son fatti le ossa, anche se per forza hanno dovuto cambiare pelle) e abbiamo visto gente a gestire compagnie teatrali, dico gente che aveva il babbo di professione raccogli-voti e naturalmente con la tessera di partito, che non sapeva nulla di teatro eccetera. Ma di questo ho detto tante volte.

S'è fatto tutto di e con il partito o con il sistemino vincente. Del valore della cultura non glien'è fregato più nulla a nessuno, come non gliene frega nulla ora e si vede in qualche caso che, per esempio, le scuole di musica sono utilizzate per propaganda, sono smerciate da assessori e partiti  come merce di propaganda di sé, di partito o del comune; a dirigerle si mettono personaggi mediocri anche musicalmente (per non parlare del resto) e guai a fare in modo che sia diverso. E al suono di 'concerti di qua, concerti di là' - concerti dove la musica non c'è se non come abilità tecnica- si fa cultura con il pallottoliere.

Senza contare poi che le persone che dirigono, ma anche gli stessi artisti devono essere possibilmente mediocri e proni, gente disposta a compromettersi, disposta a dire sì sì.

I giovani stanno dimostrando di essere molto bravi in questo senso, e trovano proprio il modo di fare i soldi con la cultura. Altroché. Li vedi fotografati sempre al lato dell'assessore di turno, che addirittura li sponsorizza.

Dei tempi di cui racconta Fo c'era un sistema-cultura totalmente diverso. Nella politica non democratica, in un mondo non massificato e non di cosmo-mercato, l'assunto era diverso. I ricchi e potenti non necessitavano del consenso democratico attraverso il voto per la riconferma, e quindi chiamavano a sé gli artisti  per illustrare e rafforzare il loro potere, non tanto per i loro sudditi, ma per gli avversari pari grado. E per questo sceglievano possibilmente i migliori artisti (con tanto di tecnica e contenuto incorporato), i migliori eruditi, i geniali musicisti, i pittori più mozzafiato, e non le mezze-calzette che si vendono adesso sul mercato, anche se gli astuti lecchini e 'visionari' furbastri non son mai mancati e hanno sempre lavorato ai fianchi come vili pidocchi. Come ora.




lunedì 16 dicembre 2013

Comunicazione per "L'infanzia negata dei celestini"

Comunicazione di servizio per chi fosse interessato alla replica di venerdì 20 dicembre dello spettacolo sui celestini: consiglio di prenotare, c'è gente. Per chi conosce il mio numero di telefono, può tentare di chiamarmi o meglio, mandarmi un messaggino sms, o chiamare in teatro e lasciare un messaggio in segreteria se non si trova nessuno. Sono giorni affollati, e non ho quasi tempo di rispondere a chi mi scrive.
I dieci minuti che ricavo tagliando i contorni del giorno e della notte li dedico alla croce e delizia quotidiana, i miei diari, di cui questo è uno.

Venere in pelliccia, ovvero come vedere ottimo teatro al cinema

Ho visto Venere in pelliccia di Polanski, ed è un capolavoro.
Però si tratta di teatro, incredibilmente, al cinema. E fatto ottimamente, con attori bravi -  il protagonista  è sosia di Polanski stesso - e con un copione eccellente. Tutto si svolge in un teatro, anzi su di un palco con due soli attori. La regola aristotelica dell'unità di tempo e luogo è rispettata, cosa rarissima al cinema.
C'è poi il 'gioco' conosciuto bene a teatro, del teatro nel teatro- Calderon della Barca forse è l'origine di tutto con una presina di Skakespeare, un'occhiata a Pirandello eccetera, oltre a un esplicito richiamo a Euripide e alle sue Baccanti -, del testo recitato che diventa realtà: i personaggi finti veri diventano personaggi reali finti.

La donna, seduttrice, è simbolo della natura. La donna è natura, pericolosamente natura,  qui è un'attrice. L'uomo è la cultura, infatti è il drammaturgo, l'uomo di teatro. 

L'uomo si sente sicuro nel teatro, simbolo della cultura, dell'uomo stesso acculturato. Invece la donna-natura, la seduttrice (anche lei però acculturata, preparata eccetera, ma mai veramente libera dalla natura) scardina le sue certezze, anche sessuali e di ruolo - la fissità certa e stabile uomo-donna e lo 'cambia' in donna - e lo rende di nuovo natura, trasforma l'uomo in natura e gli dice che questa è sempre in agguato e che baccanti sono sempre lì, a due passi, a sbranare il re Penteo.
Assolutamente da vedere, in particolare oggi che il bel teatro -quello significativo intendo oltre che esteticamente valido - non si vede più.

Revelli sui 'forconi'

Credo che l'analisi di Marco Revelli de Il Manifesto sul movimento dei forconi sia da leggere e vada al di là delle solite comode dicotomie Destra/Sinistra:

http://ilmanifesto.it/linvisibile-popolo-dei-nuovi-poveri/