venerdì 19 luglio 2013

Emma, se ci sei batti un colpo

Sono esterrefatta. Il Ministro degli Esteri esiste oppure è una entità assente? Timide parole per l'affaire kazako, er pasticciaccio brutto der Verminale,  di cui la Farnesotta dice di non essere competente. Ma dico, qualche cosina ce la potrebbe dire, no, a parte le solite ritualità che copio e incollo sotto?


(Dal sito Ufficiale di Emma Bonino)

CONVOCATE LE AUTORITA' KAZAKE ALLA FARNESINA

Roma, 17 luglio 2013

Sulla base delle risultanze del rapporto del Capo della Polizia, illustrate ieri sera dal Ministro dell’Interno in Parlamento, il Ministro degli Esteri Emma Bonino ha convocato d’urgenza questa mattina alla Farnesina, in assenza dell’Ambasciatore Adrian Yelemessov, l’Incaricato d’affari del Kazakhstan, Zhanybek Manaliyev.

Il Ministro Bonino ha espresso forte sorpresa e disappunto per le irrituali modalità di azione presso le autorità italiane dell’Ambasciatore Yelemessov nel caso della cittadina kazaka Alma Shalabayeva. Il Ministro ha in particolare stigmatizzato la circostanza che, in una vicenda così delicata anche sotto il profilo internazionale, i rappresentanti diplomatici kazaki non abbiano mai interessato la Farnesina. Il Ministro ha sottolineato che il coinvolgimento di una minore rende la vicenda ancora più grave sul piano della tutela dei diritti umani.

Il Ministro Bonino ha ribadito la richiesta del governo italiano che alla signora Shalabayeva e alla piccola Alua siano garantiti tutti i diritti da parte delle autorità kazake. A seguito della revoca del provvedimento di espulsione, da parte italiana ci si attende che alle due cittadine kazake possa essere quanto prima restituita la piena libertà di movimento.

L’Ambasciatore d’Italia ad Astana, che sta già attivamente seguendo gli sviluppi del caso, è stato incaricato dal Ministro di rappresentare le stesse richieste al governo del Kazakhstan. Inoltre, sempre su istruzioni del Ministro Bonino, un funzionario diplomatico della nostra Ambasciata ad Astana si sta recando a Almaty, dove si trova la signora Shalabayeva, per incontrarla nuovamente, verificare le sue condizioni e notificarle personalmente la revoca del provvedimento di espulsione. Il Ministro degli Esteri ha contestualmente sensibilizzato sulla vicenda il Ministro degli Esteri della Lituania, Linas Linkevicius, nella sua qualità di presidente di turno dell’Unione europea. 

I cinesi se ne vanno da Prato?

Lo avevo già detto più di un anno fa, quindi per me non è niente di nuovo: lentamente i cinesi si stanno spostando da Prato ad altre città.
Lo dicono fonti del Ministero degli Interni.
Molti salutano l'evento.
In realtà, se i cinesi lasciano Prato, se paradossalmente - cosa che non avverrà - lasciassero in massa la città avremmo un grosso problema economico, oltre al fatto che certi personaggi politici non avrebbero più argomenti per le loro campagne elettorali e piccole scalatine agli scranni comunali e provinciali eccetera.
Tra l'altro quelle stesse persone che giustamente accusano certi cinesi di rendere schiavi o far lavorare a nero i propri connazionali (e ultimamente abbiamo visto anche italiani) dovrebbero anche protestare con  la Cina sui diritti umani negati in quel paese e la questione del Tibet.
Cosa che nessuno mai s'è sognato di fare da quando, negli anni novanta, è iniziata la cosiddetta invasione cinese a Prato.
Né a qualcuno è venuto in mente di 'sfruttare' culturalmente la presenza cinese in città; insomma, se se ne andassero dall'oggi al domani, non lascerebbero che stanzoni e case vuote!

Della questione cinese ho scritto varie volte, ma sull'esodo in particolare si veda:
lhttp://primaveradiprato.blogspot.it/2012/04/chanson-de-milon-2a-parte.html
http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/05/problema-cinesi-mon-amour.html
e ancora prima, questo articolo, dove tra l'altro sono resi evidenti le contraddizioni fra affari con la Cina e l'utilizzo, in chiave popolustica e demagogica, del tema anticinese per raccogliere voti eccetera:
http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/01/e-arrivato-lambasciatore.html
http://primaveradiprato.blogspot.it/2010/06/prato-chinatown.html

giovedì 18 luglio 2013

Prato: ospedale, cliniche private e affaretti

Per motivi personali in questi giorni ho frequentato il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Prato e ho assistito a scene da terzo mondo: non ci sono infermieri sufficienti e i pazienti vengono messi neri corridoi a sostare per ore...Un disagio assoluto.
Proprio in questi giorni, in cui sulla vecchia struttura ospedaliera che sta per essere lasciata  c'è molto dibattito (che fine farà? sarà mangiata dalla speculazione? ci faranno gli affaretti?), ecco che compaiono alla ribalta alcuni sconosciuti imprenditori decisi a costruire una clinichetta privata...Anche in questo caso, come per altri - vedi quello sfacciato di Pratilia - cambieranno la destinazione d'uso in un battibaleno? Su quell'area ci devono costruire parcheggi!

Mentre insomma si fanno affaretti con la nostra salute, la struttura pubblica langue e i poveracci devono essere trattati come bestie. Di questo i giornali e gli assessori e i presidenti costruttori non dicono.


(LA NAZIONE) Prato 16 luglio - «Per noi il progetto di costruire una clinica privata in città rappresenta l'occasione di un investimento non solo economico ma anche sociale». Lo afferma il proprietario delle aree su cui un gruppo di sei imprenditori pratesi ha intenzione di costruire la clinica privata San Martino, che sorgerebbe lungo la tangenziale nord della città. «La scelta dei terreni è collegata al fatto che si trovano lungo l'asse viario di collegamento con il nuovo ospedale», continua.L'uomo, un imprenditore nel campo immobiliare, spiega di attendere con serenità che il Comune decida sul cambio di destinazione delle aree che attualmente il Prg configura come futuri parcheggi e sorgono non distante dalla zona del campo di atletica leggera. L'imprenditore rivela che a sostenere il progetto sono sei suoi colleghi, alcuni dei quali interessati al settore tessile ed altri no. «L'auspicio è che la nostra squadra si allarghi e diventi più grande e più forte».

mercoledì 17 luglio 2013

Costa Concordia: quando il processo è in teatro

Vedere il processo per il naufragio della nave Costa Concordia, che ha causato la morte di 30 persone e 2 dispersi, che si celebra in un teatro, quello di Grosseto (alcuni giornali lo trasmettono in Internet), dà alcuni spunti di riflessione.

In primis sul processo stesso e, ormai banali nel senso di comunemente acquisiti: si è scelto il teatro come luogo del processo perché era necessario avere a disposizione uno spazio adeguato per il numero delle persone coinvolte; trasmettendolo poi in diretta, si sottolinea la eccezionalità di una tragedia che ha avuto echi internazionali.

Ma soprattutto mi dà da pensare rispetto al luogo e al suo significato: il teatro, in quanto spazio per lo  spettacolo, conferisce al processo un'aura surreale e trasforma dubbiosamente la realtà, ossia avviene l'opposto che con il teatro come espressione artistica: mentre la convenzione teatrale rende vero quello che è finzione, paradossalmente qui, dove la convenzione teatrale scompare, il luogo fa diventare finzione, in-credibile ciò che è vero.

Assolutamente da non ripetersi.

La Notte Nera della Periferia di Prato (11): Tobbiana

Piccola, di passaggio, e soffocata: Tobbiana, che si sviluppa attorno a un semaforo e quattro strade.

Tobbiana, per i pratesi del centro cittadino, è la Fattoria,  sede del Circolo Arci, dove a stento ormai si riesce a riconoscere la torretta medioevale. C'è un ristorante abbastanza frequentato, che pure ha vissuto alterne fortune.

Dalla costruzione di Parco Prato è stata, come tutti i borghi attorno, schiacciata e messa in grande difficoltà anche grazie all'imposizione di una circolazione del traffico molto discussa che la isola dagli altri borghi (dopo essere stata tagliata dall'Autostrada e dalla Tangenziale!), in particolare da Casale ma,  anche da Vergaio, Galciana e San Giusto. (1)


A parte il ballo alla Fattoria e altro legato al circolo stesso,  qualche minima vivacità è data dalle attività commerciali proprio perché Tobbiana è borgo di passaggio da e per Iolo.







(1) Il sindaco Cenni aveva promesso il ripristino della precedente circolazione, togliendo i sensi unici posti all'ultimo momento dalla precedente amministrazione, ma poi non è cambiato nulla.

martedì 16 luglio 2013

Miss(ing) Italia

Il fatto che la RAI non trasmetta più la finale di Miss Italia mi può rallegrare, anche se mi lascia indifferente perché non vedo la televisione e, in particolare, non ho mai visto quel programma. Al solo pensiero di doverlo vedere, mi sarei sentita male.

In realtà il problema è non tanto di ordine moralistico, e per vero desiderio di contrastare la mercificazione del corpo femminile, quanto solo di ordine economico.

Il programma non si replica soprattutto perché già da alcuni anni non va, non attira pubblicità.  

Cito per tutti Aldo Grasso, famoso giornalista del Corriere che, dell'edizione 2012 di Miss Italia, scrive: "Programma noioso, manca un format".

Insomma, si fa finta di rispettare le donne (in un paese che in sostanza le schiavizza e sfrutta costringendo la maggioranza di loro alla condizione di domestica, badante a vita anche se lavora, oltreché gingillo sessuale), si fa una politica di immagine (proprio quando si mostra di volerla combattere o di coprirla, la 'santa immagine della fica'), si accontenta la Presidente della Camera che ci fa una bella figura e si ammansiscono i compagnucci e le compagnucce, ma in realtà questa pruriginosa eliminazione è una scusa bella e buona: anzi!, non vedevano l'ora di trovarne una credibile per togliere di mezzo un programma che era ormai diventato solo un onere economico per mamma Rai.

Che fine ha fatto il Comitato Città Etrusca di Gonfienti?

Da tanto tempo ce lo chiediamo.
Questo comitato, fatto nascere da Riccardo Bonajuti e dato in consegna, diciamo così a Francesco Fedi, che ora milita nelle 5 Stelle di Barosco - ormai è scomparso da tanto tempo.

In questi anni - dico dal 2009 - non ha organizzato nulla, non ha fatto sentire minimamente la sua presenza, non ha battuto un colpo sulla testa di nessuno, sicuramente sulla testa di nessun politico. Perché?

Certo niente è più disastrato in città, a livello culturale almeno, della Città Etrusca di Gonfienti che, dopo essere stata fatto rinascere dalla costruzione dell'Interporto, adesso sta sprofondando nell'indifferenza di tutti. Sopra gli scavi stanno crescendo arbusti...


Vittorio Giugni

Caro Vittorio, 
grazie per il tuo commento lusinghiero - che copio sotto  e pubblicato sul tuo blog Liber@amentePrato-  al mio articolo precedente.
Non ho mai pensato di essere una forza politica (durante l'esperienza elettorale chi mi seguiva sapeva che avrei 'lasciato' una volta concluse le elezioni, il mio era solo un contributo per smuovere la palude politica creata dagli interessi eccetera in città), ma sì certo una vera opposizione. Vera perché non appoggiata da nessun partito né gruppo né comitato - se non a volte, per percorsi specifici -  e perché questa opposizione ha danneggiato fortemente il mio lavoro che, come tu ben sai, si nutre invece di aderenze, di ruffianerie politiche. Insomma, se vuoi dirigere un teatro, se vuoi ingaggi, se vuoi andare in televisione non devi immischiarti in politica in maniera da dispiacere troppe persone; o comunque devi appoggiarti a qualcuno, basta anche un piccolo partito, un piccolo gruppo di potere.
Insomma, fare opposizione per un artista è, soprattutto in questi tempi di crisi, un suicidio. 
All'inizio non pensavo che fosse così, ma essere attiva politicamente fa parte del mio carattere e, come ho scritto varie volte, del mio teatro.
Per questo, effettivamente, sono ancora 'sola'. E mi spiego meglio.
Voi, quelli delle M5S, siete comunque delle forze (la Bonino addirittura è ministro; il M5S è in Parlamento), siete in qualche modo sostenuti e guidati e quindi la vostra opposizione, che saluto e che appoggio come sai quando posso, si definisce diversamente dalla mia. Il vostro è un percorso che presto si giocherà a livello di scontro elettorale fra forze di partito o movimento necessariamente, e da questo scontro sarete in qualche modo condizionatI. E quindi la mia opposizione, in quanto tale,  pur minimale e anche nel caso in cui volessi ancora 'giocare alle elezioni', ha ancora l'esclusiva del 'tutto campo' che la vostra non può avere.
Con simpatia,
Maila


Cara Maila, come sai ti seguo sempre con attenzione e ricambiata simpatia. Il tuo blog rappresenta sempre una piacevole lettura. E' scritto in un buon italiano, che non guasta mai, e pieno di osservazioni e considerazioni intelligenti e mai banali. Anche questo tuo ultimo post non si smentisce. Quel che sostieni è assolutamente vero! Noi radicali, nella lista civica "Taiti per Prato" sostenemmo la campagna elettorale ed il ballottaggio vincente di Roberto Cenni. Non soltanto per le cose che allora diceva (rimando all'intervista rilasciata a Radio Radicale- http://www.radioradicale.it/scheda/281400/intervista-a-roberto-cenni-sul-ballottaggio-per-le-elezione-del-sindaco-della-citta-di-prato-e-sulla-lette -) ma, soprattutto, perchè la sua vittoria avrebbe interrotto 63 anni consecutivi di governo della sinistra! Questo era il nostro obbiettivo principale! Perchè sappiamo bene che un così prolungato esercizio del potere, incontrastato, genera fatalmente arroganza e occupazione di tutti i segmenti della società. Sapevamo bene che anche Carlesi avrebbe costituito una novità. In fondo era il primo personaggio che era candidato a sindaco non proveniente dalla filiera ex comunista. Ma la novità Cenni era ovviamente una migliore "garanzia" di cambiamento. La sua Giunta ha avuto anche elementi di governo assolutamente positivi ed in controtendenza rispetto al passato. E ne abbiamo sempre dato correttamente atto! A circa metà sindacatura abbiamo chiesto a Cenni l'unico incontro che abbiamo mai avuto. In quell'occasione ponemmo a Cenni tre questioni che facevano parte del suo e del nostro programma elettorale: Trasparenza amministrativa, con l'applicazione pratica della delibera del Consiglio Comunale N. 1 del 2009; Gonfienti; Diritti civili, con l'adesione all'associazione italiana dei Comuni e delle Province per il Tibet. L'unica delle tre questioni che aveva un costo economico era l'adesione all'associazione per il Tibet: 300 euro l'anno! Sugli altri due punti ci saremmo accontentati di progetti e programmi!! Ebbene la risposta che ricevemmo fu assolutamente negativa su tutti e tre le tematiche. Dunque, tecnicamente, è stato Roberto Cenni a cacciare i Radicali dalla sua maggioranza. Ne abbiamo preso atto ed agito di conseguenza! Da allora, tuttavia, anche la vita del governo cittadino si è impaludata ogni giorno di più! La maggioranza che aveva sostenuto Cenni fino ad allora si è liquefatta. Alcuni partiti sono praticamente scomparsi. E, da allora, forse anche con il concorso del drammatico esito delle sue vicende personali, Roberto Cenni da sindaco civico si è caratterizzato piuttosto come garante di un patto tra le correnti del PDL occupate, più che altro, a dividersi le società pubbliche cittadine! Con in più, sottobanco ma largamente visibile, accordi con il PD!! Sono le cose che, cara Maila, come puoi leggere quasi quotidianamente sul blog LiberamentePrato, l'obbiettivo delle nostre osservazioni e riflessioni critiche. Non vorrei che queste tue considerazioni sul cambio di campo nostro o del M5S fossero però dettate da una tua preoccupazione "egoistica": non essere più l'unica personalità o forza politica a fare opposizione a tutto campo in città. Perchè come sai, non risparmiamo critiche, come te, peraltro, neppure al versante di "sinistra" della politica cittadina! Dunque Maila, sursum corda. Non sempre il detto "meglio soli che male accompagnati" è veritiero: in politica quasi mai!! 
Vittorio Giugni

lunedì 15 luglio 2013

Tutti a chiedere le dimissioni del Sindaco di Prato

Coloro che ora chiedono, per vari motivi ma in particolare per l'affaire Bettazzi e ASM, le dimissioni del sindaco Cenni, sono proprio quelli che l'hanno sostenuto ed eletto pubblicamente e a gran voce.

Ecco il M5S -sezione Barosco - dopo aver chiesto le dimissioni per i polli alla diossina dell'inceneritore di Baciacavallo, ora torna a chiederle per la questione del presidente del consiglio comunale Bettazzi.
Avrebbe dovuto farlo già dopo pochi mesi dalle elezioni, diciamo che sono in ritardo di almeno due anni, visto che il programma del sindaco e della relativa coalizione è miseramente naufragato. Rifiuti in testa. Do you remember Vedelago? O Gonfienti, su cui le Cinque Stelle Sezione Barosco hanno fatto una tardiva rimessa dal calcio d'angolo qualche giorno fa nel tentativo di andare in porta.

E così altri, come i Radicali locali, che nel 2009 appoggiarono Cenni. Il simpatico Vittorio Giugni lo attacca apertamente dal suo blog, agguerritissimo da qualche mese a questa parte contro il primo cittadino. Certo, le cose possono cambiare con relative aspettative deluse...

Senza contare coloro che come gli 'Indipendenti per Prato', capeggiati dal Dottor Innaco,  erano un tutt'uno con Mister Sasch, e diversi altri che lo sostenevano...

Così che Cenni è ormai 'zoppo' con diversi problemi di maggioranza in consiglio comunale, e non  vedo come riuscirà a ricandidarsi con una qualche credibilità o sostegno.

Detto brevemente, tutta questa serie di richieste di dimissioni (che vengono soprattutto dalla 'sua' parte) hanno proprio il fine di screditare Cenni, in modo che una sua eventuale ricandidatura risulti debole e quindi non percorribile.

Le parrocchie, dove spesso non c'è rispetto

"Cara Maila,
ti scrivo perché so che tu vivi vicino a una parrocchia e, come me, ne subisci le attività.
D'estate, nei grandi spazi che hanno in uso le parrocchie, nelle case della gioventù eccetera, vi si svolgono i campi estivi, oppure matrimoni, festeggiamenti vari, e si  verifica di frequente mancanza di rispetto nei confronti degli altri.
Di solito la musica è fatta andare a tutto volume fino a mezzanotte, come in una discoteca (perché sempre così alta e nessuno controlla?), e anche negli oratori, i giovani si permettono di farci ascoltare per ore musica al mattino al fine di intrattenere i ragazzi. La confusione, anche senza musica, è spesso insopportabile.
Sinceramente non ne possiamo più di questa loro prepotenza. Ho scritto anche una lettera al parroco, nella speranza che servisse a qualcosa; ma loro tendono a fare i loro interessi, e basta.
Ti prego di pubblicare questa mia lettera sul tuo diario, affinché si sappia cosa succede, e che nessuno ha il coraggio di parlare. Se facessimo noi quello che fanno lo, sarebbe subito fermati.
Grazie.

Anna G.

Faccine: prossima presentazione e dove

Dopo la bella presentazione di ieri sera del mio libro Faccine, La nostra vita su Facebook, con partecipato e lungo dibattito al Pereto della Baracca, la prossima avrà luogo al Giardino Buonamici di Prato domenica 1 settembre, ore 21,30.
Intanto il libro si può acquistare presso di noi, al Teatro La Baracca, oppure presso la Libreria Mondadori di Prato o, ancora, facendo specifica richiesta all'indirizzo teatrinodilegno@libero.it.

domenica 14 luglio 2013

Pasticcio kazaco

Per capire meglio il pasticcio kazaco, di cui due ministri della Repubblica Italiana, Bonino e Alfano, hanno dichiarato di non sapere nulla,  in cui Alma Shalabayeva, moglie del dissidente Mukhtar Ablyazove, e sua figlia Alua sono state rispedite al dittatore Nursultan Nazarbayev (che dicono 'caro amico' di Berlusconi), va forse sottolineato il fatto che  ENI è uno dei più importanti partner privati del Kazakistan. "Le relazioni con la compagnia italiana risalgono al 1992, quando venne firmato il primo accordo di ripartizione della produzione del campo di Karachaganak, nel nord del paese, di cui dal 1997 l'Agip è operatore e da cui già estrae il petrolio con una licenza per quaranta anni. Scoperto nel 1979 questo campo copre un'area di 450 km² e le compagnie si sono organizzate nel consorzio Karachaganak Integrated Organization (KIO) che vede la partecipazione di: ENI/Agip e British Gas (co-operatori al 32.5%), ChevronTexaco (20%) e la compagnia russa Lukoil (15%)." (Wikipedia).

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...