giovedì 27 luglio 2017

La canzon della divona

Canto La canzon della divona, di Aspasia Arruffagatti, quando gli spettatori mi chiedono il tris al finale di Gatta al lardo.


Io sono bona sono bella
sono...uno due tre, stella!

Io sì ce la farò
e tu no, e tu no!
Solo io nel firmamento,
tutt'e l'altre nello stento.

Son sicura che poi vado
e nel grande e sì teatro

e nel cinema e in finzione,
che poi è televisione;
come me nessuno mai
altrimenti... saran guai!

Posso diventar cattiva
se non mi mi si fila mica;

ma or sorrido e qui e là
ma c'è il fiele, non lo sa?

Col politico mi metto
nella foto il tengo stretto;
di qual parte? non mi curo!
Selfie! e salvo il mio futuro.

Tutti quanti vanno bene
se me metton sulle scene.

Col maestro m'incammino:
al mattino e 'mi protegge
e la sera e' mi corregge
se per caso il strafalcione
o se eccedo in la tensione.

Via, or vado al mio destino
che è quello della stella:

diva bona, brava e bella!

mercoledì 19 luglio 2017

Impegnata in nuovi mondi e personaggi

Impegnata con gli spettacoli estivi,  ma soprattutto presa dalla scrittura di testi, nuovi mondi e personaggi, mi allontano necessariamente un po' dal blog e dalla cronaca.
Nei prossimi giorni sarò meno virtualmente presente, ma cercherò di recuperare presto anche in concreto con la nuova stagione - libera, indipendente e autofinanziata - nel mio piccolo teatro, che spero non deluderà le  aspettative.

lunedì 17 luglio 2017

Recensione di "Io e Federico" su Cultura Commestibile

Recensione di Gianni Biagi (Cultura Commestibile n.226)

Buona devastazione a tutti!

Articolo moralisticheggiante, come nello stile solito.

Ieri, nella Piana, il copione era rispettato:
verso Pistoia, sopra Montale e Tobbiana, si è sviluppato un grosso incendio, probabilmente di origine dolosa visto che divampava in più punti (da cui il famoso epiteto di 'piri' dato ai pistoiesi, probabilmente nel senso di incivili e malati maniaci del fuoco, piromani e carbonai); 
a Prato invece (da cui pratesi, devastatori-inquinatori dell'ambiente),  la nube tossica che fuoriusciva della Daychem (abbiamo saputo dopo, e invece pensavamo fosse altro incendio), azienda chimica che produce prodotti per la tintura tessile di via Galcianese.  Ai pratesi è stato consigliato di tenere le finestre chiuse...e anche il sindaco ha indossato quella mascherina che i cinesi di Prato portano sul viso continuamente, sapendo bene cosa vi si produce e si lascia in mezzo alla via in città.
I pompieri non sapevano più dove andare. Pistoia o Prato? Scarsi i mezzi di soccorso?
Sull'incendio piro i giornali hanno annunciato stupefatti: anche dall'aeroporto si vedono le fiamme!, come se l'aeroporto fiorentino in espansione fosse lontano e luogo magico, punto privilegiato nevralgico della Piana Devastata; tuttavia dista dalle colline brucianti solo pochissimi chilometri.
Stamani l'incendio è stato domato (?) e la nube tossica se n'è andata, grazie a quel vento (ieri di grecale) che proprio ha reso il fuoco pericoloso.

Visto che son fresca di motti e proverbi, ne trascrivo due fiorentini, che notoriamente sono superiori a tutti, creatori di lingua, partiti e quattrini:

1. Burrasche puttane e incendi,
tutti da Pistoia tu le prendi.

2. Prato è la città dello sconforto
o piove o tira vento
o suona a morto.


Buona devastazione a tutti!


giovedì 13 luglio 2017

Per Xiaobo, eroe di Tien An Men

Ora che Xiaobo è morto- Nobel per la Pace e testimone della repressione del governo cinese dopo i fatti di Tien An Men- , non posso non ricordare il nostro spettacolo "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men", che era anche dedicato a lui.
Mai spettacolo fu più boicottato e snobbato.

Quando mettevamo le locandine in China Town, a Prato, i cinesi scappavano per paura di essere considerati complici.
E quando passavano davanti alla bacheca del teatro e vedevano la locandina, si spostavano dall'altro lato della strada.

E una maestra cinese ci disse che mai alcuno di loro residente qua sarebbe venuto a vedere lo spettacolo, perché temevano le ritorsioni nei confronti dei loro familiari in Cina, il ritiro del passaporto e altro.

Di questo, per esempio, è vietato parlare a Prato. Troppi gli interessi in campo.


Fontanelli, dove l'acqua attizza il fuoco

Con buona pace di coloro che immaginavano i fontanelli dell'acqua pubblica come luogo della socialità e della condivisione, essi invece si trasformano spesso in luoghi di litigi e insofferenze fra gli umani.

Nell'estate calda la gente non vuole attendere che altri riempia le bottiglie, e si assiste a folli corse per arrivare prima ai fontanelli.

Qualcuno riempie cassoni di acqua di svariati litri, e la fila si fa lunga e nascono litigi e rimostranze, e si va alle mani.


Affareincù


A settembre, probabilmente sabato 23,  presenteremo la nuova stagione, che si annuncia 'esplosiva'.
D'altronde, ognuno si difende come può.

La stagione, per il quinto anno consecutivo, non riceve alcun finanziamento pubblico, ed è tutta autogestita.

Il massimo che la Baracca ha ricevuto nel tempo, ricordo soprattutto a me, è stato di 4.600 euro. Era l'età dell'oro del mio teatro, durata pochissimo, quando faceva parte dei piccoli teatri della Toscana, un progetto mandato affareincù dalla politica nostrana, che doveva creare i teatri-azienda e  dare i soldi a chi poteva ridarli indietro o ricambiar con voti eccetera.

Più volte, confesso, sono stata sul punto di mollare tutto, visto che non c'è guadagno da nessun punto di vista, ma poi ci ho ripensato per non dar vinta a chi vorrebbe che non si esistesse.

Invece si esiste. E il pro-getto c'è. Siamo nel mondo e per il mondo. Prima di crepare e di andare anche noi,  con gran piacere e senza aver mai calato le braghe ruffiane, affareincù.

martedì 11 luglio 2017

Teatro Metastasio sotto attacco

Sì - Toscana a Sinistra attacca il Teatro Metastasio in un lungo comunicato. In particolare, attacca Franco D'Ippolito e la sua direzione.
Sostiene che il calo degli spettatori sia sostanziale, che il bilancio non corrisponda alle dichiarazioni del direttore; che il teatro ha perso, non diventando teatro nazionale ma solo T.R.I.C. (Teatro di Rilevante Interesse Culturale), il suo carattere internazionale e di portatore di novità.
E poi critica la decisione di togliere la compagnia messa in piedi dalla precedente direzione, quella del Magelli.

Non dice però altre cose importanti, Toscana a Sinistra.

Che D'Ippolito è un direttore completamente sganciato dal territorio, che non conosce o solo superficialmente; o, se lo conosce, non se ne cura.
Che la scelta di derubricare il Metastasio è stata voluta proprio da Renzi, per valorizzare una moribonda Pergola (ora Fondazione Teatro della Toscana unita a quello di Pontedera) la quale, nonostante i soldi affluenti, non riesce a tornare ai fasti di un tempo.
Che una compagnia composta solo dagli stessi attori, senza alcun ricambio o aggiunta (una compagnia di solo 5 o 6 attori com'era quella  voluta dal Magelli), è qualcosa di odioso di per sé, soprattutto in un tempo in cui per gli attori la vita è difficile.

Ma c'è un altro aspetto, molto importante, che non è stato suggerito a chi ha redatto il comunicato: che la scelta degli spettacoli al Metastasio, come in tutti gli altri pubblici, è sbagliata alla partenza, ché forzamente va verso quelle compagnie che sono 'bollinate' dal Ministero, che possono certificare i borderò, altrimenti, se la compagnia non lo è , se non prende quei soldi, non serve per raggiungere lo scopo (il famoso serpente che si mangia la codazza), e non viene ingaggiata; e che nei teatri, se vi si fanno girare i giovani - spesso non di qualità con spettacoli molto deludenti e insignificanti, non sufficientemente formati poi!- è solo perché anche questo fa punteggio eccetera. E anche loro devono essere 'certificati', e magari raccomandati.

Si punta alla convenienza e allo scambio. Io prendo lo spettacolo prodotto dal tuo teatro; tu prendi il mio. Così si fa punteggio e ci si aiuta. 

Del pubblico, paradossalmente, importa il giusto. Importa sopratutto perché assume un risvolto politico, più che economico in quanto pagante il biglietto. La politica ha bisogno di pubblico, di gradiente, di folla, ma i direttori dei teatri sanno benissimo che è ormai difficilissimo riempire i teatri, che quasi mai accade. Vivono grazie e solo ai finanziamenti, altrimenti crollerebbero TUTTI.

Con questo sistema ministeriale a cappio, il teatro è diventato indistintamente 'teatro-azienda', e non offre ricambio vitalità pepe vera commedia o dramma che possa scardinare dalla sedia o dallo schermo il popolino per indirizzarlo a teatro. E non basta nemmeno lo spettacolo 'scandaloso' - come voleva essere per l'estate il monologo La Merda, che poi nessuno s'è scandalizzato perché è un finto scandalo -, in un tempo che ha saturato argomenti e modi, dove la realtà supera di gran lunga la fantasia. E sembra non bastare più nemmeno l'attriciona, la bellona, il divone con lo spettacolone classico o pseudotale. Il richiamone, insomma.

Lo volete dire questo a Franceschini, che il sistema FUS è sbagliato? Ma lui lo sa, eccome se lo sa! Sistema che comprende anche le cosiddette residenze regionali, che sono una fotocopia in piccolo della legge nazionale...
Un tempo Grillo disse una cosa saggia, ma poi se n'è completamente dimenticato per strada: nei teatri azzerare tutto, e poi ricominciare daccapo.

Con questa legge girano solo e sempre gli stessi e spesso con spettacoli mediocri, decisi a tavolino, sulla base del calcolo per il teatro-azienda. 
E poi: per una compagnia, essere 'bollinata', ricevere finanziamenti è molto gravoso e difficile; la richiesta del finanziamenti è un meccanismo farraginoso, quanto mai 'teatrale' nel senso peggiore del termine. Tant'è che  gran parte del personale nei teatri, non solo delle compagnie, viene utilizzato  per richiedere i finanziamenti al Moloch-FUS...gli impiegati sudano le tante camicie per riempire formulari fare conteggi conti brogliacci e quanto altro serva per spillare quattrini all'ente pubblico; e questo significa tanta energia perduta.


Alla fine del 2016 il Metastasio ha preso, solo a livello nazionale dal FUS, 818,410,00 euro; mentre la Fondazione Teatro della Toscana - Firenze 1.287.559,00: una bella differenza essere un teatro nazionale! 

Il comunicato politico di Toscana a Sinistra non affronta poi un'altra importante questione politica: come si vive al Metastasio, gli assetti interni del potere; ché anche questi incidono sui risultati complessivi.  Ma su questo stendiamo un velo pietoso.

Il teatro di Prato non  valorizza nemmeno gli artisti del territorio (e poi sì, chi se ne frega degli artisti e del territorio!), se si esclude appunto quello che fece Magelli per una manciata di attori. Lui un giorno se la prese con me perché dissi che moltissimi  soldi della cultura del Comune di Prato andavano al Metastasio. Perché, non è vero? Nel 2016 il finanziamento del Comune al MET è stato di 1.540.000 euro. Che vanno sommati a quelli precedenti che ho scritto. Non sono mica tanto pochi, no?

E nonostante questo il teatro Metastasio è moribondo; ma io direi soprattutto culturalmente, come simbolo cittadino e non solo, e al momento non si vede proprio nessuno che lo possa resuscitare.

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Volete approfondire l'argomento finanziamenti ai teatri e alle compagnie? Leggete qui http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/index.php/teatro-contributi/651-fus-triennio-2015-2017-assegnazione-contributi-2016 e cliccate sul primo link e saprete tutto).


Per il comunicato di Toscana a Sinistra: "Metastasio, cala il sipario": https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1486664268084507&id=604208769663399&substory_index=0.

lunedì 10 luglio 2017

Viale della Repubblica a Prato, anni '60


Questa era viale della Repubblica a Prato verso il 1965 (foto Ivanhoe Calendi). In primo piano le scuole Cironi e, in fondo, il ponte sul Bisenzio e la ferrovia. Ora è tutto costruito, non hanno lasciato nemmeno un campo che giustificasse il nome della città,  la vocazione agricola del territorio.
I...prati attorno ai centri abitati, oltre che a quello storico, infatti erano tutti coltivati.

domenica 9 luglio 2017

A Poggio Castiglioni, 9 anni dopo il debutto del Laris Pulenas, abbandono totale

L'8 luglio del 2008 debuttammo con Laris Pulenas a Poggio Castiglioni per sensibilizzare sulla cosiddetta 'città etrusca di Gonfienti', la grande, incredibile scoperta archeologica di Prato del 1999, che giace ormai definitivamente sepolta dall'Interporto della Toscana Centrale e dall'indifferenza di tutti.
Fu un evento memorabile a cui siamo molto legati, sia da un punto di vista teatrale che per il suo valore di azione civile. Molte persone salirono lassù nel tardo pomeriggio di un luglio caldo come quello che stiamo vivendo quest'anno. Lo spettacolo si svolse al tramonto, con il sole declinante sul volto degli spettatori che potevano godersi il panorama sulla  Prato moderna e la Piana devastata dal cemento. Dopo nove anni vediamo che la pianura di Firenze Prato e Pistoia è devastata ancor di più, con la minaccia costante di un nefasto ampliamento dell'aeroporto di Firenze e innalzamenti di urbanizzazioni devastanti.
Chi era presente allora credo non possa dimenticare l'emozione e la contrastante bellezza di quelle due ore.
Per questo ieri ci siamo recati lassù con amici con cui organizzammo l'evento a rievocarne l'anniversario.
Ma quale sorpresa lungo la strada! A causa delle tante e profonde buche  - come piccole voragini - siamo stati costretti a  lasciare l'automobile e proseguire la salita piedi.
Una  volta arrivati  in cima abbiamo incontrato un gruppo di maiali scrofe e lattonzoli che ci hanno impedito di proseguire il percorso ed arrivare sul luogo della recita che, come ricorda il Prof. Centauro nel passo che qui copio, fu personalmente ripulito allora dal compianto Fiorenzo Gei, presidente del CAI di Prato.

L'abbandono lassù è totale.

"Per il nono anniversario del Laris è stato davvero bello stare insieme e condividere l’erta salita al poggio come una sorta di pellegrinaggio, vissuto anche nel ricordo di Fiorenzo. Qui mi fermo per il tempo fuggito e lo struggente pensiero per chi non è più con noi … forse è meglio ricordarsi la bellezza di Poggio Castiglioni con le centinaia di persone accorse per godere lo spettacolo in un clima di festa e di grande fervore nella riscoperta di questo straordinario luogo di storia e natura, piuttosto che ritrovarlo, come abbiamo visto ieri, in abbandono, senza cura ed ormai “irraggiungibile” devastato com’è dalle buche lungo la strada, lassù lordato ovunque dalle feci dei maiali, fuor di metafora, veri padroni del sito quasi fossero trasmutazioni di  uomini di omerica memoria".

Buche sulla strada per Poggio Castiglioni, data di ieri


Fiorenzo Gei con Ivano nel 2008 a Poggio Castiglioni per la ripulitura del sito per la recita di Laris Pulenas - Foto Prof. Centauro

Prof. Centauro presenta il Laris Pulenas,  8 luglio 2008 - Foto Centauro

La recita del Laris Pulenas, foto Prof. Centauro.

venerdì 7 luglio 2017

G20 ad Amburgo: i potenti fuori dalla realtà

Assalto ai politici al G20 di Amburgo. Purtroppo, anche se io non condivido la violenza, è evidente che questi nostri politici sono FUORI DALLA REALTA'.
Le donne dei politici, poi, le accompagnatrici del lor signori di carta, tutte incartate nel loro fragilissimo lusso (finto minimalista), e chiuse serrate nei palazzi per paura degli assalti dei manifestanti.
(Notate che la Merkel, primo ministro tedesco, non appare mai con il marito accompagnatore).

Non si riesce a cambiare il corso della politica, e la violenza continua, e questi incontri di vertice, di potere, di un potere lontano dalle nostre esigenze, che poi sono quelle basilarmente umane e di più equa distribuzione della ricchezza, saranno sempre più assediati da giovani e meno giovani che vogliono una vita diversa, e non sfruttamento oppressione ingiustizia distruzione del pianeta...

Forse, a questo punto, una forma di protesta potrebbe essere non farne alcuna, lasciarli soli, questi potenti, in mezzo al loro potere, ai lunghi cortei nella città vuota. Senza alcun contrasto, opposizione, violenza.
La migliore protesta sarebbe andarsene, non fare loro da contraltare, e lasciarli 'morire', svanire, perdersi nel loro immenso potente infinito nulla.

Noi, a teatro, abbiamo provato a raccontare una manifestazione in Blocco Nero (Puzzi come un cane).

Foto Corriere
Foto Corriere

giovedì 6 luglio 2017

Franceschini corre a Pistoia e Bello Figo non arriva a Prato

Due notizie apparentemente distanti e che non hanno niente in comune (infatti,  ancora sono due comuni diversi, ma in realtà le due notizie sono cuRturali...), ma che dimostra che nei 'messaggi' si usa mentire in continuazione, e non è mai detto il vero motivo delle cose.

Con l'avvento del nuovo (?) corso politico, Franceschini corre a Pistoia a capire cosa è successo, cosa non ha funzionato del piano Città della Cultura, che non è bastato per permettere il bis a Bertinelli, che, come volevasi dimostrare, non farà parte della prossima opposizione a Palazzo Giano; infatti si è dimesso da consigliere.

Tomasi ha tranquillizzato Franceschini; tutto andrà come previsto e per ora - e forse per molto tempo - non 'salta' nessuno. "Tutto procede per il meglio, l'impegno è massimo".
La notizia è stata diffusa ì da La voce della montagna, giornale on line e dalla Voce di Pistoia:
Altre voci, no. La notiziona non è stata amplificata, non era proprio necessario.
Il vero motivo dell'arrivo di Franceschini a Pistoia è solo politico, non culturale.


L'altra notiziona, ma che già era annunciata, è l'annullamento del 'cooncerto' di Bello Figo a Prato.
Nella spasmodica ricerca di personaggi televisivi per il proprio marketing, politico ed economico, il Caffè Bacchino di Piazza delle Carceri aveva scelto Bello Figo come 'figata' massima e, apriti cielo e spalancati mare, tutti compreso noi, a gridare allo scandalone.

Allora 'per venire incontro alle esigenze del Comune', che non voleva beghe politiche e di sicurezza, e non voleva scontrarsi con la Chiesa di Santa Maria delle Carceri che si trova a lato, avevano detto di spostare il concerto dal 9 giugno (rimandato con la scusa che c'erano altri eventi organizzati dal Comune) al 9 luglio: ma sapevano benissimo che in quella data non avrebbe avuto luogo, sia perché dopo i fatti di Torino le nuove norme della Sicurezza sono onerose - come si fa a vietare la vendita di alcolici, punto economico uno per un caffettone letterario, per esempio? - , sia perché proprio il 9 era previsto un evento importante della basilica eccetera eccetera.

La verità è che stato allungato il brodo, ma di fatto era saltato già tutto diversi giorni fa. D'altronde svolgere il concertone altrove non sarebbe stato utile e vantaggioso, anche come ritorno di immagine e politico, per il caffè letterario...

mercoledì 5 luglio 2017

Camporeale e Gonfienti

Certo l'etruscologo Camporeale, morto due giorni fa, non fu lo 'scopritore' di Gonfienti. E nemmeno il valorizzatore, almeno stando a quanto sentii dire da lui stesso il giorno dell'inaugurazione della mostra "L'ombra degli Etruschi", a cui presenziai insieme ad altri di straforo nel marzo 2016.
Nel suo discorso non dette alcuna importanza a Gonfienti, nessun riconoscimento particolare, e piuttosto sembrò considerare marginale l'insediamento etrusco in pianura (come la mostra stessa dimostrava, dedicando un misero loculetto agli scavi gonfientini). Invece lo studioso dette ben altro valore e risalto agli etruschi di collina, Artimino Fiesole e compagnia occultando.
Non so davvero se si fosse interessato agli scavi di Gonfienti, ma evidentemente il frutto del suo interessamento - a parte la benedizione della carta archeologica di Prato  - è stato pari a zero, stando almeno alla disastrosa situazione della zona archeologica, sprofondata nell'indifferenza generale, fra movida migranti scarti tessili affitti ai cinesi.


La scomparsa di Camporeale «Scopritore» di Gonfienti
E’ MORTO a Firenze a 83 anni Giovannangelo Camporeale (nella foto) professore emerito di Etruscologia ed Antichità Italiche all’Università di Firenze. Camporeale si era interessato degli scavi di Gonfienti e proprio da lui, nel corso della presentazione della «Carta archeologica della Provincia di Prato», di cui ha curato la prefazione, era venuto il riconoscimento per Gonfienti, come decisivo e potente centro etrusco di collegamento negli spostamenti di persone e merci dall’Italia centrale a quella settentrionale. A cura del gruppo archeologico carmignanese, aveva tenuto conferenze a Carmignano. L’ultima sua presenza a Prato è stata nel 2016 per l’inaugurazione della mostra «L’ombra degli Etruschi» a Palazzo Pretorio, dove intervenne sul tema «L’area pratese-pistoiese in età etrusca. Il legame fra pianura e collina nella storia degli insediamenti etruschi». (La Nazione, Prato, 4 luglio 2017)

Le ombrellifere d'Abruzzo



Qualche giorno fa il Presidente della Regione Abruzzo ha organizzato un convegno dal titolo 'Fonderia Abruzzo' ("Una due giorni per raccogliere le intelligenze e i pensatori italiani ed abruzzesi,  e con loro immaginare funzione, collocazione ed identità dell'Abruzzo e le politiche conseguenti..."), in cui alcune signore in piedi tenevano gli ombrelli ai lor signori altri presidenti di regione. La notizia con tanto di foto ha destato lo scandalo generale e vari commenti negativi.

Tuttavia io vorrei aggiungere la domanda: perché le donne hanno accettato quel 'lavoro'? Perché venivano pagate? Quanto? Quanto sono state pagate per apparire in maniera così ridicola e assurda? Come si sentivano, non provavano disagio?

A chi è  venuta in mente questa 'mise-en-espace'?

Perché gli ombrelli non sono stati dati in testa - un colpettino leggero, vero, senza far male, una cosa simbolica, ecco sarebbe bastata a rendere interessante questa 'fonderia'-  un colpettino sulla testolina di questa accozzaglia politica, a questi signorotti valvassini che non mostravano alcuna vergogna nel farsi fotografare con tanto di ombrellifera al lato?

Sottomissione, servilismo, insipienza totale. Identità d'Abruzzo, e non solo.

martedì 4 luglio 2017

Commenti (e foto) su "Io e Federico" rappresentato al Giardino Buonamici di Prato

Qualcuno ha dubitato dell'esistenza del "Libro del Gradimento" (sì, come dell'esistenza di Dio...), e allora pubblico la foto di una pagina, quella relativa allo spettacolo di ieri, "Io e Federico" (Dialogo con l'imperatore) a Prato.

Perché pubblico sul mio blog i commenti che vi sono scritti?

1. Perché sul mio blog scrivo quello che mi pare, senza offendere nessuno.
2. Perché il Teatro La Baracca non ha nessun santo protettore, ente, gruppo che gliela canta e suona. Non appartiene a nessuna compagnia di 'Stabile', è sganciato da tutto il sistema pubblico teatrale. Che se la canta e se la suona, ed ha dalla sua tutto il sistema dell'informazione e i soldi (vostri) per farsi pubblicità. 
2. Perché i nostri spettacoli, non finanziati (un giorno vi dirò perché), non possono praticamente circolare nei santa santorum ed è molto difficile per noi lavorare. Ormai solo le compagnie finanziate - solo così i borderò sono validi affinché i teatri ricevano i loro finanziamenti  - o i personaggi televisivi  o famosi eccetera lavorano nei teatri pubblici che voi, cittadini, foraggiate e coccolate con la vostra presenza. Sapevatelo.
3. Perché è quello che la gente scrive, il pubblico che viene a vederci, e nessuno suggerisce cosa e come scrivere; e soprattutto, nessuno obbliga nessuno a scrivere.
4. Perché ci meritiamo molto di più di quello che ci viene dato, ogni tanto come regalìa o per metterci bavaglio, da chi ha le chiavi della cassa e può disporre di spazi e tempi a suo arbitrio: assessori, direttori eccetera.
5. Perché gli invidiosi possano rodersi il fegato ancora di più. Mi dispiace, è tutto vero quello che è scritto.

Per cui non rompete più e lasciateci lavorare! 


Questi i commenti dello spettacolo di ieri:

"Spettacolo sorprendente" (Paolo Chiasserini).

"Complimenti, grazie" (Sabina Magrini).

"Non ho parole, salvo una: SUBERBI". (Elisabetta De Fazio).

"Bravissimi, sempre simpatici" (Paola).

"Grandi" (Lucrezia Maniotti).

"Spettacolo piacevolissimo, mai pesante. Storico al punto giusto senza far pesare la storia. Equilibrio e bravura. Bravi".

"Bravi!" (Stefano Triana ?).

"Il fanciullo di Puglia sarebbe fiero di voi. Complimenti. (Vito Vitorino).

"Tutto penetrante, divertente, ottima presenza scenica. Mi sono divertito" (Gianni).

"Complimenti per il testo arguto, divertente e moderno. Grazie per il vostro talento e la vostra arte gentile. (Ornella Vembi ?).

"I miei più calorosi complimenti per una recitazione arguta, delicata e simpatica; ce ne vorrebbero di più di queste serate, complimenti". (Gabriele Centauro).

"Lo staff Centauro ringrazia sentitamente per le emozioni, per la commedia, per lo spettacolo di Federico, re nudo con mutandoni e non solo...si dice attributi. Grazie, Beppe, Manu, Irene e David.".

"Bravi, lo spettacolo è stato un godimento" (Firma illeggibile).

"Complimenti! (Alessandro Diotiguardi).

"Bravissimi" (Laurita Salvi).











lunedì 3 luglio 2017

Stasera, Io e Federico (Dialogo con l'Imperatore)

I ragazzi che gestiscono il Giardino Buonamici hanno trasformato la foto così, e viene fuori quell'aspetto comico che il testo e la messa in scena contengono. Uno degli elementi.

domenica 2 luglio 2017

Vasco Rossi, l'anarchico del tortellino

Ad ascoltare gli osanna governativi e di partito per il concertone del cantantone di Zocca, viene davvero il disgusto.
Anche perché ne promettono di altri, di concerti così mostruosi, con palchi-video-treni-grattacieli, queste enormi gabbie del consenso politico e acchiappa-quattrini, dove il pubblico sì in-infila volontariamente. Oh, che gioia, che gaudio. E anche ha parlato il Presidente del Consiglio, e si è congratulato, e anche il Segretario del PD, Partito Democratico. Com'è bravo, questo Vasco, che un tempo fu birichino, ma ha sempre guardato al quattrino. Bravo, come si sottomette al condimento da bravo anarchico del tortellino.
Come piace ai politici la mostruosità culturale, come calzano i concerti-città-di-pecore. Questi palchi di conformismo e di snoccia-banalità. Non cercano altro, in campo culturale, che questo. Roba che porta ciccia, soldo, voto. Massa massa, corrente corrente! E paga il pubblico, meraviglioso.

Sogno di una meteo-allerta-terrorizzata

Piove piove piove. Sono affaticata. Sono alla guida. Sulle strade la segnaletica è assente. Si vede solo asfalto nero. Che brilla brilla...