venerdì 3 giugno 2016

Fidanzato e assassino

Scusate,
sarò un po' dura.

Ogni tanto ne sento il bisogno.

Però sai...
ah, non lo sai.

L'assassino,
puoi averlo in casa.

Guardati un po' attorno,
apri gli occhietti.

Non sei più una bambina.
Non hai letto,
non  ti hanno messo sull'avviso
fattacci e situazioni sul giornale?

Per un po' di presunto amore
anche tu sopporti tutto questo!

Botte umiliazioni e ancor di più.
Certo, mica sei una santa,
certo no.

Però...

Queste bestioline immature
avide
scontrose
irritate e irritanti,
possessive,
fameliche,
a cui non si può dire 'no'!

Ah, i fidanzati assassini
che spuntano nelle case
come funghetti nel bosco,
all'improvviso!

E più invecchio più li vedo crescere.
Io che pensavo il contrario!

Uno qua
uno là.

Come sembrano carini
alle mamme!
che devoti e precisi,
alle mamme!

E tutto sembra normale
e tutto va bene:
sono solo un po' gelosi,
assicurano le mamme!

Ma guai a contraddire,
guai a dire se ma però.

Guai a dire: -Non ti amo più.-

Non so che succede
ma è l'ora
di dire basta

facciamola finita
con questi narcisi assassini.

giovedì 2 giugno 2016

Pratoestate: cultura in periferia, zero assoluto

Due parole sulla Pratestate organizzata dall'assessore Simone Mangani del Partito dei Democratici.

Annoto il fatto che il dramma etrusco Laris Pulenas, previsto per il 5 luglio, sia 'esiliato' al cortile del Teatro Magnolfi invece che a Palazzo Pretorio nell'ambito delle manifestazioni etrusche (sic!), per le quali si presenta invece "La scuola delle mogli" di Molière, che è come dire il cacio sugli scarponi.

Ma essendo io parte in causa, lo si capisce bene il motivo dell'esilio: Simone non poteva portarmi a Palazzo Pretorio con il Laris in una mostra sugli etruschi che è davvero un'ombra. Anzi, un'ombretta.

Per questo lo ringrazio, nonostante l'esilio, peraltro dignitoso nello spazio ma non nel tempo perché concomitante con artisti di grido, l'esilio dicevo potrebbe essere interpretato come punizione per i miei interventi polemici, quando invece sarà stato deciso per evitare piccolissimi incidenti diplomatici, che possono capitare sempre con una come me quando si tratta di arte e di politica.

Detto questo potrei aggiungere altro sull'epurazione-presenza del Teatro La Baracca, ma mi fermo qui. Al riguardo scriverò magari in altro tempo.

Ora voglio puntare il dito sul fatto che il Comune ha deciso di disertare culturalmente la periferia nella prossima estate,  se si escludono gli spettacoli autogestiti alla Baracca, che nella programmazione cartacea sono indicati sì, ma in fondo a destra come la Lazio e non riportati nel calendario giornaliero.

Perché questo zero assoluto culturale in periferia, in una città che, ricordo per l'ennesima volta, è città vasta, quasi periferica per antonomasia, come anche il suo nome allude? Perché?

Il centro della città non viene più esaltato dalla retorica e strumentalizzato ideologicamente come nell'epoca Cenni, ma il risultato è il medesimo, ossia deve 'vivere' solo quello; anzi no, la questione è ben più sottile: in periferia varrà la programmazione nei e dei circoli (con tanto karaoke?), che si sanno gestire da soli e ricevono i soldi per altre vie.

Quindi non ci sarà nessun minimo accenno di 'altra storia' come potrebbe essere pluralità o alternativa culturale vera, libera e svincolata dalle strumentalizzazioni dei partiti o dei gruppi, perché ormai i circoli tendono a sostituire le circoscrizioni come presidi politici e paraculturali di dominio incontrastato di parte sul territorio.

Ma nessuno se n'è accorto; o forse a tutti, anche all'opposizione, va bene così.


http://www.pratoestate.it/

martedì 31 maggio 2016

Estate col Teatro La Baracca - Il Pereto dentro e fuori


Violenza alle donne: perché gli uomini non manifestano?

Dicono: le donne dovrebbero andare in piazza e protestare per la violenza che quotidianamente subiscono da certi uomini.

Io dico: perché dovremmo andare noi, donne, ancora una volta, in piazza? Eh, no!

Basta con gli inutili flash-mob con le scarpine rosse! Le scarpine rosse diamole in testa a qualcuno, piuttosto.

Che vadano un po' loro a manifestare! In questi anni non li abbiamo mai visti sfilare, non li abbiamo mai visti protestare per dire no alla violenza!


lunedì 30 maggio 2016

Dove sono i reperti di Gonfienti? In mostra a Firenze


La mostra L'ombra degli etruschi al Museo di Palazzo Pretorio non va bene, e io non mi stupisco. A Prato sono in mostra reperti che non sono di Gonfienti, come avrebbe dovuto essere invece in un evento che avrebbe dovuto dichiarare ufficialmente e testimoniare che Prato ha origine etrusca.
Allora forse i biglietti venduti sarebbero stati ben di più! Ma qui non si ha il coraggio né la voglia o alcun interesse per cambiare le sorti culturali della città, che sprofonda fra concerti di richiamo e bevute collettive.

I reperti trovati a Gonfienti, esattamente a Pizzidimonte,  si mostrano invece in una mostra dedicata a Winckelman all'Archeologico di Firenze. 

"...siamo alle solite, invece di esporre a Prato i pezzi di Gonfienti si mostrano  in tutt’altre occasioni e contesti. Ora è la volta della mostra inaugurata pochi giorni fa all’archeologico di Firenze, dove Camporeale che a Prato mette in dubbio persino l’identità delle origini dell’insediamento bisentino, ancor combattuto se Ligure o Etrusco, porta in mostra per celebrare le intuizioni di Winckelmann, per quanto all’epoca rigettate, il bronzetto ritrovato a Pizzidimonte che data 540-470 a. C. chiaramente compatibile cronologicamente con Gonfienti (vedi foto)".


I chioschetti dell'acqua nei circoli

Abbiamo saputo che al Circolo Arci di Casale di Prato sarà inaugurato un chioschetto dell'acqua. Hanno già costruito il basamento e il collegamento idrico. Nessun problema, si può fare; il circolo può pensare di guadagnare come e meglio può, è nel suo diritto. I guadagni con l'acqua sono purtroppo ormai diffusi e leciti, e i chioschetti sono ultimamente un vero affare. (1)

Intanto a Prato la qualità dell'acqua pubblica è pessima, e di questo nessuno si cura.

Ma perché, mi domando, il consigliere pratese Alberti - che come consigliere non lavora per il circolo di cui fa parte ma per la cittadinanza -  non si è preoccupato di mettere una fontanella d'acqua pubblica e gratuita nella piazza della Chiesa di Casale, dove sarebbe stato tra l'altro più accessibile e comodo per tutti e non avrebbe causato l'ingorgo in cui probabilmente ci imbatteremo in via Montessori?

A Prato anche il circolo di San Giusto ha il suo chioschetto accentratore già da qualche mese! (2)

(1) http://www.brunoleoni.it/focus-242-limpido-come-l-acqua-il-lato-oscuro-delle-case-dell-acqua-
Anche Publiacqua dà la possibilità di mettere il chioschetto!: http://www.publiacqua.it/fontanelli/cosa

(2) http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/12/12/news/nuovo-fontanello-d-acqua-al-circolo-di-san-giusto-1.12606952

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...