sabato 4 ottobre 2014

GONFIENTI ETRUSCA, DA CITTA' A 'VILLETTA'

Quello che si propone per domani, 5 ottobre a Prato, in occasione del giorno degli amici dei musei, la visita al famoso Lotto 14 degli scavi della Città Etrusca sul Bisenzio, è la riproposizione - quasi pari pari - di quello che andò in scena il 20 novembre del 2010, proprio il giorno prima del mio spettacolo su Gonfienti (Gonfienti, storia di una battaglia).

Visitina agli scavi, passaggio al Mulino di Gonfienti per vedere i reperti.
Questa volta ci sarà in più magari il discorsino delle autorità.
Ma cosa potranno ancora dire? Non dovrebbero dire proprio nulla, dovrebbero tacere! Troppi misfatti sono stati compiuti nei confronti del nostro patrimonio locale, con la complicità e il silenzio, o il finto 'filo-archeologismo' di troppi.

Il fatto che venga proposta la visita nei giorni in cui apre i battenti il mostro culturalbancario  della Mostra al Pretorio (I capolavori che si incontrano, ma che non torneranno mai a casa, cari correntisti pratesi della Banca Popolare di Vicenza, -capolavori che voi e i vostri padri, con i vostri risparmi, deste la possibilità di comprare alla Cassa di Risparmi di Prato mangiata dalla banca vicentina-!), una 'visita etrusca' messa sullo sfondo di ben altro caravanserraglio mediatico, schiacciata insomma, dà la misura simbolica dell'inganno messo in essere. E soprattuto della cattiva coscienza.

Ora per giunta la domus etrusca, quella del lotto in questione appunto, diventa Villa Etrusca - leggete il volantino - , che, come mi è stato fatto notare, è un puro arbitrio, una contraddizione, un ossimoro. Perché la concezione della 'villa' è tutta romana, e per nulla etrusca. Come a dire, la 'città' non c'è più, esiste solo la 'villa'.

Non sorprende che il tutto sia stato dato in mano a una associazione ligia sovrintenente, e invece per esempio sia stato negato ad altri la possibilità, in questi anni, di tenere il sito vivo e vegeto, che pure ne avevano fatto richiesta volontari e tuttavia competenti, però associazioni meno 'sicure' dal punto di vista della fedeltà.

Dunque il contentino è confezionato, per coloro che non sanno e che vorranno crederci, con un museo trasferito a Campi Bisenzio - e perché non a Prato, e proprio in qualche stanza al Pretorio o altrove? -, con una negazione continua della storia locale, ma soprattutto della portata della scoperta di Gonfienti - da città ridotta a 'villetta' - , di cui hanno sotterrato tutto e ben poco altro ci mostreranno altri possibili futuri scavi.

La città etrusca sul Bisenzio sarà messa in secondo piano rispetto invece alle più rassicuranti e 'storiche' etrusche Carmignano, Comeana, Artimino, dove non ci sono interporti e interessi da far lievitare, insieme a piste d'aeroporti.

Da brave bambine avvisate dalla nonna, non prenderemo né mangeremo questa caramella che personaggi ben conosciuti ci vogliono offrire! 
Taccio sulle previste visite per le scuole (!), tutto in funzione di una immagine a sua volta preparata e già siglata dalle cosiddette autorità per il voto, a depradarci il  futuro.

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In merito a Gonfienti ricevo dal Prof. Giuseppe Alberto Centauro, e pubblico:

Gonfienti etrusca da virtuale a “realtà aumentata” all’ UNESCO. World Forum on Culture & Cultural Industries

Firenze ha ospitato il “Terzo Forum Mondiale UNESCO”. Avvenimento di primaria importanza per il mondo della cultura e dello sviluppo sostenibile ad esso associato. D’altronde il tema di quest’anno “Cultura, Creatività e Sviluppo Sostenibile. Ricerca Innovazione Opportunità” ben s’attaglia ai bisogni di cambiamento della contemporaneità. Centinaia di delegati da tutti i paesi, hanno dimostrato in modo solidale l’ampia partecipazione ai processi di crescita sociale dei paesi terzi, culturalmente emergenti (India, Marocco, Mali, Senegal, Bosnia, ecc.). Una grande assise, pienamente inclusiva delle istanze di cultura testimoniate dai vari partecipanti. Anch’io ero un partecipante in sala che avrebbe in cuor suo voluto raccontare la storia di Gonfienti, la bellezza della riscoperta delle radici culturali europee, passando dal virtuale di uno scavo mai condotto alla “realtà aumentata” di una comunicazione aperta al confronto e libera. Bellissimo oggi è stato ascoltare e sentire parlare all’unisono di irrinunciabilità  della cultura nelle politiche planetarie. Altrettando forte è stato il comune richiamo al diritto di manifestare una cultura libera da qualsiasi condizionamento, autonoma e creativa.  Proprio stamani, nella giornata conclusiva del simposio, è stata presentata una pubblicazione che ritengo, per il significato sottinteso, davvero speciale: “Gender Equality. Heritage and Creativity”, a dimostrazione che la parità di genere può passare a qualsiasi latitudine purché la si faccia attraverso una libera espressione della cultura (teatro, musica, poesia, storia, in una parola attraverso i riconoscimento dei valori dell’arte e del paesaggio).

Stonava però in questo consesso l’assoluta mancanza dei politici nostrani, di una voce italiana “politicamente” autorevole che sostenesse anche per le nostre risorse culturali, le ragioni espresse dall’assemblea e non solo da parte dei professori e degli studiosi, dalle parte delle delegazioni politiche, della gente comune. Accanto a me un partecipante mi ricordava che qualcuno dei nostri amministratori si era pur visto il primo giorno a tagliare il nastro dell’evento, dopodiché poco o nulla.
Ero andato al forum per consegnare a mano  una lettera ad un mai arrivato  Min. Franceschini, anche perché sapevo che avrebbe saltato l’appuntamento pratese al Museo Civico e non volevo mancare di incontrarlo. Una lettera scritta come privato cittadino, reclamando ancora una volta i diritti di cittadinanza dei beni culturali italiani, troppo spesso negati e disattesi. Avrei proposto di elevare il caso Gonfienti ad una questione nazionale come lo richiederebbe l’importanza del sito, del grande insediamento Etrusco Arcaico e come reclamano le straordinarie rilevanze archeologiche e storiche dall’età micenea in avanti ritrovate in quell’area al centro della piana, testimonianze che sono tenute ben lontane dai tavoli dei ricercatori e dai musei territoriali. Ancora una volta, torno a casa, mio malgrado, con la coda tra le gambe, ma non sono solo nel deserto in questo contesto però uscendo dal Forum Mondiale, apro gli occhi vedo il vuoto, il niente eloquente che annulla il futuro della cultura. Adesso di ritorno in città,  penso che domani in quel di Gonfienti per l’appunto, si evocherà in un modo assai beffardo il “museo …che non c’è” , come se l’intera e triste vicenda degli scavi mai eseguiti e dell’obliterazione dei reperti strutturati a terra dipendesse dalla natura stessa del ritrovamento, circoscritto alla “Villa Etrusca” (sic!) , ovvero ad un ossimoro storico, ad una contraddizione lessicale, che la dice lunga sulla manipolazione della comunicazione stessa ancor oggi in atto, consumandosi giornalisticamente nell’evento di un giorno,  in  una sorta di banderuola culturale ad uso e consumo degli interessi dei soliti noti.
G.A.C.

MIRIAM 2, QUELLO CHE IL PUBBLICO DICE

Bella seconda replica di Miriam al Teatro La Baracca.
Il pubblico rimane un po' male per la mancanza di dibattito, non se ne va, e lo crea in qualche modo da sé. Ha però difficoltà a scrivere subito un commento così a caldo, e qualcuno lo manda via mail.
I commenti sul Libro del Gradimento magari li pubblicherò in altra occasione. Ora voglio mettere sotto due fra le recensioni più significative che ho ricevuto.


"A proposito di Miriam, a me è sembrato un grande grido di dolore nei confronti di un sistema ormai radicato intorno a noi, che porta la società a credere a tutto ciò che viene gridato e amplificato da giornali, internet e trasmissioni televisive fatte oramai non da artisti e professionisti ma utilizzando "casi" e persone comuni, che porta ad accendere i riflettori su un carcere solo perché lì c'è l'ennesimo caso eclatante adatto a riempire pagine di cronaca. E la gente comune come è felice e grata al sistema che li tiene sotto i riflettori...  Molto bello e significativo il coro...Cara Maila, non voglio scrivere un testo anche se sarebbe bello parlare su Miriam .... e sul fatto che Jeshu se è figlio di Dio oggi dovrebbe veramente sposare un'atea altrimenti che figlio di dio è?? Avete fatto bene a non aprire al dibattito, meglio restare ognuno con le varie interrogazioni e riflessioni.
Bellissimo spettacolo ben orchestrato, da Gianfelice e i suoi molteplici ruoli, alla donna ... dal fiore in bocca,  con accento veneto, credibilissimo, che racconta i suoi pesanti drammi con una leggerezza che fa divertire il pubblico!
 E poi mi fermo, andrei molto oltre, ma comunque ci sono altre repliche e spero di poter tornare cercando di portare qualcuno che non mi ascolta mai,( ormai sono fuori sistema) e non viene in Baracca forse perché ha paura di non essere nel sistema...? Grazie ancora e a presto!" Maura



"MIRIAM, moglie di Gesù. Siamo di fronte ad uno spettacolo complesso, ricco di intrecci e significati plurimi, ma pure originale e squisitamente interessante per i risvolti al contempo grotteschi e di riflessione che ha la possibilità di far scaturire in molti passaggi. È un po' come se l'autrice dicesse fra le righe che se Gesù tornasse oggigiorno
s'incarnerebbe non solo fra gli ultimi ma anche fra i non compresi, fra gli inopportuni, gli scomodi, quelli fuori dalla nostra sicura normalità. Sarebbe certo una figura di fronte alla quale i poteri rivelerebbero i loro interessi di parte, il cinismo dei mass media che comprano tutto, incarnato dal giornalista, l'ambiguità del potere ecclesiastico, qui incarnata dal prete, le strategie mirate del potere giuridico, incarnata dall'avvocato. Mentre l'umanità che Gesù rappresenterebbe rimane proprio significativamente l'ombra che crea imbarazzo, ora fastidio, ora stupore. Gesù viene rifiutato persino da Miriam, anche lei donna appartenente agli ultimi, ma pur sempre dotata di 'normale' buon senso, di egoismo, dunque infastidita dall'altruismo gratuito di Gesù. Paradosso della pièce, Miriam atea crede in Gesù, ovvero all'umanità che rappresenta' pur volendo divorziare per l'insostenibilità della situazione. Crede a valori che non condivide, mentre gli altri non credono a ciò che non condividono. I poteri esprimono sempre i loro interessi di fronte a ciò che è diverso, fosse anche Gesù. Miriam no. Diventa messaggera dunque, di un messaggio che in se stesso pare impossibile, ma che racconta una metafora interessante. Uno spettacolo che stupisce e scuote, fa pensare e a momenti esilarante". Sylva Batisti

venerdì 3 ottobre 2014

MIRIAM 2, TUTTO ESAURITO

Per stasera, alla replica di "Miriam, moglie di Gesù",  tutto esaurito.
Forse la gente comincia a capire che al Teatro La Baracca si vedono 'cose' che non si vedono altrove.

Noi non offriamo biglietti di musei o di mostre insieme al teatro, e quindi ogni nostro spettatore, come dice Gianfelice, vale dieci spettatori del 'circuito delle sinergie' (Teatro Metastasio e Politeama, Camerata Strumentale...).

Tuttavia la mancanza di fondi pubblici, insieme alle tasse sui biglietti e gli adempimenti INPS-ENPALS-SIAE, annullano ogni margine di guadagno. Nonostante il tutto esaurito.

Noi lavoriamo in perdita.

BIFFONI, ABBASSA LE TASSE! (2): UNA DISGUSTOSA LETTERINA

E' arrivata la letterina dell'Assessore al Bilancio e alla Programmazione Finanziaria del Comune di Prato, che ci dice come e perché pagare le tre tasse che ci aspettano: TASI, IMU, TARI.

L'amministrazione di Prato è consapevole del sacrificio che viene richiesto ai cittadini, e ci ricorda perché noi paghiamo le tasse. Tante tasse! Elencano i servizi, e naturalmente fra questi non è menzionata la cultura, che se la vuoi vai a vederla come dicono e quando dicono loro e basta!
Nella letterina, che ha toni disgustosi, scrivono che faranno tutto il possibile per ridurle, le tasse. Ma davvero?
Davvero l'aumento che ci avete propinato era così necessario, in un momento in cui NON CE LA FACCIAMO PIU', CHE LA NOSTRA SITUAZIONE ECONOMICA E' COSI' DIFFICILE?



giovedì 2 ottobre 2014

MOSTRA AL PRETORIO, OVVERO LA CULTURA IN MANO ALLE BANCHE

In città, a Prato, si sta per festeggiare la mostra che si inaugurerà a Palazzo Pretorio dal titolo "Capolavori che si incontrano". Già si sa, sarà un successo!
Nessuno però sembra farsi domandine, e tutti mostrano memoria corta.

Primo.
Il ministro Franceschini non verrà per impegni istituzionali, ma a parte questo, il clima non differisce da quello del precedente sindaco e assessorato alla cultura. Insomma, le grandi occasioni, la festa per la riapertura del Pretorio, i grandi nomi, il marketing eccetera. Quindi è cambiato il sindaco, l'assessore alla cultura, si dicono di centro sinistra e quindi dovrebbero esserci sfumature diverse rispetto alla politica culturale del passato, ma non sembra così.

Secondo.
Si spera così di dare una marcia economica alla città.
Indubbiamente, quando ci fu l'inaugurazione del Pretorio, la città vide un po' di gente nei ristoranti. Qualche gestore si dichiarò moderatamente soddisfatto. I turisti! E per questo qualcuno disse che la città ne aveva beneficato. Ah, sì? Insomma, come allora si fa cultura solo per far guadagnare di più qualche ristoratore o albergo? Lo si dica, almeno, si abbia il coraggio. Almeno sappiamo in che ambito si va a parare, anche questa volta, e non ci si ammanti di parole come 'sinistra'.

Terzo
Ci si è dimenticati che diversi quadri che ora saranno esposti al Museo del Pretorio furono oggetto di polemiche, perché la Banca di Vicenza ha comprato Cariprato, ma anche tutti gli annessi, e quindi anche i quadri. (1)
Insomma, è grazie alla Banca di Vicenza che i quadroni tornano a casa per un po' di tempo, come a risarcire la città di questa sottrazione. La banca ci fa una bella figura e forse altro, non sappiamo quali sono gli accordi fra Banca e Comune, tutto questo ci è oscuro. Comunque alcuni di quei quadri sono stati comprati con i risparmi dei pratesi (Cassa di Risparmio di Prato!) e ora appartengono a un'altra banca, che omaggiamo e a cui dobbiamo inchinarci.
La cultura è in mano alle banche, che la trattano come un affare qualunque. Comprano e vendono opere d'arte con i nostri risparmi. Banale, ovvio? Sì, però ogni tanto fa bene ricordarlo.

I cittadini, che dovranno comunque pagare il biglietto, non ne usufruiscono che poco di tutto questo. Sì, vivi il centro, più turisti, titoli sui giornali, un po' di orgoglio di campanile.
Ma la cultura a sinistra è altro, non solo belle esposizioni. Ma tutti ormai se lo sono dimenticato, e appunto non c'è differenza fra questa politica culturale e la precedente. Immagine, immagine, immagine!
La politica ci fa una bella figura, si mostra anch'essa, ma ormai non è più padrona di nulla. E si dimentica, manco a dirlo e nonostante le dichiarazioni di intenti, di tutto il resto.

In realtà questa cultura impoverisce: calata dall'alto, si Mostra, ma non cambia davvero nulla nel tessuto urbano, non modifica le potenzialità e le forze, non dà strumenti creativi o economici ai cittadini. 



GONFIENTI 'DEGIAVU'


MIRIAM 2

MIRIAM: per venerdì 3 ottobre, ore 21 siamo quasi al completo; magari telefonate prima di venire al Teatro La Baracca.
Ricordo che ci sono anche le date di sabato 11, 18 e 25 ottobre.

Se qualcuno ci verrà a raccontare che non aveva tempo né modo di venire, non gli crederemo.
Lo spettacolo dura solo un'ora e cinque minuti, e va bene anche per coloro che si alzano alle 5 del mattino.

mercoledì 1 ottobre 2014

La politica dei pasticcini

Ancora una volta i comunicati stampa del Comune di Prato sono un disastro: in uno di questi giorni si elencano gli impegni istituzionali del Sindaco nella settimana.
Tutto molto lontano da noi, dalla gente, a parte la SORI, cioè le tasse. Ma qui siamo in campo minato!
Per favore, Sindaco, scrivi qualcosa o fa scrivere qualcosa di diverso. Non ti affidare solo a Facebook per 'esternarti', accidenti! non tutti ci sono. Non tutti possono mettere il 'like'! 

Voglio fare un corso per insegnare come si fa a comporre un comunicato stampa come si deve! 

E certo però, che se mancano i contenuti, se mancano le idee...e se soprattuto manca il coraggio, non c'è comunicato che tenga.  Non c'è politica.

P.S. All'inaugurazione della mostra al Pretorio probabilmente ci saremo anche noi. Certo, non in Palazzo a mangiare i pasticcini, tutti insieme entreranno tutti? Sgomiteranno per entrare e toccare, guardare...non i 'capolavori' (di cui la maggioranza non sa nulla, né gliene importa nulla), piuttosto a sfiorare, guardare il Ministro o a farsi vedere! C'è? Ci sarà, ci sarà stato?
Noi, se noi ci saremo, sa il lavoro! se ci saremo, noi saremo FUORI. Perché da fuori si vedono meglio le prospettive culturali, e poi i pasticcini non ci piacciono!


DAL SITO INTERNET DEL COMUNE DI PRATO
Gli impegni istituzionali del sindaco Biffoni questa settimana
Ecco gli impegni istituzionali del sindaco Matteo Biffoni di questa settimana.
Domani martedì 30 settembre il sindaco incontrerà alle 9 il nuovo comandante dei Vigili del Fuoco Luigi Gentiluomo, alle 12 parteciperà alla conferenza stampa del Tc Prato e alle 16 alla presentazione del libro del professor Megale al Pin;
mercoledì 1° ottobre effettuerà un sopralluogo a Palazzo Pacchiani in via Mazzini con il Comandante della POlizia Municipale Andrea Pasquinelli;  alle 11 parteciperà al Comitato per la sicurezza in Prefettura; alle 17 incontrerà i commercianti per il centro storico; alle 18 parteciperà al Cda del Pecci e al Consiglio direttivo;
giovedì 2 ottobre nella mattinata prenderà parte al Convegno sulla Tasi organizzato da sori e Ordine dei Commercialisti presso l'Auditorium dell'Unione Industriale in via Valentini; nel pomeriggio Consiglio comunale;
venerdì 3 ottobre in mattinata parteciperà  a DIREeFARE a Lucca, la rassegna dedicata all'innovazione nella Pa promossa da Regione e Anci Toscana

sabato 4 ottobre alle 11 parteciperà alla conferenza stampa per l'inaugurazione della mostra della Banca Popolare di Vicenza a Palazzo Pretorio e alle 17 all'inaugurazione 

martedì 30 settembre 2014

C'era una volta il Comitato per la Città Etrusca sul Bisenzio

Alla luce della ennesima puntata dello sceneggiato dal titolo Gonfienti Etrusca (e Cascinette in Tavola) su iPad, di cui anche ieri è andata in onda una puntata di promesse da parte di Rossi e ora del sindaco Biffoni (1), mi è preso un attacco fortissimo di nostalgia.
Ma guarda cosa ti vado a pescare! Copio e incollo un documento del 2007, che si trova in linea, non è niente di segreto (2)! e che riguarda un appello lanciato dall'allora Comitato per la Città Etrusca sul Bisenzio  per impedire l'ampliamento dell'Interporto di Prato e sottoscritto da diversi cittadini, che chiedeva di non continuare con la costruzione dell'Interporto, per il bene dei cittadini e della città!
La domanda era: E' LECITO COSTRUIRE SOPRA UNA SCOPERTA ARCHEOLOGICA COSI' RILEVANTE? PERCHE' LA SOPRINTENDENZA CONCEDE QUESTO PERMESSO?
Un appello che fa una tenerezza...! Pensate come sono ascoltati, i cittadini, pensate come i nostri governanti, alcuni dei quali ancora ben in sella, hanno praticato il bene comune! Hanno sepolto il decumano, hanno portato via reperti importantissimi, hanno bloccato gli scavi e le ricerche!
Allora esisteva il Comitato per la Città Etrusca, ora scomparso o fatto scomparire come qualcuno sostiene con una punta di dietrologia, e ancora io credevo alle favole e andavo in giro a proporre il dramma  Laris Pulenas, sicura che me l'avrebbero fatto fare proprio perché era stata scoperta la città etrusca! Com'è noto debuttammo -dulce et decorum est pro patria mori! - a Poggio Castiglioni nel 2008, ci fu solo una concessione a denti stretti di un patrocinio da parte del Comune!
Non sapevo che fra i firmatari dell'appello ci fosse chi ora sta nel CdA del Metastasio, la signora Maffei, (prima rappresentante  di Rifondazione Comunista, poi assessore alla cultura di Montemurlo), non me lo disse in veste istituzionale quando ci conoscemmo e io le raccontai un po' della storia etrusca locale e della mia battaglia. Fece mostra di non sapere poco o nulla della faccenda, e naturalmente la fanciulla si guardò bene da avere a che fare con me.




COMITATO

PER LA CITTA’ ETRUSCA

SUL BISENZIO
 
                      


Le associazioni e i comitati firmatari del presente appello prendono atto che sono venuti alla luce rilevanti resti di abitazioni etrusche nell’area destinata all’ampliamento del terminale intermodale dell’Interporto di Prato, per il quale la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ha concesso inspiegabilmente in data 29/11/2006 il nulla-osta per il rilascio del permesso di costruzione.
I muri di queste abitazioni hanno lo stesso preciso orientamento (22 gradi in direzione nord e 202 gradi in direzione sud) della grande Domus etrusca già indagata.  Questi ultimi ritrovamenti posti a meno di 100 metri dall’area vincolata, fanno senza alcun dubbio parte dell’abitato etrusco.
Ci appare quindi evidente che la città etrusca si espandeva ben oltre l’area sino ad oggi vincolata.
Nonostante ciò, poiché l’area rientra nella zona di espansione dell’Interporto, viene concesso che la città etrusca sia ricoperta da edifici, asfalto e binari, negando così a noi ed alle generazioni future la fruizione di un bene tutelato costituzionalmente.
Allibiti e preoccupati a che ciò avvenga, chiediamo con forza che sia applicata la costituzione e la legge che prevede la tutela e la valorizzazione dei beni archeologici al fine della fruizione pubblica.
Chiediamo che siano immediatamente sospesi i lavori di ampliamento dell'Interporto.
Chiediamo inoltre se sia un comportamento legittimo quello della Soprintendenza della Toscana che concede un nulla-osta a costruire in presenza di rilevanti evidenze archeologiche.
Prima che siano posti in essere comportamenti censurabili sotto vari profili, storici, culturali e legali, chiediamo con forza che le amministrazioni regionali, provinciali e comunali intervengano a tutela dei reperti archeologici come del resto prevede la legge.
Chiediamo inoltre con forza che il Ministero dei Beni Culturali, di cui la Soprintendenza territoriale è un organo periferico, intervenga  direttamente  al fine di decidere se sia lecito costruire sopra i resti della città  etrusca che è stata definita come la più importante dell’Etruria Settentrionale.

Adesioni


Comitato per la città etrusca sul Bisenzio, Prato e Campi, Associazione culturale "Camars", Prato, WWF, sezione di Prato, Italia Nostra, gruppo di Prato, Comitato "Terra di nessuno" degli abitanti di Gonfienti, Giovani Comunisti Prato, Prc Federazione di Prato, Federazione Provinciale dei Verdi Prato,Federazione Comunale dei Verdi Prato, Adriana Pagliai, Coordinamento dei Comitati della Piana, Riccardo Buonaiuti, Insegnante, Aurelio Gucci,Comitato di Iolo e S.Andrea "Vivere in periferia",Mino Giunti, Daniela Bagattini, dottoranda Università di Firenze Comitato Socio Ambientale di San Giorgio & S. Maria  a Colonica (ONLUS), Andrea Crinò,Fausto Bagattini, assessore alla cultura del Comune di Montemurlo,Elisabetta Meniconi,Leonardo Becheri, capogruppo Prc comune di prato,Gruppo consiliare  Prc Provincia di Prato, Erika Cellini, ricercatrice precaria (Università di Firenze),Ilaria Maffei, capogruppo Prc Montemurlo, Laschi Alessio, segretario Circolo Prc Montemurlo,Fulvio Batacchi,Pier Luigi Giannetti, Presidente del Consiglio federale dei VERDI della Toscana,Andrea Molco, portavoce dei Verdi della Provincia di Livorno,Francesco Berti Consigliere P.R.C. della Circoscrizione Centro Prato,Barbara Saracino, dottoranda di ricerca, Università di Firenze,Comitato della Valdisieve,Paolo Gori Savellini, Firenze,Giovanna Bogani,Fabrizio Gorelli, Daniela Morra coportavoce comunale dei Verdi di Prato,Celso Bargellini coportavoce dei Verdi di Prato, Filippo Bardazzi, studente universitario,Riccardo Bardazzi, commerciante,Rossana Bartolini, commerciante,Sara Bellandi,Danilo Presentini, Prato, Franca Zecchi, Prato,Giulia Giochetti, Prato,Barbara Tozzi, Prato,Saida Grifoni,Roberto Menichetti   Pistoia,Gianni Varrasi, consigliere comunale a Firenze e Presidente della commissione per l’arredo urbano,Dott. Toufic El Asmar, Segretario ASPO – ITALIA, Prato,Silvano Benitti, ingegnere,Lorenzo Neri,Marco Alciati, Brescia,Alessandra Aiello, Roma,Ilenia Innocenti, studentessa lavoratrice, Montemurlo,Gualtieri Pierantonio, pres. ass. culturale Amici Degli Etruschi,Claudio Pofferi,Alessandro Vaneffi , Firenze,Viola Vaneffi, Firenze,Michela Antonioli,Adriana Vidulich, insegnante Prato,Claudia Buonajuti, insegnante, Firenze, Gabriele Zen, Prato, Maurizio Zen, Prato,Stefania Guida, Prato, Francesco Guida, Prato, Maria Mannelli, Prato, Marco Carlo Monzali,Radio Gas Prato,Leonardo Pampaloni, insegnante Prato,Monica Cocci, Prato,Francesca Calamai, Prato,Sergio Paoli, Prato,Tesco Paolo,Marco Signorini, Firenze, libero professionista, David  Milani, Prato, Alberto Neri, Impiegato, Firenze, Mauro Capone, Franciolini Simone, FIRENZE, Francesco Colzi, studente di architettura, Franco Franceschini, Carmela De Pascale, insegnante Prato, Rita Limberti, insegnante Prato, Simone Puggelli, insegnante Prato, Francesco Fedi, Marco de Santis, Fabrizio Funghi Prato,Federico Funghi, Prato,Gianpaolo Funghi, Prato,Rosella Cioni, Prato,Carlesi Iolanda, Prato, Angelo De Caroli,Franca Bocci, Matteo Benesperi,Marilena Russelli  Prato,Lorenzo Fissi, Poggio a Caiano (Po)



lunedì 29 settembre 2014

Artisti di strada

Quando da ragazza arrivai a Barcellona, si respirava ancora aria di Franchismo.
La città era sporca, la gente nei bar buttava gli avanzi per terra, per pulire chiudevano il bar cinque minuti, spazzavano e poi riaprivano e via così, per tutto il giorno. Era una metropoli ancora poco 'turistica'.
Il mercato centrale, lo attraversavo per andare nella 'residencia' dove dormivo, la sera era un luogo inquietante, set 'naturale' per un thriller.
Puttane, donne e uomini, ovunque di notte attendevano clienti sul marciapiede per portarli su, via, in appartamenti scarsamente illuminati. Qualcosa molto simile a Taxi Driver.
Una Barcellona così, appena due anni dopo, non ci sarebbe stata più. Per andarci, tra l'altro, a Port Bou, sul confine franco-spagnolo, si doveva cambiare treno per la diversa misura dei binari.
Ma ancor più dell'aspetto trasandato e sfatto, esaurito, come una donna che non dorma mai, mi colpirono gli artisti di strada sulle Ramblas. Nasceva la movida.
Dopo tanta oppressione, attraverso quegli artisti si respirava aria di libertà, creatività, fantasia.
C'erano artisti di tutti i tipi, soprattutto musicisti, mimi e giocolieri. Qualche scenetta improvvisata più strutturalmente teatrale. Mi ricordo un gruppo di attori che mimavano una scena tipica di un ufficio dittatoriale, kafkiana.
Gli artisti, nonostante fossero numerosi, non davano particolare fastidio,  perché privi di ogni ausilio tecnico per amplificare la voce, né avevano luci di scena. Di luci, utilizzavano quelle pubbliche, si mettevano sotto i lampioni. Se volevi gustare la loro arte, dovevi avvicinarti.  Alcuni mettevano cartelli improvvisati in cui scrivevano l'ora di inizio dell'esibizione, cos'era eccetera.
C'era molta fantasia. Le scritte, poche in catalano.
Il giorno dopo la scena cambiava, perché c'erano altri artisti.

Per 'actuar', così si dice in spagnolo, per fare l'artista insomma non c'era bisogno di nessun permesso. Tutti si prendevano lo spazio che volevano, e poi non solo sulle Ramblas, ma attorno alla Cattedrale non lontana.

L'arte di strada insomma era un chiaro segno di rivolta, così come deve essere, al sistema oppressivo che per tanti anni aveva asfissiato gli spagnoli. Era un'arte necessaria e bellissima, anche perché, come in Italia Mussolini, Franco l'aveva vietata.
L'arte andò in strada perché non aveva altro luogo, così, naturalmente, appena fu possibile.

L'arte di strada che poi vi ho visto qualche anno dopo - forse già codificata dall''Ayuntamiento'-, sapeva di maniera, stilizzata, non necessaria. Esempi di bravura, ecco, sì, ce n'erano tanti. Ma l'arte è anche altro, non solo 'esecuzione perfetta'.

L'irruzione dell'arte sulla pubblica via è provocazione. E questo non ha mai significato danneggiare, offendere o compiere illeciti; chi pensa questo, alla fine poi fa altro.
Così come, sempre in Spagna ma recentemente, alcuni artisti hanno invaso le banche, realizzando delle performance di protesta in mezzo ai clienti spolpati nei loro risparmi.
O come è successo ad alcune orchestre italiane, che hanno suonato all'aperto per protesta contro i tagli, contro la fame che sono costretti a sperimentare coloro che hanno faticato così tanto per diplomarsi al Conservatorio.

Un'altra cosa è l'arte in strada come festival, evento organizzato. A parte qualche caso particolare, molto meno interessante, perché codificato.

Se codifichiamo l'arte di strada, se le diamo il numerino, magari il centro storico diventa bello e attraente, ci vengono pure i turisti se sappiamo fare le cose bene e forse,  oltre a vedere 'natura morta con bicchiere in mano', di notte vediamo anche qualcos'altro. Certo.
Ma il rischio è questo: che questa forma di espressione diventi inutile, noiosa, ripetitiva; come accade ai mimi bianchi che vediamo un po' in giro nei centri storici. Non li guardiamo nemmeno più.
Che l'arte annulli sé stessa e il suo senso, che è un po' il motivo per cui non ha più senso nemmeno al chiuso.
L'arte in strada ci va perché l'uomo non ha luogo, non ha ascolto, non ha sguardo; perché non ha parola, non ha fiato. L'arte in strada è una scossa. Altrimenti  è poco o niente.

domenica 28 settembre 2014

MIRIAM, CHE BELLISSIMO DEBUTTO!

Nonostante Prato fosse piena di eventi e occasioni (e qualcuna a buon mercato), noi abbiamo avuto il nostro pubblico!
Che beLLissimo debutto, magico e atteso, di uno spettacolo difficile, faticoso, che sembrava impossibile. Testo, regia, nuove attrici al loro debutto, tutto sembrava in salita. Difficoltà nelle prove, anche nostre, mie soprattutto che devo gestire tutto. E invece!
Lo spettacolo dura solo un'ora, ma non un'ora qualsiasi.
Sono felice.
Grazie a Gianfelice per la pazienza e, soprattutto alla sua bravura (quattro personaggi!), e grazie alle giovani attrici, Francesca e Federica, che non si sono saziate di provare e provare. Di crescere.
Il pubblico non se ne voleva andare, che bello.
Qualcuno ha detto che quello che si vede al Teatro La Baracca non si vede altrove in quanto a originalità!

Avete ancora quattro repliche, non mancatele. La prossima è venerdì 3 ottobre.



P.S. NATURALMENTE NON ABBIAMO VISTO NE' ASSESSORI NE' CONSIGLIERI COMUNALI!
Loro, quelli nuovi, purtroppo non si distinguono per originalità rispetto a quelli che li hanno preceduti.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...