sabato 15 marzo 2014

Il sesso degli uomini tristi

Ero un uomo triste
ma poi ho incontrato te
piccolina;
per poche lire
me la davi
mezz'ora di piacere.

Dopo di me altri
in fila,

ma che importava;
in quella mezz'ora
io mi infilavo in te
piccolina!

Chi eri?
Non so esattamente,
era un dettaglio
che mi sfuggiva!

D'altronde tu non parlavi.
Ti svestivi e in poche parole
andavi sul letto
a dare piacere!

In fila gli uomini tristi
in fila gli uomini stanchi.

A questo serviva la tua carne
a questo;
togliermi il tempo di dosso
come un cencio liso

il tuo corpo profumava
e ogni tanto risplendeva
un timido sorriso!

Se non era amore,
piacere, quello sì.

Pagavo.

E quando uscivo,
io mi sentivo leggero

e ritrovavo

ancora in fila
gli uomini tristi,
in fila ancora
gli uomini stanchi.


venerdì 14 marzo 2014

Perché il viadotto al Soccorso di Prato non va costruito

Il motivo per cui il viadotto al Soccorso non va costruito, ma piuttosto il sottopasso, è semplice.

La città di Prato, città estesa nonostante in questi anni si sia valorizzato il centro storico e dimenticato le periferie, è attraversata, anzi 'tagliata' da:

1. Ferrovia;
2. Autostrada A11;
3. Declassata, dove appunto si vuole costruire il viadotto.
4. Tangenziale, a cui se ne aggiungerà a ovest un'altra, quella che passa dalla benedetta zona umida delle Pantanelle.

Dov'è la lenticchia, più o meno, è previsto il viadotto del Soccorso
In via Pistoiese, addirittura si ha la confluenza della Tangenziale con viadotto e Ferrovia, il che rende la zona di Narnali e Viaccia a ovest zone off limits, separate, perché vi si accede soprattutto dallo squallido sottopasso della ferrovia, dato che quello di via Ciulli, dove morirono le tre cinesi, è ancora chiuso.

Così accade per la zona sud, che è divisa dal centro da Autostrada e Declassata, e questo ha contribuito  all'insediamento del peggio: Depuratore di Baciacavallo, Depuratore del Calice, Macrolotti, elettrodotti.

Insomma, la 'separatezza' in città induce sofferenze e degrado da un punto di vista eco-antropologico.

C'è quindi bisogno di recuperare spazio e unire la città.

Il sottopasso, che toglierebbe anche la barriera esistente al Soccorso, la 'strettoia', è la soluzione più intelligente e più civile: oltre a essere benefico per il quartiere stesso, aprirebbe un varco significativo verso il sud della città.


I vecchi e le bambine

La storia delle baby squillo romane, con l'implicazione di noti personaggi del mondo della politica eccetera, fa tristezza, ma, se non da giustificare,  c'è bisogno di capire.

Per noi donne è più facile andare con un ragazzo giovane, anche se non è meno triste a volte, anche se non c'è di mezzo il danaro. Capita alle donne mature di mettersi in questi gineprai, in cui spesso il ragazzo non solo va con 'la nave scuola', ma anche sfrutta la donna anziana o più vecchia in vario modo, e quindi, anche in questo caso di tratta comunque di rapporto di interesse.

Non c'è niente di più triste dell'amore e dell'illusione acquistati alla cassa.

Tuttavia è una vecchia storia: il vecchio che va con una giovane (vedi Pantalone nella commedia dell'arte); la vecchia che va con un giovane che la sfrutta e la illude. La stessa Edith Piaf ne era vittima, molte donne dello spettacolo ci cascano.

Montaigne ne scrive; è uno dei pochi uomini che affronta apertamente di questo problema affettivo e sessuale,  ma lui preferiva rinunciare piuttosto che essere amato per pietà. Nemmeno oggi i maschi sono capaci di tanta sincerità:

"Non ho nessun'altra passione che mi infonda lena. Quello che la cupidigia, l'ambizione, le liti, i processi operano negli altri che, come me, non hanno un'occupazione determinata, l'amore lo farebbe più agevolmente: mi renderebbe la sollecitudine, la sobrietà, la grazia, la cura della mia persona; renderebbe più fermo il mio sembiante, in modo che le grinze della vecchiaia, queste grinze deformi e miserevoli non venissero a corromperlo; e mi riporterebbe agli studi sani e saggi, per i quali potrei rendermi più stimato e più amato, togliendo al mio spirito la disperazione di sé e della propria utilità, e ravvicinandolo a se stesso; mi distoglierebbe da mille pensieri noiosi, da mille dispiacere malinconici che l'ozio e il cattivo stato della nostra salute ci addossa in tale età; riscalderebbe almeno in sogno questo sangue che la natura abbandona: e prolungherebbe il vigore e l'allegrezza dell'anima a questo pover'uomo che va a gran passi verso la rovina.
Ma capisco bene che è un vantaggio assai difficile a riconquistare...niente può darci la sicurezza di essere amati, conoscendo la nostra condizione e la loro. Mi vergogno di trovarmi in mezzo a quella verde e bollente gioventù... Andremo forse a mostrare la nostra miseria in mezzo a quell'allegrezza?...Esse non possono farci del bene che per pietà, preferisco di gran lunga non vivere affatto che vivere di elemosina". (Saggi, III,V).

giovedì 13 marzo 2014

Sgarbi SuperCommissario!? Noooooo....

Ma non gli basta stare sempre in televisione, essere in tutti i luoghi, non gli basta essere sempre in prima pagina? Ora vuole fare, così ha detto al Corriere Fiorentino, il supercommissario dei musei di Prato, visto che non lo sarà per il Pecci.

Ah, si starebbe lustri davvero, se questa nomina diventasse concreta, non avrebbe senso nominare un direttore di un museo, o assessore alla cultura, con lui accanto!

Sarebbero un direttore e un assessore alla cultura dimezzati e claudicanti, sempre messi a tacere dall'IrrequietoCheSiCredeUnGenio.

Sarebbe meglio allora nominare lui come assessore dell'assessore alla cultura!

Anzi, come assessore degli assessori tutti passati e presenti; come assessore anche del Sindaco; o forse sarebbe meglio nominarlo Sindaco dei Sindaci....

(P.S. Il sindaco Cenni ha dichiarato che lui non ne sa nulla di questa eventuale nomina di Sgarbi. Ma come mai il Sindaco non ne sa mai nulla di nulla?).

Qui nella Piana, l'Uganda della bici

Gli olandesi, negli anni '70, furono convinti a usare la bici per molto meno...certo, quelli erano altri tempi.
Tuttavia i francesi ci provano, e pagheranno chi andrà a lavorare in bicicletta! 0,25 centesimi di euro a chilometro. (1)
Chissà cosa ci vuole a noi, per fare andare in bicicletta i nostri lavoratori cittadini!
Ci vorrà molto molto di più. Un posto di lavoro?

Innanzi tutto, però manca il fondamentale: mancano le piste ciclabili!

Qui, nella Piana che comprende Pistoia Prato e Firenze dove vivo, andare in bici è rischiosissimo. Anche dove ci sono, le piste ciclabili, non sono collegate, hanno inizi e fine improbabili, non c'è nessuna logica in cui sono inserite.

Qui è l'Uganda della bici: là gli omosessuali sono perseguitati; qui i ciclisti vanno a giro a proprio rischio e pericolo.

Qui si fa tutto per le macchinine.

Tanto che addirittura un ex-sindaco di Pistoia, Berti, è accusato (ma io non ci credo non ci credo!), anche di averne rubata una al supermercato! (2)


Renzi, il cavallo di Troia del PD


Come gli sciocchi troiani, questi piddini hanno fatto entrare l'Ulissino moderno, versione regalino da bancarella turistica.

Il giochino durerà fino alle amministrative; se va bene, allora l'Ulissino mette tutti i giocatori a terra e zitti, e distrugge quel che resta del partito, con qualche fuoriscita; se perde, allora lui se ne va, ma il partito rimane distrutto lo stesso.

Localmente sembra un vero gioco delle matrioske: hanno piazzato Ulissine e Ulissini dappertutto, a sua immagine e somiglianza, ma molti di loro si mostrano davvero poco convincenti, anche come rottamatori.

Con le prossime elezioni è probabile che anche SEL passi a miglior vita, come mi pare di prevedere dalle vicende del grande capo messapico e dalla loro ambigua posizione: critico l'Ulissino, ma poi ci faccio il governuccio locale, se possibile.

Storia del Viadotto, 2


Ricevo dal Comitato del Soccorso:


"Pubblichiamo il secondo capitolo della nostra ricostruzione della storia del Vaidotto del Soccorso.

Capitolo 2 o “L’arte della guerra, Pianificazione Strategica”
Il finanziamento statale è stato reso possibile dall’Assessore Filippo Bernocchi che, grazie al vincolo pupillare che lo lega ad Altero Matteoli all’epoca Ministro delle Infrastrutture, riesce a far inserire il raddoppio nel quadro delle Grandi Opere. Questa soluzione implica però che il progetto riceva l’approvazione del Ministero dell’Ambiente; la legge richiede che venga redatto uno Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) che poi, unitamente al progetto, passi il vaglio della Commissione Valutazioni Impatto Ambientale (V.I.A.) presso il Ministero.

Il Dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici ing. Lorenzo Frasconi, si attiva quindi per affidare gli incarichi professionali per la realizzazione dello S.I.A.. Tra questi, il 20 Ottobre 2011 con propria determina (D.D. 2893/2011 http://1drv.ms/1fdyB1h) affida alla ditta I.R.I.D.E. l’incarico di redigere tutti gli atti necessari alla V.I.A. per un importo complessivo di 97.526 euro.
La scelta viene motivata dalla necessità di trovare un soggetto che avesse una serie di conoscenze tecniche e che in particolare avesse rapporti con il Ministero dell’Ambiente: I.R.I.D.E. possiede ampiamente questi requisiti e vanta un’esperienza ventennale di attività professionale.
L’impellente necessità di trovare qualcuno con queste “entrature” presso il Ministero ha però fatto dimenticare al Dirigente le prescrizioni di legge in merito alle procedure di affidamento.

Il Codice Nazionale dei Contratti Pubblici (D. LGS n. 163/2006 http://1drv.ms/MRuSAw) all’art. 91 stabilisce che sotto i 100.000 euro gli incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente possono essere affidati mediante una procedura semplificata che implica l’invito ad almeno 5 soggetti, ove esistenti. Quindi l’affidamento diretto ad I.R.I.D.E. se non illegittimo, appare quantomeno singolare: veramente in Italia non esistono almeno altre 4 società di Ingegneria con i requisiti richiesti?
La società I.R.I.D.E. come scopriamo da visura camerale del 30 Marzo 2012 (http://1drv.ms/MRux0A) si costituisce il 13 Maggio 2004 con un capitale sociale di 10.000 euro ed inizia la sua attività d’impresa il 29 Aprile 2008; i titolari sono l’ing. Mauro Di Prete (90%) e l’arch. Fabio Marcello Massari (10%). L’ultimo bilancio disponibile allegato alla visura risale al 2009 con un fatturato di 134.629 euro.
Come forse avrete già notato, c’è un’incongruenza che balza agli occhi con quanto affermato dal Dirigente: la vantata esperienza ventennale visto che la società si è costituita nel 2004 ed ha iniziato ad operare nel 2008.
Altra singolarità è che non esistano al 2012 bilanci depositati successivi al 2009 e che il fatturato di questa società - ricordate, così specializzata da non essercene altre oltre a lei in Italia - è solo di poco superiore ad una sola commessa affidatale da un ente pubblico di modeste dimensioni.

Perché quindi l’ing. Frasconi l’ha scelta?

Dichiarando apertamente che entriamo nel nebbioso campo delle supposizioni, indaghiamo un po’ sull’ing. Di Prete.
Da una rapida ricerca scopriamo che attualmente è membro della commissione COVIS del Ministero dell’Ambiente (http://1drv.ms/1bZycFk) e che in passato è stato membro della commissione VIA presso lo stesso Ministero, la medesima commissione che dovrà valutare il progetto di raddoppio.
Cominciano ad apparire chiari i rapporti che la società scelta dal Dirigente può vantare col Ministero dell’Ambiente. Incuriositi, navighiamo nei meandri del sito del Ministero e scopriamo una parere della commissione VIA datato Marzo 2008 in relazione ad un progetto presentato dal Comune di Pomezia (http://1drv.ms/MRAtH8): le pagine finali contengono i nominativi e le firme dei componenti della commissione e con nostro sommo stupore scopriamo che in quei tempi, insieme a Di Prete era membro stabile della commissione anche l’avv. Filippo Bernocchi, oggi assessore alle Grandi Opere del Comune di Prato sotto cui ricade l’Ufficio omonimo diretto dall’ing. Frasconi.
Durante una trasmissione televisiva l’assessore risponde ad una domanda indiscreta del giornalista sui suoi passati legami con Di Prete dicendo che lui, per il suo lavoro, conosce tanti professionisti; quanti però, aggiungiamo noi, sono stati in commissione V.I.A. insieme a lui e poi si sono visti affidare uno studio tecnico per un progetto del suo assessorato, studio che servirà per decidere il tipo di infrastruttura da realizzare?

Filippo Bernocchi è ancora membro della commissione VIA ed infatti si troverà nell’invidiabile posizione di valutare il progetto che il suo stesso comune presenterà al Ministero. Ad onor del vero va detto però che dovendo adempiere ai numerosi impegni che un assessorato importante come il suo comporta, Filippo non sarà presente il giorno della votazione in commissione (http://1drv.ms/1dzjUK3) anche se siamo certi che si sarà adoperato per far comprendere ai colleghi l’importanza di costruire un viadotto di 400 metri nel centro cittadino.

A Maggio 2012 lo S.I.A. viene presentato a porte chiuse presso l’Ordine degli Ingegneri.
Dopo gli interventi dell’ing. Di Prete che illustra lo Studio e dell’ing. Frasconi che mostra a grandi linee come si svilupperà il cantiere è il turno delle domande e considerazioni da parte dei professionisti in sala. Emerge subito una certa titubanza sul modello utilizzato e sugli indicatori scelti per il calcolo dell’impatto ambientale.
Il modello utilizzato si chiama M.A.S.S.A. (Modello Ambientale per la Scelta di Soluzioni Alternative) e, come viene fatto rilevare da ingegneri in sala, è un modello che si applica bene a progetti di più ampia estensione territoriale, per il progetto del Soccorso è inadeguato perché i risultati sarebbero viziati da una non proporzionalità tra lo strumento e ciò che si vuole misurare. Lo stesso Di Prete conferma queste considerazioni ma spiega che a tutt’oggi il problema di un confronto neutrale delle alternative di progetto è ancora irrisolto e che comunque il modello è stato da loro arbitrariamente adeguato per adattarsi all’analisi in questione (http://1drv.ms/1dnKUbM).
Altra critica che viene mossa è riferita all’elenco delle categorie di impatto su cui basare l’analisi (http://1drv.ms/1dnMaLT) che privilegia la fase di cantiere rispetto a quella di esercizio trascurando parametri come i costi sociali dovuti al rischio degrado che un viadotto in pieno centro urbano porta con sé con conseguenti rischi di ghettizzazione ed aumento della criminalità come ampiamente spiegato dall’allora Presidente dell’Ordine degli Architetti Luigi Scrima che definisce gli spazi sotto i viadotti cittadini dei “non luoghi” citando esempi di viadotti cittadini “problematici” e di contro, soluzione urbanisticamente più integrate come St. Denis (http://tinyurl.com/lp782n6) e Barcellona (http://tinyurl.com/omj6xe7), riprendendo i temi della lettera che l’Ordine degli Architetti scrisse al Sindaco quasi un anno prima (http://1drv.ms/N5tw4w).
Questa anomalia è ben visibile in una delle schede riassuntive in cui si arriva addirittura a dire che l’opera con i minori costi sociali è proprio il viadotto e comunque si precisa che sarà possibile eliminare il rischio degrado mediante la dislocazione sotto il ponte di esercizi commerciali (http://1drv.ms/1dnO1QX).
Uno di questi costi sociali è l’interferenza con la salute umana e nello specifico l’inquinamento atmosferico ed acustico. Se per il primo c’è una sostanziale parità tra la soluzione viadotto e quella interramento dovuta all’accorgimento di usare per la pavimentazione del ponte asfalti fotocatalitici, per il secondo la soluzione viadotto è nettamente peggiorativa rispetto all’interramento, il 346% di aree interessate in più (http://1drv.ms/1fmRh4T) per cui si adotta la soluzione delle barriere anti-rumore.
Quest’ultime però come fatto notare anche nei mesi successivi non riparano dal rumore i piani dei palazzi che superano in altezza anche le barriere né possono fare niente per la propagazione del rumore sotto al ponte essendoci ora spazi vuoti anziché il terrapieno che garantiva l’assorbimento totale in quella direzione.
Significative anche le differenze col raddoppio col terrapieno: è possibile che per 2 opere sostanzialmente simili che differiscono per il tipo di struttura che sosterrà le carreggiate ci sia una così grande differenza nei valori di inquinamento atmosferico (concentrazioni di NO2 al suolo in m2: 50.132 viadotto, 80.535 terrapieno)?

Renzi, il cavallo di Troia del PD

Come gli sciocchi troiani, questi piddini hanno fatto entrare l'Ulissino moderno, versione regalino da bancarella turistica.

Il giochino durerà fino alle amministrative; se va bene, allora l'Ulissino mette tutti i giocatori a terra e zitti, e distrugge quel che resta del partito, con qualche fuoriscita; se perde, allora lui se ne va, ma il partito rimane distrutto lo stesso.

Localmente sembra un vero gioco delle matrioske: hanno piazzato Ulissine e Ulissini dappertutto, a sua immagine e somiglianza, ma molti di loro si mostrano davvero poco convincenti, anche come rottamatori.

Con le prossime elezioni è probabile che anche SEL passi a miglior vita, come mi pare di prevedere dalle vicende del grande capo messapico e dalla loro ambigua posizione: critico l'Ulissino, ma poi ci faccio il governuccio locale, se possibile.

mercoledì 12 marzo 2014

Italicum, o del picaresco

"Italicum": si tratta di un'altra legge elettorale che tende a bloccare le relazioni di potere, per renderle ancor più immobili e fisse e impedire ogni reversibilità di movimento. Per il perdurare dell'attuale stato di dominio.

Concretamente, un esempio: si è addirittura arrivati a ostacolare l'ingresso di nuove liste in Parlamento, grazie a Ignazio La Russa, obbligandole alla raccolta firme, cosa che invece non devono fare i partiti che già ci sono.

Qui, è evidente, non si parlamenta un bel nulla: dall'esterno il Parlamento sembra un accolita di congreghe, di sette, di conventicole.

Attraverso le immagini, questi rappresentanti del popolo che si muovono nell' 'emiciclo' come in una piazza di mercato del pesce, appaiono popolani. Il livello basso dei loro modi, dei parlari, quando ci sono; il disordinato andirivieni e la confusione, che si riflette negli articoli dei media servili, danno l'impressione di insolite riunioni picaresche organizzate per perpetuare saccheggio e sudditanza.

martedì 11 marzo 2014

Ci sono le elezioni!

Ti devi sistemare
c'è la crisi

ma anche c'è
un'opportunità.

Non mancare l'opportunità,
verme amoroso,
ci sono le elezioni!

Le giornaliste indossano
tacchi alti
e il signorino impomatato
parlerà di te
ti farà l'intervista;
scegli la radio,
fa più scic.

Ci sono le elezioni, cazzo,
è un'opportunità!

Lo vuoi capire?

Ora o mai più:
sii disposto a tutto,
non puoi essere tanto raffinato
come furono gli antenati;

oh, loro lo potevano fare,
tu no,
loro potevano costruire
architetture
sulle barricate.

Tu, invece,
per prima cosa
andrai in Cina,
fabbricherai un miliardo di voti,
e poi
ti comprerai una casa a Parigi;

e se va bene
ci sarà spazio
per una fabbrica di maiali
nel nord nitrato.

E' un bel programma,
ne sono sicura.

Ci sono le elezioni, cazzo,
è un'opportunità!


lunedì 10 marzo 2014

"Gaetanina Bresci" in Olanda

L'Istituto di Cultura Italiano di Amsterdam ha saputo dello spettacolo, e ci sostiene pubblicamente. Non tutto è perduto.

"Cenerentola è andata via" al Teatro La Baracca: commenti e assenza delle 'autorità'

Ieri pomeriggio la Provincia presentava il mio "Cenerentola è andata via" alla cittadinanza  presso il Teatro La Baracca.
La recita è andata benissimo, il pubblico entusiasta. Però la cosa strana, l'aspetto politico da rilevare è che, a parte l'assessore Ferrara, non era presente nessuno della Provincia che l'aveva organizzato. Nessuno delle Pari Opportunità che l'avevano organizzato. Nessun impiegato.
In un primo momento si doveva rappresentare alla Guido Monaco ma poi, date le difficoltà oggettive, e anche poste da parte dell'associazione che lo gestisce alla Provincia, quest'ultima aveva deciso all'ultimo momento di accettare la mia ospitalità.
Forse per questo, a causa mia, i rappresentanti della Provincia, a cominciare dal Presidente Gestri che abita vicinissimo al teatro, non sono venuti?
E' chiaro il messaggio. Al partito di dominanza, ma non solo, non sono gradita e non vogliono legittimare quello che faccio.
E' una precisa azione politica, è un esempio della STRATEGIA DEL SILENZIO, quella che porta alle stragi causate dal silenzio.
Dunque un doppio grazie a Loredana Ferrara che ha avuto il coraggio di essere presente e di sostenere concretamente lo spazio.
Trascrivo i commenti scritti sul Quaderno del Gradimento. L'ultimo di questi palesa cosa il pubblico ha pensato delle 'autorità', che davvero non ci hanno fatto una bella figura.

P.S. Il regalo più bello è stato essere applaudita da giovanissime ragazze sedute fra il pubblico, felici di essere lì per lo spettacolo. Pur nel deserto, piccoli fiori crescono.

"Grazia e maestria nell'interpretazione. Suscita il desiderio di conoscere meglio il percorso che l'ha condotta fino a qui. Ma Cenerentola che lascia la casa non può neppure oggi pensare al mondo, a sé, ai tanti volti che nasconde e che può nel silenzio scoprire? Complimenti per il testo e la recitazione. (C.L).
"Cara, hai colto con leggerezza semplicità e...profondità le contraddizioni di noi donne. Grazie!...(L.F.)
"Cara Maila sei stata bravissima anche in questa rappresentazione e bravissima anche a suonare. (F.S.)
"Semplicemente brava" (L.B).
"Che bella sorpresa questo spettacolo regalato dalla Provincia a tutte le donne! Brava l'assessore Ferrara che ha valorizzato un piccolo ma preziosissimo teatrino di provincia e periferia...Ma perché chi aveva organizzato, le altre donne delle Pari Opportunità, sono state poi assenti? 
Bellissimo lo spettacolo. Grazie. (G.T.)

domenica 9 marzo 2014

A Prato le ciclabili una priorità?

Ho letto una dichiarazione del sindaco Cenni che a Prato le piste ciclabili sono una priorità, e lo saranno anche in futuro.

Ma guarda...

Quando, dopo poco il suo insediamento come Sindaco, andai a parlare con il suo vice, con una bozza di progetto sulle ciclabili a Prato, mi fu detto, testuali parole: "I pratesi non vanno in bicicletta", e che quindi ampliare la rete ciclabile era una bella idea, ma c'erano urgenze più importanti.

Sì, abbiamo capito: costruire viadotti e mega-supermercati.