sabato 8 febbraio 2014

Primo Quarto di Luna

Stasera ci ritroviamo al Teatro La Baracca, alle ore 17,30, per il Primo Quarto di Luna, la nostra lista 'fantastica'.
Sarà presente Fulvio Silvestrini.


venerdì 7 febbraio 2014

La violenza delle donne

La violenza esercitata dalle donne è di solito ben diversa da quella grossolana e forzuta maschile, che come sappiamo è causa della morte di tante donne.

Eppure di violenza al femminile ne vediamo anche, in questi giorni gira il video, uno dei tanti, di un pestaggio di una ragazzina nei confronti di un altra per rivalità amorosa, ma questo diciamo, l'abbiamo sempre visto, questo accapigliarsi fra donne; casomai, quello che sconcerta è l'atteggiamento dei ragazzi, che si divertono quando le donne si accapigliano, ci provano gusto e quindi  filmano commentando e aizzando la violenza. Sconcerta poi l'indifferenza dei ragazzi e delle altre ragazze in generale, forse la paura, non so.

Io racconto di una violenza che ho subito da una donna, da una donna più vecchia di me, che sicuramente ha fatto il '68. Una donna a Sinistra, una che pratica il Femminismo, una che fa la politica a buon livello.

Naturalmente non dirò chi è; ormai so che è alla fine della sua carriera e molti si augurano che se ne vada presto.

Mi aveva chiamato per uno spettacolo, sempre rimandato poi per vari motivi. Io avevo avuto subito il sospetto si trattasse di una donna un po' aggressiva, ma ormai sempre più donne che sono in politica lo sono, costrette o meno a immergersi nella competizione, nell'agone politico, esattamente come i maschi.

Le avevo chiesto altri riferimenti del suo ufficio, ma lei non me li dava. Diceva che a causa della crisi non c'erano altre persone nel suo ufficio e che l'unica referente era lei.

Ogni volta mi chiedeva il programma dello spettacolo; e ogni volta - gliel'ho mandato circa cinque o sei volte - chiedeva qualche dettaglio diverso, sì da giustificare un nuovo invio.

Se provavo a chieder qualcosa io, urlava. Chiedevo spiegazioni e lei asseriva di essere stressata, che dovevo inviare di nuovo eccetera perché non era capace di usare il computer e la posta elettronica e via dicendo.

Ogni volta che ci sentivamo, bastava niente, e urlava. Intimidiva. Ricattava.

Se io invece mi allontanavo, allora tornava a mostrarsi, per brevissimo tempo, benigna; e io ci ricascavo. Mi chiedevo se fossi io, a essere nervosa, eppure no.

L'altra sera, mentre ero a lezione a teatro, mi ha chiamato. Avevo lasciato il telefono acceso. Le ho chiesto di richiamarmi a breve, ma lei ha cominciato a urlare così tanto, asserendo - il motivo era questo - che io non sarei potuta andare nella sua città con la macchina perché la Regione non avrebbe potuto pagarmela. Ma io sarei andata con la mia! Eppure lei urlava ugualmente, tanto che anche le allieve hanno potuto ascoltare tutto. Ha riattaccato dicendo che "la Regione non è Bengodi".

Il giorno dopo ho annullato lo spettacolo. Forse è la seconda volta che mi capita; ma la prima volta fu a causa di un attore che si era fatto male.
Poi, telefonando per chiedere informazioni, con difficoltà perché ho perso tutta la mattinata per parlare con qualcuno negli uffici della Regione di quella donna, facendomi largo fra un muro enorme di omertà e di non detto, ho trovato una donna di una associazione che mi ha detto che la signora in questione era già stata denunciata da un'altra per violenza, violenza fisica e verbale.
Che è una donna competetiva, accentratrice, assolutista. Che non vedono l'ora che se ne vada. Che è protetta politicamente.

Qui nella mia Regione ho subito altre violenze dalle donne di potere, ma tutte hanno avuto a che fare con l'indifferenza nei modi, esclusa da circuiti eccetera perché punita politicamente, esiliata in loco.

Mi è capitata poi l'invidia dei colleghi, soprattutto maschi, che non accettano la mia creatività e l'hanno spesso ostacolata, e alcuni hanno tentato di esercitare una qualche forma di violenza o di ricatto.

Ma mai avevo ricevuto questa violenza così aperta da una donna, questa per me è stata una terribile e tristissima rivelazione.

Il sindaco nel canale

Ricordo che nel 2009, al momento del ballottaggio, compagni di vecchia data vennero a convincermi che Cenni era un canditato 'buono', molto più a Sinistra di tanti.

Che loro non avrebbero votato Carlesi, ma Cenni al ballottaggio; e che molti 'compagni' lo avrebbero fatto.

Cenni era una persona 'buona', che avrei dovuto assolutamente votare per la sua civicità.

Gli stessi ora stanno altrove e osannano Renzi e il relativo candidato Biffoni.

Molto più velocemente ha fatto lo Sgarbi sgarbato, che non ha aspettato, a cambiare opinione su Cenni, che pochissimi giorni, passando a celebrare lui e la città di Prato in occasione della Mostra del Pretorio - facendosi fotografare a destra e a manca con lui e facendo linguacce ai fiorentini - fino augurarsi ieri che Cenni finisca in un canale, perché non l'ha appoggiato alla scalata del Pecci.

Sgarbi è irritato evidentemente anche con sé stesso, ché aveva scommesso su un cavallo ormai azzoppato o che non vuole o può correre per lui. Per questo, il padano ferrarese s'è sbagliato nel dire - così riportano i giornali - che s'augurava che il sindaco finisse in un 'canale': voleva dire forse 'gora', ora più che mai, dopo le alluvioni, di moda a Prato.

giovedì 6 febbraio 2014

Manca la passione

Si annuncia, al momento, pochissimo interessante la campagna elettorale locale.
E probabilmente disastrosa per i partiti consolidati.

In attesa che la Destra sciolga le riserve dopo le faide spolpatorie interne eccetera, la Sinistra, che pure ha il suo candidato, non brilla.

Ricompaiono, come in un gioco di prestigio, i presidenti di circoscrizione che, dopo anni di silenzio, dopo essere stati dichiarati 'missing', spuntano all'orizzonte a incontrare la popolazione o a scrivere lettere per riparare i danni e temperare le 'piccole soddisfazioni' di un velenosissimo presidente di Regione per la vittoria dell'ASL sui cittadini di Narnali causa il Nuovo Ospedale di Prato. Vedi il Presidente Mosca che scrive all'ASL di non infierire sui cittadini, già gravati dalle spese processuali, e di non procedere per i 'danni di immagine'.

Si cerca così di lenire il danno- sicuro- che ne deriverà a livello di voto. Molti cittadini non se ne dimenticheranno.

Intanto mancano i temi, gli argomenti.
Manca la passione.

mercoledì 5 febbraio 2014

Il supermercato della scuola pubblica

Sono iniziate le iscrizioni ed è partito il gran mercato delle scuole, incluso quelle pubbliche.

Le scuole pubbliche s'inventano il possibile pur di raccogliere gli  studenti. Come negli Stati Uniti, ma anche altrove.

A Prato il preside della scuola superiore Datini ha voluto fare il suo exploit dicendo che per i bocciati non ci sarebbe stato posto. Che quindi andare in quell'istituto sarebbe stato da prescelti, da bravi; come a dire, si tratta di un' altra eccellenza insomma, perché loro, quasi testuali parole, 'offrono lavoro'.

Offrono lavoro, le scuole-azienda. Non saperi, competenze, linguaggi, creatività...

Si meriterebbe un bel boicottaggio da parte degli studenti stessi.
Peccato che non avverrà.

martedì 4 febbraio 2014

Nuovo Ospedale di Prato: la sentenza del TAR

Ha vinto l'ASL, perdono i cittadini. Così sentenzia il TAR. Nessun rumore fastidioso da parte del nuovo ospedale.

Addirittura l'ASL farà ricorso per il danno di immagine e per la questione dei 'fumi'.
Per il danno di immagine?!
Chiedere risarcimenti per l'immagine può compromettere l'immagine per sempre.

La sensazione che si ha, a parte il torto o la ragione (non so dei rumori, però l'odore acre e fastidiosissimo, quello sì per ben due volte l'ho sperimentato di notte), è quella di un potere sempre più lontano, aggressivo, forte, deciso a mettere a tacere ogni opposizione.
La dissidenza.
I cittadini sono avvisati. Meglio tenere la bocca chiusa, e non protestare. Evitare poi le carte bollate; perdete solo soldi.

Tuttavia, se pensano di vincere così le elezioni, hanno proprio, credo, imboccato la strada della sonora, e sarebbe doppia a Prato, sconfitta.

Un Calice di promesse

Ricevo e pubblico dal Comitato Ambientale di Casale.
L'aspetto più inquietante, alle Pantanelle, ovvero nel famoso Parco della Piana, rimane il Depuratore del Calice. Già a suo tempo, agosto 2009, documentai quello che accadeva, e fui rimbrottata aspramente - per strada, mentre camminavo! -  per aver scritto che le acque che uscivano dal depuratore apparivano tutto fuorché depurate (l'intervento su "Gida" non era piaciuto...); e che qualcuno le utilizzava per irrigare i campi di verdura - ci sono le foto! -, sì, proprio quelle. (1).

Naturalmente da allora non è accaduto nulla, le autorità non hanno mosso foglia. Ora hanno incontrato il Comitato e hanno fatto promesse. Vedremo.

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO AMBIENTALE DI CASALE
 La settimana scorsa per iniziativa della Presidente di Circoscrizione Sud Sig.ra Peris   una delegazione del Comitato Ambientale di Casale e del Comitato Qualità della vita di Ponte dei Bini ha incontrato l'assessore provinciale all'Ambiente Arrighini e la Funzionaria provinciale Sig.ra Chiodini per esporre le complesse criticità presenti nella zona del Calice. E' stata evidenziata  l'assoluta carenza di servizi essenziali come l'acquedotto e il metano in via Argine del Calice ed il sistema fognario anche in Via Casale e Fatticci. Sono stati posti interrogativi sull'attività del depuratore, che in occasione di pioggia immette direttamente i liquami non depurati nei torrenti Calice e Calicino con il reale rischio di inquinamento della falda e dei terreni coltivati con verdure a foglia larga, peraltro commercializzate nei supermercati e nei mercati della zona. Da notare che proprio questa immissione di acqua non depurata da parte del by/pass del depuratore, è spesso concausa delle tracimazioni del Calicino. Su questi punti sia l'assessore Arrighini che la presidente Peris si sono impegnati a controllare l'autorizzazione del produttore di verdure ad attingere dal Calicino, a canalizzare a Le Vanne gli sversamenti del depuratore nonché a trasmettere all'Arpat ed all'ASL quanto da noi segnalato in merito al livello d'inquinamento delle acque di superficie e di falda. Naturalmente era stata segnalata la criticità più acuta, cioè il rischio idraulico che è legato alle frequenti esondazioni nella zona dei torrenti Calice e Calicino. Purtroppo l'ondata di piena del Calicino si è scaricata  nell'area per la seconda volta nello stesso mese di gennaio ed ha fatto danni nelle abitazioni della zona con la sua acqua maleodorante.
Gli abitanti dell'area vivono continuamente in apprensione durante ogni giornata piovosa, per cui occorre trovare una risoluzione definitiva del problema. E' evidente che la zona viene utilizzata come cassa di espansione di ultima istanza, ma ciò è inaccettabile specialmente dai residenti che hanno recentemente acquistato immobili di nuova costruzione o ristrutturazione, ricevendo l'abitabilità anche al piano terreno degli stessi. Innanzitutto chiediamo alle istituzioni di aiutare economicamente i residenti che hanno subito danni materiali, ma poi occorrerà potenziare le casse di espansione, manutenere e monitorare lo stato degli argini e cessare il consumo di terreno agricolo, che è la principale causa del recente aggravamento del rischio idraulico.




Ma ancora, dopo l'alluvione del 2009:

Passerella

Passerella di Prato: luogo di spaccio.
Il vicesindaco Borchi, non si sa quanto provocatoriamente, afferma di chiuderla. Così gli spacciatori se ne andranno per un po'. Ne è nata una marea di polemiche...

Qualcuno, malignamente, parla anche di manovrina politica contro gli effetti presunti benefici del Centro Arti Visive, lì a due passi, che consigliere Calamai ha organizzato.

Come a dire: questo Centro non porta 'benessere', non toglie la zona dallo spaccio. Nonostante sia costato così tanto, nonostante abbiano detto che serviva anche a questo!

Sarebbe quindi un attaccuccio della Destrona alla Destrina...Robetta che sta a dimostrare che stanno a farsi i dispettucci.

Sarà così?

Tutta robetta interna al poteruccio pratese, in odore di elezioni...?

Ricordo che quando ero bambina io ci  stavano le prostitute (come ho scritto in Antologia del Bisenzio), e me lo ricordo bene, perché una sera, passandoci con i miei genitori, vidi una prostituta che teneva un cartello con su scritto: "Puttane vere". Erano i tempi dei primi trans, e qualcuna voleva fare la differenza.

Da allora, sembra, nessuno ha fatto molto da quelle parti.

lunedì 3 febbraio 2014

LISTA LUNA, alcune precisazioni

Dato mi chiamano per chiedermi cos'è questa LISTA LUNA, preciso che al momento si tratta solo di una lista 'fantastica', solo un progetto di elaborazione e discussione politica non conforme, diciamo così, aperto a tutti.
Il punto di partenza è Simone Weil, di cui ho già affrontato in passato i temi. Altri punti di riferimento, politici e poetici che stimolino lo stallo e la schiavitù economico-politica attuale, possono essere Leopardi ("Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai?..."), ma anche l'uomo-donna Oscar Wilde e la donna-uomo Margherita Hack, Gandhi naturalmente, insieme a una lettura non farisaica o untuosa di Lorenzo Milani o un Gramsci fuori dagli schemi (e chi lo ha letto veramente, pochi in Italia, sanno cosa intendo dire)...
Ma siamo assolutamente aperti alle proposte, alle idee.

Cercheremo di andare verso un superamento del linguaggio politico attuale, che è 'maschile' , violento ed economicista, oltreché bugiardo, anche se siamo costretti, per farci capire, a utilizzare quello vecchio: non ci piace la parola 'assessore', per esempio, né, anche se la utilizziamo, 'sindaco'. 

Tuttavia, ricordo che il nostro rappresentante, il nostro candidato sindaco 'fantastico' è Fulvio Silvestrini.
I motivi li ho già detti in precedenti articoli.

Ci ritroviamo per il PRIMO QUARTO DI LUNA al Teatro La Baracca, sabato 8 febbraio alle 17,30. 

Non ci sono poltrone da spartire: solo idee, umanità, creatività, poesia, concretezza.


La violenza 'perbene'

Si parla tanto di violenza del linguaggio, di modi eccetera dei 'grillini' al Parlamento,  che sarebbero addirittura 'fascisti'.
Tuttavia non si parla abbastanza della violenza che ogni giorno noi riceviamo dai media, che ci raccontano la verità a una dimensione.
Del massacro che si fa di una parte, e non dell'altra. 
Non si parla a sufficienza della violenza che quotidianamente subiamo dalle ingiustizie, soprusi, dileggi.

Non si parla che il sistema del potere si basa su clientele e nepotismo che viene perpetrato senza fine né speranza di cambiamento. Basta vedere chi c'è in televisione, pubblica o privata che dir si voglia. Chi parla e 'conduce'.

Non si parla della violenza di un Parlamento - insieme a tanti altri 'organi' pubblici fino al consiglio comunale -  che è muto, incapace di rispondere alle reali esigenze della nostra vita.

La violenza non mi piace.  Nemmeno quella delle parole. Ma non sto nemmeno dalla parte di chi usa lo spauracchio della violenza o del fascismo per continuare a usarci violenza nascosta, 'la violenza perbene', quella che ha il 'consenso', che lo Stato presunto di diritto protegge.


"Non c'è riscatto dove non c'è libertà politica e culturale"

Dalla vicenda Sgarbi versus Pecci viene fuori una accusa fortissima, e secondo me vera, anche se il critico d'arte la tira fuori solo come e quando, ora, gli fa comodo.

Scrive al sindaco che, ora che è stata rifiutata la sua candidatura, lui non vuole più comunque essere chiamato alla direzione del Pecci perché a Prato i giochi sulle nomine sono truccati e che non c'è libertà, condizione fondamentale per l'arte.

Sgarbi scrive che "non c'è riscatto dove non c'è libertà politica e culturale", e che a Prato la "dignità democratica è molto compromessa".

Un'accusa fortissima, che sottoscrivo, solo che non terrei circoscritta alla città di Prato. Basta vedere come avvengono, e come sono avvenute! le nomine agli enti pubblici.

Di queste nei teatri e roba simile potrei scrivere una piccola enciclopedia per l'uso.

Intanto voglio ricordare come avvenne la mia vincita al prestigioso premio teatrale Fondi La Pastora, tanti anni fa, così come me la raccontò uno della commissione e di cui ho annotato nei miei diari (santi e benedetti): nessuno di quelli che avevano vinto, fra cui io, giovanissimi e sconosciuti (si trattò di ex-aequo) doveva vincere. La commissione non si trovò d'accordo sul nome di che era raccomandato, Moravia, che lo contendeva a un altro 'big' di cui non seppi, e quindi decisero, dato che non si trovavano d'accordo, di votare solo i testi teatrali davvero graditi, meritevoli secondo loro. Ma fu una eccezione assoluta. E' quasi inutile partecipare ai premi o ai concorsi pubblici, mi fu ripetuto: "Puoi anche scrivere il testo più bello del mondo, ma non vincerai più. E' stato una vincita 'vera' che non si ripeterà facilmente."

Ora che accade a un personaggio famoso d'esser messo fuori dai giochi, lui fa ricorso al TAR, e si crea lo scandalo.
E poi non so se le cose che Sgarbi racconta stanno nel modo in cui lui le racconta. Difficile dire quando si tratta di gente così alto-locata. 

Però voglio ricordare che anche noi, figli di un dio minore, viviamo questa umiliazione tutti i giorni, senza che nessuno, se non di rado quando può essere usato strumentalmente, ne parli mai.

Sto aspettando anch'io il risultato del mio TAR, per cui la Regione Toscana, per opera di gente che non conosce le opere che ha giudicato e in alcuni casi altrettanto incompetente, ha escluso il Teatro La Baracca dalle Residenze Teatrali, mettendoci in ginocchio.


La lettera di Sgarbi al Sindaco Cenni pubblicata su Il Corriere Fiorentino: 
“Gentile sindaco sull’inquietante profilo della Commissione abusiva e squalificata mi sono pronunciato nei giorni scorsi e mi pronuncerò in tribunale. Le ingiustizie e le offese sono state intollerabili. Come ora mi appare anche il riconoscimento del Consiglio direttivo; e certamente procederò, prima che in sede amministrativa, in sede penale, perché sia risarcito il mio onore e ristabilita la verità sulla perfetta corrispondenza dei miei titoli alle richieste del bando di concorso. Si tratta di fatti, di storia professionale e umana, non di opinioni, e io non intendo essere faziosamente giudicato da incompetenti.
Ma anche se la commissione esaminatrice fosse ignorata e considerata inadeguata dal Consiglio direttivo, mi pare, ora, a freddo, inopportuno che io assuma, come avevo annunciato, la direzione del Museo Pecci. È evidente che, nella situazione paradossale che si è determinata, essa apparirebbe l’unica soluzione possibile per garantire l’indipendenza dell’indirizzo politico (nel senso più alto di tutela della polis) dalla ingerenza di interessi locali mascherati da improbabili e inesistenti garanzie culturali. I tre abusivi non possono garantire nulla e risponderanno della loro finzione davanti al tribunale. Ma in questi giorni turbolenti ho maturato la convinzione che non io a lui, ma il Museo Pecci, con i suoi condizionamenti e nella sua assenza di libertà (presupposto fondamentale dell’espressione artistica), è inadeguato a me e alla mia natura. Non c’è riscatto dove non c’è libertà politica e culturale. Per questo, qualunque sia la valutazione del Consiglio direttivo, ti comunico la mia indisponibilità ad accettare la direzione del Museo Pecci (per il quale ci sono già prevedibili candidati “allineati”, graditi al signor Gori e alla sua famiglia), e qualunque altro ruolo o funzione nella città di Prato di cui conosco la storia e i monumenti, ma che non tocca a me restituire alla dignità democratica che le recenti vicende che mi hanno coinvolto mostrano compromessa”.



domenica 2 febbraio 2014

Gaetanina Bresci graditissima

Non c'era molta gente (tardiva comunicazione forse, contemporaneità di tanti spettacoli a Prato, errori nel titolo di qualche giornale eccetera), però è stato uno spettacolo graditissimo, che -come si dice - è stato un vero successo.

Brava anche Anna Beltrame, assessore alla cultura del Comune di Prato,  brava nel senso etimologico della parola, che ha avuto il coraggio (era l'ora!) di presentarlo in un teatro comunale. E non è finita, perché al Magnolfi continuiamo con Cafiero Lucchesi. Il 23 febbraio.

Ecco i commenti sul "Libro del gradimento":

"Bravissima come sempre"
"Spettacolo coraggioso. Bravi (o bravissimi)"
"Spettacolo interessante"
"Bravissima"
"Molto bravi. Bravo il Console, brava Gaetanina".
"Molto ok. Bravi tutti e due".
"Molto interessante"
"Brava, bravo, bravi"
"Bravissimi e molto coinvolgente".

Alcune persone sono venute anche a chiedere informazioni sullo spettacolo e a complimentarsi.
Soldi pubblici molto spesi bene.

Noi, gli abitanti pratesi di serie B

Mentre il candidato Biffoni parla di 'ritorno al futuro' con la Palla Grossa, e va a parlare agli studenti, sì, agli studenti (ma di che? ma di che? Monopoli?); mentre si scotennano per il candidato del Centro Destra, vagando indecisi, noi qua, nella periferia sud-ovest, siamo sempre i soliti cittadini di serie B.

Dopo l'ultima alluvione, non è stato fatto nulla per evitare gli allagamenti delle Pantanelle, a parte risistemare un po' lo strappo del Calice.

Tutte le acque vengono qua, sporche e pulite.
GIDA intanto continua a buttare indisturbata nei fossi di tutto, nel fantomatico 'PARCO DELLA PIANA'. 

E' vergognoso. Questa campagna elettorale è già allagata, fa già ACQUA DA TUTTE LE PARTI.

Morire da turista

Sono morto da turista. Un privilegio per pochi. Nemmeno me ne sono reso conto. Ero lontano dalla mia città, Barcellona, che in questi gio...