sabato 26 novembre 2016

Su Gonfienti annunci e promesse non finiscono mai

Continuano le favole su Gonfienti. Ora, dopo due anni dalla promessa di acquisto da parte della Regione, un altro annuncione: 3 milioni di euro per la città etrusca. Che ci faranno? La compreranno davvero? Per farci che, poi, comprare uno stanzone perché la Soprintendenza ci metta il deposito dei reperti che poi esporrà a Campi Bisenzio? Come avviene poi lo scambio, fra chi? Con questi soldi Interporto si rianima e si libera del fastidio area archeologica?
In realtà la notizia dice tutto o niente, e tutto l'affaire sta come in una nebulosa , e ai cittadini in realtà, al di là degli annunci ad effetto, non si racconta il gioco vero.
Questa politica degli annunci ormai ha stancato. Non ci crede più nessuno. In realtà non c'è un progetto preciso sull'area archeologica da parte della Regione, se non quello di non fare gli interessi dell'area archeologica. Bensì di Interporto e Aereoporto.
Senza contare poi che tutto viene deciso dall'alto e,  non dico i cittadini, ma anche sindaco e assessori (a cui della materia interessa poco o niente, proiettati come sono nel 'Contemporaneo'), si vedono calare regali e promesse senza metterci nulla del loro.
E guai a chi dice 'pio'!

Da "Il Tirreno" di Prato (edizione 'on line')
FIRENZE.  La Giunta regionale della Toscana, su proposta della vicepresidente e assessora alla cultura Monica Barni, ha deciso un finanziamento regionale di 3 milioni di euro in tre anni, a partire dal 2016 fino al 2018, a favore dell'area archeologica di Gonfienti (Prato), che testimonia la presenza degli etruschi nel Pratese.
Il provvedimento - adottato nell'ambito degli interventi e operazioni di salvaguardia e di valorizzazione culturale previsti dall'intesa con il Mibact - porterà, spiega una nota della Regione, "all'acquisizione al patrimonio pubblico dell'area su cui insiste il sito archeologico e degli immobili funzionalmente ad esso collegati, in quanto strategici per l'attuazione delle attività di valorizzazione ed espositive".

Anche agli 'amici' del NO dico NO

Cari amici che voterete NO al prossimo Referendum,
esattamente come me, anch'io voterò NO,
mi dispiace molto, ma anche a voi dico NO.

In che senso dico viNO? Dico no perché mi invitate a presenziare a destra e a sinistra, fuori o dentro la città, e anche a leggere eccetera per le giuste e sante riunioni politiche a favore del NO (per cui comunque vi ringrazio) mentre voi, con l'esclusione di pochissimi, non siete mai venuti a vedere che cavolo si fa al Teatro la Baracca che, ricordo, esiste dal 1993, quando alcuni, molti di voi erano ancora pargoli lattanti.

E' un tempo lungo; in questa lunghezza non s'è visto nessuno di voi, che insistete ripetutamente e sollecitate la mia presenza. Nonostante i miei inviti, e nonostante sia risaputo a tutti dell'esistenza di questo luogo culturale alternativo eccetera. Alternativo esattamente come voi dite di essere e di vivere.

Non soltanto sono impegnata con il mio lavoro, a Prato e fuori, ma anche credo sia giusto che prima di far smuovere una signora che vi ha invitato varie volte inutilmente nella sua ormai conosciuta 'casa-teatro', siate voi prima che smuoviate il sederino.

Saluti.

Maila

Tournée del "Il Bignamino delle donne": commenti, piccole gioie

Piccole grandi gioie per la tournée del Bignamino delle donne:


"Divertente e speciale"

"Ricordi Anna Marchesini, brava!"

"Sei magica". (Luciana e Suad)

"Che fatica, brava!" (Giulia)

"Tutto bello. Ma una donna con amore o amata?" (Annamaria)

"Molto divertente il testo e straordinaria la protagonista" (Luana).

"Bravissima" (Donatella)

"Versatile, creativa, credibile e bravissima nel cambiare i personaggi..." (Dario L.)

"Simpatico, intelligente. Godibilissimo". (Rondino G.)

"La grazia della simpatia, dell'ironia e dell'intelligenza (Annna F.)

"Complimenti; problemi seri raccontati con piacevole leggerezza e intelligenza" (Annina F.)

"Complimenti per lo spettacolo molto gradevole e interessante in relazione al tema trattato".

"Spettacolo molto simpatico, gradevole. Brava". (Danilo G.)

"Originale pur nello stereotipo" (Varese B.).

"Ho apprezzato molto la bravura e l'originalità del modo di presentare il non cambiamento della condizione femminile nel tempo". (Daniela G.)


venerdì 25 novembre 2016

Se vince il NO, vogliamo andare a votare

Non c'è dubbio che molti di noi abbiamo proprio tanta voglia di votare, e che questo referendum costituzionale, così come è stato posto dal suo promotore massimo, il Presidente del Consiglio Renzi, pur fondamentale nella materia in sé e altamente politico e determinante per il futuro del Paese, costituisce anche e forse soprattutto un votare a favore o contro questo governo imposto dall'alto e che bisogna omaggiare come una figurina sacra.

Questo motiva anche l'alta partecipazione psicologica, politica, la faziosità nella questione.

E' così:  anche se il Presidente del Consiglio non può essere votato direttamente dai cittadini,  ui l'ha messa talmente sul personale , che il referendum costituisce una specie di 'fatti conto' del voto diretto nei suoi confronti.

Se vince il SI vince Renzi e la sua politica e il suo governo, e quindi egli continua.

Ma se vince il NO, bisogna mandare a casa lui e questo Parlamento che in maggioranza lo appoggia.

In quel caso il Presidente-Assente Mattarella deve fare la cosa giusta e indire le elezioni.

Se vince il NO, vogliamo votare.

giovedì 24 novembre 2016

Della serie...promesse: 2a promessa

Se vince il SI arrivano tanti deluca. A fiumi.

Rimigliano: massacro di pini per una rotonda

Mi arriva una segnalazione dal Comitato per Campiglia Marittima (Livorno)  per il Parco di Rimigliano (fra San Vincenzo e Baratti), dove, per risolvere il problema del traffico estivo, in corrispondenza del Park Albatros, sulla via della Principessa (si chiama così perché fu costruita da Anna Maria Bonaparte, conosciuta come Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone),  il Comune di San Vincenzo intende  abbattere pini secolari, ampliare la strada e costruire una rotonda.
La modifica non è pensata per risolvere il problema delle bici e dei pedoni, ma per aiutare il traffico veicolare e il Park Albatros!
Tutte le informazioni, molto dettagliate, e anche proposte alternative si trovano a questo indirizzo:


http://www.comitatopercampiglia.it/blog/2016/11/22/rimigliano-massacro-di-pini-per-une-rotonda/

mercoledì 23 novembre 2016

Variazioni al programma del Teatro La Baracca

Questi sono le variazioni al programma del Teatro La Baracca:

1.
 Sabato 3 dicembre, ore 21 replica straordinaria di Asinerie, incursione comica nella lingua italiana.
2. Sabato 17 dicembre, ore 21, Scaveide, tragicommedia sugli scavi di Gonfienti.

L'intellettuale arrosto è  rimandato in data da definire.
L'infanzia negata dei celestini sarà rappresentata giovedì 22 dicembre presso il Teatro Magnolfi.

Ma l'ecologia è ancora un argomento che interessa a qualcuno?

Prato: la falda è inquinata di percloroetilene, ma... che fa?
La notizia, gravissima,  viene assolutamente minimizzata: l'acqua della città di Prato è inquinata di percloroetilene grazie alle fabbriche ("e non è una novità", rassicurano i dirigenti e i politici), e solo grazie ai vari filtri che ci salviamo la pelle.

E' vergognoso il timido avviso dell'assessore Alessi: "Qualora ci fosse chi non effettua la depurazione, saremmo in presenza di un grave reato ambientale".

Sembra l'ammonimento della maestra ai bambini dell'asilo. Intanto pochi giorni fa, qualche santo cittadino ha buttato gasolio nel torrente Bardena. Figuriamoci se non c'è qualcuno che non effettua la depurazione!

Ma che fa, che fa? I cittadini possono pure morire; basta che sopravvivano le fabbriche e il santo lavoro.

L'Ombrone è un fiume morto, più del Bisenzio. Nell'Ombrone ci va tutta l'acqua cosiddetta depurata dei depuratori di Baciacavallo e del Calice. Oltre ai liquami delle sante aziende florovivaistiche della capitale della cultura 2017, la sonnolenta Pistoia!

E poi che dire dell'aria? Senza contare il traffico ammorbante, vicino abbiamo l'inceneritorore del Montale;  e che dire delle fabbriche di San Giorgio a Colonica, i carbonizzi e compagnia cantando?

Sì, l'Italia è piena di situazioni simili, e forse addirittura peggiori. 

Ma l'ecologia è ancora un argomento che interessa a qualcuno? 


Da "Il Tirreno" di oggi:

LA FALDA E' INQUINATA, MA L'ACQUA E' POTABILE.
PRATO. Che la falda acquifera di Prato sia inquinata non è una novità. L'ultimo monitoraggio dell'Arpat ha riscontrato zone in cui il livello di inquinamento è più elevato. Sono stati rilevati solventi (percloroetilene) utilizzati per lo più dalle aziende tessili. Ma sia dall'amministrazione comunale sia da Publiacqua giunge la rassicurazione che l'acqua che arriva nelle nostre case è potabile. Questo perché viene prelevata dall'acquedotto dove l'acqua prima di giungere ai rubinetti è depurata, diverso il discorso per l'acqua proveniente dai pozzi privati dove non ci sono depurazioni. In questo caso l'allarme c'è e l'acqua non va bevuta. E il direttore dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana Andrea Poggi, spiega come vada fatta una valutazione anche sull'uso dell'acqua di pozzo per l'irrigazione dei campi di ortaggi. C'è chi ha pensato a qualche sversamento abusivo da parte di aziende tessili, ma sono supposizioni.
«Le tintorie - spiega l'assessore comunale all'ambiente Filippo Alessi - fanno un loro percorso per le acque industriali che devono essere depurate. Qualora ci fosse il caso di chi non effettua la depurazione saremmo in presenza di un grave reato ambientale». Alessi parla anche dei risultati dell'Arpat: «Il percloroetilene nella falda può essere vecchio anche di decenni - commenta l'assessore all'ambiente - Questa sostanza si sedimenta sul fondo, quando c'è l'innalzamento e l'abbassamento della falda viene trasportata e si possono registrare livelli di acqua dove la presenza dei solventi è maggiore. Ma il compito di Publiacqua è quello di monitorare costantemente l'acqua, inoltre negli impianti sono stati incrementati i filtri a carbone per depurare le acque dai solventi in questione».

Anche da Publiacqua arrivano rassicurazioni per i pratesi, c'è uno studio sulla falda e sulla sua situazione anche in merito agli inquinanti. Lo studio, realizzato in collaborazione con l'università di Firenze e col Comune di Prato, verrà presentato a marzo 2017. L'azienda precisa che i controlli di Arpat sono effettuati sull''acqua grezza', cioè su quella non ancora trattata e che quando arriva ai rubinetti delle abitazioni è, dunque, potabile in seguito ai vari 'filtri'. I punti critici della falda per quanto riguarda la presenza di solventi sono stati riscontrati nelle aree di Capezzana e di San Giusto-Grignano."(Azelio Biagioni).

martedì 22 novembre 2016

Ospedale di Prato: un piccolo affannato 'mare magnum'

Stamani accompagno una persona a un controllo presso un ambulatorio nell'ospedale di Prato.
Se non si prova, non ci si può credere: la folla assedia i corridoi (chiamati 'sale d'aspetto'), dove le persone stanno sedute sulle sedie, strettissime tanto che ci si dà davvero fastidio con i gomiti: una seduta quasi da strapuntino dei vecchi treni.

Nel settore oculistica mi rispondono, a una mia richiesta di chiarimento: "Guardi lo schermo, è indicato il numerino".
E io: "Ah, sì, ma se non vedo, visto che potrei anche non vedere per problemi agli occhi, chi mi dice quando devo entrare?".

Una volta dentro l'ambulatorio mi rendo conto che vi regna la confusione e la discussione fra gli infermieri per evidenti problemi di dis-organizzazione; i medici controllano i pazienti in mezzo al chiacchiericcio e all'apertura-chiusura delle porte, causando l'impressione, fondata, di pochissima anzi nessuna intimità.

Sembra di essere in una piazza, o in un luogo senza porte o pareti.

Questo accade mentre il dottore raccomanda igiene per l'occhio alla paziente.  Al termine della visita, il dottore conclude: "Per il controllo può fare la richiesta alla ASL oppure... può passare la visita da me, privatamente. Le lascio il telefono".




Ancora logo: quello di Pratofestival molto simile a quello di Pistoia

Ancora loghi, e confusione. O conformismo?

Niente di grave, vero, queste sono inezie, tuttavia...
E' incredibile come il logo per il prossimo Pratofestival, che include le manifestazioni di Natale, sia davvero simile a quello di Pistoia Capitale della Cultura 2017. Basta confrontarlo nel post precedente.

Ora, non è per far polemica, ma davvero dispiace tutta questa corsa al logo, questa diffusa 'brandizzazione', quando poi non ne vengono fuori che replicanti.

Cos'è mancanza di fantasia? Gravissimo, per chi disegna o accetta la proposta.
Cos'è, direttive precise da parte del committente?

Tutte queste direttrici, che forse sono state segnate unendo sulla cartina dei punti significativi della città, sono, in entrambi i tre loghi,  insignificanti.  A cosa si vuol alludere, alla fine, a un albero di Natale? (E meno male che lo sfondo in quest'ultimo è nero...).

Ora, dato che il logo di Pistoia e quello di Prato si somigliano, e da qui viene il logo del Pratofestival, non sarebbe meglio cambiare quest'ultimo? Dire che si è sbagliato o che si vuol migliorare non è poi così grave, anzi è ammirevole per ente pubblico! Non lo ammettono mai; ma forse è troppo tardi; sì, è troppo tardi...

lunedì 21 novembre 2016

Il logo di Pistoia è come Sgarbi attore

Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha tuonato contro il logo di Pistoia come città della cultura 2017 ("Un logo ripugnante. Nessuno, con questo logo, si ricorderà che Pistoia è capitale della cultura"), peraltro simile a quello della vicina e lontanissima Prato (e pensando alle vecchie rivalità fra le due città viene proprio da ridere); però sarebbe l'ora che qualcuno dicesse lo stesso di Sgarbi attore nei teatri d'Italia: un attore un po'.... scarsino. Nessuno, con questo attore, si ricorderà che il teatro è il luogo del teatro. (Ma della televisione).




Della serie...promesse: 1a promessa

Se vince il SI, anche la nonna resuscita.

domenica 20 novembre 2016

Il referendum del formaggio

Andando un po' in giro per l'Italia, si capisce bene come la gente non ne possa più di questo referendum.
Appena ti vede, esclama: - Per favore, non parliamo del referendum! -.
Si ha paura a parlarne, ma non per motivi politici, bensì più banali, di esaurimento: non se ne può più.
Non si vuole litigare, non si vuole essere 'assunti' da una fazione.

Molti non ne hanno capito il motivo, non solo del referendum in sé, ma anche di tanto affanno, e discussioni, e cene, e attacchi, senza contare le continue esternazioni del Presidente del Consiglio, che trotta come una trottola su e giù per l'Italia per convincere la gente a votare SI.
A questo punto, va detto, fa quasi tenerezza.

Certamente il referendum è importante, è 'costituzionale', ma tanto livore e partigianeria forse nemmeno ai tempi del referendum sull'aborto o il divorzio. Forse.
Molte persone non andranno nemmeno a votare, anche se si sa benissimo che non votare non conta ai fini della  sua validità.

Ma così, semplicemente la gente non voterà per protesta, perché vive in ben altri problemi che quelli costituzionali, pure importanti come ho detto, o perché non vuole 'giocare al gioco dell'anno', quello che i potenti ci dicono di dover giocare, e non vuole essere il topolino che gira la ruota...quando il formaggio poi alla fine lo mangiano sempre gli altri.

Come è andato "Asinerie", la replica

Meno gente che alla prima, ma ancor più gioia, e per me e per gli spettatori. Tocca replicarlo ancora, senza dubbio, e presto, perché il pubblico lo richiede.

Ecco i commenti:

"Maila è sempre eccezionale! Interessantissimo. Spero che ci sia un'altra serata su questo tema interessante, divertente, ironico". (Paolo C.).

"Asinerie dei giorni nostri. Bravissima." (Annalisa).

"Asinerie?....No! Ci andiedi, godei e...tutte enno stati contenti!". (Gino).

"Cara Maila, ti scrivo ora perché ieri sera non mi è venuto niente da scrivere...Sono stata benissimo, il teatro la Baracca è un luogo piacevole, dove si riscopre il teatro davvero. Il tuo spettacolo intelligente e ironico, se durava ancora non avremmo provato fastidio o noia. A presto." (Sara).

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...